10° report Federconsumatori sulla TARI

Federconsumatori ha realizzato il 10° Report nazionale su “Servizi e Tariffe dei Rifiuti”, in cui sono stati presi in esame gli importi della TARI 2016 in 109 Comuni capoluogo di provincia.

Nel 2014-15 la percentuale di raccolta differenziata ha raggiunto il 45,2 % dato medio nazionale con il miglior risultato al Nord (56,7%) seguito dal Centro (40,8%) e dal Sud il (31,3 %). Durante il periodo 2010-2014 la percentuale di raccolta differenziata è aumentata mediamente del 28% con punte del 50% di incremento al Centro Italia.

Appare evidente come la spesa al Sud rispetto al Nord-Est si attesti a +92 euro, ovvero il 37% in più. Anche qui è evidente che i livelli di raccolta differenziata sono molto più alti nel Nord-Est rispetto al Sud ed alle Isole e c’è molto da lavorare per rendere efficiente la spesa e dare vita ad una economia circolare virtuosa, che consumi meno materie prime e ricicli a nuova vita le materie trasformate, riducendo così l’impatto ambientale.

Volendo gettare uno sguardo sulla spesa media regionale nei comuni capoluogo di provincia (TAB.5) emerge che a Bolzano e Trento la famiglia tipo paga mediamente 178,50 euro, seguono in ordine il Friuli con 227 euro, il Molise e Veneto con 228 euro, Marche e Lombardia con 232 euro mentre quelle con la spesa media più elevata risultano essere la Campania con 427 euro, a seguire Sicilia 381 euro, Puglia 343 euro, Toscana 332 euro, Lazio 331 euro a fronte di una media nazionale di 296 euro.

Per quanto riguarda i 10 comuni capoluogo di Provincia su 109 (TAB. 6) dove la spesa annua 2016 (sempre per la famiglia tipo di tre persone e 100 mq) è più alta troviamo: Siracusa 502 euro, Cagliari 497 euro, Reggio Calabria 481 euro, Salerno 468 euro, Benevento 465 euro, Napoli 448 euro, Pisa 445 euro, Grosseto 429 euro, Catania 427 euro, Messina 413 euro. Le 10 città meno care sono: Belluno 149 euro, Sanluri 161 euro, Udine 162 euro ,Vibo Valentia 164 euro, Brescia 165 euro, Pordenone e Mantova 190 euro, Trento 192 euro, Verona 193 euro, Cremona 195 euro.

Considerando che la spesa media è di 296 euro anche qui è evidente una marcata differenza sia nella spesa sia nella qualità dei servizi che in molti casi non trovano alcuna giustificazione.

Per quanto riguarda le grandi città capoluogo di regione (sempre TAB.6) vediamo che Cagliari si colloca al primo posto come l’hanno scorso con 496 euro, altrettanto Napoli 448 euro e Roma con 389 euro, l’Aquila 370 euro, Venezia 355 euro, Genova 352 euro, Bari 345 euro, Milano 324 euro, Perugia 322 euro, Palermo 308 euro, Trieste 295 euro, Bologna 286 euro, Catanzaro 264 euro, Ancona 251 euro, Firenze 236 euro, Potenza 224 euro, Trento 192 euro, Bolzano 165 euro.

Da questo quadro di dati è evidente che nel 2016 le tariffe dei rifiuti sono stabili rispetto al 2015 a fronte di una deflazione del -0,1%. Ma se confrontiamo le tariffe del 2016 rispetto a quelle del 2010 l’aumento è invece triplicato rispetto all’inflazione nel medesimo periodo. Se guardiamo tale dato rispetto agli ultimi 3 anni, in un periodo di deflazione, l’aumento è stato di 20 volte in più dell’inflazione del periodo .

Il report completo e le tabelle sono scaricabili qui di seguito:

10° Rapporto TARI 2016

Tari 2016_109 media nazionale 2013-16_TAB1

Tari 2016_105 confronto 2010-16_TAB2

Tari 2016_109 fasce abitanti_TAB3

Tari 2016_109 NordCentroSud_TAB4

Tari 2016_109 regioni_TAB5

Tari 2016_109 graduatoria 3componenti_TAB6

 

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