Fondo Immobiliare Europa 1 di Poste: c’è accordo per i rimborsi

Finalmente abbiamo trovato un accordo con Poste Italiane per il rimborso ai risparmiatori di quanto perso con il Fondo immobiliare Europa 1 di Poste Italiane. Questi i fatti:

Il fondo d’investimento è stato costituito dalla VegaGest S.G.R. e collocato da Poste Italiane S.p.A. e aveva come finalità quella di gestire gli immobili del patrimonio per poi venderli alla scadenza dell’investimento, permettendo agli investitori di trarre profitto sia dalla gestione che dalla successiva vendita.

Purtroppo il fondo ha perso circa il 36,09% e i numerosi sottoscrittori, molti dei quali anziani clienti di Poste Italiane, non hanno avuto indietro quanto investito.

L’accordo stipulato con le associazioni di consumatori prevede che  entro il 31 dicembre 2018 Poste provvederà al pagamento dell’intero capitale investito, con le seguenti modalità.

A tutti gli ultraottantenni (80% dei risparmiatori) Poste Italiane garantisce l’immediata integrale restituzione del capitale investito, in valuta, considerate le cedole già ricevute dal risparmiatore.

A tutti gli infraottantenni verrà proposta la sottoscrizione di una polizza ramo I vita, quinquennale, emessa da Poste Vita. Allo scadere dei 5 anni, a prescindere dal risultato operativo della polizza, il risparmiatore riceverà la somma necessaria a raggiungere il capitale investito nel fondo, considerate le cedole già ricevute.

Gli infraottantenni appartenenti a specifiche categorie (terremotati, residenti in zona “Ponte Morandi”, con familiari aventi disabilità gravi, disoccupati, categorie no tax etc. etc.) attraverso una procedura di conciliazione paritetica gestita dalle associazioni dei consumatori potranno ottenere l’immediata integrale rifusione del capitale investito, in valuta. In caso di mancato accordo i risparmiatori potranno, comunque, aderire alla sottoscrizione della polizza quinquennale.

Siamo ancora in trattativa per la definizione dei parametri oggettivi di riferimento, fermo restando che verrà utilizzata una formula aperta per consentire l’estensione dei benefici anche a casi specifici non ricompresi tra i parametri concordati ma che comportino, comunque, situazioni di grave disagio (ad esempio il grave infortunio di un lavoratore autonomo).

Entro dicembre 2018 dovranno essere avviate le procedure di conciliazione o la sottoscrizione delle polizze.

Il protocollo è riservato a chi ha mantenuto l’investimento presso le Poste, tuttavia, in alcuni casi specifici, se adeguatamente motivata la necessità, attraverso la conciliazione si potranno gestire anche casi di persone in difficoltà che abbiano trasferito la gestione del fondo.

Invitiamo tutti i sottoscrittori del Fondo Europa 1 a contattarci al n.051/6087120 o a scriverci su info@federconsumatoribologna.it per fissare appuntamento con i nostri consulenti.

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Attenzione! Sospetto di truffa energia elettrica

Ci stanno telefonando numerose persone che hanno notato, nella loro bolletta di energia elettrica a maggior tutela di Servizio Elettrico Nazionale (SEN), la dicitura “cessazione contratto” e la restituzione del deposito cauzionale. Telefonando al  gestore, hanno appreso di aver cambiato a loro insaputa il fornitore di energia.

Sospettiamo che uno o più agenti commerciali, che lavorano per conto di fornitori sul mercato libero, abbiano ottenuto i dati delle forniture e i codici fiscali di alcuni clienti di SEN e li abbiamo usato in modo fraudolento per l’attivazione di contratti sul mercato libero. 

Purtroppo questo non è un comportamento nuovo e temiamo che, con la prossima abolizione del mercato di maggior tutela prevista per luglio 2019, assisteremo ad una proliferazione di casi analoghi, se l’Autorità per l’Energia non interverrà in modo molto più deciso di quanto non abbia fatto finora.

Il nostro consiglio è quello di controllare sempre con attenzione le proprie bollette (non limitarsi solo all’importo da pagare!) e di informarsi subito presso il venditore se si notano della voci anomale. 

Come fare se si ha il sospetto di aver subito un raggiro? La prima cosa da fare è scoprire quale venditore ha attivato il contratto fraudolento, utilizzando il servizio SMART Info dello Sportello per il Consumatore di Energia a questo link

In alternativa, ci si può rivolgere ad una associazione dei consumatori che svolgerà e opportune verifiche.

Una volta scoperto il venditore, si deve immediatamente scrivere un reclamo, disconoscendo il contratto, chiedendone copia e chiedendo anche di tornare immediatamente al precedente fornitore. Si può anche fare denuncia contro ignoti. Le fatture eventualmente ricevute dal venditore fraudolento vanno contestate e non pagate, nel caso rivolgendosi ad un’associazione dei consumatori che avvierà una procedura di conciliazione. Noi siamo disponibili al n.051/6087120  nelle nostre sedi di Bologna e provincia.

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MERCATO ENERGETICO: rispettare la libertà degli utenti

A seguito di numerose segnalazioni da parte di consumatori che lamentano inganni, fumosità e superficialità nelle informazioni che vengono date dai gestori del mercato energetico Federconsumatori ritiene opportuno fare chiarezza e richiamare le aziende a maggiore correttezza, circa il diritto dei consumatori a ritornare al contratto di maggior tutela uscendo dal cosiddetto libero mercato.
È emerso che presso gli uffici delle aziende che possono proporre contratti di maggior tutela, non sia possibile in alcun modo sottoscrivere un contratto di rientro al mercato tutelato.
L’utente, infatti, non viene né informato né assistito e dovrebbe spedire, autonomamente, una comunicazione contenente tale richiesta senza alcun tipo di ausilio utile a redigere la documentazione necessaria.
È evidente, quindi, la complessità e la difficoltà a compiere tale operazione, specialmente per le persone non avvezze ai disbrighi burocratici.
Inoltre, viene insinuato il dubbio, da parte degli operatori, che non vi è alcuna certezza che la richiesta dell’utente venga accolta in tempi ragionevoli.
Questi comportamenti, per Federconsumatori, sono da considerarsi come pratiche commerciali scorrette, vietate dalla normativa vigente.
Vogliamo denunciare, inoltre, che i gestori del mercato energetico utilizzano spesso questa invenzione per non fare tornare al mercato tutelato gli utenti affermando: “una volta effettuato il passo al mercato libero non si può più tornare indietro” affermazione che è totalmente falsa.
L’Autorità per l’Energia ha espressamente stabilito che in qualsiasi momento è possibile chiedere il rientro nel mercato tutelato sia per la luce che per il gas.
La libera scelta del consumatore non può trovare ostacoli che in realtà sono volti a danneggiare uno dei competitor del mercato, in questo specifico caso, l’Acquirente Unico.
Riteniamo che la concorrenza, tra le aziende del settore, si deve giocare solo sul prezzo dell’energia e il consumatore premierà sicuramente chi saprà essere più vantaggioso e offrirà migliori servizi.
Queste pratiche commerciali che impediscono all’utente di esercitare liberamente il suo diritto di scegliere il contratto che preferisce, saranno segnalate alla competente Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato affinché adotti gli opportuni provvedimenti sanzionatori.
Federconsumatori auspica che il processo di liberalizzazione del mercato avvenga in maniera trasparente e con effettiva concorrenza dei prezzi tra le aziende e non attraverso l’uso di informazioni false.

Federconsumatori Emilia Romagna

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RyanAir: per l’Antitrust la nuova policy sul bagaglio a mano è ingannevole

È di poche ore fa l’annuncio dell’avvio del procedimento Antitrust contro RyanAir in seguito alla nostra segnalazione delle scorse settimane sul nuovo regolamento tariffario per il trasporto dei bagagli a mano che sarà in vigore dal 1 novembre.
Nel momento in cui è stata annunciata la possibilità di portare a bordo gratuitamente solo una piccola borsa personale e l’obbligo di pagare una cifra compresa tra 8 e 10 euro per il trasporto del classico trolley da cabina, abbiamo richiamato l’attenzione dell’Authority su un comportamento che costituisce a tutti gli effetti una pratica commerciale scorretta e ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiesto chiarimenti a RyanAir, prospettando sanzioni pecuniarie e confermando la pressoché inesistente trasparenza tariffaria che caratterizza i prezzi imposti dalla compagnia irlandese: l’AGCM, dandoci pienamente ragione, ha sottolineato che il trasporto del bagaglio a mano è da considerare come un “elemento indispensabile del servizio di trasporto passeggeri”, quindi l’imposizione di un sovrapprezzo provoca una “falsa rappresentazione del reale costo del biglietto” che incide sulla comparazione con i prezzi applicati dalle altre compagnie. Anche l’Autorità ha rilevato, così come da noi segnalato, che le continue modifiche apportate al regolamento creano confusione negli utenti e aumentano “il rischio di incorrere in sovraccosti”.

Naturalmente Federconsumatori accoglie con favore l’intervento dell’Antitrust e, considerando che RyanAir non è nuova a comportamenti non esattamente corretti e trasparenti, esortiamo gli utenti a scegliere con cura il vettore al momento dell’acquisto del biglietto, comparando con la massima attenzione il prezzo finale, e a segnalarci qualsiasi tipo di problematica con la compagnia. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale; per la provincia di Bologna si può chiamare il numero 051/6087120.

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Zona Mazzini senza telefono: assemblea pubblica

** AGGIORNAMENTO DEL 20/09/2018 **

Il 19/9/2018 si è svolta una riunione con i cittadini interessati della zona Mazzini.
A seguito della ricostruzione dei fatti ed accertato il periodo di mancanza del servizio, si è deciso di convocare un secondo incontro. L’obiettivo della riunione che proponiamo è quello di verificare eventuali ulteriori interventi per evitare in futuro i disagi subiti e di raccogliere le deleghe per procedere alla richiesta sugli indennizzi e risarcimenti spettanti agli utenti in base a quanto previsto dalla carta dei servizi telefonici
Siete invitati il giorno

VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2018  –  alle ore 18.30
PRESSO: Centro sociale Villa Paradiso   –  Via Emilia Levante 138 BOLOGNA

All’assemblea saranno presenti, per la Federconsumatori Bologna, il presidente Maurizio Gentilini e l’Avvocato Paolo Garagnani, collaboratore dell’Associazione ed esperto di telefonia.

Per i Cittadini che vorranno avviare la pratica per gli indennizzi si ricorda di portare una fotocopia della carta di identità e dell’ultima fattura.

 

 

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Nella zona  Mazzini-Bitone del Comune di Bologna si è verificata  negli ultimi giorni una interruzione del servizio telefonico e internet, che ha creato gravi problemi  per le famiglie, le imprese ed i cittadini coinvolti.
Per illustrare  i possibili interventi attuabili per evitare in futuro simili disagi e per informare sugli indennizzi e risarcimenti spettanti agli utenti, in base a quanto previsto dalla carta dei servizi telefonici, convochiamo una

ASSEMBLEA PUBBLICA
Mercoledì’ 19 settembre 2018
alle ore 18,30
Presso Centro sociale Villa Paradiso
Via Emilia Levante 138 BOLOGNA

All’assemblea saranno presenti Maurizio Gentilini, presidente di Federconsumatori Bologna, l’Avv. Paolo Garagnani collaboratore dell’Associazione e i dirigenti locali dello Spi/Cgil

 

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Servizio Civile 2019: vieni da noi!

Entro il 28 settembre i giovani dai 18 ai 29 anni   (28 anni e 364 gg alla data della domanda) possono fare domanda per partecipare ai progetti di Servizio Civile Volontario per l’anno 2019.

Il bando e tutte le informazioni sono disponibili sul sito dedicato al Servizio Civile  

Federconsumatori partecipa con il progetto “CONSUMIAMO INFORMATI”  che è consultabile sul nostro sito nazionale  e in estratto qui sotto. Proponiamo al volontario che sarà selezionato di aiutarci nell’informazione e nella tutela dei consumatori, con attività di sportello, lezioni, comunicazione web e social. Per partecipare al nostro progetto occorre compilare la domanda (vd sotto) e inviarla entro il 28/9 con tutti gli allegati:

  • per raccomandata al seguente indirizzo: Federconsumatori Bologna – Via del Porto 16 – 40122 Bologna (attenzione: la raccomandata deve PERVENIRE entro il 28 settembre);
  • per PEC (posta elettronica certificata)  su federconsumatoribologna@pec.it ;
  • a mano presso la nostra sede di Via del Porto 16 a Bologna negli orari di apertura.

Siamo a disposizione per tutte le informazioni alla nostra mail info@federconsumatoribologna.it

domanda_FEDERCONSUMATORI_BOLOGNA_CONSUMIAMO_INFORMATI

progetto FEDERCONSUMATORI CONSUMIAMO INFORMATI

Vi aspettiamo numerosi!

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Aggiornamento sul processo CARIFE

Si è tenuta ieri un’udienza nel processo penale CARIFE. Il Tribunale di Ferrara ha sciolto la riserva in ordine alle nuove costituzioni di parte civile nel processo.
Risulta, sostanzialmente, confermata l’ordinanza emessa dal Giudice dell’udienza preliminare; le parti civili da noi costituite, pertanto, sono definitivamente ammesse al risarcimento del danno derivante dai reati contestati agli imputati, con i seguenti limiti:
gli azionisti sottoscrittori dell’aumento di capitale sono stati ammessi al risarcimento del danno in relazione al reato di falso in prospetto (capo 1) alle varie ipotesi di aggiotaggio manipolativo e informativo (capi 2-6-7-8-9-10) e in relazione al reato di bancarotta.
gli azionisti non sottoscrittori dell’aumento di capitale sono stati ammessi al risarcimento del danno in relazione alle varie ipotesi di aggiotaggio manipolativo e informativo (capi 2-6-7-8-9-10) e in relazione al reato di bancarotta.

Tutti gli azionisti (sottoscrittori e non) non sono, invece, stati ammessi al risarcimento in relazione al reato di ostacolo alle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (per tali capi di imputazione, è stata ammessa la costituzione di parte civile unicamente della Consob e della Banca d’Italia).

Sulla base delle istanze presentate dai sottoscritti difensori nell’interesse delle parti civili “riunite” sotto l’ombrello di Federconsumatori Bologna sono stati citati come responsabili civili le società: Deloitte, Cassa di Risparmio di Cesena e Banca Valsabbina, che pertanto risponderanno economicamente per i danni cagionati dagli imputati che alle stesse fanno riferimento.

Il Tribunale ha, invece, escluso la citazione quale responsabile civile di Bper; a tal proposito, e riassumendo il più possibile, va ricordato che dal 20 novembre 2017 è operativa la fusione per incorporazione in Bper Banca S.p.A. di Nuova Carife S.p.A., ente ponte costituito a seguito della risoluzione di Carife S.p.A. in Amministrazione Straordinaria (società nell’alveo della quale gli odierni imputati, ai tempi dei fatti per cui è processo, ricoprivano ruoli dirigenziali) avvenuta con provvedimento dell’ente di controllo Banca d’Italia del 22 novembre 2015; successivamente alla risoluzione l’azienda bancaria è stata ceduta all’ente ponte con provvedimento di Banca d’Italia in pari data.
L’impressione è che il Tribunale, escludendo la citazione di Bper, abbia voluto accelerare i tempi del procedimento, evitando l’aggravio che sarebbe derivato dalle notifiche all’istituto e dalle successive attività processuali.

A questo punto il dibattimento, già formalmente aperto, riprenderà lunedì p.v. (23 luglio 2018) con l’audizione di un perito medico legale che verrà a relazionare sulla capacità o meno di stare in giudizio di un imputato con problemi di salute (Ezio Soardi) e con la lettura dell’ordinanza ammissiva delle prove.

Ovviamente daremo aggiornamenti sul nostro sito di ogni novità rilevante.

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Nuove procedure nella telefonia: un colpo durissimo per la tutela dei consumatori

COMUNICATO DELLE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI DI BOLOGNA
PER UNA TUTELA REALE DEGLI UTENTI NEI SERVIZI TELEFONICI

La riforma della conciliazione in materia di servizi telefonici, che verrà avviata per volere dell’AGCOM con la piattaforma ConciliaWeb il prossimo 23 luglio, è un colpo durissimo per i consumatori.

In particolare: la delibera AGCOM 2013/2018/CONS, diversamente da quanto poi predisposto in sede di implementazione della piattaforma ConciliaWeb, riconosce espressamente il ruolo fondamentale delle associazioni a tutela dei consumatori che attivano un servizio di conciliazione laddove dice: “É auspicabile che, attraverso la collaborazione con le Associazioni di consumatori e utenti iscritte nell’elenco di cui all’art. 137 del Codice del Consumo, si possa creare una rete di assistenza agli utenti ai fini della gestione delle procedure di risoluzione delle controversie.”
Nata, quindi, con il dichiarato intento di semplificare e rendere più efficienti le procedure, la nuova piattaforma nasconde alcune inaccettabili insidie per l’utente che voglia difendere i propri diritti in caso di disservizio.
Il nuovo programma informatico non è ancora stato approntato in maniera definitiva e gli inevitabili aggiustamenti “sul campo” saranno tutti a discapito dell’utenza.
Fortissime difficoltà avranno le fasce più deboli, in particolare coloro che sono sprovvisti o non avvezzi all’uso di mail, computer o strumenti informatici. La conclamata disponibilità del Corecom ad accogliere tale tipologia di persone si scontra inevitabilmente con le carenze strumentali del Corecom stesso, che non avrà la possibilità immediata di garantire una postazione informatica per l’utente e, ancor più dubbio, la possibilità di garantire la presenza di un proprio operatore in affiancamento a chi ne avesse necessità.
Ciò senza contare che il Corecom è un solo ufficio per tutta la Regione: è irrealistico e non rispondente al vero sostenere che il cittadino sia tutelato come è stato finora. Chi, tra coloro che non sono in grado di gestire autonomamente la procedura informatica, si muoverà dai confini della Regione sino a Bologna per depositare la propria istanza? Sarà molto più probabile che l’utente rinunci alla tutela. Con buona pace delle ragioni che spingono il legislatore a garantire sempre più ampie forme di tutela alternativa al giudizio.
Grandi perplessità sorgono anche dai documenti che sanciscono gli accordi. Considerato che è di fatto impedito alle Associazioni dei Consumatori di tutelare l’utente e che, nella prima fase della procedura che entrerà in vigore, le possibilità di accordo sono relegate a un confronto diretto e personale tra cittadino e gestore telefonico, l’accordo che dovesse scaturire dal loro confronto, oltre ad essere frutto di un dialogo impari, sarà comunque privo delle caratteristiche del titolo esecutivo e, in caso di inadempienza del gestore, il cittadino dovrà comunque rivolgersi al Giudice per farla rispettare.
Anche nella seconda ed eventuale fase, quella in cui il confronto si svolga dinnanzi al conciliatore, a differenza di quanto accade ora, non sarà affatto automatico e scontato che dal confronto possa uscire un unico documento, con la sottoscrizione di tutte le parti. Con tutto ciò che tale mancanza può portare in termini di certezza ed efficacia dell’accordo.
Attualmente i tavoli Corecom che lavorano contemporaneamente sono molteplici. Entrata in vigore la riforma, il Corecom Emilia Romagna avrà invece una sola Virtual Room, cioè una sola stanza virtuale in cui il conciliatore possa trattare, una alla volta, le conciliazioni. Con la conseguenza di rendere più lungo e difficile il procedimento.
Tutto questo pone seri interrogativi circa la legittimità costituzionale della riforma, che allontana il cittadino dalle garanzie di tutela, creando innumerevoli difficoltà operative, ma mantenendo obbligatorio il tentativo di conciliazione prima di qualsiasi altra iniziativa giudiziale.
Chiediamo pertanto con forza una proroga dell’entrata in vigore della piattaforma ConciliaWeb fino a quanto non sia introdotta la possibilità per le Associazioni di Consumatori di accedere alla piattaforma e continuare svolgere l’imprescindibile attività di tutela degli utenti e di assistenza nella predisposizione delle domande di conciliazione nelle controversie telefoniche, che la stessa delibera dell’AGCOM ci riconosce.

Bologna, 5 luglio 2018

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Sovraindebitamento e “fallimento del consumatore”: ne parliamo in un seminario

Un evento imprevisto come la perdita del posto di lavoro o un problema di salute può provocare l’irreversibile impoverimento del nucleo famigliare. Sono pochi gli strumenti legislativi utilizzabili per uscire da queste situazioni, quando le scadenze si accumulano. Nel 2012, pur con molti limiti, è stata approvata la cosiddetta “legge salva-suicidi” , n.3/2012 , purtroppo non sufficientemente conosciuta.

Ne parliamo in un incontro pubblico con:

  • Giuliano Barigazzi (Assessore Sanità e Welfare Comune di Bologna),
  • Avv.Silvia Villa (referente dell’Organismo di Composizione della crisi da sovraindebitamento dell’Ordine degli Avvocati Bologna),
  • Avv. Antonella Gavaudan (Consiglio Ordine Avvocati Bologna),
  • Avv. Paolo Garagnani (consulente Federconsumatori),
  • Maurizio Lunghi (segretario Cgil Bologna).

 

GIOVEDÌ 22 GIUGNO dalle ore 14.00

 presso il Salone della CGIL di Bologna, Via Marconi 67

Sovraindebitamento famigliare_ che fare_Federconsumatori Bo 28 giugno 2018

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Assemblea per gli investitori di diamanti

Dal mese di novembre del 2017 Federcosumatori Bologna ha iniziato l’attività di tutela per i risparmiatori che avevano investito i loro risparmi acquistando diamanti, chiedendo poi di rientrare in possesso del capitale relativo investito. Con alcuni Istituti bancari si è ottenuto un buon risultato e ad alcuni risparmiatori è stato già restituito il capitale, mentre per altri si è avviata una vendita; con un alcune banche invece non si è ancora tenuta un’azione di rimborso.
Pertanto diventa necessario fare il punto della situazione con i diretti interessati per decidere come procedere.
L’incontro è aperto anche alla partecipazione dei risparmiatori che intendono rientrare in possesso dei capitali investiti , per informazioni ed eventuali azioni di tutela.

Ne parleremo

GIOVEDÌ 14 GIUGNO 2018, ORE 18
Presso: CAMERA DEL LAVORO BOLOGNA, VIA MARCONI 67 2° PIANO

 

saranno presenti il Presidente, i Collaboratori ed i Legali dell’Associazione.

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