Iva sulla tassa rifiuti: a volte ritornano

Sta girando sui social network un comunicato che afferma in modo piuttosto vago che la tassa rifiuti non sarebbe dovuta in base ad una sentenza della Cassazione. In altre versioni, non sarebbe dovuta l’IVA sulla tassa rifiuti. La questione è vecchia e purtroppo, come spesso accade, si ricicla continuamente sui social.

Innanzitutto, una precisazione importantissima: la faccenda NON riguarda l’attuale tassa dei rifiuti TARI ma  riguarda la TIA, ovvero la vecchia tassa che alcuni comuni avevano adottato  prima che entrasse in vigore la TARI.

Già questo sgombra il campo da molte questioni: se non avete mai pagato la TIA, perché il vostro Comune non l’ha mai adottata, potete anche smettere di leggere qui. Per verificare si possono controllare i bollettini di pagamento  oppure chiedere direttamente al Comune. Per quanto riguarda la provincia di Bologna, sono interessati alcuni comuni ma non il Comune di Bologna.

La sentenza di cui si parla nel comunicato che gira su Facebook e WhatsApp è del 2009. Nel 2012-2013 abbiamo avviato due cause pilota per alcuni cittadini che ci  hanno dato mandato, dopo aver fatto numerose assemblee nei comuni  interessati. Una delle cause è andata bene e i cittadini hanno avuto il  rimborso.

Nella seconda causa purtroppo il giudice ha ritenuto di non essere competente ed  ha  respinto la richiesta di decreto ingiuntivo, che non abbiamo ripresentato in Commissione Tributaria a causa dei costi.
Anche in altri territori si sono avuti rimborsi in primo grado o in appello.

Al momento, non abbiamo in  programma di avviare altre cause pilota per rimborsi che comunque sarebbero prescritti se non si è inviata per tempo la richiesta di rimborso con raccomandata. Infatti la TIA è stata sostituita dal 2014 dalla TARI.

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Serata anti-truffe a Granarolo

Giovedì 29 novembre alle 20.30 il nostro presidente Maurizio Gentilini parteciperà alla serata di informazione e prevenzione delle truffe organizzata dal Comune di Granarolo dell’Emilia, presso il Teatro TaG in via S. Donato n. 209/b.
Interverranno: Valter Giovannini, Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Bologna e Valerio Molinari di SPI-CGIL.
Vi aspettiamo numerosi!

Incontro Contro Truffe Raggiri_Granarolo 29_11_18

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Nuova legge sui panifici

È stata modificata, con il Decreto Interministeriale 1 ottobre 2018, n.131, la normativa sui panifici, che contiene alcune novità interessanti per i consumatori.
Innanzitutto, con “panificio” si può indicare solo l’impresa che svolge l’intero ciclo di produzione dalla lavorazione delle materie prime alla cottura finale , quindi non le rivendite di pane lavorato e cotto altrove. Il “pane fresco” è solo quello preparato secondo un processo di produzione continuo, privo di interruzioni per il congelamento e privo di additivi conservanti. Inoltre, non devono passare più di 72 ore dall’inizio della lavorazione fino al momento della messa in vendita del prodotto.

Il “pane conservato o a durabilità prolungata” che non rientra nella definizione di cui sopra e che quindi è stato sottoposto ad un procedimento di conservazione (es congelamento) durante la lavorazione deve contenere una dicitura in etichetta che ne evidenzi il metodo di conservazione utilizzato, nonché le eventuali modalità di conservazione e di consumo. Deve inoltre essere venduto in comparti separati rispetto al pane fresco.

La normativa non si applica al pane confezionato ma solo a quello sfuso.

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Black Friday e Cyber Monday: istruzioni per l’uso

Il Black Friday è il giorno in cui moltissimi negozi praticano sconti anche sostanziosi sui prodotti. Negli USA, dove è nato, il Black Friday è il giorno dopo il Ringraziamento, quindi il 4° venerdì del mese di novembre. Il lunedì successivo è invece il Cyber Monday, la giornata di sconti nell’e-commerce. Quest’anno il Black Friday è il 23 novembre, ma ormai da qualche anni la “giornata” è diventata un periodo più o meno lungo: alcuni negozi hanno iniziato gli sconti già un settimana prima.

Come per i saldi, anche il Black Friday e il Cyber Monday possono riservare delle brutte sorprese, quindi è bene ricordare di non abbassare mai la guardia nella foga dell’acquisto a tutti i costi e seguire i consigli nella nostra infografica :

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Telefonia: denunciamo gravi disagi sulle conciliazioni Agcom

Le Associazioni dei Consumatori del territorio di Bologna firmatarie di questo comunicato esprimono grande preoccupazione sull’andamento delle conciliazioni telefoniche presso il Corecom, a quasi quattro mesi dall’introduzione della nuova piattaforma telematica ConciliaWeb.

Presentata come uno strumento di maggior tutela per gli utenti, rispetto al precedente sistema delle udienze svolte di persona, il ConciliaWeb in realtà non ha ancora fatto vedere i suoi frutti, anzi, ha reso più difficile l’accesso al sistema di conciliazione a quegli utenti privi di conoscenze informatiche, ovvero la maggior parte degli utenti di fascia d’età medio- alta.

Le Associazioni dei consumatori hanno iniziato subito dopo l’entrata in vigore della nuova procedura a depositare le istanze ma, a tutt’oggi, non hanno visto fissare ancora alcuna udienza.

Tra gli intenti principali dichiarati vi era quello di velocizzare i tempi del procedimento, cronicamente afflitti da grandi ritardi, ma ad oggi l’obiettivo non sembra essere stato affatto raggiunto.

L’utente infatti, certamente oggi non meno di prima, dopo il deposito della domanda cade in un limbo, nel quale il più delle volte non ha notizie, riscontri, percepibili manifestazioni di un’evoluzione della questione, né tanto meno prospettive sicure e prevedibili sui tempi di sviluppo della vicenda.

Con la conseguenza che, se l’alternativa è quella dell’azione giudiziale, visti i valori economici medi della controversia, l’evidente sproporzione tra la certezza dei costi di una causa e la potenzialità dei benefici induce i cittadini, seppur insoddisfatti, a rinunciare alla tutela.

Non sappiamo quali siano le cause del ritardo nella gestione delle pratiche, se la piattaforma del ConciliaWeb sia stata lanciata dall’Agcom troppo affrettatamente, senza che potesse garantire una piena operatività, ma il dato oggettivo e non confutabile è che, ad oggi, il nuovo sistema non funziona come era stato prospettato e non dà agli utenti i vantaggi che erano stati loro promessi.

Le Associazioni :

Adoc
Arco
Casa del consumatore
Cittadinanzattiva
Confconsumatori
Federconsumatori
Lega Acli
Unione Nazionale Consumatori

Bologna, 15/11/2018

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Maltempo e blackout: tempi e indennizzi

A causa del maltempo ci sono state numerose interruzioni di energia soprattutto, per quanto riguarda la provincia di Bologna, nelle zone montane, con tutti gli immaginabili disagi. Sul sito di E-Distribuzione è presente un aggiornamento in tempo reale e il numero di segnalazione guasti 803 500 . In caso di interruzione di energia elettrica, oltre a segnalare subito il guasto, consigliamo di annotare l’ora dell’interruzione e del ripristino, al fine di verificare il pagamento in bolletta degli indennizzi automatici. Infatti, la Delibera dell’Autorità per l’Energia n.127 del 9/03/2017 ha stabilito tempi certi per il ripristino delle forniture in caso di eventi imprevisti e indennizzi da corrispondere automaticamente in bolletta in caso di superamento dei termini.

I termini dipendono dalla zona, se è più o meno densamente abitata. I Comuni con più di 50.000 abitanti sono considerati “alta concentrazione”, quelli con più di 5.000 ma meno di 50.000 abitanti  “media concentrazione” e quelli con meno di 5.000 abitanti  oppure  localizzati ad altitudini superiori a 1.500 metri sul livello del mare “bassa concentrazione”.

Con il superamento degli standard, scatta il diritto all’indennizzo.

Il pagamento avviene direttamente in bolletta senza bisogno di fare specifico reclamo, entro 60 giorni dall’interruzione. Non è esclusa la possibilità di chiedere dei danni se sono dimostrabili. Vi invitiamo quindi a verificare nelle bollette di prossima emissione e di contattarci se non è presente alcun indennizzo oppure se si vuole avanzare una richiesta di risarcimento danni.

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Connessione internet: occhio al bollino

L’Autorità per le Comunicazioni ha cambiato in modo radicale, con la delibera 292/2018, il modo in cui le compagnie telefoniche potranno in futuro pubblicizzare le proprie offerte internet.
È finita l’era della “fibra” che non è vera fibra ma solo una potenziata ADSL: dal prossimo anno le offerte di connessione internet dovranno identificare in modo chiaro e comprensibile la qualità e il tipo di servizio.
L’Autorità ha classificato i tipi di connessione con varie sigle:

FTTH (Fiber To The Home): la vera e propria fibra, ovvero una rete di accesso in fibra ottica fino all’abitazione dell’utente;

FTTB (Fiber To The Building): una rete in fibra ottica che si estende fino la base dell’edificio dell’utente finale, mentre all’interno dell’edificio sono utilizzati portanti trasmissivi in rame.

FTTN (Fiber To The Node) o FTTC (Fiber To The Cabinet) : una rete che usa la fibra ottica fino ad un nodo
intermedio (cabina) e cavi in rame per arrivare all’utente finale. È la maggior parte della “fibra” che viene venduta oggi, che per il cosiddetto “ultimo miglio” è sostituita dal rame con evidenti perdite di velocità.

FTTE (Fiber To The Exchange): una rete che impiega esclusivamente cavi in rame fino all’abitazione dell’utente finale (ad esempio l’ADSL). La velocità massima di questo tipo di rete dipende dalle caratteristiche del doppino (lunghezza, rumorosità e qualità del cavo)

FWA (Fixed Wireless Access): sono le reti in cui la fibra ottica e/o altro mezzo raggiunge una stazione radio base a cui sono collegati i terminali degli utenti in modalità wireless.

Nelle pubblicità e nelle fasi pre-contrattuali e contrattuali i gestori devono specificare a quale tipo di connessione appartiene l’offerta e possono usare il termine “fibra”, da solo, unicamente se il servizio è del tipo FTTH/FTTB, ovvero se i cavi di fibra ottica arrivano fino al piano terra del palazzo o fino all’appartamento.
Per i servizi di altro tipo, devono specificare che la fibra è “mista rame” o “mista radio”. Per le offerte ADSL non si può usare affatto il termine “fibra”.

Per agevolare il consumatore sono previsti dei bollini di diverso colore:


È previsto un periodo sperimentale fino al 31 dicembre 2018 , al termine del quale salvo modifiche, l’obbligo varrà per tutte le offerte al pubblico.

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Euro 4, incentivi, deroghe, ecc: assemblea informativa

A seguito della nota vicenda del blocco della circolazione dei diesel Euro 4 e del successivo rinvio, alcune persone si sono rivolte alla nostra associazione per avere chiarimenti, soprattutto sugli annunciati incentivi alla rottamazione. In particolare chi, a seguito dell’annuncio di blocco dal 1 ottobre, si è affrettato a cambiare la sua vecchia auto, rischia di rimanere escluso dalla politica di rottamazione e relativi incentivi, che è stata annunciata dalla Città Metropolitana ma non ancora deliberata.

Per tutti gli interessati, convochiamo  un’assemblea pubblica il giorno

31 ottobre 2018
dalle ore 17.30
presso la nostra sede di  Via del Porto 16 a Bologna

con la presenza del nostro presidente Maurizio Gentilini e del nostro consulente Avv Fabio Ianaccone.

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Fondo Immobiliare Europa 1 di Poste: c’è accordo per i rimborsi

Finalmente abbiamo trovato un accordo con Poste Italiane per il rimborso ai risparmiatori di quanto perso con il Fondo immobiliare Europa 1 di Poste Italiane. Questi i fatti:

Il fondo d’investimento è stato costituito dalla VegaGest S.G.R. e collocato da Poste Italiane S.p.A. e aveva come finalità quella di gestire gli immobili del patrimonio per poi venderli alla scadenza dell’investimento, permettendo agli investitori di trarre profitto sia dalla gestione che dalla successiva vendita.

Purtroppo il fondo ha perso circa il 36,09% e i numerosi sottoscrittori, molti dei quali anziani clienti di Poste Italiane, non hanno avuto indietro quanto investito.

L’accordo stipulato con le associazioni di consumatori prevede che  entro il 31 dicembre 2018 Poste provvederà al pagamento dell’intero capitale investito, con le seguenti modalità.

A tutti gli ultraottantenni (80% dei risparmiatori) Poste Italiane garantisce l’immediata integrale restituzione del capitale investito, in valuta, considerate le cedole già ricevute dal risparmiatore.

A tutti gli infraottantenni verrà proposta la sottoscrizione di una polizza ramo I vita, quinquennale, emessa da Poste Vita. Allo scadere dei 5 anni, a prescindere dal risultato operativo della polizza, il risparmiatore riceverà la somma necessaria a raggiungere il capitale investito nel fondo, considerate le cedole già ricevute.

Gli infraottantenni appartenenti a specifiche categorie (terremotati, residenti in zona “Ponte Morandi”, con familiari aventi disabilità gravi, disoccupati, categorie no tax etc. etc.) attraverso una procedura di conciliazione paritetica gestita dalle associazioni dei consumatori potranno ottenere l’immediata integrale rifusione del capitale investito, in valuta. In caso di mancato accordo i risparmiatori potranno, comunque, aderire alla sottoscrizione della polizza quinquennale.

Siamo ancora in trattativa per la definizione dei parametri oggettivi di riferimento, fermo restando che verrà utilizzata una formula aperta per consentire l’estensione dei benefici anche a casi specifici non ricompresi tra i parametri concordati ma che comportino, comunque, situazioni di grave disagio (ad esempio il grave infortunio di un lavoratore autonomo).

Entro dicembre 2018 dovranno essere avviate le procedure di conciliazione o la sottoscrizione delle polizze.

Il protocollo è riservato a chi ha mantenuto l’investimento presso le Poste, tuttavia, in alcuni casi specifici, se adeguatamente motivata la necessità, attraverso la conciliazione si potranno gestire anche casi di persone in difficoltà che abbiano trasferito la gestione del fondo.

Invitiamo tutti i sottoscrittori del Fondo Europa 1 a contattarci al n.051/6087120 o a scriverci su info@federconsumatoribologna.it per fissare appuntamento con i nostri consulenti.

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Attenzione! Sospetto di truffa energia elettrica

Ci stanno telefonando numerose persone che hanno notato, nella loro bolletta di energia elettrica a maggior tutela di Servizio Elettrico Nazionale (SEN), la dicitura “cessazione contratto” e la restituzione del deposito cauzionale. Telefonando al  gestore, hanno appreso di aver cambiato a loro insaputa il fornitore di energia.

Sospettiamo che uno o più agenti commerciali, che lavorano per conto di fornitori sul mercato libero, abbiano ottenuto i dati delle forniture e i codici fiscali di alcuni clienti di SEN e li abbiamo usato in modo fraudolento per l’attivazione di contratti sul mercato libero. 

Purtroppo questo non è un comportamento nuovo e temiamo che, con la prossima abolizione del mercato di maggior tutela prevista per luglio 2019, assisteremo ad una proliferazione di casi analoghi, se l’Autorità per l’Energia non interverrà in modo molto più deciso di quanto non abbia fatto finora.

Il nostro consiglio è quello di controllare sempre con attenzione le proprie bollette (non limitarsi solo all’importo da pagare!) e di informarsi subito presso il venditore se si notano della voci anomale. 

Come fare se si ha il sospetto di aver subito un raggiro? La prima cosa da fare è scoprire quale venditore ha attivato il contratto fraudolento, utilizzando il servizio SMART Info dello Sportello per il Consumatore di Energia a questo link

In alternativa, ci si può rivolgere ad una associazione dei consumatori che svolgerà e opportune verifiche.

Una volta scoperto il venditore, si deve immediatamente scrivere un reclamo, disconoscendo il contratto, chiedendone copia e chiedendo anche di tornare immediatamente al precedente fornitore. Si può anche fare denuncia contro ignoti. Le fatture eventualmente ricevute dal venditore fraudolento vanno contestate e non pagate, nel caso rivolgendosi ad un’associazione dei consumatori che avvierà una procedura di conciliazione. Noi siamo disponibili al n.051/6087120  nelle nostre sedi di Bologna e provincia.

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