Federconsumatori incontra i cittadini. Domande e risposte con Rosario Trefiletti

Come da tradizione, anche quest’anno abbiamo ritenuto opportuno utilizzare l’evento cittadino della Festa de L’Unita’ di Bologna per parlare dei problemi dei consumatori e del nostro lavoro, organizzando una serata con il Presidente della Federconsumatori nazionale Rosario Trefiletti.
Sarà possibile porre domande e discutere apertamente dell’attuale situazione e delle nostre proposte al riguardo.
L’incontro si terrà il giorno 30 agosto 2011 a partire dalle 21 presso la Sala dei Diritti – Festa de L’Unità – Parco Nord, Bologna.
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Referendum: perché votare (e perché votare SI)

Si avvicina l’importante appuntamento del 12 e 13 giugno, quando i cittadini saranno chiamti ad esprimersi su temi importanti e delicati quali la privatizzazione dell’acqua e il ritorno all’Italia del nucleare. Noi della Federconsumatori, che ci battiamo per la tutela dei diritti dei cittadini da oltre 20 anni, siamo fermamente convinti della contunua affermazione del diritto fondamentale di decidere in prima persona sulle grandi scelte nazionali. Perciò invitiamo tutti a partecipare al referendum, ricordando che, per dire no alla privatizzazione e al nucleare, è necessario barrare il SI sulle schede.

Per l’acqua abbiamo sempre manifestato la nostra indignazione per la decisione di lasciare la gestione del servizio idrico a interessi e tornaconti privati. Sul nucleare, ancor prima di Fukushima, con studi e analisi approfonditi abbiamo dimostrato che il nucleare non è conveniente per il nostro Paese, né sicuro come vogliono farci credere.

Se il 12 e 13 giugno non si raggiungerà il quorum per la validità del referendum abrogativo, o se la maggioranza degli elettori voterà NO, si profileranno per l’Italia due modelli, quello della privatizzazione dell’acqua e della scelta del nucleare, che  impoverirebbero in modo rilevante le condizioni di vita.

L’acqua è un bene essenziale e basilare per il benessere delle persone.

Non si possono applicare ad un bene così indispensabile alla vita umana regole e normative che obbediscono esclusivamente a logiche economiche.

Siamo in un settore, quello della gestione idrica integrata, che presenta ad oggi molteplici problemi: impianti fatiscenti che causano perdite insopportabili con medie del 40% e con punte del 60% nel Mezzogiorno d’Italia; un sistema di depurazione non completato che causa gravissimi problemi di inquinamento, una distribuzione che tuttora vede disparità di utilizzo delle famiglie.

I problemi non riguardano solo la distribuzione, anche la qualità dell’acqua non è conforme in tutto il territorio.

Sul tema delle tariffe inoltre si registrano squilibri eccessivi tra varie zone del Paese, con costi aggiuntivi sostenuti da migliaia di famiglie.

La soluzione a questi problemi non può essere la cessione ad aziende in tutto o in parte privatizzate di un bene così essenziale, perché la natura stessa di un’azienda, che è finalizzata all’ottenimento del maggior profitto possibile, contrasta con il diritto di ogni cittadino, indipendentemente dalla zona in cui vive o dal reddito, di avere una fornitura di acqua di qualità, in maniera continuativa e a prezzi minimi.

Per quanto riguarda il quesito sull’utilizzo dell’energia nucleare, riteniamo che, al di là dei pregiudizi ideologici e delle emozioni generate dalla tragedia di Fukushima, vi sono ragioni di fondo molto importanti a sostegno del SI al referendum: innanzitutto i tempi di costruzione delle centrali sono indefiniti, ed i costi molto alti, con una esposizione di diversi miliardi per ogni singola centrale. E’ inevitabile che la ricaduta dei tempi e dei costi economici avranno un forte peso sul costo attuale del chilowattora e quindi sull’importo delle bollette.

In secondo luogo, non è assolutamente risolta, né si prospetta di facile soluzione in un paese a forte rischio sismico e idrogeologico come il nostro, la questione fondamentale della sicurezza.

Infine non si hanno ancora, a livello mondiale, soluzioni convincenti sul problema dell’impatto ambientale, dei costi della materia prima (il combustibile nucleare è sempre più raro e in pochi decenni si esaurirà), dello smantellamento e dello stoccaggio delle scorie, che restano radioattive per secoli.

Per tutte queste ragioni, la Federconsumatori Bologna invita i cittadini ad sostenere la campagna referendaria per il SI, per tutelare la risorsa idrica come bene comune, con una gestione pubblica con il controllo delle comunità locali e dei cittadini, escludendo la possibilità di fare profitti sulle risorse idriche, e per incrementare le fonti energetiche rinnovabili e sviluppare la ricerca scientifica con il fine di tutelare l’ambiente creando occupazione qualificata.

(Foto: Comitato per l’Acqua Bene Comune)

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Referendum: manifestazione nazionale sabato 26 marzo 2011

Dal sito del Comitato referendario Acqua bene Comune:

Oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini hanno sottoscritto i referendum per togliere la gestione del servizio idrico dal mercato e i profitti dall’acqua.
Lo hanno fatto attraverso una straordinaria esperienza di partecipazione dal basso, senza sponsorizzazioni politiche e grandi finanziatori, nel quasi totale silenzio dei principali mass-media.
Grazie a queste donne e questi uomini, nella prossima primavera l’intero popolo italiano sarà chiamato a pronunciarsi su una grande battaglia di civiltà: decidere se l’acqua debba essere un bene comune, un diritto umano universale e quindi gestita in forma pubblica e partecipativa o una merce da mettere a disposizione del mercato e dei grandi capitali finanziari, anche stranieri.
Noi che ci siamo impegnati nelle mobilitazioni del popolo dell’acqua, nelle battaglie per la riappropriazione sociale dei beni comuni e per la difesa dei diritti pensiamo che i referendum siano un’espressione sostanziale della democrazia attraverso la quale i cittadini esercitano la sovranità popolare su scelte essenziali della politica che riguardano l’esistenza collettiva.
Per consentire la massima partecipazione, chiediamo che il voto referendario sia accorpato alle prossime elezioni amministrative e che prima della celebrazione dei referendum si imponga la moratoria ai processi di privatizzazione.

Crediamo anche che il ricorso all’energia nucleare sia una una scelta sbagliata perché è una fonte rischiosa, costosa, non sicura e nei fatti alternativa al risparmio energetico e all’utilizzo delle fonti rinnovabili.
Siamo convinti che una vittoria dei SI ai referendum della prossima primavera possa costituire una prima e fondamentale tappa, non solo per riconsegnare il bene comune acqua alla gestione partecipativa delle comunità locali, bensì per invertire la rotta e sconfiggere le politiche liberiste e le privatizzazioni dei beni comuni che negli ultimi trent’anni hanno prodotto solo l’impoverimento di larga parte delle popolazioni e dei territori e arricchito pochi gruppi finanziari con una drastica riduzione dei diritti conquistati, determinando la drammatica crisi economica, sociale, ecologica e di democrazia nella quale siamo tuttora immersi.
Cambiare si può e possiamo farlo tutte e tutti assieme.

Per questo chiamiamo tutte le donne e gli uomini di questo Paese a una grande manifestazione nazionale del popolo dell’acqua e dei movimenti per i beni comuni da tenersi a Roma sabato 26 marzo 2011.

Una manifestazione aperta, allegra e plurale.
Per lanciare la vittoria dei SI ai referendum per l’acqua bene comune.
E per dire che un’altra Italia è possibile. Qui ed ora.
Perché solo la partecipazione è libertà.
Perché si scrive acqua e si legge democrazia.

COMUNICATO STAMPA 12-13 giugno Referendum

Foto da http://acquabenecomunetrento.blogspot.com


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