Esenzione Canone RAI per gli over 75 – I moduli

A febbraio il Ministro dell’Economia e il Ministro dello Sviluppo Economico hanno firmato il decreto che dispone l’aumento del limite di reddito per usufruire dell’esenzione del pagamento del canone tv, portandolo dai precedenti € 6.713,98 a € 8.000,00 per i cittadini che hanno compiuto 75 anni. Ricordiamo che il reddito in questione è quello del nucleo famigliare di riferimento e che per richiedere l’esenzione dal canone è necessario compilare la dichiarazione sostitutiva e presentarla presso gli uffici territoriali dell’Agenzia delle Entrate.
In alternativa la dichiarazione può essere inviata con raccomandata senza busta, unitamente alla copia di un documento di identità valido, all’ indirizzo Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22, 10121 – Torino.
La dichiarazione sostitutiva può essere trasmessa anche mediante posta elettronica certificata, purché firmata digitalmente, all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.
Si ha diritto all’agevolazione se nel luogo di residenza sono presenti uno o più apparecchi televisivi, mentre nel caso in cui l’apparecchio si trovi in un’altra abitazione non è possibile usufruirne.
Al raggiungimento del requisito di età necessario ad usufruire dell’agevolazione, quest’ultima è attiva per l’intero anno se il compimento dei 75 anni si verifica nel periodo compreso tra avviene tra il 1 agosto dell’anno precedente e il 31 gennaio dell’anno di riferimento; se, invece, il compimento dei 75 anni avviene dal 1 febbraio al 31 luglio, l’agevolazione spetta per il secondo semestre.
A causa dei tempi tecnici necessari alla lavorazione delle pratiche, le richieste trasmesse entro il giorno 15 del mese avranno effetto già a partire dalla rata relativa al mese successivo a quello di invio del modulo. Per le dichiarazioni presentate nella seconda metà del mese l’addebito verrà invece interrotto a partire dalla rata relativa al secondo mese successivo a quello di invio.
È comunque possibile effettuare il pagamento parziale della fattura per la fornitura di energia elettrica, scorporando eventualmente la quota canone non dovuta a seguito della presentazione della dichiarazione sostitutiva dal totale della fattura.
Non è necessario inoltrare ulteriori dichiarazioni per usufruire dell’agevolazione negli anni successivi a quello di presentazione ma naturalmente, qualora tali requisiti vengano meno, è necessario provvedere al pagamento della tassa.
I cittadini che, pur soddisfacendo i requisiti previsti, abbiano pagato il canone per gli anni possono chiederne il rimborso tramite il modello dedicato, che contiene anche la dichiarazione sostitutiva attestante la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che danno diritto all’esenzione. Le modalità di presentazione del modello di rimborso sono le medesime della dichiarazione sostitutiva.
I modelli di dichiarazione sostitutiva e di rimborso aggiornati – che naturalmente sostituiscono quelli precedentemente in vigore – li trovate in allegato qui sotto e sono reperibili anche sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it e sul sito della Rai  www.canone.rai.it .

Modulo per esenzione over 75

Modulo rimborso over 75

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Convocazione assemblea dei soci

È convocata l’assemblea ordinaria dei soci per l’approvazione del bilancio consuntivo 2017 e del bilancio preventivo 2018. Sarà l’occasione per conoscere le nostre attività nel dettaglio e approfondire i progetti per l’anno in corso.

L’assemblea si terrà presso la saletta al 5° piano della CGIL Emilia-Romagna in Via Marconi, 69 il giorno

7 maggio 2018

a partire dalle ore 15

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Tper, i diritti degli utenti vanno rispettati

Ogni giorno riceviamo ai nostri sportell cittadini/passeggeri che ci raccontano di episodi che avvengono sui mezzi di trasporto pubblici nella provincia, nei quali il viaggiatore in molti casi viene affrontato dal personale adibito al controllo come un presunto evasore e non come un utente/cliente.
Si aprono spesso contenziosi inesistenti o si emettono sanzioni su problematiche di evidente riscontro oggettivo da verificare sul posto sulle difficoltà a presentare con regolarità il titolo di viaggio.
Ci troviamo di fronte a reclami per sanzioni erogate per:
– mancato funzionamento della macchinetta obliteratrice senza la dovuta segnalazione, mancata marcatura del titolo di viaggio per carenza o mancanza di inchiostro ;
– false generalità fornite dal presunto evasore, in particolare minori che spesso dimenticano l’abbonamento a casa.

Quello che riteniamo molto grave è quanto avviene nella fase successiva nella quale l’utente, o chi lo rappresenta, non ha nessuna possibilità concreta di poter presentare le proprie ragioni per avviare un confronto con l’obiettivo di verificare i fatti e non solo decidere se saldare o meno la sanzione .
A partire dalle mancate risposte del centralino di TPER ed agli sportelli dedicati, fino al rifiuto di TPER di fornire copia dei verbali, contrariamente a quanto previsto dalla legge e in presenza di un concreto e attuale interesse ad esigerne la copia.
L’utente quindi si trova nella posizione di dover decidere se saldare la sanzione entro 5 giorni, o attendere il riscontro di Tper e rischiare un sostenzioso aumento della stessa, o in alternativa avviare le vie Legali con costi complessivi superiori alla sanzione.

Riteniamo che questa situazione debba essere superata al più presto, in particolare per un servizio pubblico nel quale i diritti dell’utente devono essere posti al centro dell’attività, allo stesso tempo continuando a sanzionare chi realmente vuole aggirare le regole previste.

Vi sono strumenti previsti da anni per tutti i servizi pubblici e privati, per gestire i reclami ed i relativi contenziosi senza intasare le aule dei tribunali: verifica e risposta ai reclami, canali dedicati alle associazioni dei consumatori e, solo per le situazioni riconosciute, incontri stragiudiziali e conciliazioni.
L’adozione di strumenti di gestione dei contenziosi consentirebbe di creare un rapporto virtuoso tra Il Comune di Bologna, il gestore del servizio TPER ed i cittadini.

La Federconsumatori, come già manifestato da tempo ed in tutte le sedi previste, purtroppo senza apprezzabili riscontri, è disponibile a fornire un contributo, per arrivare ad una soluzione nell’interesse di tutte le parti.

Infine, per prevenire disguidi ed incomprensioni riteniamo utile consigliare ai viaggiatori che contestano la sanzione, di richiedere al personale adibito al controllo di verbalizzare le motivazioni della multa.

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Fallisce DPS: chiusi 43 negozi a marchio TRONY, nessuno in Emilia-Romagna

Il noto marchio di distribuzione di elettrodomestici e prodotti tecnologici Trony ha chiuso circa 43 punti vendita in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Puglia, lasciando senza lavoro circa 500 dipendenti.

Questo è il risultato del fallimento della DPS Group S.r.l., uno dei soci di Grossisti Riuniti Elettrodomestici (GRE), che dal 1997 detiene la proprietà di Trony.

Il Tribunale di Milano il 15 marzo scorso ha dichiarato il fallimento della DPS Group S.r.l. ed ha nominato Curatore della procedura fallimentare il Dott. Comm. Alfredo Haupt, così come riportato sul Portale dei Creditori.

Il Curatore avrà il compito di attivare gli strumenti idonei a rifondare i creditori della società, cercando uno o più acquirenti che consentano la riapertura dei punti vendita.

Si sottolinea che, attualmente, i negozi dell’Emilia-Romagna rimangono aperti e operano regolarmente sul mercato.

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Fatturazione a 28 giorni: l’antitrust blocca gli aumenti nella telefonia

Non possiamo che esprimere forte soddisfazione per la notizia diramata ieri dall’Antitrust circa la misura cautelare adottata per tutelare i diritti degli utenti e la correttezza del mercato in relazione alla questione della periodicità della fatturazione e degli aumenti applicati.

Una misura straordinaria per rispondere all’urgenza di porre fine ad un comportamento fortemente scorretto, ed “impedire la produzione e il conseguente consolidamento degli effetti dell’infrazione.”

Nel dettaglio, come avevamo sostenuto nelle segnalazioni inviate dalla Federconsumatori all’AGCM, l’ipotesi restrittiva della concorrenza non risiedeva solo nella questione degli aumenti, identici, scattati per non rinunciare ai maggiori guadagni determinati dalla fatturazione a 28 giorni, bensì essa è avvenuta da prima, con la modifica della periodicità della fatturazione, operata nello stesso periodo dalle maggiori compagnie.

L’Antitrust, alla luce delle indagini condotte, ha pertanto deciso una “sospensione cautelare” dei rialzi delle bollette telefoniche definiti dagli operatori dopo il ritorno della fatturazione su base mensile.

“Al fine di evitare il prodursi, nelle more della conclusione del procedimento, di un danno grave e irreparabile per la concorrenza e, in ultima istanza, per i consumatori, l’Autorità ha adottato misure cautelari urgenti intimando agli operatori di sospendere l’attuazione dell’intesa oggetto di indagine e di definire la propria offerta di servizi in modo autonomo rispetto ai propri concorrenti.” – riporta l’Antitrust nella sua nota.

Nell’apprezzare l’operato dell’Antitrust, così come abbiamo fatto nei giorni scorsi per l’AGCOM, riaffermiamo come le Autorità debbono rappresentare un importante ed imprescindibile presidio a garanzia dell’indipendenza e della trasparenza di cui il mercato ed i cittadini hanno bisogno.

Ci auguriamo che questa sospensione sia il punto che metta fine a questa sgradevole vicenda. Ovviamente continueremo a presidiare gli avvenimenti ed i futuri comportamenti delle compagnie, fino a quando non si adegueranno al pieno rispetto dei diritti dei cittadini ed alla correttezza del mercato. Ora verificheremo la corretta applicazione della delibera AGCOM in merito allo sconto dei giorni pagati in più e attendiamo il pronunciamento sui rimborsi da parte del Tar del Lazio a ottobre, per chi ha cambiato operatore.

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USO RESPONSABILE DEI SOCIAL NETWORK: LA PERSECUZIONE SU FACEBOOK INTEGRA IL REATO DI STALKING EX ART 612bis CP

La nostra associazione ha avviato negli ultimi anni una diffusa campagna di sensibilizzazione, indirizzata principalmente alle nuove generazioni, in tema di uso responsabile dei social network.

Sul tema, si segnala una interessante e recente pronuncia della Corte di cassazione (sentenza n. 57764 del 28/12/2017) che, ribadendo un orientamento emerso in precedenza, ha affermato come la condotta di colui che diffonda in modo reiterato informazioni diffamatorie sulla persona offesa a mezzo Facebook, in modo da ingenerarle uno stato di turbamento psicologico, risponde del reato di atti persecutori ex art 612bis c.p. Nel caso di specie una donna era oggetto di gravi ingiurie nonché di pedinamenti ad opera dell’ex partner, il quale aveva altresì aperto una pagina Facebook, denominata “lapidiamo la rovina famiglie”, sulla quale diffondeva dettagli offensivi di natura personale sulla persona offesa e sulla loro precedente relazione amorosa.

Si rammenta che il reato di c.d. “stalking” è integrato laddove il soggetto agente, con condotte reiterate, molesti la propria vittima, sempre che con la sua condotta provochi alternativamente:

1) un grave e perdurante stato di ansia o di paura: da provarsi con valutazione medica o psicologica oppure per fatti concludenti (ad esempio, nell’ipotesi in cui si manifestino in maniera inequivoca sintomi ansiosi e che per tali sintomi si assumano farmaci);

2) un fondato timore per l’incolumità propria o dei congiunti (ad esempio, a seguito di serie minacce alla vita o alla salute o a seguito di avvicinamenti pericolosi)

3) il mutamento delle abitudini di vita della persona offesa (ad esempio, il costringimento a cambiare città, lavoro o frequentazioni sociali).

Nella sentenza in esame, la Corte ha confermato che, ai fini del perfezionamento del reato di stalking, non è nemmeno necessario che la persona offesa abbia conoscenza di tutte le informazioni diffamatorie diffuse dall’agente, in quanto lo stato ansioso sarebbe determinato anche solo dalla pubblicizzazione dei contenuti.

È dunque ormai pacifico che l’adozione di un linguaggio offensivo online costituisca condotta illecita, essendo ipotizzabili i reati di diffamazione aggravata dalla pubblicità del mezzo, molestie in luogo pubblico o aperto al pubblico ex art 660 c.p. oppure addirittura di stalking.

Si rammentano, in questa sede, le consuete raccomandazioni finalizzate alla prevenzione di spiacevoli episodi diffamatori: è consigliabile diffondere online informazioni personali con estrema cautela e di sfruttare le impostazioni privacy in modo da proteggere la propria riservatezza. Inoltre, è da evitarsi la diffusione di materiale fotografico, in particolare se intimo, a terzi.

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Canone RAI: si alza la soglia di esenzione per gli over 75

Il Ministro dell’Economia e il Ministro dello Sviluppo Economico hanno firmato il decreto per l’aumento del limite di reddito per usufruire dell’esenzione del pagamento del canone tv, portandolo così dagli attuali € 6.713,98 ad € 8.000,00 per i cittadini che hanno compiuto 75 anni.

Il decreto non è ancora operativo, poiché le modalità di attuazione verranno definite solo con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Nel frattempo vi ricordiamo che:
1. Il reddito a cui si fa riferimento è quello del nucleo famigliare nell’anno di imposta precedente a quello per cui si richiede l’esenzione. Per richiedere l’esenzione è necessario compilare la dichiarazione sostitutiva e presentarla presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate. In alternativa la dichiarazione può essere trasmessa con raccomandata senza busta, unitamente alla copia di un documento di identità valido, all’indirizzo Agenzia delle Entrate – Ufficio Torino 1 Sat – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22, 10121 – Torino;
2. Presentando la richiesta entro il 30 aprile si ottiene l’esonero per l’intero anno, mentre se la richiesta viene inoltrata nel periodo compreso tra il 1 maggio e il 31 luglio l’esenzione scatta dal secondo semestre dell’anno;
3. Per usufruire dell’agevolazione negli anni successivi a quello di presentazione non è necessario inoltrare ulteriori dichiarazioni ma naturalmente l’utente dovrà provvedere al pagamento della tassa qualora tali requisiti vengano meno;
4. I cittadini che abbiano pagato il canone per gli anni 2008, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014 e 2015 pur soddisfacendo il requisito di età e quello di reddito inferiore a € 6.713,98  tramite il modello dedicato, presentando anche la dichiarazione sostitutiva che attesta il possesso dei requisiti.

Ulteriori informazioni sul sito dell’Agenzia delle Entrate

 

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Conguagli energia elettrica: si prescrivono in due anni

È entrata in vigore il 1 marzo la norma, prevista nella legge di bilancio 2018, che accorcia da 5 a 2 anni il termine di prescrizione per i conguagli e le bollette “tardive” di energia elettrica. Occhio quindi ai conguagli che hanno data di scadenza successiva al 1 marzo: possono essere contestate se sperano il biennio. Anche per il gas e l’acqua è previsto l’accorciamento dei termini di prescrizione, ma non da subito bensì dal 1 gennaio 2019 (gas) e 1 gennaio 2020 (acqua). L’Autorità per l’Energia (ARERA) ha dato attuazione alla legge con la Delibera 97/2018 che tra le altre cose dispone che la prescrizione decorre “dal termine entro cui l’esercente il servizio è obbligato a emettere il documento di fatturazione” secondo le leggi vigenti e non quindi dal momento in cui è venuto a conoscenza del dato reale di consumo (come sostenuto da alcuni venditori).
Se poi per il comportamento del venditore nell’emissione di fatture e conguagli è stato avviata un’indagine dell’Antitrust, il cliente che ha sporto reclamo ha diritto alla sospensione del pagamento fino alla conclusione del procedimento dell’Antitrust.
Queste nuove disposizioni si applicano ai clienti finali domestici e non domestici connessi in bassa tensione, quindi alla totalità delle famiglie e dei condomini e alle piccole imprese che non necessitano di media tensione.

 

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Cosa abbiamo fatto nel 2017?

Come è nostra abitudine, pubblichiamo il resoconto dell’attività della nostra associazione provinciale per l’anno appena trascorso. I settori più impegnativi dal punto di vista numerico si confermano essere la telefonia (con quasi il 50%  di pratiche sul totale) e l’energia (22%) seguiti a ruota dal settore bancario (11%). La buona notizia è che le percentuali di soddisfazione degli associati che si sono rivolti a noi sono piuttosto alte, dal momento che le pratiche concluse positivamente sono state circa l’85% , questo anche grazie agli strumenti a nostra disposizione nei settori critici: l’ Arbitro Bancario- finanziario e le conciliazioni per la telefonia e l’energia.

Questo ci fa riflettere sull’importanza dei modi extra-giudiziali per risolvere le controversie, che andrebbero valorizzati e potenziati: di fronte alla difficoltà oggettive (di costi, tempi ecc.) che si riscontrano con la giustizia ordinaria, una risoluzione snella e veloce come quella che si ottiene con una conciliazione permette di affrontare anche quei contenziosi di poco valore che possono però fare la differenza nel bilancio familiare.

Oltre alla pratiche di tutela in senso stretto, nel 2017 abbiamo anche svolto campagne di informazione sui diritti dei consumatori. Decine di alunni delle scuole primarie e secondarie della provincia hanno partecipato alle nostre lezioni sull’uso consapevole dei social network e sulla difesa della privacy; insieme a Federconsumatori Emilia Romagna e alla Camera di Commercio di Bologna abbiamo organizzato un convegno sulla sicurezza dei giocattoli e dei capi di abbigliamento; presso la Camera del Lavoro si è invece tenuto un incontro pubblico sull’e-commerce, settore in costante crescita. Da queste due iniziative sono scaturite due pubblicazioni, che trovate qui e qui , e numerosi incontri con i cittadini. I nostri interventi in radio e TV sono invece tutti disponibili in questa pagina 

Per tutto questo, vogliamo ringraziare tutti i 2797 associati che ci hanno dato la loro fiducia: è per merito loro se possiamo continuare a tutelare i diritti dei cittadini.

opuscolo attività 2017 federconsumatori

 

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ANTITRUST SANZIONA SEI GRANDI PORTALI TURISTICI ONLINE PER PRATICHE COMMERCIALI SCORRETTE

L’autorità garante per la concorrenza e il mercato ha sanzionato i portali web del turismo www.lastminute.com, www.volagratis.com, www.opodo.it, www.govolo.it, www.edreams.it, www.gotogate.it, per avere posto in essere pratiche commerciali scorrette.

Dalle evidenze istruttorie, in particolare, emergeva che, nei rispettivi siti internet, i professionisti diffondevano informazioni poco trasparenti con riferimento alla loro natura di agenti di viaggio online, ovvero in relazione all’identità dei professionisti alberghieri o della prenotazione, con ricadute sul piano dell’assistenza post contrattuale da rendere ai consumatori, e realizzando con ciò la violazione dell’art 22 del codice del consumo. Inoltre era reso difficoltoso ai consumatori l’esercizio del diritto di recesso e di modifica del viaggio, nonché del diritto al rimborso.

L’autorità ha altresì contestato una diffusa condotta commerciale contraria al generale dovere di buona fede, in violazione delle norme vigenti.

Con riferimento agli sconti applicati dai portali, l’AGCM in taluni casi ha contestato che non era possibile risalire alle modalità di liquidazione e quantificazione degli stessi. Di tale guisa, i consumatori, una volta agganciati, non erano in grado di verificare la fondatezza dello sconto applicato, con violazione dell’art. 22 cod.cons.

Inoltre, a seguito della visualizzazione dei voli aerei ordinati per prezzo crescente, il consumatore era indotto a selezionare il volo d’interesse, salvo poi avere contezza del relativo sovrapprezzo solo dopo la selezione di un diverso mezzo di pagamento, in molti casi anche di 20/30 euro a tratta. Peraltro, la carta che frequentemente dava diritto al prezzo più basso si rivelava scarsamente diffusa. Tali condotte configuravano una violazione dell’art. 62 del Codice del Consumo, dal momento che rispetto al prezzo visualizzato inizialmente, erano applicate maggiorazioni collegate esclusivamente e in modo diretto alla scelta di utilizzo di specifici strumenti di pagamento.

In alcuni casi, infine, si è sanzionata la tendenza a garantire servizi di assistenza telefonica ai consumatori solo con ingente tariffazione maggiorata.

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