I motorini possono circolare sulle corsie preferenziali, secondo il GDP di Bologna

I ciclomotori a due ruote, dato il loro ingombro ridotto, possono circolare sulle corsie preferenziali dei bus senza essere multati. È quanto stabilito dal Giudice di Pace di Bologna in una sentenza del 30 maggio scorso.

Secondo il giudice, la ragione del divieto di transito dei mezzi privati nelle corsie preferenziali è nel garantire la circolazione di autobus e taxi senza intralcio. Il ciclomotore, date le sue dimensioni, non può costituire un intralcio al servizio publico e pertanto non può essere multato. Il giudice rimanda ad una sentenza della Cassazione, n.26311 del 2003, che affermava lo stesso concetto.

La ricorrente, assistita dall’Avv Giuseppe Genna, ha ottenuto quindi l’annullamento di ben quattro verbali. In allegato un estratto della sentenza.

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28 giorni: confermati i rimborsi automatici in bolletta

È stata finalmente depositata la decisione del Consiglio di Stato sulla lunga e tormentata vicenda della fatturazione a 28 giorni. Le compagnie telefoniche hanno presentato ricorso in merito alle modalità di restituzione dei giorni erosi ma con il pronunciamento odierno l’istanza è stata respinta, quindi è stato riconosciuto ciò che rivendichiamo e chiediamo da tempo: la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti nelle bollette future. La decisione riguarda Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Per Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento, non è stata ancora emessa una sentenza, tuttavia anche in questo caso c’è da aspettarsi un pronunciamento analogo a quello appena emesso per gli altri gestori.

Sin dall’inizio di quella che è diventata una vera e propria odissea per gli utenti coinvolti abbiamo sottolineato la necessità di non subordinare le compensazioni all’inoltro di richieste, moduli o ad altre procedure ed ora anche il Consiglio di Stato si è pronunciato in questa direzione, ribadendo che i rimborsi debbano appunto essere automatici, come peraltro già stabilito da AGCOM. Le compagnie telefoniche hanno tentato in ogni modo di opporsi a tale automatismo ma ora non hanno più scampo e saranno costrette a restituire i giorni erosi.

Chi in questi mesi ha modificato il proprio gestore dovrà ancora attendere una apposita delibera di AGCOM, che ci auguriamo giunga al più presto.

Nel frattempo segnaliamo che alcuni gestori tra cui TIM hanno introdotto un avviso in bolletta in cui offrono servizi vari in sostituzione del rimborso e comunicano che per avere l’accredito in bolletta occorrerà una procedura di conciliazione. Questo avviso è assolutamente fuorviante e falso, perché come detto sopra il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato sul ricorso di TIM ma non c’è motivo di pensare che deciderà diversamente da quanto fatto oggi. Vi consigliamo quindi di riflettere bene prima di accettare i servizi offerti al posto del rimborso, perché una volta accettato non si torna indietro.

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Indennizzo per i truffati dalla banche: al via l’integrazione

Sono state pubblicate dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi le istruzioni operative per chiedere l’integrazione dell’indennizzo per i clienti delle cosiddette “Quattro banche” (Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Popolare dell’Etruria e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti) che hanno già percepito dal Fondo di solidarietà l’80% dell’investimento.

Per chiedere il restante 20% occorre presentare domanda tramite il sito del Fitd entro 180 giorni dalla pubblicazione delle istruzioni (28/6/2019), quindi entro Natale.

Non possono chiedere l’integrazione gli investitori la cui istanza di indennizzo forfettario è stata rigettata, gli investitori che hanno avviato la procedura arbitrale e gli investitori delle ex banche venete.

Tutti i risparmiatori che si sono rivolti a noi per l’indennizzo forfettario saranno contattati a partire dal mese di settembre per l’invio della richiesta di integrazione. Invece, chi non si è mai rivolto alla nostra associazione ma desidera essere assistito ci può chiamare per appuntamento 051/6087120 oppure scriverci su info@federconsumatoribologna.it 

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Danni da grandine del 22 giugno: a che punto siamo

Ci stanno chiamando molte persone per chiedere aggiornamenti sugli (eventuali) risarcimenti per i danni provocati dalla grandinata eccezionale del 22 giugno. Al momento, il Comune di Bologna ci ha riferito che stanno aspettando la concessione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello stato di emergenza, che è stato chiesto dalla Regione e dai Comuni colpiti.

Quindi, al momento, per la grandinata del 22 giugno non ci sono soldi a disposizione e non ci sono moduli da compilare. Ovviamente se e quando il Consiglio dei Ministri dichiarerà lo stato di emergenza, gli enti locali (e anche il nostro sito) daranno tutte le informazioni utili per chiedere il rimborso. Nel frattempo, consigliamo di conservare tutta la documentazione che possa essere utile: fotografie dei danni, preventivi di riparazione e/o fatture di pagamento delle riparazioni, altre spese sostenute ecc. 

 

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Stop alle vendite di prodotti non disponibili

L’Antitrust ha ordinato a due siti di e-commerce, tecnotradeshop.it e tigershop.it , di sospendere la vendita di prodotti non disponibili e l’addebito anticipato del prezzo di beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna.

Il provvedimento, che ha scopo cautelare quindi non prevede, per il momento, l’irrogazione di sanzioni, è volto ad impedire fenomeni molto spiacevoli ben noti a chiunque acquisti regolarmente on-line, ovvero la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, la divulgazione di informazioni false sul reale stato degli ordini di acquisto e sulle effettive tempistiche di consegna degli stessi.

In particolare,  l’Autorità si è mossa a seguito di segnalazioni di consumatori che avevano acquistato degli smartphone e altri prodotti elettronici senza ricevere nulla se non vaghe rassicurazioni sulle tempistiche di consegna; in alcuni casi, anche dopo che i consumatori avevano inviato regolare richiesta di rimborso, il venditore non aveva restituito nulla.

Se i siti di e-commerce non rispetteranno quanto disposto  dall’ACGM, potrebbero subire la sospensione dell’attività e multe da 10.000 a 5.000.000 euro.

Qui il comunicato stampa e il testo dei provvedimenti

Qui la notizia su Federconsumatori News

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Al via il biglietto nominativo per i concerti

Dal 1 luglio è in vigore la legge che impone il biglietto nominativo per concerti e altri eventi in impianti  con una capienza superiore a 5000 spettatori.  Sono escluse le manifestazioni sportive, che hanno già una loro disciplina, e gli spettacoli di attività lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo.

La norma prevede l’obbligo di indicare i dati anagrafici e il numero del documento di identità al momento dell’acquisto (o usare le credenziali SPID); ogni utente non potrà acquistare più di 10 biglietti. Il titolo non può essere più emesso all’istante (ad esempio in pdf) ma dovrà pervenire successivamente all’acquirente secondo la modalità di spedizione cartacea o digitale scelta.

L’acquirente dovrà presentare il documento di identità all’ingresso e, nel caso non possa partecipare all’evento, non potrà  rivendere il biglietto su mercato secondario (siti di secondary ticket, ma anche annunci privati): è  prevista la possibilità per il titolare di cambiare nominativo o di procedere alla rivendita direttamente sul sito di rivendita primario o sul sito ufficiale dell’organizzatore,  che dovranno predisporre una procedura apposita. L’operazione sarà soggetta a una commissione.

Il provvedimento, che ha lo scopo di impedire il bagarinaggio on-line (qualche mese fa il TAR ha confermato la multa inflitta dal’Antitrust a Viagogo, un sito di secondary ticket) e l’utilizzo di bot per l’acquisto simultaneo di decine di biglietti, ha ricevuto alcune critiche dai rivenditori ufficiali di biglietti, che prevedono degli aumenti di prezzo, dovuti ai maggiori costi per i controlli aggiuntivi sull’identità dei possessori, e lunghe code all’ingresso dei concerti. Non è escluso quindi che vengano emessi provvedimenti correttivi per ovviare ad eventuali problemi che dovessero sorgere con l’applicazione concreta della legge.

Il nostro presidente nazionale Emilio Viafora, intervistato da Repubblica, ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che però ci auspichiamo venga corretto dando la possibilità di cedere gratuitamente il biglietto nominativo, senza pagare commissioni.

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Multa di due milioni a Costa Crociere

Nei giorni scorsi l’Autorità Antitrust ha sanzionato Costa Crociere per 2 milioni di euro per non aver informato i passeggeri delle crociere “NeoRiviera” e “Paradisi sul mare” né della situazione di emergenza sanitaria in Madagascar né della modifica degli itinerari previsti al momento dell’acquisto del viaggio. La compagnia avrebbe dovuto invece informare con congruo anticipo i viaggiatori, per dare modo a questi ultimi di recedere o meno dal contratto in ragione della variazione del programma di viaggio.

L’AGCM ha quindi accertato la pratica commerciale scorretta attuata dalla società, che si è giustificata sostenendo di aver agito per “preservare l’esperienza di viaggio” dei clienti. Abbiamo tuttavia la spiacevole impressione che la compagnia si stia arrampicando sugli specchi per giustificare in qualche modo un comportamento non solo illusorio e poco trasparente, ma che dimostra anche scarsissima considerazione delle esigenze degli utenti. La tutela e la cura del cliente dovrebbero costituire obiettivi prioritari per qualsiasi soggetto che commercializzi beni e servizi al pubblico e ancora di più per una società che, come Costa, fornisce servizi relativi al tempo libero, ma è evidente che in questo caso purtroppo non è stato così.

Come Federconsumatori riteniamo utile ribadire che in situazioni di questo tipo gli utenti devono poter ottenere un risarcimento del danno subìto a causa dell’inadempimento contrattuale. Purtroppo si tratta, al momento, di un provvedimento amministrativo che non dà automaticamente diritto al rimborso. Tale provvedimento, inoltre, è soggetto ad una possibile impugnazione davanti al TAR ed eventualmente anche al Consiglio di Stato, pratica spesso adottata dalle aziende per allungare i tempi, nella speranza di scampare ai rimborsi.

La Federconsumatori, a seconda dell’evoluzione che intraprenderà la vicenda sul piano giudiziario, è pronta ad intervenire per tutelare i cittadini coinvolti e far ottenere loro il dovuto risarcimento.

Nel frattempo suggeriamo ai viaggiatori coinvolti di trasmettere a mezzo raccomandata o pec una richiesta di risarcimento danni, al fine di interrompere la prescrizione.

Per informazioni, consulenze e assistenza i cittadini interessati possono rivolgersi alle sedi Federconsumatori, per la provincia di Bologna si può chiamare lo 051/6087120 o scrivere su info@federconsumatoribologna.it.

Qui il testo del provvedimento

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Attenzione alle ricariche TIM

Nelle scorse settimane si sono moltiplicate le segnalazioni degli utenti in merito alla “Ricarica+” di TIM, definita dall’azienda una “offerta” riservata alle sim ricaricabili e attivata sui tagli da 5 e 10 euro. Pur recandosi, come di consueto, dal tabaccaio, in edicola o al bar e chiedendo di ricaricare la sim con 5 o 10 euro, gli utenti hanno lamentato una diminuzione di credito, dovuta all’attivazione dell’offerta “Ricarica+” che, al costo di 1 euro, include un bonus di giga per la navigazione su internet e di minuti di conversazione nonché la partecipazione ad un concorso a premi. L’utente, quindi, convinto di ricaricare ed avere a disposizione l’importo per intero come sempre, si è ritrovato con un importo inferiore rispetto a quanto effettivamente pagato, proprio perché 1 euro è stato utilizzato in automatico per l’attivazione dell’offerta “Ricarica+”. E’ importante sottolineare che per alcuni canali di acquisto, come tabaccherie, edicole, bar e sito internet, non è possibile scegliere di eliminare l’attivazione dell’offerta “Ricarica+” e acquistare una ricarica standard intera”, pertanto l’utente non ha alternative e subisce, se non correttamente informato, l’attivazione di un servizio senza averlo scelto.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra TIM e le nostre Associazioni, nel corso del quale abbiamo sottolineato la necessità di ripristinare il diritto di scelta degli utenti, lasciando che “Ricarica+” si configuri in tutto e per tutto come un’offerta, trasparente ed opzionale. Abbiamo anche chiesto all’azienda di affiancare ai tagli “classici” e conosciuti dai consumatori da 5 e 10 euro, i tagli “Ricarica +” da 6 e 11 euro, eliminando la possibilità di dar adito a spiacevoli equivoci. L’azienda, tuttavia, non ha fatto altro che modificare il nome del prodotto in “Offerta Ricarica+”, predisporre un’informativa più dettagliata destinata ai punti vendita e accordare la possibilità di chiedere un rimborso nel caso in cui il cliente non si accorga o non venga informato correttamente sull’offerta, attivata suo malgrado. Come dimostra anche il numero crescente del contenzioso gestito dalle Associazioni, TIM continua a portare avanti una condotta che risulta poco trasparente e poco attenta alla fiducia che i consumatori – per la maggior parte clienti storici dell’azienda – ripongono nell’azienda stessa. Se è vero che le ricariche standard sono presenti in altri canali di vendita, soprattutto digitali, è comunque innegabile che molti utenti preferiscano rivolgersi ai punti vendita fisici. Si tratta di una policy che si ripercuote sulla fascia più debole ed “abitudinaria” dei consumatori, in particolare quelli di età avanzata che spesso hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici.  Da questa prospettiva la possibilità di chiedere un rimborso attraverso il Servizio Clienti appare non tanto come il riconoscimento di un diritto, quanto una sorta di “premio di consolazione” da parte dell’azienda.

Raccomandiamo dunque agli utenti di prestare la massima attenzione prima del pagamento, scegliendo con cura il prodotto e la ricarica che intendono acquistare e rivolgendosi sempre al servizio clienti o alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti, prima attraverso un reclamo e poi – se necessario – con la conciliazione paritetica. In qualità di Associazioni che tutelano i consumatori, continueremo a portare avanti tutte le azioni possibili per garantire la trasparenza dei servizi e per impedire che le aziende applichino condotte scorrette e lesive dei diritti degli utenti.

 

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Convocazione assemblea dei soci

Per adeguare il nostro statuto a quanto previsto dal Codice del Terzo Settore, è convocata l’assemblea dei soci di Federconsumatori Bologna. Allegata di seguito la convocazione con data, luogo e orari.

convocazione assemblea 22-7-19

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Ennesima multa a TIM, Fastweb e Wind

In seguito alle segnalazioni effettuate da numerosi utenti, Tim, Fastweb e Wind sono state multate da AGCOM per 2,76 milioni di euro complessivi per non aver rispettato pienamente il diritto di recesso dei clienti. Le tre società hanno illegittimamente addebitato costi aggiuntivi ad alcuni clienti che hanno interrotto i contratti con i gestori prima della scadenza usufruendo del diritto di ripensamento derivante dalle modifiche di alcune offerte di telefonia fissa applicate a partire da luglio dello scorso anno. Il sovrapprezzo è stato applicato, a seconda dei casi, a titolo di costo di disattivazione, di recesso anticipato o ancora di pagamento delle rate residue connesse ai dispositivi, come modem e decoder, forniti congiuntamente all’offerta sottoscritta. Le modifiche tariffarie unilaterali (in particolare il passaggio dalla fatturazione a 4 settimane a quella mensile dopo la nota vicenda delle bollette a 28 giorni) consentono all’utente di usufruire del diritto di recesso gratuito e l’applicazione di costi aggiuntivi, a qualsiasi titolo, è quindi da considerarsi illegittima.

AGCOM aveva già diffidato i tre operatori per questo comportamento ed ora ha emesso le sanzioni proprio a causa dell’inottemperanza alla diffida.

In qualità di Associazione che tutela i diritti degli utenti accogliamo positivamente il provvedimento, che da una parte riconosce un legittimo diritto e dall’altra sanziona l’ennesima condotta scorretta da parte delle compagnie telefoniche, che troppo spesso adottano comportamenti poco trasparenti e irregolari. L’episodio, tra l’altro, dimostra ciò che sosteniamo da tempo in merito al ruolo delle Authority: in questa vicenda, così come in altre questioni analoghe, è evidente l’importanza di un sistema di vigilanza neutrale, in cui le Autorità svolgano con imparzialità il loro ruolo di tutela del mercato all’insegna della trasparenza e in modo forte e indipendente da qualsiasi condizionamento politico.

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