CONIA : finalmente la sentenza

E’ stata pubblicata la sentenza 2018-2475  R.S. del Giudice di Pace di Bologna, dott.ssa Federica Poli Camagni, che ha condannato il CONIA al pagamento del contributo “affitto”. La vicenda è iniziata nel 2016 (link all’articolo) e si è chiusa ora con la sentenza favorevole del Giudice di Pace che ha riconosciuto un danno cosiddetto “di perdita di chance” ovvero di perdita di  opportunità.
L’azione giudiziaria è stata iniziata nell’interesse di un’unica associata Federconsumatori come “causa pilota” e potrà essere replicata anche per tutti coloro che hanno subìto la medesima ingiustizia.
A tal fine, però, occorrerà dare seguito a quanto statuito dal Giudice, ovvero rendere effettivo il relativo risarcimento del danno e, pertanto, stiamo provvedendo a porre in essere ogni atto esecutivo necessario.
E su tale ultimo aspetto sarà indetta una riunione informativa agli inizi dell’anno 2019: consultate nostro sito o i nostri canali social per tutti gli  aggiornamenti.

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Sportello di consulenza per la Rottamazione TER

Con il Decreto Legge 119/2018 è stata prevista, tra le altre cose, la possibilità di aderire alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dall‘1.01.2000 al 31.12.2017, anche per coloro che avevano aderito alla prima rottamazione ma non hanno pagato le relative rate.
Federconsumatori offre un servizio di consulenza in merito alla rottamazione ter, nello sportello relativo alle controversie con il fisco e alle vicende del sovraindebitamento, attivo da diversi anni presso la sede in via del Porto 16 a Bologna e curato da legali specializzati. Allo sportello si accede previo appuntamento da fissare al nostro centralino 051/6087120 (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17).

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In vigore il regolamento UE anti-geoblocking: da oggi è illegittimo discriminare i consumatori per stato di residenza.

Da oggi, 3 dicembre, entra in vigore il regolamento UE 302/2018 recante disposizioni volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti nell’ambito del mercato interno e con riferimento ai servizi online.

In altri termini, diviene illegittimo frazionare artificiosamente il mercato interno dell’Unione Europea, il quale, ai sensi dei Trattati, è unico.

Ne consegue che il consumatore italiano deve potere accedere ai servizi e ai beni offerti online su un sito internet di qualsiasi paese europeo senza che sia possibile opporgli alcuna politica discriminatoria.

D’altro canto a tutti noi è capitato di non poter acquistare online il nostro profumo preferito o il capo di abbigliamento dei sogni su un sito di e-shopping francese, solo in quanto residenti in Italia. Spesso ciò accade perché gli operatori economici praticano negli stati UE prezzi diversi, e temono di vanificare questa opportunità consentendo ai consumatori italiani di acquistare un maglione sul sito rumeno del brand, dove, magari, lo stesso costa meno.

Tale discriminazione è operata con diverse modalità, tutte egualmente proibite: talvolta il consumatore è forzosamente reindirizzato sul sito nazionale della compagnia, in altri casi si impedisce di procedere al pagamento con carta emessa da un istituto bancario estero, oppure si evita la spedizione all’estero.

Sarà dunque possibile distinguere il trattamento dei consumatori per la loro nazionalità solo se effettivamente ciò dipendesse da maggiori oneri per il professionista -ad esempio sarebbe legittimo praticare spese di spedizione maggiori per l’utente straniero, a patto però che tale maggiorazione sia strettamente limitata alla differenza di spesa sopportata dal professionista-.

Restano per ora escluse dall’ambito applicativo del regolamento le opere dell’intelletto: software, musica, cinema, videogiochi etc. Rimane inteso che non si proibisce di praticare prezzi diversi in diversi stati membri (d’altro canto sarebbe impensabile imporre a una catena di ristoranti low cost di applicare le medesime tariffe in Bulgaria e in Svezia), bensì si intende consentire a tutti i consumatori europei di acquistare su qualsiasi sito online senza distinzione di residenza.

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Telefonia: novità sui costi per il recesso

L’Autorità per le Comunicazioni ha pubblicato le Linee Guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione: in parole povere, indicazioni sui costi che possono essere addebitati all’utente quando si cambia fornitore o si chiede la cessazione del numero.

L’argomento è molto controverso, da quando i cosiddetti “Decreti Bersani” eliminarono dieci anni or sono le penali per il recesso, lasciando però la possibilità di addebitare i costi effettivamente sostenuti per la cessazione, che di fatto si sono trasformati, nell’opinione delle associazioni di consumatori, in  penali mascherate.

Le nuove linee guida prevedono che:

  • il credito residuo va sempre pagato “in soldoni” al consumatore e non accreditato su un’altra eventuale SIM a lui intestata, perché questo limiterebbe la sua libertà di scelta;
  • la possibilità di cambiare operatore va garantita in qualunque momento, con preavviso che non può superare i 30 giorni; il consumatore ha diritto a conoscere i tempi tecnici necessari per il trasferimento, che comunque non possono superare i suddetti 30 giorni;
  • le spese per il recesso devono comprendere non solo i costi supportati per il recesso o il trasferimento in sé, ma anche tutte le diverse categorie di costi che l’operatore si riserva di addebitare all’utenza, tra cui la restituzione totale o parziale degli sconti previsti dal contratto e  il pagamento delle rate residue relative ai servizi e ai prodotti offerti;
  • le spese per il recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sostenuti per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio. Per calcolare questo valore, , l’Autorità definisce  il “valore del contratto” come il prezzo implicito che deriva dalla media dei canoni che l’operatore si aspetta di riscuotere mensilmente da un utente che non recede dal contratto. Le spese che possono essere addebitate sono il valore più basso tra il prezzo implicito dell’offerta ed i costi realmente sostenuti dall’operatore.
  • per le offerte che prevedevano sconti, solitamente in caso di recesso le compagnie telefoniche chiedono la restituzione di questi sconti. La restituzione non può superare la differenza tra   la somma dei canoni che l’operatore avrebbe riscosso qualora fosse stato applicato il prezzo implicito come sopra determinato e la somma dei canoni effettivamente riscossi dall’operatore fino al momento del recesso;
  • se il contratto prevedeva l’acquisto di prodotti a rate (smartphone, modem, telefoni ecc),  gli operatori devono sempre concedere agli utenti la facoltà di scegliere se continuare a pagare le rate residue con la periodicità precedente ovvero pagarle in un’unica soluzione;
  • le spese relative al recesso  devono essere rese note al momento della pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto, comprese le spese per la restituzione degli sconti ; al momento della sottoscrizione del contratto gli operatori devono comunicare, verbalmente e attraverso idonea informativa da allegare al contratto, tutte le spese che l’utente dovrà sostenere in corrispondenza di ogni mese
    in cui il recesso potrebbe essere esercitato;
  • gli operatori sono tenuti a comunicare annualmente i costi sostenuti per le attività di dismissione all’Autorità per le Comunicazioni che le sottoporrà a controllo e potrebbe suggerire correttivi.

 

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SCN 2018: calendario colloqui

Pubblichiamo il calendario dei colloqui di Servizio Civile Nazionale 2018 per l’anno 2019.

ALLEGATO B_Modello Calendario colloqui

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Blocco degli Euro4: la Regione ci ripensa ma chi ha rottamato per tempo non può accedere agli incentivi. Federconsumatori sollecita le istituzioni.

Come annunciato dalla Regione, il blocco della circolazione per i veicoli Euro4 alimentati a diesel, in vigore dall’1 ottobre 2018 in applicazione del PAIR2020, sarà rimandato e alcuni comuni, come quello di Bologna, hanno già emanato delle ordinanze in tal senso.

Come lamentato dai soggetti coinvolti, in effetti le istituzioni competenti avevano mancato di informare la cittadinanza in modo tempestivo e capillare sulla portata del provvedimento. Il resto è storia: utenti costretti ad abbandonare le proprie auto nei garage o ad acquistarne una nuova.

Risulta tuttavia paradossale che i cittadini che nell’ultimo mese hanno sostituito il proprio veicolo diesel Euro4, adempiendo al divieto di circolazione imposto, siano esclusi dal novero di coloro che potranno beneficiare del piano di incentivi all’acquisto di mezzi a basso impatto ambientale in procinto di essere adottato dagli enti locali.

Federconsumatori Bologna invita tutti gli interessati a contattare il nostro centralino al numero 0516087120, al fine di promuovere presso il comune di Bologna una petizione volta all’estensione degli incentivi a coloro che, nelle ultime settimane, hanno cambiato autovettura in previsione del blocco della propria macchina.

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PAIR2020: IN EMILIA-ROMAGNA BLOCCO DEI VEICOLI EURO4 ALIMENTATI A DIESEL – AGGIORNAMENTO

Lo scorso 1 ottobre hanno trovato applicazione le misure permanenti anti-inquinamento previste dal Piano Aria Integrato Regionale in tema di traffico veicolare, destinate a perdurare sino al 31 marzo prossimo.

Le nuove norme, approvate dal Consiglio regionale dell’Emilia-Romagna con delibera n.115 dell’11 aprile 2017 e rese esecutive con delibera di Giunta n.1412 del 25 settembre 2017, danno attuazione, anticipandone in taluni casi le tempistiche, all’”accordo di bacino padano per l’attuazione di misure congiunte per il miglioramento della qualità dell’aria” sottoscritto a Bologna durante il G7 Ambiente del 9 giugno 2017 dall’ex Ministro Galletti e dai Presidenti di Regione Lombardia, Piemonte, Veneto e Emilia-Romagna.

Federconsumatori Emilia-Romagna ha manifestato il proprio apprezzamento per l’implementazione di misure volte alla salvaguardia dell’ambiente urbano e dunque della salute di tutti i cittadini e delle generazioni che verranno, esortando tuttavia gli enti pubblici coinvolti a maggiori stanziamenti utili a mitigare l’impatto delle misure sugli utenti, in particolare quelli più deboli.

Analizziamo, nel seguito, il contenuto delle misure per l’ER, gli utenti destinatari e le esenzioni.

Relativamente al traffico veicolare, il Piano introduce misure strutturali e permanenti e inibisce la circolazione dei seguenti veicoli:

1) autovetture diesel: fino all’Euro 4 dall’1 ottobre 2018 anche se munite di filtro antiparticolato ed entro il 2025 ai veicoli Euro 5. Dal 2020 gli Euro 5 resteranno fermi anche in caso di superamento del limite di 50 microgrammi/m3 per 4 giorni consecutivi (a scopo informativo, dall’1 gennaio 2018 al 3 ottobre 2018 vi sono stati nell’area bolognese 39 giorni di sforamento; la stagione invernale, durante la quale vi è un forte aumento dei consumi di idrocarburi, non è però iniziata).

2) autovetture benzina: estensione della misura anche alle classi Euro 2 dall’1 ottobre 2020.

3) veicoli a GPL e metano: anche per i mezzi GPL e metano i dati evidenziano fattori di emissione non trascurabili relativamente ai veicoli più vetusti. Si estendono pertanto le limitazioni ai mezzi fino all’Euro 1 dall’1 ottobre 2020.

4) motocicli e ciclomotori: il contributo di questa categoria in ambito urbano risulta particolarmente significativo per le emissioni inquinanti. Il PAIR introduce la limitazione per gli Euro 1 dall’1 ottobre 2020.

5) mezzi commerciali: dall’1 ottobre 2018 la circolazione è interdetta ai veicoli Euro 4 ed entro il 2025 ai veicoli Euro 5.

Tali misure operano nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 nonché nelle “domeniche ecologiche”, le prime di ogni mese con sospensione nel periodo natalizio sino al 6 gennaio.

I comuni interessati dalle misure sono quelli di popolazione superiore ai 30.000 abitanti e tutti quelli dell’agglomerato di Bologna, secondo modalità stabilite da specifiche ordinanze comunali, per un totale complessivo di 31 comuni: Piacenza, Parma, Reggio nell’Emilia, Modena, Carpi, Castelfranco Emilia, Formigine, Sassuolo, Finale Emilia (ha aderito volontariamente), Bologna, Casalecchio di Reno, Imola, San Lazzaro di Savena, Argelato, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano, Pianoro, Sasso Marconi, Zola Predosa, Ferrara, Cento, Ravenna, Faenza, Lugo, Forlì, Cesena, Rimini, Riccione.

Le misure riguarderanno il centro abitato dei comuni elencati, con esclusione dunque della rete autostradale e delle tangenziali.

Sono esclusi (in modo non esaustivo elenchiamo le cause di esclusione di interesse più comune):

1) gli autoveicoli con almeno 3 persone a bordo (car pooling) se omologati a 4 o più posti, e con almeno 2 persone se omologati a 2 posti (inclusi ciclomotori e motoveicoli),

2) autoveicoli elettrici e ibridi,

3) ciclomotori e motocicli elettrici,

4) autoveicoli per trasporti specifici e per uso speciale, così come definiti dall’articolo 54 del codice della strada e altri veicoli ad uso speciale.

5) veicoli di turnisti e di operatori in servizio di reperibilità muniti di certificazione del datore di lavoro;

6) veicoli a servizio di persone invalide provvisti del contrassegno di parcheggio per disabili, ai sensi del D.P.R. 151/2012; 7

7) veicoli utilizzati per il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili per la cura di malattie gravi (o per visite e trattamenti sanitari programmati) in grado di esibire la relativa certificazione medica e attestato di prenotazione della prestazione sanitaria, nonché per l’assistenza domiciliare di persone sottoposte a terapie indispensabili e indifferibili.

8) veicoli di paramedici e assistenti domiciliari in servizio di assistenza domiciliare con attestazione rilasciata dalla struttura pubblica o privata di appartenenza, veicoli di medici/veterinari in visita domiciliare urgente muniti di contrassegno rilasciato dal rispettivo ordine;

9) veicoli di interesse storico e collezionistico, di cui all’art. 60 del Nuovo Codice della Strada, iscritti in uno dei seguenti registri: ASI, StoricoLancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI, limitatamente alle manifestazioni organizzate;

10) veicoli utilizzati dai donatori di sangue nella sola giornata del prelievo per il tempo strettamente necessario da/per la struttura adibita al prelievo;

11) veicoli diretti agli istituti scolastici per l’accompagnamento, in entrata ed uscita, degli alunni di asili nido, scuole materne, elementari e medie inferiori, muniti di attestato di frequenza o autocertificazione indicante l’orario di entrata e di uscita, limitatamente ai 30 minuti prima e dopo tale orario;

12) veicoli appartenenti a persone il cui ISEE sia inferiore alla soglia di 14.000 €, non possessori di veicoli esclusi dalle limitazioni, nel limite di un veicolo ogni nucleo familiare, e regolarmente immatricolati e assicurati, e muniti di autocertificazione;

13) veicoli diretti alla revisione purché muniti di documentazione che attesti la prenotazione;

Si rammenta che le violazioni delle norme sulla limitazione del traffico di veicoli inquinanti sono punite con la sanzione amministrativa da €164 a €663 (art. 7 comma 13bis Codice della Strada).

Si segnala che la Regione ha stanziato fondi pubblici destinati alle imprese al fine di incentivare la sostituzione dei veicoli commerciali obsoleti mentre da anni eroga contributi ai cittadini che scelgono l’auto ibrida.

In ultimo, alcuni comuni hanno annunciato iniziative volte a rendere meno stringenti le nuove regole, con riferimento particolare alle auto Euro 4; i relativi provvedimenti tuttavia non sono ad oggi stati adottati e pertanto non è possibile formulare considerazioni di merito né pubblicarne il contenuto e valutarne la compatibilità con la disciplina regionale.

AGGIORNAMENTO: La Regione Emilia-Romagna, acquisite le osservazioni dei residenti e degli amministratori locali, ha annunciato l’intenzione di provvedere per rimandare il blocco dei diesel Euro4. In ogni caso, nelle more, il Comune di Bologna, con ordinanza 413094/2018, ha  il rimosso il divieto di circolazione dei veicoli diesel Euro4 su tutto il territorio comunale e pertanto, a fare data dal 9 ottobre 2018, i mezzi “con accensione spontanea (diesel) categorie M1, M2, M3, N1, N2, N3 omologati Euro4” sono autorizzati al transito in città.

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Zona Mazzini senza telefono: assemblea pubblica

** AGGIORNAMENTO DEL 20/09/2018 **

Il 19/9/2018 si è svolta una riunione con i cittadini interessati della zona Mazzini.
A seguito della ricostruzione dei fatti ed accertato il periodo di mancanza del servizio, si è deciso di convocare un secondo incontro. L’obiettivo della riunione che proponiamo è quello di verificare eventuali ulteriori interventi per evitare in futuro i disagi subiti e di raccogliere le deleghe per procedere alla richiesta sugli indennizzi e risarcimenti spettanti agli utenti in base a quanto previsto dalla carta dei servizi telefonici
Siete invitati il giorno

VENERDÌ 28 SETTEMBRE 2018  –  alle ore 18.30
PRESSO: Centro sociale Villa Paradiso   –  Via Emilia Levante 138 BOLOGNA

All’assemblea saranno presenti, per la Federconsumatori Bologna, il presidente Maurizio Gentilini e l’Avvocato Paolo Garagnani, collaboratore dell’Associazione ed esperto di telefonia.

Per i Cittadini che vorranno avviare la pratica per gli indennizzi si ricorda di portare una fotocopia della carta di identità e dell’ultima fattura.

 

 

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Nella zona  Mazzini-Bitone del Comune di Bologna si è verificata  negli ultimi giorni una interruzione del servizio telefonico e internet, che ha creato gravi problemi  per le famiglie, le imprese ed i cittadini coinvolti.
Per illustrare  i possibili interventi attuabili per evitare in futuro simili disagi e per informare sugli indennizzi e risarcimenti spettanti agli utenti, in base a quanto previsto dalla carta dei servizi telefonici, convochiamo una

ASSEMBLEA PUBBLICA
Mercoledì’ 19 settembre 2018
alle ore 18,30
Presso Centro sociale Villa Paradiso
Via Emilia Levante 138 BOLOGNA

All’assemblea saranno presenti Maurizio Gentilini, presidente di Federconsumatori Bologna, l’Avv. Paolo Garagnani collaboratore dell’Associazione e i dirigenti locali dello Spi/Cgil

 

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CANCELLAZIONI, RITARDI E SCIOPERI DEI VETTORI AEREI: I NOSTRI CONSIGLI

In questa lunga estate i viaggiatori potranno, loro malgrado, incappare in gravi disagi determinati da ritardi o cancellazioni dei rispettivi voli. Ultimo, in ordine di tempo, è lo sciopero indetto dai lavoratori Ryanair che ha lasciato a terra migliaia di passeggeri il 25 e 26 luglio.

Facciamo dunque chiarezza sui diritti dei passeggeri nell’ipotesi di ritardi e cancellazione dei voli oppure dell’odioso overbooking.

La disciplina vigente è dettagliatamente prevista dal regolamento europeo n. 261 del 2004 . 

Nel caso di c.d. “overbooking” – ossia la pratica diffusa presso le compagnie aeree di vendere un numero di biglietti maggiore dei posti disponibili confidando nella circostanza, assai diffusa, che taluni passeggeri infine non si presentino all’aeroporto- è fatto obbligo alle compagnie aeree di richiedere la disponibilità di passeggeri disposti, volontariamente, a rinunciare al trasporto e concordare con loro misure compensative, cui si aggiunge la facoltà per il passeggero di rinunciare al volo e richiedere il rimborso del biglietto oppure, in alternativa, essere ricollocato su altro volo quando possibile. Ai passeggeri respinti contro la propria volontà invece è garantita, oltre alla riprotezione su altro volo o al rimborso, una compensazione pecuniaria pari a €250, 400 o 600 a seconda della distanza chilometrica prevista del viaggio. Naturalmente è fatta salva l’assistenza a terra, di cui si dirà oltre.

Nel caso di cancellazione del volo le compagnie aeree devono alternativamente rimborsare il prezzo del volo al passeggero che decide di rinunciare al viaggio oppure riproteggerlo su altro volo successivo. In aggiunta sono dovuti l’assistenza a terra per i soggetti ricollocati e un indennizzo pari a €250, 400 o 600 a seconda della distanza chilometrica prevista del viaggio. L’indennizzo è escluso nel caso in cui il vettore provi che la cancellazione è dipesa da “circostanze eccezionali”, quali scioperi, problemi di sicurezza, meteorologici, instabilità politica, o ordini dell’autorità. Secondo la Corte UE non rientra nella definizione di “circostanza eccezionale” né il guasto all’aeromobile, poichè prevedibile, né il c.d. “sciopero selvaggio”. Ne deriva che in caso di sciopero, legittimamente proclamato, non è dovuto indennizzo, ma è dovuto il rimborso del biglietto oppure la riprotezione su altro volo, oltre che l’assistenza a terra.

Il regolamento contempla misure per il ritardo nel caso in cui il passeggero giunga a destinazione: a) due o più ore dopo l’orario originariamente previsto se il tragitto non supera i 1500 km; b) tre ore per distanze incluse tra 1500 e 3500 km e per tutti i voli intraUE; c) 4 ore per voli superiori a 3500 km di percorrenza. In tali ipotesi deve essere garantita l’assistenza a terra -che comprende pasti, il pernottamento in una struttura alberghiera se il ritardo si protrae nella notte e due telefonate gratuite- oltre che la possibilità di rinunciare al volo e ottenerne il rimborso senza oneri. A seguito di una importante sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea del 2009, l’indennizzo previsto per le cancellazione è esteso ai passeggeri interessati da ritardo, nella misura del 100% per ritardi superiori alle quattro ore e ridotti della metà per ritardi compresi tra tre e quattro ore.

Si aggiunge che qualora la riprotezione avvenga collocando il passeggero in classe più elevata, nulla è dovuto alla compagnia aerea; viceversa il passeggero di prima classe riprotetto in economica ha diritto al rimborso della differenza di prezzo tra quanto versato e costo del viaggio in classe economica.

Federconsumatori offre agli utenti la propria esperienza a tutti gli interessati, invitandoli a contattarci al numero 051.6087120 oppure a scrivere a info@federconsumatoribologna.it

 

 

 

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CHIUSURA ESTIVA 2018

Comunichiamo agli utenti che le attività saranno sospese dal 6 agosto al 19 agosto compresi.

Riapriremo esclusivamente al mattino nei giorni 20, 21 e 22 agosto mentre resteremo chiusi il 23, 24 e 25 agosto.

Dal 27 agosto le attività riprenderanno invece secondo il consueto orario.

BUONA ESTATE A TUTTI!!

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