Convocazione Assemblea dei Soci

È convocata l’assemblea dei soci con il seguente O.D.G. :

  • Elezione presidente e vice presidente Federconsumatori Bologna
  • Trasferimento sede
  • Varie ed eventuali

L’assemblea è convocata, in prima convocazione, sabato 23/02/219 alle ore 10 e in seconda convocazione

LUNEDÌ 25 FEBBRAIO 2019 ore 14,30

presso: sala Celeste del 2° piano della CGIL Bologna, Via Marconi 67, Bologna.

Vista l’importanza degli argomenti trattati, si invitano i socia alla massima partecipazione.

 

 

 

immagine in copertina via Pixabay

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Cartello sui prezzi auto: l’Antitrust multa per 678 milioni

L’Antitrust  ha multato per  678 milioni di euro numerose case automobilistiche per aver costituito un cartello lesivo della concorrenza nella vendita di auto con finanziamento.

Nel dettaglio l’Antitrust ha accertato l’esistenza di “un’intesa restrittiva della concorrenza, tra il 2003 e il 2017, funzionale ad alterare le dinamiche concorrenziali nel mercato della vendita di automobili dei gruppi di appartenenza attraverso finanziamenti erogati dalle rispettive captive banks”.
L’intesa si concretizzava nello scambio di informazioni relative a quantità e prezzi, anche attuali e futuri. In questo modo i consumatori si trovavano costretti a pagare, per i propri veicoli, prezzi concordati a tavolino tra le grandi case automobilistiche, in violazione dei principi della libera concorrenza.
I soggetti coinvolti sono le case automobilistiche  BMW, Daimler, Mercedes Benz, FCA Italy, General Motor, Ford, Renault, Toyota, Volkswagen.

Qui il testo del provvedimento: provvedimento 20 dicembre 2018

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Bonus Cultura 18enni: ci sono dei problemi di accesso

Abbiamo avuto una segnalazione di difficoltà, anche per chi si è regolarmente registrato entro il 30 giugno, ad incassare il Bonus Cultura 18app per i neo18enni (classe 1999), che scadrà il 31/12/2018.

Abbiamo inviato una richiesta di chiarimenti al Ministero per i Beni Culturali per sollecitare la risoluzione del problema e la risposta è arrivata subito (per ora solo interlocutoria, hanno promesso di controllare).

Invitiamo tutti coloro che non sono riusciti ad ottenere il bonus a scrivere al Ministero (meglio una raccomandata 1 oppure PEC su mbac-udcm@mailcert.beniculturali.it  ) per chiedere l’immediata risoluzione del problema tecnico e di scriverci per conoscenza alla mail info@federconsumatoribologna.it  indicandoci il proprio nome, cognome e codice fiscale.

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CONIA : finalmente la sentenza

E’ stata pubblicata la sentenza 2018-2475  R.S. del Giudice di Pace di Bologna, dott.ssa Federica Poli Camagni, che ha condannato il CONIA al pagamento del contributo “affitto”. La vicenda è iniziata nel 2016 (link all’articolo) e si è chiusa ora con la sentenza favorevole del Giudice di Pace che ha riconosciuto un danno cosiddetto “di perdita di chance” ovvero di perdita di  opportunità.
L’azione giudiziaria è stata iniziata nell’interesse di un’unica associata Federconsumatori come “causa pilota” e potrà essere replicata anche per tutti coloro che hanno subìto la medesima ingiustizia.
A tal fine, però, occorrerà dare seguito a quanto statuito dal Giudice, ovvero rendere effettivo il relativo risarcimento del danno e, pertanto, stiamo provvedendo a porre in essere ogni atto esecutivo necessario.
E su tale ultimo aspetto sarà indetta una riunione informativa agli inizi dell’anno 2019: consultate nostro sito o i nostri canali social per tutti gli  aggiornamenti.

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Sportello di consulenza per la Rottamazione TER

Con il Decreto Legge 119/2018 è stata prevista, tra le altre cose, la possibilità di aderire alla definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dall‘1.01.2000 al 31.12.2017, anche per coloro che avevano aderito alla prima rottamazione ma non hanno pagato le relative rate.
Federconsumatori offre un servizio di consulenza in merito alla rottamazione ter, nello sportello relativo alle controversie con il fisco e alle vicende del sovraindebitamento, attivo da diversi anni presso la sede in via del Porto 16 a Bologna e curato da legali specializzati. Allo sportello si accede previo appuntamento da fissare al nostro centralino 051/6087120 (lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17).

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In vigore il regolamento UE anti-geoblocking: da oggi è illegittimo discriminare i consumatori per stato di residenza.

Da oggi, 3 dicembre, entra in vigore il regolamento UE 302/2018 recante disposizioni volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti nell’ambito del mercato interno e con riferimento ai servizi online.

In altri termini, diviene illegittimo frazionare artificiosamente il mercato interno dell’Unione Europea, il quale, ai sensi dei Trattati, è unico.

Ne consegue che il consumatore italiano deve potere accedere ai servizi e ai beni offerti online su un sito internet di qualsiasi paese europeo senza che sia possibile opporgli alcuna politica discriminatoria.

D’altro canto a tutti noi è capitato di non poter acquistare online il nostro profumo preferito o il capo di abbigliamento dei sogni su un sito di e-shopping francese, solo in quanto residenti in Italia. Spesso ciò accade perché gli operatori economici praticano negli stati UE prezzi diversi, e temono di vanificare questa opportunità consentendo ai consumatori italiani di acquistare un maglione sul sito rumeno del brand, dove, magari, lo stesso costa meno.

Tale discriminazione è operata con diverse modalità, tutte egualmente proibite: talvolta il consumatore è forzosamente reindirizzato sul sito nazionale della compagnia, in altri casi si impedisce di procedere al pagamento con carta emessa da un istituto bancario estero, oppure si evita la spedizione all’estero.

Sarà dunque possibile distinguere il trattamento dei consumatori per la loro nazionalità solo se effettivamente ciò dipendesse da maggiori oneri per il professionista -ad esempio sarebbe legittimo praticare spese di spedizione maggiori per l’utente straniero, a patto però che tale maggiorazione sia strettamente limitata alla differenza di spesa sopportata dal professionista-.

Restano per ora escluse dall’ambito applicativo del regolamento le opere dell’intelletto: software, musica, cinema, videogiochi etc. Rimane inteso che non si proibisce di praticare prezzi diversi in diversi stati membri (d’altro canto sarebbe impensabile imporre a una catena di ristoranti low cost di applicare le medesime tariffe in Bulgaria e in Svezia), bensì si intende consentire a tutti i consumatori europei di acquistare su qualsiasi sito online senza distinzione di residenza.

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Telefonia: novità sui costi per il recesso

L’Autorità per le Comunicazioni ha pubblicato le Linee Guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione: in parole povere, indicazioni sui costi che possono essere addebitati all’utente quando si cambia fornitore o si chiede la cessazione del numero.

L’argomento è molto controverso, da quando i cosiddetti “Decreti Bersani” eliminarono dieci anni or sono le penali per il recesso, lasciando però la possibilità di addebitare i costi effettivamente sostenuti per la cessazione, che di fatto si sono trasformati, nell’opinione delle associazioni di consumatori, in  penali mascherate.

Le nuove linee guida prevedono che:

  • il credito residuo va sempre pagato “in soldoni” al consumatore e non accreditato su un’altra eventuale SIM a lui intestata, perché questo limiterebbe la sua libertà di scelta;
  • la possibilità di cambiare operatore va garantita in qualunque momento, con preavviso che non può superare i 30 giorni; il consumatore ha diritto a conoscere i tempi tecnici necessari per il trasferimento, che comunque non possono superare i suddetti 30 giorni;
  • le spese per il recesso devono comprendere non solo i costi supportati per il recesso o il trasferimento in sé, ma anche tutte le diverse categorie di costi che l’operatore si riserva di addebitare all’utenza, tra cui la restituzione totale o parziale degli sconti previsti dal contratto e  il pagamento delle rate residue relative ai servizi e ai prodotti offerti;
  • le spese per il recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sostenuti per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio. Per calcolare questo valore, , l’Autorità definisce  il “valore del contratto” come il prezzo implicito che deriva dalla media dei canoni che l’operatore si aspetta di riscuotere mensilmente da un utente che non recede dal contratto. Le spese che possono essere addebitate sono il valore più basso tra il prezzo implicito dell’offerta ed i costi realmente sostenuti dall’operatore.
  • per le offerte che prevedevano sconti, solitamente in caso di recesso le compagnie telefoniche chiedono la restituzione di questi sconti. La restituzione non può superare la differenza tra   la somma dei canoni che l’operatore avrebbe riscosso qualora fosse stato applicato il prezzo implicito come sopra determinato e la somma dei canoni effettivamente riscossi dall’operatore fino al momento del recesso;
  • se il contratto prevedeva l’acquisto di prodotti a rate (smartphone, modem, telefoni ecc),  gli operatori devono sempre concedere agli utenti la facoltà di scegliere se continuare a pagare le rate residue con la periodicità precedente ovvero pagarle in un’unica soluzione;
  • le spese relative al recesso  devono essere rese note al momento della pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto, comprese le spese per la restituzione degli sconti ; al momento della sottoscrizione del contratto gli operatori devono comunicare, verbalmente e attraverso idonea informativa da allegare al contratto, tutte le spese che l’utente dovrà sostenere in corrispondenza di ogni mese
    in cui il recesso potrebbe essere esercitato;
  • gli operatori sono tenuti a comunicare annualmente i costi sostenuti per le attività di dismissione all’Autorità per le Comunicazioni che le sottoporrà a controllo e potrebbe suggerire correttivi.

 

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SCN 2018: calendario colloqui

Pubblichiamo il calendario dei colloqui di Servizio Civile Nazionale 2018 per l’anno 2019.

ALLEGATO B_Modello Calendario colloqui

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Blocco degli Euro4: la Regione ci ripensa ma chi ha rottamato per tempo non può accedere agli incentivi. Federconsumatori sollecita le istituzioni.

Come annunciato dalla Regione, il blocco della circolazione per i veicoli Euro4 alimentati a diesel, in vigore dall’1 ottobre 2018 in applicazione del PAIR2020, sarà rimandato e alcuni comuni, come quello di Bologna, hanno già emanato delle ordinanze in tal senso.

Come lamentato dai soggetti coinvolti, in effetti le istituzioni competenti avevano mancato di informare la cittadinanza in modo tempestivo e capillare sulla portata del provvedimento. Il resto è storia: utenti costretti ad abbandonare le proprie auto nei garage o ad acquistarne una nuova.

Risulta tuttavia paradossale che i cittadini che nell’ultimo mese hanno sostituito il proprio veicolo diesel Euro4, adempiendo al divieto di circolazione imposto, siano esclusi dal novero di coloro che potranno beneficiare del piano di incentivi all’acquisto di mezzi a basso impatto ambientale in procinto di essere adottato dagli enti locali.

Federconsumatori Bologna invita tutti gli interessati a contattare il nostro centralino al numero 0516087120, al fine di promuovere presso il comune di Bologna una petizione volta all’estensione degli incentivi a coloro che, nelle ultime settimane, hanno cambiato autovettura in previsione del blocco della propria macchina.

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