Danni da grandine del 22 giugno: a che punto siamo

Ci stanno chiamando molte persone per chiedere aggiornamenti sugli (eventuali) risarcimenti per i danni provocati dalla grandinata eccezionale del 22 giugno. Al momento, il Comune di Bologna ci ha riferito che stanno aspettando la concessione, da parte del Consiglio dei Ministri, dello stato di emergenza, che è stato chiesto dalla Regione e dai Comuni colpiti.

Quindi, al momento, per la grandinata del 22 giugno non ci sono soldi a disposizione e non ci sono moduli da compilare. Ovviamente se e quando il Consiglio dei Ministri dichiarerà lo stato di emergenza, gli enti locali (e anche il nostro sito) daranno tutte le informazioni utili per chiedere il rimborso. Nel frattempo, consigliamo di conservare tutta la documentazione che possa essere utile: fotografie dei danni, preventivi di riparazione e/o fatture di pagamento delle riparazioni, altre spese sostenute ecc. 

 

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Stop alle vendite di prodotti non disponibili

L’Antitrust ha ordinato a due siti di e-commerce, tecnotradeshop.it e tigershop.it , di sospendere la vendita di prodotti non disponibili e l’addebito anticipato del prezzo di beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna.

Il provvedimento, che ha scopo cautelare quindi non prevede, per il momento, l’irrogazione di sanzioni, è volto ad impedire fenomeni molto spiacevoli ben noti a chiunque acquisti regolarmente on-line, ovvero la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, la divulgazione di informazioni false sul reale stato degli ordini di acquisto e sulle effettive tempistiche di consegna degli stessi.

In particolare,  l’Autorità si è mossa a seguito di segnalazioni di consumatori che avevano acquistato degli smartphone e altri prodotti elettronici senza ricevere nulla se non vaghe rassicurazioni sulle tempistiche di consegna; in alcuni casi, anche dopo che i consumatori avevano inviato regolare richiesta di rimborso, il venditore non aveva restituito nulla.

Se i siti di e-commerce non rispetteranno quanto disposto  dall’ACGM, potrebbero subire la sospensione dell’attività e multe da 10.000 a 5.000.000 euro.

Qui il comunicato stampa e il testo dei provvedimenti

Qui la notizia su Federconsumatori News

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Al via il biglietto nominativo per i concerti

Dal 1 luglio è in vigore la legge che impone il biglietto nominativo per concerti e altri eventi in impianti  con una capienza superiore a 5000 spettatori.  Sono escluse le manifestazioni sportive, che hanno già una loro disciplina, e gli spettacoli di attività lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo.

La norma prevede l’obbligo di indicare i dati anagrafici e il numero del documento di identità al momento dell’acquisto (o usare le credenziali SPID); ogni utente non potrà acquistare più di 10 biglietti. Il titolo non può essere più emesso all’istante (ad esempio in pdf) ma dovrà pervenire successivamente all’acquirente secondo la modalità di spedizione cartacea o digitale scelta.

L’acquirente dovrà presentare il documento di identità all’ingresso e, nel caso non possa partecipare all’evento, non potrà  rivendere il biglietto su mercato secondario (siti di secondary ticket, ma anche annunci privati): è  prevista la possibilità per il titolare di cambiare nominativo o di procedere alla rivendita direttamente sul sito di rivendita primario o sul sito ufficiale dell’organizzatore,  che dovranno predisporre una procedura apposita. L’operazione sarà soggetta a una commissione.

Il provvedimento, che ha lo scopo di impedire il bagarinaggio on-line (qualche mese fa il TAR ha confermato la multa inflitta dal’Antitrust a Viagogo, un sito di secondary ticket) e l’utilizzo di bot per l’acquisto simultaneo di decine di biglietti, ha ricevuto alcune critiche dai rivenditori ufficiali di biglietti, che prevedono degli aumenti di prezzo, dovuti ai maggiori costi per i controlli aggiuntivi sull’identità dei possessori, e lunghe code all’ingresso dei concerti. Non è escluso quindi che vengano emessi provvedimenti correttivi per ovviare ad eventuali problemi che dovessero sorgere con l’applicazione concreta della legge.

Il nostro presidente nazionale Emilio Viafora, intervistato da Repubblica, ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che però ci auspichiamo venga corretto dando la possibilità di cedere gratuitamente il biglietto nominativo, senza pagare commissioni.

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Multa di due milioni a Costa Crociere

Nei giorni scorsi l’Autorità Antitrust ha sanzionato Costa Crociere per 2 milioni di euro per non aver informato i passeggeri delle crociere “NeoRiviera” e “Paradisi sul mare” né della situazione di emergenza sanitaria in Madagascar né della modifica degli itinerari previsti al momento dell’acquisto del viaggio. La compagnia avrebbe dovuto invece informare con congruo anticipo i viaggiatori, per dare modo a questi ultimi di recedere o meno dal contratto in ragione della variazione del programma di viaggio.

L’AGCM ha quindi accertato la pratica commerciale scorretta attuata dalla società, che si è giustificata sostenendo di aver agito per “preservare l’esperienza di viaggio” dei clienti. Abbiamo tuttavia la spiacevole impressione che la compagnia si stia arrampicando sugli specchi per giustificare in qualche modo un comportamento non solo illusorio e poco trasparente, ma che dimostra anche scarsissima considerazione delle esigenze degli utenti. La tutela e la cura del cliente dovrebbero costituire obiettivi prioritari per qualsiasi soggetto che commercializzi beni e servizi al pubblico e ancora di più per una società che, come Costa, fornisce servizi relativi al tempo libero, ma è evidente che in questo caso purtroppo non è stato così.

Come Federconsumatori riteniamo utile ribadire che in situazioni di questo tipo gli utenti devono poter ottenere un risarcimento del danno subìto a causa dell’inadempimento contrattuale. Purtroppo si tratta, al momento, di un provvedimento amministrativo che non dà automaticamente diritto al rimborso. Tale provvedimento, inoltre, è soggetto ad una possibile impugnazione davanti al TAR ed eventualmente anche al Consiglio di Stato, pratica spesso adottata dalle aziende per allungare i tempi, nella speranza di scampare ai rimborsi.

La Federconsumatori, a seconda dell’evoluzione che intraprenderà la vicenda sul piano giudiziario, è pronta ad intervenire per tutelare i cittadini coinvolti e far ottenere loro il dovuto risarcimento.

Nel frattempo suggeriamo ai viaggiatori coinvolti di trasmettere a mezzo raccomandata o pec una richiesta di risarcimento danni, al fine di interrompere la prescrizione.

Per informazioni, consulenze e assistenza i cittadini interessati possono rivolgersi alle sedi Federconsumatori, per la provincia di Bologna si può chiamare lo 051/6087120 o scrivere su info@federconsumatoribologna.it.

Qui il testo del provvedimento

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Attenzione alle ricariche TIM

Nelle scorse settimane si sono moltiplicate le segnalazioni degli utenti in merito alla “Ricarica+” di TIM, definita dall’azienda una “offerta” riservata alle sim ricaricabili e attivata sui tagli da 5 e 10 euro. Pur recandosi, come di consueto, dal tabaccaio, in edicola o al bar e chiedendo di ricaricare la sim con 5 o 10 euro, gli utenti hanno lamentato una diminuzione di credito, dovuta all’attivazione dell’offerta “Ricarica+” che, al costo di 1 euro, include un bonus di giga per la navigazione su internet e di minuti di conversazione nonché la partecipazione ad un concorso a premi. L’utente, quindi, convinto di ricaricare ed avere a disposizione l’importo per intero come sempre, si è ritrovato con un importo inferiore rispetto a quanto effettivamente pagato, proprio perché 1 euro è stato utilizzato in automatico per l’attivazione dell’offerta “Ricarica+”. E’ importante sottolineare che per alcuni canali di acquisto, come tabaccherie, edicole, bar e sito internet, non è possibile scegliere di eliminare l’attivazione dell’offerta “Ricarica+” e acquistare una ricarica standard intera”, pertanto l’utente non ha alternative e subisce, se non correttamente informato, l’attivazione di un servizio senza averlo scelto.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra TIM e le nostre Associazioni, nel corso del quale abbiamo sottolineato la necessità di ripristinare il diritto di scelta degli utenti, lasciando che “Ricarica+” si configuri in tutto e per tutto come un’offerta, trasparente ed opzionale. Abbiamo anche chiesto all’azienda di affiancare ai tagli “classici” e conosciuti dai consumatori da 5 e 10 euro, i tagli “Ricarica +” da 6 e 11 euro, eliminando la possibilità di dar adito a spiacevoli equivoci. L’azienda, tuttavia, non ha fatto altro che modificare il nome del prodotto in “Offerta Ricarica+”, predisporre un’informativa più dettagliata destinata ai punti vendita e accordare la possibilità di chiedere un rimborso nel caso in cui il cliente non si accorga o non venga informato correttamente sull’offerta, attivata suo malgrado. Come dimostra anche il numero crescente del contenzioso gestito dalle Associazioni, TIM continua a portare avanti una condotta che risulta poco trasparente e poco attenta alla fiducia che i consumatori – per la maggior parte clienti storici dell’azienda – ripongono nell’azienda stessa. Se è vero che le ricariche standard sono presenti in altri canali di vendita, soprattutto digitali, è comunque innegabile che molti utenti preferiscano rivolgersi ai punti vendita fisici. Si tratta di una policy che si ripercuote sulla fascia più debole ed “abitudinaria” dei consumatori, in particolare quelli di età avanzata che spesso hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici.  Da questa prospettiva la possibilità di chiedere un rimborso attraverso il Servizio Clienti appare non tanto come il riconoscimento di un diritto, quanto una sorta di “premio di consolazione” da parte dell’azienda.

Raccomandiamo dunque agli utenti di prestare la massima attenzione prima del pagamento, scegliendo con cura il prodotto e la ricarica che intendono acquistare e rivolgendosi sempre al servizio clienti o alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti, prima attraverso un reclamo e poi – se necessario – con la conciliazione paritetica. In qualità di Associazioni che tutelano i consumatori, continueremo a portare avanti tutte le azioni possibili per garantire la trasparenza dei servizi e per impedire che le aziende applichino condotte scorrette e lesive dei diritti degli utenti.

 

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Convocazione assemblea dei soci

Per adeguare il nostro statuto a quanto previsto dal Codice del Terzo Settore, è convocata l’assemblea dei soci di Federconsumatori Bologna. Allegata di seguito la convocazione con data, luogo e orari.

convocazione assemblea 22-7-19

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Ennesima multa a TIM, Fastweb e Wind

In seguito alle segnalazioni effettuate da numerosi utenti, Tim, Fastweb e Wind sono state multate da AGCOM per 2,76 milioni di euro complessivi per non aver rispettato pienamente il diritto di recesso dei clienti. Le tre società hanno illegittimamente addebitato costi aggiuntivi ad alcuni clienti che hanno interrotto i contratti con i gestori prima della scadenza usufruendo del diritto di ripensamento derivante dalle modifiche di alcune offerte di telefonia fissa applicate a partire da luglio dello scorso anno. Il sovrapprezzo è stato applicato, a seconda dei casi, a titolo di costo di disattivazione, di recesso anticipato o ancora di pagamento delle rate residue connesse ai dispositivi, come modem e decoder, forniti congiuntamente all’offerta sottoscritta. Le modifiche tariffarie unilaterali (in particolare il passaggio dalla fatturazione a 4 settimane a quella mensile dopo la nota vicenda delle bollette a 28 giorni) consentono all’utente di usufruire del diritto di recesso gratuito e l’applicazione di costi aggiuntivi, a qualsiasi titolo, è quindi da considerarsi illegittima.

AGCOM aveva già diffidato i tre operatori per questo comportamento ed ora ha emesso le sanzioni proprio a causa dell’inottemperanza alla diffida.

In qualità di Associazione che tutela i diritti degli utenti accogliamo positivamente il provvedimento, che da una parte riconosce un legittimo diritto e dall’altra sanziona l’ennesima condotta scorretta da parte delle compagnie telefoniche, che troppo spesso adottano comportamenti poco trasparenti e irregolari. L’episodio, tra l’altro, dimostra ciò che sosteniamo da tempo in merito al ruolo delle Authority: in questa vicenda, così come in altre questioni analoghe, è evidente l’importanza di un sistema di vigilanza neutrale, in cui le Autorità svolgano con imparzialità il loro ruolo di tutela del mercato all’insegna della trasparenza e in modo forte e indipendente da qualsiasi condizionamento politico.

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Telefonia: consigli antitruffa

In questi giorni abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di comportamenti a dir poco anomali da parte di alcuni operatori di telefonia. Molti utenti sono stati contattati da sedicenti operatori che comunicano l’aumento delle tariffe e l’annullamento delle promozioni attive entro 4 giorni dalla telefonata, precisando che in queste situazioni il cliente ha diritto a cambiare gestore senza costi. La vicenda è resa ancora più ambigua dal fatto che questi stessi utenti siano stati in molti casi contattati poco dopo da un’azienda concorrente, da cui hanno ricevuto una proposta commerciale.
Considerando inoltre che nelle bollette non è stata trasmessa alcuna comunicazione scritta in merito, quanto sta accadendo ha tutta l’aria di un raggiro. Se così fosse, peraltro, non sarebbe la prima volta, visto che appena qualche mese fa si sono verificati episodi analoghi.
A tale proposito ricordiamo alcune raccomandazioni e consigli utili per difendersi dai tentativi di frode:
1. Valutare con attenzione proposte commerciali e contrattuali ricevute telefonicamente, soprattutto perché non si può essere certi dell’identità dell’interlocutore;
2. Non fornire informazioni dettagliate all’operatore, evitando in particolare di comunicare dati come numero di conto corrente, codici dell’utenza, estremi del documento di identità ecc. ;
3. Evitare per quanto possibile di rispondere alle domande dell’operatore, cercando soprattutto di non pronunciare la parola “Sì” che, una volta registrata, potrebbe essere estrapolata dalla telefonata e inserita in una conversazione mai avvenuta come risposta a domande mai poste;
4. Per fugare qualsiasi dubbio è comunque opportuno contattare il servizio di assistenza clienti del proprio gestore per verificare eventuali modifiche tariffarie.

Per segnalazioni, reclami e ulteriori informazioni è possibile contattare la nostra sede 051/6087120

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Energia: anche le quote fisse delle bollette si prescrivono in due anni

L’Autorità per l’Energia ha pubblicato dei chiarimenti sulla prescrizione biennale dei conguagli. Ha specificato che lo stop ai maxi conguagli, introdotto con la Legge di Stabilità del 2018, vale per tutte le componenti della bolletta, quelle variabili e quelle fisse.

In molti casi Enel Energia, come segnala Confartigianato, ha richiesto il pagamento delle quote legate alla potenza, sostenendo che la prescrizione si applichi solo alle quote relative ai consumi.

Un importante chiarimento, quello fornito dall’Autorità, che ristabilisce equità di fronte alle pretese illegittime delle compagnie, che troppo spesso sfruttano cavilli e mancate specifiche all’interno delle normative per riscuotere costi impropri. Sarà nostra cura vigilare affinché le compagnie si attengano a tale indicazione dell’ARERA.

Invitiamo tutti i cittadini che dovessero essere incorsi in tali richieste illegittime delle società fornitrici di energia a contattare i nostri sportelli per attivare le tutele del caso.

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#AlGiustoPrezzo: campagna di Federconsumatori e Oxfam contro lo sfruttamento in agricoltura. Partecipa al sondaggio!

Con la campagna #AlGiustoPrezzo vogliamo promuovere l’acquisto consapevole, nel rispetto dei diritti dei lavoratori agricoli.

Ci piacerebbe però sapere cosa ne pensano i consumatori: chiediamo solo 1 minuto per capire a che livello è la conoscenza del fenomeno dello sfruttamento dei lavoratori in agricoltura, quali comportamenti adotteresti per combatterlo, e cosa si pensa del ruolo che hanno le grandi catene di supermercati.

Per questo chiediamo di compilare questo breve sondaggio che abbiamo creato in collaborazione con Oxfam.

Grazie per la partecipazione!

link al sondaggio

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