Ecco l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) a tutela dei consumatori

Da poco tempo è stato istituito l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) Operativo, organismo per la soluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari . Il nuovo strumento istituito presso la Consob è utile ai consumatori  per risolvere in sede stragiudiziale le controversie con gli intermediari. Sul sito www.acf.consob.it, i risparmiatori interessati possono trovare in formato video e tramite un’apposita brochure esplicativa tutte le informazioni utili a capire chi può fare ricorso all’Arbitro, a quali condizioni, attraverso quale procedura e in quali tempi.

L’Acf è a disposizione dei piccoli investitori che si trovino ad avere un contenzioso con il proprio intermediario (banca, Sim, Sgr) per lamentele che riguardino la violazione presunta di norme in materia di correttezza dei comportamenti e di trasparenza delle informazioni.

Possono ricorrere all’Arbitro i risparmiatori che abbiano già presentato reclamo presso l’intermediario senza aver ottenuto risposta nei due mesi successivi ovvero qualora la risposta sia stata insoddisfacente. Una volta fatto il reclamo e passati i due mesi, il passo successivo è il ricorso all’Arbitro.logo_consob

L’organismo intende mettere a disposizione dei risparmiatori uno strumento agile ed efficiente per risolvere al di fuori delle aule dei tribunali le controversie con gli intermediari fino ad un valore massimo di 500.000 euro. Il ricorso all’Acf è del tutto gratuito per i risparmiatori. I tempi della pronuncia sono rapidi: l’Arbitro è tenuto, infatti, a chiudere il contenzioso entro massimo sei mesi. L’Acf è un organo collegiale, in cui sono rappresentate le varie componenti del mercato finanziario: oltre al Presidente ne fanno parte quattro membri, di cui due indicati da Consob e due sono espressione rispettivamente delle associazioni di categoria dei consumatori e dell’industria finanziaria.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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