La crisi, finanziaria e politica, di lunga durata.

Sappiamo tutti di essere nel bel mezzo di una violenta crisi finanziaria che coinvolge tutta l’Europa e chi di dovere cerca senza fine una via d’uscita. Ma meno chiare sono le ragioni per cui questa crisi è scoppiata.

Parlare di debito pubblico non è sufficiente perché c’è sempre stato ed altri paesi (vedi Giappone) ne hanno uno che è il doppio del nostro senza per questo risentirne troppo. Pertanto è chiaro che la crisi non riguarda l’Italia, ma l’euro. Questo è ancora più evidente da quando sono stati messi in discussione i bond francesi e persino quelli tedeschi, paesi più virtuosi e più ricchi del nostro.

Certamente l’euro ha un peccato originale piuttosto evidente. Quando, circa 15 anni fa, si ragionò sulla moneta unica era evidente che la Grecia (per dirne una, ma ci sono altre realtà) non poteva competere con la Germania e che prima o poi i nodi sarebbero venuti al pettine, in particolare per l’impossibilità di svalutare la propria moneta. Pertanto la via d’uscita, per i paesi più in difficoltà, è solo l’aumento del debito pubblico.

E così la speculazione internazionale ha deciso di aggredire il punto debole dell’euro, proprio come fa il pugile sul ring con l’avversario in difficoltà. E’ bastato non acquistare i titoli emessi dal governo italiano al tasso proposto, ma fare alzare i rendimenti, per spargere il panico nelle borse. E a questo punto è stato facile innestare un inarrestabile flusso speculativo che ha spaventato i mercati che continuano a picchiare sul punto debole. A questo si aggiunga che la  BCE, ed i tedeschi in particolare, non vogliono nemmeno annunciare che la banca stessa acquisterà tutti i titoli invenduti, rendendo così inutile la speculazione.

Ma in ambienti qualificati e ben informati, come l’università, circola insistente una teoria più suggestiva ma anche più logica che meglio spiega l’attacco anche alla Francia ed alla Germania. La teoria parte addirittura da Obama e dalla sua politica, invisa ai repubblicani che, avendo assunto maggior potere al Congresso, osteggiano la sua politica a favore delle classi meno abbienti. E per fargli capire che fanno sul serio sono pronti a mettere in pericolo il dollaro, cosa che fa infuriare i cinesi che – come sappiamo – hanno nello loro casse gran parte del debito USA. I cinesi minacciano di non rinnovare gli investimenti, una volta scaduti ed incassati, e di dirottare le proprie preferenze sull’euro. Questa eventualità avrebbe scatenato, da parte degli speculatori USA, il noto attacco all’euro, proprio per scoraggiare la minaccia cinese.

A questo punto, quale che sia l’origine della speculazione, un massiccio e deciso intervento della BCE nell’acquisto di tutti i titoli invenduti di qualsiasi stato dell’unione scoraggerebbe di per sé la speculazione  stessa. Ecco perché è importante che i tedeschi, gli unici ad opporsi a questa eventualità per il timore di creare inflazione (infatti l’acquisto dei titoli invenduti comporterebbe emissione di carta moneta) si convincano che – almeno per il momento si tratta di scegliere il male minore.

E’ comunque utile ricordare che sicuramente la Germania ha un’altra ragione per non voler far intervenire la BCE: non intende, con il denaro di tutti, finanziare quella che ritiene la “bella vita delle cicale italiane”. Non è un mistero infatti che ci ritengono poco seri ed attendibili e il Governo precedente ha fatto di tutto per farglielo pensare e sostenere.
Si può quindi ritenere che  la situazione di incertezza durerà almeno fino alle elezioni USA, che si svolgeranno a novembre 2012: solo dopo potremo sapere se gli speculatori si calmeranno o meno.

Intanto stiamo gestendo una situazione in sede locale molto difficile, per i cittadini che perdono il lavoro e purtroppo vengono al pettine molte situazioni di morosità  con procedure esecutive giunte  al pignoramento.

Ancora una volta rinnoviamo l’invito a chi si trova in situazioni di emergenza economica, di  informarsi ai nostri sportelli telefonando allo 0516087120, prima di svolgere operazioni di prestiti di vario genere.

Gustavo Tortoreto collaboratore Federconsumatori Bologna

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