L'Antitrust multa Mediolanum per ritardi nell'estinzione del conto corrente

L’Autorità garante Concorrenza e Mercato è intervenuta nei confronti di Banca Mediolanum condannandola per aver più volte ritardato, anche di due o tre mesi, la chiusura dei conti correnti su richiesta dei clienti.
Questa pratica, secondo l’istruttoria condotta dall’Autorità, è stata posta in essere per diversi anni (il periodo ispezionato è dal 2007 al 2012), in modo particolare e con percentuali rilevanti nel 2009 e 2010.
Mediolanum, che nelle condizioni di contratto prevede che  il termine per l’estinzione del conto deve avvenire entro 60 giorni, in molti casi ha mantenuto attivo il rapporto, pur in assenza di ostacoli alla sua chiusura; questo ha significato, per i clienti, l’obbligo di pagare i relativi oneri, dal bollo alle spese.
Inoltre, quando si presentavano ostacoli alla chiusura del conto (RID e carte di credito attivi, saldo negativo ecc.), non sempre la banca comunicava nella forma più efficace (scritta) l’esistenza di tali ostacoli, limitandosi a proseguire nel rapporto con il semplice invio dell’estratto conto trimestrale. Alcuni consumatori, quindi, si sono accorti della persistenza del conto solo dopo diversi  mesi dalla richiesta di chiusura.
A fronte di questa pratica commerciale,  che l’Antitrust ha ritenuto contraria alla diligenza professionale e idonea a limitare indebitamente, mediante l’imposizione di ostacoli non contrattuali, onerosi o sproporzionati alla estinzione di conti correnti, la libertà di scelta del consumatore medio intenzionato a risolvere un rapporto contrattuale non più desiderato con il professionista, Mediolanum è stata multata dell’importo di € 300.000 .
Al di là del caso concreto, è importante che il consumatore che veda lesi i propri diritti si attivi denunciando e segnalando a chi di dovere i comportamenti scorretti dei professionisti, anche con l’ausilio delle Associazioni del Consumatori. Infatti, molte volte le Autorità competenti, come in questo caso l’Antitrust, possono agire nei confronti dei professionisti solo se ricevono un numero di segnalazioni tale da rendere evidente che si è in presenza di una “pratica commerciale scorretta” e non solo di un mero errore occasionale. Tante segnalazioni singole possono quindi fare la differenza!

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