Precarietà e timore per il futuro. Così il paese non riparte.

Federconsumatori Emilia Romagna manifesta la propria solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori emiliano – romagnoli che ieri, chiamati dalla CGIL, hanno incrociato le braccia e manifestato, a Bologna, la propria contrarietà al job act, in questi giorni in discussione alle Camere.
Federconsumatori, ogni giorno, negli oltre 100 sportelli capillarmente disseminati nella nostra regione, raccoglie la testimonianza di migliaia di cittadini che versano nelle drammatiche difficoltà  delle nuove povertà indotte dalla crisi economica e sociale. Cittadini che sempre più spesso lamentano le procedure farraginose della burocrazia delle pubbliche amministrazioni, la lentezza della giustizia civile e penale, la scarsa qualità dei servizi che ricevono in cambio delle tasse che pagano, le infiltrazioni della malavita organizzata nel tessuto economico e sociale e le vessazioni che subiscono dalle storture del mercato.
Questi sono i grandi nodi che frenano la crescita sociale ed economica del nostro paese, frenano gli investimenti, frenano lo sviluppo e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Federconsumatori E.R. trova singolare, che al di là degli annunci, il governo e il parlamento pensi che il rilancio del paese passi per una ulteriore precarizzazione di fatto del rapporto di lavoro ed il taglio dei diritti a partire da ciò che resta dell’art. 18. La precarietà e l’insicurezza generano la paura del futuro, non certamente posti di lavoro.
Federconsumatori Emilia Romagna, per queste ragioni, aderisce alla manifestazione nazionale indetta dalla CGIL per il 25 ottobre.

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