Sanità: la Federconsumatori interviene su un caso di protesi difettose

La ditta De Puy International, appartenente alla multinazionale americana Johnson&Johnson, ha effettuato il ritiro volontario di alcune protesi all’anca da lei prodotte e utilizzate anche in Italia, sia in ASL che in cliniche private, accreditate e non. Le protesi, installate per sostituire il collo del femore fratturato, nel 12-13% dei casi si sono rivelate inadatte all’uso prolungato e hanno rilasciato nell’organismo particelle metalliche e altre sostanze.

La Federconsumatori, con lettera preparata dalla nostra legale di riferimento nel campo della sanità, Avv.Annalisa Bettini, e diffusa in tutti i territori, si sta mobilitando per chiedere non soltanto la sostituzione gratuita delle protesi in questione, ma anche il risarcimento per il danno subìto, considerato che la sostituzione comporta necessariamente un intervento chirurgico, con relativa trafila di esami, ricoveri e riabilitazioni,  su pazienti prevalentemente anziani.

La richiesta è stata da noi formulata sia alla ditta produttrice, sia all’ASL o alla struttura ospedaliera di competenza, perché queste sono tenute a verificare la sicurezza delle protesi impiantate sui propri pazienti. Pubblichiamo di seguito il testo della lettera e la documentazione pervenutaci dalla Federconsumatori Nazionale sull’argomento.

lettera protesi anca

documenti e rassegna stampa protesi

(Foto “Countdown to Health Care Reform” di Truthout.org su Flickr.com)

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