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Acqua: nuove regole per la morosità

L’Autorità per la regolazione dei servizi energetici e idrici (ARERA) ha emesso una delibera che uniforma sul territorio nazionale le procedure di sospensione della fornitura di acqua in caso di bollette non pagate.

Finora, ogni gestore aveva le sue regole, mutuate dalle disposizioni degli ex-ATO, se disponibili, oppure create direttamente dal gestore stesso. Con la Delibera 311/2019 finalmente avremo delle regole certe e uniformi.

Innanzitutto, ci sono utenti a cui la fornitura non può essere sospesa. Si tratta degli utenti pubblici non disalimentabili (ospedali, case di cura e di assistenza, presidi operativi di emergenza relativi a strutture militari e di vigilanza, carceri, istituti scolastici) e degli utenti domestici che percepiscono il bonus sociale idrico. Il bonus può essere richiesto dagli utenti con nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro, o non superiore a 20.000 euro se con almeno 4 figli a carico.

Per gli utenti che non rientrano in queste due categorie, la fornitura può essere sospesa a queste condizioni:

  • il gestore deve inviare per prima cosa un sollecito bonario, trascorsi almeno 10 giorni dalla data di scadenza della bolletta;
  • il gestore deve rispondere all’eventuale reclamo dell’utente per la ricostruzione dei consumi a seguito di malfunzionamento del misuratore accertato o per la fatturazione di importi anomali superiori a 50 euro. Attenzione però: il reclamo va inviato entro 10 giorni dalla scadenza della bolletta. La tempestività è importante, così come inviare un reclamo scritto e non solo telefonico;
  • il gestore deve poi inviare una raccomandata o per di messa in mora, non prima che siano trascorsi 25 giorni dalla scadenza. La messa in mora deve indicare, tra le altre cose, anche la data entro cui saldare la somma richiesta, che non può essere inferiore a 20 giorni dalla data di spedizione della raccomandata o 15 giorni dalla consegna della pec;
  • il gestore deve garantire la possibilità di richiedere un piano di rateizzazione con durata minima di 12 mesi, con rate non cumulabili e una periodicità corrispondente a quella di fatturazione, a meno che non ci sia un salvo diverso accordo tra le parti;
  • se l’utente non paga dopo questa procedura, la fornitura può essere sospesa se la morosità supera il deposito cauzionale e, per gli utenti domestici residenti, se supera il corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato nell’anno precedente;
  • il gestore deve garantire, per gli utenti domestici residenti, il flusso minimo vitale di fornitura, pari a 50 litri/abitante/giorno. È quindi importante che gli utenti comunichino con tempestività il numero degli utenti che usano realmente la fornitura;
  • se è tecnicamente impossibile garantire il flusso minimo vitale, il gestore può ugualmente chiudere la fornitura, scrivendone le motivazioni;
  • sempre per gli utenti domestici residenti, se la morosità non supera il triplo del corrispettivo annuo di fascia agevolata e se l’utente non ha avuto altre morosità nei precedenti 18 mesi, le spese per la procedura, che possono essere anche molto consistenti, sono a carico del gestore;
  • se la morosità persiste, il gestore può definitivamente chiudere la fornitura. Non può farlo nei giorni festivi, il sabato ed i giorni che precedono il sabato o i festivi;
  • la chiusura può essere fatta a partire dal primo giorno lavorativo dopo la scadenza del termine indicato nella lettera di costituzione in mora.

Regole particolari valgono per le utenze condominiali.

La delibera, a nostro parere, ha delle criticità da non sottovalutare. La principale è che le cautele che riguardano la sospensione (prima fra tutte il flusso minimo vitale), riguardano solo le utenze domestiche residenti. In una città universitaria come la nostra, gli studenti fuori sede solitamente non hanno la residenza e potrebbero quindi essere penalizzati.

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Federconsumatori On AiR A Radio Città Fujiko Venerdi' 29 Settembre!

Saremo in onda Venerdì 29 settembre dalle ore 13:35  su Radio Città Fujiko fm 103.1 per parlare di efficienza energetica , risparmio e tutto quello che può interessare le utenze domestiche di luce, acqua e gas.

 

La nostra esperta, Ester Anderlini, tratterà il tema con un occhio di riguardo per i consumatori e i tanti studenti che in questo periodo entrano in nuove case!

 

feder bologna

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Giornata dell'acqua 2017: #Salvalagoccia

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, un’occasione per mettere in luce alcuni aspetti dell’acqua e coinvolgere il maggior numero di persone, renderle consapevoli del consumo che si fa attraverso le scelte e i comportamenti individuali e favorire atteggiamenti e politiche virtuose.

Quest’anno la Giornata si concentra sulle acque reflue (wastewater) perché ad oggi, a livello globale, la stragrande maggioranza della wastewater proveniente da attività domestiche, agricole e industriali, viene riversata in natura senza essere adeguatamente trattata, inquinando l’ambiente e disperdendo al contempo nutrienti e altri materiali che sarebbero invece recuperabili. Si tratta quindi di una risorsa che viene sprecata: se fosse sfruttata meglio, il ciclo dell’acqua potrebbe essere ottimizzato.
Ma c’è anche un’altra questione che va affrontata con urgenza: la gestione delle acque urbane.
Nel 2050 circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città e nelle aree urbane, registrando un incremento del 20% rispetto a quella attuale. Purtroppo però la maggior parte delle città dei Paesi in via di sviluppo non è dotata di adeguate infrastrutture per depurare e trasformare le acque in modo efficace e sostenibile. A ciò si aggiunga che entro il 2030 la domanda globale di acqua è destinata a crescere del 50%. La sfida è dunque trovare nuovi approcci per la raccolta e l’uso delle acque reflue, che consentano di rendere efficienti la produzione alimentare e lo sviluppo industriale.

A livello individuale, invece, ognuno può assumere comportamenti virtuosi per limitare lo spreco di acqua. Ad esempio:

1. Quando ti lavi i denti usa un bicchiere, e apri il rubinetto solo per bagnare lo spazzolino: consumerai solo 2 litri d’acqua (contro i 9 litri se lasci scorrere l’acqua).
2. Chiudi il rubinetto quando ti insaponi. E non aprirlo completamente quando lavi le mani. Attenzione ai rubinetti che gocciolano: falli riparare subito, altrimenti sprecherai circa 5 litri di acqua al giorno.
3. Non stare sotto la doccia a lungo e non riempire troppo la vasca da bagno. Una doccia consuma in media 30-50 litri, mentre per il bagno occorrono 150 litri.
4. Installa gli aeratori ai rubinetti. Si tratta di dispositivi che riducono della metà il flusso dell’acqua. Dopo l’installazione il getto sembrerà più forte poiché l’aria viene mescolata con l’acqua in uscita. I consumi di una famiglia composta da 4 persone potranno essere ridotti di oltre 1.000 litri al mese. Un riduttore di flusso costa poco (3 – 4 euro) e si può trovare in qualsiasi negozio di ferramenta.
5. Non lavare la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente: basta riempire una bacinella e mettere gli ortaggi a bagno per un po’.
6. I piatti e le stoviglie possono essere lavati in una bacinella: così si consumeranno circa 20 litri d’acqua e se ne risparmieranno 90.
7. A tavola preferisci menù vegetariani: l’impronta idrica di una cena a base di legumi e ortaggi è di gran lunga inferiore di un pasto a base di carne.
8. Fai funzionare gli elettrodomestici, lavatrice e lavastoviglie, solo a pieno carico: la lavatrice impiega da 90 a 160 litri per ogni ciclo di lavaggio. Inoltre, scegli il programma “economy”, non usare il prelavaggio né i programmi a 90° C .
9. Se hai un giardino ricorda che in estate è bene irrigare le piante al mattino presto o di sera: così eviti che l’acqua evapori prima di raggiungere le radici. I fiori vanno bagnati con gli innaffiatoi e non con il tubo di gomma. Per arbusti e piante si possono utilizzare gli impianti goccia a goccia: si immettono piccole quantità d’acqua, ma con ritmo costante. Lascia le foglie tagliate sul terreno, in modo da prevenire, nei periodi di siccità, l’inaridimento del prato. Questo accorgimento diminuirà l’impiego di acqua per irrigarlo.
10. È meglio lavare le automobili in una stazione self-service, perché si risparmia molta acqua. Lavandola con un tubo di gomma si consumano più di 400 litri.

 

 

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.

 

 

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Bonus acqua: ora si può fare domanda

*** Articolo aggiornato il 1/9/2015: la scadenza per presentare domanda è stata prorogata al 30 novembre 2015 ***

 

L’Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti) , nel suo regolamento per le agevolazioni del servizio idrico, ha stabilito un bonus per i nuclei familiari disagiati, anche composti da una sola persona.

Le consizioni per ottenere il bonus sono:
– avere un contratto, individuale o condiminiale, di fornitura di acqua;
– avere un reddito ISEE annuo inferiore o uguale a 10.000 euro.

Il bonus ammonta a € 60 per ogni componente del nucleo familiare (fino max 8 componenti)  per utenti con reddito ISEE inferiore o uguale ad € 2.500;   € 40,00 per ogni componente del nucleo familiare (fino max 8 componenti) per utenti con reddito ISEE maggiore di € 2.500,00 ed inferiore o uguale ad € 10.000.

Le domande per il 2014 vanno redatte sull’apposito modulo disponibile presso gli URP dei Comuni e quartieri e presentate, insieme a copia delle bollette 2014 e della certificazione ISEE, entro il 30 settembre 2015  30 novembre 2015. Per i cittadini extracomunitari occorre copia del Permesso/Carta di Soggiorno per tutti i componenti del nucleo familiare.

Il bonus verrà erogato direttamente in fattura.

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Finalmente sbloccato il bonus acqua a Bologna

Dopo la sospensione del 2013, il Comune di Bologna ha finalmente reso disponibile il bonus acqua alle famiglie che ne faranno richiesta.
Il bonus, che riguarda gli anni 2013-2014,  è destinato alle famiglie con ISEE inferiore ai 10.000 euro, titolari di un contratto di fornitura diretto o indiretto (con società di lettura).

Gli interessati possono recarsi presso gli Sportelli del Cittadino entro il 1 dicembre 2014, con l’ISEE in corso di validità, copia della carta di identità del titolare e copia della bolletta.

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Ancora sul Fondo fughe Hera: analisi comparativa

Federconsumatori Emilia Romagna ha effettuato la comparazione delle condizioni del fondo fughe messo a disposizione degli utenti da Hera, con altri strumenti analoghi predisposti da altre aziende multiservizi del territorio e non.

Dalla comparazione dettagliata, riportata a margine del comunicato, risulta evidente come Hera faccia pagare agli utenti più delle altre società per un fondo che fornisce prestazioni mediamente molto inferiori.

La soglia dell’80% oltre la quale scatta il fondo è incomprensibile.
Secondo Hera (letteralmente dal comunicato stampa del 28 luglio scorso): “La soglia dell’80% funziona da “franchigia” ed è stata scelta perché è il limite entro il quale, statisticamente, consumi più alti della media non sono riconducibili a eventi straordinari. Per esempio, in una stagione particolarmente siccitosa è possibile che una famiglia si trovi a consumare molto di più di quanto fa di solito”; quindi in ogni caso il consumatore si troverà a pagare la bolletta che avrebbe pagato in un anno siccitoso anche se la fuga d’acqua avvenisse nel periodo invernale, cioè il consumatore in caso di fuga dovrà pagare comunque la bolletta che avrebbe pagato durante l’estate più calda.

Anche quando le prestazioni sono superiori, come nel caso del numero di fughe indennizzabili, la probabilità che l’evento accada è statisticamente molto bassa.

Questo avremmo voluto spiegare a Hera se ce ne avesse dato la possibilità.
La società invece ha preferito effettuare una informazione frettolosa e di facciata, evitando accuratamente di fornire gli elementi che ci consentissero di esprimere un’opinione compiuta e di rispondere ai rilievi che pur le erano stati sollevati.

Ci chiediamo: quali sono i dati riguardanti le fughe accidentali? Quali sono i costi che l’azienda sopporta? quali le previsioni copertura di questi costi da parte del fondo? e quali sono i criteri di gestione del fondo?

Questi dati sono necessari a togliere ogni dubbio riguardo alla volontà di Hera di fare business sulle fughe accidentali, dimenticando che le società multiservizi partecipate dai Comuni hanno lo scopo di fornire servizi essenziali ai cittadini e non quello di spremerli come limoni.La necessità di uno strumento adatto a proteggere gli utenti da bollette stratosferiche, dovute dalle rotture accidentali degli impianti idrici è fuori discussione, ma il costo e le prestazioni di quello strumento non sono indifferenti al giudizio che di quello strumento si da.

Federcosumatori ribadisce la necessità di una regolamentazione da parte dell’Autorità nazionale per il servizio idrico di questo tema.

 

Marcello Santarelli
Presidente Federconsumatori Emilia Romagna

 

Tabella Comparativa Fondi fughe

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Il nuovo Fondo sulle fughe acqua di Hera ci lascia perplessi

Comunicato stampa Federconsumatori Emilia Romagna

Federconsumatori Emilia Romagna  rileva ancora una volta come Hera, anche in occasione del nuovo Fondo fughe acqua, abbia tenuto in scarsa considerazione le Associazioni di rappresentanza dei Consumatori.
Qualche settimana fa Hera in occasione di riunioni territoriali convocate su tutt’altro ordine del giorno, ha comunicato la propria intenzione di istituire il fondo in questione. In quelle occasioni le Associazioni hanno vanamente sollecitato una serie di chiarimenti ai quali non è stato dato riscontro, né è stato loro consegnato il regolamento attuativo divulgato poi in questi giorni.

Così facendo si è persa l’ occasione di regolare in modo efficace anche sul piano dei costi per il cittadino, uno strumento da anni sollecitato dalle Associazioni dei Consumatori. La stessa modalità di adesione al Fondo – basata sul silenzio assenso – non preceduta da una adeguata informazione alle Associazioni dei Consumatori, mediante apposita riunione regionale preceduta dall’invio della documentazione esplicativa, rivela come Hera persegua i suoi obiettivi in modi spicci.

Nel merito delle regole predisposte da Hera per l’accesso al Fondo fughe, riteniamo che: sarebbe auspicabile che l’Autorità per il sistema idrico (AEEGSI) provvedesse alla emissione di una normativa su questi temi, proposta di normativa che Federconsumatori sosterrà nei confronti dell’autorità stessa . Ciò permetterebbe un trattamento omogeneo a livello nazionale, con l’opportunità di un cospicuo contenimento dei costi per gli utenti, attraverso lo strumento della gara di appalto nei confronti di compagnie assicurative o attraverso l’istituzione di un fondo fughe, con criteri omogenei e trasparenti, valido su tutto il territorio nazionale e sottoposto al controllo degli ATO esistenti.
Il costo di 15 € annui richiesti da Hera risulta elevato in rapporto a strumenti analoghi adottati da aziende multiservizio che operano sia in territorio regionale che nazionale. Riteniamo inoltre che tale costo andrebbe differenziato per fasce di consumo, o diversificato per utenze domestiche e non domestiche; il fondo interviene solo quando la fuga d’acqua supera l’80% del consumo medio.
La soglia dell’80% funziona da “franchigia” ed è stata scelta, sostiene Hera, “perché è il limite entro il quale, statisticamente, consumi più alti della media non sono riconducibili a eventi straordinari”. A tale capziosa giustificazione è facile controbattere che un buco nella tubatura è sicuramente un evento straordinario a cui i consumi elevati sono inequivocabilmente riconducibili. Siamo quindi convinti che si tratti di un limite di accesso al fondo che lascia a carico degli utenti costi troppo elevati. Anche in questo caso in regione vi sono esempi di altre aziende  multiservizi, che applicano condizioni più favorevoli ai cittadini.
Il limite massimo rimborsabile per fughe nel biennio, pari a 10.000 €, appare un limite troppo basso se proporzionato ai costi di accesso del fondo stesso e agli altri strumenti presenti sul territorio regionale. Ad esempio nella provincia di Ravenna ove la stessa Hera da anni e fino ad oggi aveva posto in essere il Fondo fughe, le condizioni applicate prevedevano: franchigia 20% e massimale di 20.000 €.
In sintesi, gli utenti potranno servirsi di un Fondo fughe che pagheranno molto salato ed Hera a quanto è dato sapere godrà di risorse a interessi zero, pari a circa 15 ml €.

Per Federconsumatori Emilia-Romagna
Il Presidente Marcello Santarelli

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Le agevolazioni economiche nella bolletta dell'acqua

ATERSIR (Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti) ha previsto agevolazioni sulla bolletta dell’acqua per le famiglie in condizioni economiche disagiate. Pubblichiamo un vademecum estratto dal regolamento ATERSIR e la modulistica necessaria.

CHI NE HA DIRITTO?
Le agevolazioni possono essere richieste da tutti gli utenti domestici con un contratto di fornitura diretto o condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE inferiore o uguale a 10.000 €.

COME FARE?
La domanda per il riconoscimento dell’agevolazione deve essere presentata al Comune di residenza utilizzando lo specifico modulo predisposto da ATERSIR , che trovate in basso, ed allegando l’attestazione ISEE relativa all’anno in corso, copia di un documento di identità ed una bolletta dell’acqua dell’anno in corso.
Ogni utente può presentare la domanda solo per il contratto di fornitura di acqua riferito all’abitazione in cui risiede il nucleo familiare per il quale è stato calcolato l’ISEE.
Ogni nucleo familiare può presentare solo una domanda per annualità.
La domanda ha validità annuale e deve essere presentata entro il 30 settembre di ogni anno, anche se non si sono verificate modifiche dei requisiti.
L’erogazione del contributo avviene nell’anno successivo a quello di presentazione della domanda.
Le domande per le agevolazioni tariffarie relative all’annualità 2013  dovranno essere presentate negli stessi termini previsti per quelle relative all’annualità 2014 (entro il 30/9/2014).
L’erogazione delle agevolazioni 2013 e 2014 avverrà nell’anno 2015.

A QUANTO AMMONTA IL BONUS?
– 60 € per ogni componente del nucleo familiare (fino ad un massimo di 8 componenti) in presenza di un indicatore ISEE minore o uguale a 2.500 €.
– 40 € per ogni componente del nucleo familiare (fino ad un massimo di 8 componenti) in presenza di un indicatore ISEE maggiore di 2.500 € e minore o uguale a 10.000 €.

MODULO RICHIESTA AGEVOLAZIONE SERVIZIO IDRICO

REGOLAMENTO

 

 

 

E.A.

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Sentenza Hera per il servizio idrico: stornati 16.000 euro. Rassegna stampa

Ha avuto grande risalto sulla stampa locale la sentenza del Tribunale di Ravenna ottenuta dai nostri avvocati Giampiero Falzone e Giuseppe Genna nel confronti di Hera, per una controversia relativa al servizio idrico.

I fatti: una nostra associata riceveva una fattura di importo esorbitante, oltre 16.000 euro, per il consumo di acqua. Tramite la nostra associazione, la signora ha contestato la fattura, evidentemente frutto di un malfunzionamento del contatore.
Hera ha proceduto alla verifica tecnica del contatore, tramite un tecnico designato dalla stessa Hera, senza alcun contradditorio, ovvero senza che fosse presente un tecnico di fiducia della cliente che potesse controllare la regolarità della verifica.
Il verbale del tecnico aveva confemato il guasto al contatore, che però a suo parere misurava addirittura meno del dovuto.
Il parere dei nostri avvocati, accettato dal giudice, è che il tipo di controllo effettuato da Hera, senza contradditorio e senza specificazione della metodologia e dei criteri utilizzati per il controllo, non fornisca  prova sufficiente circa l’attendibilità delle misurazioni registrate dal contatore.
La fattura è stata quindi annullata, con addebito ad Hera anche delle spese legali.

La sentenza è particolarmente importante in quanto sono molti i consumatori che lamentano un problema di malfunzionamento del contatore dell’acqua: l’unica soluzione che Hera ha finora suggerito è quella di effettuare, presso un laboratorio tecnico di loro fiducia con sede in provincia di Bari, il controllo tecnico, senza contradditorio e sostenendo, tra l’altro, la spesa non indifferente di oltre 200 euro, che vengono restituiti solo in caso di verbale negativo.
Il Tribunale di Ravenna ha invece accolto il principio secondo cui è onere di Hera fornire la prova scientifica del corretto funzionamento dei propri strumenti di misura. Ci auguriamo che, a seguito di questa importamìnte pronuncia, Hera modifichi le sue prassi e agisca, in caso di contestazione del funzionamento dei contatori, con maggiore trasparenza e correttezza al fine di evitare ai  clienti di dover sostenere lunghe e costose cause legali per vedere soddisfatte le proprie ragioni.

Di seguito, il testo della sentenza e una breve rassegna stampa sull’argomento.

sentenza Tribunale Ravenna HERA

Articolo sito Federconsumatori Emilia-Romagna
Articolo Il Resto del Carlino 15-5-2014
Articolo Corriere della Sera Bologna 15-5-2014
Articolo La Repubblica 15-5-2014

 

 

E.A.

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Acqua: il TAR respinge il ricorso sulla tariffa dell'acqua

IL 28 marzo è stata diffusa la sentenza del TAR Lombardia con cui si stabilisce che il ricorso promosso dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e Federconsumatori contro il metodo tariffario del servizio idrico elaborato dall’Autorithy per l’Energia Elettrica e il Gas non è stato accolto.

Prendiamo atto delle motivazioni della sentenza, ma ci tocca constatare che la lettura prodotta dal TAR Lombardia è appiattita sulla teoria economica dominante riproponendo l’assunto per cui il servizio idrico è sottoposto alle logiche del mercato e del profitto.

Come movimento per l’acqua ci teniamo, quindi, a denunciare la gravità di questa decisione in quanto assume un significato che va ben al di là del contenuto specifico del ricorso e attiene maggiormente a principi quali il rispetto degli strumenti di democrazia diretta garantiti dalla Costituzione, ovvero il referendum, e il rispetto della volontà popolare. Infatti, ribadiamo che il metodo tariffario predisposto dall’AEEG viola palesemente l’esito del secondo referendum sul servizio idrico del giugno 2011, quello che ha abrogato la remunerazione del capitale investito nelle tariffe.

Insieme al movimento per l’acqua proseguiremo la mobilitazione e le campagne volte alla piena e reale attuazione degli esiti referendari e valuteremo l’opportunità di ricorrere in Consiglio di Stato.

 

 

E.A.

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