Articoli

Telefonia: novità sui costi per il recesso

L’Autorità per le Comunicazioni ha pubblicato le Linee Guida sulle modalità di dismissione e trasferimento dell’utenza nei contratti per adesione: in parole povere, indicazioni sui costi che possono essere addebitati all’utente quando si cambia fornitore o si chiede la cessazione del numero.

L’argomento è molto controverso, da quando i cosiddetti “Decreti Bersani” eliminarono dieci anni or sono le penali per il recesso, lasciando però la possibilità di addebitare i costi effettivamente sostenuti per la cessazione, che di fatto si sono trasformati, nell’opinione delle associazioni di consumatori, in  penali mascherate.

Le nuove linee guida prevedono che:

  • il credito residuo va sempre pagato “in soldoni” al consumatore e non accreditato su un’altra eventuale SIM a lui intestata, perché questo limiterebbe la sua libertà di scelta;
  • la possibilità di cambiare operatore va garantita in qualunque momento, con preavviso che non può superare i 30 giorni; il consumatore ha diritto a conoscere i tempi tecnici necessari per il trasferimento, che comunque non possono superare i suddetti 30 giorni;
  • le spese per il recesso devono comprendere non solo i costi supportati per il recesso o il trasferimento in sé, ma anche tutte le diverse categorie di costi che l’operatore si riserva di addebitare all’utenza, tra cui la restituzione totale o parziale degli sconti previsti dal contratto e  il pagamento delle rate residue relative ai servizi e ai prodotti offerti;
  • le spese per il recesso devono essere commisurate al valore del contratto e ai costi reali sostenuti per dismettere la linea telefonica o trasferire il servizio. Per calcolare questo valore, , l’Autorità definisce  il “valore del contratto” come il prezzo implicito che deriva dalla media dei canoni che l’operatore si aspetta di riscuotere mensilmente da un utente che non recede dal contratto. Le spese che possono essere addebitate sono il valore più basso tra il prezzo implicito dell’offerta ed i costi realmente sostenuti dall’operatore.
  • per le offerte che prevedevano sconti, solitamente in caso di recesso le compagnie telefoniche chiedono la restituzione di questi sconti. La restituzione non può superare la differenza tra   la somma dei canoni che l’operatore avrebbe riscosso qualora fosse stato applicato il prezzo implicito come sopra determinato e la somma dei canoni effettivamente riscossi dall’operatore fino al momento del recesso;
  • se il contratto prevedeva l’acquisto di prodotti a rate (smartphone, modem, telefoni ecc),  gli operatori devono sempre concedere agli utenti la facoltà di scegliere se continuare a pagare le rate residue con la periodicità precedente ovvero pagarle in un’unica soluzione;
  • le spese relative al recesso  devono essere rese note al momento della pubblicizzazione dell’offerta e in fase di sottoscrizione del contratto, comprese le spese per la restituzione degli sconti ; al momento della sottoscrizione del contratto gli operatori devono comunicare, verbalmente e attraverso idonea informativa da allegare al contratto, tutte le spese che l’utente dovrà sostenere in corrispondenza di ogni mese
    in cui il recesso potrebbe essere esercitato;
  • gli operatori sono tenuti a comunicare annualmente i costi sostenuti per le attività di dismissione all’Autorità per le Comunicazioni che le sottoporrà a controllo e potrebbe suggerire correttivi.

 

233 Visite

Connessione internet: occhio al bollino

L’Autorità per le Comunicazioni ha cambiato in modo radicale, con la delibera 292/2018, il modo in cui le compagnie telefoniche potranno in futuro pubblicizzare le proprie offerte internet.
È finita l’era della “fibra” che non è vera fibra ma solo una potenziata ADSL: dal prossimo anno le offerte di connessione internet dovranno identificare in modo chiaro e comprensibile la qualità e il tipo di servizio.
L’Autorità ha classificato i tipi di connessione con varie sigle:

FTTH (Fiber To The Home): la vera e propria fibra, ovvero una rete di accesso in fibra ottica fino all’abitazione dell’utente;

FTTB (Fiber To The Building): una rete in fibra ottica che si estende fino la base dell’edificio dell’utente finale, mentre all’interno dell’edificio sono utilizzati portanti trasmissivi in rame.

FTTN (Fiber To The Node) o FTTC (Fiber To The Cabinet) : una rete che usa la fibra ottica fino ad un nodo
intermedio (cabina) e cavi in rame per arrivare all’utente finale. È la maggior parte della “fibra” che viene venduta oggi, che per il cosiddetto “ultimo miglio” è sostituita dal rame con evidenti perdite di velocità.

FTTE (Fiber To The Exchange): una rete che impiega esclusivamente cavi in rame fino all’abitazione dell’utente finale (ad esempio l’ADSL). La velocità massima di questo tipo di rete dipende dalle caratteristiche del doppino (lunghezza, rumorosità e qualità del cavo)

FWA (Fixed Wireless Access): sono le reti in cui la fibra ottica e/o altro mezzo raggiunge una stazione radio base a cui sono collegati i terminali degli utenti in modalità wireless.

Nelle pubblicità e nelle fasi pre-contrattuali e contrattuali i gestori devono specificare a quale tipo di connessione appartiene l’offerta e possono usare il termine “fibra”, da solo, unicamente se il servizio è del tipo FTTH/FTTB, ovvero se i cavi di fibra ottica arrivano fino al piano terra del palazzo o fino all’appartamento.
Per i servizi di altro tipo, devono specificare che la fibra è “mista rame” o “mista radio”. Per le offerte ADSL non si può usare affatto il termine “fibra”.

Per agevolare il consumatore sono previsti dei bollini di diverso colore:


È previsto un periodo sperimentale fino al 31 dicembre 2018 , al termine del quale salvo modifiche, l’obbligo varrà per tutte le offerte al pubblico.

263 Visite

Fatturazione a 28 giorni: il TAR respinge il ricorso delle compagnie telefoniche

Il pronunciamento del TAR del Lazio relativamente al ricorso proposto da Tim contro il ritorno della fatturazione mensile segna alcuni passaggi fondamentali ed estremamente positivi per i cittadini.
Innanzitutto il Tribunale Amministrativo ha definito che la cadenza mensile delle bollette è l’unica possibile e trasparente, eliminando, così, ogni possibile messa in dubbio in riferimento alla cadenza della fatturazione e confermando l’illegittimità della tredicesima mensilità ricavata dagli operatori a danno delle tasche degli utenti.
Contestualmente, il TAR ha confermato la multa inflitta dall’Autorità Garante per il mancato adeguamento delle compagnie alla fatturazione mensile, a seguito della delibera 121 del 2017.
Il TAR, inoltre, dichiara legittimo il diritto dei consumatori con contratto ricaricabile a conoscere gratuitamente, attraverso diversi canali (numero dedicato, sms, sito web, app, ecc.) il proprio credito residuo. Consideriamo il provvedimento estremamente positivo, dal momento che innumerevoli volte abbiamo sollevato tale problema, sia con le compagnie che con l’Autorità Garante, per cui finalmente abbiamo ricevuto una risposta soddisfacente, che tuteli i legittimi diritti degli utenti penalizzati da questa vera e propria beffa.
Infine, il TAR ha congelato fino al 31 ottobre 2018 i rimborsi previsti dall’Autorità ai consumatori per il periodo da giugno 2017 alla data in cui le bollette torneranno su base mensile (comunque entro il 5 aprile come definisce il DL Fiscale). Confidiamo ed auspichiamo fortemente che le ragioni dei consumatori, riconosciute nella conferma della bolletta mensile, prevalgano sulle ragioni economiche delle aziende.
Queste ultime, peraltro, non si sono date per vinte: rimodulando ed adeguando le fatture su base mensile hanno posto in essere un aumento del +8,6%. Lo stesso che avrebbero ricavato attraverso la 13esima mensilità. Una ennesima beffa che, a nostro avviso, si prefigura come ipotesi di cartello da parte delle compagnie, per questo abbiamo effettuato un esposto e siamo in attesa di risposte in merito a questo nuovo fronte da Agcom e Antitrust.

179 Visite

Fatturazione a 28 giorni, pronti ad azione inibitoria

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM) ha intrapreso procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per non aver rispettato le disposizioni contenute nella delibera 121/17/CONS, relativa alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte degli operatori di telecomunicazione.

La suddetta delibera, infatti, prevede che per la telefonia fissa e per i “pacchetti convergenti” (ovvero quelli comprensivi di telefonia fissa e mobile), l’emissione della fattura deve avvenire ogni mese.

Molti operatori, violando la normativa, sono passati da 30 a 28 giorni, provocando un aumento per gli utenti di oltre l’8% sull’importo delle bollette, che non saranno più 12 ma 13.

Non ci limiteremo a plaudere all’iniziativa dell’AGCOM, della quale attendiamo gli esiti, ma avvieremo un’azione inibitoria contro i 4 operatori di telefonia che non applicano la delibera di AGCOM.

Non escludiamo, inoltre, l’invio di un esposto all’Antitrust per avviare le opportune verifiche circa l’ipotesi di cartello messa in atto dai principali operatori di telefonia nel nostro Paese.

 

 

 

 

_______________________________________________________________

 

Ufficio Stampa

Federconsumatori Nazionale

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

152 Visite

Telemarketing aggressivo, aperte istruttorie su Telecom e Vodafone

Riprendiamo sul nostro sito il comunicato dell’ AGCM in merito a due procedure istruttorie verso Vodafone e Telecom per violazione del codice del consumo in merito all’attività di telemarketing dei due operatori.

 

“L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato due procedimenti istruttori  per una presunta pratica commerciale scorretta nei confronti di Telecom e Vodafone.

I due operatori telefonici avrebbero posto in essere una significativa attività di telemarketing consistente nel contattare, mediante l’uso del telefono e con l’ausilio di un operatore, anche attraverso soggetti esterni, la propria clientela effettiva o potenziale, ai fini di vendita diretta o di comunicazione promozionale di propri prodotti o servizi. Le telefonate verrebbero effettuate sull’utenza privata fissa e/o sul cellulare dei consumatori, in qualunque momento della giornata e in maniera insistente.

La fattispecie contestata potrebbe pertanto integrare un’ipotesi di condotta aggressiva vietata dal Codice del Consumo, qualora risulti verificata la ripetitività, l’insistenza e l’invasività delle sollecitazioni telefoniche, le quali spesso vengono effettuate in un limitato arco temporale e comunque in orari inidonei al confronto telefonico.

Per accertare queste condotte, nella giornata di oggi i funzionari dell’Agcm hanno eseguito una serie di ispezioni nelle sedi di Telecom, Vodafone e di alcuni call center, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza.”

 

Roma, 04/04/2017

fonte: sito Agcm

 

 

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”

 

 

 

279 Visite

Vodafone e H3G dovranno rimborsare gli utenti

L’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) ha disposto l’obbligo per Vodafone e H3G di rimborsare i propri utenti per gli importi addebitati a causa di collegamenti involontari alla segreteria telefonica.

Nel comunicato stampa del 2 dicembre, l’AGCOM spiega che, in base alle segnalazioni ricevute, molti utenti ricevevano addebiti sul proprio conto per connessioni al servizio di segreteria telefonica del tutto involontarie, dovute al semplice sfioramento del relativo tasto della smartphone. Ad entrambi gli operatori sono state chieste misure per ovviare al problema e il rimborso ai clienti, pari ad euro 0,20 per ogni contatto nel caso di H3G e 1,50 euro al giorno in caso di utilizzo per gli utenti di Vodafone.

146 Visite

Telecom isola per un mese i cittadini di Galliera: Federconsumatori coinvolge l'AGCOM

Un’intera comunità, il paese di Galliera (BO), è rimasto “isolato” per oltre un mese a causa di un black-out tecnico di Telecom.
Cittadini, aziende, esercizi commerciali  sono stati impossibilitati ad utilizzare le utenze fisse (compresi i fax) dal 26 luglio al 31 agosto, con i disagi e i danni economici che si possono immaginare.

La nostra associazione ha inviato lettera di diffida e formale esposto all’Autorità per le Comunicazioni. È convocata una

CONFERENZA STAMPA
Venerdì 26 settembre 2014 alle ore 12.00
c/o sede CGIL Regionale, Via Marconi 69,  Bologna, 2°piano

 

Saranno presenti:
Anna Teresa Verniana, sindaco del Comune di Galliera
Maurizio Gentilini, Presidente Federconsumatori Bologna
Avv.Giuseppe Genna, Giampiero Falzone e Paolo Garagnani, consulenti e referenti legali dello Sportello Telefonia di Federconsumatori Bologna.

145 Visite

L'AGCOM "bacchetta" H3G sul credito residuo

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con la delibera n.562/12, ha bloccato lo “scippo” del credito residuo programmato dal gestore Tre per alcuni suoi clienti, che sarebbe avvenuto a fine anno.

H3G, infatti, aveva deciso di modificare unilateralmente le condizioni di contratto per l’offerta Promo Super Tua + , che prevedeva originariamente  la maturazione di un bonus di autoricarica senza scadenza. Nei mesi scorsi, però, il gestore ha comunicato ai propri clienti che il credito maturato sarebbe stato estinto il 31 dicembre, contrariamente a quanto pubblicizzato; molti consumatori si sono quindi rivolti all’AGCOM che ha, in ultimo, deciso di accogliere le loro istanze.

Tre è stata quindi diffidata a non esaurire il credito residuo a fine anno, che quindi rimarrà nella disponibilità dei clienti.

Invitiamo chiunque abbia aderito all’offerta Promo Super Tua + a verificare che Tre rispetti la delibera dell’Autorità e a segnalarci senza indugio qualsiasi comportamento difforme.

126 Visite