Articoli

Sky multata per i pacchetti calcio

L’Antitrust ha multato SKY per pratica commerciale aggressiva e pubblicità ingannevole, per un totale di 7 milioni di euro. SKY è stata accusata di non aver chiarito che il suo abbonamento calcio non comprendeva, a partire dalla stagione 2019-2019, tutte le partite di serie A, ma solo quelle che non sono state assegnate a DAZN.

Il consumatore, quindi, in assenza di adeguata informativa, sarebbe caduto nell’errore di ritenere l’abbonamento completo come negli anni precedenti, mentre in realtà era comprensivo solo di 7 partite su 10.

Inoltre, a causa della condotta aggressiva di SKY, i vecchi abbonati sono stati costretti a scegliere tra due opzioni, entrambe svantaggiose: o proseguire con un pacchetto ridotto, o recedere dal contratto in modo oneroso, perdendo gli sconti e le promozioni e pagando una penale.

La decisione dell’Antitrust apre la strada, per i consumatori che hanno subito un danno dalla pratica scorretta di SKY, alla possibilità di avviare reclami e domande di conciliazione al CoReCom. La nostra associazione è disponibile a dare assistenza: chiamateci per appuntamento al n.051/6087120.

Qui il testo del provvedimento.

241 Visite

Agenzia riscossioni alias Esattoria srl multata dall'Antitrust

Aggiornamento del 7/8/2014: Il Consiglio di Stato, con Ordinanza n.3266/2014 che è consultabile a questo link, ha sospeso l’esecuzione della delibera AGCM in via cautelativa ritenendo necessaria un’ulteriore verifica circa il fatto che i soggetti destinatari delle condotte denunciate come scorrette possano qualificarsi come “consumatori”.

 

 

Abbiamo parlato, in questo articolo, di Agenzia Riscossioni, la società di recupero crediti che ha richiesto a diversi cittadini il pagamento di multe ATC vecchie di decenni con lettere aggressive e ingennevoli, che sembravano provenire dall’Agenzia delle Entrate. Abbiamo chiesto il parere dell’Antitrust sull’ingennevolezza della condotta e finalmente, dopo pochi mesi di istruttoria si è arrivati alla decisione dell’Autorità del 22 gennaio 2014, nella quale si dichiara che il comportamento di Agenzia Riscossioni “appare contrario alla diligenza professionale ed idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio cui esso è diretto potendolo spingere, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, al pagamento dei crediti.
Le lettere di preavviso sono impostate, infatti, con modalità idonee ad ingenerare nei consumatori l’erroneo convincimento di esser destinatari di una procedura esecutiva iniziata dall’amministrazione finanziaria pubblica e, nella loro presentazione complessiva, appaiono ambigue, con riferimento alla reale natura del professionista interessato e caratterizzate da profili di aggressività.
Le richiamate modalità, evidenziate, in particolar modo, dalla stessa Agenzia delle Entrate, sono rappresentate, nello specifico, dal combinato disposto dei segni distintivi usati dalla società, quali la denominazione sociale, unitamente alla specifica “Ufficio Entrate Roma”, e il logo, che può evocare quello della Repubblica, nonché dal titolo del firmatario “Il Direttore Ufficio Entrate”, volto a richiamare la sopracitata specifica. Inoltre, risulta anche ambigua la stessa citazione dell’art. 14 L. n. 890/82 in quanto spetta solo all’amministrazione finanziaria pubblica il legittimo esercizio del potere di notifica ai sensi della norma in questione.”. Ne consegue che “le lettere di preavviso, così come formulate, sono idonee ad esercitare, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti economici.”
L’Antitrust ha condannato la società al pagamento di una sanzione amministrativa di 10.000 euro e alla pubblicazione, a sue spese, dell’estratto della delibera sul Resto del Carlino.
Il testo integrale della delibera può essere letto sul Bollettino settimanale dell’AGCM, da pag 44 a pag 55.

Bollettino AGCM 6/2014

 

 

E.A.

282 Visite

Multa di 500.000 euro a Sony dall'Antitrust

Con provvedimento n.24715 l’Autorità Garante Concorrenza e Mercato ha multato SONY Italia per pratiche commerciali scorrette.
Il comportamento sanzionato consisteva nel diffondere, attraverso il sito internet ufficiale www.sony.it , informazioni non veritiere circa la garanzia legale e i diritti dei consumatori in caso di difetto di conformità. Sony infatti comunicava solo l’esistenza della garanzia convenzionale, la cosiddetta “garanzia del produttore”, che copre i difetti di fabbrica entro un anno dalla data dell’acquisto, guardandosi bene dall’informare i suoi clienti  riguardo alla garanzia legale, che copre indistintamente tutti i prodotti venduti in Italia, indipendentemente dal loro valore, per DUE anni dalla consegna del bene.
L’Antitrust, non considerando sufficienti le argomentazioni difensive di Sony, l’ha condannata a rettificare quanto contenuto nel sito, a pubblicare sulla homepage un estratto del provvedimento e a pagare 500.000 euro di multa.

Dopo Apple, un altro colosso è costretto quindi a prendere atto dell’esistenza di una legge, il Codice del Consumo, ormai in vigore da quasi dieci anni . Resta da vedere quanto possano incidere “soli” 500.000 euro di multa sul comportamento di una multinazionale con decine di milioni di fatturato. Intanto, ad oggi (20 gennaio, ore 18,00) non è stato ancora aggiornata la pagina del sito Sony.it relativa alla garanzia né vi è alcuna traccia della pubblicazione in home page del provvedimento.

Schermata sito Sony 20 gennaio ore 18

Schermata sito Sony 20 gennaio ore 18

 

 

 

 

 

E.A.

 

 

 

 

 

248 Visite