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Al via il biglietto nominativo per i concerti

Dal 1 luglio è in vigore la legge che impone il biglietto nominativo per concerti e altri eventi in impianti  con una capienza superiore a 5000 spettatori.  Sono escluse le manifestazioni sportive, che hanno già una loro disciplina, e gli spettacoli di attività lirica, sinfonica e cameristica, prosa, jazz, balletto, danza e circo contemporaneo.

La norma prevede l’obbligo di indicare i dati anagrafici e il numero del documento di identità al momento dell’acquisto (o usare le credenziali SPID); ogni utente non potrà acquistare più di 10 biglietti. Il titolo non può essere più emesso all’istante (ad esempio in pdf) ma dovrà pervenire successivamente all’acquirente secondo la modalità di spedizione cartacea o digitale scelta.

L’acquirente dovrà presentare il documento di identità all’ingresso e, nel caso non possa partecipare all’evento, non potrà  rivendere il biglietto su mercato secondario (siti di secondary ticket, ma anche annunci privati): è  prevista la possibilità per il titolare di cambiare nominativo o di procedere alla rivendita direttamente sul sito di rivendita primario o sul sito ufficiale dell’organizzatore,  che dovranno predisporre una procedura apposita. L’operazione sarà soggetta a una commissione.

Il provvedimento, che ha lo scopo di impedire il bagarinaggio on-line (qualche mese fa il TAR ha confermato la multa inflitta dal’Antitrust a Viagogo, un sito di secondary ticket) e l’utilizzo di bot per l’acquisto simultaneo di decine di biglietti, ha ricevuto alcune critiche dai rivenditori ufficiali di biglietti, che prevedono degli aumenti di prezzo, dovuti ai maggiori costi per i controlli aggiuntivi sull’identità dei possessori, e lunghe code all’ingresso dei concerti. Non è escluso quindi che vengano emessi provvedimenti correttivi per ovviare ad eventuali problemi che dovessero sorgere con l’applicazione concreta della legge.

Il nostro presidente nazionale Emilio Viafora, intervistato da Repubblica, ha espresso soddisfazione per il provvedimento, che però ci auspichiamo venga corretto dando la possibilità di cedere gratuitamente il biglietto nominativo, senza pagare commissioni.

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