Articoli

28 giorni: confermati i rimborsi automatici in bolletta

È stata finalmente depositata la decisione del Consiglio di Stato sulla lunga e tormentata vicenda della fatturazione a 28 giorni. Le compagnie telefoniche hanno presentato ricorso in merito alle modalità di restituzione dei giorni erosi ma con il pronunciamento odierno l’istanza è stata respinta, quindi è stato riconosciuto ciò che rivendichiamo e chiediamo da tempo: la restituzione dei giorni illegittimamente sottratti nelle bollette future. La decisione riguarda Vodafone, Wind Tre e Fastweb. Per Tim, che ha presentato ricorso in un secondo momento, non è stata ancora emessa una sentenza, tuttavia anche in questo caso c’è da aspettarsi un pronunciamento analogo a quello appena emesso per gli altri gestori.

Sin dall’inizio di quella che è diventata una vera e propria odissea per gli utenti coinvolti abbiamo sottolineato la necessità di non subordinare le compensazioni all’inoltro di richieste, moduli o ad altre procedure ed ora anche il Consiglio di Stato si è pronunciato in questa direzione, ribadendo che i rimborsi debbano appunto essere automatici, come peraltro già stabilito da AGCOM. Le compagnie telefoniche hanno tentato in ogni modo di opporsi a tale automatismo ma ora non hanno più scampo e saranno costrette a restituire i giorni erosi.

Chi in questi mesi ha modificato il proprio gestore dovrà ancora attendere una apposita delibera di AGCOM, che ci auguriamo giunga al più presto.

Nel frattempo segnaliamo che alcuni gestori tra cui TIM hanno introdotto un avviso in bolletta in cui offrono servizi vari in sostituzione del rimborso e comunicano che per avere l’accredito in bolletta occorrerà una procedura di conciliazione. Questo avviso è assolutamente fuorviante e falso, perché come detto sopra il Consiglio di Stato non si è ancora pronunciato sul ricorso di TIM ma non c’è motivo di pensare che deciderà diversamente da quanto fatto oggi. Vi consigliamo quindi di riflettere bene prima di accettare i servizi offerti al posto del rimborso, perché una volta accettato non si torna indietro.

979 Visite

Il Consiglio di Stato dichiara illegittimo lucrare sull’acqua. Al via i rimborsi

Non ci sono più alibi: il risultato del referendum sull’acqua deve essere rispettato.
Dopo la Corte Costituzionale, lo conferma anche il parere espresso ieri dal Consiglio di Stato.
Una decisione che suggella la vittoria di una battaglia che portiamo avanti da anni, che ci ha visti dapprima promotori del referendum e poi attenti difensori dei suoi esiti.
All’indomani della posizione del Consiglio di Stato, che ha confermato che, nelle tariffe dell’acqua, non vi deve essere alcuna remunerazione del capitale investito, verificheremo che i cittadini ottengano i dovuti rimborsi di quanto indebitamente pagato per il periodo dal 21 luglio al 31 dicembre 2011 (le cui modalità dovranno essere definite dall’Autorità e dagli ATO locali).
Alla luce di questa importante decisione sollecitiamo l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, in virtù delle competenze assegnatele sui servizi idrici, a riformulare la nuova tariffa eliminando definitivamente la remunerazione del capitale investito o qualsiasi voce che possa introdurla sotto falso nome.
In caso ciò non avvenisse avvieremo tutte le iniziative, anche di carattere legale, per assicurare il rispetto delle decisioni di 27 milioni di cittadini che si sono espressi con il referendum.

 

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo svilupppo economico

Foto di darkpatator su Flickr.com

362 Visite