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IL TRIBUNALE DI MILANO RICONOSCE LA LEGITTIMAZIONE PASSIVA DELLA C.D. “NUOVA BANCA MARCHE”

La premessa è nota ai più: le c.d. “Quattro banche”, (Banca delle Marche, Cassa di Risparmio di Chieti, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio e Cassa di Risparmio di Ferrara, in seguito liquidate), erano accusate dagli azionisti di avere smerciato, sotto forma di obbligazioni convertibili ovvero con sottoscrizione diretta, proprie partecipazioni sociali in violazione dei doveri informativi prescritti dalla disciplina vigente a vantaggio degli investitori. In particolare, si lamentava che gli istituti bancari avessero sistematicamente omesso di rappresentare la loro reale situazione economica, inducendo, soprattutto i piccoli risparmiatori, ad acquistare partecipazioni sociali nella erronea convinzione di operare un investimento a basso grado di rischio.

In seguito alle rispettive crisi aziendali, e ai successivi provvedimenti di “risoluzione degli istituti creditizi” dunque, tali ignari investitori giungevano con l’azzerare il proprio capitale.

La crisi aziendale nel settore bancario ha trovato una disciplina uniforme nell’ambito dell’Unione Europea con la direttiva 2014/59/UE, recepita in seguito dall’ordinamento italiano, che ha previsto un meccanismo di risoluzione degli enti creditizi in default, a norma del quale tali banche, ceduti i crediti deteriorati a un ente di cartolarizzazione e costituiti enti-ponte titolari dei residui rapporti giuridici (nella fattispecie, Nuova Banca delle Marche), sono infine liquidate.

Questione di notevole delicatezza, anche per le implicazioni economiche potenziali, è il riconoscimento della legittimazione passiva -ossia la capacità di essere convenuti in giudizio- dei c.d. enti-ponte, e per incorporazione degli istituti bancari cessionari di tali enti.

In effetti si sono profilati, in seno al dibattito giuridico, due orientamenti contrapposti:

– secondo un primo orientamento, gli enti-ponte non sarebbero legittimati passivi in quanto ad essi si applicherebbe il disposto dell’art 2560 cc, ai sensi del quale il cessionario d’impresa non risponde dei debiti del cedente che non siano desumibili, all’epoca della cessione, dai registri contabili obbligatori. Inoltre, si obietta che, qualora si ritenessero tali enti-ponte responsabili per i debiti delle banche in crisi, si finirebbe per privare di scopo la medesima procedura di risoluzione, la quale ha l’obiettivo di favorire la prosecuzione delle attività bancarie per il tramite di una good bank;

– secondo un opposto orientamento, caldeggiato dalla sentenza del Tribunale in commento, a tale vicenda si applicherebbe non l’art. 2560 cc, bensì il diverso art. 58 D.lgs 385/1993 (Testo Unico Bancario, T.U.B.), con la conseguenza che, al cessionario, si trasferirebbe anche l’obbligazione di natura sanzionatoria per illecito precontrattuale della banca cedente (conf. Cass. 22199/2010). Inoltre, anche ai sensi del D.lgs 180/2015, dovrebbe ritenersi di norma la trasmissione di tutti i rapporti, attivi e passivi, dalla banca in default all’ente-ponte, con esclusione solo di talune categorie di rapporti, tra i quali non rientrerebbe tuttavia il debito da illecito extracontrattuale o precontrattuale da violazione del T.U.F.

Il tribunale di Milano, con sentenza n. 11173/2017, sulla scorta degli argomenti appena succintamente menzionati, ha dichiarato quindi la legittimazione passiva dell’ente-ponte “Nuova Banca delle Marche” e per esso dei successivi aventi causa. Si precisa che tale orientamento, lungi dall’essere consolidato, è stato oggetto di critica in dottrina, tuttavia, ove trovasse conferma nella giurisprudenza di legittimità, costituirebbe un importante strumento di tutela dei risparmiatori.

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il nuovo opuscolo della Federconsumatori sulla sicurezza in rete!

Ecco il nuovo opuscolo di Federconsumatori Bologna sulla sicurezza online!

Si scarica gratuitamente e contiene utili suggerimenti per navigare online senza alcun tipo di problema sia per adulti che per bambini!

 

Ecco internet, opuscolo federconsumatori!

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

 

 

 

 

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Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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Associazioni de consumatori: quali requisiti per la registrazione all’albo regionale?

E’ con grande piacere che condividiamo l’intervento di Antonio Mumolo, consigliere regionale :

 

Quali sono i requisiti che devono avere le associazioni dei consumatori che vogliono iscriversi al registro regionale e percepire contributi? Bisogna fare molta attenzione a non fare assistenzialismo e a tenere distinte le associazioni dagli studi legali. <<Oggi sono intervenuto su questo tema nel corso della Commissione regionale Politiche economiche>>- ci dice Mumolo.

+++Commercio. Sì in commissione a requisiti per iscrizione a registro regionale associazioni consumatori+++

Parere favorevole in commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, ai requisiti individuati dalla Giunta per l’iscrizione nel registro regionale delle associazioni dei consumatori e degli utenti, al fine di percepire i contributi assegnati dalla Regione. Hanno votato a favore della delibera Pd e Si, astenuti Ln, M5s e Fdi-An. Numero minimo di iscritti alla data di presentazione della domanda o al 31 dicembre dell’anno precedente alla richiesta di conferma annuale di iscrizione al registro non inferiore allo 0,2 per mille della popolazione regionale; a decorrere dal 2021, la misura passa allo 0,5 per mille e si richiede una presenza sul territorio in almeno cinque province con un numero di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille della popolazione di ciascuna di esse.

 

E, ancora, quota associativa annuale non inferiore a 2 euro e presenza sul territorio degli sportelli associativi in almeno cinque province in locali autonomi rispetto ad attività economiche, compresi studi professionali. Sono questi i principali requisiti che un’associazione di consumatori e utenti deve possedere per potersi iscrivere al registro regionale.

 

Gabriele Delmonte (M5s) ha criticato il requisito del numero degli iscritti e della quota associativa. Riguardo al primo, pur condividendo l’intento della Giunta di finanziare le realtà associative più strutturate, ha puntato il dito contro il parametro delle cinque province, che potrebbe limitare la crescita di nuove associazioni.

 

In merito alla seconda, ha sottolineato come 2 euro siano una cifra fin troppo simbolica. Raffaella Sensoli (M5s) si è associata alle critiche di Delmonte, esprimendo però apprezzamento per il recepimento, da parte della Giunta, di alcune proposte avanzate dai 5 stelle in occasione dell’approvazione della nuova legge regionale, in particolare l’ubicazione degli sportelli aperti al pubblico in locali autonomi.

 

Tommaso Foti (Fdi-An) ha presentato quattro proposte di modifica. Accolta quella finalizzata a per specificare che il parametro della popolazione è da intendersi ‘legale’ nella definizione che ne dà il ministero dell’Economia e delle finanze. Ritirate le altre, fra le quali una per portare da cinque a tre le province nelle quali devono essere presenti gli sportelli associativi e una per portare da 2 a 1 euro la quota associativa, secondo le disposizioni ministeriali. Per il Pd sono intervenuti Mirco Bagnari, che ha espresso apprezzamento per la gradualità introdotta dalla Giunta nell’applicazione del parametro relativo alla numerosità degli iscritti e alla loro distribuzione territoriale, utile per fare approfondimenti rigorosi, e Antonio Mumolo, che ha accolto con favore il criterio territoriale delle cinque province, necessario se non si vuole fare assistenzialismo, e l’ubicazione degli sportelli aperti al pubblico in locali autonomi, fondamentale per evitare commistioni in particolare con studi legali.

 

Ha espresso dubbi, invece, sulla quota associativa di 2 euro, giudicandola davvero troppo bassa.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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Kobe Steel: necessarie verifiche immediate e rigorose sulla sicurezza dei veicoli delle case che si riforniscono da tale azienda.

Dopo aver ammesso di aver alterato, tra settembre 2016 e agosto 2017 le certificazioni di circa 20 mila tonnellate di prodotti in rame e in alluminio, Kobe Steel deve oggi fare i conti con un nuovo problema. Lo scandalo si allarga e coinvolge anche la componentistica in acciaio. Infatti l’azienda fornitrice di 200 aziende mondiali e, nel settore automobilistico, di General Motors, Ford, Honda, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru e Toyota, ha rivelato che per almeno un anno ha spedito prodotti che non soddisfano effettivamente le specifiche previste.

Un duro colpo al Made in Japan, ma anche per la stessa società che sta rovinosamente perdendo terreno sui mercati.

Anche i dati sulle polveri di ferro che finiscono nella componentistica in acciaio sono stati falsificati e non corrispondono agli standard richiesti dai clienti.

Una truffa vera e propria che sarebbe andata avanti per anni con almeno quattro stabilimenti produttivi del gruppo coinvolti nel raggiro.

Lo scandalo che sta travolgendo Kobe Steel, oltre a porre problemi di immagine per il gruppo siderurgico e per la manifattura giapponese, pone un serio problema sulla sicurezza dei trasporti.

Quelle componenti in acciaio, rame e alluminio finite sotto accusa perché non rispondenti alle specifiche richieste dai clienti, si trovano ora nei più comuni mezzi di trasporto: dalle auto prodotte da Toyota, Mazda, Subaru e Nissan ai treni venduti in Gran Bretagna da Hitachi.

Note multinazionali del settore automobilistico hanno, avviato indagini interne. Se dalle prime verifiche si dovessero riscontrare criticità tali da mettere a rischio la sicurezza del prodotto finale, le aziende vittime della truffa dovrebbero avviarne il richiamo per effettuare le sostituzioni. Un’operazione complessa e costosa.

Il comportamento scorretto di Kobe Steel getta ombre sull’industria Giappone, ricordiamo i frequenti richiami di autoveicoli a cui è stata costretta nel corso degli ultimi anni Toyota, in passato azienda simbolo della qualità nipponica. Nel 2010 il costruttore automobilistico venne costretto a richiamare ben 8 milioni di veicoli per problemi all’acceleratore. Altri maxi richiami ci sono poi stati nel 2013, nel 2015 e nel 2017 in connessione con il problema degli airbag difettosi. Questi ripetuti problemi sono costati a Toyota il sorpasso di Volkswagen e la perdita dello lo scettro di principale produttore mondiale di auto.

Un tempo nel paese dell’onore e del rigore la falsificazione delle certificazioni di qualità sarebbe stata del tutto inconcepibile. Senza ricorrere a pratiche estreme, come forse un tempo sarebbe avvenuto, chiediamo oggi che i responsabili siano perseguiti e sanzionati, a maggior ragione se emergerà che vi sono possibili rischi per la sicurezza dei cittadini che utilizzano i prodotti finali.

 

Federconsumatori

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

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Nuovo contributo per gli obbligazionisti delle banche fallite dalla regione Emilia Romagna

Ecco finalmente la nuova delibera per gli obbligazionisti delle 4 banche fallite.
La nuova delibera, stanzia ulteriori 200.000€, proroga al 30 gennaio 2018 la possibilità di richiedere il contributo e al 30 luglio 2018 i termini per erogare il contributo gli obbligazionisti a cui sarà accolta la richiesta.
Naturalmente, potranno farne richiesta anche gli obbligazionisti che ricorreranno all’ arbitrato.
Invitiamo dunque tutti i consumatori coinvolti a rivolgersi agli sportelli di Federconsumatori , a Bologna chiamateci al 051 6087120 per presentare le richieste che inoltreremo agli enti di competenza. 
E.A.
“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.
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Federconsumatori On AiR A Radio Città Fujiko Venerdi' 29 Settembre!

Saremo in onda Venerdì 29 settembre dalle ore 13:35  su Radio Città Fujiko fm 103.1 per parlare di efficienza energetica , risparmio e tutto quello che può interessare le utenze domestiche di luce, acqua e gas.

 

La nostra esperta, Ester Anderlini, tratterà il tema con un occhio di riguardo per i consumatori e i tanti studenti che in questo periodo entrano in nuove case!

 

feder bologna

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Per "Vacanze con i fiocchi" 2017 è #slowdown!

E’ proprio il caso di dirlo: ” chi va piano, va sano e va lontano…”.

Al centro del progetto ” Vacanze con i fiocchi” del 2017  infatti vi è il tema della velocità in particolare mentre si guida e si raggiunge la meta di una tanto desiderata quanto meritata vacanza. La campagna nazionale per la sicurezza sulle strade delle vacanze,che conta ormai diciotto edizioni ,è promossa Centro Antartide e dall’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa promuove comportamenti responsabili in viaggio per contenere il picco di incidenti stradali e vittime che si registra nei mesi di esodo estivo.

“Se riducessimo la velocità a cui guidiamo del 5%, il rischio di incorrere in un incidente calerebbe esponenzialmente, di oltre il 30%. Sarebbe così grave allora rallentare un po’, magari a partire dal viaggio che ci porta alla nostra meta di vacanza? ”. Si apre come d’abitudine con le parole di Piero Angela, storico padre della campagna, il volantino pieghevole  di Vacanze Coi Fiocchi, che si rivolge a tutti coloro che si mettono alla guida per raggiungere i luoghi di villeggiatura della penisola.La velocità sempre maggiore dei veicoli privati, per quanto dia l’illusione di migliorare la qualità di vita, ha fatto lievitare esponenzialmente i rischi per chi si mette alla guida. Infatti, più premiamo sull’acceleratore, più riduciamo il nostro campo visivo, aumentiamo le possibilità di incorrere in un incidente, diminuiamo le possibilità di vedere e reagire prontamente a un imprevisto, aggraviamo le conseguenze di ogni minima distrazione. Specialmente in caso di particolari condizione atmosferiche. Per questo la diciottesima edizione di Vacanze Coi Fiocchi, la campagna per la sicurezza stradale sulle strade delle vacanze raccoglie l’invito lanciato dalle Nazioni Unite per la Settimana Globale della Sicurezza Stradale, concentrandosi sullo #SlowDown, la riduzione della velocità alla guida, una delle principali cause di incidente ma anche un grave fattore di stress che mal si sposa con i viaggi verso le mete delle vacanze, che dovrebbero essere improntati al relax, alla lentezza e al piacere nel raggiungere le località prescelte. Perché il viaggio, se ben programmato, è già a tutti gli effetti parte delle nostre ferie.

Per seguire la campagna online vi è la Pagina Facebook dove trovare aggiornamenti e consigli dei numerosi volti che hanno prestato aiuto alla campagna per la sicurezza sulla strada d’estate. Novità appuntamenti e incontri si terranno in Emiliaa-Romagna a cavallo tra Luglio e Agosto. Restate aggiornati sul sito www.vacanzecoifiocchi.itvacanzecoifiocchi2016

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Convegno Lotta allo spreco alimentare: la nuova normativa e gli effetti sui consumatori

 

 

Venerdi’ 5 Maggio, presso la Sala Panini a Modena in via Granaceto 134, si terrà un importante incontro sul tema della lotta allo spreco alimentare e in particolare verranno analizzate le tutele dei diritti dei consumatori in seguito alla nuova normativa in materia. Federconsumatori invita la cittadinanza tutta a partecipare a un incontro su una delle questioni più cruciali degli ultimi periodi.Senza nome 1

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L'acqua è un bene comune e non si vende!

Ecco il certificato che attesta la nostra partecipazione a “Salva la Goccia” perché l’acqua è un bene comune e non si vende!

 

 

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