Articoli

Ecco i saldi: ma dateci un occhio!

Riprendiamo alcune indicazioni dell’utilissimo Vademecum della Guardia di Finanza per quanto riguarda i più comuni problemi relativi ai saldi.

Per ulteriori informazioni ecco il documento completo dal sito della GdF.

 

 

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.lgs 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero comunque essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano di permettere il pagamento con la carta o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

Garanzie

Conservate sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il d.lgs 24/2002 (rientrato nel Codice del Consumo) ha infatti introdotto nel Libro IV del Codice Civile (delle obbligazioni) dei nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore (art. 1519-quater).

461 Visite

Piano urbano di mobilità sostenibile: dicci cosa ne pensi!

Nell’ ambito di partecipazione del  PUMS – Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, è stato lanciato un sondaggio online per l’individuazione delle priorità tra gli obiettivi definiti, anche grazie al suo contributo, nei tavoli che si sono riuniti nelle scorse settimane.

Gli obiettivi del PUMS sono: assicurare un alto livello di accessibilità, osservare gli obiettivi della tutela del clima, della salute e della salubrità dell’aria, assicurare la sicurezza stradalee promuovere la vivibilità e la qualità delle città.

Le varie fasi di elaborazione del PUMS con un orizzonte temporale medio – lungo, prevedono il coinvolgimento di tutti gli attori e cittadini mediante attività partecipative, informative e comunicative.

 

Al seguente link il questionario da compilare online breve e coinciso per capire le priorità entro cui incentrare gli interventi.

E’ sempre disponibile il sito per ogni tipo di informazione: http://pumsbologna.it/

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

 

 

540 Visite

il nuovo opuscolo della Federconsumatori sulla sicurezza in rete!

Ecco il nuovo opuscolo di Federconsumatori Bologna sulla sicurezza online!

Si scarica gratuitamente e contiene utili suggerimenti per navigare online senza alcun tipo di problema sia per adulti che per bambini!

 

Ecco internet, opuscolo federconsumatori!

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

 

 

 

 

835 Visite

Siamo tutti pedoni 2017, un progetto del Centro Antartide.

E’ con piacere che condividiamo questa importante iniziativa dal titolo “Siamo tutti Pedoni 2017” ad opera del Centro Antartide, alleghiamo il libretto def SIAMO TUTTI PEDONI 2017, Rigeneriamo la Città! da cui riprendiamo la lettera introduttiva del presidente:

“la campagna che Questa nona edizione della campagna “Siamo tutti pedoni” vuole affermare la necessità di uno sguardo più ampio nell’ affrontare i temi della sicurezza dei pedoni e degli altri utenti vulnerabili della strada. Per garantire un sano sviluppo delle nostre comunità è necessario modificare le nostre città. Oggi sono progettate e strutturate sull’ uso prevalente dell’auto privata e dobbiamo rigenerarle con nuove visioni ed infrastrutture che incentivino e facilitino gli spostamenti a piedi o in bicicletta e quindi con i mezzi di trasporto pubblico. E’ necessario anche riscoprire e valorizzare la vita di comunità negli spazi pubblici. Creare le condizioni per vivere in sicurezza nelle strade e nei giardini ha un impatto sulla salute collettiva: dalla riduzione dei morti e feriti sulle strade, alla riduzione dell’inquinamento dell’aria, dalla riduzione dei rischi per la salute dovuti anche alla vita sedentaria, allo sviluppo di un’economia di prossimità. Il simbolo che abbiamo scelto per racchiudere i principi di questo processo di ripensamento delle nostre città è la panchina, luogo di relazioni, ma anche di fruizione sostenibile delle città. Le panchine sono anche uno dei fattori che permettono di muoversi a piedi in autonomia anche a chi ha difficoltà negli spostamenti. E allora l’invito che lanciamo è, da una parte, quello di contribuire allo sviluppo e messa in pratica di visioni di città a dimensione di pedone; dall’altra, per ciascuno di noi, di “dare gambe” a nuove modalità di fruizione degli spazi pubblici delle nostre città. Rigeneriamo le città per rigenerare le nostre comunità!”

 

Marco Pollastri

Centro Antartide

 

Risultati immagini per centro antartide

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

 

 

 

 

471 Visite

Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

714 Visite

Interruzione Fornitura di Energia Elettrica e tempi di ripristino: ecco i rimborsi previsti per i consumatori!

La straordinaria e inattesa nevicata che ha interessato quasi tutte le zone dell’ Emilia Romagna ha avuto conseguenze deleterie per i consumatori. In particolare, sono diverse le chiamate dei cittadini residenti nei Comuni montani della Provincia di Bologna, che testimoniano una interruzione della fornitura di energia elettrica e conseguente inutilizzo della rete ADSL e telefonica.

E’ la situazione che deriva da un Black out causata da condizioni straordinarie o maltempo.  Ai cittadini che si trovano in questa situazione comunichiamo che l’autorità garante per l’energia e il gas prevede rimborsi automatici nella prima bolletta dopo i 60 giorni. Verificate quindi che effettivamente essi arrivino. 

L’autorità stessa prevede che per i comuni con meno di 5.000 abitanti ( bassa concentrazione) e per quelli con media concentrazione (5000-50000 abitanti) il ripristino deve avvenire entro le 12 ore. Per quelli con più di 50.000 abitanti, il tempo massimo di ripristino della fornitura non deve superare le 8 ore. Superato questo periodo i consumatori hanno diritto ad un risarcimento di 30.00 euro.

Nel caso l’utenza non sia ripristinata in tempi rapidi, l’autorità prevede un ulteriore rimborso per ogni 4 ore di prolungata mancanza del servizio, fino ad un tetto massimo di 300,00 euro.

In allegato, per chi volesse più informazioni ecco la scheda dell’autorità con la descrizione dettagliata del tipo di utenza e del tempo previsto.

Nel caso non arrivino i rimborsi, per richiedere informazioni e assistenza della Federconsumatori, o per un’interruzione prolungata del servizio non coperta dai rimborsi dell’Autorità, contattateci al 051/6087120 o tramite mail a info@federconsumatoribologna.it, o tramite i social network, valuteremo caso per caso con i nostri esperti in materia la possibilità di ricorrere.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

968 Visite

Tassa sui rifiuti: quanto abbiamo pagato? ecco le istruzioni per capire bene!

E’ di qualche giorno la notizia del possibile pagamento eccessivo dei contribuenti ai comuni competenti della “tassa sui Rifiuti” , la TARI. Essa è una tassa relativa alla metratura della casa e al numero di locali effettivamente utilizzati. La tassa viene abitualmente divisa in più rate  con un eventuale conguaglio che arriva entro Novembre. Tutte da pagare secondo con i comuni bollettini o F24.

 

Come si calcola?

La tassa viene calcolata in base a due fattori, uno fisso e uno variabile.  Quello fisso si basa sulla metratura totale della casa ed è decisa annualmente dal comune. Si calcolano in questo modo i locali della casa e le eventuali pertinenze: cantine, garage e locali simili.

 

La parte variabile , invece, è calcolata sulle parti dell’immobile che sono effettivamente abitate in modo da adeguare il prelievo ai rifiuti prodotti, crescente per il numero di inquilini. L’errore potrebbe essere stato calcolato su questa seconda parte, che deve essere calcolata una sola volta sull’insieme di casa e pertinenze e in base al numero dei familiari. L’accusa ai Comuni è quella di averla applicata tante volte quanto  sono il numero di pertinenze dell’abitazione, e di aver utilizzato un metodo che tende ad accrescere il moltiplicatore e sovrastimare l’importo dovuto.

 

Come capire se l’importo è stato maggiorato?

Per capire se è stato sbagliato l’importo pagato è sufficiente verificare che in bolletta sia iscritto esclusivamente l’importo dell’abitazione principale, senza pertinenze, ovvero che l’importo da pagare risulti relativo esclusivamente a una riga, contenente la metratura della casa principale.

Nel caso il conteggio fosse associato a più locali, quindi abitazione principale e pertinenze, il canone viene calcolato su più righe, ogni per ogni locale, e risulta quindi errato.

Per confrontare il vostro canone con quello effettivo da pagare potete andare sul sito   e iscrivere la tariffa con la sola metratura dell’abitazione principale.

 

Consigliamo dunque di verificare attentamente il calcolo come spiegato e nel caso vi siano problemi di contattarci per un appunto al 051 6087120.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

700 Visite

Canone Rai: chi paga? come si paga?

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto una nuova modalità di riscossione mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica. La norma stabilisce la presunzione di detenzione di un apparecchio televisivo da parte di ciascun titolare di un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui l’utente stesso ha la sua residenza anagrafica. Coloro che sono titolari di utenza elettrica di tipo “residenziale” pagano il canone in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa che fornisce il servizio.

Nel caso in cui ad uno stesso codice fiscale (e quindi ad un medesimo soggetto) risultino contemporaneamente associate più forniture, il canone viene comunque addebitato su una sola utenza, poiché vige un principio generale in base al quale il canone stesso è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi televisivi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Naturalmente ai fini della determinazione degli importi del canone da addebitare nelle fatture, bisogna tener conto delle dichiarazioni sostitutive presentate dai contribuenti (anche, eventualmente, in qualità di erede in relazione alle utenze elettriche intestate a una persona deceduta) che, pur essendo intestatari di una o più utenze elettriche, non sono tenuti al pagamento poiché il canone è dovuto in relazione alla fornitura intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica. Nei casi in cui l’utente presenti tale dichiarazione, non si procede all’addebito del canone. Il modello può essere inoltrato in qualsiasi momento dell’anno, ha effetto dal 1° gennaio dell’anno di presentazione e non deve essere ripresentata annualmente, salvo il caso in cui vengano  meno i presupposti precedentemente dichiarati.

Coloro che, pur essendo titolari di un’utenza elettrica residente, non possiedono apparecchi televisivi, per superare la presunzione di detenzione e, quindi, non pagare il canone, devono presentare la dichiarazione di non detenzione, compilando il quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione ha validità annualePer essere esonerati dal pagamento del canone tv per tutto il 2017, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio 2017. La dichiarazione presentata dal 1° febbraio 2018 al 30 giugno 2018 esonera dal pagamento del canone solo per il secondo semestre del 2018 (luglio-dicembre).

Canone tv: il 30 aprile scade il termine per presentare la richiesta di esenzione per età e reddito

Ecco una parte delle indicazioni disponibili sul sito della Federconsumatori nazionale

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate ecco il modulo per la dichiarazione e tutte le informazioni specifiche.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

538 Visite

Siti di Ecommerce e informazioni: il garante a tutela della privacy

Il garante della Privacy a tutela delle informazioni personali degli utenti: non è necessario autorizzare l’utilizzo delle informazioni personali relative alla procedura di acquisto di un bene per finalità commerciali o promozionali dal sito stesso, e da partner commerciali di esso.

E’ una decisione del  garante della Privacy Questa, in seguito alla segnalazione di alcuni utenti che si lamentavano per aver ricevuto pubblicità indesiderata da parte di una società di acquisti online e per il mancato rispetto del diritto di opposizione al trattamento dei loro dati.

E’ quindi possibile consultare siti di e-commerce senza prima acconsentire a ricevere mail di tipo promozionali o veri spam.

Non è nemmeno possibile, secondo l’autorità, che la procedura di acquisto sia legata all’accettazione di ricevere le suddette mail. E’ necessario quindi, che vi sia la possibilità di scelta disgiunta da quella di lasciare le informazioni necessarie per l’acquisto sul portale.

Per avere altre indicazioni utili per prevenire e contrastare la ricezione di messaggi commerciali indesiderati, se non addirittura molesti, si consiglia di consultare il sito del Garante della Privacy (www.garanteprivacy.it/spam).

Federconsumatori tutela i consumatori, consigliamo infatti il nostro manuale per evitare problemi nell’acquisto online.

Nel caso di problemi legati alla praivacy o per ulteriori informazioni potete contattarci al centralino di Bologna al 051 6087120.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

 

732 Visite

Associazioni de consumatori: quali requisiti per la registrazione all’albo regionale?

E’ con grande piacere che condividiamo l’intervento di Antonio Mumolo, consigliere regionale :

 

Quali sono i requisiti che devono avere le associazioni dei consumatori che vogliono iscriversi al registro regionale e percepire contributi? Bisogna fare molta attenzione a non fare assistenzialismo e a tenere distinte le associazioni dagli studi legali. <<Oggi sono intervenuto su questo tema nel corso della Commissione regionale Politiche economiche>>- ci dice Mumolo.

+++Commercio. Sì in commissione a requisiti per iscrizione a registro regionale associazioni consumatori+++

Parere favorevole in commissione Politiche economiche, presieduta da Luciana Serri, ai requisiti individuati dalla Giunta per l’iscrizione nel registro regionale delle associazioni dei consumatori e degli utenti, al fine di percepire i contributi assegnati dalla Regione. Hanno votato a favore della delibera Pd e Si, astenuti Ln, M5s e Fdi-An. Numero minimo di iscritti alla data di presentazione della domanda o al 31 dicembre dell’anno precedente alla richiesta di conferma annuale di iscrizione al registro non inferiore allo 0,2 per mille della popolazione regionale; a decorrere dal 2021, la misura passa allo 0,5 per mille e si richiede una presenza sul territorio in almeno cinque province con un numero di iscritti non inferiore allo 0,2 per mille della popolazione di ciascuna di esse.

 

E, ancora, quota associativa annuale non inferiore a 2 euro e presenza sul territorio degli sportelli associativi in almeno cinque province in locali autonomi rispetto ad attività economiche, compresi studi professionali. Sono questi i principali requisiti che un’associazione di consumatori e utenti deve possedere per potersi iscrivere al registro regionale.

 

Gabriele Delmonte (M5s) ha criticato il requisito del numero degli iscritti e della quota associativa. Riguardo al primo, pur condividendo l’intento della Giunta di finanziare le realtà associative più strutturate, ha puntato il dito contro il parametro delle cinque province, che potrebbe limitare la crescita di nuove associazioni.

 

In merito alla seconda, ha sottolineato come 2 euro siano una cifra fin troppo simbolica. Raffaella Sensoli (M5s) si è associata alle critiche di Delmonte, esprimendo però apprezzamento per il recepimento, da parte della Giunta, di alcune proposte avanzate dai 5 stelle in occasione dell’approvazione della nuova legge regionale, in particolare l’ubicazione degli sportelli aperti al pubblico in locali autonomi.

 

Tommaso Foti (Fdi-An) ha presentato quattro proposte di modifica. Accolta quella finalizzata a per specificare che il parametro della popolazione è da intendersi ‘legale’ nella definizione che ne dà il ministero dell’Economia e delle finanze. Ritirate le altre, fra le quali una per portare da cinque a tre le province nelle quali devono essere presenti gli sportelli associativi e una per portare da 2 a 1 euro la quota associativa, secondo le disposizioni ministeriali. Per il Pd sono intervenuti Mirco Bagnari, che ha espresso apprezzamento per la gradualità introdotta dalla Giunta nell’applicazione del parametro relativo alla numerosità degli iscritti e alla loro distribuzione territoriale, utile per fare approfondimenti rigorosi, e Antonio Mumolo, che ha accolto con favore il criterio territoriale delle cinque province, necessario se non si vuole fare assistenzialismo, e l’ubicazione degli sportelli aperti al pubblico in locali autonomi, fondamentale per evitare commistioni in particolare con studi legali.

 

Ha espresso dubbi, invece, sulla quota associativa di 2 euro, giudicandola davvero troppo bassa.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

501 Visite