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Stop alle vendite di prodotti non disponibili

L’Antitrust ha ordinato a due siti di e-commerce, tecnotradeshop.it e tigershop.it , di sospendere la vendita di prodotti non disponibili e l’addebito anticipato del prezzo di beni che non risultino in giacenza nei magazzini o che non siano comunque pronti per la consegna.

Il provvedimento, che ha scopo cautelare quindi non prevede, per il momento, l’irrogazione di sanzioni, è volto ad impedire fenomeni molto spiacevoli ben noti a chiunque acquisti regolarmente on-line, ovvero la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata, gli ostacoli al rimborso delle somme versate e all’esercizio del diritto di recesso, la divulgazione di informazioni false sul reale stato degli ordini di acquisto e sulle effettive tempistiche di consegna degli stessi.

In particolare,  l’Autorità si è mossa a seguito di segnalazioni di consumatori che avevano acquistato degli smartphone e altri prodotti elettronici senza ricevere nulla se non vaghe rassicurazioni sulle tempistiche di consegna; in alcuni casi, anche dopo che i consumatori avevano inviato regolare richiesta di rimborso, il venditore non aveva restituito nulla.

Se i siti di e-commerce non rispetteranno quanto disposto  dall’ACGM, potrebbero subire la sospensione dell’attività e multe da 10.000 a 5.000.000 euro.

Qui il comunicato stampa e il testo dei provvedimenti

Qui la notizia su Federconsumatori News

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Mancate consegne del corriere SGT: attenzione

Sono numerose le segnalazioni che abbiamo ricevuto da parte di utenti che subiscono disservizi da parte della società di spedizioni SGT S.p.A, che da tempo non effettua più le consegne, nonostante le abbia comunque prese in carico e nonostante gli utenti siano in attesa da mesi.

Il 26 marzo, la società ha presentato al Tribunale di Milano la richiesta di concordato preventivo, continuando a cercare un partner commerciale, oppure un compratore. Tale tentativo non ha avuto l’effetto sperato e pertanto non sembra plausibile che la società riprenda le attività. La chiusura comprende sia la sede legale di Peschiera Borromeo (Milano), che le 17 filiali su tutto il territorio nazionale.

Potrebbero volerci alcuni mesi prima che il Tribunale valuti l’istanza di concordato proposta dalla società e si pronunci in merito. In attesa di tale sentenza le sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale, sono a disposizione degli utenti per raccogliere i dati e la documentazione necessaria a ricevere la tutela del caso una volta emessa la decisione del giudice.

Nel frattempo consigliamo agli utenti di verificare che i siti dai quali effettuano gli acquisti non utilizzino il corriere espresso SGT. A tale proposito abbiamo inviato una segnalazione all’AGCOM affinché disponga che i siti e-commerce non si avvalgano dei servizi della società inadempiente e solleciti l’azienda a consegnare i pacchi in giacenza.

Per assistenza chiamateci 051/6087120

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Madhitech: Federconsumatori tutelerà i truffati

Sono molti i cittadini raggirati dalla società “Madhitech”,  tratti in inganno da feedback e giudizi positivi presenti su internet.

Tramite il sito internet www.madhitech.com, l’azienda proponeva in vendita varie tipologie di prodotti che in realtà non ha mai consegnato agli acquirenti, né tanto meno ha mai restituito quanto versato per l’acquisto.

La Federconsumatori si è attivata per tutelare i consumatori coinvolti e sta raccogliendo le adesioni dei cittadini che intendano far valere i propri diritti  nel processo pendente presso il Tribunale di Roma per il reato di truffa.

 

Invitiamo tutte le persone coinvolte nella vicenda che intendano costituirsi parte civile nel processo (che avrà inizio il primo luglio 2014), a contattare la Federconsumatori entro il 10 giugno 2014 telefonando allo 06 42020755 o scrivendo all’indirizzo e-mail truffe@federconsumatori.it .

E.A.

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Guida all'uso consapevole delle carte di pagamento

Federconsumatori lancia la prima “Guida alle carte di pagamento”, realizzata con la consulenza tecnica di MasterCard: un manuale completo e facilmente fruibile pensato appositamente per i consumatori, in grado di fornire loro suggerimenti e indicazioni preziose per un uso responsabile degli strumenti di pagamento elettronici.

La Guida contiene, infatti, utili consigli per utilizzare le carte per pagamenti in tutta sicurezza, anche in occasioni di acquisto “non tradizionali”, come su Internet o in tabaccheria. Sono presenti inoltre preziose indicazioni per risolvere i piccoli e grandi problemi che si possono incontrare nell’utilizzo quotidiano delle carte di pagamento, come la perdita del codice PIN, il furto o smarrimento della carta o la non accettazione di una transazione da parte di un esercente.
Infine, vengono descritte le caratteristiche principali delle nuove carte contactless, sottolineando la loro semplicità e sicurezza nei pagamenti e alcune indicazioni relative allo shopping online, un fenomeno sempre più in crescita anche in Italia.

Da una ricerca, realizzata da Doxa per Federconsumatori, sul comportamento degli italiani nei confronti dei pagamenti elettronici emerge, una crescente consapevolezza della possibilità data dell’utilizzo delle carte di pagamento di tenere sotto controllo le spese: ormai la conoscenza dell’SMS alert è posseduta e apprezzata dalla stragrande maggioranza degli intervistati (81%), così come la possibilità di bloccare immediatamente la carta in caso di furto o smarrimento (80%).
Meno conosciuta, soprattutto da chi non effettua frequentemente acquisti online, è la possibilità di utilizzare un codice personale nelle transazioni su Internet (come il SecureCode): gli utilizzatori rappresentano il 59% del campione. La maggioranza di chi però svolge abitualmente operazioni di e-commerce (72%) è a conoscenza di questo strumento che permette un maggior controllo delle proprie transazioni.

Nonostante il buon livello di conoscenza degli strumenti che possano aiutare i consumatori ad essere confidenti dell’uso delle carte, soprattutto per quanto riguarda la protezione contro un uso fraudolento, una larga parte dei consumatori è ancora restia ad utilizzarle. Infatti, risultano fonti di preoccupazione la possibilità di addebito di una spesa non effettuata (per il 49% del campione) e della perdita della carta e/o del PIN con conseguente possibilità per altri di effettuare spese (52% degli intervistati).

In conclusione, gli italiani hanno ancora bisogno di essere educati su alcune importanti strumenti di protezione relative alle carte, tra cui la “liability” che protegge i consumatori dopo il blocco di una carta, tutelandoli per eventuali spese sostenute prima del blocco, per qualsiasi spesa superiore a un totale di 150 euro.

La Guida è scaricabile qui di seguito, oppure sul sito di Federconsumatori nazionale.

Guida carte di pagamento Federconsumatori

 

 

E.A.

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Prelievi fraudolenti, ancora una decisione positiva dell'Arbitro Bancario

Come già avvenuto in precedenza, L’Arbitro Bancario Finanziario si è espresso favorevolmente sulla richiesta di rimborso di somme prelevate in modo fraudolento ai danni di un nostro associato.
In questa recente decisione, la somma di oltre 1500 euro era stata utilizzata per effettuare acquisti su un sito di e-commerce; il titolare della carta ha immediatamente disconosciuto gli acquisti e bloccato la carta, ma la banca non aveva accordato il rimborso in quanto le transazioni erano avvenute su un sito che ella considerava “sicuro”.

Di opposto parere l’Arbitro Bancario, che, seguendo un suo ormai collaudato indirizzo interpretativo,  ha disposto il rimborso delle somme prelevate, detratta la franchigia, e delle spese di procedura.

Decisione arbitro 3886

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Nuove norme per giocattoli sicuri

Il 12 maggio entra in vigore il decreto legislativo n.54 dell’11 aprile 2011, che recepisce la direttiva europea 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli. Il decreto sostituisce quasi del tutto la normativa già esistente.

In particolare, la normativa comunitaria prevede la creazione di una catena di monitoraggio dal produttore al rivenitore finale che ha come obiettivo quello di limitare l’ingresso di prodotti con il marchio CE contraffatto.
Infatti, non solo  il fabbricante ha l’onere di eseguire una nutrita serie di controlli e test di sicurezza, ma anche l’importatore ha precisi obblighi al riguardo, dal momento che la legge gli impone, prima di  immettere un giocattolo sul mercato, di assicurarsi che il fabbricante abbia eseguito l’appropriata procedura di valutazione della conformita’. L’importatore diventa quindi garante, in solido con il fabbricante, dei prodotti che vende. L’importatore assicura, sotto sua responsabilità, che il fabbricante abbia preparato la documentazione tecnica, che la marcatura di conformita’ prescritta sia apposta sul giocattolo, che il giocattolo sia accompagnato dai documenti prescritti e che il fabbricante abbia rispettato gli obblighi imposti dalla legge. Inoltre è fatto divieto all’importatore di immettere il giocattolo sul mercato se ritiene che non rispetti i requisiti previsti. Analoghi obblighi sono posti i capo ai distributori, i venditori del giocattolo all’ingrosso o al dettaglio. Infine, ogni operatore della “catena” deve tenere un registro dei soggetti da cui ha ricevuto i prodotti e del soggetti ai quali lo ha ceduto.

Questo sistema, oltre a responsabilizzare tutti i soggetti economici che hanno contribuito alla commercializzazione di un giocattolo, è utile anche nel caso in cui si debba procedere ad un ritiro capillare dal mercato a causa di un difetto accertato.

Particolare attenzione è dedicata ai requisiti di sicurezza che un giocattolo devev avere per ottenere il marhio CE. L’art.15 del decreto dispone che “Prima di immettere un giocattolo sul mercato i fabbricanti effettuano un’analisi dei pericoli chimici, fisico-meccanici ed elettrici, di infiammabilita’, di igiene e di radioattivita’ che lo stesso può presentare, e effettuano una valutazione della potenziale esposizione a tali pericoli.” Sono state potenziate le precauzioni per l’uso di sostanze chimiche.

Infine, le avvertenze e le istruzioni d’uso (in lingua italiana) devono essere apposte in modo da risultare facilmente visibili prima dell’acquisto del prodotto, anche nei casi di acquisto on-line o per corrispondenza, in modo da aiutare i consumatori nella scelta.

Per le violazioni degli obblighi di legge contenuti dal decreto sono previste, oltre ai rimedi amministrativi del ritiro del prodotto, anche sanzioni penali.

(Foto di stéfan su Flickr.com)

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Agenzie di viaggi on-line: l'Antitrust multa 3 società per pratiche commerciali scorrette

In tre distinti provvedimenti, l’Autorità Garante Concorrenza e Mercato ha multato tre agenzie di viaggi on-line, Expedia Inc (insieme alla sua affliata italiana Expedia Italy), Edreams e Opodo per pratiche commerciali scorrette e scarsa trasparenza. Nel comunicato stampa dell’Antitrust si legge che:

“Le tre istruttorie hanno permesso di individuare e sanzionare una serie di comportamenti contrari al Codice del Consumo, in parti comuni alle tre società, in parte differenziati.
In particolare:

Offerte vantaggiose e prezzo finale molto più alto.
Tutte le società sono state sanzionate per avere promosso la propria offerta (voli, sistemazioni alberghiere, voli+albergo) tramite internet con l’illustrazione incompleta e ingannevole di tariffe vantaggiose nella home pagedel sito. Solo nella fase finale del processo di prenotazione il consumatore trovava un’informativa completa sul prezzo globale effettivo dei servizi intermediati, di entità sensibilmente superiore a quello pubblicizzato in home page, e una dettagliata esposizione di tutte le componenti di costo delle transazioni. In alcuni casi per le sistemazioni alberghiere spesso non era individuabile con esattezza il prezzo finale neppure al termine della procedura di prenotazione perché restano esclude eventuali tasse comunali e locali o imposte. Per questi comportamenti l’Antitrust ha sanzionato Expedia Inc. con una multa di 60mila euro, Opodo con 20mila euro, eDreams con 35mila euro.

Blocco delle somme pagate dai consumatori
Expedia Inc., Expedia Italy (relativamente alla gestione dei reclami), e eDreams hanno, secondo l’Antitrust, gestito in modo scorretto il processo di prenotazione e pagamento dei servizi on line mediante carta di credito o carte prepagata, non approntando un sistema in grado di garantire ai consumatori lo sblocco delle somme congelate per operazioni non andate a buon fine in tempi rapidi, secondo le regole approntate dai circuiti delle carte. Inadeguate anche le procedure dei reclami e le informazioni sui rischi connessi al sistema di pagamento e alle motivazioni reali del blocco delle somme. Per questi comportamenti l’Antitrust ha sanzionato Expedia Inc. con 100mila euro, ed Expedia Italy, relativamente alla gestione dei reclami, con 35mila euro, e eDreams con una sanzione di 80mila euro.

Offerte non trasparante di garanzia assicurativa
L’Antitrust ha giudicato scorrette le modalità di offerta della garanzia assicurativa “Opodo All Inclusive”, per annullamento del viaggio, bagaglio e spese mediche, proposta nella fase finale del processo di prenotazione, attraverso un meccanismo di silenzio-assenso. Nel corso del procedimento tuttavia la società ha modificato il sistema di offerta assicurativa in modo tale che il consumatore che vuole aderire deve farlo riempiendo l’apposito riquadro. Anche alla luce di questo comportamento la sanzione è stata ridotta a 5mila euro.

Ostacoli e costi eccessivi per i reclami
L’Antitrust ha contestato a Expedia Inc. e Expedia Italy anche la scarsa trasparenza e chiarezza delle informazioni sull’identità del professionista, ostacolando una corretta trattazione dei reclami, con sanzioni pari rispettivamente a 50mila e 10mila euro. Giudicate scorrette, e sanzionate con 20mila euro, le modalità di assistenza fornite da eDreams al consumatore mediante un numero telefonico a pagamento dai costi particolarmente elevati che, secondo quanto segnalato da alcuni consumatori, costituisce l’unico strumento per avere un contatto diretto e rapido con l’agenzia on line. La multa è stata di 20mila euro.”

Di seguito il testo dei provvedimenti.
PS513
PS680
ps1442

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Easy Download: l'Antitrust infligge 960.000 euro di sanzione per pratica scorretta

Si tratta di un grande successo per i consumatori italiani, ottenuto anche grazie all’esposto presentato da Federconsumatori Bologna: l’Autorità Garante Concorrenza e Mercato ha condannato la società Euro Content Limited, titolare del sito easy-downolad.info, al pagamento di 960.000 euro per prarica commerciale scorretta e aggressiva.

Il fatto, di cui abbiamo già parlato, è il seguente:
numerosissimi cittadini, navigando in rete tramite ricerche con parole-chiave tipo “antivirus”, software gratis” ecc., finivano nella pagina del sito easy-download  che proponeva un modulo di registrazione in cui inserire i propri dati al fine di scaricare software open source già gratuitamente disponibili in rete, quali Open Office, Adobe Acrobat Reader, Opera, VLC Media Player e altri. Ciò di cui questi cittadini erano ignari è che l’inserimento dei propri dati sul modulo provocava l’adesione ad un vero e proprio contratto di abbonamento per la fornitura on-line di software, per il quale venivano in seguito chiesti 96 euro annui.
Di fronte al mancato pagamento di questa somma, Euro Content inviava lettere di sollecito con le quali, con tono drammatico e perentorio, minacciava azioni legali e aumenti di spese.

Il numero dei cittadini caduti nella trappola è stato altissimo, come ammesso anche dalla stessa Antitrust che parla del  “maggior numero di segnalazioni di consumatori e loro associazioni (perantro pervenuite in un arco temporale di pochi mesi) in assoluto mai registrato dall’Autorità nella propria attività di applicazione del Codice del Consumo”

L’attività ispettiva dell’Autorità si è incentrata su due punti: da un lato, l’ingennevolezza del meccanismo utilizzato dal professionista per ottenere l’adesione dei consumatori, i quali erano indotti a pensare che si trattasse di un servizio gratuito; dall’altro, la condotta aggressiva tenuta dal professionista per convincere i consumatori al pagamento, minacciando azioni legali.

Per quanto riguarda il primo aspetto, l’istruttoria ha potuto verificare che al sito easy-download e agli altri  associati, parimenti acquistati dalla società per fungere da siti-ponte, si accedeva tramite ricerca di parole chiave come “gratis” o “gratuito”, circostanza di per sé idonea a ingannare i consumatori circa l’onerosità del servizio. Inoltre, nella home page del sito i riferimenti al contenuto e ai costi del contratto erano presentati in forma grafica non idonea e non trasparente; il consumatore veniva informato, questa volta in forma chiara, degli obblighi suo malgrado assunti solo con una comunicazione inviata via mail dopo molti giorni, una volta scaduti i termini per esercitare il diritto di recesso previsto dal Codice del Consumo.

Per quanto riguarda invece il secondo aspetto, l’Autorità ha ritenuto che l’invio di lettere contenenti la minaccia di azioni legali, condita da frasi ad effetto tipo “AVVISO URGENTE: ULTIMO SOLLECITO”, configuri una pratica commerciale aggressiva contraria al principio di diligenza professionale e idonea a condizionare indebitamente la libertà di scelta del consumatore: ne è prova il fatto che , secondo quanto ammesso dalla stessa società, circa 2000-3000 persone hanno effettuato il pagamento dopo aver ricevuto il minaccioso sollecito, evidentemente spaventati all’idea di dover affrontare una causa legale.

Per le due condotte scorrette di cui sopra, la Euro Content è stata condannata al pagamento di € 480.000 ciascuna, per un totale di € 960.000.

Si tratta di un grande risultato per la correttezza e la trasparenza del mercato italiano e della rete internet, che troppo spesso è palcoscenico per truffe e scorrettezze di ogni genere a danno degli utenti. Si tratta anche di un ottimo esempio di come il lavoro congiunto di cittadini, Associazioni di Consumatori e Autorità di vigilanza, se svolto correttamente e con impegno, dia risultati di indubbia importanza per la tutela dei consumatori, la trasparenza del mercato e in definitiva per la tranquillità di tutti.

Di seguito pubblichiamo il testo del provvedimento dell’AGCM:
provvedimento easy download

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Parte il Progetto Scuole sulle truffe on-line

Uno degli obiettivi principali della Federconsumatori è sempre stato quello di educare i cittadini ad una fruizione consapevole dei beni e servizi, informandoli sui loro diritti e portando avanti campagne di prevenzione. In quest’ottica, è partito lo scorso 19 ottobre il progetto “Truffe on-line – Le insidie di Internet“, rivolto agli studenti delle scuole medie superiori di Bologna e provincia, avente come scopo quello di informare gli adolescenti sui rischi che corrono durante la navigazione in internet: hackers, virus e dialers, false offerte di lavoro o di corsi di formazione, contratti capestro, phishing, pharming, spamming, cyber bullismo. Inoltre, tratteremo di commercio elettronico e acquisti on-line,  in particolare con  carte di credito e  altri strumenti di pagamento; si parlerà in maniera approfondita dell’uso consapevole dei social network (Facebook), di  tutela dei dati personali e dell’importante ruolo della Polizia Postale per contrastare i reati informatici.
Il 19 ottobre sono stati gli studenti di alcune classi dell’ITCS “Rosa Luxemburg” di Bologna ad assistere  con molto interesse e partecipazione alla lezione tenuta dal nostro consulente Avv.Giampiero Falzone; nei prossimi giorni sarà il turno delle altre  scuole che hanno comunicato la loro partecipazione, tra cui l’IIS Mattei di San Lazzaro di Savena, l’IPIA Malpighi di Bologna e l’IIS Crescenzi Pacinotti di Bologna. Naturalmente, è possibile per ogni istituto superiore della provincia aderire al progetto, che per le scuole è completamente gratuito: basta contattarci al n.051/6087120 per avere tutta la documentazione informativa e il modulo di adesione.

(Foto: “3D people and symbol internet” di 姒儿喵喵 su Flickr.com)

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Gli acquisti tecnologici on-line sono più sicuri

Il 16 settembre la Commissione Europea ha pubblicato i risultati di un’indagine, durata oltre un anno ed effettuata in 26 stati membri dell’UE, sul comportamento dei venditori di prodotti tecnologici on-line.
L’indagine, cosiddetta “sweep” o “operazione di pulizia”, è una ricerca a tappeto che non ha solo fini statistici o informativi, ma è volta anche a correggere le distorsioni del sistema intervenendo direttamente sugli operatori “beccati” ad agire scorrettamente.
Al termine dell’indagine, i venditori che non hanno corretto le irregolarità sono stati oggetto di sanzioni che vanno dalla multa alla chiusura del sito.
Per vendere sul web, gli operatori devono rispettare una serie di regole a tutela della trasparenza. In particolare, i siti di e-commerce sono tenuti a indicare con chiarezza le informazioni utili a identificare e contattare il venditore (nome, indirizzo, e-mail), le condizioni di vendita (prezzo del prodotto e della spedizione, condizioni di reso, garanzia, ecc.) e le modalità di esercizio del diritto di recesso. A quest’ultimo proposito, ricordiamo che la normativa europea,  recepita con il nostro Codice del Consumo, stabilisce che per le vendite che utilizzano mezzi di comunicazione a distanza, come le televendite, le vendite per corrispondenza ed, appunto, le vendite on-line, il consumatore ha diritto di recedere dal contratto senza penali e senza fornire motivazioni entro 10 giorni lavorativi dal ricevimento della merce. Questo importantissimo  diritto va esplicitamente menzionato nelle pagine internet dedicate alla vendita, in modo che il consumatore ne sia debitamente informato e possa, se vuole, esercitarlo nei termini.
I siti che sono stati esaminati in questa indagine sono quelli di vendita di prodotti elettronici di largo consumo: macchine fotografiche, lettori mp3, cellulari, computer.
All’inizio dell’indagine, solo il 44% dei siti web soddisfavano pienamente i requisiti richiesti dalla legge; dopo i controlli e le relative procedure sanzionatorie, la percentuale è salita a ben l’ 84%.
Il consumatore può stare quindi più tranquillo nell’acquistare prodotti tecnologici sul web, sempre nel rispetto delle comuni regole di prudenza. In particolare,  consigliamo di:

– informarsi sulla reputazione del venditore, compiendo una breve ricerca sulla rete per scoprire il parere degli altri acquirenti. Se un sito compie regolarmente scorrettezze o addirittura truffe, in genere gli acquirenti parlano della propria esperienza su forum o gruppi di discussione; se necessario, si può chiedere alla Camera di Commercio della propria città una visura camerale ordinaria della ditta in questione, nella quale si possono verificare dati importanti come le generalità degli amministratori o eventuali procedure di liquidazione in corso;

– confrontare varie offerte dello stesso prodotto o di prodotti analoghi, non solo per quanto riguarda il prezzo ma anche le spese e i tempi di spedizione, le eventuali garanzie post-vendita aggiuntive, le condizioni generali di contratto ecc.;

– leggere attentamente l’informativa sulla privacy, che è obbligatoria; in particolare, controllare che i dati inseriti siano utilizzati solo per la conclusione del contratto e non sia permessa la diffusione a terzi a fini di marketing;

– scegliere metodi di pagamento sicuri: bonifico bancario, vaglia, Paypal, carta di credito (in quest’ultimo caso, controllare che la pagina nella quale si devono inserire i dati della carta abbia un indirizzo che inizia con https:// ), evitando i trasferimenti di denaro tipo Western Union;

– scegliere metodi di spedizione tracciabili e, se l’acquisto è di un certo valore, chiedere la spedizione assicurata;

– conservare sempre copia delle e-mail inviate  e ricevute; se il venditore non invia, insieme all’oggetto, una fattura o scontrino, conservare anche copia dell’ordine di acquisto e della ricevuta di pagamento per almeno due anni, da utilizzare come prova dell’acquisto per un eventuale riparazione in garanzia.

(Foto: “E-commerce Visa” di Fosforix su Flickr.com)

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