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Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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Ecco gli Opuscoli di Federconsumatori!

Come associazione di consumatori siamo convinti che l’informazione sia la prima forma di tutela per i consumatori.Famiglie, anziani o bambini, è necessario essere consapevoli della “scelta di acquisto” che si compie preferendo un bene ad un altro, in termini di qualità, di sicurezza e di garanzie.

Ci siamo soffermati in questi comodi e leggeri opuscoli su due argomenti attualmente di particolare rilevanza. L’acquisto in rete, l’e-commerce, uno dei fenomeni che negli anni è cresciuto di più e tocca ormai tantissimi italiani. Insieme alla convenienza e alla facilità di trovare affari, crescono anche le truffe e i raggiri che in rete è possibile incappare. Una piccola informazione sugli strumenti per rendere l’acquisto in rete più sicuro è utile per evitare problemi e comprare in sicurezza!

Ecco  guida sull’ E-commerce realizzata insieme al contributo di FederconsumatoriER.

 

La seconda guida riguarda la sicurezza dell’abbigliamento e dei giocattoli per i bambini. Una recente ricerca europea, infatti,  ha mostrato come proprio per i più piccoli i capi di abbigliamento in molti casi non rispettano basilari regole di sicurezza. I giocattoli, gli strumenti più utilizzati dai più piccoli, devono superare determinate prove tecno-fisiche. Ecco un vademecum realizzato con l’ausilio di FederconsumatoriER breve e pratico per riconoscere i capi sicuri e gli eventuali marchi di garanzia:

 

Vademecum giocattoli e vestiti per i più piccoli

 

 

feder bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

 

 

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Federconsumatori On AiR A Radio Città Fujiko Venerdi' 29 Settembre!

Saremo in onda Venerdì 29 settembre dalle ore 13:35  su Radio Città Fujiko fm 103.1 per parlare di efficienza energetica , risparmio e tutto quello che può interessare le utenze domestiche di luce, acqua e gas.

 

La nostra esperta, Ester Anderlini, tratterà il tema con un occhio di riguardo per i consumatori e i tanti studenti che in questo periodo entrano in nuove case!

 

feder bologna

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Federconsumatori on air: su Radio Fujiko venerdì 30 giugno

Venerdì 30 giugno a partire dalle 13.30 siamo su Radio Fujiko  a parlare di telefonia e truffe, con il ns presidente Maurizio Gentilini e l’Avv Giuseppe Genna.

Vi aspettiamo tutti sintonizzati su Fujiko!

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Le considerazioni di Federconsumatori sul CETA

Oggetto: Osservazioni di Federconsumatori Nazionale in merito alla ratifica del Trattato CETA – Comprehensive Economic Trade Agreement

 

 

Lasciamo una breve memoria in cui si sintetizza la posizione di Federconsumatori sulla proposta di Trattato CETA, chiedendo al Parlamento di non ratificarlo e al Governo italiano di farsi promotore di una sostanziale riscrittura dello stesso che, ove mantenuto nei suoi contenuti attuali, provocherebbe danni alle produzioni italiane e ai livelli di tutela sociale e della salute dei cittadini.

 

Innanzi tutto ci preme sottolineare la scarsa informazione e lo scarso coinvolgimento dei cittadini italiani, che pure subiranno ripercussioni sulla propria qualità di vita in seguito all’attuazione del Trattato.

 

E’ inoltre particolarmente delicata la questione relativa agli ISDS, cioè le clausole di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato, la cui adozione consente a gruppi privati di ricorrere ad un arbitrato internazionale qualora vedano i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti varati dai governi. In questo modo viene istituito una sorta di tribunale sovranazionale nel quadro di un meccanismo che intacca la possibilità dello Stato di adottare leggi di interesse pubblico che tocchino gli interessi e i guadagni delle aziende.

 

Altro punto problematico è rappresentato dal principio di precauzione, non previsto né tantomeno tutelato dal CETA: mentre in Canada, così come negli Stati Uniti, le sostanze possono essere utilizzate e commercializzate finché non ne viene dimostrata la dannosità, nei Paesi UE è esattamente il contrario. Se un’azienda, quindi, deve commercializzare una sostanza, è prima tenuta a dimostrare scientificamente che questa non provochi alcun danno. In questo senso l’accordo sancisce un cambiamento nettamente peggiorativo in termini di tutela della salute del consumatore. E’ antistorico passare da politiche di prevenzione a politiche risarcitorie.

 

Non si possono non valutare i potenziali rischi per il mondo del lavoro. L’accordo infatti non prevede disposizioni vincolanti in merito all’incremento dell’occupazione, alla tutela della salute e alla sostenibilità sociale e ambientale.

 

Infine, c’è la questione delle denominazioni italiane DOP e IGP. In base ad un criterio che non è stato reso noto, sono stati selezionati 41 prodotti italiani tutelati dal CETA. Ciò significa che le restanti 248 denominazioni Made in Italy restano escluse: basti pensare che per l’olio d’oliva nessuna delle principali DOP e IGP è inclusa nella lista. Inoltre a questa tutela sono previste alcune, rilevanti eccezioni. Un primo, rilevante esempio è rappresentato dalla possibilità, per gli operatori canadesi che hanno utilizzato i marchi Asiago, Fontina e Gorgonzola fino al 18 ottobre 2013, di continuare ad utilizzare tali diciture. Inoltre sarà ancora consentita la registrazione di marchi contenenti il termine Parmesan (con divieto di utilizzo di elementi che possano ingannare il consumatore in merito all’origine del prodotto), ammettendo in sostanza una coesistenza del Parmesan e del Parmigiano Reggiano. Altra convivenza discutibile riguarda i salumi: il prosciutto di Parma, il prosciutto Toscano, il prosciutto di Modena e il prosciutto San Daniele verranno immessi nel mercato canadese ciascuno con la propria denominazione ma dovranno convivere con gli omonimi marchi canadesi registrati. Ciò significa che per questi prodotti viene consentita e ratificata la possibilità di vendita e distribuzione sia degli originali italiani sia della loro versione canadese. Tutti elementi, questi, che di fatto allentano la difesa del patrimonio agroalimentare italiano e delle nostre produzioni, poiché mantengono una situazione di ambiguità che rende difficile il riconoscimento del prodotto originale.

 

“Progetto realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo Economico. Ripartizione 2015.”

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Dal 15 Giugno via il Roaming: ecco qualche informazione per i consumatori

Fino ad ora gli operatori di telefonia mobile hanno applicato agli utenti in viaggio in un altro paese dell’UE una tariffa diversa, più elevata, per le comunicazioni mobili (telefonate, SMS,dati) in tale paese. Negli ultimi dieci anni l’UE ha progressivamente imposto agli operatori di telefonia mobile di ridurre sensibilmente le tariffe di roaming a favore dei consumatori. Chi viaggia regolarmente in altri paesi dell’UE avrà probabilmente già notato il forte calo dei prezzi del roaming registrato negli ultimi dieci anni. Il 15 giugno 2017 anche gli ultimi sovrapprezzi di roaming saranno aboliti per chi viaggia in un altro paese dell’UE. Ogni contratto nuovo o esistente che includa servizi di roaming diventerà automaticamente un contratto con roaming a tariffa nazionale. Le nuove norme UE riguardano i servizi di dati, le chiamate vocali e gli SMS.

Cosa significa? 

Dalla mezzanotte del 15 di Giugno I cittadini dell’UE potranno telefonare, in Europa, pagando le tariffe che pagano nel proprio paese. Niente più costi aggiuntivi dunque, per chi si trova temporaneamente in uno stato della comunità dell’ UE che pagherà messaggi chiamate e traffico mobile secondo le tariffe contrattuali dell’operatore del paese in cui si risiede.

Quali limitazioni?

La nuova normativa si riferisce ai consumatori che si recano all’estero in modo temporaneo.  Si tratta del principio del Fair use (corretto utilizzo): è questo il parametro fondamentale su cui si basa la normativa. Il regolamento che abolisce il roaming internazionale per i paesi dell’UE, infatti, si riferisce ai soli viaggi occasionali. Se, invece, l’utente utilizza stabilmente una sim italiana all’estero sarà soggetto al pagamento di un eventuale sovrapprezzo. Nel dettaglio, se un cliente avrà toccato punte di consumo anomalo in almeno 4 mesi, entro due settimane sarà invitato dal proprio operatore a modificare il proprio comportamento. Qualora non lo facesse, la società di telefonia potrà applicare un sovrapprezzo a tutti i servizi. Il tasto dolente è che spetterà alle compagnie decretare gli indicatori utili a distinguere un uso corretto da uno illegittimo: spetterà all’AGCOM vigilare affinché tali parametri fissati dalle aziende siano corretti e non nascondano degli escamotage a danno degli utenti.

Cosa accade se l’utente supera la soglia prevista?

Nel caso in cui l’utente si comporti in modo anomale, ovvero trascorra la maggior parte dei 4 mesi all’estero sfruttando la tariffa del roaming like at home l’operatore potrà chiedere spiegazioni all’utente. Nel caso il comportamento persista saranno applicati dei sovraprezzi al consumo in roaming. Tale tariffa è limitata a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate vocali e a 1 centesimo per gli SMS. Per i dati, il sovrapprezzo massimo sarà di 7,7 euro per GB (dal 15 giugno 2017), importo che scenderà a 6 euro per GB (dal 1° gennaio 2018), a 4,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2019), a 3,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2020), a 3 euro per GB (dal 1° gennaio 2021) e infine a 2,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2022).

E’ necessario attivare qualcosa? 

No, l’operatore secondo la normativa dell’ UE deve modificare i piani già attivi per includere quello di roaming like at home in tutti i piani tariffari ed è tenuto a darne segnalazione all’utente. L ‘UE ha deciso che questa sarà la tariffa di base per tutti i piano futuri che includeranno il roaming. Per quanto riguarda, invece, i piani già in essere che includono il regulated roam, saranno modificati automaticamente per includere il roam like at home (traffico come a casa). Se sul proprio piano sono attive delle opzioni relative all’estero è opportuno effettuare una verifica con il proprio operatore ed eventualmente disattivarle. Queste opzioni continueranno ad esistere, dal momento che riguardano anche paesi al di fuori dell’UE.

In quali paesi posso usufruire del roaming a tariffa nazionale dal 15 giugno?

In tutti e 28 i paesi dell’UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Nei paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) il roaming a tariffa nazionale sarà introdotto poco dopo il 15 giugno.

Ecco una una guida della Commissione Europea sulle novità della nuova normativa.

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Mercoledi' 21 Giugno Azione della Federconsumatori per la tutela degli utenti di Marano!

A seguito delle decisioni assunte nell’assemblea del 8 giugno 2017 tenutasi a Marano, Federconsumatori Bologna offre la propria assistenza e consulenza per consentire agli utenti, privati o commerciali, di ottenere gli INDENNIZZI/RISARCIMENTI loro spettanti per l’importante disagio subito a causa dell’illegittima interruzione della linea telefonica e comunque del malfunzionamento della stessa e della connessione adsl . In base alla carta servizi dell’operatore telefonico e della normativa di settore AGCOM, infatti, sia nell’ipotesi di sospensione del servizio che di suo malfunzionamento l’utente ha diritto ad essere indennizzato. Federconsumatori, consapevole degli evidenti disagi e danni che gli utenti hanno subito con quanto accaduto, con pesanti ricadute per l’intera comunità di MARANO, sia per i cittadini privati che per le attività e le imprese, si rende disponibile a fornire a quanti interessati il proprio supporto al fine di avere giustizia tramite procedure alternative di conciliazione, con cui da tempo l’Associazione riesce ad ottenere importanti risultati, evitando i tempi ed i costi di una causa ordinaria. L’intestatario della linea colpita dai disservizi, quindi, munito di fotocopia del documento di identità e di copia integrale di una bolletta, potrà recarsi per sottoscrivere la necessaria documentazione ed aderire all’azione promossa da Federconsumatori Bologna presso: SALA DI PIAZZA MANDINI MARANO DI CASTENASO Nella giornata di: MERCOLEDÌ 21 GIUGNO 2017 DALLE 20,30 Federconsumatori avvierà la procedura per coloro che sono interessati, al costo della sola tessera (valida per 1 anno) di € 10,00, oltre ad un eventuale contenuto rimborso spese da corrispondersi solo in caso di esito positivo. SEDE: Via del Porto, 16 – 40122 Bologna tel. 0516087120- fax 0516087122

 

Azione Marano

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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14 Giugno, Verso la fiera del Santerno: filiera corta, km zero, agricoltura multifunzionale, sicurezza alimentare

 

Il 14 Giugno alle ore 15.00  saremo a Imola per un incontro pubblico in occasione della fiera di Santerno presso il centro sociale Tozzona in via punta 24.

 

vi aspettiamo numerosi/e!Imola

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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Dona il 5×1000 a Federconsumatori!!

 

COME DONARE IL 5X1000?

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, REDDITI ex UNICO) trovi il riquadro per la“SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”.

 

Firma e inserisci il CODICE FISCALE

della FEDERCONSUMATORI 97060650583

 

Nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…”.

 

Donare il 5×1000 non ti costa nulla!

 

 

 

PUOI DONARE IL 5X1000 ANCHE SE NON DEVI PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

 

Come? Basterà inserire la firma nella pagina del CUD dedicata alla scelta per la destinazione del 5×1000 dell’IRPEF ed inserire il codice fiscale di Federconsumatori (97060650583) nel riquadro dedicato al sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art.10, c.1, lett. A), del D.Lgs. n. 460 del 1997.

Inserire poi il foglio in una busta chiusa, avendo cura di indicare sulla busta nome cognome e codice fiscale e scrivere: DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF. Consegnarla, poi, presso un ufficio postale, presso un CAAF, dal proprio commercialista o presso un intermediario abilitato.

 

 

ENTRO QUANDO PUOI DONARE IL 5X1000

Il termine per la consegna del modello 730 è il 7 luglio per il modello trasmesso da CAF e commercialisti e il 24 luglio per quello inviato direttamente dai contribuenti.

Il modello REDDITI si può presentare dal 2 maggio al 30 giugno presso gli uffici postali e fino al 2 ottobre per via telematica.

 

Che cos’è il 5×1000?

Il 5×1000 è una misura fiscale introdotta dallo Stato Italiano per aiutare gli enti che svolgono attività di utilità sociale. È la possibilità di destinare il 5×1000 dell’Irpef già pagata, (cioè lo 0,5% delle imposte sul reddito delle persone fisiche) quale contributo di solidarietà ad una organizzazione no profit.

 

Sottoscrivere il 5×1000 significa pagare più tasse?

Assolutamente no! Assegnare il 5×1000 alla Federconsumatori non costa nulla. Ciò che si destina alla Federconsumatori è una piccola parte dell’imposta Irpef dovuta, già trattenuta e niente più; è il Governo che poi distribuisce una parte dell’imposta già pagata dal contribuente per scopi di solidarietà.

 

Cosa succede se non si destina il 5×1000?

Se non si sceglie a chi donare il proprio 5X1000, l’importo verrà comunque distribuito dallo Stato, in misura proporzionale, a tutte le altre associazioni ed enti presenti nella lista che sono già state scelte da altri cittadini-contribuenti. Il 5×1000 non è una donazione ma è semplicemente la destinazione di una parte dell’imposta sul reddito.

Più informazioni sul nostro sito nazionale

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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L'intervento del presidente di Federconsumatori Bologna al convegno sull'e-commerce

Negli ultimi anni il commercio elettronico ha registrato una crescita costante nel nostro Paese fino a affermarsi come uno settori principali di innovazione per le imprese ed a modificare le abitudini di consumo dei cittadini. Allo stesso tempo assistiamo ad un aumento dei reclami causati dalla violazione delle Leggi a tutela del consumatore. E’ anche cresciuto il numero delle aziende e dei posti di lavoro che riguardano attività legate al commercio online e sono state introdotte nuove dinamiche nella gestione del lavoro, specie nei settori del commercio e della distribuzione.

I dati ci indicano che il fenomeno è in forte ascesa e modifica in modo consistente il concetto tradizionale di acquisto, sia per quanto riguarda la tutela del cittadino in quanto consumatore, sia per quanto riguarda i modi e i tempi del lavoro che aziende sempre più grandi impongono nel campo della distribuzione, con importanti ricadute sulle prestazioni dei lavoratori.

Il fenomeno dell’ e-commerce crea nuove insidie per i consumatori, come testimoniato dalle associazioni di categoria. Federcosumatori registra infatti, un crescente numero di pratiche relative a truffe, mancate consegne e altri problemi legati agli acquisti sulla rete.

Dall’altro lato, sono sempre più frequenti le notizie relative alle condizioni di lavoro precarie e inaccettabili in cui si trovano i lavoratori della distribuzione, che spesso vedono ricadere sulle loro spalle i costi della concorrenza sulla “rapidità” di consegna e sull’efficienza del servizio.

Sono queste le linee direttrici che vedremo analizzate nei seguenti interventi, cercando di cogliere in pieno la complessità del fenomeno.

Intervento di Maurizio Gentilini, presidente Federconsumatori Bologna.

Fin dalla prime parole emerge l’idea di non poter considerare il fenomeno dell’ e-commerce come problema esclusivo dei consumatori.

L’acquisto in rete, non modifica solo gli strumenti e le modalità con cui è necessario intervenire per difendere i diritti dei consumatori, ma modifica in modo consistente anche le modalità di organizzazione del lavoro, sia nell’ambito della produzione, sia in quella della distribuzione.

La crescente importanza che la distribuzione assume in questo tipo di contrattazione pone diverse questioni sulle condizioni che i lavoratori vivono. Spesso, infatti, la ricerca di massima flessibilità oraria e contrattuale da parte di queste aziende, porta a stipulare contratti precari, a giovani, spesso deboli dal punto di vista sindacale e privi di tutele.

L’obiettivo dell’incontro è dunque, quello di impegnarsi a capire complessivamente un fenomeno che lega consumatore e lavoratore, e di iniziare un percorso capace di articolare in modo complessivo le risposte che associazioni e sindacati possono dare, sostiene Gentilini.

Il fenomeno dell’acquisto sul web non può essere considerato solo causato dal risparmio che i consumatori ottengono rispetto ai negozi tradizionali. Quella che emerge è anche una questione di comodità. Si è modificata non solo la catena di vendita, ma anche la catena del valore, ci dice il presidente di Federconsumatori Bologna.

Per raffigurare graficamente come sono cambiati i modi ed i luoghi di acquisto si può immaginare di partire da quello che era il negozio di quartiere, subito superato dal supermercato in prossimità del quartiere, per poi giungere agli ipermercati e agli outlet, luoghi sempre più isolati, ideali per l’acquisto di massa delle famiglie. Oggi l’e-commerce toglie quote consistenti di mercato ai tradizionali canali di vendita e modifica le stesse abitudini di acquisto dei cittadini.

Si registrano, ci dice Gentilini, dati che vedono il mercato dell’e-commerce in crescita in maniera esponenziale fino al 17% tra il 2015 e il 2016, per un giro di introiti pari a 20 miliardi, una cifra consistente se si pensa che sono nel 2012 il mercato degli acquisti online riguardava circa 3 miliardi di euro. Tra i settori che maggiormente sono toccati dagli acquisti in rete troviamo il turismo, l’informatica, l’elettronica, l’abbigliamento e in tempi recentissimi, si registra una forte crescita del settore dell’arredamento.

L’esperienza di Federconsumatori Bologna riportata dal Presidente, insegna che giornalmente le pratiche che riguardano la tutela di diritti legati a questo tipo di acquisti cresce e il problema principale riguarda la formazione e l’informazione dei cittadini. Le principali problematiche sono: la consegna di prodotti non conformi alla richiesta, la mancata consegna dei prodotti, la consegna di prodotti difettosi, la difficoltà a far valere diritto di garanzia e altri ancora.

Ma, come accennato, sono cresciute anche le aziende che operano nel settore, il cui peso in termini di occupazione diventa consistente, aggiunge Gentilini, ammonendo circa i problemi di flessibilità contrattuale, oraria, e delle condizioni generali in cui si trovano i lavoratori di questi settori, a causa delle modalità di organizzazione del lavoro su cui spesso queste aziende scaricano il costo della concorrenza sul “tempo di consegna”, che è determinante in questo tipo di mercato.

Sono questi i temi che i vari relatori sono chiamati ad approfondire, cercando di analizzare ognuno con la propria sensibilità gli spunti proposti.

Prima della chiusura, un merito va riconosciuto a Rosario Trefiletti e alla Federconsumatori Nazionale, secondo Gentilini, quello di aver concentrato l’attenzione su una parte importante della tutela dei diritti, appunto quelli dei consumatori, che spesso è stata tralasciata dai soggetti tradizionali di tutela, ma che invece rappresenta un importante campo di conflitto politico, sopratutto contro le aziende che vedono il consumatore come il soggetto ultimo su cui scaricare i costi del processo produttivo.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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