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Sondaggio sull'uso dei farmaci tra i giovani

Spesso si parla del consumo e delle spese farmaceutiche della popolazione anziana, ma raramente si prende in considerazione quest’aspetto della vita dei ragazzi e delle ragazze. È emerso da alcune ricerche condotte all’estero come il consumo dei farmaci sia notevolmente aumentato tra i giovani e giovanissimi, specialmente nei primi anni di vita, arrivando a livelli inediti, tali da sollevare un vero e proprio dibattito oltreoceano. Emerge, infatti, che proprio negli Stati Uniti la soglia d’età in cui si arriva ad un primo approccio con i farmaci sia calata notevolmente.

Tuttavia in Italia poco o niente si è indagato sul fenomeno, e rintracciare dati ed informazioni sull’argomento è praticamente impossibile. La presente ricerca, dunque, ha lo scopo di comprendere il tasso di consumo dei farmaci tra i giovani italiani in età compresa tra i 15 e i 34 anni. O quantomeno di tracciare un primo quadro per comprendere le dimensioni del fenomeno. Capire gli usi e gli abusi, prendendo in considerazione età, sesso e provincia di provenienza. La ricerca vuole indagare su quali sono le categorie maggiormente propense al consumo di farmaci, i fattori comuni, le correlazioni e i prodotti farmaceutici maggiormente utilizzati dai giovani.

Partecipa al sondaggio, basta accedere a questo link

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È questione di principio (attivo): come usare correttamente i farmaci. Incontro pubblico lunedì 26 ottobre

La nostra avvocatessa Annalisa Bettini, esperta di diritto sanitario, parteciperà all’incontro organizzato dall’Azienda USL di Bologna sul tema del corretto uso dei farmaci.

Oltre alla nostra consulente, saranno presenti all’incontro Cristina Malvi di Ausl Bologna, Silvia Grimaldi, della Farmacia Comunale Lloyds Azzurra e Alberto Serio, medico di Medicina generale.

L’incontro si terrà presso il Circolo ARCI Benassi, Viale Cavina, 4 – Bologna

Lunedì 26 ottobre 2015, ore 15.00-17.30

Per informazioni:

Segreteria Distretto Città di Bologna (Azienda USL) – tel: 051/6597114-5

Locandina farmaci Circolo Benassi

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Farmaci salvavita Epatite C, troppi i lati oscuri, necessario che il Governo faccia chiarezza. In Regione già trattati 1210 pazienti

Comunicato stampa Federconsumatori Emilia Romagna

 

Nei giorni scorsi il Presidente Regionale Federconsumatori Marcello Santarelli, Fabrizio Ghidini Responsabile Sanità e l’Avv. Annalisa Bettini Responsabile Sanità Federconsumatori Bologna, hanno incontrato il dott. Antonio Brambilla, Responsabile del Servizio Assistenza territoriale dell’Assessorato alla Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna e la dott.ssa Anna Maria Marata, coordinatore della Commissione Regionale del Farmaco della Regione Emilia Romagna, al fine di avere informazioni sui nuovi farmaci per l’epatite C (HCV) che stanno cambiando le prospettive di cura per milioni di pazienti con epatite C cronica.

In particolare la dott.ssa Anna Maria Marata ci ha riferito che attualmente sono disponibili tre farmaci antivirali quali il sofosvubir, simeprevir e daclatasvir da utilizzare singolarmente o da associare fra loro e le associazioni precostituite di sofosbuvir + ledipasvir o di ombitasvir/paritaprenavir/ritonavir associato a dasabuvir; tutti questi farmaci sono stati immessi in commercio in Italia da dicembre 2014 ad oggi.

La novità di queste terapie è rappresentata dal fatto che, se pure con percentuali diverse di successo in base al genotipo virale e all’entità del danno epatico, sembrano determinare, in una elevata percentuale di casi, l’eradicazione del virus dopo 3-6 mesi di trattamento.
Si tratta di farmaci molto costosi (da 37.000 a 15.000 euro a trattamento, con la necessità in taluni casi di associare due farmaci nello stesso paziente) che la Regione Emilia Romagna, seguendo i criteri stabiliti da AIFA con la determina del 5 dicembre 2014, ha stabilito di somministrare sia ai pazienti residenti e/o domiciliati in Emilia Romagna sia ai non residenti nella Regione ma che sono in carico ad uno dei 25 centri prescrittori della Regione.

Attualmente in Emilia Romagna sono circa 1210 i pazienti in cura con i nuovi farmaci antivirali, mentre quelli seguiti dai centri che presentano i criteri definiti da AIFA per il trattamento nei prossimi sei-nove mesi sono circa 2500.
In merito ai termini dell’accordo negoziale fra l’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) e le Ditte produttrici esistono importanti differenze in particolare nella applicazioni degli sconti rispetto al prezzo dichiarato in Gazzetta Ufficiale; ad esempio l’Azienda Farmaceutica Gilead che ha messo in commercio il primo di questi farmaci, il Sovaldi® e più recentemente Harvoni® ha preferito tenere segreti, i termini degli accordi per evitare che altri Paesi possano chiedere sconti analoghi (ove questo sia inferiore a quello pagato in altre nazioni). Nel caso di Sovaldi® il prezzo di partenza per un trattamento è di di 37.000 € (IVA esclusa) a cui seguiranno sconti progressivi in base alle quantità di farmaco prescritto, ma l’entità di tale sconto non è nota. Per altri farmaci le condizioni negoziali sono invece diverse e meno segrete. Per tutti il costo per le strutture pubbliche della terapia completa sarà lo stesso che la durata sia di 12, che di 24 o 48 settimane.
E’ quindi evidente che i costi per la Regione sono elevatissimi, tali da mettere a dura prova il bilancio sanitario ed inoltre non è chiaro, al momento, quanto il Ministero contribuirà alla spesa.

Ciò premesso, Federconsumatori, alla luce delle posizioni prese anche a livello nazionale, denuncia una serie di anomalie in merito alla gestione, da parte del Ministero della Salute e di
AIFA , cosa che purtroppo si ripete troppo spesso quando in ballo ci sono interessi che girano attorno alle grandi Aziende Farmaceutiche.
Federconsumatori Emilia Romagna si interroga sulla gestione della trattativa condotta da AIFA con le case farmaceutiche produttrici di questi farmaci antivirali e in particolare contesta l’eccessiva durata del contratto con Gilead , produttrice del Sovaldi, ed il suo carattere di segretezza e comunque la impossibilità di mettere in libera concorrenza fra loro i farmaci anti epatite C attualmente in commercio in Italia.
Pertanto Federconsumatori continua il suo impegno per la trasparenza del prezzo dei farmaci, in particolare di quelli salvavita venduti a costi molto elevati anche richiedendo un incontro al Ministero della Salute.

 

 

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Cartello Novartis – Roche: le iniziative di Federconsumatori

La Federconsumatori ha deciso di intervenire a tutto campo nello scandalo dei farmaci anticecità della Novartis-Roche, incaricando un pool di avvocati di procedere legalmente.

L’esemplare sanzione dell’Antitrust ha messo in luce una clamorosa violazione alla normativa sulla concorrenza, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute di circa un milione di cittadini del nostro Paese che sono stati costretti, per curarsi e scongiurare la cecità, a spendere per un prodotto anche meno efficace, il Lucentis, una somma dieci volte maggiore rispetto all’Avastin, con un gravissimo danno non solo per il Servizio Sanitario Nazionale (si stima pari a 45 milioni di Euro solo nel 2012), ma anche per i cittadini stessi.

La Federconsumatori, pertanto, sta esaminando la possibilità di avviare un’azione risarcitoria (che potrebbe comprendere anche una grande class action).

Per quanto riguarda l’impugnativa avanti al TAR da parte della case farmaceutiche del provvedimento dell’Antitrust intendiamo intervenire a sostegno della disposizione dell’Autorità.

In tale sede, la Federconsumatori chiederà la conferma del provvedimento stesso.

Ma non basta. La Federconsumatori sia in proprio, che per i cittadini danneggiati intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale che dovesse scaturire dall’indagine dell’Autorità Giudiziaria in corso sia a Torino che a Roma.

La Federconsumatori invita i cittadini che hanno subito un danno per le azioni anti-concorrenziali delle due case farmaceutiche ad inviare per e-mail o presentarsi presso le nostre sedi (a Bologna, Via del Porto 16 – tel 051/6087120 – email info@federconsumatoribologna.it) per comunicare l’adesione all’iniziativa suddetta con la descrizione delle modalità con le quali sono venuti a contatto dei farmaci interessati dalla procedura Antitrust, conservando la documentazione relativa alle prescrizioni ed all’acquisto dei farmaci.

E.A.

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Farmaci generici: una guida

È disponibile sul nostro sito e presso la sede di Federconsumatori Bologna di Via del Porto 16 a Bologna il nuovo opuscolo informativo sui farmaci equivalenti.

Ad oltre sette anni dall’adozione della Direttiva Europea che ha dato il via libera alla produzione e commercializzazione di farmaci “generici”, c’è ancora confusione da parte degli utenti, e qualche sacca di resistenza da parte dei farmacisti e  dei medici.

L’opuscolo Federconsumatori, curato dall’Avv Annalisa Bettini, già responsabile dello sportello sanità dell’associazione, vuole fare chiarezza sulla normativa e fornire un’ultile riferimento per chiunque abbia ancora dei dubbi e voglia saperne di più.
L’opuscolo è disponibile in formato PDF qui:

Opuscolo Farmaci Equivalenti

 

 

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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Cosa c'è da sapere sui farmaci equivalenti

In questi  mesi di Governo Monti, pesantemente segnati dalla crisi economica, la sanità pubblica ha dovuto subire drastici tagli alle risorse, che hanno messo in discussione l’universalismo del Sistema Sanitario Nazionale.

Inoltre le norme relative al settore sanitario – in particolare quelle sull’obbligo di indicare il principio attivo nelle prescrizioni di farmaci generici – sono state più volte modificate. Dalle numerose segnalazioni registrate dalle nostre sedi emerge che le idee di molti cittadini al riguardo sono piuttosto confuse, anche a causa della carenza di informazioni da parte del Ministero della Salute. Riteniamo pertanto utile ribadire quali siano le linee guida da seguire in merito all’obbligo, da parte dei medici, di riportare nella ricetta il principio attivo del medicinale:

1 – Un medico che curi un paziente per la prima volta, per una patologia cronica o per un nuovo episodio di malattia non cronica per il cui trattamento sono disponibili più farmaci equivalenti, è tenuto ad indicare nella ricetta il principio attivo del medicinale. In questi casi non è dunque valida la prescrizione in cui non venga indicato il principio attivo.

2 – Nella ricetta può essere indicata anche la denominazione di un farmaco specifico a base dello stesso principio attivo: tale indicazione risulta vincolante per il farmacista solo se accompagnata da una sintetica motivazione scritta dal medico.

3 –  L’indicazione di un medicinale specifico nella ricetta risulta vincolante anche quando il prezzo del farmaco stesso sia pari a quello del rimborso. In questo caso, però, il vincolo è subordinato alla volontà del cliente, che al momento dell’acquisto può chiedere la sostituzione con un altro farmaco: se il costo del medicinale richiesto è superiore a quello di rimborso, il cliente deve pagare la differenza tra i due prezzi.

Federconsumatori sta provvedendo ad avviare una capillare campagna di informazione presso le proprie sedi e presso le strutture sanitarie, per fare in modo che i cittadini dispongano di tutte le notizie utili per tutelare la propria salute.  A Bologna sono attivi due sportelli dedicati alla sanità, in Via del Porto e all’interno dell’Ospedale Maggiore, curati dall’Avv.Annalisa Bettini. Per informazioni, è possibile chiamare lo 051/6087120

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo svilupppo economico

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Liberalizzazioni: si può fare di più e meglio

Sarà che sono trascorsi 5 anni dai provvedimenti sulle liberalizzazioni  (che il Governo Berlusconi aveva reso inefficaci), sarà che la situazione economica del Paese e il reddito medio delle famiglie hanno assunto dimensioni di vera crisi, sara’ che in questa situazione  non è più tollerabile la posizione di previlegio di diverse categorie,  sarà che le lobby rappresentate in Parlamento hanno esercitato tutti i sistemi di pressione possibile, sarà che la campagna mediatica nei giorni precedenti il varo del Decreto è stata pressante, sta di fatto che  analizzando i provvedimenti assunti ci sono diversi punti sui quali – pensiamo – si poteva fare di più e meglio e anche questa volta molti cittadini-consumatori sono rimasti delusi.

Le nuove norme avrebbero dovuto garantire un’apertura forte di molti settori alla concorrenza, per favorire lo sviluppo e la modernizzazione del nostro Paese e per dare risposte concrete alle famiglie che hanno subito una  diminuzione  del potere d’acquisto  dell’1,9%, secondo gli ultimi dati Istat.

La riforma dell’azione giudiziaria collettiva, la cosiddetta class action, non compare piu’ nel pacchetto delle misure adottate,  i consumatori si attendevano la definizione di una pratica migliore rispetto all’attuale impossibilità’ di metterla in atto. Si spera che la decisione sia solo rimandata, intanto rimane il privilegio concesso a tante grandi aziende che troppo spesso attuano  pratiche scorrette.

La misura più attesa dai consumatori era senz’altro quella sulla benzina, visto i continui rincari: prevedere la possibilità per i benzinai (sia proprietari che non) di acquistare i carburanti in modo libero da grossisti e rivenditori diversi dal marchio dell’impianto. Le misure adottate invece sono marginali e non rispondono alla situazione .

E’ scomparsa anche la possibilità di poter acquistare farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta medica, ma a totale carico del cittadino)  negli ipermercati e nelle parafarmacie: questa opportunità avrebbe  potuto creare circa 5mila nuovi posti di lavoro, determinando, grazie alla concorrenza che si sarebbe aperta, un abbattimento dei prezzi dei singoli prodotti con  un risparmio calcolato tra i 250 e i 500 milioni di euro l’anno.

Le banche anche stavolta escono sostanzialmente indenni dal decreto: nessuna riduzione dei costi sulle commissioni a carico del cittadino.

Sulle polizze assicurative, necessarie per accendere un mutuo, ci si aspettava che venisse eliminato l’obbligo di sottoscrizione, mentre la nuova norma prevede solo la scelta fra due preventivi.

Da registrare, tra le positività del Decreto, il fatto che per i “servizi pubblici locali”, per i quali sono favoriti gli accorpamenti e le aggregazioni di aziende, è annullato il divieto alla gestione del servizio idrico: una vittoria per  i comitati referendari.

Positiva anche la decisione della separazione proprietaria della rete del gas di Snam da Eni, iniziativa che potrebbe favorire  un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale, garantendo un migliore sviluppo della rete infrastrutturale e l’accesso «libero» degli operatori, consentendo fra l’altro di abbassare i prezzi finali al consumatore.

Siamo comunque all’inizio di un processo, come ci testimoniano i cittadini che ogni giorno vengono ai nostri sportelli per chiedere assistenza, in cui è forte la domanda di giustizia sociale: troppe le famiglie che vivono a reddito fisso con sacrifici sempre più duri rispetto a tante altre che invece continuano a godere di alte rendite, vantaggi e abusi fiscali.

Maurizio Gentilini, Presidente Federconsumatori Bologna

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Il mercato dei farmaci contraffatti

In Italia il mercato dei farmaci contraffati,  il ricorso alle farmacie illegali online e l’acquisto dei farmaci contraffatti sta crescendo: le persone che acquistano farmaci on line e dalle e-pharmacy, spinte dalla convinzione siano meno costosi, sono circa l’1% della popolazione, ma la stima è probabilmente al ribasso.
A seguito di un’indagine svolta sul territorio nazionale presso i medici di base,  il 72% di loro sospetta che i propri pazienti abbiano assunto farmaci contraffatti e il 40% del campione ritiene che i propri pazienti acquistino farmaci online.

Tuttavia, meno del 20% di coloro che acquistano farmaci on line è consapevole dell’illegalità dell’acquisto. Spesso il consumatore, seppure consapevole di effettuare un acquisto illegale, non si rende conto del rischio che corre.

Spesso i farmaci falsi acquistati on line contengono sostanze innocue all’organismo umano oppure  sostanze che possono avere anche effetti pericolosi per la salute; in alcuni casi sono confezionati senza il numero di lotto con una di scadenza falsa oppure privi di foglietto illustrativo; in altri casi contengono le stesse sostanze del farmaco originale,ma con dosaggio diverso (maggiorato o diminuito); altri ancora non contengono nessun principio attivo, oppure contengono sostanze diverse dal farmaco originale, che con questo non c’entra nulla.

Insomma, i rischi legati all’acquisto di farmaci contraffatti sono numerosi.

Per “ farmaco contraffatto” si intende un arco vasto di fenomeni, ove il medicinale contraffatto può non avere necessariamente fra i suoi componenti il principio attivo oppure averlo solo in parte oppure può essere presente in quantità superiore; può essere stato prodotto in luoghi non autorizzati, non controllati, con materie prime falsificate. In tutti questi casi il farmaco, semplicemente, non è ciò che dovrebbe essere. In casi estremi ma purtroppo non più rarissimi il farmaco contenuto è un altro. Inoltre, può esserci l’eventualità, al contrario, che vi sia la sostanza farmacologica laddove invece non è dichiarata. Inoltre, si pensi ai prodotti di origine naturale o agli integratori, che vengono contraffatti con l’aggiunta di sostanze attive all’insaputa del consumatore.

Se poi nella pastiglia sono presenti ingredienti pericolosi o allergeni non dichiarati in etichetta, i danni per la salute si moltiplicano.

Un ruolo importante di verifica sui farmaci è svolto dall’Agenzia Italiana del Farmaco. Insieme alla Impact Italia (che contrasta la contraffazione dei farmaci), L’Agenzia Italiana del Farmaco ha evidenziato drammaticamente che quasi tutti i prodotti inviati dai siti illegali sono falsificati. In Italia il commercio di farmaci on line si concentra soprattutto su due tipologie: farmaci per disfunzioni erettili, che vengono acquistati online perché più economici di quelli presenti nei canali nazionali (ad esempio il Viagra) oppure prodotti divenuti illegali, come quelli antiobesità, che vengono dunque comprati dai siti internet.

Fortunatamente il settore è destinato ad evolversi in senso favorevole alla salute del consumatore, per l’impatto che presumibilmente avranno la  Direttiva 2011/62 e la Convenzione MediCrime, che consentono gravi sanzioni penali nei casi di contraffazione.

Parallelo al mercato dei farmaci contraffatti, e differente da questo,  è il commercio dei farmaci di importazione parallela che possono avere confezioni leggermente diverse rispetto a quelli provenienti dai canali tradizionali, ma sono legali. In genere il farmaco importato è venduto regolarmente in farmacia con scatola e regolare bugiardino nel rispetto di tutte le indicazioni previste dalla normativa italiana. L’importazione dei farmaci ha origine dal principio della libera circolazione delle merci nel mercato dell’Unione Europea ed è autorizzata e controllata dall’AIFA.

L’importazione dei farmaci, pur se perfettamente legale, presenta tuttavia pochi vantaggi per il consumatore in quanto i farmaci importati sono pochi e prevalentemente in fascia C (quindi a carico dei cittadini) e la differenza di prezzo (superiore in partenza a vantaggio dell’acquirente) si perde nella catena distributiva in quanto quest’ultima si allunga di due passaggi che influiscono sul prezzo finale riducendo la convenienza per il consumatore.

Avv. Annalisa Bettini  – Coordinatrice sanità Consulta Legale Federconsumatori Bologna.

Continua l’attività della Federconsumatori di Bologna per l’informazione  e la tutela  sui diritti, sui servizi e sulle segnalazioni in materia sanitaria, con gli sportelli aperti ai cittadini presso l’Ospedale Maggiore dalle 9 alle 12,30 ogni mercoledì (con libero accesso) e in via del Porto, 12 a Bologna (previa prenotazione telefonica allo 051/6087120).

(Foto di erix! Erich Ferdinand su Flickr.com)

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Liberalizzazione del settore farmaceutico: dibattito 16/9/11

Proseguono gli incontri di Federconsumatori con i cittadini all’interno della Festa de L’Unità di Bologna.

Il giorno 16 settembre 2011, a partire dalle 19.30 , nella Sala Spazio Associazioni si parlerà di liberalizzazione del settore farmaceutico, di quanto è stato fatto e di quanto c’è ancora da fare.
Saranno presenti e risponderanno alle domande dei cittadini:

– Sen. Rita Ghedini
– Maurizio Cevenini: Comune di Bologna
– Giuseppe Debbi: Vicepresidente Anpi
– Bertaglia Patrizia: Presidente Anpi Bologna
– Mauro Zanini: Vicepresidente  Federconsumatori
– Rappresentanti delle Amministrazioni e delle categorie del settore.

Si invitano i cittadini a partecipare

volantino festa unità 2011 farmacie

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