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Multa di due milioni a Costa Crociere

Nei giorni scorsi l’Autorità Antitrust ha sanzionato Costa Crociere per 2 milioni di euro per non aver informato i passeggeri delle crociere “NeoRiviera” e “Paradisi sul mare” né della situazione di emergenza sanitaria in Madagascar né della modifica degli itinerari previsti al momento dell’acquisto del viaggio. La compagnia avrebbe dovuto invece informare con congruo anticipo i viaggiatori, per dare modo a questi ultimi di recedere o meno dal contratto in ragione della variazione del programma di viaggio.

L’AGCM ha quindi accertato la pratica commerciale scorretta attuata dalla società, che si è giustificata sostenendo di aver agito per “preservare l’esperienza di viaggio” dei clienti. Abbiamo tuttavia la spiacevole impressione che la compagnia si stia arrampicando sugli specchi per giustificare in qualche modo un comportamento non solo illusorio e poco trasparente, ma che dimostra anche scarsissima considerazione delle esigenze degli utenti. La tutela e la cura del cliente dovrebbero costituire obiettivi prioritari per qualsiasi soggetto che commercializzi beni e servizi al pubblico e ancora di più per una società che, come Costa, fornisce servizi relativi al tempo libero, ma è evidente che in questo caso purtroppo non è stato così.

Come Federconsumatori riteniamo utile ribadire che in situazioni di questo tipo gli utenti devono poter ottenere un risarcimento del danno subìto a causa dell’inadempimento contrattuale. Purtroppo si tratta, al momento, di un provvedimento amministrativo che non dà automaticamente diritto al rimborso. Tale provvedimento, inoltre, è soggetto ad una possibile impugnazione davanti al TAR ed eventualmente anche al Consiglio di Stato, pratica spesso adottata dalle aziende per allungare i tempi, nella speranza di scampare ai rimborsi.

La Federconsumatori, a seconda dell’evoluzione che intraprenderà la vicenda sul piano giudiziario, è pronta ad intervenire per tutelare i cittadini coinvolti e far ottenere loro il dovuto risarcimento.

Nel frattempo suggeriamo ai viaggiatori coinvolti di trasmettere a mezzo raccomandata o pec una richiesta di risarcimento danni, al fine di interrompere la prescrizione.

Per informazioni, consulenze e assistenza i cittadini interessati possono rivolgersi alle sedi Federconsumatori, per la provincia di Bologna si può chiamare lo 051/6087120 o scrivere su info@federconsumatoribologna.it.

Qui il testo del provvedimento

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Attenzione alle ricariche TIM

Nelle scorse settimane si sono moltiplicate le segnalazioni degli utenti in merito alla “Ricarica+” di TIM, definita dall’azienda una “offerta” riservata alle sim ricaricabili e attivata sui tagli da 5 e 10 euro. Pur recandosi, come di consueto, dal tabaccaio, in edicola o al bar e chiedendo di ricaricare la sim con 5 o 10 euro, gli utenti hanno lamentato una diminuzione di credito, dovuta all’attivazione dell’offerta “Ricarica+” che, al costo di 1 euro, include un bonus di giga per la navigazione su internet e di minuti di conversazione nonché la partecipazione ad un concorso a premi. L’utente, quindi, convinto di ricaricare ed avere a disposizione l’importo per intero come sempre, si è ritrovato con un importo inferiore rispetto a quanto effettivamente pagato, proprio perché 1 euro è stato utilizzato in automatico per l’attivazione dell’offerta “Ricarica+”. E’ importante sottolineare che per alcuni canali di acquisto, come tabaccherie, edicole, bar e sito internet, non è possibile scegliere di eliminare l’attivazione dell’offerta “Ricarica+” e acquistare una ricarica standard intera”, pertanto l’utente non ha alternative e subisce, se non correttamente informato, l’attivazione di un servizio senza averlo scelto.

Nei giorni scorsi si è svolto un incontro tra TIM e le nostre Associazioni, nel corso del quale abbiamo sottolineato la necessità di ripristinare il diritto di scelta degli utenti, lasciando che “Ricarica+” si configuri in tutto e per tutto come un’offerta, trasparente ed opzionale. Abbiamo anche chiesto all’azienda di affiancare ai tagli “classici” e conosciuti dai consumatori da 5 e 10 euro, i tagli “Ricarica +” da 6 e 11 euro, eliminando la possibilità di dar adito a spiacevoli equivoci. L’azienda, tuttavia, non ha fatto altro che modificare il nome del prodotto in “Offerta Ricarica+”, predisporre un’informativa più dettagliata destinata ai punti vendita e accordare la possibilità di chiedere un rimborso nel caso in cui il cliente non si accorga o non venga informato correttamente sull’offerta, attivata suo malgrado. Come dimostra anche il numero crescente del contenzioso gestito dalle Associazioni, TIM continua a portare avanti una condotta che risulta poco trasparente e poco attenta alla fiducia che i consumatori – per la maggior parte clienti storici dell’azienda – ripongono nell’azienda stessa. Se è vero che le ricariche standard sono presenti in altri canali di vendita, soprattutto digitali, è comunque innegabile che molti utenti preferiscano rivolgersi ai punti vendita fisici. Si tratta di una policy che si ripercuote sulla fascia più debole ed “abitudinaria” dei consumatori, in particolare quelli di età avanzata che spesso hanno scarsa dimestichezza con gli strumenti tecnologici.  Da questa prospettiva la possibilità di chiedere un rimborso attraverso il Servizio Clienti appare non tanto come il riconoscimento di un diritto, quanto una sorta di “premio di consolazione” da parte dell’azienda.

Raccomandiamo dunque agli utenti di prestare la massima attenzione prima del pagamento, scegliendo con cura il prodotto e la ricarica che intendono acquistare e rivolgendosi sempre al servizio clienti o alle associazioni dei consumatori per far valere i propri diritti, prima attraverso un reclamo e poi – se necessario – con la conciliazione paritetica. In qualità di Associazioni che tutelano i consumatori, continueremo a portare avanti tutte le azioni possibili per garantire la trasparenza dei servizi e per impedire che le aziende applichino condotte scorrette e lesive dei diritti degli utenti.

 

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Blue Panorama multata di un milione di euro anche grazie alla nostra segnalazione

L’AGCM ha emesso una sanzione di un milione di euro nei confronti di Blue Panorama, chiudendo l’istruttoria aperta nei confronti della compagnia per l’applicazione della cosiddetta “policy sul nominativo”. In caso di omissione dell’eventuale secondo/terzo nome o cognome del passeggero o di alterazione/mancanza di alcune lettere nel nominativo stesso, la compagnia esigeva il pagamento di un nuovo biglietto per il viaggio già acquistato nonché il versamento di una penale di 50 euro. I passeggeri, inoltre, non venivano in nessun modo pre-allertati e la penale veniva applicata anche quando l’alterata annotazione del nominativo non era frutto di un errore del cliente ma dipendeva dal funzionamento del sistema di acquisto on line (in particolare a causa dello spazio limitato disponibile per l’inserimento dei dati).

L’Antitrust ha identificato tale comportamento come una pratica commerciale scorretta, sancendone così l’illegittimità. In particolare l’Autorità ha rilevato che “La richiesta della suddetta penale, che avveniva direttamente in aeroporto, nell’imminenza del volo e a pena di divieto d’imbarco, è risultata sostanzialmente indipendente da esigenze di sicurezza della circolazione aerea” . Per la vlutazione dell’entità della sanzione, l’AGCM ha tenuto conto “della diffusività della condotta che ha interessato un numero elevatissimo di consumatori e delle evidenze istruttorie da cui emergeva il chiaro obiettivo di incrementare i ricavi aziendali“.

Invitiamo pertanto gli utenti coinvolti a rivolgersi a Federconsumatori per valutare la possibilità di presentare un reclamo e un’eventuale richiesta di rimborso delle somme pagate e non dovute. Chiamateci per appuntamento al n.051/6087120 o scriveteci su info@federconsumatoribologna.it.

A tale proposito occorre sottolineare che il provvedimento non dispone l’obbligatorietà dei risarcimenti: ciò non esclude, comunque, la possibilità di avanzare al vettore una richiesta in questo senso da parte dei cittadini interessati.

Considerando poi che l’AGCM ha disposto il divieto di prosecuzione della condotta, chiediamo a chiunque riscontri una eventuale ulteriore applicazione di questa policy di segnalarci il problema.

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Buy & Share: il sistema è ingannevole e aggressivo. Multa dell’Antitrust a sei siti

L’Antitrust ha multato per oltre un milione di euro complessivi sei operatori che utilizzavano il sistema “buy&share”, in base al quale  i consumatori acquistavano prodotti ad un prezzo particolarmente scontato, versando immediatamente il prezzo, salvo poi dover attendere, per la consegna, che altri consumatori effettuassero un analogo acquisto. i consumatori dovevano anche  attivarsi per attirare  nuovi acquirenti. I venditori multati sono girada.com, zuami.itbazaza.it, listapro.it,shopbuy.it, ibalo.it 66×100.com.

Dal comunicato stampa dell’AGCM:

L’Autorità ha accertato che, in realtà, il pagamento richiesto costituisce una mera prenotazione del bene e non il prezzo scontato di acquisto del bene medesimo. Infatti, solo le prenotazioni e i versamenti effettuati da altri consumatori consentono al primo consumatore di conseguire il bene prescelto al prezzo di prenotazione. Nel caso di attesa nella lista del venditore, inoltre, non vengono resi noti i meccanismi di funzionamento, scorrimento della stessa lista ed i tempi di attesa, aspetti che rendono estremamente aleatorio l’ottenimento e la consegna del bene.

Gli accertamenti istruttori hanno altresì evidenziato che ai consumatori viene impedito l’esercizio di diritti contrattuali, ovvero di essere rimborsati di quanto originariamente versato, di acquisire il prodotto ad un prezzo di mercato e di esercitare il diritto di recesso.

Le violazioni del Codice del Consumo rilevate sono state ritenute gravi in considerazione delle condizioni particolari e aleatorie dell’offerta, in grado di attrarre un numero sempre crescente di prenotazioni e di ingannare un numero crescente di consumatori, nonché condizionare indebitamente coloro che vi hanno aderito.

Gli operatori coinvolti sono stati complessivamente sanzionati dall’Autorità per oltre un milione di euro, così ripartito:

Girada S.r.l.s. (PS10842B sito: girada.com), sanzione 350.000;

Zuami S.r.l.s. (PS11175 sito: zuami.it), sanzione 100.000;

Gladiatori Roma s.r.l.s. (PS11211 sito: bazaza.it e listapro.it), sanzione 200.000;

SHOP BUY S.r.l.s. (PS11262 sito: shopbuy.it), sanzione 150.000;

IBALO S.r.l.s (PS11283 sito: ibalo.it) sanzione 130.000;

E CO WORLD (PS11261 sito: 66×100.com), sanzione 100.000.

Nel corso dei procedimenti, l’Autorità si è avvalsa della collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

I testi dei provvedimenti sono disponibili sul sito dell’AGCM

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Sky multata per i pacchetti calcio

L’Antitrust ha multato SKY per pratica commerciale aggressiva e pubblicità ingannevole, per un totale di 7 milioni di euro. SKY è stata accusata di non aver chiarito che il suo abbonamento calcio non comprendeva, a partire dalla stagione 2019-2019, tutte le partite di serie A, ma solo quelle che non sono state assegnate a DAZN.

Il consumatore, quindi, in assenza di adeguata informativa, sarebbe caduto nell’errore di ritenere l’abbonamento completo come negli anni precedenti, mentre in realtà era comprensivo solo di 7 partite su 10.

Inoltre, a causa della condotta aggressiva di SKY, i vecchi abbonati sono stati costretti a scegliere tra due opzioni, entrambe svantaggiose: o proseguire con un pacchetto ridotto, o recedere dal contratto in modo oneroso, perdendo gli sconti e le promozioni e pagando una penale.

La decisione dell’Antitrust apre la strada, per i consumatori che hanno subito un danno dalla pratica scorretta di SKY, alla possibilità di avviare reclami e domande di conciliazione al CoReCom. La nostra associazione è disponibile a dare assistenza: chiamateci per appuntamento al n.051/6087120.

Qui il testo del provvedimento.

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RyanAir: per l’Antitrust la nuova policy sul bagaglio a mano è ingannevole

È di poche ore fa l’annuncio dell’avvio del procedimento Antitrust contro RyanAir in seguito alla nostra segnalazione delle scorse settimane sul nuovo regolamento tariffario per il trasporto dei bagagli a mano che sarà in vigore dal 1 novembre.
Nel momento in cui è stata annunciata la possibilità di portare a bordo gratuitamente solo una piccola borsa personale e l’obbligo di pagare una cifra compresa tra 8 e 10 euro per il trasporto del classico trolley da cabina, abbiamo richiamato l’attenzione dell’Authority su un comportamento che costituisce a tutti gli effetti una pratica commerciale scorretta e ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiesto chiarimenti a RyanAir, prospettando sanzioni pecuniarie e confermando la pressoché inesistente trasparenza tariffaria che caratterizza i prezzi imposti dalla compagnia irlandese: l’AGCM, dandoci pienamente ragione, ha sottolineato che il trasporto del bagaglio a mano è da considerare come un “elemento indispensabile del servizio di trasporto passeggeri”, quindi l’imposizione di un sovrapprezzo provoca una “falsa rappresentazione del reale costo del biglietto” che incide sulla comparazione con i prezzi applicati dalle altre compagnie. Anche l’Autorità ha rilevato, così come da noi segnalato, che le continue modifiche apportate al regolamento creano confusione negli utenti e aumentano “il rischio di incorrere in sovraccosti”.

Naturalmente Federconsumatori accoglie con favore l’intervento dell’Antitrust e, considerando che RyanAir non è nuova a comportamenti non esattamente corretti e trasparenti, esortiamo gli utenti a scegliere con cura il vettore al momento dell’acquisto del biglietto, comparando con la massima attenzione il prezzo finale, e a segnalarci qualsiasi tipo di problematica con la compagnia. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale; per la provincia di Bologna si può chiamare il numero 051/6087120.

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Attenzione ai falsi incaricati Federconsumatori!

Da tempo, ormai, riceviamo numerose telefonate da parte di cittadini che ci segnalano l’attuazione di una pratica commerciale  scorretta  di diversi gestori di energia elettrica e gas e nel mese di agosto i casi sono diventati particolarmente frequenti.

Gli operatori di alcune aziende si spacciano per dipendenti della Federconsumatori, mirando così ad aumentare la propria credibilità e soprattutto sperando che questo induca gli utenti a sottoscrivere i contratti. Le segnalazioni che abbiamo ricevuto descrivono sempre la stessa dinamica: l’incaricato contatta l’utente telefonicamente oppure si reca di persona presso la sua abitazione, spiegando che da alcune indagini effettuate dall’Associazione sarebbero emersi prezzi eccessivi per le forniture di luce e gas nella zona di residenza del potenziale acquirente.

Si tratta di una vera e propria truffa, che mette in cattiva luce la Federconsumatori, sfruttandone illegittimamente il nome e la reputazione, e inganna i potenziali clienti.

La nostra Associazione è senza scopo di lucro, non vende nulla a nessuno e non certifica né garantisce prodotti o aziende: il nostro lavoro consiste nel tutelare e difendere i diritti dei cittadini.

Invitiamo dunque a prestare la massima attenzione nella sottoscrizione di nuovi contratti per la fornitura di energia elettrica e gas, non dando credito a questi falsi operatori. Vista la gravità di quanto accade, esortiamo chiunque riceva tali proposte ad effettuare una segnalazione alle forze dell’ordine e a comunicare l’episodio alla Federconsumatori Nazionale, telefonando al numero 06 42020755-59-63.

Grazie per la collaborazione

 

 

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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