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Diamanti: ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti!

Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”,
tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm,
rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore
Poloni e responsabile della task force Annibale Ottolina.
Nel corso dell’incontro, le AA.CC. hanno espresso il pesante disagio dei risparmiatori che hanno investito in
diamanti, le giuste aspettative di ristoro di quanto investito, la buona pratica di altre banche che hanno
proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.
L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle AA.CC. sullo stato d’animo dei clienti, ha
ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia
delle posizioni coinvolte.
Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i
risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo
dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.
Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la
società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore
invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.
A fronte delle proposte delle AA.CC., l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno
dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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Banche venete: si può chiedere il rimborso fino al 30 SETTEMBRE

I possessori di obbligazioni subordinate emesse dalle banche venete in difficoltà (Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e  Veneto Banca S.p.A) possono recuperare l’80% del loro investimento accedendo al Fondo di solidarietà interbancario di tutela dei depositi. Si è quindi aperta anche per loro la strada già intrapresa dai possessori di subordinate delle cosiddette “quattro banche” (Carife, Banca Etruria, CaRiChieti e Banca Marche).

Il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha dato la disponibilità a indennizzare per il rimanente 20% gli investitori in strumenti finanziari subordinati emessi dalle due banche. Come concordato con il citato Gruppo, il Fondo Interbancario provvederà direttamente al rimborso – in nome e per conto di Intesa Sanpaolo – della quota del 20% di sua pertinenza. In tal senso, gli investitori dovranno effettuare un’unica istanza al FITD per l’intero ammontare dell’indennizzo.

Potranno presentare le domande di accesso al Fondo  solo coloro che hanno acquistato le obbligazioni subordinate entro la data del 12.06.14 e che hanno un reddito complessivo ai fini IRPEF calcolato al 31.12.14 inferiore a € 35.000  ovvero un patrimonio posseduto al 31.12.2015 inferiore a € 100.000.

La richiesta di rimborso deve essere inoltrata, utilizzando la modulistica presente sul sito del Fondo, corredata di tutta la documentazione, entro e non oltre il 30 settembre 2017

Per avere il nostro supporto nell’inoltro della domanda ci potete chiamare al n.051/6087120 e fissare appuntamento.
Gli orari del nostro centralino sono i seguenti; lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17 (a partire dal 28 agosto)

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Proroga per la richiesta di rimborso per le obbligazioni di 4 Banche

Sono stati riaperti i termini per la presentazione dell’istanza di rimborso delle obbligazioni subordinate emesse dalla Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, dalla Cassa di risparmio di Ferrara, dalla Banca Marche e dalla Cassa di risparmio della Provincia di Chieti.

Il termine utile è stato posticipato al 31 maggio 2017,ed è stato chiarito che per il computo del patrimonio mobiliare (uno dei requisiti per accedere al Fondo è di non avere un patrimonio mobiliare superiore ai 100.000 euro), vanno escluse le obbligazioni subordinate per le quali viene presentata l’istanza di rimborso.

Alla luce di queste novità, invitiamo tutti coloro che hanno acquistato obbligazioni dalle quattro banche salvate e non hanno ancora chiesto il rimborso a contattarci tramite il numero al n.051/6087120 per fissare un appuntamento,  tramite indirizzo di posta elettronica a info@federconsumatoribologna.it o sui social dalla nostra pagina Facebook .

feder bologna

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.
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Vodafone e H3G dovranno rimborsare gli utenti

L’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) ha disposto l’obbligo per Vodafone e H3G di rimborsare i propri utenti per gli importi addebitati a causa di collegamenti involontari alla segreteria telefonica.

Nel comunicato stampa del 2 dicembre, l’AGCOM spiega che, in base alle segnalazioni ricevute, molti utenti ricevevano addebiti sul proprio conto per connessioni al servizio di segreteria telefonica del tutto involontarie, dovute al semplice sfioramento del relativo tasto della smartphone. Ad entrambi gli operatori sono state chieste misure per ovviare al problema e il rimborso ai clienti, pari ad euro 0,20 per ogni contatto nel caso di H3G e 1,50 euro al giorno in caso di utilizzo per gli utenti di Vodafone.

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Obbligazioni subordinate delle 4 banche in crisi: partono i primi rimborsi

Dopo una lunga e faticosa lotta, con manifestazioni delle associazioni dei consumatori e dei risparmiatori davanti alle sedi del Governo, degli Enti locali, delle banche interessate e della Consob, sono stati varati i provvedimenti per ottenere il rimborso per i risparmiatori in possesso di obbligazioni subordinate emesse dalla Banca Etruria, dalla Cassa di Risparmio di Ferrara, dalla Banca Marche e dalla Cassa di Risparmio di Chieti.

La procedura prevede il rimborso automatico di un massimo dell’80% del valore dei titoli di cui si è in possesso.
Sono ammessi al rimborso automatico solo coloro che hanno un reddito inferiore a € 35.000 oppure  un patrimonio mobiliare, ovvero un portafoglio titoli, inferiore a € 100.000.

Per chi non rientra in questa situazione, al momento è al vaglio del Consiglio di Stato la procedura di arbitrato, che però non è ancora operativa. Alla stessa procedura potrà ricorrere chi fosse intenzionato ad ottenere il rimborso del 100% del valore delle obbligazioni, chi fosse in possesso di azioni e chi per qualsiasi motivo non fosse ammesso alla procedura di rimborso automatico. Naturalmente l’esito dell’arbitrato non è scontato.
La domanda per il rimborso automatico deve essere corredata di documenti comprovanti l’acquisto ed il possesso delle obbligazioni; sono ammesse al rimborso anche quelle eventualmente ereditate, purché la cosa sia dimostrabile con le normali procedure successorie.
Precisiamo infine che i valori suddetti riguardanti il reddito ed il patrimonio possono essere forniti con autodichiarazione, ma che in caso di dichiarazioni false o imprecise sono previste anche pene detentive.
Federconsumatori fornisce assistenza per informare sulla gestione della procedura e per l’inoltro delle richieste.

Allo stesso tempo prosegue la nostra lotta per ottenere una risposta risarcitoria per tutti i risparmiatori interessati, non escludendo il ricorso alle vie legali dove se ne verificassero le possibilità.

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Polizze dormienti: fino al 1 luglio si può chiedere il rimborso

Sono migliaia i risparmiatori che non hanno potuto riscuotere le polizze stipulate spesso dai genitori, perché trascorsi più di due anni dalla morte dell’assicurato. Le cosiddette “polizze dormienti”, trasferite con il capitale relativo al Fondo dormiente, senza possibilità di smobilizzarle.

Con il governo Monti i termini di prescrizione delle polizze vita furono protratti da 2 a 10 anni, per aver più tempo per recuperare i soldi di una polizza vita scaduta e dimenticata. La nuova normativa si applica però solo alle nuove polizze.

Per quelle già emesse, scadute e già devolute al Fondo, è possibile chiedere che vengano “risvegliate”, presentando l’apposita domanda.

Quindi chi possiede una polizza assicurativa scaduta prima del 1° luglio 2010 versata dalla compagnia nel Fondo dormienti ha tempo fino al 1° luglio 2016 per richiedere il rimborso.

Aventi diritto:

  • La scadenza della polizza (o la morte dell’intestatario) deve essere avvenuta dopo il 1° gennaio 2006;
  • La prescrizione di questo diritto deve essere avvenuta prima del 1° luglio 2010;
  • La compagnia che ha venduto la polizza deve aver rifiutato il pagamento del capitale, perché la polizza era prescritta e già trasferita al Fondo dormienti.

Fino al 1° luglio 2016 è possibile inviare la domanda. Bisogna in via prioritaria richiedere alla compagnia assicurativa l’attestazione in cui dichiara di aver devoluto la polizza al Fondo dormienti.

Il ministero dello Sviluppo economico ha stanziato 3,5 milioni di euro destinati ai rimborsi. Se la domanda sarà accolta, verrà pagato solo il 70% dell’importo della polizza.

Inoltre se le richieste saranno superiori alle risorse disponibili si procederà a un rimborso parziale anche della quota del 70%.

Per sapere se la richiesta è andata a buon fine bisognerà aspettare la fine di febbraio 2017quando il Ministero indicherà chi avrà diritto al pagamento e con che percentuale (il pagamento avverrà entro la fine di marzo 2017).

La Federconsuamtori di Bologna è a disposizione per fornire informazioni e l’assistenza per la presentazione delle richieste.

Maurizio Gentilini

presidente Federconsumatori Bologna

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Viaggi e rischio terrorismo: che fare

A seguito dei recenti attentati, molte persone hanno deciso di rinviare o annullare viaggi e voli già prenotati per le destinazioni più a rischio, in particolare Parigi, Bruxelles e Sharm-el-Sheik.

Sul sito della Farnesina Viaggiare Sicuri, al momento in cui scriviamo, non ci sono per Parigi o Bruxelles dei veri e propri “sconsigli”, ma si riportano le raccomandazioni delle autorità locali. Per questo motivo, non è possibile applicare le norme sull’impossibilità sopravvenuta della prestazione e molti Tour Operator non accettano di rimborsare i viaggi organizzati e pagati. Al contrario, alcune compagnie aeree si sono dimostrate più disponibili a spostare le prenotazioni.
È fuor di dubbio, secondo il nostro parere, che nonostante l’assenza di sconsiglio  le attuali condizioni di città come Bruxelles non permettano un soggiorno così come lo si era prenotato, a causa dei musei chiusi, della metropolitana bloccata e degli eventi cancellati. Pertanto, consigliamo a chi volesse annullare un viaggio organizzato e non riesce ad accordarsi con il Tour Operator per una data alternativa, di inviare comunque la richiesta di rimborso e in caso di diniego di contattarci per analizzare il caso concreto.

Anche per quanto riguarda Sharm-el-Sheik valgono le stesse considerazioni, soprattutto se nel pacchetto viaggi sono previste delle gite nel deserto o nei siti archeologici.

 

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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I nuovi indennizzi di Trenitalia per ritardi e climatizzatore guasto

Con comunicato stampa del 16 novembre, Trenitalia ha annunciato novità importanti sugli indennizzi e i bonus spettanti ai passeggeri per ritardi e mancata climatizzazione. I clienti dei servizi nazionali, Frecce e Intercity, già dopo 24 ore dal viaggio, hanno diritto a:

➡  bonus, pari al 25% del prezzo del biglietto acquistato,  in caso di ritardi compresi tra i 30 e i 59 minuti sulle Frecce Trenitalia;

➡  bonus, pari al 25% del prezzo del biglietto acquistato, o in alternativa un indennizzo in denaro, in caso di ritardi compresi tra i 60 e i 119 minuti per tutti i treni nazionali;

➡  bonus, pari al 50% del prezzo del biglietto acquistato, o in alternativa un indennizzo in denaro, in caso di ritardi pari o superiori a 120 minuti minuti per tutti i treni nazionali.

Gli abbonati alle linee Alta Velocità possono chiedere l’indennizzo, che sarà proposzionato al numero di prenotazioni effettuate, a partire da 24 ore dopo la scadenza dell’abbonamento.
È importante la possibilità di richiedere bonus o indennizzo anche nel caso di “biglietto globale” o “biglietto globale misto”, che prevedono l’utilizzo, nel primo caso, di più treni del trasporto nazionale in combinazione tra loro e, nel secondo caso, di treni del trasporto nazionale e regionale Trenitalia.
La domanda può essere presentata fino a 12 mesi successivi alla data in cui si è verificato il ritardo  o fino a 12 mesi dopo la la scadenza dell’abbonamento.

Per quanto riguarda invece il mancato funzionamento dell’impianto di climatizzazione, il bonus è pari al 25% del prezzo del biglietto per i treni  AV Frecciarossa e Frecciargento, Frecciabianca (esclusi i treni Internazionali in servizio interno) o IC. Il diritto si perde se a bordo treno viene offerta la sistemazione in un altro posto in classe  uguale o superiore  e il viaggiatore rifiuta di spostarsi. Se nello stesso viaggio si verifacano sia il ritardo, sia la mancata climatizzazione, i due bonus non si sommano, ma si ha diritto al solo bonus per il ritardo.

Ulteriori informazioni e aggiornamenti, comprese le modalità di presentazione della domanda, sono disponibili presso le biglietterie oppure  sul sito di Trenitalia a questi link:

Indennizzo ritardo
Indennizzo clima

 

 

 

Ester Anderlini
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Viaggio annullato: il Giudice di Pace di Bologna accoglie la richiesta di Federconsumatori e rimborsa per intero una turista

Due anni orsono, in occasione delle proteste in Egitto e del conseguente avviso della Farnesina, diversi Tour Operator avevano deciso di annullare i viaggi precedentemente organizzati e venduti, ma si erano rifiutati di rimborsare l’intero prezzo riscosso, trattanendo somme variabili tra i 50 e i 300 euro, a titolo di “quota iscrizione”.

Secondo il nostro parere, che è stato condiviso anche dall’Autorità Garante Concorrenza e Mercato, tali condotte costituiscono pratiche commerciali scorrette e sono contrarie a quanto disposto dal Codice del Turismo, che invece, all’art.42, afferma chiaramente il diritto del consumatore al rimborso della somma già corrisposta, in caso di annullamento del viaggio per cuase non imputabili al consumatore stesso.

Il Giudice di Pace di Bologna, al quale ci siamo rivolti per difendere i diritti di una nostra associata, ha aderito alla tesi proposta dalla nostra avvocatessa Paola Pizzi e ha condannato il Tour Operator al rimborso della somma trattenuta e al pagamento delle spese legali.

Di seguito il testo della sentenza.

sentenza Egitto gdpBo 1783-15

 

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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