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Bio-on: siamo pronti ad assistere i risparmiatori

I vertici della società Bio-on, l’impresa produttruce di bioplastiche  con sede a San Giorgio di Piano, sono indagati per falso in bilancio e manipolazione di mercato e il titolo è stato sospeso in borsa.Le azioni, il cui valore aveva avuto una crescita esponenziale passando da 5 a 71 euro in 4 anni, sono ora quasi azzerate. La denuncia di irregolarità è partita a luglio con il report del fondo americano Quintessenzial, che, a quanto pare, ha trovato riscontro nell’indagine della Guardia di Finanza, denominata Plastic Bubble.
Secondo le accuse, gli amministratori avrebbero esposto in modo non veritiero i dati di bilancio e i dati sulla produzione negli impianti di Castel San Pietro Terme; inoltre avrebbero creato aspettative di crescita negli investitori con campagne comunicative ingannevoli.Un copione che abbiamo visto più volte, già con Parmalat 16 anni fa e poi in tutti  i casi di risparmio tradito: ancora una volta, la Federconsumatori sarà al fianco dei risparmiatori per tutelare  i loro diritti e aiutarli a recuperare quanto perso. Chiamateci al n.051/255810 oppure scriveteci su info@federconsumatoribologna.it 

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Banche: due importanti sentenze in materia di anatocismo permettono 400.000 euro di risparmio

I nostri legali Giampiero Falzone e Paolo Garagnani e hanno ottenuto due distinte sentenze presso il Tribunale di Bologna, la sentenza n. 196/2014 (Giudice Aztori) e n. 1510/2015 (Giudice Candidi Tommasi) nei confronti di due istituti bancari sul tema dell’anatocismo.
Nei due casi oggetto di contenzioso, le Banche avevano notificato ai loro clienti un decreto ingiuntivo, rispettivamente per 437.000,00 euro e per 131.447,00 euro, invocando scoperti di conto corrente.
Dinanzi alle opposizioni presentate dagli avvocati di Federconsumatori Bologna, i Giudici del Tribunale di Bologna, dopo aver disposto CTU in entrambe le cause, hanno accertato tra le altre cose che le somme pretese dalle Banche erano in realtà illegittimamente zavorrate di interessi su interessi, di commissioni di massimo scoperto non dovute, di interessi a tassi mai pattuiti e, per una delle due posizioni, anche di interessi usurari.
In un caso, su 437.000,00 euro ingiunti, il cliente deve alla Banca solo 134.000,00 euro (risparmiando oltre 300.000,00 euro, pari quasi al 70% di quanto richiesto).
Nell’altro, su 131.447,00 euro ingiunti il cliente deve alla Banca solamente 8.594,00 euro (risparmiando oltre 122.00,00 euro, pari ad oltre il 93% di quanto richiesto).
In entrambi i provvedimenti le Banche sono state altresì condannate al pagamento delle spese legali.
Di seguito il testo delle sentenze.

sentenza 196.2014
sentenza non definitva del 19.05.2014 e sentenza definitiva n. 1510.2015

 

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Attenzione ai siti comparativi delle RC auto

L’IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha indagato sui siti internet che forniscono il servizio di comparazione delle polizze di RC auto, giungendo a conclusioni sconcertanti.
I siti oggetto dell’indagine sono stati sei: Chiarezza.it, Comparameglio.it, Facile.it,
Segugio.it, 6Sicuro.it e Supermoney.it.

Queste le criticità riscontrate:
Sul piano dei conflitti di interesse è emerso che i siti comparano solo (o
prevalentemente) le imprese (n. 7) con cui hanno stipulato accordi di partnership e da cui
percepiscono provvigioni in relazione a ciascun contratto stipulato. Le informazioni
presenti sui siti non consentono al consumatore una immediata percezione dell’esistenza
di tale conflitto di interesse.
Con riferimento al modello di comparazione l’indagine ha evidenziato un confronto
basato esclusivamente sul prezzo, che non tiene conto dei contenuti delle polizze
(massimali, franchigie, rivalse, esclusioni etc..); l’assenza di indicazioni sulla quota di
mercato posta a confronto (quota delle imprese comparate rispetto al totale); la
pubblicizzazione di un numero di imprese confrontate superiore a quello effettivo; una
variabilità ingiustificata dell’output di comparazione e l’assenza di preventivi per alcuni
profili di consumatori particolarmente sfavorevoli (età, zona territoriale).
Sotto il profilo della trasparenza, le informazioni fornite con riferimento ai siti non
consentono al consumatore di avere una immediata percezione della natura commerciale
dell’attività svolta, del tipo di servizio prestato, dell’assetto proprietario del gestore del sito
da cui possono derivare conflitti di interesse e, infine, dei soggetti a cui indirizzare
eventuali reclami. Non vengono inoltre fornite indicazioni sulla data di aggiornamento
delle informazioni pubblicate. Con riguardo ai prodotti, talvolta vengono abbinate alla r.c.
auto coperture accessorie non richieste che il consumatore ha poi l’onere di
deselezionare in fase di acquisto della polizza sul sito dell’impresa. Inoltre, viene fatto
largo uso di messaggi pubblicitari formulati in modo tale da ingenerare nell’utente un
convincimento improprio circa la possibilità di ottenere risparmi o di acquistare il miglior
prodotto.

Alla luce dell’indagine, l’IVASS ha intimato ai sei siti di correggere quanto emerso entro il 31 gennaio 2015.
Come può fare quindi un consumatore ad orientarsi nella giungla delle offerte Rc auto? Probabilmente il modo migliore è prendersi un po’ di tempo, chiedere preventivi alle singole assicurazioni sulla base delle proprie necessità oppure consultare il “Preventivatore” di IVASS.

Cinque consigli di IVASS per i consumatori
Indagine IVASS
Risultati indagine

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La tutela agli azionisti di Seat Pagine Gialle

Come è noto, la Seat Pagine Gialle è stata un’ azienda leader nel settore della pubblicità multimediale.

All’inizio degli anni 2000, la suddetta azienda aveva una capitalizzazione di borsa superiore a 20 miliardi, addirittura superiore a quella della Fiat.  Oltre 300 mila risparmiatori hanno investito in azioni Seat per somme minime ma anche rilevanti.
Molti di questi risparmiatori, spinti dal battage pubblicitario, hanno investito in azioni Seat anche tutti i loro risparmi o il Tfr.

Nel 2003 alcuni fondi di investimento acquistarono il 62,5 di Seat Pagine Gialle da Telecom. Per sostenere l’operazione, fu impiegato circa un terzo di capitale proprio ( quasi un miliardo di euro) la restante parte ottenuta a mezzo di finanziamento da parte della Royal Bank of Scotland.

Questo debito fu presto scaricato sulle spalle di Seat Pagine Gialle e sugli azionisti.

L’anno seguente la società decise di distribuire un dividendo in assenza di utili, finanziato dall’emissione di Bond attraverso una società veicolo ( Lighthouse) per 1,3 miliardi di euro.  Con la raccolta furono finanziati prestiti in corso e fu emessa una cedola da 3,46 miliardi di euro. Con tale operazione Seat Pagine Gialle è stata spolpata e saccheggiata dai fondi che hanno portato avanti l’azione finanziaria sopra descritta; il tutto a danno dei piccoli azionisti. A titolo esemplificativo, se prima un’azione di Seat Pagine Gialle  era quotata a 7 euro, oggi non vale niente.

La Federconsumatori ha deciso di intervenire a difesa di oltre 300.000 piccoli azionisti ed ha incaricato il consulente legale nazionale, Avv. Massimo Cerniglia, e l’avv. Ugo Scuro, che per primo ha sollevato anche in sede giudiziale il problema della tutela dei risparmiatori di Seat Pagine Gialle, di intraprendere delle azioni legali collettive per la difesa dei piccoli azionisti. E’ stato, a tal fine, predisposto un indirizzo di posta elettronica, che è il seguente: piccoliazionistiseatpg@gmail.com al quale i piccoli azionisti potranno indirizzare le proprie richieste di intervento.

Per aderire all’azione legale sarà necessario consegnare la procura notarile il cui testo, già predisposto, verrà inviato direttamente a seguito del ricevimento della richiesta di adesione che dovrà pervenire direttamente alle sedi territoriali che provvederanno all’iscrizione dell’assistito e alla richiesta di un contributo associativo di 100 euro per ogni aderente all’iniziativa giudiziaria.  Gli ulteriori documenti necessari per la causa e le condizioni economiche per aderire, saranno indicati direttamente con le mail di risposta. La documentazione potrà essere inviata direttamente all’indirizzo di posta elettronica sopra indicato o consegnata alle sedi territoriali.

 

 

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Libretti di deposito postali e bancari, controllare la scadenza, per non rimanere senza

E’ capitato a tutti di trovare casualmente un vecchio documento attestante un deposito bancario o postale.

Al contempo periodicamente su certa stampa appaiono notizie, diffuse da poco raccomandabili studi legali, che promettono tesori e ricchezze a chi ha trovato un documento come quello citato. Poi, in fondo all’articolo, è in effetti riportato che entro sei sette mesi è attesa l’ammissibilità del ricorso da parte del Tribunale, che per il momento non ha stabilito un bel niente.

Ma come stanno realmente le cose? Nel contratto di deposito bancario o postale non è prevista la rivalutazione, che è invece sostituita dagli interessi. I quali non sono perenni; ma dopo cinque anni di mancata movimentazione del deposito e di mancata riscossione degli interessi stessi smettono di essere erogati, cioè si prescrivono. Inoltre già da qualche decennio i depositi non movimentati da almeno dieci anni e con saldo inferiore ad un minimo periodicamente fissato, sono raggruppati sotto la voce “saldi minimi” allo scopo di alleggerire le chiusure giornaliere riducendo il numero di records da elaborare.

Fino a qualche tempo fa questo naturalmente non precludeva al risparmiatore il diritto di rientrare in possesso della sua somma; la procedura era un po’ più lunga e laboriosa di quella eseguita allo sportello perché coinvolgeva uffici interni, ma possibile.

A complicare le cose è intervenuto qualche tempo fa un provvedimento voluto dal Ministro Tremonti, noto come “conti dormienti” che ha imposto a banche, assicurazioni e posta di versare al Ministero del Tesoro le somme rinvenienti da rapporti prescritti a termini di legge. Le somme depositate si prescrivono 10 anni dopo l’ultimo movimento. Invece le somme dovute dalle assicurazioni a qualsiasi titolo, in particolare sulle polizze vita, si prescrivevano dopo un anno dalla scadenza o dalla morte dell’assicurato ed il contratto prevede che il riscatto venga espressamente richiesto dall’avente diritto. Pertanto, specialmente in caso di decesso dell’assicurato vita, è spesso capitato che gli eredi abbiano saputo della polizza molto tempo dopo, tra l’altro indispensabile .per ottenere il riscatto. Se era trascorso più di un anno dalla scadenza o dalla morte dell’assicurato, le compagnie legittimamente dovevano devolvere il riscatto ai conto dormienti, negandolo ovviamente ai richiedenti. La nostra associazione, con alcune altre, è riuscita ad ottenere la modifica della legge, che ha portato a due anni il termine di prescrizione per le somme dovute dalle assicurazioni. E’ comunque possibile, entro dieci anni dall’avvenuta devoluzione al fondo, rientrare in possesso delle somme con una  apposita procedura eseguibile sia dagli interessati che tramite la nostra associazione. I tempi non sono ridotti ma i costi sì.

Gustavo Tortoreto, consulente Federconsumatori Bologna

 

E.A.

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Fondiaria-SAI: Federconsumatori si è costituita parte civile

Il 4 dicembre si è tenuta avanti il Tribunale di Torino, Sezione IV Penale, la prima udienza del processo che si sta celebrando, con il rito immediato, nei confronti della famiglia Ligresti ed altri componenti il vecchio Consiglio di Amministrazione di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni.

La Federconsumatori Nazionale e quella del Piemonte hanno presentato le istanze di costituzione di parte civile per il danno gravissimo che è stato causato ad un elevato numero di risparmiatori.

I reati contestati agli imputati, come ricostruito dalla Procura della Repubblica di Torino, vanno dalla induzione in errore per false comunicazioni alla diffusione del bilancio che occultava le ingenti perdite di gestione della Fondiaria-Sai e della Milano Assicurazioni.

Federconsumatori, impegnata da anni per la tutela del risparmio, si batterà per affermare il principio della trasparenza e correttezza del sistema finanziario ed invita tutti i risparmiatori colpiti dalla vicenda Fondiaria-Sai a rivolgersi alle nostre sedi  per una valutazione della propria posizione e delle eventuali azioni, anche giudiziarie, a loro tutela.

I nostri legali, infatti, stanno preparando le deleghe per la costituzione di parte civile anche degli azionisti nei vari procedimenti e per le iniziative legali che seguiranno.

Gli interessati che risiedono nella provincia di Bologna possono chiamarci per dichiarare il loro interesse e lasciare i propri recapiti: saranno contattati per aggiornamenti sugli sviluppi della vicenda. Il nostro centralino risponde al n.051/6087120.

 

 

 

E.A.

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Mercato libero gas e luce: i risultati della 7a indagine nazionale

A 10 anni dalla liberalizzazione in Europa e in Italia per l’energia, il giudizio è fortemente insoddisfacente per i consumatori. Nonostante la presenza di ben 229 venditori domestici di energia elettrica e 312 per il gas, la grande maggioranza dei passaggi dal mercato tutelato a quello libero sono avvenuti tra venditori verticalmente integrati (vale a dire senza effettuare un cambio vero e proprio di società di vendita).

Non solo i livelli di switching sono bassi, ma vi è anche una diffusa passività dei consumatori, che molto spesso non conoscono a fondo le proposte da loro stessi sottoscritte.

Il quadro che ne deriva è desolante, fatto di scarsa concorrenza, proposte poco trasparenti e carente informazione ai cittadini.

Secondo l’indagine dell’Autorità per l’Energia per il periodo relativo al 2011, la maggior parte degli utenti domestici passati dal mercato tutelato a quello libero hanno sottoscritto, per quanto riguarda l’energia elettrica, contratti più onerosi in media del +12,8% rispetto al mercato di maggior tutela; per quanto riguarda il gas tali contratti sono risultati più onerosi mediamente del +4% rispetto al mercato tutelato.

Come avevamo denunciato da tempo, appare evidente come il mercato libero sia poco allettante per gli utenti, che riscontrano ancora enormi difficoltà nel districarsi tra le varie offerte. Eppure, grazie ad un attento confronto, i risparmi, pur contenuti, e gli svantaggi sono possibili, come emerge dai risultati della 7° Indagine a campione nazionale sulle offerte dei venditori di gas ed elettricità nel libero mercato (per uso domestico) a cura del C.R.E.E.F della Federconsumatori Nazionale.

 

GAS

Le tre migliori offerte rilevate nell’indagine permettono un risparmio sulla bolletta annua dal -12% al -9% rispetto al mercato di maggior tutela. L’anno scorso il risparmio oscillava (sempre per le tre migliori offerte) dal -8,2% al -2,5%. Con gli ultimi dati stiamo registrando una inversione di tendenza che auspichiamo si consolidi nel trend e nel tempo a vantaggio dei consumatori.

 

ELETTRICITA’

-Per le offerte indicizzate il risparmio relativo alla miglior offerta per un consumo di 2700 kw/h annui è calato dal 10,70% del 2010, al 5,39% di settembre 2013. (la serie storica dei dati è disponibile nell’indagine in allegato).

-Per le offerte a prezzo bloccato sempre per il consumo di 2700 kw/h annuo il risparmio con la miglior offerta è passato dall’11,38% del 2010, al 10,62% del settembre 2013. Anche le offerte più onerose rispetto al mercato di maggior tutela per il medesimo consumo oscillano dal +11,44% al +5.31% (la serie storica dei dati è disponibile nell’indagine in allegato).

 

In entrambi i casi le offerte più convenienti rimangono quelle sottoscritte online, ancora circoscritte ad appena il 2% delle attivazioni.

“È dunque evidente come il mercato libero dell’energia abbia tradito le aspettative dei cittadini. E’ indispensabile che si apra nel Paese un forte dibattito per la creazione di un mercato “vero” a favore dei consumatori” – dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente Federconsumatori.

Per questo proponiamo alcune profonde modifiche all’insegna di una vera competitività e di una reale trasparenza. In primo luogo è necessario adottare un linguaggio omogeneo tra le diverse aziende, in modo da facilitare la comparazione delle offerte. Inoltre bisogna avviare un’opera di grande informazione per accrescere la consapevolezza degli utenti, mettendo a loro disposizione tutti gli elementi necessari ad effettuare scelte ponderate e consapevoli. In tal senso è indispensabile rendere obbligatorio per le aziende l’inserimento delle proprie offerte nel “Trova offerte” messo a disposizione dall’Autorità per l’Energia. Infine è necessario fornire ai cittadini degli strumenti univoci per quantificare servizi aggiuntivi quali: raccolta punti, rifornimenti di carburante, manutenzione della caldaia, kit per il risparmio energetico, ecc., che possono risultare fuorvianti nella valutazione delle offerte.

Chiediamo inoltre all’AEEG di regolare con maggiore efficienza i diritti dei consumatori, in particolar modo degli utenti che passano dal mercato tutelato a quello libero, che risultano essere i maggiori interessati da disservizi e problemi: basti pensare che sono stati 416.000 i reclami scritti complessivi (energia elettrica e gas) presentati dagli utenti italiani nel 2012, ben il +24% rispetto all’anno precedente.

Il materiale dell’indagine:
7° indagine gas sett13
7° Indagine gas tab sett13
indagine energia ott. 2013
tabella energia sett.2013
tabelle 7° indag, gas sett 13

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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