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Catene odontoiatriche: fate attenzione

Ideasorriso è una catena nazionale di studi dentistici, con sede a Padova, che dichiara 15 filiali in cinque diverse regioni italiane. Il proprietario è la “Mingardi Dental Center Srl”, costituita a gennaio 2017. Già in quell’anno Ideasorriso era stata segnalata per diverse irregolarità riscontrate nelle sue sedi sparse in Italia. Lo scorso mese di febbraio la filiale di Modena è stata chiusa dell’AUSL per molteplici carenze, tra le quali la mancanza di un Direttore Sanitario, l’assenza di una autoclave per la sterilizzazione dei ferri ed altre carenze igieniche.
Il 22 febbraio di quest’anno l’azienda ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo, cessando poco dopo l’attività e lasciando diverse persone con interventi non conclusi, in diversi casi non ancora iniziati ma per i quali è stato versato un anticipo o è stato ottenuto un finanziamento. Sul fronte dei pazienti registriamo la sottoscrizione di finanziamenti senza alcuna prestazione, la fornitura di protesi di cattiva qualità e l’assenza di assistenza, oltre a dubbi sulla effettiva necessità degli interventi svolti.
Il dato che emerge, con grande chiarezza, è che in quella struttura il peggior marketing aveva preso il sopravvento sull’attività sanitaria. Non si curavano pazienti, ma si vendevano prodotti e prestazioni. Raggiungere il budget settimanale era l’imperativo, e per farlo si proponevano interventi dei quali non sempre vi era necessità. Si sono richiesti anticipi, si sono avviati finanziamenti quando già era evidente l’impossibilità di fornire le prestazioni. Non c’era un reale referente sanitario, l’improvvisazione imperava ed erano frequenti gli annullamenti degli appuntamenti all’ultimo minuto, a volte quando il paziente aveva già assunto antibiotici. Questo succedeva, ad esempio, quando l’azienda riteneva non conveniente pagare un dentista per un numero limitato di appuntamenti. In generale le condizioni di lavoro erano pessime, con una commistione di mansioni estrema e con turni di lavoro a volte lunghissimi.
La vicenda Ideasorriso rende indispensabile alzare l’attenzione generale sulla crescita delle catene dentistiche. Lo diciamo subito: non si può fare di tutta l’erba un fascio, non possono essere assimilati alla situazione denunciata gli altri soggetti del settore. Federconsumatori ha ricevuto sino ad oggi alcune segnalazioni di problemi, in alcuni casi trasformatisi in una vera e propria vertenza. Casi di marketing aggressivo, come quello del signore entrato in un centro per una otturazione uscendone con un preventivo enorme e la proposta di togliere diversi denti. Un intervento giudicato folle da un altro dentista, che ha curato i denti salvandoli. Oppure il caso di un finanziamento acceso, illegittimamente, prima della sottoscrizione del contratto. Dopo una serie di esposti di Federconsumatori la catena dentistica ha restituito i soldi alla finanziaria, che ha liberato il cliente da ogni obbligo. Diverse sono state le consulenze sul mancato rispetto dei preventivi, sul continuo cambiamento di dentisti, sui ritardi nei lavori.
Il prezzo, l’economicità di quanto viene chiesto, è la ragione principale della crescita delle catene dentistiche. Il tema non può essere aggirato: oggi una cura odontoiatrica complessa può mettere in difficoltà il bilancio familiare, e la ricerca del miglior prezzo è più che giustificata. Come giustificata è una sana concorrenza, portata dalla crescita della competizione. Ma detto questo è necessario che il paziente-consumatore sia consapevole delle problematiche che possono nascere rivolgendosi a strutture di recente insediamento, la cui forma societaria può rendere complesso ottenere risarcimenti e garanzie qualora insorgano problemi.
Una situazione che deve vedere crescere l’attenzione generale. Federconsumatori intende ora portare la questione all’attenzione del Ministero della Salute e al Ministero della Giustizia per quanto attiene alla regolamentazione delle STP (società tra professionisti) in ambito medico, tassello essenziale per combattere casi come quello di Idea Sorriso. L’obbiettivo è quello di proporre un argine agli eccessi commerciali, riportando pienamente l’attività delle catene dentistiche nell’alveo dell’attività sanitaria. Requisiti per svolgere l’attività, tutela del consumatore, l’attenta sorveglianza sono i temi che porremo in questi incontri.
Federconsumatori infine ha presentato un decalogo rivolto ai pazienti–consumatori, dove sono elencate le cautele che debbono essere utilizzate quando ci si rivolge alle catene dentistiche. Il decalogo è scaricabile qui:

decalogo dentisti

La nostra sede è a disposizione per chiunque avesse ricevuto un danno da uno studio dentistico o anche volesse semplicemente chiedere un nostro parere su un contratto che si accinge a firmare. Chiamateci per appuntamento 051/6087120 o scriveteci su info@federconsumatoribologna.it

 

 

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Convegno Lotta allo spreco alimentare: la nuova normativa e gli effetti sui consumatori

 

 

Venerdi’ 5 Maggio, presso la Sala Panini a Modena in via Granaceto 134, si terrà un importante incontro sul tema della lotta allo spreco alimentare e in particolare verranno analizzate le tutele dei diritti dei consumatori in seguito alla nuova normativa in materia. Federconsumatori invita la cittadinanza tutta a partecipare a un incontro su una delle questioni più cruciali degli ultimi periodi.Senza nome 1

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Nuova legge Regionale per la tutela dei diritti dei cittadini

E’ di oggi la notizia dell’approvazione della nuova legge per la tutela dei consumatori e degli utenti proposta dalla Giunta e approvata oggi a larga maggioranza dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna. La nuova legge riconosce ai consumatori, attraverso le loro Associazioni, il diritto di consultazione e proposta riguardo ad ogni atto, promosso dalla Regione, che li riguardi.

Questa nuova legge è stata fortemente voluta da Federconsumatori che il 18 novembre 2014, con altre 10 associazioni, invitò gli allora candidati alla Presidenza della Regione ad un’assemblea pubblica per chiedere la sostituzione della L.R. 45 del 1992, all’avanguardia quando fu adottata, ma ormai datata e non più rispondente alle reali necessità quotidiane dei cittadini.

La nuova legge risponde alle esigenze di collStampaaborazione con le realtà associative e riconosce l’importanza della formazione nella tutela dei diritti dei consumatori-utenti.

Nasce il Comitato regionale dei consumatori e degli utenti presieduto dall’assessore regionale al Commercio e composto dai rappresentanti delle associazioni iscritte al Registro con funzioni consultive e  propositive per la tutela della salute e sicurezza dei consumatori e di promozione di analisi sull’andamento dei prezzi, delle tariffe e dei tributi applicati sul territorio regionale. Sono stati aggiornati i criteri per il riconoscimento di associazione dei consumatori che vogliono iscriversi all’albo regionale.

Un ulteriore punto riguarda il riconoscimento del ruolo della formazione e dell’informazione dei cittadini, anche partendo dalla giovane età. A questo riguardo l’obiettivo è quello di dotarsi di strumenti capaci di mettere in atto progetti di formazione e informazione nelle scuole e per i cittadini più giovani.  Saranno avviate, inoltre, intese per la creazione di sportelli di assistenza e informazione gratuita presso i municipi a cui i cittadini potranno rivolgersi.

Positivo il commento di Federconsumatori Emilia-Romagna, che tramite Marcello Santarelli- Presidente di Federconsumatori Emilia Romagna – dichiara- «Questa legge rafforza la capacità di tutela dei consumatori da parte delle Associazioni»  «in special modo, quelli appartenenti alle fasce più deboli. Cittadini che hanno subito, in questi anni di crisi, da un lato, l’erosione del proprio reddito, dall’altro l’aggressività di un mercato che li ha sempre più vessati e raggirati».

Ecco la scheda riassuntiva della nuova legge e il comunicato stampa di FederconsumatoriER.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.

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Indagine : Sanità Bene Comune. Compila il questionario!

 Si intitola “Sanità, bene comune: tu che ne pensi?” la ricerca promossa in tutta l’Emilia Romagna da Federconsumatori, in collaborazione con Spi Cgil e Auser, con il supporto della Cgil, rivolta a tutti i cittadini della regione.
La sanità, la salute, la possibilità di curarsi sono temi caldi che destano interesse e preoccupazione tra i cittadini. Negli anni, il sistema sanitario è cambiato e nel frattempo anche le condizioni economiche della maggior parte delle persone, con la crisi, sono peggiorate.
I tagli al Fondo sanitario, l’avanzare di forme privatistiche, la compartecipazione alla spesa tramite i ticket, le nuove patologie, l’invecchiamento della popolazione, il costo dei farmaci, la qualità dei servizi pubblici e privati sono tutti fenomeni che stanno mettendo a dura prova i malati e le loro famiglie.La ricerca – che si svolgerà tramite questionario – curata per la parte scientifica dall’Istituto di ricerche economiche sociali Ires ER, vuole indagare tutti questi aspetti e capire le percezioni e le prospettive che riguardano la cura dei cittadini dell’Emilia Romagna.Il questionario è disponibile da ora fino alla fine di maggio, presso tutte le sedi dei soggetti promotori. E’ anche prevista la possibilità della compilazione del questionario online:  link per compilare il questionario.

Per una corretta compilazione del questionario (anonimo) è necessario rispondere a tutte le domande.
Le domande contrassegnate da asterisco (*)  obbligatorie. Se non si compilano non si riesce a passare alle domande successive.

L’obiettivo dei promotori è quello di riproporre l’interesse dei cittadini sui temi della sanità in un momento critico e di svolta per rilanciare l’idea di una sanità pubblica e universale.

I risultati della ricerca saranno diffusi dopo l’estate e verranno presentati nell’ambito di iniziative pubbliche organizzate in tutto il territorio regionale.

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 E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.
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Conferenza stampa: nuove sentenze e nuovo sportello

In occasione della conferenza stampa saranno illustrate e consegnate le sentenze ed i provvedimenti ottenuti dagli avvocati avv. Annalisa Bettini, avv. Giuseppe Genna e avv.Paolo Garagnani e avv. Giampiero Falzone presso il Tribunale di Bologna e il Tribunale di Ferrara, in materia di turismo, bancaria e sanitaria.

Verrà presentata inoltre l’apertura del nuovo Sportello Responsabilità della Federconsumatori di Bologna, rivolto ai consumatori che ritengono di avere ricevuto un danno dai professionisti.

Si tratta di una novità assoluta nel panorama regionale che va a colmare un vuoto in un settore particolarmente delicato, spesso privo di supporti idonei a dare risposte ai cittadini.

Occorre mettere a disposizione dei cittadini strumenti di prevenzione, nuovi e più efficaci. Prevenire è meglio che curare. Non siamo l’Associazione delle cause facili…. Le cause sono per noi l’estrema ratio e spesso sono cause pilota, radicate cioè al fine di ottenere un precedente giudiziario per tutti i consumatori.Vogliamo continuare a dare risposte alle esigenze concrete dei consumatori. E questo lo diamo fornendo strumenti di prevenzione ed assistenza altamente qualificati. Questi sono i principi sui quali si fonderà lo Sportello Responsabilità”.

Lo Sportello Sanità sarà operativo a Bologna, Via del Porto n. 12, a partire dal prossimo 16 ottobre, ogni venerdì dalle ore 15,30 alle ore 18,00, previo appuntamento telefonico (cfr. volantino allegato). Presso tale Sportello i cittadini–consumatori troveranno un Avvocato, Consulente Federconsumatori, con esperienza e competenze specifiche altamente qualificate in campo della responsabilità civile, per la tutela dei cittadini.

Tale sportello – afferma Maurizio Gentilini, Presidente Federconsumatori Bologna, avrà il fine di tutelare i cittadini in ogni vertenza relativa alla responsabilità dei professionisti non solo, anche ai problemi relativi alle polizze assicurative ed ai contenziosi stradali.

In occasione della conferenza stampa, alla luce dei provvedimenti positivi ottenuti e delle ultime novità Giurisprudenziali in Italia, verranno altresì illustrate le ulteriori azioni legali previste dall’Associazione a Bologna e provincia per la tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti.

Alla conferenza stampa saranno presenti:

Avv Giampiero Falzone, Avv. Paolo Garagnani, Avv. Annalisa Bettini, avv. Giuseppe Genna e il Presidente Maurizio Gentilini

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È questione di principio (attivo): come usare correttamente i farmaci. Incontro pubblico lunedì 26 ottobre

La nostra avvocatessa Annalisa Bettini, esperta di diritto sanitario, parteciperà all’incontro organizzato dall’Azienda USL di Bologna sul tema del corretto uso dei farmaci.

Oltre alla nostra consulente, saranno presenti all’incontro Cristina Malvi di Ausl Bologna, Silvia Grimaldi, della Farmacia Comunale Lloyds Azzurra e Alberto Serio, medico di Medicina generale.

L’incontro si terrà presso il Circolo ARCI Benassi, Viale Cavina, 4 – Bologna

Lunedì 26 ottobre 2015, ore 15.00-17.30

Per informazioni:

Segreteria Distretto Città di Bologna (Azienda USL) – tel: 051/6597114-5

Locandina farmaci Circolo Benassi

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Farmaci salvavita Epatite C, troppi i lati oscuri, necessario che il Governo faccia chiarezza. In Regione già trattati 1210 pazienti

Comunicato stampa Federconsumatori Emilia Romagna

 

Nei giorni scorsi il Presidente Regionale Federconsumatori Marcello Santarelli, Fabrizio Ghidini Responsabile Sanità e l’Avv. Annalisa Bettini Responsabile Sanità Federconsumatori Bologna, hanno incontrato il dott. Antonio Brambilla, Responsabile del Servizio Assistenza territoriale dell’Assessorato alla Sanità e Politiche Sociali della Regione Emilia-Romagna e la dott.ssa Anna Maria Marata, coordinatore della Commissione Regionale del Farmaco della Regione Emilia Romagna, al fine di avere informazioni sui nuovi farmaci per l’epatite C (HCV) che stanno cambiando le prospettive di cura per milioni di pazienti con epatite C cronica.

In particolare la dott.ssa Anna Maria Marata ci ha riferito che attualmente sono disponibili tre farmaci antivirali quali il sofosvubir, simeprevir e daclatasvir da utilizzare singolarmente o da associare fra loro e le associazioni precostituite di sofosbuvir + ledipasvir o di ombitasvir/paritaprenavir/ritonavir associato a dasabuvir; tutti questi farmaci sono stati immessi in commercio in Italia da dicembre 2014 ad oggi.

La novità di queste terapie è rappresentata dal fatto che, se pure con percentuali diverse di successo in base al genotipo virale e all’entità del danno epatico, sembrano determinare, in una elevata percentuale di casi, l’eradicazione del virus dopo 3-6 mesi di trattamento.
Si tratta di farmaci molto costosi (da 37.000 a 15.000 euro a trattamento, con la necessità in taluni casi di associare due farmaci nello stesso paziente) che la Regione Emilia Romagna, seguendo i criteri stabiliti da AIFA con la determina del 5 dicembre 2014, ha stabilito di somministrare sia ai pazienti residenti e/o domiciliati in Emilia Romagna sia ai non residenti nella Regione ma che sono in carico ad uno dei 25 centri prescrittori della Regione.

Attualmente in Emilia Romagna sono circa 1210 i pazienti in cura con i nuovi farmaci antivirali, mentre quelli seguiti dai centri che presentano i criteri definiti da AIFA per il trattamento nei prossimi sei-nove mesi sono circa 2500.
In merito ai termini dell’accordo negoziale fra l’Agenzia Italiana del farmaco (AIFA) e le Ditte produttrici esistono importanti differenze in particolare nella applicazioni degli sconti rispetto al prezzo dichiarato in Gazzetta Ufficiale; ad esempio l’Azienda Farmaceutica Gilead che ha messo in commercio il primo di questi farmaci, il Sovaldi® e più recentemente Harvoni® ha preferito tenere segreti, i termini degli accordi per evitare che altri Paesi possano chiedere sconti analoghi (ove questo sia inferiore a quello pagato in altre nazioni). Nel caso di Sovaldi® il prezzo di partenza per un trattamento è di di 37.000 € (IVA esclusa) a cui seguiranno sconti progressivi in base alle quantità di farmaco prescritto, ma l’entità di tale sconto non è nota. Per altri farmaci le condizioni negoziali sono invece diverse e meno segrete. Per tutti il costo per le strutture pubbliche della terapia completa sarà lo stesso che la durata sia di 12, che di 24 o 48 settimane.
E’ quindi evidente che i costi per la Regione sono elevatissimi, tali da mettere a dura prova il bilancio sanitario ed inoltre non è chiaro, al momento, quanto il Ministero contribuirà alla spesa.

Ciò premesso, Federconsumatori, alla luce delle posizioni prese anche a livello nazionale, denuncia una serie di anomalie in merito alla gestione, da parte del Ministero della Salute e di
AIFA , cosa che purtroppo si ripete troppo spesso quando in ballo ci sono interessi che girano attorno alle grandi Aziende Farmaceutiche.
Federconsumatori Emilia Romagna si interroga sulla gestione della trattativa condotta da AIFA con le case farmaceutiche produttrici di questi farmaci antivirali e in particolare contesta l’eccessiva durata del contratto con Gilead , produttrice del Sovaldi, ed il suo carattere di segretezza e comunque la impossibilità di mettere in libera concorrenza fra loro i farmaci anti epatite C attualmente in commercio in Italia.
Pertanto Federconsumatori continua il suo impegno per la trasparenza del prezzo dei farmaci, in particolare di quelli salvavita venduti a costi molto elevati anche richiedendo un incontro al Ministero della Salute.

 

 

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Un vademecum sulla lotta al dolore

Più che un problema, è una vera emergenza sociale, che tocca da vicino almeno un italiano su cinque: è il dolore, fenomeno che solo in Italia colpisce oltre 12 milioni di persone (alcune analisi stimano fino a 15 milioni), di cui ancora oggi meno della metà – appena il 40% – sa a chi rivolgersi. Ed è proprio per rendere finalmente più informati e consapevoli i cittadini sugli strumenti legislativi e medici per combattere il dolore, che Federconsumatori, insieme a Fondazione ANT Italia ONLUS e IMPACT Proactive, e con il patrocinio del Ministero della Salute, ha lanciato una capillare campagna nazionale di sensibilizzazione su questa tematica.

Percepito per lungo tempo solo come un sintomo o la conseguenza di altre malattie, da accettare o comunque da curare secondariamente, il dolore oggi è invece considerato dalla classe medica come una vera e propria malattia. Grazie alla legge 38/2010 l’Italia ha in materia una legislazione all’avanguardia a livello europeo, eppure paradossalmente poco conosciuta da chi ne avrebbe bisogno. I dati più recenti ci dicono infatti che il 40% dei cittadini non sa ancora oggi a chi rivolgersi in caso di dolore, mentre solo il 32% è stato informato dal proprio medico, il 22% da amici e parenti e il 14% su Internet. Inoltre, solo il 35% sa che in Italia c’è una legge sul tema (fonte: Fondazione Isal).

Dall’impegno congiunto dei tre enti è nato così un apposito “Vademecum sul dolore”, esaustivo e di facile consultazione, per informare il più ampio numero possibile di cittadini: per poter riconoscere il dolore e saper valutare i propri sintomi, per conoscere i farmaci, ma soprattutto per sapere a chi rivolgersi, dove sono ubicati i centri di terapia del dolore e i centri di cure palliative, e quali sono i diritti dei cittadini garantiti dalla Legge 38/2010.

Il “Vademecum sul dolore”, accompagnato da una locandina, sarà a disposizione dei cittadini negli oltre 1000 sportelli di Federconsumatori e nelle 120 Delegazioni di Fondazione ANT dislocate su tutto il territorio italiano, e sarà distribuito a tutti i partner coinvolti

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AGENDA – ”Vademecum sul dolore”

COMUNICATO STAMPA – Allegato – Dichiarazioni Professor Guido Fanelli

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Cartello Novartis – Roche: le iniziative di Federconsumatori

La Federconsumatori ha deciso di intervenire a tutto campo nello scandalo dei farmaci anticecità della Novartis-Roche, incaricando un pool di avvocati di procedere legalmente.

L’esemplare sanzione dell’Antitrust ha messo in luce una clamorosa violazione alla normativa sulla concorrenza, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute di circa un milione di cittadini del nostro Paese che sono stati costretti, per curarsi e scongiurare la cecità, a spendere per un prodotto anche meno efficace, il Lucentis, una somma dieci volte maggiore rispetto all’Avastin, con un gravissimo danno non solo per il Servizio Sanitario Nazionale (si stima pari a 45 milioni di Euro solo nel 2012), ma anche per i cittadini stessi.

La Federconsumatori, pertanto, sta esaminando la possibilità di avviare un’azione risarcitoria (che potrebbe comprendere anche una grande class action).

Per quanto riguarda l’impugnativa avanti al TAR da parte della case farmaceutiche del provvedimento dell’Antitrust intendiamo intervenire a sostegno della disposizione dell’Autorità.

In tale sede, la Federconsumatori chiederà la conferma del provvedimento stesso.

Ma non basta. La Federconsumatori sia in proprio, che per i cittadini danneggiati intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale che dovesse scaturire dall’indagine dell’Autorità Giudiziaria in corso sia a Torino che a Roma.

La Federconsumatori invita i cittadini che hanno subito un danno per le azioni anti-concorrenziali delle due case farmaceutiche ad inviare per e-mail o presentarsi presso le nostre sedi (a Bologna, Via del Porto 16 – tel 051/6087120 – email info@federconsumatoribologna.it) per comunicare l’adesione all’iniziativa suddetta con la descrizione delle modalità con le quali sono venuti a contatto dei farmaci interessati dalla procedura Antitrust, conservando la documentazione relativa alle prescrizioni ed all’acquisto dei farmaci.

E.A.

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Sanità in Europa. Richieste e posizione di Federconsumatori sulla nuova Direttiva UE

La Direttiva 2011/24/UE garantisce il diritto dei pazienti all’assistenza transfrontaliera in Europa e facilita la mobilità dei cittadini nell’accesso ai servizi sanitari di tutti gli Stati membri. Il provvedimento è entrato in vigore il 24 ottobre ed è stato recepito dall’Italia con un decreto del 4 dicembre scorso.

Il provvedimento adottato definisce le garanzie previste per i pazienti, che hanno diritto a ricevere informazioni sull’assistenza transfrontaliera – e in particolare su autorizzazioni e rimborsi – presso il PUNTO DI CONTATTO nazionale istituito presso il Ministero della Salute. Le Regioni potranno poi dotarsi di punti di contatto territoriali. L’autorizzazione preventiva è obbligatoria se il paziente deve essere ricoverato per almeno una notte e nei casi in cui è necessario l’utilizzo di particolari attrezzature mediche molto costose. L’autorizzazione stessa deve essere richiesta alla Asl di appartenenza in primis attraverso una richiesta preliminare: se questa viene approvata, si può inoltrare la domanda vera e propria, in cui occorre specificare l’indicazione diagnostica o terapeutica, la prestazione sanitaria di cui si intende usufruire, il luogo prescelto e il prestatore di assistenza da cui si intende recarsi. L’autorizzazione può essere negata se il paziente viene esposto a rischi ritenuti inaccettabili, se il prestatore di assistenza solleva preoccupazioni su qualità e sicurezza o se l’assistenza può essere prestata nel Paese di appartenenza in tempi ritenuti ragionevoli dal punto di vista clinico. Per quanto riguarda invece i costi, il paziente ha diritto a ricevere il rimborso delle cure ricevute in un altro Stato membro dell’UE secondo le tariffe vigenti nel Paese di appartenenza e dovrà invece farsi carico personalmente delle eccedenze. Le Regioni potranno (anche se non sussiste alcun obbligo al riguardo) rimborsare tali costi eccedenti: in questo caso il paziente dovrà anticipare la somma necessaria per poi presentare domanda di rimborso.
Il provvedimento dà inoltre il via libera al riconoscimento delle prescrizioni rilasciate in un altro Stato membro.

Il dl in questione deve ancora ricevere (con tempistiche da definire) il parere delle Commissioni competenti di Camera e Senato e della Conferenza Stato-Regioni. Inoltre l’elenco delle prestazioni per le quali è necessaria l’autorizzazione preventiva verrà precisato con un altro decreto: quest’ultimo dovrà essere adottato entro 60 giorni dall’entrata in vigore del dl di recepimento. Purtroppo la normativa in questione presenta numerose criticità e, se non verrà migliorata, rischia di peggiorare la situazione attuale: in pratica quella che si presentava come un’opportunità da cogliere per migliorare i servizi ai cittadini potrebbe invece avere conseguenze negative su chi usufruisce dell’assistenza. I principali problemi sono di natura economica e rischiano di creare gravi discriminazioni. Prima di tutto, sono i cittadini a dover anticipare i costi dell’assistenza e a dover coprire l’eventuale differenza tra le tariffe applicate in Italia e quelle in vigore nel Paese europeo scelto per le cure: questo sistema fa sì che, soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale, siano solo le persone con determinate disponibilità economiche a potersi permettere di sostenere tali costi. I rimborsi, poi, verranno effettuati secondo le tariffe regionali, quindi si prospetta il rischio di un’ulteriore discriminazione, con possibilità di rimborsi differenti per una stessa prestazione, e le Regioni non sono obbligate a rimborsare i costi di alloggio e di trasporto né le spese supplementari per le persone disabili. Inoltre le Regioni che garantiscono livelli aggiuntivi di assistenza potranno decidere (anche se non saranno obbligate) di rimborsare anche queste prestazioni: in pratica la discriminazione già presente al livello nazionale nei confronti dei cittadini che vivono nelle Regioni che non assicurano i livelli ulteriori di assistenza verrà riprodotta anche nel contesto europeo.

A tale proposito, Federconsumatori ritiene che il Governo debba intervenire rapidamente sia sul piano normativo che su quello dell’informazione ai cittadini. Il recepimento della direttiva deve rappresentare un’opportunità per riqualificare il Servizio Sanitario Nazionale e per ricostruire la fiducia dei cittadini nella qualità della sanità pubblica.  Non è accettabile che i cittadini italiani vadano a curarsi in altri Paesi per evitare liste di attesa troppo lunghe, per non dover affrontare complicazioni burocratiche o semplicemente perché non sono a conoscenza dei servizi di qualità di cui potrebbero usufruire in Italia.

Gli obiettivi che riteniamo irrinunciabili:

–          Realizzare una capillare campagna di informazione, che raggiunga il maggior numero possibile di cittadini e il personale sanitario;

–          Valorizzare i poli di eccellenza presenti in Italia;

–          Facilitare la mobilità e stabilire che i costi siano a carico dello stato e non del malato, effettuando i rimborsi con forme di assistenza diretta e non di assistenza  indiretta;

–          Evitare che tale mobilità si trasformi una sorta di ‘turismo della salute’ riservato a chi ha la disponibilità economica per potersi curare all’estero;

–          Mettere online tutti i dati disponibili e, parallelamente, avviare un confronto con le associazioni dei cittadini. Se la qualità dell’assistenza e delle procedure amministrative non migliorerà significativamente, il nostro Paese non riuscirà ad affrontare le novità introdotte dalla direttiva

–          Completare il decreto legge di recepimento;

–          Semplificare i percorsi per la prescrizione dei farmaci e delle terapie innovative.

A tale proposito, abbiamo diffuso un comunicato stampa il 14 novembre scorso  e abbiamo pubblicato sul sito nazionale, nella sezione Istruzioni per l’uso, una sintesi delle novità introdotte dalla direttiva.

Purtroppo ad oggi non si prevede alcuna campagna informativa in merito.

LILLI CHIAROMONTE -Federconsuamtori Nazionale

 

 

E.A.

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