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Blue Panorama multata di un milione di euro anche grazie alla nostra segnalazione

L’AGCM ha emesso una sanzione di un milione di euro nei confronti di Blue Panorama, chiudendo l’istruttoria aperta nei confronti della compagnia per l’applicazione della cosiddetta “policy sul nominativo”. In caso di omissione dell’eventuale secondo/terzo nome o cognome del passeggero o di alterazione/mancanza di alcune lettere nel nominativo stesso, la compagnia esigeva il pagamento di un nuovo biglietto per il viaggio già acquistato nonché il versamento di una penale di 50 euro. I passeggeri, inoltre, non venivano in nessun modo pre-allertati e la penale veniva applicata anche quando l’alterata annotazione del nominativo non era frutto di un errore del cliente ma dipendeva dal funzionamento del sistema di acquisto on line (in particolare a causa dello spazio limitato disponibile per l’inserimento dei dati).

L’Antitrust ha identificato tale comportamento come una pratica commerciale scorretta, sancendone così l’illegittimità. In particolare l’Autorità ha rilevato che “La richiesta della suddetta penale, che avveniva direttamente in aeroporto, nell’imminenza del volo e a pena di divieto d’imbarco, è risultata sostanzialmente indipendente da esigenze di sicurezza della circolazione aerea” . Per la vlutazione dell’entità della sanzione, l’AGCM ha tenuto conto “della diffusività della condotta che ha interessato un numero elevatissimo di consumatori e delle evidenze istruttorie da cui emergeva il chiaro obiettivo di incrementare i ricavi aziendali“.

Invitiamo pertanto gli utenti coinvolti a rivolgersi a Federconsumatori per valutare la possibilità di presentare un reclamo e un’eventuale richiesta di rimborso delle somme pagate e non dovute. Chiamateci per appuntamento al n.051/6087120 o scriveteci su info@federconsumatoribologna.it.

A tale proposito occorre sottolineare che il provvedimento non dispone l’obbligatorietà dei risarcimenti: ciò non esclude, comunque, la possibilità di avanzare al vettore una richiesta in questo senso da parte dei cittadini interessati.

Considerando poi che l’AGCM ha disposto il divieto di prosecuzione della condotta, chiediamo a chiunque riscontri una eventuale ulteriore applicazione di questa policy di segnalarci il problema.

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Vodafone e H3G dovranno rimborsare gli utenti

L’AGCOM (Autorità Garante per le Comunicazioni) ha disposto l’obbligo per Vodafone e H3G di rimborsare i propri utenti per gli importi addebitati a causa di collegamenti involontari alla segreteria telefonica.

Nel comunicato stampa del 2 dicembre, l’AGCOM spiega che, in base alle segnalazioni ricevute, molti utenti ricevevano addebiti sul proprio conto per connessioni al servizio di segreteria telefonica del tutto involontarie, dovute al semplice sfioramento del relativo tasto della smartphone. Ad entrambi gli operatori sono state chieste misure per ovviare al problema e il rimborso ai clienti, pari ad euro 0,20 per ogni contatto nel caso di H3G e 1,50 euro al giorno in caso di utilizzo per gli utenti di Vodafone.

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Amazon sanzionata per pratiche commerciali scorrette

Con provvedimento del 9 marzo l’Autorità Garante Concorrenza e Mercato ha sanzionato due società di Amazon per pratica commerciale scorretta, in particolare per aver omesso  informazioni precontrattuali obbligatorie come quelle sulla
garanzia legale di conformità come previste dal Codice del Consumo. Inoltre, Amazon è stata accusata di aver limitato l’esercizio dei diritti post vendita, rifiutando di prestare assistenza e limitando la garanzia legale nel caso di acquisti sulla piattaforma marketplace.
Riguardo, in particolare, al marketplace, l’Autorità ha dichiarato che “il Sito non evidenzia in maniera chiara e agevolmente percepibile, già dal primo contatto, la circostanza che alcuni beni sono venduti da soggetti terzi e indipendenti”. Amazon “non fornisce alcuna informazione in merito al ruolo svolto dallo stesso nella transazione (ossia di mero “intermediario”). Tale carenza è significativamente più idonea ad ingenerare confusione atteso che Amazon, in taluni casi, gestisce direttamente la spedizione dei prodotti e il servizio di reso degli stessi. (…)  Infine, in tali casi anche il recesso viene gestito dallo stesso professionista.”
L’Autorità ha ritenuto di multare Amazon per 300.000 euro e ha chiesto di modificare le informative del sito.
Il testo integrale del provvedimento di seguito:
PS9353_chiusura

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Servizi non richiesti: sanzione di un milione e 773 mila euro a Telecom, Wind, Vodafone e H3G

L’Autorità Garante Concorrenza e Mercato ha sanzionato quattro grando aziende di telefonia, Telecom Wind, Vodafone e H3G, per pratica commerciale scorretta, per un totale di quasi due milioni di euro.

Le Aziende, nonostante il precedente richiamo del Garante, hanno continuato ad attivare ai clienti servizi “premium” senza un’adeguata informativa, a volte con un solo tasto. Come si legge nel comunicato stampa dell’AGCM, le imprese avrebbero potuto e dovuto implementare misure idonee a contrastare il fenomeno delle attivazioni non richieste mediante un unico click per l’acquisto del servizio. Ciò, a maggior ragione, perché si tratta di un mercato che richiede un elevato livello di tutela degli utenti.

Ricordiamo a tutti che, per contrastare gli abusi in bolletta, la via più efficace ed economica è quella della conciliazione, paritetica o davanti al CoReCom. la nostra associazione è come sempre disponibile con i propri consulenti specializzati.

 

 

 

Ester Anderlini
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Egitto: una buona notizia l'intervento dell'Antitrust

Con un  comunicato stampa l’Antitrust ha annunciato di aver concluso la sua istruttoria sul comportamento dei tour operator durante gli scontri in Egitto dell’agosto 2013.
Numerosi consumatori, infatti, a seguito dell’invito da parte del Ministero degli Esteri a non recarsi in quel paese, avevano rinunciato alla vacanza, ma i tour operator avevano trattenuto l’intera somma pagata, o in altri casi una parte del prezzo a titolo di “quota di iscrizione”. Peccato che la legge imponga all’organizzatore, in caso di rinuncia al viaggio per cause di forza maggiore, di rimborsare per intero il corrispettivo incassato.

A seguito dell’esposto presentato da Federconsumatori e da altre associazioni, l’Antitrust ha condannato Eden, Phone&Go, Marevero, I Viaggi di Atlantide, I Viaggi del Turchese e Brixia Tour Operator al pagamento di una sanzione per pratiche commerciali scorrette: come si legge nel comunicato stampa, “l’Antitrust ha giudicato una pratica commerciale aggressiva la condotta tenuta dagli operatori che, a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto, avevano trattenuto parte delle somme versate dai turisti; nonché una pratica commerciale scorretta la mancata informativa – nei siti Internet dei tour operator – sullo stato socio-politico di quel Paese, la cui conoscenza è stata considerata essenziale ai fini di una decisione consapevole e avveduta dei consumatori“.

Invece i tour operator Alpitour, Veratour, Swantour, Going/Bluvacanze, Settemari e Amico Tour Resort Travel si sono impegnati “a restituire ai clienti le somme trattenute a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto; a informare in futuro, tramite il proprio sito internet, di eventuali controindicazioni per le destinazioni oggetto dei  pacchetti turistici pubblicizzati; e infine, a inserire sul sito e nei cataloghi cartacei la previsione del rimborso integrale del prezzo, versato per il pacchetto turistico, in caso di annullamento del viaggio per causa non imputabile al consumatore”.

La Federconsumatori Bologna,  per mezzo dell’Avv. Paola Pizzi, ha avviato una causa-pilota nei confronti di Going che sta per giungere a conclusione ed è disponibile a tutelare i consumatori che non otterranno l’integrale restituzione del prezzo della vacanza.

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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L'Antitrust accoglie il nostro esposto e multa Trenitalia

Dal sito di Federconsumatori Emilia-Romagna:

A seguito di un esposto di Federconsumatori L’Antitrust interviene nei confronti di Trenitalia per le modalità di calcolo dei ritardi inserite nelle proprie “condizioni di trasporto”. Nel provvedimento trova riconoscimento quanto previsto dal regolamento CE 1371/07 richiesto da tempo da Federconsumatori,sul diritto al rimborso dei viaggiatori per ritardi di viaggi che coinvolgono più treni anche di categoria diversa: Trenitalia finora non aveva mai riconosciuto il diritto all’indennizzo in caso di mancata coincidenza tra un treno regionale e uno della Media e Lunga percorrenza. Per i viaggiatori della media-lunga percorrenza e per limitare gli importi delle sanzioni dell’Antitrust,Trenitalia si impegna a fornire dal 1° marzo 2015 una informazione capillare sui servizi forniti e sui loro diritti, la possibilità di richiedere il rimborso già dopo tre giorni dal termini del viaggio (ora sono 20), l’introduzione di un bonus del 25% (non in denaro) per ritardi tra 30 e 60 minuti ora non indennizzati,mentre verrà ammesso un margine di 3 minuti per il calcolo del ritardo in arrivo nei “grandi nodi”, tracui è compresa Bologna Centrale. L’Antitrust è intervenuta pesantemente con una sanzione di 1 milione di euro nei confronti di Trenitalia per le procedure di accertamento e repressione delle “irregolarità di viaggio” eccessivamente pesanti.In mancanza del biglietto viene richiesto al viaggiatore il prezzo del biglietto e una “sovrattassa” fino a 200 €, oltre a un’ulteriore somma a titolo di “oblazione”. Anche nei casi in cui il viaggiatore è nella impossibilità di acquistare il biglietto o quando l’impossibilità è dovuta a cause di forza maggiore,oppure addirittura a disservizi imputabili alla stessa Trenitalia. Federconsumatori riconosce la grande portata dei provvedimenti adottati dall’Antitrust e sottolinea l’evidente analogia nei comportamenti di Trenitalia anche per il Trasporto Regionale, ugualmente coinvolto nel mancato rispetto dei diritti degli utenti previsti dal regolamento europeo nell’emissione edisponibilità dei biglietti, nelle sanzioni erogate, negli indennizzi per ritardo, già oggetto di reclami edesposti a cui andrà necessariamente data soluzione.

Federconsumatori Emilia Romagna

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Agenzia riscossioni alias Esattoria srl multata dall'Antitrust

Aggiornamento del 7/8/2014: Il Consiglio di Stato, con Ordinanza n.3266/2014 che è consultabile a questo link, ha sospeso l’esecuzione della delibera AGCM in via cautelativa ritenendo necessaria un’ulteriore verifica circa il fatto che i soggetti destinatari delle condotte denunciate come scorrette possano qualificarsi come “consumatori”.

 

 

Abbiamo parlato, in questo articolo, di Agenzia Riscossioni, la società di recupero crediti che ha richiesto a diversi cittadini il pagamento di multe ATC vecchie di decenni con lettere aggressive e ingennevoli, che sembravano provenire dall’Agenzia delle Entrate. Abbiamo chiesto il parere dell’Antitrust sull’ingennevolezza della condotta e finalmente, dopo pochi mesi di istruttoria si è arrivati alla decisione dell’Autorità del 22 gennaio 2014, nella quale si dichiara che il comportamento di Agenzia Riscossioni “appare contrario alla diligenza professionale ed idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio cui esso è diretto potendolo spingere, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, al pagamento dei crediti.
Le lettere di preavviso sono impostate, infatti, con modalità idonee ad ingenerare nei consumatori l’erroneo convincimento di esser destinatari di una procedura esecutiva iniziata dall’amministrazione finanziaria pubblica e, nella loro presentazione complessiva, appaiono ambigue, con riferimento alla reale natura del professionista interessato e caratterizzate da profili di aggressività.
Le richiamate modalità, evidenziate, in particolar modo, dalla stessa Agenzia delle Entrate, sono rappresentate, nello specifico, dal combinato disposto dei segni distintivi usati dalla società, quali la denominazione sociale, unitamente alla specifica “Ufficio Entrate Roma”, e il logo, che può evocare quello della Repubblica, nonché dal titolo del firmatario “Il Direttore Ufficio Entrate”, volto a richiamare la sopracitata specifica. Inoltre, risulta anche ambigua la stessa citazione dell’art. 14 L. n. 890/82 in quanto spetta solo all’amministrazione finanziaria pubblica il legittimo esercizio del potere di notifica ai sensi della norma in questione.”. Ne consegue che “le lettere di preavviso, così come formulate, sono idonee ad esercitare, nei confronti dei destinatari, un notevole grado di pressione psicologica suscettibile, nella sostanza, di determinare un significativo condizionamento delle scelte e dei comportamenti economici.”
L’Antitrust ha condannato la società al pagamento di una sanzione amministrativa di 10.000 euro e alla pubblicazione, a sue spese, dell’estratto della delibera sul Resto del Carlino.
Il testo integrale della delibera può essere letto sul Bollettino settimanale dell’AGCM, da pag 44 a pag 55.

Bollettino AGCM 6/2014

 

 

E.A.

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