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Case vacanza: come evitare brutte sorprese

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le offerte di case-vacanza, sia su piattaforme come AirBNB sia tramite agenzie o annunci. Il numero di persone che preferisce trascorrere le ferie in case private anziché in hotel è sempre più alto, perché le case-vacanza o i bed&breakfast permettono un’organizzazione più flessibile della giornata e sono mediamente più economici; dall’altro lato molti proprietari di seconde case preferiscono concedere in affitto breve le proprie abitazioni quando non le usano, per contenere le spese fisse.

Ma quali sono le accortezze da avere quando si sceglie una casa-vacanza e come fare quando ci sono disservizi?

Innanzitutto, è meglio rivolgersi alle piattaforme o alle agenzie, che nella maggior parte dei casi pagano il proprietario solo quando l’ospite arriva fisicamente nell’alloggio, facendo il check-in. Ovviamente il sito della piattaforma deve essere reale e non falsificato: non cliccate su link che arrivano per posta elettronica, ma andate sempre sul sito ufficiale e da lì cercate la casa.

Quando si rispondono ad annunci privati, nei quali il proprietario chiede quasi sempre il pagamento anticipato oppure una caparra, il rischio è di incappare in vere e proprie truffe: case inesistenti che vengono affittate a più persone contemporaneamente, ruderi a malapena agibili spacciati per alloggi lussuosi, ecc.

Le cautele da adottare sono quindi le seguenti:

– chiedere al proprietario il contratto scritto. Nel contratto è indicato l’indirizzo della casa e gli obblighi di proprietario e ospiti per quanto riguarda le dotazioni minime, la pulizia, ecc.;

– chiedere anche carta di identità e codice fiscale. Questi dati vi saranno utili per verificare, presso gli sportelli dell’Agenzia del Territorio (ex catasto) se la persona è effettivamente proprietaria dell’immobile (se si hanno le credenziali SPID, la verifica si può fare anche online);

– chiedere di poter effettuare un sopralluogo, anche tramite un incaricato. Se è una truffa, il vostro interlocutore troverà mille scuse; se poi la casa da affittare è vicina al vostro luogo di residenza, potete anche verificare di persona se quanto scritto nell’annuncio è vero;

– se il proprietario vi manda foto della casa, con una veloce ricerca in internet potete assicurarvi che non siano foto scaricate dalla rete;

– per il pagamento della caparra, non effettuate ricariche su carte prepagate (tipo Postepay), ma preferite il bonifico, da effettuare solo dopo aver chiesto copia della carta di identità e aver verificato che l’intestatario del conto sia effettivamente la persona che vi sta contattando. Verificate anche che l’IBAN sia italiano (inizia per IT) e chiedete alla vostra banca a quale filiale appartiene: se non è coerente con l’indirizzo di residenza del proprietario, meglio rinunciare.

– comunicate con il proprietario sempre per iscritto, anche via email, e conservate le conversazioni: questo vi aiuterà in caso di problemi.

Cosa fare se, nonostante tutte le precauzioni, la casa non è come descritta nell’annuncio?

Se avete utilizzato una piattaforma di prenotazione, ci sono apposite procedure di reclamo, che spesso risolvono il problema senza bisogno di una messa in moda formale; se invece avete risposto ad un annuncio di un privato, il contratto è regolato dal Codice Civile (tra privati non si applica il Codice del Consumo) e le eventuali contestazioni vanno fatte per iscritto con la maggiore tempestività possibile.

La nostra associazione è ovviamente a disposizione per consigli ed assistenza.

 

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Siamo tutti pedoni 2017, un progetto del Centro Antartide.

E’ con piacere che condividiamo questa importante iniziativa dal titolo “Siamo tutti Pedoni 2017” ad opera del Centro Antartide, alleghiamo il libretto def SIAMO TUTTI PEDONI 2017, Rigeneriamo la Città! da cui riprendiamo la lettera introduttiva del presidente:

“la campagna che Questa nona edizione della campagna “Siamo tutti pedoni” vuole affermare la necessità di uno sguardo più ampio nell’ affrontare i temi della sicurezza dei pedoni e degli altri utenti vulnerabili della strada. Per garantire un sano sviluppo delle nostre comunità è necessario modificare le nostre città. Oggi sono progettate e strutturate sull’ uso prevalente dell’auto privata e dobbiamo rigenerarle con nuove visioni ed infrastrutture che incentivino e facilitino gli spostamenti a piedi o in bicicletta e quindi con i mezzi di trasporto pubblico. E’ necessario anche riscoprire e valorizzare la vita di comunità negli spazi pubblici. Creare le condizioni per vivere in sicurezza nelle strade e nei giardini ha un impatto sulla salute collettiva: dalla riduzione dei morti e feriti sulle strade, alla riduzione dell’inquinamento dell’aria, dalla riduzione dei rischi per la salute dovuti anche alla vita sedentaria, allo sviluppo di un’economia di prossimità. Il simbolo che abbiamo scelto per racchiudere i principi di questo processo di ripensamento delle nostre città è la panchina, luogo di relazioni, ma anche di fruizione sostenibile delle città. Le panchine sono anche uno dei fattori che permettono di muoversi a piedi in autonomia anche a chi ha difficoltà negli spostamenti. E allora l’invito che lanciamo è, da una parte, quello di contribuire allo sviluppo e messa in pratica di visioni di città a dimensione di pedone; dall’altra, per ciascuno di noi, di “dare gambe” a nuove modalità di fruizione degli spazi pubblici delle nostre città. Rigeneriamo le città per rigenerare le nostre comunità!”

 

Marco Pollastri

Centro Antartide

 

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“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

 

 

 

 

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Ferrovie: RFI conferma la precedenza ai treni ad Alta Velocità anche nelle fasce pendolari

Secondo fonti ben informate RFI, Rete Ferroviaria Italiana, avrebbe diramato una circolare
interna nella quale prevede che, in caso che un treno dell’Alta Velocità rischi di arrivare con un
ritardo superiore a 5 minuti, i treni regionali e gli IC dovranno “cedere il passo” anche nelle fasce
pendolari garantite!
Se questo provvedimento verrà confermato, sarà l’ultima riprova della scelta del gruppo FS di
privilegiare l’Alta Velocità a discapito dei treni delle tratte regionali e interregionali, dove i ritardi
non sono certo garantiti entro i 5 minuti.
E’ bene ricordare a RFI che il trasporto ferroviario è considerato “universale” in tutti i suoi
aspetti e che i passeggeri di tutto il trasporto ferroviario dovrebbero veder tutelati i propri diritti,
indipendentemente dalla tipologia di treno utilizzato. La scelta di quotarsi in borsa non può vedere
asserviti i treni regionali all’unica priorità del business dell’Alta Velocità.
Una direttiva di RFI in tal senso sarebbe in contrasto con quanto pattuito con la Regione
Emilia Romagna in quanto committente del servizio ferroviario regionale e in contrasto con quanto
dichiarato da RFI nel Prospetto Informativo della Rete (PIR) approvato all’Autorità di Regolazione
dei Trasporti che a questo punto non può che intervenire per censurare tali comportamenti.

 

Giuseppe Poli
Federconsumatori ER

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Terremoto a Ischia: consigli per chi ha prenotato

da federconsumatori.it

 

All’indomani dell’evento evento che ha colpito l’isola di Ischia stiamo ricevendo numerose segnalazioni di cittadini che hanno prenotato un soggiorno nelle località colpite, ma vorrebbero rinunciarvi.
Innanzitutto bisogna evitare pericolosi allarmismi.
Ovviamente i cittadini sono liberi di decidere se rinunciare o meno.

Dal momento che la maggior parte delle strutture non ha riportato danni, né si è configurata una oggettiva impossibilità a recarsi nell’isola, è probabile, però, che tale rinuncia comporti la perdita della caparra versata e non dia luogo al rimborso dei titoli di viaggio acquistati. Se avete prenotato tramite un’agenzia e sottoscritto una polizza assicurativa, è comunque bene consultare la vostra agenzia per verificare la possibilità di recesso.

Consigliamo a tutti i cittadini che intendano rinunciare la proprio soggiorno di:

  • Consultare la Protezione Civile per sapere se nella località di destinazione vi sono stati danni o siano insorti dei rischi;
  • Contattare la struttura ricettiva per verificarne l’operatività;
  • Contattare l’agenzia tramite la quale si è prenotato o, qualora fosse stata sottoscritta autonomamente una polizza, verificarne attentamente le condizioni contrattuali;
  • Consultare il sito del Ministero degli Interni per eventuali aggiornamenti e avvisi.

In ogni caso le sedi della Federconsumatori sono a disposizione per tutta l’assistenza e le informazioni necessarie.

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Multa a Trenitalia di 5 milioni

A seguito di un esposto di Federconsumatori, l’AGCM (Antitrust) ha sanzionato Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale scorretta inerente il sistema telematico di ricerca e acquisto dei titoli di viaggio accessibile alla clientela: sul sito aziendale, tramite le emettitrici self-service di stazione e la App Trenitalia per smartphone e tablet.
A seguito di un complesso procedimento, l’Autorità ha, infatti, accertato che l’insieme di soluzioni di viaggio proposte a seguito di una ricerca su tali strumenti informatici omette numerose soluzioni con treni regionali (generalmente più economiche), pur trattandosi di alternative sostituibili a quelle invece mostrate, alterando in questo modo la scelta del consumatore.
In particolare, la soluzione di viaggio che prevede un cambio e l’utilizzo di treni regionali non è mai inclusa nei risultati di ricerca e non è altrimenti rintracciabile (se non attraverso la specifica ricerca con l’opzione “Regionali” sul sito internet), laddove la partenza sia in prossimità di una soluzione che utilizza Frecce e Intercity (l’unica invece sempre mostrata) anche se di poco più veloce.
Trenitalia non ha in alcun modo informato i consumatori in merito a tale importante limitazione, ma ha anzi utilizzato, sul sito aziendale, la denominazione ingannevole “tutti i treni”.
L’Autorità ha ritenuto tale pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo e ha
irrogato a Trenitalia S.p.a. una sanzione di 5 milioni di euro, pari al massimo consentito. In
considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori l’Autorità ha, altresì, imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di rettifica informativa sul proprio sito internet, sull’App e sulle emettitrici self service presenti in stazione.

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Roaming libero: attenzione alle trappole!

Sono molti i cittadini che si preparano, in questi giorni, ad andare in vacanza.

A chi è già partito, o è in procinto di farlo consigliamo di non abbassare la guardia sul fronte delle tariffe di telefonia mobile, in particolare per quanto riguarda il traffico dati.

Sono molti i cittadini che ci segnalano, infatti, vere e proprie trappole svuota-credito.

Prima dell’addio al roaming vi era estrema attenzione, una volta usciti dall’Italia, nel verificare che il blocco del traffico dati fosse operativo, ora i cittadini, invece, sono portati a pensare che il traffico sia libero e sono perciò esposti alle insidie delle compagnie.

In nave.

Non tutti sanno, ad esempio, che in alto mare, su alcuni traghetti e navi da crociera, scattano i collegamenti satellitari, estremamente costosi (una telefonata può costare anche 3 Euro al minuto!).

Basta un nonnulla, in questo modo, per ritrovarsi con il credito azzerato: gli smartphone, infatti, continuano a scaricare dati ed aggiornamenti, consumando traffico dati, anche quando apparentemente sono inattivi.

Le compagnie, in questo caso, sono tenute ad informare via sms per tempo i propri clienti delle tariffe applicate per telefonate e traffico internet: se gli utenti non ricevono alcuna comunicazione dalla compagnia possono chiedere il rimborso di quanto viene loro addebitato.

È bene ricordare, in ogni caso, che se gli importi scalati per l’uso di Internet superano l’importo di 50 euro deve scattare il blocco della rete. Se tale blocco non scattasse automaticamente, l’utente può chiedere il rimborso della differenza.

Per chi deve viaggiare in nave, quindi, è bene ricordarsi di disattivare il traffico dati e di telefonare con moderazione, in alternativa è possibile sottoscrivere con la propria compagnia offerte e pacchetti più economici dedicati appositamente a chi viaggia su navi e traghetti.

 

Attraversare paesi extra-UE.

Per andare in vacanza, a molti capita di attraversare Paesi che non appartengono all’UE quali, ad esempio, Svizzera, San Marino, Montenegro e Albania.

Non facendo parte della Unione, l’abolizione del roaming in questi paesi non è in vigore. Va quindi tenuto a mente per evitare brutte sorprese ancora prima di arrivare a destinazione! Anche in questo caso le compagnie sono tenute ad informare i propri clienti dei costi applicati, non appena varcati i confini. Se questo non dovesse avvenire è possibile effettuare un reclamo.

 

A tutti i cittadini incappati in questi extra-costi consigliamo di rivolgersi ai nostri sportelli presenti sull’intero territorio nazionale, per valutare la correttezza degli addebiti e per effettuare la richiesta di rimborso, qualora non vi fosse stata una corretta e tempestiva comunicazione.

A Bologna, siamo aperti in agosto i giorni 8-9 e 22-23 dalle 9 alle 12 e dal 28 con orario regolare. Gli appuntamenti riprenderanno a settembre.

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Per "Vacanze con i fiocchi" 2017 è #slowdown!

E’ proprio il caso di dirlo: ” chi va piano, va sano e va lontano…”.

Al centro del progetto ” Vacanze con i fiocchi” del 2017  infatti vi è il tema della velocità in particolare mentre si guida e si raggiunge la meta di una tanto desiderata quanto meritata vacanza. La campagna nazionale per la sicurezza sulle strade delle vacanze,che conta ormai diciotto edizioni ,è promossa Centro Antartide e dall’Osservatorio per l’Educazione Stradale e la Sicurezza della Regione Emilia-Romagna. L’iniziativa promuove comportamenti responsabili in viaggio per contenere il picco di incidenti stradali e vittime che si registra nei mesi di esodo estivo.

“Se riducessimo la velocità a cui guidiamo del 5%, il rischio di incorrere in un incidente calerebbe esponenzialmente, di oltre il 30%. Sarebbe così grave allora rallentare un po’, magari a partire dal viaggio che ci porta alla nostra meta di vacanza? ”. Si apre come d’abitudine con le parole di Piero Angela, storico padre della campagna, il volantino pieghevole  di Vacanze Coi Fiocchi, che si rivolge a tutti coloro che si mettono alla guida per raggiungere i luoghi di villeggiatura della penisola.La velocità sempre maggiore dei veicoli privati, per quanto dia l’illusione di migliorare la qualità di vita, ha fatto lievitare esponenzialmente i rischi per chi si mette alla guida. Infatti, più premiamo sull’acceleratore, più riduciamo il nostro campo visivo, aumentiamo le possibilità di incorrere in un incidente, diminuiamo le possibilità di vedere e reagire prontamente a un imprevisto, aggraviamo le conseguenze di ogni minima distrazione. Specialmente in caso di particolari condizione atmosferiche. Per questo la diciottesima edizione di Vacanze Coi Fiocchi, la campagna per la sicurezza stradale sulle strade delle vacanze raccoglie l’invito lanciato dalle Nazioni Unite per la Settimana Globale della Sicurezza Stradale, concentrandosi sullo #SlowDown, la riduzione della velocità alla guida, una delle principali cause di incidente ma anche un grave fattore di stress che mal si sposa con i viaggi verso le mete delle vacanze, che dovrebbero essere improntati al relax, alla lentezza e al piacere nel raggiungere le località prescelte. Perché il viaggio, se ben programmato, è già a tutti gli effetti parte delle nostre ferie.

Per seguire la campagna online vi è la Pagina Facebook dove trovare aggiornamenti e consigli dei numerosi volti che hanno prestato aiuto alla campagna per la sicurezza sulla strada d’estate. Novità appuntamenti e incontri si terranno in Emiliaa-Romagna a cavallo tra Luglio e Agosto. Restate aggiornati sul sito www.vacanzecoifiocchi.itvacanzecoifiocchi2016

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Le considerazioni di Federconsumatori sul CETA

Oggetto: Osservazioni di Federconsumatori Nazionale in merito alla ratifica del Trattato CETA – Comprehensive Economic Trade Agreement

 

 

Lasciamo una breve memoria in cui si sintetizza la posizione di Federconsumatori sulla proposta di Trattato CETA, chiedendo al Parlamento di non ratificarlo e al Governo italiano di farsi promotore di una sostanziale riscrittura dello stesso che, ove mantenuto nei suoi contenuti attuali, provocherebbe danni alle produzioni italiane e ai livelli di tutela sociale e della salute dei cittadini.

 

Innanzi tutto ci preme sottolineare la scarsa informazione e lo scarso coinvolgimento dei cittadini italiani, che pure subiranno ripercussioni sulla propria qualità di vita in seguito all’attuazione del Trattato.

 

E’ inoltre particolarmente delicata la questione relativa agli ISDS, cioè le clausole di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato, la cui adozione consente a gruppi privati di ricorrere ad un arbitrato internazionale qualora vedano i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti varati dai governi. In questo modo viene istituito una sorta di tribunale sovranazionale nel quadro di un meccanismo che intacca la possibilità dello Stato di adottare leggi di interesse pubblico che tocchino gli interessi e i guadagni delle aziende.

 

Altro punto problematico è rappresentato dal principio di precauzione, non previsto né tantomeno tutelato dal CETA: mentre in Canada, così come negli Stati Uniti, le sostanze possono essere utilizzate e commercializzate finché non ne viene dimostrata la dannosità, nei Paesi UE è esattamente il contrario. Se un’azienda, quindi, deve commercializzare una sostanza, è prima tenuta a dimostrare scientificamente che questa non provochi alcun danno. In questo senso l’accordo sancisce un cambiamento nettamente peggiorativo in termini di tutela della salute del consumatore. E’ antistorico passare da politiche di prevenzione a politiche risarcitorie.

 

Non si possono non valutare i potenziali rischi per il mondo del lavoro. L’accordo infatti non prevede disposizioni vincolanti in merito all’incremento dell’occupazione, alla tutela della salute e alla sostenibilità sociale e ambientale.

 

Infine, c’è la questione delle denominazioni italiane DOP e IGP. In base ad un criterio che non è stato reso noto, sono stati selezionati 41 prodotti italiani tutelati dal CETA. Ciò significa che le restanti 248 denominazioni Made in Italy restano escluse: basti pensare che per l’olio d’oliva nessuna delle principali DOP e IGP è inclusa nella lista. Inoltre a questa tutela sono previste alcune, rilevanti eccezioni. Un primo, rilevante esempio è rappresentato dalla possibilità, per gli operatori canadesi che hanno utilizzato i marchi Asiago, Fontina e Gorgonzola fino al 18 ottobre 2013, di continuare ad utilizzare tali diciture. Inoltre sarà ancora consentita la registrazione di marchi contenenti il termine Parmesan (con divieto di utilizzo di elementi che possano ingannare il consumatore in merito all’origine del prodotto), ammettendo in sostanza una coesistenza del Parmesan e del Parmigiano Reggiano. Altra convivenza discutibile riguarda i salumi: il prosciutto di Parma, il prosciutto Toscano, il prosciutto di Modena e il prosciutto San Daniele verranno immessi nel mercato canadese ciascuno con la propria denominazione ma dovranno convivere con gli omonimi marchi canadesi registrati. Ciò significa che per questi prodotti viene consentita e ratificata la possibilità di vendita e distribuzione sia degli originali italiani sia della loro versione canadese. Tutti elementi, questi, che di fatto allentano la difesa del patrimonio agroalimentare italiano e delle nostre produzioni, poiché mantengono una situazione di ambiguità che rende difficile il riconoscimento del prodotto originale.

 

“Progetto realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo Economico. Ripartizione 2015.”

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È fallita LowCostTravelGroup , migliaia di turisti danneggiati. Come ottenere il rimborso?

La società spagnola LowCostTravelGroup, che gestiva i siti Hoteling.com, Lowcostbeds.com e Lowcostholidays.com , è fallita ufficialmente i primi di agosto, come hanno potuto constatare i numerosi turisti che non hanno potuto godere delle vacanze già prenotate e pagate. Nei mesi precedenti il fallimento la società non ha inoltrato alle strutture alberghiere le prenotazioni effettuate tramite il sito, né ovviamente gli importi pagati dai clienti.

Sulla homepage dei siti www.hoteling.com e www.lowcostholidays.com campeggia ora un avviso, in inglese e spagnolo, dei curatori fallimentari. Cosa possono fare quindi i clienti dell’agenzia on-line che hanno pagato la loro vacanza tramite il sito?

Innanzitutto, per quanto riguarda i voli aerei, la prenotazione dovrebbe essere valida, ma è necessario comunque contattare la compagnia aerea per conferma e per avere i documenti del check-in.

Per quanto riguarda invece le sistemazioni alberghiere, i curatori affermano che non sono state pagate, pertanto occorre contattare direttamente le strutture per effettuare una nuova prenotazione.

Nel  caso in cui non riusciate ad usufruire della vacanza o del volo già pagati, o siate costretti a pagare di nuovo direttamente all’albergo, si può richiedere il rimborso, in vari modi:

  • – Innanzitutto, se il pagamento è avvenuto con carta di credito, si può utilizzare la procedura di chargeback, ovvero contestare l’addebito. Occorre inviare, alla ricezione dell’estratto conto, una contestazione scritta all’emittente della carta di credito con la quale si chiede l’annullamento della transazione e il rimborso della somma.
  • – Se il pagamento è avvenuto tramite Paypal, esiste una analoga procedura, all’interno del programma di protezione dell’acquirente.
  • – Se è stata stipulata una polizza assicurativa, occorre controllare se le clausole permettono di coprire anche il rischio di insolvenza.
  • – Infine, si può reclamare presso il Governo delle Isole Baleari: la legge spagnola sui diritti dei consumatori prevede infatti la creazione di un Fondo di tutela proprio per i casi di insolvenza dei tour operator. Il Governo delle Baleari, sul suo sito, fornisce i chiarimenti necessari. La richiesta al Governo può essere fatta solo per chi ha acquistato un pacchetto viaggio volo + hotel.


La nostra associazione è ovviamente a disposizione per la tutela dei turisti che hanno prenotato tramite Hoteling.com o Lowcostholidays.com . Gli interessati possono chiamarci per appuntamento al n.051/6087120 a partire dal 22 agosto.

 

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Egitto: una buona notizia l'intervento dell'Antitrust

Con un  comunicato stampa l’Antitrust ha annunciato di aver concluso la sua istruttoria sul comportamento dei tour operator durante gli scontri in Egitto dell’agosto 2013.
Numerosi consumatori, infatti, a seguito dell’invito da parte del Ministero degli Esteri a non recarsi in quel paese, avevano rinunciato alla vacanza, ma i tour operator avevano trattenuto l’intera somma pagata, o in altri casi una parte del prezzo a titolo di “quota di iscrizione”. Peccato che la legge imponga all’organizzatore, in caso di rinuncia al viaggio per cause di forza maggiore, di rimborsare per intero il corrispettivo incassato.

A seguito dell’esposto presentato da Federconsumatori e da altre associazioni, l’Antitrust ha condannato Eden, Phone&Go, Marevero, I Viaggi di Atlantide, I Viaggi del Turchese e Brixia Tour Operator al pagamento di una sanzione per pratiche commerciali scorrette: come si legge nel comunicato stampa, “l’Antitrust ha giudicato una pratica commerciale aggressiva la condotta tenuta dagli operatori che, a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto, avevano trattenuto parte delle somme versate dai turisti; nonché una pratica commerciale scorretta la mancata informativa – nei siti Internet dei tour operator – sullo stato socio-politico di quel Paese, la cui conoscenza è stata considerata essenziale ai fini di una decisione consapevole e avveduta dei consumatori“.

Invece i tour operator Alpitour, Veratour, Swantour, Going/Bluvacanze, Settemari e Amico Tour Resort Travel si sono impegnati “a restituire ai clienti le somme trattenute a seguito dell’annullamento dei viaggi in Egitto; a informare in futuro, tramite il proprio sito internet, di eventuali controindicazioni per le destinazioni oggetto dei  pacchetti turistici pubblicizzati; e infine, a inserire sul sito e nei cataloghi cartacei la previsione del rimborso integrale del prezzo, versato per il pacchetto turistico, in caso di annullamento del viaggio per causa non imputabile al consumatore”.

La Federconsumatori Bologna,  per mezzo dell’Avv. Paola Pizzi, ha avviato una causa-pilota nei confronti di Going che sta per giungere a conclusione ed è disponibile a tutelare i consumatori che non otterranno l’integrale restituzione del prezzo della vacanza.

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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