Coronavirus: come cambia la nostra vita

Il Covid-19, comunemente detto Coronavirus, sta costringendo tutti noi a confrontarci con una realtà inedita, densa di preoccupazioni e in alcuni casi di dolore e sofferenza.
È una prova difficile, ciascuno di noi è attraversato da mille pensieri e sensazioni. Abbiamo regole di vita da rispettare per salvaguardare la salute di tutti. Tutto è cambiato in attesa di un ritorno ad una vita normale.
Federconsumatori Nazionale e Federconsumatori e Emilia Romagna, in questa fase così difficile e particolare, hanno deciso di promuovere una ricerca, in collaborazione dell’Istituto di ricerca IRES Emilia Romagna, per capire come i cittadini stanno vivendo questo momento.
È anche un modo, per chi risponderà al questionario (disponibile solo on line e in forma completamente anonima), per riflettere e dare vita a una ricerca ci servirà, tra qualche mese, per elaborare quanto è accaduto e per trarne spunti e indicazioni per il futuro.
Grazie a tutti coloro che vorranno collaborare rispondendo al questionario cliccando sul link sottostante.

https://www.federconsumatori.it/doc/partecipa-al-sondaggio-coronavirus-come-cambia-la-nostra-vita/20200317013304

111 Visite

Coronavirus: sospesi i distacchi per morosità di energia, gas e acqua.

Su nostra richiesta, Arera ha deciso di bloccare tutte le eventuali procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità di famiglie e piccole imprese fino al 3 aprile 2020.
È stato inoltre istituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, con disponibilità fino a 1 miliardo, per garantire la sostenibilità degli attuali e futuri interventi regolatori a favore di consumatori e utenti.
La nostra richiesta era stata inviata ieri, non solo ad Arera, ma anche al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) e all’AGCOM. Ci aspettiamo ora che analoga decisione venga presa per le utenze telefoniche e per i servizi di connessione.
Infatti i cittadini che devono rimanere a casa non possono essere privati di servizi essenziali quale il telefono necessario per chiedere aiuto in caso di bisogno.
Una fase straordinaria richiede misure straordinarie e la massima collaborazione da parte di tutti, per questo confidiamo nel buonsenso del Governo e delle Autorità competenti affinché i cittadini non subiscano disagi o ingiustizie.

Intanto anche alcune aziende stanno adottando politiche di aiuto ai clienti. Ad esempio Hera s.p.a. ha emesso un comunicato dove dichiara che:

Hera offre a tutti i propri clienti – famiglie e imprese -, che subiscono una oggettiva situazione di difficoltà economica, di poter richiedere per le bollette in scadenza relative a tutti i servizi collegati a regolare rapporto di fornitura – dunque acqua, rifiuti in regime di tariffazione puntuale o commerciale e forniture di energia elettrica e gas (purché non in regime di salvaguardia e di ultima istanza), di:

· rinviare la scadenza di pagamento di 30 giorni
· oppure rateizzare il pagamento in tre rate nei tre mesi successivi.

Per le bollette con importi superiori a 4.500 euro saranno definiti piani di rateizzazione specifici, anche in relazione alla situazione contrattuale complessiva e alla regolarità nei pagamenti delle scadenze pregresse.
Per le bollette in scadenza dal 13 marzo fino al 30 aprile, in linea con le scadenze a oggi definite dal Governo, che saranno oggetto di rinvio di 30 giorni nella scadenza o di rateizzazioni nei tre mesi successivi, Hera non applicherà alcun interesse passivo per il ritardato pagamento.
Il rinvio della scadenza di pagamento o la rateizzazione potranno essere richiesti direttamente al Servizio Clienti, chiamando il numero riportato nella bolletta per i clienti residenziali e per i clienti business.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

226 Visite

Coronavirus: i nostri sportelli si fermano ma il nostro lavoro no

*AGGIORNAMENTO DEL 12/03/2020*

Sia gli sportelli di ricevimento del pubblico, sia la sede di Via Gramsci 3 a Bologna resteranno CHIUSI fino al 3 aprile.

PER AVERE UNA CONSULENZA O AVVIARE UNA PRATICA ONLINE SCRIVETE SU

info@federconsumatoribologna.it

Il centralino 051/255810 risponderà (con trasferimento di chiamata) nei seguenti orari:

Dal Lunedì al Venerdì 9-12 e 14-17

________________________________________________
________________________________________________

9-03-2020 – Per dare il nostro contributo al rallentamento della diffusione del Covid-19 e per tutelare la salute dei nostri associati e dei nostri volontari, la Federconsumatori di Bologna ha deciso di sospendere fino alla fine del mese gli sportelli di ricevimento del pubblico, sia presso la sede di Via Gramsci 3 a Bologna sia presso i comuni della provincia e le sedi sindacali.

Il nostro lavoro però continua: il centralino continuerà a ricevere chiamate al consueto orario e la sede di Via Gramsci a Bologna è aperta per le urgenze e la consegna di documenti. Per avviare una pratica scriveteci il vostro problema alla mail info@federconsumatoribologna.it : vi contatteremo e vi aiuteremo via email dove possibile.

Le persone che hanno già preso appuntamento per marzo saranno chiamate individualmente dal consulente che li avrebbe ricevuti.

221 Visite

Vademecum sui viaggi annullati per Covid-19

La diffusione del coronavirus in Italia e in molti altri Paesi, oltre a costituire una grave emergenza di salute pubblica, si ripercuote in molti altri settori, in primis su quello turistico.
Le misure straordinarie appena approvate dal Governo prevedono interventi di sostegno al comparto turistico nonché tutele specifiche per chi abbia acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti turistici. I provvedimenti introdotti prevedono in particolare che coloro i quali:

• siano sottoposti a “quarantena”;
• siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
• abbiano programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’approdo o l’arrivo

possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alternativa. L’intermediario (o la compagnia aerea) è tenuto ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra:

• un pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore;
• il rimborso;
• un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione.

Gli utenti, quindi, possono avvalersi del diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico comunicando al vettore e/o al tour operator e/o all’agenzia di viaggi che rientrano in una delle casistiche sopra esposte, allegando il titolo di viaggio e la documentazione che attesta la programmata partecipazione agli eventi cancellati, chiedendone il rimborso.
La richiesta deve essere inoltrata:
• entro 30gg dalla cessazione delle situazioni di isolamento
o
• dall’annullamento degli eventi
o
• dalla data della prevista partenza.

I viaggiatori possono mettersi in contatto con agenzie di viaggio e tour operator per concordare una delle soluzioni previste dalla normativa, in modo da usufruire appieno del diritto al riconoscimento di un giusto e fruibile indennizzo.
Sollecitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione ad eventuali richieste di sottoscrizione di impegni, atti o liberatorie che il tour operator o l’agenzia sottoponesse loro in sede di rimborso.
Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati: gli utenti possono esercitare il diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. Anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher di importo equivalente e da utilizzarsi entro un anno dalla data di emissione.
La normativa è praticamente in vigore dl 23 febbraio 2020 e fino al 2 maggio 2020, salvo reiterazioni o trasformazioni da vedersi successivamente.

272 Visite

La tutela dei viaggiatori al tempo del COVID-2019: come orientarsi.

La diffusione del virus CODIV-19 ha spinto i governi di vari paesi ad adottare misure restrittive volte alla riduzione del rischio di contagio.

In situazione del tutto eccezionale sono molti i consumatori che chiedono come orientarsi rispetto alla prenotazione di viaggi con voli aerei o treni, o navi ovvero con pacchetti turistici.

Per dare compiuta risposta a come orientarsi in tale mare magnum è bene partire dall’inquadramento fornito dalla stessa giurisprudenza della Suprema Corte che ha fornito chiare e precise indicazioni in materia.

I pacchetti Turistici

Occorre innanzitutto chiarire che per pacchetto turistico si intende, così come testualmente si legge nella sentenza della Cassazione n. 16315/2007, la “prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall’alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa del “pacchetto turistico”, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte (D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 2 e segg., ora trasfuso nell’art. 84 del Codice del Consumo).

La pluralità di attività e servizi che compendiano la prestazione valgono in particolare a connotare la finalità che la stessa è volta a realizzare.

Il trasporto o il soggiorno o il servizio alberghiero assumono infatti al riguardo rilievo non già singolarmente e separatamente considerati bensì nella loro unitarietà funzionale, non potendo al riguardo prescindersi dalla considerazione dei medesimi alla stregua della “finalità turistica” che la prestazione complessa di cui si sostanziano appunto quali elementi costitutivi è funzionalmente volta a soddisfare.

il pacchetto turistico infatti è volto a soddisfare “dei profili – da apprezzarsi in condizioni di normalità avuto riguardo alle circostanze concrete del caso – di relax, svago, ricreativi, ludici, culturali, escursionistici, ecc. in cui si sostanzia la “finalità turistica”, o lo “scopo di piacere” assicurato dalla vacanza, che il turista- consumatore in particolare persegue nell’indursi alla stipulazione del contratto di viaggio vacanza “tutto compreso”.

Secondo quanto giustamente evidenziato dalla Cassazione, dunque, la finalità turistica (o scopo di piacere) costituisce un motivo determinante nei pacchetti turistici, tanto da costituirne la causa concreta del contratto (cfr. Cass., 25/5/2007, n. 12235; Cass., 8/5/2006, n. 10490).

Ora in una situazione di emergenza sanitaria, quand’anche il trasporto ed il soggiorno siano prestazioni obiettivamente eseguibili, ciò che risulta inutilizzabile per il consumatore è la finalità turistica del contratto stesso, che risulta privato dello scopo di piacere, di relax che costituisce la sua intrinseca causa.

Sulla base di tali motivazioni la cassazione nella nota sentenza, n. 16315 (Cass. civ. Sez. III, (ud. 22-03-2007) 24-07-2007) ha dichiarato la sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto de quo dal medesimo stipulato, “rimanendo essenzialmente compromessa la “necessità di assicurare che quella vacanza sarebbe stata poi fruita in condizioni di ordinaria tranquillità, secondo i canoni di valutazione propri di un turista medio“.

In altre parole, i consumatori che hanno acquistato pacchetti turistici, possono senza alcun problema comunicare la loro disdetta ed ottenere la restituzione di tutti gli importi versati per l’acquisto del pacchetto senza dover corrispondere alcuna penale.

Trasporto ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestri

Le misure emergenziali volte ad evitare la diffusione del virus configurano, così come stabilito dal decreto legge n. 9 /2020, una ipotesi di sopravvenuta impossibilità della prestazione secondo quanto previsto dall’art. 1463 del codice civile (cfr.

https://www.enac.gov.it/sites/default/files/2020-03/Decreto-Legge_2_marzo_2020_n_9-art_28.pdf)

Pertanto si configura una ipotesi di impossibilità della prestazione dai:

– soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo;

– soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;

– soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti

– dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Secondo quanto previsto dal decreto legge in questione, pertanto, tutti questi soggetti hanno diritto al rimborso integrale di quanto corrisposto per l’acquisto del loro titolo di viaggio.

Il decreto specifica in dettaglio forme e termini per richiedere il rimborso.

– Avv. Paola Pizzi consulente legale Federconsumatori Bologna

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

340 Visite

Come chiedere il bonus per i seggiolini anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online il sito per chiedere il contributo di 30 euro all’acquisto di un seggiolino anti-abbandono, obbligatorio per trasportare in auto i bambini fino a 4 anni.

Per avere il bonus occorre:

  • munirsi di credenziali SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale, ovvero le credenziali per identificarsi sui siti della pubblica amministrazione). Se non si possiede lo SPID, si possono trovare informazioni a questo link;
  • visitare il sito www.bonuseggiolino.it ed accedere con il proprio SPID;
  • compilare la domanda.

Il bonus arriverà sotto forma di carta spesa da 30 euro, associata al codice fiscale del bambino, che va utilizzata nei punti vendita indicati sul sito e poi validata sul sito stesso.
Il bonus ha validità 30 giorni, ma se non viene usato si può chiedere di nuovo.

Chi ha già acquistato un seggiolino può chiedere il bonus allegando la prova dell’acquisto (scontrino o fattura), entro 60 giorni dalla data di operatività del sito, cioè il 20 febbraio.

Le multe per il mancato utilizzo del dispositivo anti-abbandono, che può anche essere un aggiunta ad un seggiolino esistente purché rispetti le caratteristiche indicate dalla legge, inizieranno da 6 marzo. Si rischia dagli 83 ai 333 euro (da 58 a 100 euro se si paga entro cinque giorni) e la detrazione di 5 punti dalla patente. Con due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Ulteriori informazioni sul sito del Ministero dei Trasporti.

E.A.

Foto Pixio.com

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”


363 Visite

Telefonate ingannevoli ai clienti ENI

Eni Gas e Luce ci comunica di aver ricevuto numerose segnalazioni dei suoi clienti in merito a contatti telefonici ingannevoli. Un operatore si presenta inizialmente come incaricato di Eni , dichiara falsamente che il contratto attivo sia in scadenza o non più vantaggioso e poi propone offerte di altri operatori. È evidente che si tratti di un’agenzia, incaricata da aziende concorrenti, che non esita ad usare questi trucchetti per aumentare il numero dei contratti conclusi e quindi la sua provvigione.

Per tutelare i suoi clienti, Eni ha predisposto un numero verde apposito, 800.689.829, con il quale il cliente potrà:

• verificare se il numero telefonico da cui ha ricevuto la telefonata sia un numero ufficialmente autorizzato da Eni e, nel caso, chiedere di essere ricontattato o al contrario di non essere più contattato;

• fornire, se disponibili, tutte le informazioni utili che è riuscito a reperire durante la telefonata (numero di telefono, qualità e quantità delle informazioni relative al cliente chiamato di cui il soggetto chiamante è a conoscenza, nome delle aziende concorrenti proposte), per aiutare Eni ad individuare i responsabili di queste telefonate illecite (anche sotto il profilo della tutela dei dati personali).

Eni non è l’unica società ad essere presa di mira da aziende concorrenti in questo modo. Tempo fa era accaduto anche a clienti Enel e Hera. In linea generale, consigliamo ai consumatori a non stipulare MAI contratti telefonici di energia, perché è una modalità che non permette di riflettere sull’effettiva convenienza della proposta, di fare confronti e nemmeno, come abbiamo visto, di avere la certezza dell’identità del chiamante.
Sconsigliamo anche di dare qualsiasi dato personale al telefono: nome e cognome, codice POD e PDR della fornitura, indirizzo, codice fiscale.

Le nostre sedi sono a disposizione per assistenza e informazioni: 051/255810.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

590 Visite

Air Italy va in liquidazione

L’assemblea straordinaria dei soci della compagnia low cost Air Italy (ex Meridiana) ha deciso di porre la società in liquidazione a causa delle perduranti difficoltà che hanno causato nel 2019 perdite per oltre 200 milioni di euro.

Fino al 25 febbraio compreso i voli in andata e ritorno verranno regolarmente operati da altre compagnie nei giorni e negli orari previsti, quindi in questo lasso di tempo non è prevista alcuna variazione o cancellazione. Se non si gradisce il vettore proposto come alternativa, si può chiedere il rimborso del biglietto con la modalità indicate sotto.

Per i biglietti con andata prima del 25 febbraio e ritorno successivo a questa data, il passeggero potrà usufruire del primo volo di ritorno disponibile di un altro vettore, del quale potrà informarsi a partire dal 18 febbraio chiamando il numero 892928  o rivolgendosi all’agenzia di viaggi.

I voli con andata e ritorno dopo il 25 febbraio non saranno effettuati e gli utenti potranno richiedere il rimborso scrivendo all’indirizzo refunds@airitaly.com, rivolgendosi ad una biglietteria Air Italy o ancora contattando l’agenzia di viaggi di riferimento.

Siamo ovviamente a disposizione in caso di problemi, chiamateci al n.051/255810 o scriveteci su info@federconsumatoribologna.it .

Foto Wikipedia

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

342 Visite

Servizi premium? Hai 6 ore di prova e li disattivi con un SMS

I servizi a sovrapprezzo, chiamati anche servizi premium o VAS, sono quei servizi informativi tipo giochi, meteo, oroscopo, gossip, ecc che possono far lievitare la bolletta del telefono in quanto escluse dal normale piano tariffario e quindi pagate a parte.

Spesso questi servizi vengono attivati, all’insaputa del titolare della linea, solo cliccando su un link o su un banner pubblicitario, o rispondendo a un messaggio; a volte l’utente non si rende conto di sottoscrivere un vero e proprio abbonamento che si rinnova automaticamente.

L’Autorità per le Comunicazioni, visto l’alto numero di reclami e di contenziosi, ha aggiornato a novembre del 2019 il codice di condotta per l’offerta dei servizi premium, un codice di autoregolamentazione concordato tra gli operatori telefonici, i fornitori di servizi premium e le associazioni dei consumatori.

In base al codice, i servizi si possono attivare solo dopo una doppia conferma (doppio click) su due schermate distinte: con il primo click si conferma l’adesione alle condizioni del servizio, con il secondo click la volontà di procedere all’acquisto e all’addebito del costo.

Successivamente, l’utente deve ricevere un SMS gratuito di riepilogo che indichi il nome, il costo e la descrizione del servizio.
Inoltre, se si tratta di un abbonamento, ogni 30 giorni l’utente riceverà un SMS gratuito che gli ricorda di avere un abbonamento attivo.

Per gli abbonamenti, il codice prevede un periodo di prova di 6 ore durante le quali l’utente può valutare il servizio e, se non lo soddisfa, può recedere (diritto di ripensamento) e disattivarlo chiamando il numero verde 800.44.22.99 , oppure, dal 20 gennaio, anche inviando un SMS con il testo “ANNULLA” al numero indicato nel messaggio di attivazione. Consigliamo di conservare le copie di questi SMS, di attivazione e disattivazione, per eventuali contestazioni future.

I servizi premium in abbonamento possono essere disattivati in qualsiasi momento chiamando il numero verde 800.44.22.99 direttamente dal numero su cui sono stati attivati i servizi oppure rivolgendosi al call-center del proprio operatore. Per disabilitare del tutto i servizi a sovrapprezzo sulla SIM, invece, occorre chiamare il call-center del proprio operatore che indicherà la procedura corretta. In questo modo (barring sms) non si rischiano attivazioni non richieste, ma non si potranno ricevere nemmeno SMS utili come quelli della propria banca che avvisano dei movimenti sul conto corrente.

Se si notano degli addebiti sulla SIM per servizi a sovrapprezzo mai richiesti, è bene scrivere subito un reclamo al proprio gestore e, se la risposta è negativa, chiamarci per avviare una procedura di conciliazione, che per nostra esperienza risolve la maggior parte dei contenziosi in poco tempo. Il numero del nostro centralino è 051/255810, oppure potete avviare una pratica online da qui.

Foto di Jan Vašek da Pixabay

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

275 Visite

Tim ti addebita il costo degli elenchi? Ecco come disdire

Nella bolletta di TIM di gennaio, tutti gli anni, è presente l’addebito di 3.90 euro per “consegna elenchi telefonici” .

La consegna degli elenchi (le Pagine Bianche e le Pagine Gialle, ora comprese in un volume unico), viene effettuata massivamente lasciando la “pila” di volumi davanti alle porte dei condomini o nell’atrio, con la conseguenza che molte persone non ricevono il loro elenco. Senza contare tutti i clienti che l’elenco non lo hanno mai chiesto, né lo useranno mai. Quindi come evitare questo piccolo ma fastidioso balzello?

TIM specifica sul suo sito che “è possibile rinunciare gratuitamente in qualsiasi momento al servizio di consegna degli elenchi telefonici, contattando telefonicamente il Servizio Clienti linea fissa 187 o inviando una comunicazione scritta all’indirizzo Telecom Italia indicato sulla Fattura o al numero verde fax 800000187 del Servizio Clienti; in tal caso TIM provvederà a non addebitare più il relativo importo“.

Noi consigliamo di inviare comunque un fax, in modo che resti una prova scritta.

Poi, se si è in vena di fare i pignoli, si potrebbe anche chiedere a TIM di dimostrare di aver richiesto il servizio di consegna, che dovrebbe essere oggetto di specifica accettazione contrattuale, in quanto servizio a pagamento. Se non risulta che il servizio sia mai stato chiesto, il cliente può chiedere il rimborso di quanto pagato negli anni precedenti, con reclamo al fax del servizio clienti e successiva eventuale procedura di conciliazione.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

628 Visite