Cashback di Stato: tempo di rimborsi (ma non per tutti)

Il primo semestre del Cashback di Stato (01/01/2021 – 30/06/2021) volge al termine, non senza sorprese.

Il programma Cashback prevede due tipologie di rimborso: il rimborso percentuale (il “Cashback” tout court) rispetto ad ogni transazione eseguita con uno strumento di pagamento elettronico registrato in fase di iscrizione al programma; il rimborso speciale forfettario (il “Super Cashback”) erogato sulla base di una classifica stilata considerando il numero di transazioni effettuate con i medesimi strumenti di pagamento elettronico entro un dato periodo del programma.

Il rimborso percentuale è pari al 10% dell’importo di ogni transazione, fino ad una somma complessiva di 150€, per ogni semestre del programma. Per ottenere il rimborso, è necessario totalizzare 50 transazioni nell’arco del semestre. Il conteggio delle transazioni si azzera e riparte al termine di questo periodo. È possibile monitorare i propri conteggi ed il dettaglio delle transazioni dall’app IO, la stessa applicazione utilizzata per l’iscrizione e la registrazione degli strumenti di pagamento.

I rimborsi sono erogati da Consap S.p.A., la società Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, tramite bonifico. Al momento dell’iscrizione, e comunque entro e non oltre la scadenza del periodo di riferimento, il/la partecipante al programma è tenuto/a infatti ad indicare un codice IBAN. L’erogazione ha luogo entro 60 giorni dal termine del periodo, quindi entro il 29/08/2021 per il primo semestre del programma nel 2021, che si conclude il 30 giugno p.v.

Una precisazione degna di nota: se il totale dei rimborsi dovuti ai/alle partecipanti dovesse essere superiore alle risorse stanziate ex lege per il periodo di riferimento, ciascun/a partecipante potrebbe vedere una riduzione proporzionale dell’importo del rispettivo rimborso.

Tempo di rimborsi, ma non prima di aver verificato la regolarità delle transazioni. Secondo una notizia ANSA del 28 maggio scorso, un messaggio – una notifica dell’app IO – avrebbe raggiunto i/le partecipanti le cui transazioni siano risultate anomale ai controlli del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Questi utenti avrebbero avuto un termine di sette giorni per dimostrare, compilando un modulo online, la regolarità delle transazioni contestate, altrimenti stornate e non considerate nel calcolo del rimborso. Sono considerate “anomale” le transazioni di «importo irrisorio, effettuate in numero elevato presso lo stesso esercente»: micro-transazioni effettuate al solo scopo di raggiungere il numero minimo di pagamenti elettronici per ottenere il rimborso a fine periodo, ma soprattutto per scalare la classifica del Super Cashback. Un caso emblematico, riportato da diverse testate giornalistiche: in provincia di Cuneo, ad un distributore di benzina self-service un cliente avrebbe effettuato 62 transazioni in meno di un’ora, per un totale di circa 6€.

L’irregolarità, tuttavia, non trova fondamento nel regolamento del programma Cashback, che presenta una lacuna in merito. Il regolamento specifica che le transazioni devono essere reali, ovvero collegate ad un acquisto (con importanti esclusioni, ad esempio gli acquisti online), ma non vieta espressamente le cosiddette micro-transazioni. I ricorsi a fronte dello storno delle operazioni dal sistema di calcolo dei rimborsi e delle posizioni nella graduatoria per il rimborso speciale potrebbero essere numerosi. Secondo i dati ufficiali, circa i/le partecipanti al programma sarebbero 8.8 milioni, per un totale di transazioni prossimo a 763 milioni e più di 16 milioni di strumenti di pagamento elettronico registrati; le operazioni per importi inferiori a 5€ sarebbero circa 111 milioni (fonte: https://io.italia.it/cashback/dashboard ).

In ogni caso, l’irregolarità non da luogo ad alcuna ulteriore sanzione di tipo pecuniario. In vista del secondo semestre del programma (01/07/2021 – 31/12/2021) sarebbe auspicabile un’integrazione del regolamento, così da evitare che si ripresentino simili situazioni di ambiguità.

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Convocazione Assemblea ordinaria

È convocata l’Assemblea Ordinaria dei soci di Federconsumatori Provincia di Bologna APS con il seguente O.D.G.:

• Relazione Presidente e Sindaci;
• Approvazione bilancio consuntivo 2020 e preventivo 2021.

in prima convocazione il giorno 28 giugno 2021 ore 09.00

e in seconda convocazione

VENERDÌ 9 LUGLIO 2021 ORE 10.00

TRAMITE PIATTAFORMA ZOOM al link: https://zoom.us/j/94387419337

Al momento dell’ingresso nella riunione Zoom verrà chiesto il numero di tessera socio

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​Contributo regionale bollo auto ibride: ​la Regione Emilia Romagna accoglie tutte le richieste del 2020 ​ e attiva il bando per il triennio 2021/23

Per far fronte al numero elevato di richieste relative al bando 2020 dedicato all’acquisto di veicoli ibridi, la Regione Emilia Romagna ha approvato un ulteriore stanziamento di 450mila euro, in aggiunta al milione di euro previsto dalla prima fase della misura, che servirà a soddisfare tutte le 8.289 domande ammesse al bando, raddoppiate rispetto alle richieste del 2019. Con queste risorse si potranno così soddisfare anche le 2.546 richieste pervenute nel mese di novembre e dicembre 2020.

La Regione Emilia Romagna sosterrà anche nel 2021 i cittadini interessati all’acquisto di auto ad alimentazione ibrida a basso impatto ambientale e ridotto consumo energetico. Il contributo della Regione è previsto per il triennio 2021-23 e sarà erogato in tre tranche annuali di importo non superiore a 191 euro/anno (pari al costo medio del bollo). Potranno procedere alla richiesta i cittadini residenti in Emilia Romagna che acquisteranno per uso privato un’auto ibrida di prima immatricolazione con alimentazione:

– benzina-elettrico;

– gasolio-elettrico;

– benzina-idrogeno.

La Regione ha previsto la presentazione della richiesta una sola volta per i tre anni di validità e provvederà automaticamente all’accredito del contributo negli anni successivi. Ai cittadini interessati sarà possibile accedere online fino al 31 dicembre 2021 sulla piattaforma del portale regionale all’indirizzo http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi solo attraverso SPID o con credenziali FedERa (fino al 30 settembre 2021) e con la Carta identità elettronica.

Le agevolazioni sul bollo che la Regione Emilia Romagna ripropone hanno lo scopo condiviso di agevolare la sostituzione delle vetture più datate con veicoli a basso impatto ambientale. Una misura da integrare con le azioni richieste anche da Federconsumatori contenute nei Piani di Mobilità Sostenibile (PUMS), a partire dalla incentivazione della mobilità ciclo-pedonale e l’utilizzo di mezzi pubblici. Federconsumatori ritiene prioritario per l’area padana prevedere interventi mirati e immediati per la riduzione delle sostanze inquinanti a partire dalle polveri sottili (PM10 – PM2,5) sempre più spesso chiamate in causa per le correlazioni con gravi malattie dell’apparato respiratorio che coinvolgono la salute di migliaia di cittadini.

p. Federconsumatori Emilia Romagna, Giuseppe Poli

Per ottenere gratuitamente la tua identità digitale SPID, puoi rivolgerti alla sede centrale di Federconsumatori Bologna (via Gramsci 3, Bologna), in quanto Punto di Riconoscimento. Per prendere appuntamento, chiama il numero 051/255810.

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Vaccinazioni Covid-19 in Emilia-Romagna per i più giovani, studenti fuori sede inclusi

Nell’arco delle prime tre settimane di giugno i cittadini di ogni età sopra i 12 anni avranno la possibilità di prenotare la vaccinazione contro il Covid-19, come disposto dalla struttura commissariale nazionale. In particolare, si aprono le prenotazioni per i nati tra il 1982 ed il 2009, non appartenenti alle categorie a cui è stata data precedenza nei mesi scorsi.

L’apertura delle prenotazioni non è unica: 7 e 8 giugno per la fascia d’età 12-19 anni; 9 e 10 giugno per la fascia d’età 35-39 anni; 11, 12, 13 giugno per la fascia d’età 30-34 anni; 14 e 15 giugno per la fascia d’età 25-29 anni; dal 16 al 18 giugno per la fascia d’età 20-24 anni. Lo strappo iniziale al criterio anagrafico è finalizzato ad assicurare un numero quanto più elevato di alunni vaccinati all’inizio del prossimo anno scolastico.

Le modalità di prenotazione per i cittadini residenti in Emilia-Romagna non cambiano. Ci si può recare agli sportelli CUP, alle farmacie con servizio CUP. Senza muoversi da casa, si può prenotare telefonando ai numeri predisposti dalla USL di appartenenza oppure online: sul sito internet CupWeb (www.cupweb.it) oppure dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure ancora tramite l’applicazione ER Salute. Sono richiesti solo dati anagrafici, non è necessaria alcuna prescrizione medica. La prenotazione si conclude con la comunicazione di data, ora, luogo della vaccinazione ed eventuali ulteriori informazioni essenziali.

I cittadini non residenti, numerosi in queste fasce di età, hanno ugualmente la possibilità di accedere alla prenotazione, ed alla successiva vaccinazione. L’ordinanza 3/2021 del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, infatti, prevede che «ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma». Se domiciliati in Emilia-Romagna, rientrano in tale categoria gli studenti universitari fuori sede. Diversamente da altre, la Regione non ha dato indicazioni specifiche per questa categoria, che potrà pertanto procedere come gli altri cittadini non residenti.

La modalità è veloce e digitale: per candidarsi alla vaccinazione si accede con Spid (o in alternativa inserendo i propri dati anagrafici) ad una piattaforma virtuale dedicata (https://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione). Compilati i campi necessari e conclusa la procedura sulla piattaforma, si riceve una email di conferma della candidatura. Sarà poi l’ASL a notificare data e luogo della vaccinazione; si applicano i criteri di priorità validi per tutte le altre modalità di prenotazione. Nessuna modifica o rinuncia rispetto al proprio medico di base nel Comune di residenza è richiesta.

Dal 10 giugno, inoltre, anche chi non ha assistenza sanitaria in Emilia-Romagna, cittadino italiano o meno, potrà effettuare il tampone rapido ad un prezzo calmierato (15€) presso le farmacie aderenti al progetto di screening regionale, con esito tracciato. Sospeso invece lo screening volontario gratuito per i mesi di luglio e agosto per alcune categorie, tra cui gli studenti universitari fuori sede.

Fonte: https://www.regione.emilia-romagna.it/

Ricordiamo che gli studenti universitari fuori sede hanno la possibilità di tesserarsi presso Federconsumatori Bologna, ed accedere quindi agli appuntamenti con i nostri consulenti legali, ad un prezzo convenzionato di 10€. Per maggiori informazioni, scrivi a info@federconsumatoribologna.it oppure chiama lo 051/255810.

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Vittoria! Ottenuta la restituzione della penale per l’annullamento di una crociera a causa della pandemia

I giudici iniziano ad emettere le prime sentenze relative a viaggi annullati lo scorso anno a causa della pandemia da coronavirus. Dopo la sentenza di marzo nei confronti di Air France e KLM, è la volta di Costa Crociere.

Due associati Federconsumatori, assistiti dagli Avvocati Paola Pizzi e Antonio Mumolo, hanno ottenuto dal Giudice di Pace di Bologna la condanna di Costa Crociere all’integrale restituzione della somma versata alla compagnia crocieristica a seguito dell’annullamento di una crociera a causa della pandemia di Covid-19.

Gli attori avevano prenotato a settembre 2019 una crociera nel continente asiatico (Thailandia, Cambogia, Malesia), con data di partenza 25 febbraio 2020. All’inizio del mese di febbraio 2020, tuttavia, raggiunti dalle preoccupanti notizie relative alla diffusione di un nuovo virus, che abbiamo imparato a conoscere nelle settimane successive come Covid-19, avevano richiesto l’annullamento del viaggio. I mancati passeggeri avevano contestualmente versato una somma, dovuta a titolo di caparra, confidando nel prospettato rimborso da parte di Europ Assistance, avendo precedentemente assicurato il viaggio sottoscrivendo una polizza con tale compagnia. Quest’ultima aveva però negato il rimborso, facendo valere una clausola di esclusione di ogni indennizzo derivante in modo diretto o indiretto da epidemie aventi caratteristiche di pandemia. Gli attori quindi instauravano il giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Bologna.

La questione giuridica centrale alla decisione è la corretta individuazione della motivazione su cui si fonda la richiesta di annullamento. Costa Crociere, parte convenuta, ha eccepito come l’impossibilità sopravvenuta della prestazione non fosse configurabile al momento del recesso degli attori, a inizio febbraio 2020. Il Giudice ha accolto, invece, una diversa configurazione della giustificazione dell’annullamento, per impossibilità di utilizzare la prestazione essendo venuto meno l’interesse creditorio di parte attrice. La scelta è fondata su consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, che in più pronunce ha individuato la causa concreta di contratti analoghi nella finalità turistica, ossia lo scopo di piacere e di relax (Cass. Civ. nn. 12235/07, 26958/07, 180407/18, ex multis). L’interesse allo svago ed al riposo del fruitore del servizio integra e connota la causa del regolamento contrattuale, pertanto «il venir meno del predetto interesse si risolve in una sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto stesso» (Cass. Civ. 26958/07).

Nella sentenza sono richiamati i numerosi elementi che, prefigurando un rischio per la salute degli attori, hanno determinato il venir meno dell’interesse degli stessi alla crociera: la dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del rischio per la salute pubblica rappresentato dal virus Covid-19, l’individuazione dei primi casi di contagio in Italia, l’imposizione di periodi di quarantena a diverse navi da crociera. «Risulta, pertanto, evidente il venir meno della causa contrattuale e costituita dallo scopo di piacere e relax ed il diritto degli attori ad ottenere la restituzione della somma versata» (p. 3).

Costa Crociere non ha impugnato la sentenza (resa dal Giudice di Pace di Bologna il 23 aprile 2021 e pubblicata il 28 aprile 2021), e gli attori hanno già ottenuto la liquidazione della somma dovuta, comprensiva dell’importo da restituire, degli interessi legali, e delle spese sostenute.

I diritti dei due cittadini sono stati riconosciuti e tutelati, anche grazie all’attività di Federconsumatori Bologna e dei suoi consulenti sul territorio! Per dirimere analoghe questioni ci si può rivolgere a Federconsumatori Bologna all’indirizzo email info@federconsumatoribologna.it oppure al numero 051/255810.

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“Green pass” o passaporto vaccinale: facciamo il punto!

AGGIORNAMENTO (21/06/2021)
Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate saranno rese disponibili entro il 28 giugno. Chi ha ricevuto via sms o email il codice per avvenuta vaccinazione, test negativo o la guarigione da COVID-19 può già scaricare la Certificazione verde dal sito www.dgc.gov.it con Tessera sanitaria o identità digitale (SPID o CIE), oppure dall’app IO o dall’app Immuni. In ogni caso la procedura è semplice e guidata.
Prossimamente sarà possibile trovare la propria certificazione nel rispettivo Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.

In Italia

Le “certificazioni verdi Covid-19” sono state introdotte dal Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, per consentire lo spostamento tra territori in zona arancione o rossa in assenza di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione (art. 2, comma 1). Si parla di certificazioni al plurale, poiché le condizioni attestate sono tre (art. 9, comma 2): avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2. Le certificazioni verdi hanno, pertanto, diversi termini di validità, recentemente modificati dal Decreto Legge 18 maggio 2021, n. 65: nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale oppure dal quindicesimo giorno dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale; sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione; quarantotto ore dall’esecuzione del test. Anche la modalità di rilascio, in ogni caso possibile sia in formato digitale che in formato cartaceo, dipende dal tipo di certificazione. L’interessata o l’interessato può richiedere il rilascio al struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione; alla struttura presso di ricovero del paziente affetto dal virus, oppure dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (in tal caso sarà resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato); alle strutture sanitarie pubbliche oppure a quelle private autorizzate o accreditate oppure alle farmacie che svolgono i test.

Le certificazioni verdi permettono anche di accedere alle RSA, residenze socio-assistenziali, per far visita ai propri cari, a seguito dell’ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, dello scorso 8 maggio. Saranno necessarie, inoltre, a partire dal 15 giugno, anche per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso.

Queste disposizioni, tuttavia, avranno vita breve: è lo stesso d.l. 52/2021 a precisare che saranno applicabili fino alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione della disciplina europea relativa al EU Digital Covid Certificate (art. 9 comma 9).

In Europa

Il percorso di creazione ed attuazione del passaporto vaccinale europeo, finalizzato ad allentare le restrizioni alla circolazione tra i Paesi membri dell’Unione europea e tra i Paesi dello Spazio Schengen dovute alla recente pandemia, è iniziato il 17 marzo 2021, con una proposta della Commissione europea.

Le trattative tra i negoziatori delle istituzioni europee si sono concluse con un accordo nel corso dell’incontro trilaterale – Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea – tenutosi lo scorso 20 maggio. Se già numerosi tra gli Stati membri si sono organizzati per l’emissione di certificazioni aventi validità nazionale (Croazia, Grecia, Danimarca, Polonia, Germania, Lituania, Estonia, Spagna, Austria, ed Italia), l’intesa a livello europeo, ulteriormente vagliata dal Parlamento Ue, consentirà a queste certificazioni di essere riconosciute negli altri Paesi, permettendo quindi di ritrovare la caratteristica libertà di circolazione nella zona Ue. Chi si spostasse senza certificazione, infatti, sarebbe tenuto al rispetto delle differenti misure nazionali di sottoposizione a test, isolamento o quarantena di diversa durata. L’esenzione del genitore vale anche per figlie e figli minorenni.

Sono due le differenze rispetto alla disciplina italiana relativa alle certificazioni verdi, sopra illustrata. Non è ammesso il rilascio dopo la prima dose del vaccino, ma solo a 14 giorni dalla chiusura del ciclo vaccinale. Inoltre, il green pass per chi risulti negativo è differenziato nella durata rispetto al tipo di tampone effettuato: 72 ore per chi abbia effettuato un tampone molecolare, 48 ore per chi invece abbia effettuato un tampone “rapido”.

Il regolamento dell’Unione europea relativo al EU Digital Covid Certificate entrerà in vigore il 1 luglio 2021, ma l’infrastruttura digitale è già pronta: dal 1 giugno è operativo il c.d. Gateway, la piattaforma informatica per la condivisione delle certificazioni oltre i confini degli Stati membri. Sul fronte interno, il green pass dovrebbe essere rilasciato tramite l’applicazione Io, per i servizi della PA, tra cui il Cashback di Stato, scaricata già da 11 milioni di cittadini, aggiornata a tale scopo. Potrebbe essere utilizzata anche l’applicazione per il tracciamento dei contatti Immuni. Allo stato dell’arte, manca ancora l’applicazione di verifica, che sarà utilizzata dalle autorità per verificare la validità delle certificazioni presentate da cittadini Ue in ingresso, e un accordo di coordinamento tra le Regioni italiane su forma e modalità omogenee di rilascio.

Non mancano le perplessità rispetto al livello di sicurezza garantito dal sistema dei pass:i soggetti vaccinati possono comunque trasmettere l’infezione; i soggetti che hanno già contratto la malattia potrebbero essere nuovamente infettati; la vaccinazione in età pediatrica non è ancora operativa su larga scala; non tutti i farmaci impiegati per la vaccinazione nei diversi Paesi membri sono stati preventivamente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA); la percentuale di falsi negativi rilevati da alcuni tipi di test è relativamente elevata.

Ancora una volta la situazione di protratta emergenza sanitaria ed il conseguente affaticamento di alcuni settori economici, in particolare quello turistico, ha forzato gli Stati dell’Unione europea ad una corsa condivisa alla soluzione più valida, sia sul piano giuridico che sul piano scientifico. Gli esiti di questo sforzo comune potranno essere valutati solo tra alcuni mesi, ma sin d’ora si può riflettere sull’importanza della libertà di circolazione delle persone, una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, che si dava ormai per scontato.

Foto di TheAndrasBarta da Pixabay

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L’AGCM indaga sui servizi di comparazione delle assicurazioni

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società assicurative e dei siti che offrono servizi ci comparazione delle polizze.

In particolare, l’indagine è stata aperta nei confronti delle società 6Sicuro S.p.A., CercAssicurazioni.it S.r.l. (“Segugio”), Daina Finance Ltd, Rappresentanza Generale per l’Italia (“ComparaMeglio”), Facile.it Broker di Assicurazioni S.p.A., Allianz Direct S.p.A., Admiral Intermediary Services S.A., B2C Innovation S.p.A., Bene Assicurazioni S.p.A., Compagnia Assicuratrice Linear S.p.A., Compagnia Italiana di Previdenza, Assicurazioni e Riassicurazioni S.p.A., FIT S.r.l. Società Benefit, Genertel S.p.A., HDI Assicurazioni S.p.A., Prima Assicurazioni S.p.A., Quixa Assicurazioni S.p.A., Verti Assicurazioni S.p.A. e Zurich Insurance Public Limited Company – Rappresentanza Generale per l’Italia.

L’Antitrust vuole accertare se le società che offrono servizi di comparazione di prezzo e le imprese assicurative abbiano realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza. Secondo l’Autorità, le società avrebbero scambiato – costantemente e con regolarità – informazioni sensibili sulle condizioni economiche di vendita delle polizze RCA attraverso la condivisione di report elaborati e distribuiti dalle società di comparazione di prezzo.

Grazie a questa pratica, le imprese assicurative sarebbero state in condizione di praticare ai consumatori premi più elevati per le polizze RCA,  tramite politiche di sconti attenuati dalla conoscenza delle strategie commerciali e della politica di prezzo dei concorrenti nel segmento della vendita diretta.

Daremo aggiornamento sui nostri siti e canali social di ogni novità in proposito.

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Buoni fruttiferi: al via la CLASS ACTION di Federconsumatori

Federconsumatori, per la prima volta in Italia, sta avviando una class action per i possessori di buoni fruttiferi postali serie Q, emessi dopo il 1 luglio 1986 e riscossi entro il 19 maggio 2021, che non abbiano ottenuto da Poste le intere somme loro spettanti.

Una vera e propria ingiustizia, che ha sottratto a migliaia di cittadini somme a volte anche ingenti: basti pensare che, per un buono fruttifero serie Q (emesso dal 1988 al 1995) per un valore iniziale di 5.000.000 di Lire, gli interessi non riconosciuti da parte di Poste Italiane SpA e Cassa Depositi e Prestiti SpA ammontano a ben 3.773,49 Euro.

Una Class action , lo ricordiamo, permette di far valere in una sola azione e con costi estremamente contenuti i diritti di molti cittadini vittime della stessa ingiustizia. Siamo convinti che, uniti, riusciremo ad ottenere il riconoscimento dei diritti di piccoli risparmiatori ai quali sono state ingiustamente sottratte ingenti quote dei propri risparmi.

Aderire è semplice. Basterà compilare la pre-adesione sul sito www.serieq.it inviandoci tutti i dati necessari per predisporre l’azione collettiva. Altrimenti, rivolgiti agli sportelli dell’associazione fissando appuntamento al n.051/255810 e portando con te i buoni e le ricevute d’incasso: i nostri consulenti ti diranno se hai i requisiti per aderire all’azione

Se non puoi rientrare nella class action ma ti è stato negato il pagamento di quanto ti spetta, non temere! Esistono comunque modi ulteriori per ottenere giustizia quindi chiamaci per appuntamento 051/255810. Se hai difficoltà a prendere la linea scrivici su info@federconsumatoribologna.it

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Vicenda DIAMANTI: il punto della situazione

Una vicenda complessa, iniziata nel 2017 e non ancora conclusa del tutto, che ha riguardato molte migliaia di cittadini della nostra Regione. Di questi 2.521 si sono rivolti a Federconsumatori per ottenere risarcimenti, in particolare a Modena (1370) e Reggio (951). Per quel che attiene a Unicredit, MPS e altre banche il percorso degli assistiti da Federconsumatori è stato relativamente breve, con l’ottenimento del risarcimento integrale dell’investimento. Invece, per quel che riguarda BPM (già BSGSP), il percorso è stato lungo e complesso. Sono stati 2.150 i clienti di BPM seguiti dalla nostra associazione in Emilia Romagna nel corso degli anni.

La vicenda originava dalla vendita effettuata da un soggetto specializzato, Intermarket Diamond Business (IDB), di diamanti da investimento, presentati dalle Banche stesse come una occasione imperdibile per ottenere ottimi rendimenti. In realtà il vero valore delle pietre era assai distante da quello richiesto, per il sommarsi di provvigioni e per la supervalutazione delle stesse. Ad acquistare i diamanti sono state decine di migliaia di persone, a livello nazionale, a volte anche gli stessi dipendenti delle Banche. A dispetto dell’aura che gode un investimento in diamanti, la grandissima parte delle persone coinvolte erano piccoli risparmiatori, vale a dire pensionati, operai, impiegati; persone convinte ad investire una parte rilevante dei propri risparmi dal “miraggio” della crescita inarrestabile del valore dei diamanti. Una vicenda, quella della vendita di diamanti tramite le filiali delle Banche, oggetto di una indagine che ha visto la richiesta di rinvio a giudizio, da parte della Procura di Milano, di 87 dirigenti e 5 Banche.

Ma cosa è successo dei 2.150 clienti BPM assistiti da Federconsumatori in Emilia Romagna?

Il 95% di loro ha raggiunto o sta raggiungendo, nostro tramite, un accordo transattivo con BPM. Un accordo che non sana completamente la ferita di questa brutta vicenda, ma che ha consentito una conclusione che si pone (sommando il risarcimento ottenuto ed il valore attuale delle pietre, rimaste in possesso del cliente), per la gran parte delle posizioni tra il 75 e l’85% dell’investimento iniziale. A ciò si aggiunga l’inizio della riconsegna ai proprietari, da parte del curatore e a spese di BPM, delle pietre conservate nel caveau milanese della fallita IDB. Il totale dei risarcimenti, riconosciuti da BPM ai nostri associati in Regione, ha così raggiunto i 34 milioni di euro.

Ora i territori di Federconsumatori sono impegnati rispetto alle posizioni di quel 5% di associati ancora non oggetto di accordi. Tra questi persone le cui pietre non sono ancora state rintracciate dal Curatore fallimentare nel caveau della fallita IDB. Ma ci sono anche persone per le quali BPM – riteniamo erroneamente – ritiene che il tempo trascorso dall’investimento sia tale da considerare prescritte le posizioni. Lanciamo qui un appello a BPM affinché si trovi una soluzione per tutti, non costringendo i propri clienti a dovere avviare lunghe e costose cause in una fase nella quale, per la pandemia in corso, il sistema giudiziario è in grave difficoltà, e vanno esplorate tutte le possibilità per evitare di appesantire ulteriormente il lavoro dei Tribunali.

Da qualche settimana è partita una nuova fase, quella della insinuazione tardiva al passivo nel fallimento IDB. Il Curatore fallimentare ha individuato una cospicua quantità di beni da liquidare, di proprietà della Società fallita, tra cui diamanti e un immobile. Conseguentemente il Giudice Delegato, di concerto con il Curatore fallimentare, ha stabilito che le persone danneggiate dai comportamenti di IDB possano, con l’insinuazione al passivo, ottenere un risarcimento fino al 15% dell’investimento effettuato. Solo una volta liquidati i beni di IDB sarà possibile determinare la precisa entità di quanto sarà effettivamente risarcito ai clienti BPM. Ma anche se probabilmente questa percentuale sarà inferiore, resta il forte interesse della gran parte delle persone coinvolte a procedere nell’insinuazione al passivo, così riducendo i danni subiti con l’acquisto dei diamanti. Danni causati, va ricordato, dall’essersi affidati ad una Banca con la quale avevano un rapporto consolidato, di fiducia assoluta.

Per l’insinuazione tardiva al passivo c’è tempo fino al 13 dicembre 2021; abbiamo iniziato a ricontattare i nostri assistiti, e sono ormai 200 quelli che hanno espresso la propria volontà di procedere. Tra di loro anche diversi clienti BPM che hanno gestito in proprio il percorso di risarcimento, cosa ora non possibile, vista la complessità della pratica.

Chi è interessato alla procedura può contattarci al n.051/255810 oppure su info@federconsumatoribologna.it . L’insinuazione al passivo è servizio aggiuntivo rispetto al contenzioso e alla conciliazione contro le banche. È possibile insinuarsi al passivo anche se si è fatto accordo con la banca, a condizione che non sia stato recuperato il 100% della somma.

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Bonus baby sitting: domande e risposte

Cos’è il bonus baby sitting?

È un contributo, previsto dal decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 fino a 100 euro a settimana per pagare rette di centri educativi per l’infanzia, o un servizio di baby sitting.

Chi può richiederlo?

Il bonus spetta ai genitori di bambini fino a 14 anni che non possono recarsi a scuola perché svolgono didattica a distanza oppure sono in quarantena. È riservato ai lavoratori autonomi iscritti all’Inps e alla Gestione Separata, al personale della difesa, della sicurezza e del soccorso pubblico impiegato nel contenimento dell’emergenza da Covid-19 e agli operatori sanitari sia del pubblico che del privato accreditato ( medici, infermieri, ostetrici, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica; operatori sociosanitari inclusi gli autisti del 118).

Sono escluse le famiglie in cui almeno un genitore sia in smart working, stia usufruendo di un congedo parentale, sia disoccupato oppure sia stato sospeso dal lavoro.

Come si richiede?

  • Tramite il sito dell’INPS, nella sezione Bonus Baby Sitting, accedendo con SPID almeno di livello 2, o carta di identità elettronica o tramite il codice pin della carta nazionale dei servizi (Cns) o il PIN dispositivo dell’INPS;
  • tramite i Patronati / CAF che erogheranno il servizio gratuitamente.

Quando si può richiedere?

Fino al 30 giugno 2021.

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