Multa dell’Antitrust per “cartello” a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione molto significativa, ben 228 milioni di euro, a Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre. Le compagnie, costrette dall’AGCOM e dalla legge a tornare alla fatturazione mensile, hanno pensato bene di aumentare uniformemente le tariffe dell’8,6%, coordinando le proprie strategie commerciali al fine di mantenere il prezzo incrementato, ostacolando la concorrenza e la convenienza dei clienti a cambiare gestore.

Si tratta di un‘intesa del tutto illegittima che la Federconsumatori ha prontamente segnalato all’Antitrust.

È l’ennesima conferma di una metodologia del “cartello” che spesso constatiamo in molte altre condotte degli operatori: le proposte commerciali o le modifiche unilaterali, guarda caso, si somigliano nella stragrande maggioranza dei casi.

È anche l’ennesimo capitolo della vicenda della fatturazione a 28 giorni, che si trascina dal 2016, nella quale ci stiamo battendo affinché gli operatori applichino l’automatismo dei rimborsi disposto da AGCom e confermato dal Consiglio di Stato.

Perché, dopo che è stato anche accertato che ci fu cartello nel riposizionamento delle tariffe, i gli utenti dovrebbero attivarsi per chiedere il rimborso dei giorni erosi durante la fatturazione a 28gg?

Perché dovrebbero lasciare alle aziende anche questo ulteriore potere e tollerare un atteggiamento incurante della legalità?

Ribadiamo pertanto che i rimborsi devono essere automatici: lo conferma anche questa pronuncia di AGCM.

Federconsumatori proseguirà con determinazione il proprio lavoro, anche attraverso l’avvio di azioni legali, per far ottenere automaticamente agli utenti i rimborsi a cui hanno diritto per la fatturazione a 28 giorni.

Immagine via www.agcm.it

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Bio-on: assemblea a Castel San Pietro Terme

La vicenda del crac di Bio-on, start-up delle bioplastiche finita nel mirino della procura e successivamente fallita, è ancora in evoluzione.
Ci sono arrivate ultimamente molte richieste di chiarimenti sulle iniziative che prevediamo di intraprendere a tutela degli azionisti, quindi abbiamo organizzato una nuova assemblea informativa a Castel San Pietro Terme per tutti gli investitori che non hanno ancora avuto modo di parlare con i nostri legali.

L’assemblea è prevista per il giorno 5 febbraio 2020 alle ore 18 presso la Sala Sassi in Via F.lli Cervi, 3 a Castel San Pietro Terme.

Gli associati che hanno già preso contatti con i legali saranno comunque personalmente chiamati, al momento di partire con le azioni di tutela, ai recapiti già forniti.
Chi fosse impossibilitato a venire all’assemblea può anche fissare un appuntamento presso la nostra sede di Bologna al n.051/255810 (orario del centralino: lunedì, martedì, mercoledì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17, venerdì 9-12).

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Grandine e alluvioni 2019, fino al 2 marzo per i rimborsi (ma sono escluse le auto private).

Sono stati finalmente pubblicati i requisiti e la modulistica per chiedere il risarcimento dei danni causati dagli eventi atmosferici estremi di maggio e novembre e dalla grandine del 22 giugno 2019.

CHI PUÒ CHIEDERE IL RIMBORSO?
In questo articolo ci occuperemo dei danni subiti da soggetti privati, a cui sono equiparati le associazioni senza scopo di lucro costituite prima dell’evento (Allegato 1 del Decreto del Presidente della Regione n.5 del 15/01/2020). Per le attività produttive si deve fare riferimento all’Allegato 2 consultabile qui.

QUALI SPESE SONO RIMBORSABILI?
Si può chiedere il rimborso per le spese di:
– ricostruzione delle abitazioni distrutte;
– acquisto o costruzione di nuova abitazione se la ricostruzione non è possibile;
– ripristino funzionale e strutturale di parti dell’abitazione danneggiate;
– riparazione o sostituzione di beni mobili (arredi, elettrodomestici) danneggiati. I beni sono quelli presenti nelle abitazioni.

COME SI CALCOLANO I DANNI?
Per le richieste inferiori a 10.000 euro non è necessaria perizia e il risarcimento di calcola sull’importo indicato dal richiedente, sulla base di preventivi di spesa o, se inferiori, delle spese effettivamente sostenute.
Per i danni superiori a 10.000 euro, invece, è necessaria una perizia redatta da un professionista abilitato, iscritto ad un ordine o collegio, in posizione di terzietà rispetto al richiedente.
Sono previsti percentuali di rimborso e massimali:
– per il ripristino dell’abitazione principale verrà rimborsato l’80% della spesa, fino a un massimo di 150.000 euro;
– per l’abitazione non principale o per la sede di associazione, verrà rimborsato il 50% della spesa fino a un massimo di 150.000 euro (per le riparazioni) o 185.000 euro (per l’integrale ricostruzione), più in questo ultimo caso altri 10.000 euro per la demolizione;
– per i beni mobili danneggiati si prevede un rimborso forfettario di € 300,00 a vano e comunque nel limite massimo di 1.500 euro.

In caso di copertura assicurativa, si può sommare il contributo con quanto ottenuto dall’assicurazione, fino al limite del danno ammissibile.

QUALI DANNI SONO ESCLUSI?
Non sono rimborsabili:
– i danni alle pertinenze e alle aree esterne;
– le spese per la pulizia e la rimozione dei detriti;
– i danni ad immobili non in regola con il catasto;
– i danni agli immobili in costruzione o fatiscenti al momento dell’evento;
– i danni ai beni mobili registrati.

Questo ultimo punto esclude i danni alle auto, che sono stati i beni più danneggiati soprattutto dalla grandine di giugno. Sono rimborsabili solo i danni alle auto aziendali, come previsto dall’All.2.
In un commento al proprio post su Facebook, il Comune di Bologna ha confermato l’esclusione affermando che “la Regione Emilia-Romagna ha comunicato che i fondi stanziati dal governo prevedono il rimborso dei soli danni ai beni immobili”.

QUANDO E COME SI PUÒ PRESENTARE DOMANDA?
La domanda va presentata entro e non oltre il 2 marzo 2020 tramite l’apposito modulo nelle seguenti modalità:
– consegnata a mano e sottoscritta dal richiedente il contributo davanti ad un pubblico ufficiale del Comune autorizzato a riceverla che ne rilascia ricevuta di consegna con numero di protocollo;
– spedita con raccomandata a/r; in tal caso fa fede la data risultante dal timbro dell’ufficio postale accettante;
– inviata tramite PEC al Comune.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Viaggi in Cina: cosa fare *aggiornato 31-01-2020*

A seguito dell’aumento dei contagi in Cina per l’influenza da coronavirus, molti turisti ci stanno chiedendo se possono chiedere l’annullamento dei viaggi programmati in Cina e in altre destinazioni asiatiche.

La prima cosa da ricordare è che l’annullamento con rimborso è previsto in caso di sconsiglio del ministero degli Esteri, indicato sul sito Viaggiare Sicuri. Al momento (31 gennaio ore 11) è presente la raccomandazione di evitare i viaggi nella provincia dello Hubei e di posticipare i viaggi non necessari nel resto della Cina; inoltre per motivi sanitari è stata disposta la sospensione dei voli diretti in Cina. Quindi i turisti che avevano acquistato un viaggio per la Cina possono adesso chiedere il rimborso.

Per quanto riguarda invece le altre destinazioni asiatiche (Thailandia, Cambogia, Giappone, ecc), non vi è al momento alcuna raccomandazione legata all’influenza, quindi non si ha diritto al rimborso.

Se quindi il viaggiatore non ha stipulato un’assicurazione che copra anche gli annullamenti per motivi personali o sanitari, tutto quello che può fare, al momento, è chiedere una destinazione alternativa al tour operator, all’agenzia di viaggio o alla compagnia aerea.

Data la situazione in continuo mutamento, consigliamo di tenere d’occhio il sito Viaggiare Sicuri , in particolare la scheda del paese di destinazione e il focus sul coronavirus, e il nostro sito SOS Vacanze.

E.A.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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ENI pesantemente multata dal Garante Privacy per telemarketing e contratti non richiesti

Il Garante per la protezione dei dati personali ha multato ENI Gas e Luce per aver violato il Regolamento Europeo sulla protezione dei dati (GDPR) con due condotte scorrette: l’attività di telemarketing (8,5 milioni di multa) e l’attivazione di contratti non richiesti (3 milioni) .

Per quanto riguarda il telemarketing, il Garante ha riscontrato “numerose criticità” nel trattamento dei dati personali ed in particolare ha contestato ad ENI di effettuare telefonate pubblicitarie senza il consenso della persona contattata o nonostante il suo diniego a ricevere chiamate promozionali; in altri casi erano state contattate utenze iscritte nel Registro pubblico delle opposizioni; inoltre ENI avrebbe acquisito e usato, senza alcun controllo, numerosi dati dai cosiddetti “list provider” (soggetti terzi che raccolgono dati personali e li rivendono) che non avevano a loro volta acquisito il consenso per la comunicazione di tali dati.
Inoltre, ENI non provvedeva tempestivamente all’aggiornamento dei dati nemmeno su richiesta esplicita dell’interessato e li conservava per tempi molto più lunghi del consentito. Addirittura è emerso che erano ancora presenti nel database e trattati dati personali di ex-clienti che avevano cessato il contratto nell’anno 1998 (!).

La seconda condotta sanzionata, l’attivazione di contratti non richiesti, riguarda da vicino anche il nostro territorio. Lo scorso anno abbiamo infatti assistito molte persone a cui era stato cambiato a loro insaputa il venditore di energia elettrica. La maggior parte di loro, non ricevendo più alcuna fattura, si è attivata per capire cosa fosse successo e ha scoperto che i suoi dati (nome e cognome, codice fiscale e codice POD identificativo della fornitura) erano stati usati per compilare una proposta di contratto che, corredata da firma falsa e indirizzo e telefono altrettanto falsi, aveva poi portato all’attivazione della fornitura con ENI. Alcuni purtroppo, avendo attivato il pagamento automatico delle bollette in banca e non avendo quindi notato l’assenza di fatture cartacee, hanno subito la scorsa estate la riduzione di potenza per morosità, con i disagi che si possono immaginare. Ora possiamo dire che questi casi, alcune decine, non erano che la punta dell’iceberg: il Garante ha riscontrato ben 7200 clienti acquisiti fraudolentemente da gennaio 2018 a gennaio 2019. In particolare un’Agenzia (nei casi seguiti da noi era indicata con la sigla “250”), incaricata da ENI di stipulare contratti porta-a-porta, ha pensato bene di utilizzare dati (estratti da elenchi acquisiti in modi ancora non chiari) per compilare decine di contratti, inviarli a ENI e ottenere la relativa provvigione. Questa condotta, va specificato, era contraria agli accordi tra la stessa Agenzia e ENI, che infatti ha provveduto a sporgere denuncia/querela e a richiedere il pagamento delle penali contrattuali. Il fattaccio è stato però possibile anche a causa di carenze nella prassi di ENI, che ad esempio effettuava telefonate di conferma ai nuovi clienti ed inviava i documenti cartacei, ma proseguiva imperterrita con l’attivazione anche quando la chiamata dava esito negativo per numero inesistente o sbagliato o i documenti cartacei tornavano al mittente per “destinatario sconosciuto”. Inoltre, erano attivati anche i contratti privi di copia della carta di identità del cliente.

Oltre alla sanzione, il Garante ha imposto a ENI una serie di misure correttive nella sua policy di trattamento dati: ad esempio ha vietato l’attivazione di contratti senza documento di identità e ha previsto che la mancanza di conferma telefonica o cartacea del contratto porterà al blocco della procedura di attivazione.

Secondo quanto dichiarato ad Eni al Garante, per tutti i 7200 clienti vittime di attivazione non richiesta si è provveduto all’annullamento delle bollette.

Qui e qui il testo dei due provvedimenti.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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Bio-ON : dopo la declaratoria di fallimento, Federconsumatori continua a supportare gli investitori

Il 20 dicembre 2019 il Tribunale di Bologna, con Sentenza n. 137/2019, ha dichiarato il fallimento di BIO ON s.p.a., società quotata della bioplastica.

Federconsumatori Bologna, che per questa vicenda aveva già fornito informazioni sulle iniziative di tutela sia in ambito civile che penale, continuerà a farlo anche in questa fase.

E’ già attivo uno sportello dedicato alla questione presso la sede di Via Gramsci n. 3 dove gli investitori interessati potranno richiedere informazioni anche in merito alla procedura fallimentare, previo appuntamento telefonico da fissare al n. 051/255810 o via mail tramite l’indirizzo info@federconsumatoribologna.it

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Rimandata l’abolizione del mercato di maggior tutela (?) *aggiornamento 17/12/19*

*AGGIORNAMENTO* L’emendamento inizialmente approvato in commissione è stato escluso dal testo definitivo della finanziaria per questioni tecniche. La data dell’abolizione del mercato tutelato è quindi tornata il 1/7/2020 finché non sarà emanata una legge apposita.

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La scorsa settimana è passato l’emendamento alla legge di bilancio che stabilisce un rinvio all’abolizione del mercato di maggior tutela dell’energia elettrice e il gas, inizialmente previsto per il 1 luglio 2020.

La nuova data è il 1 gennaio 2022.

Fin dal primo momento noi di Federconsumatori abbiamo contestato l’abolizione, alla luce di un mercato libero ancora caratterizzato da numerose criticità, da una scarsa concorrenza, da una ancor più carente trasparenza e da una incontrollata aggressività di venditori non ben definiti.

In questi due anni di proroga si rende urgente e necessario adottare le misure indispensabili per tutelare i diritti dei cittadini in questa delicata transizione: nel dettaglio è necessario definire in maniera chiara e precisa l’albo dei venditori autorizzati ad operare nel mercato, sulla base di parametri di affidabilità e di garanzia sul piano economico-finanziario.

Bisogna adottate misure per regolamentare un mercato libero in preda alle più sfrenate forme di speculazione, il cui unico obiettivo è accaparrare clienti spesso anche sulla base di attivazioni non richieste e informazioni non veritiere.

È opportuno approntare forme di tutela per i cittadini morosi incolpevoli o interessati dal fenomeno della povertà o vulnerabilità energetica, in forte crescita nel Paese.

È necessario predisporre delle misure che caratterizzino l’energia elettrica quale bene essenziale, formula che impone maggiore cautela da parte dei gestori, specialmente in tema di attivazioni (spesso negate con motivazioni del tutto pretestuose e ingiustificate) e distacchi.

Infine è improrogabile fornire a cittadini ed imprese informazioni certe su cosa accadrà, al 1 gennaio 2022, ai cittadini che non avranno effettuato alcune scelta, per sottrarli alle narrazioni fantasiose e intimidatorie di venditori che con tale scusa inducono i cittadini a scegliere la loro offerta.

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BIO-ON – ASSEMBLEA

Gli investitori azionisti di Bio-on che desiderano informazioni sulla nostra linea di azione e sulle possibilità di tutela possono venire alla nostra assemblea pubblica il giorno

MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE 2019 alle 18
presso la Camera del Lavoro CGIL
di Castel San Pietro Terme.

Saranno presenti il Presidente di Federconsumatori Bologna Dante Colombetti e legali della Consulta Legale di Federconsumatori Francesca Romeo, Paolo Garagnani, Giuseppe Genna, Valeria Marrese e Aurora De Dominicis.

Chi non riuscisse a partecipare può chiamarci al n.051/255810 o scriverci su info@federconsumatoribologna.it per fissare appuntamento con lo sportello dedicato a Bio-On nella nostra sede di Via Gramsci, 3/E a Bologna.

Volantino

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Energia: attivazione dei contratti negata ai cittadini morosi nel settore bancario e finanziario. Le aziende interrompano subito queste pratiche discriminatorie.

Sono giunte presso gli sportelli della Federconsumatori numerose segnalazioni di cittadini a cui viene negata l’attivazione di nuovi contratti di energia elettrica e gas, perché risultano morosi nei confronti di finanziarie e istituti bancari.
Una situazione che appare illegittima da ogni punto di vista. In primis appare curioso come le compagnie che gestiscono le utenze di energia elettrica e gas possano avere accesso ai dati relativi alle situazioni debitorie dei cittadini, in totale spregio della normativa sulla privacy, specialmente trattandosi di dati così sensibili e delicati.
Non spetta all’azienda che eroga l’energia sindacare chi abbia diritto o meno all’attivazione dei servizi, a maggior ragione dal momento che l’azienda non può né è tenuta a conoscere la situazione in cui versano gli utenti discriminati attraverso tale politica.
Sono molti i casi, in Italia, di morosi incolpevoli, che hanno subito un licenziamento o che si trovano in cassa integrazione, che non riescono a far fronte ai propri debiti. Oppure i casi estremi di vittime di ludopatia o vittime di violenza che, a causa del contesto sociale complesso e di estremo disagio in cui vivono, riscontrano molta difficoltà nel reinserimento nella società, ancora di più se vengono loro negati i servizi minimi.
Lo Stato ha il dovere di tutelare le persone che si trovano in condizioni di disagio sociale vero e comprovato, proteggendole anche dalle politiche discriminatorie delle aziende erogatrici di energia.
Le pratiche qui denunciate sono in forte crescita e risultano ancor più preoccupanti se contestualizzate nell’attuale fase di dilagante aumento della povertà energetica. Per questo chiediamo al Governo e all’ARERA di avviare un tavolo di confronto per definire al più presto un canale “preferenziale” per i cittadini in forte disagio economico o sociale, affinché vengano attivati gli opportuni strumenti di tutela.

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BIO-ON: assemblea e sportello informativo

Si sono rivolti all’Associazione molti consumatori per richiedere informazioni e tutela rispetto al caso Bio-On che ha travolto anche tantissimi risparmiatori/investitori.

Per fornire le informazioni sulle iniziative di tutela sia in ambito penale che civile, stiamo organizzando un’assemblea rivolta a tutte le persone interessate il giorno

 LUNEDI 25 NOVEMBRE 2019  

ORE 17:00

presso

la Camera Del Lavoro – CGIL di Bologna
Via Marconi, 67
Sala n. 2 terzo piano 

Saranno presenti:

Dante Colombetti Presidente dell’Associazione
Anna Dal Cero Vicepresidente dell’Associazione
e gli Avvocati Paolo Garagnani, Giuseppe Genna e Francesca Romeo che fanno parte della Consulta Legale.

Le persone interessate che non possono presentarsi all’assemblea potranno rivolgersi ad uno sportello dedicato alla questione, dove sarà possibile richiedere informazioni, attivo presso la sede della Federconsumatori di Via Gramsci, 3 a partire dal 13 novembre nella fascia oraria 15:00/17:00, previo appuntamento telefonico da fissare al n.051/255810 o via email info@federconsumatoribologna.it.  

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