Ottenuto rimborso per un viaggio annullato causa covid

La vicenda risolta di recente dalla Federconsumatori ha visto protagonista una consumatrice che, nell’ottobre 2019, aveva acquistato dei biglietti aerei dalle compagnie Air France e KLM per effettuare una vacanza in Ecuador nel marzo 2020.

Il costo per tale acquisto era pari a 2.457,33, interamente versato tramite carta di credito della nostra associata.

Come noto, la gravità della emergenza sanitaria legata alla diffusione su scala mondiale del COVID-19 ha spinto l’OMS, nel marzo 2020, a dichiarare lo stato di pandemia: per tale ragione le compagnie comunicavano la cancellazione dei voli, senza ovviamente indicare alcuna data alternativa.

La consumatrice, pertanto, procedeva con la richiesta di rimborso.

Dopo diversi mesi di attesa, stanca di aspettare il rimborso dell’intero importo corrisposto, la consumatrice si è rivolta alla nostra associazione.

Con l’intervento della nostra consulente Avv. Paola Pizzi, che da anni si occupa di problemi in materia di viaggi, veniva ribadita la richiesta – a suo tempo avanzata – di immediata restituzione dell’intero importo versato per l’acquisto dei biglietti pari ad € 2.457,33 con la precisazione che la consumatrice non intendeva accettare alcun voucher ma esclusivamente il rimborso monetario.

Dopo pochi giorni la nostra consumatrice ha ottenuto la restituzione dell’intera somma versata.

Un grande risultato che ricorda a tutti che non basta rivendicare i propri diritti: i diritti si esercitano perché, in questo modo, se ne impone il rispetto.

La Federconsumatori è al fianco di chi vuole esercitare i propri diritti e lo dimostra ogni giorno anche grazie alla attività sul territorio dei propri consulenti.

Avv. Paola Pizzi

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Incentivi auto “fuori tempo massimo”: i cittadini da noi assistiti ottengono l’annullamento del verbale

È giunta al termine, positivamente, la vicenda giudiziaria relativa ad alcuni cittadini che si erano rivolti alla Federconsumatori di Bologna in quanto destinatari, nell’anno 2014, di verbali di contestazione elevati dalla Guardia di Finanza di Bologna per asserita violazione dell’art. 316 – ter co. 2 c.p.; norma che prevede l’irrogazione di sanzioni pecuniarie variabili tra la somma di € 5.164,00 e quella di € 25.822,00. 

La vicenda è quella che ha coinvolto alcune concessionarie di auto che svolgevano attività commerciale di vendita nell’ambito di una società all’epoca operante anche nel territorio bolognese. 
Ai cittadini veniva contestato di aver perfezionato l’acquisto di alcune autovetture ecologiche oltre i termini previsti dalla legge per accedere agli incentivi pubblici e di aver in tal modo, secondo l’ipotesi accusatoria, indebitamente fruito di un contributo pubblico.
I cittadini che avevano conferito mandato, rappresentati dall’avv. Aurora De Dominicis e dall’avv. Francesca Romeo, presentavano quindi le memorie presso l’Autorità amministrativa competente e venivano poi convocati per l’audizione presso la Prefettura di Bologna, che tuttavia, nell’ottobre 2018, emetteva Ordinanze ingiunzioni con le quali veniva ulteriormente contestata la violazione della predetta normativa.
I cittadini interessati a proseguire la vertenza, sempre con il patrocinio dei predetti legali, convinti dell’infondatezza degli addebiti mossi nei loro confronti, decidevano di far valere le proprie ragioni innanzi all’Autorità giudiziaria competente impugnando le predette ordinanze ingiunzioni.
I procedimenti giudiziari si concludevano con l’accoglimento dei ricorsi depositati in quanto veniva riconosciuta, tra altre cose, la buona fede dei cittadini coinvolti e la mancanza di prova della loro responsabilità, con conseguente annullamento dei provvedimenti impugnati e delle relative sanzioni

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Attenzione alla truffa del bancomat

Se avete messo in vendita un vostro oggetto su un sito di annunci come Subito.it o Kijiji, oppure sul vostro profilo social, fate attenzione a una truffa che ha fatto molte vittime negli ultimi mesi, la cosiddetta “truffa del bancomat”. Ecco come funziona:

Il venditore viene contattato da un potenziale acquirente che si dice interessato all’oggetto in vendita e che propone di pagarlo con bonifico bancario o ricarica Postepay.

Se il venditore accetta, il truffatore gli chiede di recarsi presso uno sportello bancomat e, al telefono o tramite chat Whatsapp, lo guida ai passaggi da compiere: inserire il bancomat, selezionare il circuito di pagamento, selezionare Ricarica.

Poi il truffatore chiede di digitare l’importo del pagamento e un numero, che sostiene essere il numero dell’ordine: in realtà è il numero della sua carta ricaricabile.

In questo modo, l’ignaro venditore non sta ricevendo soldi sul suo conto ma al contrario sta effettuando una ricarica sulla carta del truffatore.

Molto spesso, il truffatore è abbastanza scaltro da chiedere alla vittima di fare più ricariche, sostenendo che il primo “pagamento” non sia andato a buon fine.

Per evitare di cadere vittima di questi raggiri possiamo darvi questi consigli:

– non inserite il numero di telefono negli annunci ma solo l’indirizzo email e usate solo quello per comunicare con i potenziali acquirenti: le truffe riescono meglio se le vittime vengono “agganciate” e persuase per telefono;

– accettate pagamenti con metodi che non prevedono lo scambio di dati sensibili, come ad esempio Paypal o Satispay. Se accettate il bonifico, comunicate all’acquirente solo il vostro IBAN, che non è un dato sensibile e non può essere usato per prelevare denaro senza la vostra autorizzazione;

– se state vendendo attraverso una app di scambio tra privati, come ad esempio la nota Vinted, utilizzate i metodi di pagamento interni all’app e diffidate di chi vi offre di pagare con metodi alternativi;

– non accettate pagamenti tramite ricarica della vostra Postepay. In questo modo infatti dovreste comunicare ad un estraneo il numero e l’intestatario della vostra carta e questi dati possono essere usati per compiere truffe;

– ricordate che inserendo la vostra carta o il vostro bancomat allo sportello POS potete fare operazioni solo sul vostro conto, non su quello altrui, quindi è impossibile che un pagamento a vostro favore sia eseguito con le modalità suggerite dai “truffatori del bancomat”;

– attivate lo notifiche (via email o meglio sms) per ogni operazione compiuta sul vostro conto o sulla carta, in modo da essere allertati subito di qualsiasi movimento contabile;

– se notate movimenti sospetti sul conto o se cadete vittime della truffa del bancomat, denunciate subito alla polizia postale e segnalate anche l’utente al portale di annunci.

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Consulenze e pratiche a distanza

La zona rossa non ci ferma: anche se i nostri sportelli e la sede di Via Gramsci 3 rimarranno chiusi al pubblico, i nostri consulenti continueranno a dare assistenza via telefono, email o videochiamata.

Potete prenotare al centralino 051/255810 (dal lunedì al venerdì 9-12 e 14-17) o utilizzare il modulo in questa pagina: PRATICA ONLINE.

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Norwegian Airways sta per fallire

Norwegian Air sempre più vicina al fallimento: la compagnia aerea low-cost, la cui attività è stata messa in dura crisi a causa della pandemia è stata posta in amministrazione straordinaria.

Il 7 dicembre 2020 è stato nominato commissario straordinario Kieran Wallace: a lui spetterà il compito di analizzare se ci sono i presupposti per continuare ad operare o bisognerà dichiarare il fallimento.

In una nota la stessa Norwegian Air rende noto che, nella fase attuale, si sta cercando di ristrutturare il debito. Tra i creditori non bisogna però dimenticare tutti i passeggeri che avevano acquistato un biglietto per un volo che non hanno mai potuto effettuare. Molti attendono il rimborso dal primo lockdown, nonostante l’autorità norvegese equivalente all’Enac abbia più volte ripreso la compagnia per i mancati rimborsi.

Il commissario Wallace ha chiesto ai clienti che ritengono di “dover ricevere un rimborso per un volo cancellato”, di inviare una emailnorwegian-examinership@kpmg.ie “specificando nome, cognome, indirizzo, email e dettagli alla base della richiesta entro 7 giorni dalla data del presente avviso” (pubblicato il 17 febbraio n.d.r.) cioè entro il 24 febbraio 2021.

Il commissario straordinario, una volta esaminate le richieste pervenute, potrebbe contattare i clienti per includerli “in un’adunanza di creditori che dovrà essere convocata per esaminare il piano di ristrutturazione”.

Ci auguriamo che tale operazione porti a un riconoscimento adeguato e proporzionato alle somme spese: come spesso è avvenuto in passato, sono proprio i passeggeri la parte più debole che, nella più rosea delle ipotesi, ottiene un rimborso irrisorio rispetto alla spesa effettuata.

Nel frattempo la compagnia ha fatto sapere che sta continuando a volare. E che su quelle poche rotte rimaste non ci sono problemi su “prenotazioni attuali e future”.

Invitiamo i cittadini interessati a rivolgersi al nostro sportello 051/255810 o info@federconsumatoribologna.it per assistenza sulla presentazione della richiesta, nonché per valutare le azioni da intraprendere qualora i rimborsi ottenuti siano sotto forma di voucher o punti per i programmi fedeltà, che potrebbero rivelarsi carta straccia.

Foto: By ERIC SALARD from PARIS, FRANCE – LN-NGP BCN, CC BY-SA 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=46058042

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Cartelle IMU a coniugi con diversa residenza

Si sono rivolti all’associazione Federconsumatori diversi utenti che hanno ricevuto un avviso di accertamento da parte del Comune di Bologna, per il pagamento di annualità arretrate della tassa IMU, in relazione all’abitazione principale del nucleo famigliare.

Tali avvisi sono stati recapitati anche a coniugi che, per motivi di lavoro o per altre problematiche, negli ultimi anni hanno dovuto spostare la propria residenza in due distinte abitazioni, situate in Comuni differenti.

Il Comune di Bologna, sulla base di una recente pronuncia giurisprudenziale (che si pone in contrasto con l’orientamento precedentemente consolidato), tenta quindi oggi di recuperare la tassa IMU relativa all’abitazione principale del nucleo famigliare asseritamente maturata negli ultimi cinque anni.

Negli anni, la normativa era stata costantemente interpretata nel senso contrario, prevedendo la possibilità di usufruire dell’esenzione qualora i coniugi risiedano effettivamente in Comuni distinti, ad esempio per esigenze lavorative.

Lo stesso Dipartimento delle Finanze nel 2012 ha emesso una circolare in cui ha escluso chiaramente la necessità di pagare la tassa IMU in tali situazioni.

La Federconsumatori è a disposizione per offrire consulenza legale sulla vicenda, chiamateci al n.051/255810 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17) oppure scriveteci il vostro contatto su info@federconsumatoribologna.it per essere richiamati.

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Grave truffa da centinaia di migliaia di euro da parte di un agente assicurativo

Si sono rivolti ai nostri sportelli due cittadini di San Giovanni in Persiceto gravemente danneggiati dalla condotta illegittima di un agente assicurativo, socio di un’agenzia locale, affiliata Generali.

I due risparmiatori, fidandosi della correttezza dell’agente noto da tempo in paese, in più occasioni gli avevano consegnato somme anche ingenti di denaro, affinché fossero investite in polizze. In tutto, i risparmi investiti ammontavano a oltre 265.000 euro.

Nel luglio 2020 Generali si accorgeva di irregolarità nella gestione del portafogli dei nostri associati, che venivano quindi convocati per chiarimenti dall’Auditor generale della compagnia assicurativa. In quella occasione, i due sfortunati risparmiatori scoprivano che solo una piccola parte dei risparmi versati all’agente, meno di un terzo del totale, erano stati effettivamente investiti. Del resto, quasi 200.000 euro, nessuna traccia. Inoltre, scoprivano che i rendiconti a loro consegnati periodicamente dall’agente erano stati falsificati, non corrispondendo a quanto registrato presso Generali. Anche i documenti contrattuali mostrati ai nostri assistiti presentavano diverse firme false.

I due cittadini si sono rivolti alla nostra associazione che li sta tutelando per il recupero di quanto indebitamente trattenuto dall’agente.

Invitiamo tutti coloro che abbiano avuto esperienze simili o che lo sospettano, di chiamarci al n.051/255810 o di scriverci alla mail info@federconsumatoribologna.it per fissare appuntamento, avviare la verifica delle loro posizioni e il recupero di investimenti non contabilizzati.

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Aereo in ritardo? Per il giudice, la compagnia deve pagare la compensazione pecuniaria

Tra i vari disguidi che possono contribuire a “rovinare” la vacanza c’è quello del ritardo, rispetto all’orario di arrivo previsto, del vettore utilizzato (treno, aereo, nave etc.), soprattutto nei casi in cui è necessario proseguire il viaggio con altri mezzi.

Il riferimento normativo della fattispecie in esame è rappresentato dal Regolamento UE 261/2004 che disciplina il caso del ritardo aereo in conseguenza del quale il passeggero ha – automaticamente- diritto alla compensazione pecuniaria di cui all’art. 7 del regolamento 261/2014.

Capita però che le compagnie aeree omettano di versare automaticamente l’importo della compensazione pecuniaria che spetta ai consumatori, adducendo giustificazioni, spesso infondate.

Il caso portato all’attenzione del Giudice di Pace da una coppia di bolognesi riguarda proprio la richiesta di compensazione pecuniaria per i danni a loro provocati dal ritardo di un volo.

Nel mese di aprile del 2019, nostri assistiti, in vista delle vacanze estive, acquistavano dal sito della compagnia Ryanair, dei biglietti aerei di andata e ritorno per recarsi a Palermo nel mese di giugno.

Il volo di rientro era previsto per il giorno 1 luglio 2019 alle ore 22.00 con arrivo a Bologna alle ore 23.30.

Sta di fatto che il giorno 1.07.2019, i viaggiatori in attesa dell’imbarco per Bologna apprendevano che il loro volo aveva un ritardo, che di ora in ora, si faceva sempre più consistente.

I nostri sfortunati passeggeri riuscivano ad imbarcarsi alle ore 00.00 ed il comandante annunciava che, invece di atterrare all’aeroporto di Bologna, l’aereo si sarebbe diretto verso l’aeroporto di Bergamo.

Dopo tali ritardi, gli stessi riuscivano a fare rientro a Bologna alle ore 8,15 del 2.07.2019, dopo una notte di attesa, mentre sarebbero dovuti arrivare il giorno prima alle 23.30.

I consumatori richiedevano tramite la piattaforma Ryanair la compensazione pecuniaria, ma tale richiesta veniva respinta, in quanto la compagnia affermava che la deviazione ed il conseguente ritardo erano stati determinati da motivi inattesi e fuori dal controllo Ryanair.

Si rivolgevano pertanto alla Federconsumatori di Bologna che, a seguito della formulata richiesta di accesso agli atti presso ENAC che presso l’Aeroporto di Bologna S.p.a., riusciva a provare che la chiusura dell’aeroporto di Bologna era stata da tempo programmata per il giorno 2.07.2019. Pertanto, se il volo Ryanair fosse partito in orario (e non con tanto ritardo dipeso esclusivamente da responsabilità della compagnia aerea) i nostri consumatori sarebbero giunti a Bologna alle ore 23,30 e dunque molto tempo prima della chiusura dell’aeroporto.

Con il patrocinio dell’Avv. Paola Pizzi, i consumatori si rivolgevano al Giudice di Pace per la tutela dei propri diritti.

Accertato che il ritardo è stato determinato dalla esclusiva responsabilità di Ryanair, il GDP di Bologna, con la sentenza n. 165/2021 pubblicata in data 25.01.2021, ha condannato la compagnia alla corresponsione della compensazione pecuniaria.

Sentenze come questa contribuiscono a ricordare, alle grandi compagnie aeree, che ci sono degli obblighi da rispettare nei confronti dei clienti.

Per i consumatori invece la sentenza citata rappresenta la semplice conferma della possibilità di tutelare, anche in tempi brevi, i propri diritti.

Avv. Antonio Mumolo

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Prescrizione bollette: l’AGCM multa ENI, ENEL e SEN

L’Autorità Antitrust ha irrogato una sanzione di complessivi 12,5 milioni di euro ad Enel Energia, Servizio Elettrico Nazionale (SEN) ed Eni gas e luce, per aver rigettato le istanze di prescrizione biennale presentate dagli utenti.

La Legge di Bilancio 2018 aveva introdotto la possibilità di eccepire la prescrizione biennale dei consumi di luce e gas fatturati oltre il biennio, salvo il caso di “accertata responsabilità” degli utenti.
Come abbiamo avuto modo di verificare più volte, queste società respingevano la richiesta di prescrizione anche in assenza della prova che il ritardo fosse imputabile alla responsabilità dei consumatori.

Sono migliaia i cittadini coinvolti, che si son visti addebitare la responsabilità della mancata lettura dei contatori a fronte di presunti tentativi di lettura dichiarati dal distributore: tentativi non documentati e spesso “smentiti dalle prove fornite dai consumatori”, come riporta la nota dell’AGCM.

Di fatto le aziende ignoravano l’istanza di prescrizione sollevata dagli utenti oppure comunicavano loro il rigetto solo in seguito, intanto addebitavano immediatamente gli importi fatturati soggetti a prescrizione agli utenti che avevano scelto come modalità di pagamento la domiciliazione bancaria/postale o l’uso della carta di credito.

Un comportamento inaccettabile, che più volte abbiamo denunciato ad Arera: un vero e proprio sopruso a danno degli utenti che si vedevano negare con arroganza e sulla base di false motivazioni un diritto acquisito. Proprio da un recentissimo controllo sulle tipologie del contenzioso extragiudiziale in ambito energetico è emerso che il problema più ricorrente è il mancato rispetto della legge sulla prescrizione.

La decisione dell’Antitrust apre la strada dei rimborsi per i cittadini coinvolti: ai sensi della legge di Bilancio 2018 e per effetto della delibera dell’Autorità, i soggetti interessati potranno ottenere entro 3 mesi il rimborso dei pagamenti effettuati ma non dovuti. Ci batteremo in ogni sede affinché i rimborsi siano automatici e non vi sia, a carico dei danneggiati, anche l’onere di doverli richiedere. Qualora dovessero presentarsi intoppi o criticità in tale procedura i nostri sportelli sono comunque a disposizione dei cittadini. Se desiderate un controllo sulla vostra bolletta potete chiamarci per fissare appuntamento al n.051/255810 o scriverci su info@federconsumatoribologna.it .

Da notare come la pratica commerciale scorretta che, nel caso di Eni gas e luce è aggravata dall’elevato numero di istanze di prescrizione rigettate e dalla “recidiva in tema di condotte scorrette relative alla prescrizione”.

È evidente che tale vicenda si aggiunge alla lunga lista delle condotte scorrette messe in atto dalle aziende di energia elettrica e gas, in primis quella relativa all’attivazione di contratti non richiesti, che continua a coinvolgere e danneggiare migliaia di cittadini ogni anno. Per questo si rende sempre più necessaria la disposizione di un albo dei venditori e di una precisa regolamentazione delle agenzie a cui si affidano per la vendita, che tengano conto della solidità, della correttezza, della trasparenza nonché della sostenibilità delle aziende e sgomberino il campo da pratiche scorrette, abusi e condotte illegali. Si tratta di un’operazione fondamentale per creare i presupposti di trasparenza e libera concorrenza in un mercato che ancora a distanza di oltre 10 anni dalla liberalizzazione è estremamente carente sotto entrambi gli aspetti.

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Rimborso bici pieghevole per i pendolari dell’Emilia-Romagna

Se sei un pendolare residente in Emilia-Romagna puoi chiedere il rimborso per l’acquisto di una bicicletta pieghevole, fino al 50 % del prezzo di acquisto, per un massimo di 300 euro.

Questi i requisiti:

  • aver acquistato una bici nuova di dimensioni massime (da chiusa) pari a 80x110x40 cm;
  • aver effettuato l’acquisto in data non antecedente il 15/05/2020;
  • essere possessori di un abbonamento annuale al servizio ferroviario o un abbonamento integrato ferro-gomma con validità residua di almeno tre mesi oltre la data di acquisto della bicicletta.

Il rimborso non è cumulabile con altri contributi (quindi nemmeno con il Bonus Mobilità del Ministero dell’Ambiente)

Per aderire, la modulistica e le informazioni sono disponibili su questa pagina del sito della Regione Emilia-Romagna

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