BONUS TV: passaggio agevolato alla nuova tecnologia televisiva

Nei prossimi mesi la tecnologia televisiva sarà progressivamente innovata. Dal 1 settembre 2021, migliorerà la definizione delle immagini, con l’abbandono della codifica MPEG2 a favore della MPEG4; i televisori che ad oggi non permettono di visualizzare i canali in alta definizione (HD) diventeranno obsoleti.

Tra settembre 2021 e giugno 2022 i canali saranno riposizionati sulle diverse frequenze, seguendo un calendario prestabilito: entro il 31 dicembre 2021 Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e le province di Trento e di Bolzano; tra 1 gennaio 2022 e 31 marzo 2022 Liguria, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Sardegna; tra 1 aprile 2022 e 31 giugno 2022 Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche. Sarà sufficiente risintonizzare il proprio televisore, un’operazione che si avvia semplicemente con il telecomando n pochi passaggi.

Il mese di giugno 2022 segnerà il traguardo della transizione ai nuovi standard televisivi: DVB-T2 ed HEVC. Entro tale data sarebbe opportuno verificare se il proprio televisore è adatto alla ricezione del nuovo segnale, altrimenti acquistare un decoder o un nuovo apparecchio.

Per eseguire tale verifica, è sufficiente sintonizzarsi sui cosiddetti canali “test”, canale 100 per RAI e canale 200 per Mediaset: se si visualizza la scritta “,”Test HEVC Main10” il televisore è adatto al progresso di standard. Altrimenti, una volta ripetuta la prova dopo aver risintonizzato il televisore a scanso di equivoci, è il caso di attivarsi per un adeguamento, ed eventualmente per ottenere le previste agevolazioni (un test rapido è disponibile anche su questo sito).

Già alla fine del 2019, e fino al 2022, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) aveva previsto un bonus del valore massimo di 50€ per l’acquisto di un nuovo televisore che supporti lo standard DVB-T2 o di un decoder per adeguare l’apparecchio già posseduto. L’accesso a questo bonus, tuttavia, è limitato ai nuclei con ISEE fino a 20’000€. Per usufruirne è necessario scaricare dal sito del MISE un apposito modulo di autocertificazione, da presentare al negoziante presso cui si acquista il televisore o il decoder. Il negoziante inserirà il codice fiscale dell’acquirente ed i dati identificativi del prodotto sul sito dell’Agenzia delle Entrate, per recuperare lo sconto applicato sotto forma di credito d’imposta.

La recente novità, contenuta nel Decreto Sostegni, è l’introduzione di un ulteriore bonus TV, denominato bonus “rottamazione TV” per differenziarlo dal precedente, di maggior valore, indipendente dal reddito, eventualmente cumulabile.

I requisiti per poterne beneficiare sono: la rottamazione di un televisore acquistato prima del 22 dicembre del 2018; la regolarità del pagamento del canone RAI (o dell’esenzione per chi ne beneficiasse); l’acquisto di uno dei modelli di televisore previsti dal MISE (l’elenco è consultabile su questo sito).

Il bonus consiste in uno sconto del 20% sul prezzo del nuovo televisore (IVA inclusa) fino ad un massimo di 100€. Si può ottenere lo sconto portando l’apparecchio da rottamare al negozio di acquisto del nuovo televisore oppure in una discarica autorizzata, dove la rottamazione sarà attestata mediante compilazione di un apposito modulo. Ogni utente, identificato con codice fiscale, può usufruire una solo volta del bonus.

Se la disponibilità del recente bonus TV è programmata fino al 31 dicembre 2022, la somma stanziata (250 milioni) potrebbe essere insufficiente per soddisfare tutte le richieste, che, peraltro, ancora non possono essere presentate. Si attende, infatti, la pubblicazione del decreto attuativo dedicato; il bonus sarà a tutti gli effetti disponibile solo trascorsi 14 giorni dalla pubblicazione in G.U., mentre chi si occupa della vendita e dello smaltimento degli apparecchi si organizza e l’Agenzia delle Entrate predispone la piattaforma online per le verifiche. AIRES ed altre associazioni di categoria hanno chiesto un incontro urgente all’Agenzia delle Entrate per definire gli ultimi dettagli.

Ulteriori informazioni sono disponibili ed aggiornate, sul sito dedicato del MISE.

(foto di otrags da Pixabay)

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Cooperativa Nuovi Angeli Azzurri: aggiornamenti sul processo

AGGIORNAMENTO (25/08/2021)
La Guardia di Finanza di Bologna ha eseguito, su disposizione del GIP Domenico Truppa, un decreto di sequestro preventivo per equivalente finalizzato alla confisca obbligatoria, fino alla somma complessiva di 650.000 euro, di beni mobili e immobili nella titolarità della sig. ra Fraiese.

Ci sono novità sulla vicenda delle cooperative di assistenza (tra cui Nuovi Angeli e Nuovi Angeli Azzurri) che lo scorso anno erano state sequestrate e la titolare indagata per sfruttamento di manodopera e truffa.

Qualche giorno fa è iniziata l’udienza preliminare del procedimento nei confronti della titolare, sig.ra Fraiese e degli altri imputati, per lo sfruttamento delle badanti e per truffa e appropriazione indebita nei confronti dei clienti, i quali avevano pagato senza ricevere alcun servizio.
Per alcuni di questi clienti , nostri associati, abbiamo depositato costituzione di parte civile nei confronti dell’imputata.
L’udienza preliminare non è conclusa ed è stata rinviata al 21/10/2021.


Quindi, sia ulteriori clienti che avessero subito truffa o appropriazione indebita, sia altri lavoratori sfruttati, sono ancora nei termini per costituirsi parte civile.
In particolare i clienti potranno scriverci su info@federconsumatoribologna.it , mentre i lavoratori possono rivolgersi all’ufficio legale della CGIL Bologna.

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Bio-On: parte il processo

Il procedimento penale a carico degli amministratori di Bio-On inizierà il 12 luglio 2021.

La nostra associazione ha già raccolto l’incarico di diversi azionisti che si sono costituiti parte civile in quanto danneggiati dai presunti reati.
Chi è interessato a conoscere le nostre iniziative al riguardo e ad essere assistito per la predisposizione della costituzione di parte civile può scrivere su info@federconsumatoribologna.it oppure chiamare il n.051/255810 (dal lunedì al venerdì 9-12 e 14-17) e lasciare i propri dati per essere richiamato dai nostri avvocati.

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Cashback di Stato: tempo di rimborsi (ma non per tutti)

AGGIORNAMENTO (30/06/2021) La Cabina di Regia tenutasi a Palazzo Chigi il 28 giugno scorso ha deciso di arrestare il programma Cashback, che pertanto non si ripeterà nel secondo semestre del 2021, né tantomeno nel primo semestre 2022, come inizialmente previsto. Ciò non fa venir meno il pagamento dei rimborsi relativi al periodo appena conclusosi (01/01/2021 – 30/06/2021).

Il primo semestre del Cashback di Stato (01/01/2021 – 30/06/2021) volge al termine, non senza sorprese.

Il programma Cashback prevede due tipologie di rimborso: il rimborso percentuale (il “Cashback” tout court) rispetto ad ogni transazione eseguita con uno strumento di pagamento elettronico registrato in fase di iscrizione al programma; il rimborso speciale forfettario (il “Super Cashback”) erogato sulla base di una classifica stilata considerando il numero di transazioni effettuate con i medesimi strumenti di pagamento elettronico entro un dato periodo del programma.

Il rimborso percentuale è pari al 10% dell’importo di ogni transazione, fino ad una somma complessiva di 150€, per ogni semestre del programma. Per ottenere il rimborso, è necessario totalizzare 50 transazioni nell’arco del semestre. Il conteggio delle transazioni si azzera e riparte al termine di questo periodo. È possibile monitorare i propri conteggi ed il dettaglio delle transazioni dall’app IO, la stessa applicazione utilizzata per l’iscrizione e la registrazione degli strumenti di pagamento.

I rimborsi sono erogati da Consap S.p.A., la società Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, tramite bonifico. Al momento dell’iscrizione, e comunque entro e non oltre la scadenza del periodo di riferimento, il/la partecipante al programma è tenuto/a infatti ad indicare un codice IBAN. L’erogazione ha luogo entro 60 giorni dal termine del periodo, quindi entro il 29/08/2021 per il primo semestre del programma nel 2021, che si conclude il 30 giugno p.v.

Una precisazione degna di nota: se il totale dei rimborsi dovuti ai/alle partecipanti dovesse essere superiore alle risorse stanziate ex lege per il periodo di riferimento, ciascun/a partecipante potrebbe vedere una riduzione proporzionale dell’importo del rispettivo rimborso.

Tempo di rimborsi, ma non prima di aver verificato la regolarità delle transazioni. Secondo una notizia ANSA del 28 maggio scorso, un messaggio – una notifica dell’app IO – avrebbe raggiunto i/le partecipanti le cui transazioni siano risultate anomale ai controlli del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Questi utenti avrebbero avuto un termine di sette giorni per dimostrare, compilando un modulo online, la regolarità delle transazioni contestate, altrimenti stornate e non considerate nel calcolo del rimborso. Sono considerate “anomale” le transazioni di «importo irrisorio, effettuate in numero elevato presso lo stesso esercente»: micro-transazioni effettuate al solo scopo di raggiungere il numero minimo di pagamenti elettronici per ottenere il rimborso a fine periodo, ma soprattutto per scalare la classifica del Super Cashback. Un caso emblematico, riportato da diverse testate giornalistiche: in provincia di Cuneo, ad un distributore di benzina self-service un cliente avrebbe effettuato 62 transazioni in meno di un’ora, per un totale di circa 6€.

L’irregolarità, tuttavia, non trova fondamento nel regolamento del programma Cashback, che presenta una lacuna in merito. Il regolamento specifica che le transazioni devono essere reali, ovvero collegate ad un acquisto (con importanti esclusioni, ad esempio gli acquisti online), ma non vieta espressamente le cosiddette micro-transazioni. I ricorsi a fronte dello storno delle operazioni dal sistema di calcolo dei rimborsi e delle posizioni nella graduatoria per il rimborso speciale potrebbero essere numerosi. Secondo i dati ufficiali, circa i/le partecipanti al programma sarebbero 8.8 milioni, per un totale di transazioni prossimo a 763 milioni e più di 16 milioni di strumenti di pagamento elettronico registrati; le operazioni per importi inferiori a 5€ sarebbero circa 111 milioni (fonte: https://io.italia.it/cashback/dashboard ).

In ogni caso, l’irregolarità non da luogo ad alcuna ulteriore sanzione di tipo pecuniario. In vista del secondo semestre del programma (01/07/2021 – 31/12/2021) sarebbe auspicabile un’integrazione del regolamento, così da evitare che si ripresentino simili situazioni di ambiguità.

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Convocazione Assemblea ordinaria

È convocata l’Assemblea Ordinaria dei soci di Federconsumatori Provincia di Bologna APS con il seguente O.D.G.:

• Relazione Presidente e Sindaci;
• Approvazione bilancio consuntivo 2020 e preventivo 2021.

in prima convocazione il giorno 28 giugno 2021 ore 09.00

e in seconda convocazione

VENERDÌ 9 LUGLIO 2021 ORE 10.00

TRAMITE PIATTAFORMA ZOOM al link: https://zoom.us/j/94387419337

Al momento dell’ingresso nella riunione Zoom verrà chiesto il numero di tessera socio

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​Contributo regionale bollo auto ibride: ​la Regione Emilia Romagna accoglie tutte le richieste del 2020 ​ e attiva il bando per il triennio 2021/23

Per far fronte al numero elevato di richieste relative al bando 2020 dedicato all’acquisto di veicoli ibridi, la Regione Emilia Romagna ha approvato un ulteriore stanziamento di 450mila euro, in aggiunta al milione di euro previsto dalla prima fase della misura, che servirà a soddisfare tutte le 8.289 domande ammesse al bando, raddoppiate rispetto alle richieste del 2019. Con queste risorse si potranno così soddisfare anche le 2.546 richieste pervenute nel mese di novembre e dicembre 2020.

La Regione Emilia Romagna sosterrà anche nel 2021 i cittadini interessati all’acquisto di auto ad alimentazione ibrida a basso impatto ambientale e ridotto consumo energetico. Il contributo della Regione è previsto per il triennio 2021-23 e sarà erogato in tre tranche annuali di importo non superiore a 191 euro/anno (pari al costo medio del bollo). Potranno procedere alla richiesta i cittadini residenti in Emilia Romagna che acquisteranno per uso privato un’auto ibrida di prima immatricolazione con alimentazione:

– benzina-elettrico;

– gasolio-elettrico;

– benzina-idrogeno.

La Regione ha previsto la presentazione della richiesta una sola volta per i tre anni di validità e provvederà automaticamente all’accredito del contributo negli anni successivi. Ai cittadini interessati sarà possibile accedere online fino al 31 dicembre 2021 sulla piattaforma del portale regionale all’indirizzo http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/leggi-atti-bandi solo attraverso SPID o con credenziali FedERa (fino al 30 settembre 2021) e con la Carta identità elettronica.

Le agevolazioni sul bollo che la Regione Emilia Romagna ripropone hanno lo scopo condiviso di agevolare la sostituzione delle vetture più datate con veicoli a basso impatto ambientale. Una misura da integrare con le azioni richieste anche da Federconsumatori contenute nei Piani di Mobilità Sostenibile (PUMS), a partire dalla incentivazione della mobilità ciclo-pedonale e l’utilizzo di mezzi pubblici. Federconsumatori ritiene prioritario per l’area padana prevedere interventi mirati e immediati per la riduzione delle sostanze inquinanti a partire dalle polveri sottili (PM10 – PM2,5) sempre più spesso chiamate in causa per le correlazioni con gravi malattie dell’apparato respiratorio che coinvolgono la salute di migliaia di cittadini.

p. Federconsumatori Emilia Romagna, Giuseppe Poli

Per ottenere gratuitamente la tua identità digitale SPID, puoi rivolgerti alla sede centrale di Federconsumatori Bologna (via Gramsci 3, Bologna), in quanto Punto di Riconoscimento. Per prendere appuntamento, chiama il numero 051/255810.

Foto di Lynn Greyling da Pixabay

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Vaccinazioni Covid-19 in Emilia-Romagna per i più giovani, studenti fuori sede inclusi

Nell’arco delle prime tre settimane di giugno i cittadini di ogni età sopra i 12 anni avranno la possibilità di prenotare la vaccinazione contro il Covid-19, come disposto dalla struttura commissariale nazionale. In particolare, si aprono le prenotazioni per i nati tra il 1982 ed il 2009, non appartenenti alle categorie a cui è stata data precedenza nei mesi scorsi.

L’apertura delle prenotazioni non è unica: 7 e 8 giugno per la fascia d’età 12-19 anni; 9 e 10 giugno per la fascia d’età 35-39 anni; 11, 12, 13 giugno per la fascia d’età 30-34 anni; 14 e 15 giugno per la fascia d’età 25-29 anni; dal 16 al 18 giugno per la fascia d’età 20-24 anni. Lo strappo iniziale al criterio anagrafico è finalizzato ad assicurare un numero quanto più elevato di alunni vaccinati all’inizio del prossimo anno scolastico.

Le modalità di prenotazione per i cittadini residenti in Emilia-Romagna non cambiano. Ci si può recare agli sportelli CUP, alle farmacie con servizio CUP. Senza muoversi da casa, si può prenotare telefonando ai numeri predisposti dalla USL di appartenenza oppure online: sul sito internet CupWeb (www.cupweb.it) oppure dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure ancora tramite l’applicazione ER Salute. Sono richiesti solo dati anagrafici, non è necessaria alcuna prescrizione medica. La prenotazione si conclude con la comunicazione di data, ora, luogo della vaccinazione ed eventuali ulteriori informazioni essenziali.

I cittadini non residenti, numerosi in queste fasce di età, hanno ugualmente la possibilità di accedere alla prenotazione, ed alla successiva vaccinazione. L’ordinanza 3/2021 del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, infatti, prevede che «ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma». Se domiciliati in Emilia-Romagna, rientrano in tale categoria gli studenti universitari fuori sede. Diversamente da altre, la Regione non ha dato indicazioni specifiche per questa categoria, che potrà pertanto procedere come gli altri cittadini non residenti.

La modalità è veloce e digitale: per candidarsi alla vaccinazione si accede con Spid (o in alternativa inserendo i propri dati anagrafici) ad una piattaforma virtuale dedicata (https://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione). Compilati i campi necessari e conclusa la procedura sulla piattaforma, si riceve una email di conferma della candidatura. Sarà poi l’ASL a notificare data e luogo della vaccinazione; si applicano i criteri di priorità validi per tutte le altre modalità di prenotazione. Nessuna modifica o rinuncia rispetto al proprio medico di base nel Comune di residenza è richiesta.

Dal 10 giugno, inoltre, anche chi non ha assistenza sanitaria in Emilia-Romagna, cittadino italiano o meno, potrà effettuare il tampone rapido ad un prezzo calmierato (15€) presso le farmacie aderenti al progetto di screening regionale, con esito tracciato. Sospeso invece lo screening volontario gratuito per i mesi di luglio e agosto per alcune categorie, tra cui gli studenti universitari fuori sede.

Fonte: https://www.regione.emilia-romagna.it/

Ricordiamo che gli studenti universitari fuori sede hanno la possibilità di tesserarsi presso Federconsumatori Bologna, ed accedere quindi agli appuntamenti con i nostri consulenti legali, ad un prezzo convenzionato di 10€. Per maggiori informazioni, scrivi a info@federconsumatoribologna.it oppure chiama lo 051/255810.

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Vittoria! Ottenuta la restituzione della penale per l’annullamento di una crociera a causa della pandemia

I giudici iniziano ad emettere le prime sentenze relative a viaggi annullati lo scorso anno a causa della pandemia da coronavirus. Dopo la sentenza di marzo nei confronti di Air France e KLM, è la volta di Costa Crociere.

Due associati Federconsumatori, assistiti dagli Avvocati Paola Pizzi e Antonio Mumolo, hanno ottenuto dal Giudice di Pace di Bologna la condanna di Costa Crociere all’integrale restituzione della somma versata alla compagnia crocieristica a seguito dell’annullamento di una crociera a causa della pandemia di Covid-19.

Gli attori avevano prenotato a settembre 2019 una crociera nel continente asiatico (Thailandia, Cambogia, Malesia), con data di partenza 25 febbraio 2020. All’inizio del mese di febbraio 2020, tuttavia, raggiunti dalle preoccupanti notizie relative alla diffusione di un nuovo virus, che abbiamo imparato a conoscere nelle settimane successive come Covid-19, avevano richiesto l’annullamento del viaggio. I mancati passeggeri avevano contestualmente versato una somma, dovuta a titolo di caparra, confidando nel prospettato rimborso da parte di Europ Assistance, avendo precedentemente assicurato il viaggio sottoscrivendo una polizza con tale compagnia. Quest’ultima aveva però negato il rimborso, facendo valere una clausola di esclusione di ogni indennizzo derivante in modo diretto o indiretto da epidemie aventi caratteristiche di pandemia. Gli attori quindi instauravano il giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Bologna.

La questione giuridica centrale alla decisione è la corretta individuazione della motivazione su cui si fonda la richiesta di annullamento. Costa Crociere, parte convenuta, ha eccepito come l’impossibilità sopravvenuta della prestazione non fosse configurabile al momento del recesso degli attori, a inizio febbraio 2020. Il Giudice ha accolto, invece, una diversa configurazione della giustificazione dell’annullamento, per impossibilità di utilizzare la prestazione essendo venuto meno l’interesse creditorio di parte attrice. La scelta è fondata su consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, che in più pronunce ha individuato la causa concreta di contratti analoghi nella finalità turistica, ossia lo scopo di piacere e di relax (Cass. Civ. nn. 12235/07, 26958/07, 180407/18, ex multis). L’interesse allo svago ed al riposo del fruitore del servizio integra e connota la causa del regolamento contrattuale, pertanto «il venir meno del predetto interesse si risolve in una sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto stesso» (Cass. Civ. 26958/07).

Nella sentenza sono richiamati i numerosi elementi che, prefigurando un rischio per la salute degli attori, hanno determinato il venir meno dell’interesse degli stessi alla crociera: la dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del rischio per la salute pubblica rappresentato dal virus Covid-19, l’individuazione dei primi casi di contagio in Italia, l’imposizione di periodi di quarantena a diverse navi da crociera. «Risulta, pertanto, evidente il venir meno della causa contrattuale e costituita dallo scopo di piacere e relax ed il diritto degli attori ad ottenere la restituzione della somma versata» (p. 3).

Costa Crociere non ha impugnato la sentenza (resa dal Giudice di Pace di Bologna il 23 aprile 2021 e pubblicata il 28 aprile 2021), e gli attori hanno già ottenuto la liquidazione della somma dovuta, comprensiva dell’importo da restituire, degli interessi legali, e delle spese sostenute.

I diritti dei due cittadini sono stati riconosciuti e tutelati, anche grazie all’attività di Federconsumatori Bologna e dei suoi consulenti sul territorio! Per dirimere analoghe questioni ci si può rivolgere a Federconsumatori Bologna all’indirizzo email info@federconsumatoribologna.it oppure al numero 051/255810.

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“Green pass” o passaporto vaccinale: facciamo il punto!

AGGIORNAMENTO (21/06/2021)
Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate saranno rese disponibili entro il 28 giugno. Chi ha ricevuto via sms o email il codice per avvenuta vaccinazione, test negativo o la guarigione da COVID-19 può già scaricare la Certificazione verde dal sito www.dgc.gov.it con Tessera sanitaria o identità digitale (SPID o CIE), oppure dall’app IO o dall’app Immuni. In ogni caso la procedura è semplice e guidata.
Prossimamente sarà possibile trovare la propria certificazione nel rispettivo Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.

In Italia

Le “certificazioni verdi Covid-19” sono state introdotte dal Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, per consentire lo spostamento tra territori in zona arancione o rossa in assenza di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione (art. 2, comma 1). Si parla di certificazioni al plurale, poiché le condizioni attestate sono tre (art. 9, comma 2): avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2. Le certificazioni verdi hanno, pertanto, diversi termini di validità, recentemente modificati dal Decreto Legge 18 maggio 2021, n. 65: nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale oppure dal quindicesimo giorno dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale; sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione; quarantotto ore dall’esecuzione del test. Anche la modalità di rilascio, in ogni caso possibile sia in formato digitale che in formato cartaceo, dipende dal tipo di certificazione. L’interessata o l’interessato può richiedere il rilascio al struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione; alla struttura presso di ricovero del paziente affetto dal virus, oppure dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (in tal caso sarà resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato); alle strutture sanitarie pubbliche oppure a quelle private autorizzate o accreditate oppure alle farmacie che svolgono i test.

Le certificazioni verdi permettono anche di accedere alle RSA, residenze socio-assistenziali, per far visita ai propri cari, a seguito dell’ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, dello scorso 8 maggio. Saranno necessarie, inoltre, a partire dal 15 giugno, anche per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso.

Queste disposizioni, tuttavia, avranno vita breve: è lo stesso d.l. 52/2021 a precisare che saranno applicabili fino alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione della disciplina europea relativa al EU Digital Covid Certificate (art. 9 comma 9).

In Europa

Il percorso di creazione ed attuazione del passaporto vaccinale europeo, finalizzato ad allentare le restrizioni alla circolazione tra i Paesi membri dell’Unione europea e tra i Paesi dello Spazio Schengen dovute alla recente pandemia, è iniziato il 17 marzo 2021, con una proposta della Commissione europea.

Le trattative tra i negoziatori delle istituzioni europee si sono concluse con un accordo nel corso dell’incontro trilaterale – Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea – tenutosi lo scorso 20 maggio. Se già numerosi tra gli Stati membri si sono organizzati per l’emissione di certificazioni aventi validità nazionale (Croazia, Grecia, Danimarca, Polonia, Germania, Lituania, Estonia, Spagna, Austria, ed Italia), l’intesa a livello europeo, ulteriormente vagliata dal Parlamento Ue, consentirà a queste certificazioni di essere riconosciute negli altri Paesi, permettendo quindi di ritrovare la caratteristica libertà di circolazione nella zona Ue. Chi si spostasse senza certificazione, infatti, sarebbe tenuto al rispetto delle differenti misure nazionali di sottoposizione a test, isolamento o quarantena di diversa durata. L’esenzione del genitore vale anche per figlie e figli minorenni.

Sono due le differenze rispetto alla disciplina italiana relativa alle certificazioni verdi, sopra illustrata. Non è ammesso il rilascio dopo la prima dose del vaccino, ma solo a 14 giorni dalla chiusura del ciclo vaccinale. Inoltre, il green pass per chi risulti negativo è differenziato nella durata rispetto al tipo di tampone effettuato: 72 ore per chi abbia effettuato un tampone molecolare, 48 ore per chi invece abbia effettuato un tampone “rapido”.

Il regolamento dell’Unione europea relativo al EU Digital Covid Certificate entrerà in vigore il 1 luglio 2021, ma l’infrastruttura digitale è già pronta: dal 1 giugno è operativo il c.d. Gateway, la piattaforma informatica per la condivisione delle certificazioni oltre i confini degli Stati membri. Sul fronte interno, il green pass dovrebbe essere rilasciato tramite l’applicazione Io, per i servizi della PA, tra cui il Cashback di Stato, scaricata già da 11 milioni di cittadini, aggiornata a tale scopo. Potrebbe essere utilizzata anche l’applicazione per il tracciamento dei contatti Immuni. Allo stato dell’arte, manca ancora l’applicazione di verifica, che sarà utilizzata dalle autorità per verificare la validità delle certificazioni presentate da cittadini Ue in ingresso, e un accordo di coordinamento tra le Regioni italiane su forma e modalità omogenee di rilascio.

Non mancano le perplessità rispetto al livello di sicurezza garantito dal sistema dei pass:i soggetti vaccinati possono comunque trasmettere l’infezione; i soggetti che hanno già contratto la malattia potrebbero essere nuovamente infettati; la vaccinazione in età pediatrica non è ancora operativa su larga scala; non tutti i farmaci impiegati per la vaccinazione nei diversi Paesi membri sono stati preventivamente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA); la percentuale di falsi negativi rilevati da alcuni tipi di test è relativamente elevata.

Ancora una volta la situazione di protratta emergenza sanitaria ed il conseguente affaticamento di alcuni settori economici, in particolare quello turistico, ha forzato gli Stati dell’Unione europea ad una corsa condivisa alla soluzione più valida, sia sul piano giuridico che sul piano scientifico. Gli esiti di questo sforzo comune potranno essere valutati solo tra alcuni mesi, ma sin d’ora si può riflettere sull’importanza della libertà di circolazione delle persone, una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, che si dava ormai per scontato.

Foto di TheAndrasBarta da Pixabay

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L’AGCM indaga sui servizi di comparazione delle assicurazioni

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha avviato un’istruttoria nei confronti di alcune società assicurative e dei siti che offrono servizi ci comparazione delle polizze.

In particolare, l’indagine è stata aperta nei confronti delle società 6Sicuro S.p.A., CercAssicurazioni.it S.r.l. (“Segugio”), Daina Finance Ltd, Rappresentanza Generale per l’Italia (“ComparaMeglio”), Facile.it Broker di Assicurazioni S.p.A., Allianz Direct S.p.A., Admiral Intermediary Services S.A., B2C Innovation S.p.A., Bene Assicurazioni S.p.A., Compagnia Assicuratrice Linear S.p.A., Compagnia Italiana di Previdenza, Assicurazioni e Riassicurazioni S.p.A., FIT S.r.l. Società Benefit, Genertel S.p.A., HDI Assicurazioni S.p.A., Prima Assicurazioni S.p.A., Quixa Assicurazioni S.p.A., Verti Assicurazioni S.p.A. e Zurich Insurance Public Limited Company – Rappresentanza Generale per l’Italia.

L’Antitrust vuole accertare se le società che offrono servizi di comparazione di prezzo e le imprese assicurative abbiano realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza. Secondo l’Autorità, le società avrebbero scambiato – costantemente e con regolarità – informazioni sensibili sulle condizioni economiche di vendita delle polizze RCA attraverso la condivisione di report elaborati e distribuiti dalle società di comparazione di prezzo.

Grazie a questa pratica, le imprese assicurative sarebbero state in condizione di praticare ai consumatori premi più elevati per le polizze RCA,  tramite politiche di sconti attenuati dalla conoscenza delle strategie commerciali e della politica di prezzo dei concorrenti nel segmento della vendita diretta.

Daremo aggiornamento sui nostri siti e canali social di ogni novità in proposito.

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