Senza luce? Potrebbe essere una truffa

Non si placano i problemi creati dal comportamento fraudolento di un’agenzia (di cui non sappiamo il nome, ma solo il codice n.250) che, incaricata da ENI Gas&Luce di procurare clienti nella zona di Bologna, ha pensato bene di falsificare decine e decine di contratti e incassare così la provvigione. Ne abbiamo parlato in questo articolo di ottobre 2018 .
Ci hanno chiamato numerose persone che, trovatasi improvvisamente senza luce in casa o con potenza ridotta (il che significa non poter nemmeno accendere la lavatrice) hanno chiamato il loro gestore Servizio Elettrico Nazionale e hanno scoperto di non essere più loro clienti da quasi un anno. Il problema è che l’agenzia truffaldina, essendo in possesso solo di alcuni dati dei clienti, in particolare nome cognome, codice fiscale e POD, ha inventato di sana pianta l’indirizzo di recapito delle fatture, che quindi non sono arrivate, così come le raccomandate di sollecito. I clienti, con domiciliazione bancaria e quindi tranquilli, si sono improvvisamente trovati con una grossa morosità e la luce sospesa.

Oltre a ribadire la gravità del comportamento di questa agenzia e la superficialità con cui ENI ha gestito la questione, della quale era stata informata già da gennaio, consigliamo a tutti i clienti di Servizio Elettrico Nazionale che non ricevono più fatture, cartacee o digitali, da qualche tempo, di contattare il gestore per verificare che sia tutto a posto. Se scoprite di non essere più clienti, senza che abbiate mai firmato un contratto con un diverso venditore, contattateci via email su info@federconsumatoribologna.it o chiamateci al n.051/255810

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SERVIZIO CIVILE 2019

GRADUATORIA DEFINITIVA

Pubblichiamo la graduatoria definitiva del bando 2019. Il servizio inizierà il 20/02/2020 salvo rinvii che saranno comunicati.


CALENDARIO COLLOQUI

Il calendario con la date dei colloqui è disponibile a questo link.

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*** AGGIORNAMENTO DEL 18-10-2019 ***

Il bando si è chiuso con la presentazione, per la nostra sede di Bologna, di n.4 domande. Su questa pagina sarà pubblicato il calendario dei colloqui, appena disponibile.

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Fino al 17 ottobre si possono presentare le domande per il bando di Servizio Civile 2019, a cui partecipiamo con un nostro progetto.

Puoi partecipare al bando se:

  1. hai tra i 18 e i 28 anni compiuti (28 anni +364giorni) alla data di presentazione della domanda ;
  2. sei cittadino italiano o di un paese UE o extra-UE purché regolarmente soggiornante in Italia;
  3. non hai riportato condanne a delitti che prevedono la reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero la reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata;
  4. non appartieni ai corpi militari e alle forze di polizia;
  5. non hai già prestato servizio civile nazionale o universale, oppure hai interrotto il servizio prima della scadenza prevista;
  6. hai in corso con l’ente che realizza il progetto rapporti di lavoro o di collaborazione retribuita a qualunque titolo, oppure hai avuto tali rapporti di durata superiore a tre mesi nei 12 mesi precedenti la data di pubblicazione del bando.

Il nostro progetto, per il quale è disponibile 1 posto nella sede di Bologna, si intitola “DIFENDI I TUOI CONSUMI” : qui sotto trovate il progetto completo e la scheda sintetica.

Il progetto impegnerà il volontario per 25 ore settimanali divise in 5 giorni alla settimana, per un anno. Il bando prevede un rimborso di euro 439,50 al mese.

Le domande possono essere inviate esclusivamente online attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

Per inviare la domanda bisogna utilizzare le proprie credenziali SPID. Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede. I cittadini di paesi UE che ancora non possono disporre dello SPID, e i cittadini di Paesi extra Unione Europea in attesa di rilascio di permesso di soggiorno, possono chiedere apposite credenziali al Dipartimento, secondo una procedura disponibile sulla home page della piattaforma DOL. Sui siti web del Dipartimento www.politichegiovanilieserviziocivile.gov.it e www.scelgoilserviziocivile.gov.it è disponibile la Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda On Line con la piattaforma DOL.

È possibile presentare domanda solo per un progetto. Per informazioni sul bando e sul nostro progetto potete scriverci su info@federconsumatoribologna.it o venire di persona presso la nostra sede in Via Gramsci, 3/E a Bologna ai seguenti orari: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12.

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Uragano Dorian: indicazioni per i turisti

Si susseguono in queste ore notizie drammatiche sull’uragano Dorian, che ha travolto le isole Bahamas e si sta avvicinando agli Stati Uniti, dove è elevato il rischio di mareggiate, forti inondazioni, smottamenti e blackout. L’aeroporto di Freeport, sull’isola di Gran Bahama, e quello di Orlando, in Florida, sono stati chiusi fino a nuovo ordine e sono stati emessi ordini di evacuazione per l’intera costa sudorientale degli USA (Florida, Georgia e Carolina del Sud). Sempre in Florida, inoltre, sono stati cancellati circa mille voli negli aeroporti di Orlando, Miami, Ft. Lauderdale e Palm Beach. La Farnesina raccomanda ai connazionali che si trovino nelle zone interessate di seguire le indicazioni delle autorità locali e comunica che per le emergenze è possibile contattare il Consolato d’Italia a Miami al numero +1 305 753 0532 e all’indirizzo mail miami.emergenza@esteri.it .

Considerando che al momento non è stato emesso alcuno sconsiglio dal nostro Ministero degli Esteri, coloro i quali abbiano già acquistato un pacchetto di viaggio per queste destinazioni non possono avvalersi dell’annullamento della prenotazione senza penale. Qualora intendano rinunciare al viaggio, gli utenti possono cercare un accordo con il tour operator di riferimento per chiedere un voucher utilizzabile in un altro periodo o verso un’altra meta, tenendo comunque presente che in proposito l’agenzia stessa non ha alcun obbligo. Nel caso in cui la prenotazione sia stata effettuata autonomamente, è consigliabile contattare la compagnia aerea e le strutture alberghiere per verificare l’operatività dei voli, eventuali rischi e possibili soluzioni alternative. In caso di chiusura dell’aeroporto, ricordiamo che il vettore è tenuto a fornire al passeggero un voucher per effettuare il volo in un’altra data o il rimborso del biglietto non utilizzato. Al contrario, se lo scalo risulta operativo, la compagnia non è tenuta al rimborso o alla riprotezione dei clienti. Ricordiamo infine che, come da regolamento comunitario, i viaggiatori non hanno diritto alla compensazione pecuniaria per i voli eventualmente cancellati in “circostanze eccezionali”, in cui rientrano appunto anche le condizioni meteorologiche particolarmente avverse e inaspettate.

Per ulteriori informazioni invitiamo i cittadini a contattare lo sportello SOS Turista, al numero 059.251108 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30.

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FONDO INDENNIZZO RISPARMIATORI: ci sono 180 giorni per inviare la domanda

Il 22 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo delle norme che si occupano di rimborso ai risparmiatori delle banche fallite. Ci sono 180 giorni di tempo per aderire inviando domanda sul sito di Consap.

Hanno diritto all’indennizzo automatico, ovvero solo presentando la richiesta con i relativi allegati, i soggetti risparmiatori persone fisiche – o i loro eredi – in possesso delle azioni e delle obbligazioni subordinate che abbiano: patrimonio mobiliare di valore inferiore a 100.000 euro al 31 dicembre 2018 e reddito complessivo ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nel 2018. Questi risparmiatori dovrebbero rappresentare il 90 % del totale. Il restante 10 % che non rientra nei requisiti di reddito può comunque presentare la domanda che sarà valutata da parte della Commissione tecnica.

Per saperne di più si può consultare il sito del Ministero. Chi avesse bisogno di assistenza ci può chiamare per fissare appuntamento al n.051/255810 oppure scriverci una email su info@federconsumatoribologna.it . I risparmiatori che si sono già rivolti a noi per la prima tranche di indennizzo saranno contattati singolarmente dai nostri consulenti.

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28 giorni: le compagnie non stanno rimborsando!

A un mese dalla pronuncia del Consiglio di Stato che ha confermato l’obbligo per Vodafone, Wind e Fastweb di restituire quanto illegittimamente prelevato a causa della fatturazione a 28 giorni, nessun rimborso automatico in fattura è stato ancora fatto, anzi fioccano, da parte delle compagnie telefoniche, istruzioni su “come richiedere il rimborso”.

Quello che ancora sfugge alle compagnie telefoniche è che per ottenere i rimborsi i cittadini non devono fare assolutamente nulla. Il pronunciamento del Consiglio di Stato è stato estremamente chiaro in questo senso, riconoscendo una volta per tutte il criterio automatico da adottare per l’erogazione dei rimborsi a cui gli utenti hanno diritto.

Di fronte all’insistenza e alle scorrettezze delle compagnie, anche l’AGCOM ha deciso di intervenire nuovamente, avviando una procedura sanzionatoria contro queste ultime. Da fronti di stampa, la decisione risale a luglio ma è stata notificata agli operatori solo nei giorni scorsi.

L’Agcom conferma che la sua delibera sui rimborsi va interpretata dalle compagnie riconoscendo in automatico i rimborsi, come del resto abbiamo sottolineato e ribadito a più riprese.

Al momento, la nostra associazione ha deciso di non avviare interventi di carattere legale né procedure di conciliazione, perché non riteniamo giusto che i clienti debbano accollarsi spese per ottenere un diritto già pacificamente riconosciuto. Se le compagnie continueranno ad agire in questo modo. però, non potremo restare a guardare e avvieremo gli opportuni interventi di carattere legale per garantire il rispetto delle norme e il diritto dei cittadini ad ottenere, senza alcun ostacolo o vessazione, quanto loro riconosciuto.

Ricordiamo che al momento è anca pendente il ricorso di TIM e Sky, per cui al momento queste due compagnie non rimborseranno.

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Ci siamo trasferiti !

Dal 5 agosto siamo nella nuova sede in Via Gramsci, 3 a Bologna, a due passi sia dalla Stazione che dalla nostra vecchia sede.

In agosto siamo aperti il 5, 6, 7 e 9 dalle 9 alle 12 e dal 26 agosto con orario regolare.

Il nostro nuovo numero di telefono è 051/255810, non sono cambiate email e pec che trovi nella nostra pagina dei contatti

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Bagaglio smarrito: istruzioni per l’uso

In questi giorni molti cittadini stanno partendo per le vacanze estive. Un viaggio è sicuramente un piacevole momento di svago, relax e divertimento, che tuttavia può riservare degli inconvenienti. Tra questi, uno dei più frequenti è lo smarrimento del bagaglio: a tale proposito riteniamo utile fornire alcune istruzioni per affrontare questa spiacevole situazione, tenendo comunque presente che di solito l’80% dei bagagli smarriti viene ritrovato entro 24 ore, il restante 20% entro 3 giorni.

  • Se al momento dell’arrivo in aeroporto il bagaglio risulta smarrito, si ha diritto ad un rimborso: per ottenere il ristoro, è necessario rivolgersi all’Ufficio oggetti smarriti (Lost and found) esibendo il biglietto aereo e lo scontrino bagagli, per poi procedere alla compilazione dell’apposito modulo PIR (Property Irregurarity Report) in cui descrivere con la maggior precisione possibile le valigie smarrite.
  • La policy adottata da numerose compagnie prevede l’erogazione di una cifra di denaro per le piccole spese (spazzolino da denti, rasoio, pigiama ecc.) ai passeggeri non residenti nel luogo di arrivo il cui bagaglio smarrito non venga rintracciato entro 24 ore dall’atterraggio (è bene conservare gli scontrini degli acquisti effettuati).
  • Nel caso in cui il bagaglio risulti definitivamente smarrito, danneggiato o consegnato in ritardo si ha diritto a un risarcimento massimo di circa 1.200 euro per voli assicurati da compagnie UE in tutto il mondo.
  • Le compagnie aeree che non aderiscono alla Convenzione di Montreal del 1999 prevedono, in caso di smarrimento o danneggiamento del bagaglio, un risarcimento fino a 20 euro per kg per arrivare fino a un massimo di 388 euro solo nel caso in cui il danno sia imputabile al vettore.
  • I danni, pena la decadenza, devono essere denunciati alla Compagnia entro 7 giorni in caso di danneggiamento del bagaglio ed entro 21 giorni per ritardata consegna.
  • E’ possibile stipulare polizze assicurative contro il furto e la perdita dei bagagli che permettono, a fronte di un esiguo premio, di avere indennizzi superiori a quelli offerti dalle compagnie aeree, di navigazione o ferroviarie. Suggeriamo inoltre di pagare eventualmente il biglietto con una carta di credito che includa un’assicurazione (prevista dalle carte di credito più diffuse).
  • Per i voli aerei è possibile, al momento del check-in, chiedere di usufruire della “Dichiarazione di valore” (valida solo per i viaggi interamente effettuati con la stessa Compagnia) che permette di elevare il limite di responsabilità del bagaglio registrato.
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Internet in regalo da Tim: cosa fare

Ai clienti TIM con opzione TuttoVoce è arrivata una comunicazione che annuncia la fornitura gratuita dell’ADSL sulla propria linea.

La promozione, che viene attivata per tutti, anche a chi non ha richiesto il servizio o a chi non è in grado di usarlo (si sono rivolte a noi anche persone molto anziane che non hanno mai posseduto un computer in vita loro), può essere insidiosa per vari motivi:

  • innanzitutto, dal momento che è necessario un modem ADSL, va messa in conto questa spesa;
  • in secondo luogo, in genere nei contratti delle compagnie telefoniche è presente la clausola che permette le modifiche unilaterali di contratto. questo significa che ciò che adesso è gratis potrebbe non esserlo più in futuro;
  • ma soprattutto, se e quando deciderete di cambiare operatore o di cessare del tutto la line, vi potreste trovare a pagare i costi di cessazione anche del servizio adsl, come accaduto ad una nostra associata che abbiamo difeso con successo in sede di conciliazione.

Il nostro consiglio, se non siete interessati al servizio internet/adsl, di scrivere a TIM contestando l’attivazione di un servizio non richiesto e chiedendone la cessazione senza alcun costo. Ovviamente siamo sempre a disposizione per assistenza e tutela, contattandoci al n.051/255810 oppure utilizzando il nostro servizio di pratica on-line direttamente da casa.

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Il TAR conferma le multe a Tim e Wind per i servizi premium non richiesti

A distanza di quattro anni, il TAR ha confermato le multe inflitte a Tim e Wind per pratica commerciale scorretta, per aver attivato servizi a sovrapprezzo ai clienti senza il loro consenso.

La pronuncia dell’AGCM risale al gennaio 2015 ed è stata confermata in giugno dello stesso anno, il testo è disponibile sul sito dell’Antitrust a questo link.
La pratica scorretta, che è stata contestata, allora, anche a Vodafone e H3G, consisteva “nella fornitura agli utenti di telefonia mobile di servizi a pagamento (c.d. servizi premium) non richiesti e/o richiesti inconsapevolmente e nell’addebito dei relativi importi sul credito telefonico dei consumatori” Le compagnie telefoniche avevano “omesso di informare i consumatori circa il fatto che il contratto di telefonia mobile sottoscritto preabilita la SIM alla ricezione di servizi a sovrapprezzo, nonché circa l’esistenza di un blocco selettivo dei servizi premium nonché ancora circa la necessità per l’utente che volesse giovarsene di doversi attivare mediante una richiesta esplicita di adesione alla procedura di blocco“. Secondo l’Autorità, “tali omissioni privano il consumatore della possibilità di scegliere con piena consapevolezza se aderire all’offerta di telefonia comprensiva dell’accesso ai servizi premium forniti da terzi e addebitati automaticamente sul proprio credito telefonico, ovvero se esercitare, al momento della conclusione del contratto, l’opzione che gli viene riconosciuta circa l’adesione al blocco selettivo e la conseguente disabilitazione dei predetti servizi“.
Quindi, un primo motivo di censura del comportamento delle compagnie telefoniche stava nella mancata comunicazione al cliente di elementi importanti del servizio.
Il secondo motivo riguardava invece l’attivazione vera e propria dei servizi a sovrapprezzo: “il professionista ha attuato una procedura automatica di attivazione del servizio e di fatturazione che non prevede alcuna autorizzazione da parte del cliente al pagamento e, in ogni caso, nessuna informazione al riguardo fornita all’utente“; inoltre le compagnie telefoniche addebitavano direttamente il costo del servizio premium, fornito da soggetti terzi, “senza controllare che l’utente abbia effettivamente cliccato sulla landing page ufficiale del servizio per attivarlo consapevolmente“.

La vicenda, che ha visto la sua conclusione solo oggi (salvo ricorso in Consiglio di Stato), fa riflettere su vari aspetti. Innanzitutto, sul fatto generale che la lentezza dei procedimenti, siano essi amministrativi come in questo caso, o civili o penali, rischia di vanificare l’efficacia delle sanzioni e la loro utilità per la generalità dei consumatori.
Inoltre, il fatto che le pratiche commerciali scorrette fossero state realizzate in modo quasi identico da praticamente tutti i principali gestori telefonici italiani è un indice chiaro di quante siano le criticità in questo settore. A distanza di quasi 25 anni dai primi passi della liberalizzazione del settore della telefonia, i problemi sembrano tornare all’infinito, sempre uguali: si parlava di servizi non richiesti alla fine degli anni ’90 e se ne parla ancora oggi. Un gestore tenta una pratica aggressiva nei confronti dei clienti e subito gli altri seguono a ruota: è successo per la fatturazione a 28 giorni, per i servizi non richiesti tanti altri comportamenti censurati dall’Antitrust. Urge una regolamentazione organica ed efficace per il settore, che preveda sistema di controllo imparziale e effettivi poteri regolatori e coercitivi per le Autorità di settore.

Da parte nostra, continueremo a segnalare a chi di dovere i comportamenti scorretti e a contrastarli anche con azioni singole. Scriveteci quindi per qualsiasi dubbio in materia: info@federconsumatoribologna.it oppure utilizzate il nostro servizio di pratica on-line.

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Acqua: nuove regole per la morosità

L’Autorità per la regolazione dei servizi energetici e idrici (ARERA) ha emesso una delibera che uniforma sul territorio nazionale le procedure di sospensione della fornitura di acqua in caso di bollette non pagate.

Finora, ogni gestore aveva le sue regole, mutuate dalle disposizioni degli ex-ATO, se disponibili, oppure create direttamente dal gestore stesso. Con la Delibera 311/2019 finalmente avremo delle regole certe e uniformi.

Innanzitutto, ci sono utenti a cui la fornitura non può essere sospesa. Si tratta degli utenti pubblici non disalimentabili (ospedali, case di cura e di assistenza, presidi operativi di emergenza relativi a strutture militari e di vigilanza, carceri, istituti scolastici) e degli utenti domestici che percepiscono il bonus sociale idrico. Il bonus può essere richiesto dagli utenti con nucleo familiare con indicatore ISEE non superiore a 8.107,5 euro, o non superiore a 20.000 euro se con almeno 4 figli a carico.

Per gli utenti che non rientrano in queste due categorie, la fornitura può essere sospesa a queste condizioni:

  • il gestore deve inviare per prima cosa un sollecito bonario, trascorsi almeno 10 giorni dalla data di scadenza della bolletta;
  • il gestore deve rispondere all’eventuale reclamo dell’utente per la ricostruzione dei consumi a seguito di malfunzionamento del misuratore accertato o per la fatturazione di importi anomali superiori a 50 euro. Attenzione però: il reclamo va inviato entro 10 giorni dalla scadenza della bolletta. La tempestività è importante, così come inviare un reclamo scritto e non solo telefonico;
  • il gestore deve poi inviare una raccomandata o per di messa in mora, non prima che siano trascorsi 25 giorni dalla scadenza. La messa in mora deve indicare, tra le altre cose, anche la data entro cui saldare la somma richiesta, che non può essere inferiore a 20 giorni dalla data di spedizione della raccomandata o 15 giorni dalla consegna della pec;
  • il gestore deve garantire la possibilità di richiedere un piano di rateizzazione con durata minima di 12 mesi, con rate non cumulabili e una periodicità corrispondente a quella di fatturazione, a meno che non ci sia un salvo diverso accordo tra le parti;
  • se l’utente non paga dopo questa procedura, la fornitura può essere sospesa se la morosità supera il deposito cauzionale e, per gli utenti domestici residenti, se supera il corrispettivo annuo dovuto per la fascia di consumo agevolato nell’anno precedente;
  • il gestore deve garantire, per gli utenti domestici residenti, il flusso minimo vitale di fornitura, pari a 50 litri/abitante/giorno. È quindi importante che gli utenti comunichino con tempestività il numero degli utenti che usano realmente la fornitura;
  • se è tecnicamente impossibile garantire il flusso minimo vitale, il gestore può ugualmente chiudere la fornitura, scrivendone le motivazioni;
  • sempre per gli utenti domestici residenti, se la morosità non supera il triplo del corrispettivo annuo di fascia agevolata e se l’utente non ha avuto altre morosità nei precedenti 18 mesi, le spese per la procedura, che possono essere anche molto consistenti, sono a carico del gestore;
  • se la morosità persiste, il gestore può definitivamente chiudere la fornitura. Non può farlo nei giorni festivi, il sabato ed i giorni che precedono il sabato o i festivi;
  • la chiusura può essere fatta a partire dal primo giorno lavorativo dopo la scadenza del termine indicato nella lettera di costituzione in mora.

Regole particolari valgono per le utenze condominiali.

La delibera, a nostro parere, ha delle criticità da non sottovalutare. La principale è che le cautele che riguardano la sospensione (prima fra tutte il flusso minimo vitale), riguardano solo le utenze domestiche residenti. In una città universitaria come la nostra, gli studenti fuori sede solitamente non hanno la residenza e potrebbero quindi essere penalizzati.

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