Arrivano le sospensioni rate per chi è in difficoltà.

Accogliamo positivamente la moratoria Covid-19 per il credito ai consumatori, pubblicata da Assofin, che darà ossigeno a molte famiglie, permettendo loro la sospensione per massimo sei mesi di prestiti e finanziamenti superiori a 1.000 Euro.

Le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà derivanti dai disagi causati dall’attuale pandemia, potranno usufruire, facendone espressa richiesta, della sospensione del pagamento delle rate di prestiti e finanziamenti.

Di seguito le istruzioni e i requisiti.

Chi sono i beneficiari

1. chi ha perso o perderà il lavoro subordinato dal 21 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);

2. chi ha perso un lavoro “atipico” di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);

3. chi si è visto ridurre o sospendere l’orario di lavoro per almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali);

4. I lavoratori autonomi e i liberi professionisti che, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, hanno registrato una perdita del fatturato superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Tale riduzione dovrà essere autocertificata con le modalità previste dalla legge.

5. gli eredi delle persone che rientrano nelle quattro categorie, nel frattempo decedute, che non avevano stipulato alcuna polizza da protezione del credito che preveda il pagamento di un indennizzo pari al capitale residuo.

Richiesta e durata della sospensione

La sospensione deve essere espressamente richiesta dai possibili beneficiari e concessa dagli intermediari una volta verificata la presenza di una delle condizioni appena illustrate. La sospensione può avere durata fino a sei mesi; in accordo col cliente possono essere previste durate inferiori.

Requisiti

Si può chiedere la sospensione del pagamento della rate dei finanziamenti di importo superiore a 1.000 euro (importo finanziato) e durata originaria superiore a sei mesi, concessi da banche e intermediari finanziari a favore di consumatori e stipulati fino al momento in cui verrà lanciata la moratoria.

La sospensione può essere richiesta per finanziamenti per i quali alla data del 21 febbraio 2020 non risultassero ritardi di pagamento tali da comportare la necessità di qualificare le relative posizioni in default o forborne, ovvero per i quali non fosse intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso.

In cosa consiste la sospensione

La sospensione può riguardare, alternativamente:

1. il pagamento dell’intera rata mensile del finanziamento per una durata fino a 6 mesi (o equivalente in caso di rate non mensili).

2. il pagamento della sola quota capitale fino a 6 mesi (o equivalente in caso di rate non mensili).

La determinazione della modalità di sospensione compete al creditore in funzione delle sue peculiarità operative.

La sospensione comporterà un prolungamento del periodo di ammortamento corrispondente alla sospensione concordata (c.d. slittamento). Al cliente non verranno addebitati oneri o costi relativi all’espletamento delle procedure necessarie per l’attivazione della sospensione.

1. Nell’ipotesi di sospensione dell’intera rata nel periodo di sospensione

sono applicati interessi, calcolati sul debito residuo al tasso (TAN) previsto dal contratto di finanziamento originario, garantendo, comunque, la costanza del Net Present Value del finanziamento. Gli interessi maturati dovranno essere rimborsati dopo il periodo di sospensione, secondo una delle seguenti modalità:

 a. a partire dal pagamento della prima rata in scadenza. Gli interessi maturati saranno suddivisi in quote di pari importo e in numero uguale alle rate residue del finanziamento. Ogni quota interessi sarà quindi aggiunta all’importo della rata prevista dal contratto originario;

b. in un’unica soluzione, in occasione del pagamento della prima rata in scadenza dopo il periodo di sospensione;

c. con l’aggiunta di alcune rate a fine piano, corrispondenti all’importo degli interessi maturati nel periodo di sospensione dei pagamenti (c.d. accodamento).

2. Nell’ipotesi di sospensione della sola quota capitale

nel periodo di sospensione verranno corrisposti solo gli interessi calcolati sul debito residuo al tasso (TAN) previsto dal contratto di finanziamento originario e, terminato il periodo di sospensione, si riprenderà il pagamento degli importi delle rate previste dal contratto. In presenza di polizze assicurative che assistono il credito (rischio vita ed impiego), sarà discrezione delle compagnie prolungare la validità di dette polizze anche oltre la durata contrattuale del piano di ammortamento per il tempo necessario al pagamento delle rate sospese.

Ricapitolando

chi decide di sospendere l’intera rata alla fine dei sei mesi dovrà versare all’istituto di credito gli interessi sugli interessi non pagati pertanto risulta più agevole sospendere solo la quota capitale.

Federconsumatori Bologna sempre a disposizione dei cittadini per assistenza alle richieste.

 info@federconsumatoribologna.it – tel. 051255810

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Sospensioni Mutui Coronavirus: accordo ABI- Associazioni dei Consumatori 22/04/2020

L’ABI e le Associazioni dei consumatori (Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Federconsumatori, La Casa del consumatore, Lega consumatori, Movimento consumatori, Movimento difesa del cittadino, Udicon, Unione nazionale dei consumatori) hanno raggiunto un accordo che amplia le misure di sostegno alle famiglie e ai lavoratori autonomi e liberi professionisti colpite dall’evento epidemiologico da Covid 19.

L’accordo prevede la possibilità di sospendere fino a 12 mesi la quota capitale delle rate dei mutui garantiti da immobili e degli altri finanziamenti a rimborso rateale.

Si tratta di una ulteriore, importante, iniziativa per supportare la sostenibilità finanziaria delle famiglie.

“L’accordo è frutto di un proficuo e intenso lavoro di collaborazione e confronto che la nostra Associazione porta avanti da anni con l’ABI, nell’ottica di venire incontro alle esigenze delle famiglie, specialmente quelle che si trovano in condizioni di maggiore difficoltà economica. – afferma Emilio Viafora, Presidente della Federconsumatori. – Siamo certi che in questa difficile circostanza, le famiglie potranno trarre grande beneficio da tali sospensione, che abbiamo fortemente richiesto e sostenuto.”

Ambiti di intervento dell’Accordo

  • mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini;
  • prestiti non garantiti da garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020.

La sospensione

La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020 e non determina l’applicazione di alcuna commissione.

La ripresa del processo di ammortamento avviene al termine del periodo di sospensione con il corrispondente allungamento del piano di ammortamento per una durata pari al periodo di sospensione.

Chi sono i beneficiari

Per poter accedere alla moratoria deve essere intervenuta:

  • la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto;
  • la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni;
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza (evento verificatosi entro due anni dalla data di presentazione della domanda, si precisa che i due anni vanno calcolati retroattivamente per tutti i soggetti tranne che per i lavoratori autonomi e liberi professionisti);
  • la riduzione di un terzo del fatturato causata dall’evento epidemiologico per lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Banche aderenti

L’elenco delle banche che adotteranno l’Accordo sarà pubblicato nel sito internet dell’ABI, insieme al modello del modulo di domanda per accedere all’iniziativa, disponibile anche in allegato, in fondo alla pagina.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della collaborazione tra ABI e Associazioni dei Consumatori e del Protocollo d’intesa “CREDIamoCI”, il tutto a supporto dell’economia del Paese e delle fasce di popolazione maggiormente a rischio di vulnerabilità.

Di seguito vi segnaliamo le iniziative intraprese da Intesa Sanpaolo relativamente alla sospensione dei mutui e dei finanziamenti privati:

1) L’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile nr. 642 del 29 Febbraio 2020 ha disposto che i soggetti titolari di mutui relativi a edifici ubicati in uno dei comuni della zona rossa individuati dall’Allegato 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 Febbraio 2020 (Codogno, Castiglione d’Adda, Casalpusterlengo, Fombio, Maleo, Somaglia, Bertonico, Terranova dei Passerini, Castelgerundo e San Fiorano in Lombardia; Vò Euganeo in Veneto), hanno diritto di richiedere alla Banca, previa presentazione di autocertificazione del danno subito, fino al termine dello stato di emergenza, ovvero fino al 31 luglio 2020 , la sospensione delle rate dei mutui optando tra la sospensione dell’intera rata e quella della sola quota capitale.

2) Iniziativa di Intesa Sanpaolo: prevede la sospensione dei mutui/prestiti personali in essere, per la sola quota capitale o per l’intera rata, per 3 mesi, eventualmente prorogabili per ulteriori 3 o 6 mesi in funzione della durata dell’emergenza. Tale sospensione è applicabile ai titolari di mutui dipendenti di aziende private, ubicate al di fuori della zona rossa, che non possono ricorrere ai benefici degli ammortizzatori sociali. La sospensione potrà essere estesa anche ad altri soggetti solo nel caso in cui si sia verificata una rilevante riduzione del reddito (quali ad esempio liberi professionisti/ditte individuali titolari di mutui casa, lavoratori stagionali a cui non è stato rinnovato il contratto di lavoro, ecc..) a causa di questa emergenza. La misura è valida su tutto il territorio nazionale e non richiede la presentazione di documentazione da parte del cliente.

3) Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa (cd. Fondo Gasparrini): il Decreto n. 9 del 1 marzo 2020 e il Decreto n. 18 del 17 Marzo 2020 hanno rivisto la normativa del Fondo di solidarietà per la sospensione dei mutui prima casa. L’accesso al fondo è stato ampliato anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti. Per l’accesso al fondo non è richiesta la presentazione dell’ISEE. Sono, infine, stati inseriti nuovi requisiti: la sospensione/riduzione dell’orario di lavoro di almeno 30 giorni.

Per maggiori informazioni concerne le iniziative di Intesa San Paolo vi invitiamo a visitare direttamente il loro sito .

Federconsumatori Bologna sempre a disposizione dei cittadini per assistenza alle richieste.

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Coronavirus: come cambia la nostra vita

Il Covid-19, comunemente detto Coronavirus, sta costringendo tutti noi a confrontarci con una realtà inedita, densa di preoccupazioni e in alcuni casi di dolore e sofferenza.
È una prova difficile, ciascuno di noi è attraversato da mille pensieri e sensazioni. Abbiamo regole di vita da rispettare per salvaguardare la salute di tutti. Tutto è cambiato in attesa di un ritorno ad una vita normale.
Federconsumatori Nazionale e Federconsumatori e Emilia Romagna, in questa fase così difficile e particolare, hanno deciso di promuovere una ricerca, in collaborazione dell’Istituto di ricerca IRES Emilia Romagna, per capire come i cittadini stanno vivendo questo momento.
È anche un modo, per chi risponderà al questionario (disponibile solo on line e in forma completamente anonima), per riflettere e dare vita a una ricerca ci servirà, tra qualche mese, per elaborare quanto è accaduto e per trarne spunti e indicazioni per il futuro.
Grazie a tutti coloro che vorranno collaborare rispondendo al questionario cliccando sul link sottostante.

https://www.federconsumatori.it/doc/partecipa-al-sondaggio-coronavirus-come-cambia-la-nostra-vita/20200317013304

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Coronavirus: sospesi i distacchi per morosità di energia, gas e acqua.

Su nostra richiesta, Arera ha deciso di bloccare tutte le eventuali procedure di sospensione delle forniture di energia elettrica, gas e acqua per morosità di famiglie e piccole imprese fino al 3 aprile 2020.
È stato inoltre istituito un conto presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali, con disponibilità fino a 1 miliardo, per garantire la sostenibilità degli attuali e futuri interventi regolatori a favore di consumatori e utenti.
La nostra richiesta era stata inviata ieri, non solo ad Arera, ma anche al Ministro dello Sviluppo Economico, al Presidente Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) e all’AGCOM. Ci aspettiamo ora che analoga decisione venga presa per le utenze telefoniche e per i servizi di connessione.
Infatti i cittadini che devono rimanere a casa non possono essere privati di servizi essenziali quale il telefono necessario per chiedere aiuto in caso di bisogno.
Una fase straordinaria richiede misure straordinarie e la massima collaborazione da parte di tutti, per questo confidiamo nel buonsenso del Governo e delle Autorità competenti affinché i cittadini non subiscano disagi o ingiustizie.

Intanto anche alcune aziende stanno adottando politiche di aiuto ai clienti. Ad esempio Hera s.p.a. ha emesso un comunicato dove dichiara che:

Hera offre a tutti i propri clienti – famiglie e imprese -, che subiscono una oggettiva situazione di difficoltà economica, di poter richiedere per le bollette in scadenza relative a tutti i servizi collegati a regolare rapporto di fornitura – dunque acqua, rifiuti in regime di tariffazione puntuale o commerciale e forniture di energia elettrica e gas (purché non in regime di salvaguardia e di ultima istanza), di:

· rinviare la scadenza di pagamento di 30 giorni
· oppure rateizzare il pagamento in tre rate nei tre mesi successivi.

Per le bollette con importi superiori a 4.500 euro saranno definiti piani di rateizzazione specifici, anche in relazione alla situazione contrattuale complessiva e alla regolarità nei pagamenti delle scadenze pregresse.
Per le bollette in scadenza dal 13 marzo fino al 30 aprile, in linea con le scadenze a oggi definite dal Governo, che saranno oggetto di rinvio di 30 giorni nella scadenza o di rateizzazioni nei tre mesi successivi, Hera non applicherà alcun interesse passivo per il ritardato pagamento.
Il rinvio della scadenza di pagamento o la rateizzazione potranno essere richiesti direttamente al Servizio Clienti, chiamando il numero riportato nella bolletta per i clienti residenziali e per i clienti business.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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Coronavirus: i nostri sportelli si fermano ma il nostro lavoro no

*AGGIORNAMENTO DEL 12/03/2020*

Sia gli sportelli di ricevimento del pubblico, sia la sede di Via Gramsci 3 a Bologna resteranno CHIUSI fino al 3 aprile.

PER AVERE UNA CONSULENZA O AVVIARE UNA PRATICA ONLINE SCRIVETE SU

info@federconsumatoribologna.it

Il centralino 051/255810 risponderà (con trasferimento di chiamata) nei seguenti orari:

Dal Lunedì al Venerdì 9-12 e 14-17

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9-03-2020 – Per dare il nostro contributo al rallentamento della diffusione del Covid-19 e per tutelare la salute dei nostri associati e dei nostri volontari, la Federconsumatori di Bologna ha deciso di sospendere fino alla fine del mese gli sportelli di ricevimento del pubblico, sia presso la sede di Via Gramsci 3 a Bologna sia presso i comuni della provincia e le sedi sindacali.

Il nostro lavoro però continua: il centralino continuerà a ricevere chiamate al consueto orario e la sede di Via Gramsci a Bologna è aperta per le urgenze e la consegna di documenti. Per avviare una pratica scriveteci il vostro problema alla mail info@federconsumatoribologna.it : vi contatteremo e vi aiuteremo via email dove possibile.

Le persone che hanno già preso appuntamento per marzo saranno chiamate individualmente dal consulente che li avrebbe ricevuti.

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Vademecum sui viaggi annullati per Covid-19

La diffusione del coronavirus in Italia e in molti altri Paesi, oltre a costituire una grave emergenza di salute pubblica, si ripercuote in molti altri settori, in primis su quello turistico.
Le misure straordinarie appena approvate dal Governo prevedono interventi di sostegno al comparto turistico nonché tutele specifiche per chi abbia acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti turistici. I provvedimenti introdotti prevedono in particolare che coloro i quali:

• siano sottoposti a “quarantena”;
• siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
• abbiano programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’approdo o l’arrivo

possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alternativa. L’intermediario (o la compagnia aerea) è tenuto ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra:

• un pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore;
• il rimborso;
• un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione.

Gli utenti, quindi, possono avvalersi del diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico comunicando al vettore e/o al tour operator e/o all’agenzia di viaggi che rientrano in una delle casistiche sopra esposte, allegando il titolo di viaggio e la documentazione che attesta la programmata partecipazione agli eventi cancellati, chiedendone il rimborso.
La richiesta deve essere inoltrata:
• entro 30gg dalla cessazione delle situazioni di isolamento
o
• dall’annullamento degli eventi
o
• dalla data della prevista partenza.

I viaggiatori possono mettersi in contatto con agenzie di viaggio e tour operator per concordare una delle soluzioni previste dalla normativa, in modo da usufruire appieno del diritto al riconoscimento di un giusto e fruibile indennizzo.
Sollecitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione ad eventuali richieste di sottoscrizione di impegni, atti o liberatorie che il tour operator o l’agenzia sottoponesse loro in sede di rimborso.
Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati: gli utenti possono esercitare il diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. Anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher di importo equivalente e da utilizzarsi entro un anno dalla data di emissione.
La normativa è praticamente in vigore dl 23 febbraio 2020 e fino al 2 maggio 2020, salvo reiterazioni o trasformazioni da vedersi successivamente.

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La tutela dei viaggiatori al tempo del COVID-2019: come orientarsi.

La diffusione del virus CODIV-19 ha spinto i governi di vari paesi ad adottare misure restrittive volte alla riduzione del rischio di contagio.

In situazione del tutto eccezionale sono molti i consumatori che chiedono come orientarsi rispetto alla prenotazione di viaggi con voli aerei o treni, o navi ovvero con pacchetti turistici.

Per dare compiuta risposta a come orientarsi in tale mare magnum è bene partire dall’inquadramento fornito dalla stessa giurisprudenza della Suprema Corte che ha fornito chiare e precise indicazioni in materia.

I pacchetti Turistici

Occorre innanzitutto chiarire che per pacchetto turistico si intende, così come testualmente si legge nella sentenza della Cassazione n. 16315/2007, la “prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall’alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa del “pacchetto turistico”, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte (D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 2 e segg., ora trasfuso nell’art. 84 del Codice del Consumo).

La pluralità di attività e servizi che compendiano la prestazione valgono in particolare a connotare la finalità che la stessa è volta a realizzare.

Il trasporto o il soggiorno o il servizio alberghiero assumono infatti al riguardo rilievo non già singolarmente e separatamente considerati bensì nella loro unitarietà funzionale, non potendo al riguardo prescindersi dalla considerazione dei medesimi alla stregua della “finalità turistica” che la prestazione complessa di cui si sostanziano appunto quali elementi costitutivi è funzionalmente volta a soddisfare.

il pacchetto turistico infatti è volto a soddisfare “dei profili – da apprezzarsi in condizioni di normalità avuto riguardo alle circostanze concrete del caso – di relax, svago, ricreativi, ludici, culturali, escursionistici, ecc. in cui si sostanzia la “finalità turistica”, o lo “scopo di piacere” assicurato dalla vacanza, che il turista- consumatore in particolare persegue nell’indursi alla stipulazione del contratto di viaggio vacanza “tutto compreso”.

Secondo quanto giustamente evidenziato dalla Cassazione, dunque, la finalità turistica (o scopo di piacere) costituisce un motivo determinante nei pacchetti turistici, tanto da costituirne la causa concreta del contratto (cfr. Cass., 25/5/2007, n. 12235; Cass., 8/5/2006, n. 10490).

Ora in una situazione di emergenza sanitaria, quand’anche il trasporto ed il soggiorno siano prestazioni obiettivamente eseguibili, ciò che risulta inutilizzabile per il consumatore è la finalità turistica del contratto stesso, che risulta privato dello scopo di piacere, di relax che costituisce la sua intrinseca causa.

Sulla base di tali motivazioni la cassazione nella nota sentenza, n. 16315 (Cass. civ. Sez. III, (ud. 22-03-2007) 24-07-2007) ha dichiarato la sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto de quo dal medesimo stipulato, “rimanendo essenzialmente compromessa la “necessità di assicurare che quella vacanza sarebbe stata poi fruita in condizioni di ordinaria tranquillità, secondo i canoni di valutazione propri di un turista medio“.

In altre parole, i consumatori che hanno acquistato pacchetti turistici, possono senza alcun problema comunicare la loro disdetta ed ottenere la restituzione di tutti gli importi versati per l’acquisto del pacchetto senza dover corrispondere alcuna penale.

Trasporto ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestri

Le misure emergenziali volte ad evitare la diffusione del virus configurano, così come stabilito dal decreto legge n. 9 /2020, una ipotesi di sopravvenuta impossibilità della prestazione secondo quanto previsto dall’art. 1463 del codice civile (cfr.

https://www.enac.gov.it/sites/default/files/2020-03/Decreto-Legge_2_marzo_2020_n_9-art_28.pdf)

Pertanto si configura una ipotesi di impossibilità della prestazione dai:

– soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo;

– soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;

– soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti

– dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Secondo quanto previsto dal decreto legge in questione, pertanto, tutti questi soggetti hanno diritto al rimborso integrale di quanto corrisposto per l’acquisto del loro titolo di viaggio.

Il decreto specifica in dettaglio forme e termini per richiedere il rimborso.

– Avv. Paola Pizzi consulente legale Federconsumatori Bologna

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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Risolta dalla Cassazione la questione di giurisdizione per i voli Ryanair. Giustizia è fatta.

Finalmente l’ordinanza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite mette la parola fine sull’annosa vicenda relativa alla eccezione di giurisdizione a favore del giudice irlandese sempre sollevata dal Ryanair in sede processuale.

In altre parole, a tutti i consumatori che in giudizio rivendicavano la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento 261/04 (per ritardo aereo, per overbooking o per la cancellazione del volo), Ryanair eccepiva il difetto di giurisdizione in favore del giudice Irlandese.

Finora molti giudici avevano accolto la prospettazione di Ryanair in ragione delle disposizioni contenute nel Regolamento n. 1215/12 che contiene espresse deroghe al foro del consumatore.

Di fatto, dunque, i consumatori si vedevano costretti a dover rinunciare all’esercizio dei propri diritti in quanto costretti ad agire in giudizio dinanzi al giudice irlandese. Con ciò frustrando la ratio stessa di tutta la disciplina comunitaria dettata in tema di tutela del consumatori. Un consumatore, infatti, che dovesse essere costretto ad adire un giudice appartenente ad un’altra giurisdizione, cioè operante in uno Stato differente dal proprio, sarebbe costretto a sopportare spese notevolmente superiori al valore delle prestazioni oggetto della instauranda controversia, rendendo, in tal modo, antieconomica la scelta di rivolgersi al giudice per la tutela dei propri diritti.

E’ stata proprio questa considerazione a spingere molti consumatori a rinunciare a tutelare i propri diritti in sede processuale, sebbene consapevoli della illegittimità della condotta di Ryanair che omette di corrispondere anche la sola compensazione pecuniaria.

Con l’ordinanza n. 3561/2020, la Cassazione ha ribaltato completamente tale impostazione.

Con una articolata argomentazione giuridica ed una attenta ricostruzione della materia in esame la Corte ha statuito che “Ai fini della individuazione del giudice avente giurisdizione a conoscere della controversia avente ad oggetto la compensazione pecuniaria per il ritardo nello svolgimento delle operazioni di trasporto aereo, nel senso sopra indicato, subito da acquirenti domiciliati in Italia, anche se il contratto concluso con la compagnia aerea contenga una clausola di proroga della giurisdizione, si applicano quindi i criteri di collegamento indicati dall’art. 33 della Convenzione di Montreal.”….. PQM Dichiara la giurisdizione del giudice italiano.

Una pronuncia, questa, che consentirà ai consumatori di adire il giudice Italiano per l’esercizio dei propri diritti.

Un altro rilevante profilo più volte evidenziato dalla FEDERCONSUMATORI di Bologna con un esposto alla Commissione Europea attiene anche alla salvaguardia della corretta dinamica della concorrenza.

Il difetto di giurisdizione sollevato da Ryanair in forza del regolamento 1215/12 risulta anche potenzialmente anticoncorrenziale: sapere, infatti, di poter privare i consumatori dell’azione giudiziaria nel proprio paese ha sinora “ legittimato” Ryanair a non corrispondere la compensazione pecuniaria che spetta ai passeggeri che hanno subito la cancellazione dei voli, a non riconoscere le spese sostenute dai consumatori a seguito della cancellazione e a non riconoscere gli ulteriori profili di danno dagli stessi subiti.

Tale “politica” operata ha procurato a Ryanair un illegittimo profitto ed una iniqua posizione di vantaggio rispetto alle altre compagnie aeree; Ryanair, infatti, continua ad essere leader dei voli low cost, in quanto riesce a praticare tariffe basse, acquisendo maggiori fette di mercato: tutto ciò in dispregio della corretta applicazione delle norme comunitarie.

Tale statuizione della Corte porterà benefici anche ad un mercato in cui operi la giusta dinamica concorrenziale.

La Federconsumatori di Bologna rimane e disposizione dei viaggiatori che vorranno avere ulteriori informazioni in merito.

Avv. Paola Pizzi, consulente legale Federconsumatori Bologna

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Come chiedere il bonus per i seggiolini anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online il sito per chiedere il contributo di 30 euro all’acquisto di un seggiolino anti-abbandono, obbligatorio per trasportare in auto i bambini fino a 4 anni.

Per avere il bonus occorre:

  • munirsi di credenziali SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale, ovvero le credenziali per identificarsi sui siti della pubblica amministrazione). Se non si possiede lo SPID, si possono trovare informazioni a questo link;
  • visitare il sito www.bonuseggiolino.it ed accedere con il proprio SPID;
  • compilare la domanda.

Il bonus arriverà sotto forma di carta spesa da 30 euro, associata al codice fiscale del bambino, che va utilizzata nei punti vendita indicati sul sito e poi validata sul sito stesso.
Il bonus ha validità 30 giorni, ma se non viene usato si può chiedere di nuovo.

Chi ha già acquistato un seggiolino può chiedere il bonus allegando la prova dell’acquisto (scontrino o fattura), entro 60 giorni dalla data di operatività del sito, cioè il 20 febbraio.

Le multe per il mancato utilizzo del dispositivo anti-abbandono, che può anche essere un aggiunta ad un seggiolino esistente purché rispetti le caratteristiche indicate dalla legge, inizieranno da 6 marzo. Si rischia dagli 83 ai 333 euro (da 58 a 100 euro se si paga entro cinque giorni) e la detrazione di 5 punti dalla patente. Con due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Ulteriori informazioni sul sito del Ministero dei Trasporti.

E.A.

Foto Pixio.com

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”


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Telefonate ingannevoli ai clienti ENI

Eni Gas e Luce ci comunica di aver ricevuto numerose segnalazioni dei suoi clienti in merito a contatti telefonici ingannevoli. Un operatore si presenta inizialmente come incaricato di Eni , dichiara falsamente che il contratto attivo sia in scadenza o non più vantaggioso e poi propone offerte di altri operatori. È evidente che si tratti di un’agenzia, incaricata da aziende concorrenti, che non esita ad usare questi trucchetti per aumentare il numero dei contratti conclusi e quindi la sua provvigione.

Per tutelare i suoi clienti, Eni ha predisposto un numero verde apposito, 800.689.829, con il quale il cliente potrà:

• verificare se il numero telefonico da cui ha ricevuto la telefonata sia un numero ufficialmente autorizzato da Eni e, nel caso, chiedere di essere ricontattato o al contrario di non essere più contattato;

• fornire, se disponibili, tutte le informazioni utili che è riuscito a reperire durante la telefonata (numero di telefono, qualità e quantità delle informazioni relative al cliente chiamato di cui il soggetto chiamante è a conoscenza, nome delle aziende concorrenti proposte), per aiutare Eni ad individuare i responsabili di queste telefonate illecite (anche sotto il profilo della tutela dei dati personali).

Eni non è l’unica società ad essere presa di mira da aziende concorrenti in questo modo. Tempo fa era accaduto anche a clienti Enel e Hera. In linea generale, consigliamo ai consumatori a non stipulare MAI contratti telefonici di energia, perché è una modalità che non permette di riflettere sull’effettiva convenienza della proposta, di fare confronti e nemmeno, come abbiamo visto, di avere la certezza dell’identità del chiamante.
Sconsigliamo anche di dare qualsiasi dato personale al telefono: nome e cognome, codice POD e PDR della fornitura, indirizzo, codice fiscale.

Le nostre sedi sono a disposizione per assistenza e informazioni: 051/255810.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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