Misure antismog: dal 11/01/2021 scatta la seconda fase del piano traffico

A partire dal giorno 11 gennaio saranno inasprite le limitazioni al traffico previste dal Piano Aria Integrato Regionale per limitare lo smog. Queste le novità:

  1. Dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30 divieto di circolazione per i veicoli a benzina fino a euro 2, diesel fino a euro 4, motocicli fino a euro 1 e ibride benzine-metano o benzina-gpl fino a euro 1.
  2. Le stesse limitazioni valgono per le due “domeniche ecologiche” di ogni mese stabilite con ordinanze dei sindaci.
  3. Nessuna limitazione per i veicoli che viaggiano con più di tre persone a bordo (o due, se il veicolo è omologato per 2-3 persone)
  4. Deroghe sono previste anche per i lavoratori turnisti, per chi si sposta per motivi di cura, assistenza o emergenza e per chi accompagna i bambini a scuola.
  5. Le limitazioni si applicano, per quanto riguarda la provincia di Bologna, nel capoluogo, a Imola e nei comuni dell’agglomerato di Bologna: Argelato, Calderara di Reno, Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, Castenaso, Granarolo dell’Emilia, Ozzano dell’Emilia, San Lazzaro di Savena e Zola Predosa.
  6. Le misure termineranno il 31 marzo 2021.

Misure emergenziali aggiuntive: se viene superato il limite di PM10 per tre giorni consecutivi scatta anche il divieto di circolazione per i diesel euro 5, oltre a:
– stop agli impianti a biomassa (stufe a pellet o legna) per uso domestico fino a 3 stelle (ma solo se è presente un impianto alternativo, ad esempio la caldaia a metano);
– obbligo di abbassamento del riscaldamento fino a di 19° C nelle case e 17° C nei luoghi di attività produttive e artigianali;
– divieti di combustione all’aperto (falò, barbecue, fuochi d’artificio, ecc…);
divieto di sosta e fermata con il motore acceso per tutti i veicoli.

Per informazioni si può consultare la APP “Che aria è” o il sito dell’ARPA.

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Servizio Civile Universale – scadenza 17 febbraio 2021

PUBLICAZIONE GRADUATORIA FINALE – agg 15/04/2021
Pubblichiamo di seguito la graduatoria finale in formato pdf

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PUBBLICAZIONE CALENDARIO – agg 22/03/2021

In allegato publichiamo il calendario dei colloqui di selezione

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AGGIORNAMENTO DEL 15 FEBBRAIO 2021:  in considerazione dei numerosissimi contemporanei accessi alla piattaforma DOL, il Dipartimento, per permettere a tutti i giovani interessati di candidarsi, proroga di 48 ore la scadenza del bando del 2020. Pertanto, sarà possibile presentare domanda fino alle ore 14:00 del 17 febbraio 2021

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È stato pubblicato il bando per 46.891 volontari di servizio civile. La nostra sede richiede n.2 volontari per il progetto che potete leggere e scaricare qui:

Possono presentare domanda tutti coloro che hanno compiuto il diciottesimo e non superato il ventottesimo anno d’età (28 anni e 364 giorni) e che, alla data di presentazione della domanda, siano in possesso dei requisiti indicati dal bando

I progetti hanno una durata di 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali, dove i giovani volontari saranno coinvolti in azioni volte a migliorare il proprio territorio, promuovere la cultura e supportare i cittadini. Ciascun operatore volontario selezionato sarà chiamato a sottoscrivere con il Dipartimento un contratto e riceverà un rimborso mensile di € 439,50.

MODALITA’ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE

Il bando scade alle ore 14 del giorno 15 febbraio 2021

Le domande possono essere presentate esclusivamente attraverso la piattaforma DOL (Domanda On Line) predisposta dal Dipartimento, che consente ai giovani di compilare e inviare l’istanza di partecipazione attraverso PC, tablet o smartphone. Le domande trasmesse con modalità diversa non saranno prese in considerazione (art. 4 del bando). E’ possibile scaricare qui  la “Guida per la compilazione e la presentazione della Domanda On Line con la piattaforma DOL”.

La piattaforma DOL è raggiungibile all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it

Per accedere alla piattaforma DOL è necessario essere in possesso delle credenziali SPID (collegamento “SPID_guida_2020_AMESCI”). (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Per presentare domanda di Servizio Civile occorre uno SPID con livello di sicurezza 2. E’ possibile richiedere SPID all’indirizzo www.spid.gov.it/richiedi-spid

Solo chi non possiede i requisiti per ottenere lo SPID può presentare domanda le credenziali quelle fornite dal Dipartimento che possono essere richieste seguendo tutte le informazioni contenute nella Guida alla piattaforma DOL.

Per informazioni è possibile scriverci su info@federconsumatoribologna.it

Documentazione di supporto:

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Acqua: bonus e incentivi 2021

Nella Legge di Bilancio 2021 sono presenti due iniziative volte a favorire il risparmio idrico e il consumo di acqua dell’acquedotto.

  1. BONUS. È previsto un bonus di 1000 euro, destinato alle persone fisiche residenti in Italia e da utilizzarsi entro il 31/12/2021, per la sostituzione dei vasi sanitari in ceramica con apparecchi a scarico ridotto (con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri) e per la sostituzione di rubinetti, miscelatori, soffioni e colonne doccia con apparecchi a limitazione del flusso di acqua (con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto per i rubinetti, a 9 litri al minuto per soffioni e colonne). Nel computo delle spese coperte dal bonus rientrano anche le opere murarie di installazione e lo smaltimento dei vecchi sanitari. Il bonus è finanziato con 20 milioni e sarà erogato fino all’esaurimento delle risorse. Entro febbraio dovrebbero essere definiti i dettagli operativi e le modalità di presentazione della domanda.
  2. CREDITO DI IMPOSTA . È previsto un credito di imposta, destinato sia ai privati che alle imprese, nella misura del 50% delle spese sostenute fino a 1.000 euro, per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica all’acqua di rubinetto, al fine di ridurre il consumo di acqua in bottiglia. L’Agenzia delle Entrate dovrà definire le modalità di applicazione del credito di imposta.

Foto di Rudy and Peter Skitterians da Pixabay

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Il bonus sociale energia sarà automatico dal 1 gennaio

Dal 1 gennaio 2021 non sarà più necessario richiedere ogni anno, con apposita domanda, il bonus sociale (elettrico, gas e idrico). L’Autorità di regolazione del settore ARERA ha infatti accolto le richieste da noi avanzate da diversi anni ed ha realizzato, in collaborazione con INPS e con il SII (il Sistema informativo integrato), un meccanismo automatico di erogazione del bonus agli aventi diritto.
In questo modo aumenterà sicuramente il numero di beneficiari del bonus, che, nonostante esista dal 2008, era sconosciuto alla maggior parte dei potenziali aventi diritto.

Come si ottiene il bonus?
È sufficiente che il cittadino interessato presenti ogni anno la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) e ottenga l’attestazione ISEE per le varie prestazioni sociali agevolate. Se si rispettano le condizioni per avere diritto al bonus, l’attestazione ISEE sarà trasmessa automaticamente ad ARERA che provvederà ad accreditare il bonus in bolletta, incrociando i dati con il SII per identificare il venditore di energia, gas e acqua.

Chi ha diritto al bonus?
I requisiti per avere diritto al bonus non sono cambiati. Possono ottenerlo i nuclei familiari (anche composti da una sola persona) che:

  • abbiano un indicatore ISEE non superiore a 8.265 euro, oppure non superiore a 20.000 euro in caso di 4 o più figli a carico, oppure
  • siano titolari di di Reddito di cittadinanza o Pensione di cittadinanza.

E il bonus per disagio fisico?
Accanto al bonus sociale, esiste anche un bonus, nella fornitura di energia elettrica, per coloro che, indipendentemente dal reddito, si trovano in gravi condizioni di salute e utilizzano apparecchiature elettromedicali per la loro sopravvivenza. In questo caso non vale il riconoscimento automatico e gli interessati dovranno continuare a farne richiesta presso i comuni o i caf secondo le istruzioni di ARERA.

Aggiornamento del 8/01/2021:
Il Garante per la protezione dei dati personali ha sospeso temporaneamente l’erogazione automatica del bonus, rilevando alcune criticità nello schema di delibera predisposto da Arera. In particolare il Garante chiede alcuni adeguamenti affinché i dati sensibili trattati siano ridotti all’essenziale e siano fornite le necessarie informative agli utenti. Auspichiamo che Arera recepisca al più presto le richieste del Garante Privacy e sblocchi l’erogazione del bonus.

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BUONE FESTE!

Gli uffici riprenderanno la normale attività a partire dal giorno 7 gennaio 2021. Il centralino 051/255810 invece sarà già operativo anche il giorno 4 gennaio per fissare appuntamento, dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17

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Energia: cosa accade il 1 gennaio 2021?

Il 1 gennaio 2021 è una data importante per il mercato dell’energia in Italia: è fissato per tale giorno, infatti, il passaggio definitivo delle piccole e medie imprese al mercato libero, con l’abolizione del mercato tutelato.

È necessario sottolineare, però, che si parla solo di piccole e medie imprese: sono escluse le microimprese e soprattutto sono escluse le utenze domestiche, il cui passaggio è invece fissato al 1 gennaio 2022.

Ci teniamo a sottolinearlo perché, approfittando dell’incertezza e della confusione creata dai continui rinvii, molte aziende venditrici stanno letteralmente perseguitando i cittadini minacciandoli a passare sul mercato libero in vista della ormai imminente abolizione del mercato tutelato.

Una condotta inaccettabile, soprattutto ora che l’attenzione e le preoccupazioni dei cittadini sono concentrate intorno all’andamento della pandemia.

Alle autorità competenti chiediamo di vigilare e sanzionare severamente chi opera in maniera scorretta tentando di trarre vantaggio dal clima di incertezza e apprensione in cui vivono le famiglie.

Ai consumatori raccomandiamo invece di non fisarsi di quello che viene comunicato telefonicamente e di non stipulare contratti per telefono né fornire i propri dati personali; se avete intenzione di valutare il passaggio ad una diversa compagnia di vendita, prendetevi tutto il tempo per leggere le offerte e confrontarle e per chiedere, se lo desiderate, l’assistenza di un’associazione di consumatori. Ricordate sempre che fino al 31 dicembre 2021 non c’è alcun obbligo di passare al mercato libero né di cambiare fornitore.

Da gennaio, la Federconsumatori Bologna aprirà uno sportello online di orientamento al mercato libero: per tutte le informazioni, consultate il nostro sito nei prossimi giorni.

Foto di Colin Behrens da Pixabay

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Come fare acquisti online in sicurezza: il vademecum di Federconsumatori

Nel corso del 2020 le sedi di Federconsumatori in tutto il Paese hanno registrato un aumento delle richieste di assistenza da parte di utenti in merito a truffe per acquisti online.

Nei mesi del lockdown gli italiani hanno preso confidenza con lo shopping online, anche per necessità, e hanno probabilmente abbassato troppo la guardia con il risultato che più acquirenti sono stati truffati rispetto agli anni scorsi. A conferma di ciò, infatti, il numero delle segnalazioni e di denunce ricevute sul sito della Polizia Postale e delle Comunicazioni, sommate a quelle delle persone arrestate e denunciate nel corso del 2020, ha registrato un incremento dell’89.1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La tendenza allo shopping su Internet, però, non accenna a diminuire nonostante l’allentamento delle misure restrittive e, quindi, è necessario uno sforzo di attenzione in più per proteggere il portafoglio. Ecco un decalogo di regole base di prudenza, redatto dalla sede regionale di Federconsumatori Sicilia ma utile in tutta Italia, da rispettare per fare acquisti online rischiando meno.

VADEMECUM DI FEDERCONSUMATORI PER GLI ACQUISTI ONLINE

1) Controlla il prezzo, non solo prima di comprare

Un prezzo troppo basso rispetto alla concorrenza deve sempre accendere il dubbio nel consumatore: perché gli altri fanno pagare di più?

Uno sconto troppo forte e molto visibile nella pagina di acquisto, potrebbe nascondere un precedente rincaro. Monitorare nel tempo le variazioni del prezzo di un bene che si vuole acquistare, su più siti di vendita, è la prima regola per evitare le truffe.

2) Compra solo da siti e venditori affidabili

L’affidabilità di un venditore si misura in due modi: tramite le ormai immancabili recensioni (sono molto più utili quelle negative che quelle positive) e tramite la sua capacità di rispondere alle nostre domande sul prodotto.

Se un venditore non sa fornirci informazioni sul prodotto che vende quasi certamente fa “drop shipping“: vende qualcosa che non ha in magazzino, comprata probabilmente all’ingrosso su altri siti Web in estremo oriente. Il prodotto potrebbe essere anche conforme, ma se ha un problema difficilmente chi ce lo ha venduto in Italia potrà fornirci assistenza. La data di arrivo del prodotto, poi, non è prevedibile neanche dal venditore.

Un ulteriore segno di affidabilità del venditore è il fatto che offra metodi di pagamento tracciabili (bonifico, carta di credito, PayPal) e rifiuti pagamenti non tracciabili (ricariche Poste Pay e simili).

3) Compra solo da venditori rintracciabili

Un buon modo di verificare se il venditore è affidabile è provare a rintracciarlo: se è difficile, o addirittura impossibile, meglio sceglierne un altro. Ogni venditore deve mostrare chiaramente il suo indirizzo fisico, la Partita IVA, avere un numero di telefono ben in vista e un servizio clienti facile da contattare.

Se il venditore è ospitato da una piattaforma ecommerce internazionale (come Amazon o eBay), cerchiamo queste informazioni nella sua pagina personale all’interno dell’ecommerce.

4) Preferisci venditori con sede legale in Italia

Se possibile, è meglio comprare sempre da una società con sede legale in Italia o, al massimo, in Unione Europea. In caso di contenzioso, infatti, sarà molto più difficile avere la meglio su un venditore estero e, soprattutto, saranno maggiori le spese legali perché il foro competente sarà quello estero.

Tutte le grandi e affidabili catene di vendita online straniere hanno una sede legale in Italia a maggior garanzia dei loro clienti.

5) Proteggi i tuoi soldi scegliendo il giusto metodo di pagamento

In caso di pagamento con carta di credito o debito c’è un rischio in più, che non sempre dipende dal venditore: un cybercriminale potrebbe intercettare la transizione e rubare i dati della carta, per poi usarla per fare acquisti online a nostro nome svuotandoci il conto.

L’unico modo per proteggerci da una eventualità del genere è usare per gli acquisti online solo carte ricaricabili: dobbiamo ricaricarle giusto prima di fare l’acquisto, con il solo importo richiesto. Se la carta finisce in mano a un hacker, in questo modo, non ci sarà nulla da rubare.

6) Fai attenzione alla sicurezza del sito di vendita

Una eventualità come quella appena descritta è molto più probabile se la transazione viene effettuata su un sito non sicuro, perché non applica la crittografia dei dati trasferiti. Un metodo molto semplice per sapere se un sito è sicuro e criptato è controllare il suo indirizzo: se inizia per “Https” è sicuro, se inizia per “Http” non lo è.

I browser più moderni avvertono l’utente quando naviga su un sito non sicuro, quindi tenere aggiornato il browser all’ultima versione disponibile aggiunge una protezione in più ai nostri acquisti online.

7) Fai attenzione a siti e app fake

I cybercriminali sono sempre più furbi e hanno imparato a imitare alla perfezione i siti e le app ufficiali delle grandi catene di vendita internazionali e dei grandi marchi. Comprare tramite questi siti e app falsi comporta quasi sempre il furto dei dati della carta di pagamento, oltre a garantire che la merce non arriverà mai.

Nel caso dei siti Web fake, negli ultimi tempi, i criminali hanno anche imparato a sfruttare la pubblicità su Google: il proprio sito fake compare (essendo sponsorizzato) prima del sito ufficiale che imita e attrae migliaia di clienti verso la truffa. Bisogna stare molto attenti e preferire sempre un sito non sponsorizzato (che difficilmente sarà quello non ufficiale).

Va anche precisato, però, che il fatto che il sito sia criptato (cioè con Https) non garantisce affatto che sia quello vero e ufficiale. Quindi bisogna stare attenti due volte, non una.

Le app fake sono ancora più pericolose perché aggiungono un ulteriore danno per l’utente: quasi sempre richiedono permessi di accesso completi allo smartphone per raccogliere una enorme quantità di dati del dispositivo e di chi lo usa. Mai scaricare app se non dagli store ufficiali (Google Play Store e Apple App Store) e, in anche in questo caso, controllare molto bene le informazioni sullo sviluppatore dell’app prima di scaricarla.

8) Fai attenzione ai siti che offrono coupon e buoni sconto

Esistono centinaia di siti che offrono coupon o buoni sconto da spendere su famosi negozi online e ci chiedono, prima di fornirceli, di inserire alcuni nostri dati personali o di registrarci al sito stesso.

Molto spesso, se lo facciamo, stiamo solo regalando i nostri dati a uno sconosciuto perché quei coupon si trovano facilmente altrove (di solito sui volantini), oppure dopo l’ultimo click veniamo inviati alla pagina prodotto dove lo sconto è già applicato a prescindere dalla nostra registrazione sul sito di coupon.

Prima di regalare i nostri dati a uno di questi siti, quindi, verifichiamo se il prezzo offerto dal sito di vendita non sia già lo stesso di quello promesso dal sito di coupon.

9) Stai molto attento se compri su un forum o gruppo Facebook

I forum e i gruppi Facebook nei quali è possibile vendere e comprare sono ormai moltissimi. In alcuni casi il venditore è una persona più che seria e corretta e l’acquisto è sicuro, in altri casi purtroppo no.

I venditori più seri chiedono agli acquirenti di pubblicare nel gruppo le foto della merce acquistata e una breve recensione, per mostrare agli altri potenziali acquirenti come lavorano. Cerca queste informazioni e, se le trovi, cerca anche di capire se l’acquirente è reale o è un eventuale complice. Più elevato è il numero di acquirenti soddisfatti, più è difficile che siano profili fake di complici.

In ogni caso chiedi sempre di pagare con un metodo tracciabile e non comprare da un venditore estero.

10) In caso di dubbi e problemi rivolgiti subito alla Polizia Postale

Negli ultimi anni la Polizia Postale è diventata molto più preparata, competente ed efficiente che in passato. Oggi è una risorsa da sfruttare sia per avere informazioni e suggerimenti prima dell’acquisto, sia per sporgere denuncia in caso di truffa.

L’importante è salvare e portare alla Polizia Postale tutto il materiale necessario a dimostrare che c’è stato un acquisto, quale prodotto abbiamo comprato, quale era il prezzo pattuito e, naturalmente, gli estremi della transazione. Ancora una volta: è fondamentale che il pagamento sia tracciabile.

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Prosegue la vicenda PneumaticOne

Su nostra segnalazione l’Antitrust sanziona l’azienda Pneumaticone per una cifra complessiva di 500.000 Euro.

L’azienda, infatti, si è resa colpevole di condotte fortemente lesive dei diritti dei consumatori, mettendo in atto pratiche commerciali scorrette, ingannevoli e aggressive, oltre che pubblicità ingannevoli. Inoltre ha violato gli obblighi di informazione al consumatore nei contratti a distanza.

Una vicenda che seguiamo da tempo, la nostra prima segnalazione all’AGCM in materia risale al 29 Gennaio scorso.

Ancora i primi giorni di agosto ricevevamo segnalazioni di consumatori che, a causa delle indicazioni non veritiere sul sito dell’azienda, erano indotti all’acquisto di prodotti in realtà non disponibili, oppure che lamentavano come le richieste di recesso venissero sistematicamente ignorate all’azienda.

A nulla è valso il tentativo, da parte di Pneumaticone, di scaricare ogni colpa sulle responsabilità delle banche e dell’Agenzia delle Entrate spagnola: come abbiamo sottolineato fin dal primo momento, non è ammissibile riversare sui cittadini la propria incapacità di gestione.

Quanto accaduto riapre la riflessione sulla necessità e l’urgenza di adottare, anche attraverso buone prassi, una regolamentazione più precisa e stringente nel settore dell’e-commerce, per garantire ai consumatori adeguate tutele ai cittadini. Un’esigenza divenuta ancora più evidente vista la diffusione esponenziale del commercio online durante e dopo il lockdown.

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Come funziona il cashback per i pagamenti digitali

Dal 7 dicembre parte la fase sperimentale del cashback di Stato, la procedura pensata per incentivare l’uso dei pagamenti digitali nei negozi fisici e scoraggiare così l’utilizzo del contante, per ragioni sia di contrasto all’evasione fiscale, sia di prevenzione sanitaria.

Il cashback consiste in un rimborso pari al 10 % dell’importo speso nei negozi, bar e ristoranti, fino a un massimo di 15 euro a transazione e un totale di 150 euro a semestre. Il numero minimo di transazioni per ottenere i 150 euro è di 50 a semestre.

Dall’8 al 31 dicembre 2020 ci sarà un periodo di extra cashback , per cui basteranno 10 transazioni per ottenere il rimborso di 150 euro.

È poi previsto un ulteriore incentivo, sotto forma di Super Cashback: i primi 100.000 italiani che ogni semestre avranno registrato il numero massimo di transazioni riceveranno un rimborso di 1500 euro.

Per attivare il cashback occorre installare la app IO e accedere con il proprio SPID, le credenziali di identità digitale, oppure con la carta di identità elettronica.

Successivamente viene chiesto di inserire il proprio IBAN bancario, su cui ricevere il rimborso, e di registrare le proprie carte di credito o bancomat.

Ad ogni acquisto effettuato con le carte registrate sulla app IO, il sistema annoterà automaticamente la transazione. Sono validi anche gli acquisti effettuati tramite Satispay. I sistemi Apple Pay e Google Pay saranno aggiunti nel corso del 2021.

Per partecipare al programma di cashback occorre essere maggiorenni, risiedere in Italia e utilizzare solo le carte intestate a se stessi, per finalità private (sono esclusi gli acquisti effettuati per la propria attività professionale) . Non vengono registrati i pagamenti online.

Ulteriori informazioni sulla guida ufficiale.

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Apple e la resistenza all’acqua

La scorsa settimana l’Autorità garante Concorrenza e Mercato ha sanzionato Apple con una multa da 10 milioni per pubblicità ingannevole.

La pubblicità presa di mira dall’Antitrust è quella degli ultimi modelli di IPhone (dall’IPhone 8 fino all’IPhone 11 Pro Max) in cui si dichiarava la resistenza all’acqua da 1 a 4 metri per 30 minuti

Molti utenti si sono visti respingere la sostituzione in garanzia: l’Antitrust dichiara, nel provvedimento, che ” la stragrande maggioranza degli iPhone mandati in assistenza non sono stati riparati in garanzia e i relativi costi sono stati addebitati ai consumatori” , circostanza che possiamo confermare anche noi sulla base della nostra pur limitata esperienza.

Nelle promozioni degli iPhone non solo viene enfatizzata la resistenza all’acqua dei dispositivi ma viene anche specificata la misura massima e la durata dell’immersione possibile e si specifica in modo esplicito non solo che i dispositivi non temono gli schizzi d’acqua, ma neanche i “tuffi”, con immagine degli apparecchi immersi in acqua o colpiti da forti getti.

Questo, a giudizio dell’Antitrust, avrebbe indotto i consumatori a pensare che il proprio IPhone fosse davvero water-proof in tutte quelle situazioni di vita quotidiana in cui può accadere un contatto con l’acqua.

L’AGCM ha quindi conclude che “i prodotti reclamizzati non detengono in realtà la rilevante caratteristica di resistenza ed impermeabilità all’acqua (a una certa profondità e per un dato tempo) che i messaggi in esame lasciano decettivamente intendere, inducendo il consumatore ad assumere una decisione di natura commerciale circa l’acquisto dei prodotti che altrimenti non avrebbe assunto”. Da qui la multa da 10 milioni inflitta ad Apple.

Quindi cha fare se si possiede un’IPhone danneggiato dai liquidi a cui è stata negata la riparazione in garanzia?
Purtroppo la decisione dell’Antitrust, seppure significativa, non è sufficiente a “costringere” Apple ad applicare la garanzia in caso di danno da liquidi. Noi consigliamo di contestare il danno in forma scritta (ad Apple se il prodotto è stato comprato direttamente in un Apple Store o sul sito del produttore, al venditore negli altri casi) chiedendo l’applicazione della garanzia legale in virtù di quanto previsto dal Codice del Consumo, in particolare dall’art.129 comma 1 lett.c) in base al quale un prodotto si considera conforme al contratto se possiede “la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto (…) delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura”.

I nostri sportelli sono ovviamente a disposizione 051/255810.

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