La tutela dei viaggiatori al tempo del COVID-2019: come orientarsi.

La diffusione del virus CODIV-19 ha spinto i governi di vari paesi ad adottare misure restrittive volte alla riduzione del rischio di contagio.

In situazione del tutto eccezionale sono molti i consumatori che chiedono come orientarsi rispetto alla prenotazione di viaggi con voli aerei o treni, o navi ovvero con pacchetti turistici.

Per dare compiuta risposta a come orientarsi in tale mare magnum è bene partire dall’inquadramento fornito dalla stessa giurisprudenza della Suprema Corte che ha fornito chiare e precise indicazioni in materia.

I pacchetti Turistici

Occorre innanzitutto chiarire che per pacchetto turistico si intende, così come testualmente si legge nella sentenza della Cassazione n. 16315/2007, la “prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall’alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa del “pacchetto turistico”, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte (D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 2 e segg., ora trasfuso nell’art. 84 del Codice del Consumo).

La pluralità di attività e servizi che compendiano la prestazione valgono in particolare a connotare la finalità che la stessa è volta a realizzare.

Il trasporto o il soggiorno o il servizio alberghiero assumono infatti al riguardo rilievo non già singolarmente e separatamente considerati bensì nella loro unitarietà funzionale, non potendo al riguardo prescindersi dalla considerazione dei medesimi alla stregua della “finalità turistica” che la prestazione complessa di cui si sostanziano appunto quali elementi costitutivi è funzionalmente volta a soddisfare.

il pacchetto turistico infatti è volto a soddisfare “dei profili – da apprezzarsi in condizioni di normalità avuto riguardo alle circostanze concrete del caso – di relax, svago, ricreativi, ludici, culturali, escursionistici, ecc. in cui si sostanzia la “finalità turistica”, o lo “scopo di piacere” assicurato dalla vacanza, che il turista- consumatore in particolare persegue nell’indursi alla stipulazione del contratto di viaggio vacanza “tutto compreso”.

Secondo quanto giustamente evidenziato dalla Cassazione, dunque, la finalità turistica (o scopo di piacere) costituisce un motivo determinante nei pacchetti turistici, tanto da costituirne la causa concreta del contratto (cfr. Cass., 25/5/2007, n. 12235; Cass., 8/5/2006, n. 10490).

Ora in una situazione di emergenza sanitaria, quand’anche il trasporto ed il soggiorno siano prestazioni obiettivamente eseguibili, ciò che risulta inutilizzabile per il consumatore è la finalità turistica del contratto stesso, che risulta privato dello scopo di piacere, di relax che costituisce la sua intrinseca causa.

Sulla base di tali motivazioni la cassazione nella nota sentenza, n. 16315 (Cass. civ. Sez. III, (ud. 22-03-2007) 24-07-2007) ha dichiarato la sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto de quo dal medesimo stipulato, “rimanendo essenzialmente compromessa la “necessità di assicurare che quella vacanza sarebbe stata poi fruita in condizioni di ordinaria tranquillità, secondo i canoni di valutazione propri di un turista medio“.

In altre parole, i consumatori che hanno acquistato pacchetti turistici, possono senza alcun problema comunicare la loro disdetta ed ottenere la restituzione di tutti gli importi versati per l’acquisto del pacchetto senza dover corrispondere alcuna penale.

Trasporto ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestri

Le misure emergenziali volte ad evitare la diffusione del virus configurano, così come stabilito dal decreto legge n. 9 /2020, una ipotesi di sopravvenuta impossibilità della prestazione secondo quanto previsto dall’art. 1463 del codice civile (cfr.

https://www.enac.gov.it/sites/default/files/2020-03/Decreto-Legge_2_marzo_2020_n_9-art_28.pdf)

Pertanto si configura una ipotesi di impossibilità della prestazione dai:

– soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo;

– soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;

– soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti

– dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Secondo quanto previsto dal decreto legge in questione, pertanto, tutti questi soggetti hanno diritto al rimborso integrale di quanto corrisposto per l’acquisto del loro titolo di viaggio.

Il decreto specifica in dettaglio forme e termini per richiedere il rimborso.

– Avv. Paola Pizzi consulente legale Federconsumatori Bologna

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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Risolta dalla Cassazione la questione di giurisdizione per i voli Ryanair. Giustizia è fatta.

Finalmente l’ordinanza della Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite mette la parola fine sull’annosa vicenda relativa alla eccezione di giurisdizione a favore del giudice irlandese sempre sollevata dal Ryanair in sede processuale.

In altre parole, a tutti i consumatori che in giudizio rivendicavano la compensazione pecuniaria prevista dal regolamento 261/04 (per ritardo aereo, per overbooking o per la cancellazione del volo), Ryanair eccepiva il difetto di giurisdizione in favore del giudice Irlandese.

Finora molti giudici avevano accolto la prospettazione di Ryanair in ragione delle disposizioni contenute nel Regolamento n. 1215/12 che contiene espresse deroghe al foro del consumatore.

Di fatto, dunque, i consumatori si vedevano costretti a dover rinunciare all’esercizio dei propri diritti in quanto costretti ad agire in giudizio dinanzi al giudice irlandese. Con ciò frustrando la ratio stessa di tutta la disciplina comunitaria dettata in tema di tutela del consumatori. Un consumatore, infatti, che dovesse essere costretto ad adire un giudice appartenente ad un’altra giurisdizione, cioè operante in uno Stato differente dal proprio, sarebbe costretto a sopportare spese notevolmente superiori al valore delle prestazioni oggetto della instauranda controversia, rendendo, in tal modo, antieconomica la scelta di rivolgersi al giudice per la tutela dei propri diritti.

E’ stata proprio questa considerazione a spingere molti consumatori a rinunciare a tutelare i propri diritti in sede processuale, sebbene consapevoli della illegittimità della condotta di Ryanair che omette di corrispondere anche la sola compensazione pecuniaria.

Con l’ordinanza n. 3561/2020, la Cassazione ha ribaltato completamente tale impostazione.

Con una articolata argomentazione giuridica ed una attenta ricostruzione della materia in esame la Corte ha statuito che “Ai fini della individuazione del giudice avente giurisdizione a conoscere della controversia avente ad oggetto la compensazione pecuniaria per il ritardo nello svolgimento delle operazioni di trasporto aereo, nel senso sopra indicato, subito da acquirenti domiciliati in Italia, anche se il contratto concluso con la compagnia aerea contenga una clausola di proroga della giurisdizione, si applicano quindi i criteri di collegamento indicati dall’art. 33 della Convenzione di Montreal.”….. PQM Dichiara la giurisdizione del giudice italiano.

Una pronuncia, questa, che consentirà ai consumatori di adire il giudice Italiano per l’esercizio dei propri diritti.

Un altro rilevante profilo più volte evidenziato dalla FEDERCONSUMATORI di Bologna con un esposto alla Commissione Europea attiene anche alla salvaguardia della corretta dinamica della concorrenza.

Il difetto di giurisdizione sollevato da Ryanair in forza del regolamento 1215/12 risulta anche potenzialmente anticoncorrenziale: sapere, infatti, di poter privare i consumatori dell’azione giudiziaria nel proprio paese ha sinora “ legittimato” Ryanair a non corrispondere la compensazione pecuniaria che spetta ai passeggeri che hanno subito la cancellazione dei voli, a non riconoscere le spese sostenute dai consumatori a seguito della cancellazione e a non riconoscere gli ulteriori profili di danno dagli stessi subiti.

Tale “politica” operata ha procurato a Ryanair un illegittimo profitto ed una iniqua posizione di vantaggio rispetto alle altre compagnie aeree; Ryanair, infatti, continua ad essere leader dei voli low cost, in quanto riesce a praticare tariffe basse, acquisendo maggiori fette di mercato: tutto ciò in dispregio della corretta applicazione delle norme comunitarie.

Tale statuizione della Corte porterà benefici anche ad un mercato in cui operi la giusta dinamica concorrenziale.

La Federconsumatori di Bologna rimane e disposizione dei viaggiatori che vorranno avere ulteriori informazioni in merito.

Avv. Paola Pizzi, consulente legale Federconsumatori Bologna

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Come chiedere il bonus per i seggiolini anti abbandono

Dal 20 febbraio 2020 è online il sito per chiedere il contributo di 30 euro all’acquisto di un seggiolino anti-abbandono, obbligatorio per trasportare in auto i bambini fino a 4 anni.

Per avere il bonus occorre:

  • munirsi di credenziali SPID (Sistema Pubblico Identità Digitale, ovvero le credenziali per identificarsi sui siti della pubblica amministrazione). Se non si possiede lo SPID, si possono trovare informazioni a questo link;
  • visitare il sito www.bonuseggiolino.it ed accedere con il proprio SPID;
  • compilare la domanda.

Il bonus arriverà sotto forma di carta spesa da 30 euro, associata al codice fiscale del bambino, che va utilizzata nei punti vendita indicati sul sito e poi validata sul sito stesso.
Il bonus ha validità 30 giorni, ma se non viene usato si può chiedere di nuovo.

Chi ha già acquistato un seggiolino può chiedere il bonus allegando la prova dell’acquisto (scontrino o fattura), entro 60 giorni dalla data di operatività del sito, cioè il 20 febbraio.

Le multe per il mancato utilizzo del dispositivo anti-abbandono, che può anche essere un aggiunta ad un seggiolino esistente purché rispetti le caratteristiche indicate dalla legge, inizieranno da 6 marzo. Si rischia dagli 83 ai 333 euro (da 58 a 100 euro se si paga entro cinque giorni) e la detrazione di 5 punti dalla patente. Con due infrazioni in 2 anni scatta la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Ulteriori informazioni sul sito del Ministero dei Trasporti.

E.A.

Foto Pixio.com

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”


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Telefonate ingannevoli ai clienti ENI

Eni Gas e Luce ci comunica di aver ricevuto numerose segnalazioni dei suoi clienti in merito a contatti telefonici ingannevoli. Un operatore si presenta inizialmente come incaricato di Eni , dichiara falsamente che il contratto attivo sia in scadenza o non più vantaggioso e poi propone offerte di altri operatori. È evidente che si tratti di un’agenzia, incaricata da aziende concorrenti, che non esita ad usare questi trucchetti per aumentare il numero dei contratti conclusi e quindi la sua provvigione.

Per tutelare i suoi clienti, Eni ha predisposto un numero verde apposito, 800.689.829, con il quale il cliente potrà:

• verificare se il numero telefonico da cui ha ricevuto la telefonata sia un numero ufficialmente autorizzato da Eni e, nel caso, chiedere di essere ricontattato o al contrario di non essere più contattato;

• fornire, se disponibili, tutte le informazioni utili che è riuscito a reperire durante la telefonata (numero di telefono, qualità e quantità delle informazioni relative al cliente chiamato di cui il soggetto chiamante è a conoscenza, nome delle aziende concorrenti proposte), per aiutare Eni ad individuare i responsabili di queste telefonate illecite (anche sotto il profilo della tutela dei dati personali).

Eni non è l’unica società ad essere presa di mira da aziende concorrenti in questo modo. Tempo fa era accaduto anche a clienti Enel e Hera. In linea generale, consigliamo ai consumatori a non stipulare MAI contratti telefonici di energia, perché è una modalità che non permette di riflettere sull’effettiva convenienza della proposta, di fare confronti e nemmeno, come abbiamo visto, di avere la certezza dell’identità del chiamante.
Sconsigliamo anche di dare qualsiasi dato personale al telefono: nome e cognome, codice POD e PDR della fornitura, indirizzo, codice fiscale.

Le nostre sedi sono a disposizione per assistenza e informazioni: 051/255810.

E.A.

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Air Italy va in liquidazione

L’assemblea straordinaria dei soci della compagnia low cost Air Italy (ex Meridiana) ha deciso di porre la società in liquidazione a causa delle perduranti difficoltà che hanno causato nel 2019 perdite per oltre 200 milioni di euro.

Fino al 25 febbraio compreso i voli in andata e ritorno verranno regolarmente operati da altre compagnie nei giorni e negli orari previsti, quindi in questo lasso di tempo non è prevista alcuna variazione o cancellazione. Se non si gradisce il vettore proposto come alternativa, si può chiedere il rimborso del biglietto con la modalità indicate sotto.

Per i biglietti con andata prima del 25 febbraio e ritorno successivo a questa data, il passeggero potrà usufruire del primo volo di ritorno disponibile di un altro vettore, del quale potrà informarsi a partire dal 18 febbraio chiamando il numero 892928  o rivolgendosi all’agenzia di viaggi.

I voli con andata e ritorno dopo il 25 febbraio non saranno effettuati e gli utenti potranno richiedere il rimborso scrivendo all’indirizzo refunds@airitaly.com, rivolgendosi ad una biglietteria Air Italy o ancora contattando l’agenzia di viaggi di riferimento.

Siamo ovviamente a disposizione in caso di problemi, chiamateci al n.051/255810 o scriveteci su info@federconsumatoribologna.it .

Foto Wikipedia

E.A.

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Servizi premium? Hai 6 ore di prova e li disattivi con un SMS

I servizi a sovrapprezzo, chiamati anche servizi premium o VAS, sono quei servizi informativi tipo giochi, meteo, oroscopo, gossip, ecc che possono far lievitare la bolletta del telefono in quanto escluse dal normale piano tariffario e quindi pagate a parte.

Spesso questi servizi vengono attivati, all’insaputa del titolare della linea, solo cliccando su un link o su un banner pubblicitario, o rispondendo a un messaggio; a volte l’utente non si rende conto di sottoscrivere un vero e proprio abbonamento che si rinnova automaticamente.

L’Autorità per le Comunicazioni, visto l’alto numero di reclami e di contenziosi, ha aggiornato a novembre del 2019 il codice di condotta per l’offerta dei servizi premium, un codice di autoregolamentazione concordato tra gli operatori telefonici, i fornitori di servizi premium e le associazioni dei consumatori.

In base al codice, i servizi si possono attivare solo dopo una doppia conferma (doppio click) su due schermate distinte: con il primo click si conferma l’adesione alle condizioni del servizio, con il secondo click la volontà di procedere all’acquisto e all’addebito del costo.

Successivamente, l’utente deve ricevere un SMS gratuito di riepilogo che indichi il nome, il costo e la descrizione del servizio.
Inoltre, se si tratta di un abbonamento, ogni 30 giorni l’utente riceverà un SMS gratuito che gli ricorda di avere un abbonamento attivo.

Per gli abbonamenti, il codice prevede un periodo di prova di 6 ore durante le quali l’utente può valutare il servizio e, se non lo soddisfa, può recedere (diritto di ripensamento) e disattivarlo chiamando il numero verde 800.44.22.99 , oppure, dal 20 gennaio, anche inviando un SMS con il testo “ANNULLA” al numero indicato nel messaggio di attivazione. Consigliamo di conservare le copie di questi SMS, di attivazione e disattivazione, per eventuali contestazioni future.

I servizi premium in abbonamento possono essere disattivati in qualsiasi momento chiamando il numero verde 800.44.22.99 direttamente dal numero su cui sono stati attivati i servizi oppure rivolgendosi al call-center del proprio operatore. Per disabilitare del tutto i servizi a sovrapprezzo sulla SIM, invece, occorre chiamare il call-center del proprio operatore che indicherà la procedura corretta. In questo modo (barring sms) non si rischiano attivazioni non richieste, ma non si potranno ricevere nemmeno SMS utili come quelli della propria banca che avvisano dei movimenti sul conto corrente.

Se si notano degli addebiti sulla SIM per servizi a sovrapprezzo mai richiesti, è bene scrivere subito un reclamo al proprio gestore e, se la risposta è negativa, chiamarci per avviare una procedura di conciliazione, che per nostra esperienza risolve la maggior parte dei contenziosi in poco tempo. Il numero del nostro centralino è 051/255810, oppure potete avviare una pratica online da qui.

Foto di Jan Vašek da Pixabay

E.A.

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Tim ti addebita il costo degli elenchi? Ecco come disdire

Nella bolletta di TIM di gennaio, tutti gli anni, è presente l’addebito di 3.90 euro per “consegna elenchi telefonici” .

La consegna degli elenchi (le Pagine Bianche e le Pagine Gialle, ora comprese in un volume unico), viene effettuata massivamente lasciando la “pila” di volumi davanti alle porte dei condomini o nell’atrio, con la conseguenza che molte persone non ricevono il loro elenco. Senza contare tutti i clienti che l’elenco non lo hanno mai chiesto, né lo useranno mai. Quindi come evitare questo piccolo ma fastidioso balzello?

TIM specifica sul suo sito che “è possibile rinunciare gratuitamente in qualsiasi momento al servizio di consegna degli elenchi telefonici, contattando telefonicamente il Servizio Clienti linea fissa 187 o inviando una comunicazione scritta all’indirizzo Telecom Italia indicato sulla Fattura o al numero verde fax 800000187 del Servizio Clienti; in tal caso TIM provvederà a non addebitare più il relativo importo“.

Noi consigliamo di inviare comunque un fax, in modo che resti una prova scritta.

Poi, se si è in vena di fare i pignoli, si potrebbe anche chiedere a TIM di dimostrare di aver richiesto il servizio di consegna, che dovrebbe essere oggetto di specifica accettazione contrattuale, in quanto servizio a pagamento. Se non risulta che il servizio sia mai stato chiesto, il cliente può chiedere il rimborso di quanto pagato negli anni precedenti, con reclamo al fax del servizio clienti e successiva eventuale procedura di conciliazione.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Multa dell’Antitrust per “cartello” a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione molto significativa, ben 228 milioni di euro, a Tim, Vodafone, Fastweb e Wind Tre. Le compagnie, costrette dall’AGCOM e dalla legge a tornare alla fatturazione mensile, hanno pensato bene di aumentare uniformemente le tariffe dell’8,6%, coordinando le proprie strategie commerciali al fine di mantenere il prezzo incrementato, ostacolando la concorrenza e la convenienza dei clienti a cambiare gestore.

Si tratta di un‘intesa del tutto illegittima che la Federconsumatori ha prontamente segnalato all’Antitrust.

È l’ennesima conferma di una metodologia del “cartello” che spesso constatiamo in molte altre condotte degli operatori: le proposte commerciali o le modifiche unilaterali, guarda caso, si somigliano nella stragrande maggioranza dei casi.

È anche l’ennesimo capitolo della vicenda della fatturazione a 28 giorni, che si trascina dal 2016, nella quale ci stiamo battendo affinché gli operatori applichino l’automatismo dei rimborsi disposto da AGCom e confermato dal Consiglio di Stato.

Perché, dopo che è stato anche accertato che ci fu cartello nel riposizionamento delle tariffe, i gli utenti dovrebbero attivarsi per chiedere il rimborso dei giorni erosi durante la fatturazione a 28gg?

Perché dovrebbero lasciare alle aziende anche questo ulteriore potere e tollerare un atteggiamento incurante della legalità?

Ribadiamo pertanto che i rimborsi devono essere automatici: lo conferma anche questa pronuncia di AGCM.

Federconsumatori proseguirà con determinazione il proprio lavoro, anche attraverso l’avvio di azioni legali, per far ottenere automaticamente agli utenti i rimborsi a cui hanno diritto per la fatturazione a 28 giorni.

Immagine via www.agcm.it

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Bio-on: assemblea a Castel San Pietro Terme

La vicenda del crac di Bio-on, start-up delle bioplastiche finita nel mirino della procura e successivamente fallita, è ancora in evoluzione.
Ci sono arrivate ultimamente molte richieste di chiarimenti sulle iniziative che prevediamo di intraprendere a tutela degli azionisti, quindi abbiamo organizzato una nuova assemblea informativa a Castel San Pietro Terme per tutti gli investitori che non hanno ancora avuto modo di parlare con i nostri legali.

L’assemblea è prevista per il giorno 5 febbraio 2020 alle ore 18 presso la Sala Sassi in Via F.lli Cervi, 3 a Castel San Pietro Terme.

Gli associati che hanno già preso contatti con i legali saranno comunque personalmente chiamati, al momento di partire con le azioni di tutela, ai recapiti già forniti.
Chi fosse impossibilitato a venire all’assemblea può anche fissare un appuntamento presso la nostra sede di Bologna al n.051/255810 (orario del centralino: lunedì, martedì, mercoledì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17, venerdì 9-12).

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Grandine e alluvioni 2019, fino al 2 marzo per i rimborsi (ma sono escluse le auto private).

Sono stati finalmente pubblicati i requisiti e la modulistica per chiedere il risarcimento dei danni causati dagli eventi atmosferici estremi di maggio e novembre e dalla grandine del 22 giugno 2019.

CHI PUÒ CHIEDERE IL RIMBORSO?
In questo articolo ci occuperemo dei danni subiti da soggetti privati, a cui sono equiparati le associazioni senza scopo di lucro costituite prima dell’evento (Allegato 1 del Decreto del Presidente della Regione n.5 del 15/01/2020). Per le attività produttive si deve fare riferimento all’Allegato 2 consultabile qui.

QUALI SPESE SONO RIMBORSABILI?
Si può chiedere il rimborso per le spese di:
– ricostruzione delle abitazioni distrutte;
– acquisto o costruzione di nuova abitazione se la ricostruzione non è possibile;
– ripristino funzionale e strutturale di parti dell’abitazione danneggiate;
– riparazione o sostituzione di beni mobili (arredi, elettrodomestici) danneggiati. I beni sono quelli presenti nelle abitazioni.

COME SI CALCOLANO I DANNI?
Per le richieste inferiori a 10.000 euro non è necessaria perizia e il risarcimento di calcola sull’importo indicato dal richiedente, sulla base di preventivi di spesa o, se inferiori, delle spese effettivamente sostenute.
Per i danni superiori a 10.000 euro, invece, è necessaria una perizia redatta da un professionista abilitato, iscritto ad un ordine o collegio, in posizione di terzietà rispetto al richiedente.
Sono previsti percentuali di rimborso e massimali:
– per il ripristino dell’abitazione principale verrà rimborsato l’80% della spesa, fino a un massimo di 150.000 euro;
– per l’abitazione non principale o per la sede di associazione, verrà rimborsato il 50% della spesa fino a un massimo di 150.000 euro (per le riparazioni) o 185.000 euro (per l’integrale ricostruzione), più in questo ultimo caso altri 10.000 euro per la demolizione;
– per i beni mobili danneggiati si prevede un rimborso forfettario di € 300,00 a vano e comunque nel limite massimo di 1.500 euro.

In caso di copertura assicurativa, si può sommare il contributo con quanto ottenuto dall’assicurazione, fino al limite del danno ammissibile.

QUALI DANNI SONO ESCLUSI?
Non sono rimborsabili:
– i danni alle pertinenze e alle aree esterne;
– le spese per la pulizia e la rimozione dei detriti;
– i danni ad immobili non in regola con il catasto;
– i danni agli immobili in costruzione o fatiscenti al momento dell’evento;
– i danni ai beni mobili registrati.

Questo ultimo punto esclude i danni alle auto, che sono stati i beni più danneggiati soprattutto dalla grandine di giugno. Sono rimborsabili solo i danni alle auto aziendali, come previsto dall’All.2.
In un commento al proprio post su Facebook, il Comune di Bologna ha confermato l’esclusione affermando che “la Regione Emilia-Romagna ha comunicato che i fondi stanziati dal governo prevedono il rimborso dei soli danni ai beni immobili”.

QUANDO E COME SI PUÒ PRESENTARE DOMANDA?
La domanda va presentata entro e non oltre il 4 maggio 2020 tramite l’apposito modulo nelle seguenti modalità:
– consegnata a mano e sottoscritta dal richiedente il contributo davanti ad un pubblico ufficiale del Comune autorizzato a riceverla che ne rilascia ricevuta di consegna con numero di protocollo;
– spedita con raccomandata a/r; in tal caso fa fede la data risultante dal timbro dell’ufficio postale accettante;
– inviata tramite PEC al Comune.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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