Giornata dell'acqua 2017: #Salvalagoccia

Il 22 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua, un’occasione per mettere in luce alcuni aspetti dell’acqua e coinvolgere il maggior numero di persone, renderle consapevoli del consumo che si fa attraverso le scelte e i comportamenti individuali e favorire atteggiamenti e politiche virtuose.

Quest’anno la Giornata si concentra sulle acque reflue (wastewater) perché ad oggi, a livello globale, la stragrande maggioranza della wastewater proveniente da attività domestiche, agricole e industriali, viene riversata in natura senza essere adeguatamente trattata, inquinando l’ambiente e disperdendo al contempo nutrienti e altri materiali che sarebbero invece recuperabili. Si tratta quindi di una risorsa che viene sprecata: se fosse sfruttata meglio, il ciclo dell’acqua potrebbe essere ottimizzato.
Ma c’è anche un’altra questione che va affrontata con urgenza: la gestione delle acque urbane.
Nel 2050 circa il 70% della popolazione mondiale vivrà nelle città e nelle aree urbane, registrando un incremento del 20% rispetto a quella attuale. Purtroppo però la maggior parte delle città dei Paesi in via di sviluppo non è dotata di adeguate infrastrutture per depurare e trasformare le acque in modo efficace e sostenibile. A ciò si aggiunga che entro il 2030 la domanda globale di acqua è destinata a crescere del 50%. La sfida è dunque trovare nuovi approcci per la raccolta e l’uso delle acque reflue, che consentano di rendere efficienti la produzione alimentare e lo sviluppo industriale.

A livello individuale, invece, ognuno può assumere comportamenti virtuosi per limitare lo spreco di acqua. Ad esempio:

1. Quando ti lavi i denti usa un bicchiere, e apri il rubinetto solo per bagnare lo spazzolino: consumerai solo 2 litri d’acqua (contro i 9 litri se lasci scorrere l’acqua).
2. Chiudi il rubinetto quando ti insaponi. E non aprirlo completamente quando lavi le mani. Attenzione ai rubinetti che gocciolano: falli riparare subito, altrimenti sprecherai circa 5 litri di acqua al giorno.
3. Non stare sotto la doccia a lungo e non riempire troppo la vasca da bagno. Una doccia consuma in media 30-50 litri, mentre per il bagno occorrono 150 litri.
4. Installa gli aeratori ai rubinetti. Si tratta di dispositivi che riducono della metà il flusso dell’acqua. Dopo l’installazione il getto sembrerà più forte poiché l’aria viene mescolata con l’acqua in uscita. I consumi di una famiglia composta da 4 persone potranno essere ridotti di oltre 1.000 litri al mese. Un riduttore di flusso costa poco (3 – 4 euro) e si può trovare in qualsiasi negozio di ferramenta.
5. Non lavare la frutta e la verdura sotto l’acqua corrente: basta riempire una bacinella e mettere gli ortaggi a bagno per un po’.
6. I piatti e le stoviglie possono essere lavati in una bacinella: così si consumeranno circa 20 litri d’acqua e se ne risparmieranno 90.
7. A tavola preferisci menù vegetariani: l’impronta idrica di una cena a base di legumi e ortaggi è di gran lunga inferiore di un pasto a base di carne.
8. Fai funzionare gli elettrodomestici, lavatrice e lavastoviglie, solo a pieno carico: la lavatrice impiega da 90 a 160 litri per ogni ciclo di lavaggio. Inoltre, scegli il programma “economy”, non usare il prelavaggio né i programmi a 90° C .
9. Se hai un giardino ricorda che in estate è bene irrigare le piante al mattino presto o di sera: così eviti che l’acqua evapori prima di raggiungere le radici. I fiori vanno bagnati con gli innaffiatoi e non con il tubo di gomma. Per arbusti e piante si possono utilizzare gli impianti goccia a goccia: si immettono piccole quantità d’acqua, ma con ritmo costante. Lascia le foglie tagliate sul terreno, in modo da prevenire, nei periodi di siccità, l’inaridimento del prato. Questo accorgimento diminuirà l’impiego di acqua per irrigarlo.
10. È meglio lavare le automobili in una stazione self-service, perché si risparmia molta acqua. Lavandola con un tubo di gomma si consumano più di 400 litri.

 

 

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.

 

 

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