Scuola: i "contributi volontari" dei genitori non posso essere estorti

Anche quest’anno molti istituti impongono onerosi contributi scolastici “volontari”, minacciando, in caso di mancato pagamento, il rifiuto dell’iscrizione o ripercussioni sul voto in condotta.
Addirittura, a Brescia, secondo quanto ci segnala Skuola.net, ai genitori sono pervenute delle lettere in cui i dirigenti scolastici tentano di intimidire i genitori paventando il “recupero coatto della somma dovuta”.

Un fenomeno che avevamo già denunciato e che, quest’anno, secondo le stime di Skuola.net, risulta in crescita del 20%.
Si tratta, come sottolineato dal MIUR, di “pratiche poco trasparenti poste in essere dalle istituzioni scolastiche”, in quanto “i versamenti in questione sono assolutamente volontari” e non possono pregiudicare né l’iscrizione né il rendimento, né tantomeno essere prestesi con un recupero coatto. Tale arbitraria imposizione sta creando particolari difficoltà soprattutto alle famiglie meno abbienti.

La Federconsumatori chiede trasparenza sia nell’informazione rivolta ai genitori circa la volontarietà del contributo, sia rispetto al reale utilizzo di tali risorse.
Infatti, tali contributi devono essere destinati, per indicazione del Ministero, esclusivamente ad interventi di ampliamento dell’offerta culturale e formativa e non per finanziare l’attività ordinaria degli istituti scolastici.

La Federconsumatori è pronta a sostenere e tutelare tutte le famiglie a cui è stato imposto illegittimamente di pagare i contributi volontari.

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

342 Visite
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *