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Non staccate quell’assegno! Introdotte nuove sanzioni in caso di errore di compilazione

Il 4 luglio 2017 è entrato definitivamente in vigore il Decreto Legislativo n. 90/17 che ha recepito la IV Direttiva europea antiriciclaggio.
Uno dei cambiamenti introdotti dal decreto riguarda le sanzioni relative agli assegni che non riportano la dicitura “NON TRASFERIBILE”
In caso di mancata dicitura, infatti, la multa prima ammontava a una percentuale tra l’1 e il 40 per cento dell’importo pagato, ora passa a valori fra i 3mila e i 50 mila euro. Un aggravio notevole, soprattutto per i piccoli importi.
Gli effetti di questa nuova disposizione stanno emergendo ora.
Numerosi cittadini sono incappati senza volerlo nelle maglie delle normative antiriciclaggio e stanno ricevendo ora multe salatissime.
Ora chi riceve le sanzioni ha la possibilità inviare una propria “memoria” al Tesoro, per spiegare che non si tratta di riciclaggio ma di pura dimenticanza.
Alcuni cittadini coinvolti hanno creato anche una pagina facebook dove sfogarsi e confrontarsi.
Un esempio: Matteo, un nostro associato, paga il ricevimento di nozze staccando un assegno da un vecchio libretto. L’ammontare è di 5685 €, ma Matteo dimentica di inserire la dicitura “non trasferibile”. Il funzionario della “sua” banca gli invia un messaggio su Whatsapp, mentre è in viaggio di nozze, avvisandolo dell’errore e che la banca ha fatto la segnalazione al Ministero. Niente paura però, infatti il funzionario lo avvisa che rischia un massimo di ammenda pari al 2% della somma riportata sull’assegno. Conclusione: il nostro Matteo invia una memoria al Ministero spiegando il fatto, il Ministero risponde che si vuole “sanzionare l’errore formale/distrazione”, conferma che rischia una multa da 3,000 a 50.000 € che può ovviare pagando una oblazione pari al doppio del minimo, cioè 6000€. Altro che 2% sull’ammontare dell’assegno.
Tra questi cittadini traspare non solo rammarico ma anche rabbia verso gli operatori degli sportelli che non li hanno avvertiti di questa mancanza, mentre poi – come previsto dalla legge – le banche di cui sono clienti hanno fatto partire le segnalazioni delle anomalie al Tesoro, facendo scattare immediatamente le multe.
C’è stata una scarsa informazione riguardo le nuove norme introdotte.
L’Abi (Associazione bancaria italiana) è corsa ai ripari e, qualche settimana, fa ha diffuso un decalogo su come usare correttamente gli assegni. Meglio tardi che mai.

1. Le 10 cose da sapere e a cui fare attenzione per non sbagliare:

è vietato il trasferimento tra privati, senza avvalersi dei soggetti autorizzati (ad esempio banche), di denaro contante e di titoli al portatore (ad esempio assegni senza indicazione del beneficiario) di importo complessivamente pari o superiore a 3.000 euro;

2. gli assegni bancari, circolari o postali di importo pari o superiore a 1.000 euro devono riportare – oltre a data e luogo di emissione, importo e firma – l’indicazione del beneficiario e la clausola “non trasferibile”. Fai quindi attenzione se utilizzi un modulo di assegno che hai ritirato in banca da molto tempo e verifica se l’assegno reca la dicitura “non trasferibile”. Se la dicitura non è presente sull’assegno ricordati di apporla per importi pari o superiori a 1.000 euro;

3. le banche, alla luce delle disposizioni di legge, consegnano automaticamente alla clientela assegni con la dicitura prestampata di non trasferibilità;
chi vuole utilizzare assegni in forma libera, per importi inferiori a 1.000 euro, può farlo presentando una richiesta scritta alla propria banca;

4. per ciascun assegno rilasciato o emesso in forma libera e cioè senza la dicitura “non trasferibile” è previsto dalla legge il pagamento a carico del richiedente l’assegno di un’imposta di bollo di 1,50 euro che la banca versa allo Stato;

5. è vietata l’apertura di conti o libretti di risparmio in forma anonima o con intestazione fittizia ed è anche vietato il loro utilizzo anche laddove aperti in uno Stato estero; i libretti di deposito, bancari e postali, possono essere emessi solo in forma nominativa e cioè intestati ad una o più determinate persone;

6. per chi detiene ancora libretti al portatore è prevista una finestra di tempo per l’estinzione, con scadenza il 31 dicembre 2018, resta comunque vietato il loro trasferimento;

7. in caso di violazioni per la soglia dei contanti e degli assegni (come la mancata indicazione della clausola “Non trasferibile”) la sanzione varia da 3.000 a 50.000 euro;

8. per il trasferimento dei libretti al portatore la sanzione può variare da 250 a 500 euro. La stessa sanzione si applica nel caso di mancata estinzione dei libretti al portatore esistenti entro il termine del 31 dicembre 2018;

9. per l’utilizzo, in qualunque forma, di conti o libretti anonimi o con intestazione fittizia la sanzione è in percentuale e varia dal 10 al 40% del saldo.
Federconsumatori Emilia Romagna

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Processo Carife: rinvio a giudizio per tutti gli imputati

Il Presidente dell’udienza preliminare del Tribunale di Ferrara ieri ha  disposto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati su tutti i capi di  imputazione  nel processo relativo alla Cassa di risparmio di Ferrara.
Il processo inizierà nel  mese di giugno 2018.

Federconsumatori , tramite il Legali specializzati in materia, continuerà a tutelare i  risparmiatori che rappresenta ed anche in quella sede ribadiremo le  ragioni che ci hanno condotto alla costituzione a parte civile.

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Banche e diamanti: Federconsumatori a tutela dei risparmiatori!

 

Diamanti: con la complicità delle banche e la “non competenza” di Banca d’Italia e Consob venivano proposti investimenti “sicuri”.

Broker e banche sanzionate per 15 milioni di Euro, per offerte ingannevoli e omissive

 

Con positività segnaliamo che l’AGCM ha multato per 15 milioni di Euro le banche ed i broker che proponevano investimenti “certi e sicuri” in diamanti.

Proposte “gravemente ingannevoli e omissive”, motiva l’Autorità garante, che aggiunge come le quotazioni relative ai prezzi dei diamanti fossero fissate attraverso la “contrattazione in mercati organizzati”.

Vendevano diamanti dicendo ai clienti che erano prezzati in base alle quotazioni di mercato, quando in realtà si trattava di prezzi fissati dai professionisti e nettamente superiori agli indici internazionali; per di più chiunque volesse poi rivenderli doveva sperare che i broker trovassero all’interno del loro circuito degli altri compratori, rendendo l’investimento molto “illiquido”, difficilmente monetizzabile come suggerisce anche questo articolo.

Ad aggravare l’intero quadro vi è “il fatto che l’investimento fosse proposto da personale bancario e la presenza del personale bancario agli incontri tra broker e clienti favoriva ampia credibilità alle informazioni contenute nel materiale promozionale, determinando molti consumatori all’acquisto senza ulteriori accertamenti”.

Ancora una volta le banche si rivelano “complici” di un meccanismo ingannevole, a danno di ignari risparmiatori convinti di investire in un’operazione sicura e garantita.

Nel mirino dell’Antitrust, nel dettaglio, sono finiti i broker Intermarket Diamond Business e Diamond Private Investment. Le banche coinvolte sono Unicredit, Banco Bpm, Banca Intesa e Mps.

Un sistema inaccettabile, che la Federconsumatori denuncia da tempo.

È ora che le autorità bancarie e finanziarie, a partire da Banca d’Italia e Consob, troppe volte distratte, agiscano con maggiore attenzione e incisività su tali questioni, sanzionando i comportamenti degli istituti bancari, arginandoli con la disposizione di misure tese a superare la grave asimmetria informativa che pone i cittadini, sempre e comunque, in una posizione di svantaggio.

Tutti i risparmiatori coinvolti potranno rivolgersi presso i nostri sportelli, dove valuteremo caso per caso il percorso di tutela più opportuno da intraprendere per ottenere i dovuti rimborsi.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Carife: inizia il processo penale.

Mercoledì 20 settembre 2017 alle 9,30 presso il Centro sociale “Il Quadrifoglio”, via Savonuzzi 54 Ferrara è fissata l’udienza preliminare nel processo contro i vertici della Cassa di risparmio di Ferrara per i gravi reati commessi nella gestione dell’istituto finanziario estense.
Federconsumatori Bologna, con i suoi Legali che hanno assistito i risparmiatori coinvolti nei crac finanziari degli ultimi anni, si è attivata da tempo per tutelare gli interessati.
Sono tanti gli azionisti anche a Bologna che hanno visto azzerati i propri risparmi in seguito alle informazioni false ricevute e alle condotte fraudolente degli imputati .
I risparmiatori possono costituirsi parte civile nel processo chiedendo il risarcimento del danno a chi l’ha causato, persone fisiche e banche.
La Federconsumatori di Bologna è a disposizione per informare al meglio sulle condizioni e sulle possibilità della costituzione di parte civile, telefonando allo 0516087120.

 

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Proroga per la richiesta di rimborso per le obbligazioni di 4 Banche

Sono stati riaperti i termini per la presentazione dell’istanza di rimborso delle obbligazioni subordinate emesse dalla Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, dalla Cassa di risparmio di Ferrara, dalla Banca Marche e dalla Cassa di risparmio della Provincia di Chieti.

Il termine utile è stato posticipato al 31 maggio 2017,ed è stato chiarito che per il computo del patrimonio mobiliare (uno dei requisiti per accedere al Fondo è di non avere un patrimonio mobiliare superiore ai 100.000 euro), vanno escluse le obbligazioni subordinate per le quali viene presentata l’istanza di rimborso.

Alla luce di queste novità, invitiamo tutti coloro che hanno acquistato obbligazioni dalle quattro banche salvate e non hanno ancora chiesto il rimborso a contattarci tramite il numero al n.051/6087120 per fissare un appuntamento,  tramite indirizzo di posta elettronica a info@federconsumatoribologna.it o sui social dalla nostra pagina Facebook .

feder bologna

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.
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Ecco l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) a tutela dei consumatori

Da poco tempo è stato istituito l’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf) Operativo, organismo per la soluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari . Il nuovo strumento istituito presso la Consob è utile ai consumatori  per risolvere in sede stragiudiziale le controversie con gli intermediari. Sul sito www.acf.consob.it, i risparmiatori interessati possono trovare in formato video e tramite un’apposita brochure esplicativa tutte le informazioni utili a capire chi può fare ricorso all’Arbitro, a quali condizioni, attraverso quale procedura e in quali tempi.

L’Acf è a disposizione dei piccoli investitori che si trovino ad avere un contenzioso con il proprio intermediario (banca, Sim, Sgr) per lamentele che riguardino la violazione presunta di norme in materia di correttezza dei comportamenti e di trasparenza delle informazioni.

Possono ricorrere all’Arbitro i risparmiatori che abbiano già presentato reclamo presso l’intermediario senza aver ottenuto risposta nei due mesi successivi ovvero qualora la risposta sia stata insoddisfacente. Una volta fatto il reclamo e passati i due mesi, il passo successivo è il ricorso all’Arbitro.logo_consob

L’organismo intende mettere a disposizione dei risparmiatori uno strumento agile ed efficiente per risolvere al di fuori delle aule dei tribunali le controversie con gli intermediari fino ad un valore massimo di 500.000 euro. Il ricorso all’Acf è del tutto gratuito per i risparmiatori. I tempi della pronuncia sono rapidi: l’Arbitro è tenuto, infatti, a chiudere il contenzioso entro massimo sei mesi. L’Acf è un organo collegiale, in cui sono rappresentate le varie componenti del mercato finanziario: oltre al Presidente ne fanno parte quattro membri, di cui due indicati da Consob e due sono espressione rispettivamente delle associazioni di categoria dei consumatori e dell’industria finanziaria.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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OPA Lactalis su Parmalat: attenzione alle conseguenze!

Gli azionisti Parmalat hanno ricevuto negli ultimi giorni, da parte del socio di maggioranza Sofil (Lactalis), una proposta di acquisto per le azioni da loro detenute. L’offerta pubblica di acquisto (OPA) è finalizzata all’acquisizione totalitaria delle azioni: Lactalis, che già ne detiene oltre l’87% , punta all’acquisizione della parte residua di capitale e al successivo ritiro della società dal mercato quotato italiano.

Il prezzo, fissato in € 2.80 ad azione, è leggermente inferiore al valore delle azioni al momento in cui si scrive (28 febbraio); alcuni investitori, come ad esempio il fondo di investimento Amber, l’ha definito non adeguato. In ogni caso non è nostro scopo dare consigli ai risparmiatori sull’adesione all’OPA;

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vogliamo piuttosto avvisare i risparmiatori sulle conseguenze dell’eventuale successo dell’operazione. Lactalis ha dichiarato la sua intenzione di ritirare la società dal mercato quotato. Per il cosiddetto “delisting” è sufficiente che Lactalis acquisisca poco più del 2% delle azioni, ovvero che raggiunga la soglia del 90.5%.

A questo punto, chi non avesse aderito all’OPA si troverà con una quantità di azioni non più negoziabili in borsa, in quanto Parmalat diventerebbe una società “chiusa”. Sarà quindi molto più difficile per il socio liquidare le proprie azioni: non potrà più semplicemente dare mandato alla banca, ma dovrà cercare un compratore e, in mancanza, non resterebbe altra via che che esercitare il recesso dalla società, nei modi e nei tempi previsti dal Codice Civile (artt.2437 e seguenti).

Riteniamo che questo aspetto sia molto importante e che debba essere valutato attentamente dal piccolo risparmiatore, per evitare decisioni affrettate basate unicamente sul prezzo dell’offerta.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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Il Sistema bancario italiano e la tutela del correntista: incontro pubblico

Il nostro presidente Maurizio Gentilini interverrà all’incontro pubblico sul tema del bail-in e del sistema bancario italiano, organizzato dal Comune di Ozzano dell’Emilia il giorno:

giovedì 16 giugno 2016 alle ore 20.30
c/o Sala Città di Claterna
Piazza Allende, 18
Ozzano dell’Emilia

VOLANTINO INIZIATIVA BANCHE

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Banche: la Cassazione dichiara nulli i contratti "For You" della ex Banca 121

Correva l’anno 2003 quando risparmiatori e associazioni dei consumatori si trovarono ad affrontare lo scandalo dei prodotti bancari “My way” e “For you”, offerti  dalla allora Banca 121  (in seguito acquistata da MPS).

I più recenti episodi di risparmio tradito, dai Bond Argentina, passando per la Parmalat fino alle recenti obbligazioni di Banca Etruria, hanno fatto dimenticare ai più l’incresciosa vicenda, ma i processi intentati dai risparmiatori sono andati avanti e molte sentenze si sono pronunciate a favore dei clienti, l’ultima pubblicata il 15 febbraio scorso: la Corte di cassazione, con sentenza 2900/2016, ha confermato la nullità dei contratti “For you” per contrarietà a norme imperative, seguendo un orientamento giurisprudenziale che si può ritenere ormai consolidato.

I contratti “For you” prevedevano, in breve, l’apertura di un mutuo, da rimborsare in rate mensili, che doveva essere utilizzato per l’acquisto di strumenti finanziari (obbligazioni e fondi comuni di investimento).  Il contratto, con finalità previdenziali, prevedeva inoltre l’apertura di un conto titoli e di un conto corrente presso la banca e costose penali in caso di recesso.

La Suprema Corte ha dichiarato innanzitutto la violazione delle norme del Testo Unico in materia di intermediazione finanziaria, che impone agli intermediari di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza e di curare che l’operazione proposta sia adeguata al profilo di rischio del cliente. I contratti “For you” non precisavano né il rendimento né le caratteristiche dei prodotti di investimento acquistati, alcuni dei quali, di natura azionaria, presentavano rischi molto elevati. Inoltre, secondo la ricostruzione del giudice d’appello di Genova, che la Cassazione ha fatto propria, il contratto era strutturato in modo che il cliente realizzasse una sicura perdita, perché i titoli avevano un rendimento medio inferiore al tasso d’interesse da pagare sul mutuo.

Anche il diritto di recesso, apparentemente previsto a tutela del cliente, si rivelava in realtà una trappola: le penali a volte addirittura superavano l’importo del finanziamento, anche nel caso in cui  alcune rate fossero già pagate.

Infine, non sono state rispettate le disposizioni in materia di conflitto di interessi, sempre contenute nel Testo Unico Finanziario.

In sostanza, la Corte ha evidenziato “l’enorme alterazione dell’equilibrio contrattuale realizzato con il modello contrattuale For You, in quanto caratterizzato da una promessa, il raggiungimento di un beneficio economico futuro a fini previdenziali, radicalmente disatteso non dall’andamento imprevedibile dei mercati“. La banca-intermediario, da parte sua, si trovava a disposizione un contratto “sostanzialmente privo di effettivi margini di rischio dal momento che esso lucra gli interessi del mutuo, colloca prodotti (anche in conflitto d’interessi) ed opera sul mercato“.

Di seguito il testo della sentenza: sentenza Cass 2900-2016

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Banche in dissesto: resoconto dell'assemblea pubblica del 18 dicembre

L’assemblea pubblica organizzata da Federconsumatori Bologna sul tema del dissesto bancario si è tenuta venerdì 18 dicembre alle 17,30. Oltre ai 20 risparmiatori che hanno delegato l’Associazione a tutelarli, hanno partecipato all’incontro altri 30 cittadini, intervenendo e portando proprie testimonianze ed esprimendo le conseguenti preoccupazioni per la vicenda che stanno vivendo.

L’assemblea, nella quale erano presenti il Presidente dell’Associazione Maurizio Gentilini e gli  Avv.ti Paola Pizzi, Antonio Mumolo, Giampiero Falzone e Paolo Garagnani, ha consentito ai cittadini-risparmiatori di raccogliere informazioni utili rispetto a quanto sta avvenendo nel sistema bancario, nelle 4 banche “salvate” dal Decreto del Governo, e ai numerosi istituti di credito che hanno venduto ai correntisti prodotti altamente rischiosi, ovvero azioni illiquide ed obbligazioni subordinate. Contemporaneamente sono state illustrate le azioni di tutela che l’Associazione ha messo in campo, prendendo in carico numerosi risparmiatori coinvolti in questo ennesimo caso di risparmio tradito.

La Federconsumatori Bologna ha già ottenuto in passato importanti successi su questo tema consentendo ad oltre 1000 piccoli risparmiatori, a cui erano stati venduti c.d. Bond spazzatura, il recupero delle somme investite.
Alla luce di tale esperienza e competenza specifica acquisita nel tempo, l’Associazione ed i propri avvocati di riferimento, specializzati in intermediazione finanziaria,  hanno illustrato puntualmente le precise azioni di tutela che potranno, in aggiunta alle iniziative governative che si auspicano, essere portate avanti per la tutela dei diritti.

Numerosi sono stati i risparmiatori che, dopo un dibattito accesso e con testimonianze dirette, hanno dato la loro disponibilità ad essere seguiti e tutelati dalla Federconsumatori Bologna. Tutti hanno convenuto, e l’Associazione per prima, che chi ha truffato i risparmiatori debba essere punito e che le vittime, vedendosi azzerare i risparmi di una vita, debbano essere risarcite.

I risparmiatori che desiderano conoscere nel dettaglio le iniziative della Federconsumatori Bologna ed eventualmente farsi rappresentare ed assistere possono chiamarci per appuntamento al n.051/6087120.

 

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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