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Ancora su Volkswagen – aggiornamento del 6-10-15

A seguito delle falsificazioni compiute dalla casa automobilistica tedesca e delle indagini in corso
nei vari Paesi, Federconsumatori consiglia innanzitutto ai possessori delle autovetture diesel
“Euro5” interessate dalla questione, di inviare una lettera di contestazione e messa in mora alla
sede italiana e al concessionario (con copia conoscenza all Associazione), chiedendo l’immediata sistemazione dell’autovettura e il risarcimento dei danni per il diminuito valore della stessa, oltre al
danno morale derivante dal reato di frode in commercio/truffa, da pratiche commerciali scorrette e
violazione dell’obbligo di correttezza e trasparenza nei rapporti con la clientela; ciò in attesa che si
chiariscano le iniziative che intraprenderà la Magistratura, il Ministero dei Trasporti e gli altri Enti
europei.

Il modello di lettera è disponibile qui:
lettera VW 2015

Azioni legali
Federconsumatori sta valutando, con la propria Consulta Giuridica, le possibili azioni da intraprendere a livello collettivo; data la delicatezza e la complessità  della vicenda e, soprattutto, l’inadeguatezza della norma vigente in materia di class action italiana, sono opportuni approfondimenti per evitare di incorrere in una inammissibilità della azione, con tutte le conseguenze negative del caso.
Riportiamo di seguito i modelli di auto interessati. Si tratta di modelli ancora omologati “Euro5”, quindi in data precedente al primo ottobre di quest’anno, dei marchi Volkswagen, Seat, Skoda e Audi, tutti equipaggiati con il 2.0 TDI EA 189. Per quanto riguarda il marchio Volkswagen troviamo Maggiolino, Sharan, Touran, Golf VI (2008-2012), Passat VII (2010-2014) e Tiguan (2007-2015).
Seat invece equipaggiava con l’EA 189 Leon, Altea e Alhambra, mentre Skoda lo montava su Yeti, Octavia e Superb.
Coinvolta anche Audi con i modelli A3, A4, A5, A6, TT, Q3 e Q5.
Tutti coloro che sono in possesso di un’auto del Gruppo Volkswagen equipaggiata con il 2.0 TDI EA 189 “Euro5” verranno al più presto contattati dalla concessionaria di riferimento per un’opera di richiamo. A quel punto la centralina “truccata” verrà aggiornata e ripulita dal software incriminato.
Naturalmente i clienti non dovranno sostenere alcuna spesa per la sistemazione dell’autovettura, che sarà totalmente a carico della casa madre. Si raccomanda di evitare di firmare liberatorie in favore della società, che potrebbero precludere eventuali richieste ulteriori, soprattutto di risarcimento dei danni.

Federconsumatori resta a disposizione per chiarimenti e assistenza presso tutti gli sportelli dell’Associazione.

 

 

Ester Anderlini
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

foto: La Stampa

 

 

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Volkswagen: che fare? Online il prontuario di Federconsumatori

A seguito della vicenda delle centraline truccate Volkswagen Adusbef e Federconsumatori hanno presentato questa mattina, presso le 10 maggiori Procure della Repubblica, esposti denuncia ipotizzando il reato di frode in commercio e truffa nei confronti della casa automobilistica tedesca.

Abbiamo predisposto inoltre un prontuario per i cittadini, al fine di aiutarli a far valere i propri diritti ed ottenere i dovuti risarcimenti. É online, in evidenza, sui siti delle nostre Associazioni, un documento che contiene le istruzioni e tutti i chiarimenti del caso. Il primo passo che consigliamo ai cittadini in possesso delle autovetture diesel, Euro5, interessate dalla questione è di inviare una lettera di contestazione e messa in mora alla sede italiana e al concessionario, chiedendo espressamente l’immediata sistemazione del veicolo ed il risarcimento dei danni  per il diminuito valore dello stesso, oltre al danno morale derivante dal reato di frode in commercio/truffa, da pratiche commerciali scorrette e violazione dell’obbligo di correttezza e trasparenza nei rapporti con la clientela. Ovviamente, non appena saranno effettuate le dovute riparazioni, vigileremo affinché non sia creato alcun disagio ai cittadini e siano messi in condizione di circolare con adeguate vetture sostitutive. Mentre i cittadini compiono questo primo passo necessario, con la nostra consulta legale stiamo predisponendo al meglio le azioni da intraprendere in forma collettiva. Non bisogna avere alcuna fretta in questa situazione: la delicatezza e la rilevanza della vicenda richiede il massimo approfondimento (sedi legali, marchi, ecc.), anche alla luce dell’attuale, carente, normativa sulla class action italiana. Proprio a causa dei limiti dell’attuale formulazione di questo importantissimo strumento sollecitiamo la necessità dell’accelerazione della nuova class action in Italia, nonché chiediamo all’Europa di abbandonare questioni di primaria importanza quali le decisioni sulla misura opportuna delle zucchine per predisporre una class action a livello europeo. “Non si può e non si deve rischiare in alcun modo di far sfumare il dovuto riconoscimento dei diritti dei cittadini coinvolti ed il risarcimento dei danni, a causa di una eccessiva avventatezza che potrebbe portare all’inammissibilità della class action. Noi vogliamo avviare una class action efficace, inappuntabile.” – dichiarano Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

QUI IL PRONTUARIO .

 

 

 

 

 Foto: La stampa

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Lo scandalo Volkswagen è destinato ad allargarsi. Federconsumatori offre assistenza e tutela

Alla luce delle recenti notizie di cronaca e della confessione da parte di Volkswagen di aver manipolato i dati sulle emissioni inquinanti di oltre 11 milioni di vetture diesel vendute in Europa, appare sempre più probabile che anche quelle commercializzate in Italia siano state ingannevolmente presentate agli acquirenti.

Nell’attesa che il quadro si delinei chiaramente, Federconsumatori Bologna già sin d’ora informa che sta vagliando tutte le possibili azioni a tutela dei consumatori che abbiano acquistato una delle vetture oggetto della manipolazione dei dati. Chiunque ritiene di essere potenzialmente interessato dalla vicenda, può contattare l’Associazione (via mail a info@federconsumatoribologna.it o al n. 051/6087120) per comunicare i propri riferimenti e recapiti in modo da essere tempestivamente informato appena verranno azionate dalla nostra Associazione le procedure più opportune per la tutela dei diritti dei consumatori.

 

 

 

Ester Anderlini
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

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Cartello Novartis – Roche: le iniziative di Federconsumatori

La Federconsumatori ha deciso di intervenire a tutto campo nello scandalo dei farmaci anticecità della Novartis-Roche, incaricando un pool di avvocati di procedere legalmente.

L’esemplare sanzione dell’Antitrust ha messo in luce una clamorosa violazione alla normativa sulla concorrenza, con pesanti ripercussioni sul diritto alla salute di circa un milione di cittadini del nostro Paese che sono stati costretti, per curarsi e scongiurare la cecità, a spendere per un prodotto anche meno efficace, il Lucentis, una somma dieci volte maggiore rispetto all’Avastin, con un gravissimo danno non solo per il Servizio Sanitario Nazionale (si stima pari a 45 milioni di Euro solo nel 2012), ma anche per i cittadini stessi.

La Federconsumatori, pertanto, sta esaminando la possibilità di avviare un’azione risarcitoria (che potrebbe comprendere anche una grande class action).

Per quanto riguarda l’impugnativa avanti al TAR da parte della case farmaceutiche del provvedimento dell’Antitrust intendiamo intervenire a sostegno della disposizione dell’Autorità.

In tale sede, la Federconsumatori chiederà la conferma del provvedimento stesso.

Ma non basta. La Federconsumatori sia in proprio, che per i cittadini danneggiati intende costituirsi parte civile nell’eventuale processo penale che dovesse scaturire dall’indagine dell’Autorità Giudiziaria in corso sia a Torino che a Roma.

La Federconsumatori invita i cittadini che hanno subito un danno per le azioni anti-concorrenziali delle due case farmaceutiche ad inviare per e-mail o presentarsi presso le nostre sedi (a Bologna, Via del Porto 16 – tel 051/6087120 – email info@federconsumatoribologna.it) per comunicare l’adesione all’iniziativa suddetta con la descrizione delle modalità con le quali sono venuti a contatto dei farmaci interessati dalla procedura Antitrust, conservando la documentazione relativa alle prescrizioni ed all’acquisto dei farmaci.

E.A.

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Le agenzie di rating Moody's e S&P a giudizio: tutti i cittadini possono costituirsi parte civile.

Nell’estate del 2010 Federconsumatori e Adusbef  hanno presentato una prima denuncia nei confronti dell’agenzia di rating Moody’s, per aver diffuso giudizi falsi, infondati o comunque imprudenti sul sistema economico-finanziario e bancario italiano configurando una manipolazione del mercato.
Le indagini, coordinate dal pm Dott. Michele Ruggiero con il procuratore capo Dott. Carlo Maria Capristo della Procura di Trani, si sono estese nei mesi successivi anche alle altre principali agenzie di rating, Standard & Poor’s e Fitch.
In maggio, i vertici di Standard & Poor’s sono stati rinviati a giudizio per manipolazione di mercato pluriaggravata e continuata: ad incastrarli, oltre alle perizie ed alle consulenze, ci sono compromettenti intercettazioni telefoniche tra l’ allora numero uno dell’agenzia di rating Standards and Poor’ s, Deven Sharma, ed i suoi referenti italiani ed europei.
Il sospetto dei pm di Trani è che gli analisti non si mossero autonomamente ma risposero a un disegno, oggettivamente perseguito, di «golpe bianco» del gruppo dirigente centrale dell’agenzia, consistente nell’affidare ad analisti «inesperti» il mandato di produrre analisi, e nell’adottare una certa tempistica nella diffusione dei report in modo tale da influenzare l’evoluzione politica italiana.
Lo scorso luglio si è conclusa anche l’indagine su Moody’s, con la medesima accusa. I vertici e gli analisti della società di rating sono accusati del reato di «manipolazione del mercato» per avere «elaborato e diffuso» il 6 maggio 2010, «a mercato aperto, verso le ore 11.15, notizie false (anche in parte) sulla tenuta del sistema economico e bancario italiano». La ragione di tale comportamento è chiara se si analizza l’azionariato della società:  il primo azionista di Moody’s, con il 13,4% del capitale, risultava a fine dicembre del 2009  Warren Buffett, proprietario del  fondo di investimenti Berkshire Hathaway; al secondo posto con il 10,5% ecco comparire Fidelity, uno dei più grandi gestori di fondi del mondo. E poi è un florilegio di gente che di mestiere compra e vende titoli: si va da State Street a BlackRock a Vanguard a Invesco a Morgan Stanley Investment. Insomma i più grandi gestori di fondi a livello mondiale sono azionisti di Moody’s. E guarda caso lo stesso copione si riproduce in Standard& Poor’s: ecco nell’azionariato comparire in evidenza, a fine 2009, i nomi di Blackrock, Fidelity, Vanguard.
Tutti sappiamo come i giudizi diffusi dalle agenzie di rating sotto inchiesta abbiano condizionato la situazione economica e politica dell’Italia negli ultimi tre anni e abbiano penalizzato il nostro Paese con un danno erariale quantificato dalla Corte dei Conti in ben 120 miliardi di Euro; per questo motivo riteniamo che ogni cittadino italiano, sulle cui spalle è concretamente gravato il peso di questo illegittimo turbamento del mercato, abbia diritto a richiedere i danni morali e materiali subiti.
Federconsumatori mette a disposizione i moduli per la costituzione di parte civile nei processi penali in corso, che andranno consegnati alla sede dell’associazione più vicina.
Per la provincia di Bologna, consigliamo di telefonare al n.051/6087120.
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Class action Convertendo BPM

I titoli “Convertendo” della Banca Popolare di Milano, emessi per far fronte alle difficoltà finanziarie dell’istituto di credito e “rifilati” ai propri clienti dopo lo scarso entusiasmo dimostrato dagli investitori professionali, si sono rivelati una trappola per quanti avevano confidato nella BPM per la gestione dei propri risparmi.

Federconsumatori Milano ha notificato una class-action, della quale stiamo aspettando l’ordinanza di ammissibilità, per ottenere il rimborso delle somme investite dai risparmiatori (o più spesso, dalla banca stessa in virtù di delega, anche ignorando la propensione al rischio del cliente) in questo titolo, e successivamente perse.

All’azione collettiva, qualora dichiarata ammissibile, potranno aderire i risparmiatori che abbiano acquistato il titolo dopo il 16 agosto 2009, data di entrata in vigore della legge sulla class-action (che non si può applicare il modo retroattivo). Per gli altri, si può sempre valutare l’azione individuale.

Gli sportelli Federconsumatori sono a disposizione per chiarimenti e per coloro che volessero già da ora aprire un fascicolo.

articolo Il Sole 24ore

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Liberalizzazioni: si può fare di più e meglio

Sarà che sono trascorsi 5 anni dai provvedimenti sulle liberalizzazioni  (che il Governo Berlusconi aveva reso inefficaci), sarà che la situazione economica del Paese e il reddito medio delle famiglie hanno assunto dimensioni di vera crisi, sara’ che in questa situazione  non è più tollerabile la posizione di previlegio di diverse categorie,  sarà che le lobby rappresentate in Parlamento hanno esercitato tutti i sistemi di pressione possibile, sarà che la campagna mediatica nei giorni precedenti il varo del Decreto è stata pressante, sta di fatto che  analizzando i provvedimenti assunti ci sono diversi punti sui quali – pensiamo – si poteva fare di più e meglio e anche questa volta molti cittadini-consumatori sono rimasti delusi.

Le nuove norme avrebbero dovuto garantire un’apertura forte di molti settori alla concorrenza, per favorire lo sviluppo e la modernizzazione del nostro Paese e per dare risposte concrete alle famiglie che hanno subito una  diminuzione  del potere d’acquisto  dell’1,9%, secondo gli ultimi dati Istat.

La riforma dell’azione giudiziaria collettiva, la cosiddetta class action, non compare piu’ nel pacchetto delle misure adottate,  i consumatori si attendevano la definizione di una pratica migliore rispetto all’attuale impossibilità’ di metterla in atto. Si spera che la decisione sia solo rimandata, intanto rimane il privilegio concesso a tante grandi aziende che troppo spesso attuano  pratiche scorrette.

La misura più attesa dai consumatori era senz’altro quella sulla benzina, visto i continui rincari: prevedere la possibilità per i benzinai (sia proprietari che non) di acquistare i carburanti in modo libero da grossisti e rivenditori diversi dal marchio dell’impianto. Le misure adottate invece sono marginali e non rispondono alla situazione .

E’ scomparsa anche la possibilità di poter acquistare farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta medica, ma a totale carico del cittadino)  negli ipermercati e nelle parafarmacie: questa opportunità avrebbe  potuto creare circa 5mila nuovi posti di lavoro, determinando, grazie alla concorrenza che si sarebbe aperta, un abbattimento dei prezzi dei singoli prodotti con  un risparmio calcolato tra i 250 e i 500 milioni di euro l’anno.

Le banche anche stavolta escono sostanzialmente indenni dal decreto: nessuna riduzione dei costi sulle commissioni a carico del cittadino.

Sulle polizze assicurative, necessarie per accendere un mutuo, ci si aspettava che venisse eliminato l’obbligo di sottoscrizione, mentre la nuova norma prevede solo la scelta fra due preventivi.

Da registrare, tra le positività del Decreto, il fatto che per i “servizi pubblici locali”, per i quali sono favoriti gli accorpamenti e le aggregazioni di aziende, è annullato il divieto alla gestione del servizio idrico: una vittoria per  i comitati referendari.

Positiva anche la decisione della separazione proprietaria della rete del gas di Snam da Eni, iniziativa che potrebbe favorire  un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale, garantendo un migliore sviluppo della rete infrastrutturale e l’accesso «libero» degli operatori, consentendo fra l’altro di abbassare i prezzi finali al consumatore.

Siamo comunque all’inizio di un processo, come ci testimoniano i cittadini che ogni giorno vengono ai nostri sportelli per chiedere assistenza, in cui è forte la domanda di giustizia sociale: troppe le famiglie che vivono a reddito fisso con sacrifici sempre più duri rispetto a tante altre che invece continuano a godere di alte rendite, vantaggi e abusi fiscali.

Maurizio Gentilini, Presidente Federconsumatori Bologna

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Codice del Consumo

Scarica e leggi il CODICE DEL CONSUMO che armonizza e riordina le normative concernenti i
processi di acquisto e consumo, al fine di assicurare un elevato livello di tutela dei consumatori e degli utenti.

codice_consumo_giu2011

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Telefonia: causa pilota contro Telecom per il rimborso delle spese di spedizione fattura. Sentenza Giudice di Pace di Bologna del 21/02/2003

In questa causa-pilota, avviata dai legali della Federconsumatori Bologna Avv.ti Paola Pizzi e Antonio Mumolo, Telecom è stata condannata a risarcire ad un utente le spese di spedizione della fattura, in quanto l’art.30 del contratto è stato ritenuto dal giudice in contrasto con l’art.21 della c.d. Legge I.V.A.
Se, al momento dell’instaurazione della causa, nell’ordinamento italiano fosse stata presente l’azione collettiva (class action), di questa pronuncia avrebbero potuto beneficiare milioni di clienti Telecom.

sentenza gdpBO 21-2-03

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Class Action: articolo Il Domani 2-07-06

Le considerazioni del Presidente della Consulta Legale di Federconsumatori Bologna Avv. Antonio Mumolo all’indomani dell’approvazione della legge sull’azione collettiva

Il Domani 2-07-2006

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