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Non solo Green Pass: il modulo PLF per il tracciamento dei viaggiatori

Simile sotto diversi punti di vista al Green Pass (di cui abbiamo scritto recentemente in questo articolo) ma diverso per finalità ed indipendente dall’avvenuta vaccinazione o guarigione, il “Passenger Locator Form” è stato introdotto dalla Commissione europea nel mese di marzo 2021, quindi prima delle certificazioni verdi, per consentire alle autorità sanitarie dei Paesi membri il tracciamento di eventuali contatti a rischio contagio.

Il modulo, in formato digitale (dPLF) e solo eccezionalmente cartaceo a fronte di impedimenti tecnologici, raccoglie le informazioni necessarie all’individuazione di passeggeri che siano stati esposti ad una malattia infettiva, principalmente il Covid-19, durante un viaggio a bordo di un mezzo di trasporto (nave, aereo, treno, autobus o automobile).

Non tutti i Paesi prevedono la compilazione del modulo PLF in entrata, né per tutte le modalità di trasporto, né per tutti i componenti di una stessa famiglia. Gli aggiornamenti sono incessanti, quindi prima di programmare un viaggio, o al limite prima della partenza, è bene raccogliere tutte le informazioni necessarie ad evitare spiacevoli epiloghi. Su questo sito trovate l’elenco dei diversi PLF nazionali, mentre a questa pagina trovate le informazioni relative al dPLF europeo, necessario per l’ingresso dall’estero in Italia e per recarsi a Malta, le uniche nazioni che si sono appoggiate direttamente alla piattaforma dell’Ue. Un’utile panoramica delle restrizioni agli spostamenti nel continente si trova sul sito Re-open EU.

In linea generale, le informazioni richieste per la compilazione sono: nome e cognome del viaggiatore, estremi di un documento d’identità, recapito telefonico, indirizzo di residenza o domicilio nazionale, mezzo di trasporto, data e orario di arrivo previsto, indirizzo di alloggio, nominativi delle persone con cui si viaggia, un contatto di emergenza.

Per viaggiare consapevoli ed informati, consultate anche il nostro recente articolo su cancellazioni e rimborsi, oltre a continuare a seguire le nostre pagine Facebook ed Instagram.

(foto di Free-Photos da Pixabay)

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Dal 15 Giugno via il Roaming: ecco qualche informazione per i consumatori

Fino ad ora gli operatori di telefonia mobile hanno applicato agli utenti in viaggio in un altro paese dell’UE una tariffa diversa, più elevata, per le comunicazioni mobili (telefonate, SMS,dati) in tale paese. Negli ultimi dieci anni l’UE ha progressivamente imposto agli operatori di telefonia mobile di ridurre sensibilmente le tariffe di roaming a favore dei consumatori. Chi viaggia regolarmente in altri paesi dell’UE avrà probabilmente già notato il forte calo dei prezzi del roaming registrato negli ultimi dieci anni. Il 15 giugno 2017 anche gli ultimi sovrapprezzi di roaming saranno aboliti per chi viaggia in un altro paese dell’UE. Ogni contratto nuovo o esistente che includa servizi di roaming diventerà automaticamente un contratto con roaming a tariffa nazionale. Le nuove norme UE riguardano i servizi di dati, le chiamate vocali e gli SMS.

Cosa significa? 

Dalla mezzanotte del 15 di Giugno I cittadini dell’UE potranno telefonare, in Europa, pagando le tariffe che pagano nel proprio paese. Niente più costi aggiuntivi dunque, per chi si trova temporaneamente in uno stato della comunità dell’ UE che pagherà messaggi chiamate e traffico mobile secondo le tariffe contrattuali dell’operatore del paese in cui si risiede.

Quali limitazioni?

La nuova normativa si riferisce ai consumatori che si recano all’estero in modo temporaneo.  Si tratta del principio del Fair use (corretto utilizzo): è questo il parametro fondamentale su cui si basa la normativa. Il regolamento che abolisce il roaming internazionale per i paesi dell’UE, infatti, si riferisce ai soli viaggi occasionali. Se, invece, l’utente utilizza stabilmente una sim italiana all’estero sarà soggetto al pagamento di un eventuale sovrapprezzo. Nel dettaglio, se un cliente avrà toccato punte di consumo anomalo in almeno 4 mesi, entro due settimane sarà invitato dal proprio operatore a modificare il proprio comportamento. Qualora non lo facesse, la società di telefonia potrà applicare un sovrapprezzo a tutti i servizi. Il tasto dolente è che spetterà alle compagnie decretare gli indicatori utili a distinguere un uso corretto da uno illegittimo: spetterà all’AGCOM vigilare affinché tali parametri fissati dalle aziende siano corretti e non nascondano degli escamotage a danno degli utenti.

Cosa accade se l’utente supera la soglia prevista?

Nel caso in cui l’utente si comporti in modo anomale, ovvero trascorra la maggior parte dei 4 mesi all’estero sfruttando la tariffa del roaming like at home l’operatore potrà chiedere spiegazioni all’utente. Nel caso il comportamento persista saranno applicati dei sovraprezzi al consumo in roaming. Tale tariffa è limitata a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate vocali e a 1 centesimo per gli SMS. Per i dati, il sovrapprezzo massimo sarà di 7,7 euro per GB (dal 15 giugno 2017), importo che scenderà a 6 euro per GB (dal 1° gennaio 2018), a 4,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2019), a 3,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2020), a 3 euro per GB (dal 1° gennaio 2021) e infine a 2,5 euro per GB (dal 1° gennaio 2022).

E’ necessario attivare qualcosa? 

No, l’operatore secondo la normativa dell’ UE deve modificare i piani già attivi per includere quello di roaming like at home in tutti i piani tariffari ed è tenuto a darne segnalazione all’utente. L ‘UE ha deciso che questa sarà la tariffa di base per tutti i piano futuri che includeranno il roaming. Per quanto riguarda, invece, i piani già in essere che includono il regulated roam, saranno modificati automaticamente per includere il roam like at home (traffico come a casa). Se sul proprio piano sono attive delle opzioni relative all’estero è opportuno effettuare una verifica con il proprio operatore ed eventualmente disattivarle. Queste opzioni continueranno ad esistere, dal momento che riguardano anche paesi al di fuori dell’UE.

In quali paesi posso usufruire del roaming a tariffa nazionale dal 15 giugno?

In tutti e 28 i paesi dell’UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Nei paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia) il roaming a tariffa nazionale sarà introdotto poco dopo il 15 giugno.

Ecco una una guida della Commissione Europea sulle novità della nuova normativa.

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Arrivano le nuove etichette energetiche delle lampadine

Dal 1 settembre entrerà pienamente in vigore il Regolamento Europeo 874/2012, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che disciplina l’etichettatura delle lampadine e degli apparecchi di illuminazione venduti al pubblico.

Le lampadine e lampade in commercio dovranno obbligatoriamente avere un’etichetta, a colori o monocromatica, riportante, oltre al nome / marchio del produttore e la denominazione del prodotto, la classificazione energetica della lampadina e il consumo ponderato di energia, analogamente a quanto accade già per gli elettrodomestici.
La classificazione energetica, che è stata aggiornata, non sarà più da A a G, come in precedenza, ma da A++ (altamente efficiente) a E (scarsamente efficiente). L’aggiornamento della classificazione tiene conto dei progressi della tecnica nell’efficienza dei prodotti elettrici.
Altra novità del Regolamento è l’indicazione obbligatoria del consumo ponderato di energia espresso in kWh per ogni 1000 ore di utilizzo, che aiuta il consumatore a capire quanto quella lampadina peserà sulla sua bolletta di energia elettrica.
Queste indicazioni,  che alcuni produttori avevano già volontariamente adottato, vanno obbligatoriamente scritte su qualunque tipo di lampadina, anche alogena o a LED.

Per quanto riguarda gli apparecchi di illuminazione (lampadari, faretti, abat-jour ecc), l’etichetta riporterà l’elenco di lampadine compatibili, comprese le LED, con la relativa classificazione energetica, in modo da aiutare il consuamtore nella scelta.

L’obbligo di etichettatura è in vigore per tutti i prodotti immessi sul mercato dal 1 settembre 2013, per cui per un certo periodo sarà ancora possibile trovare sugli scaffali prodotti non etichettati, messi in vendita precedentemente.
La Camera di Commercio ha già predisposto dei controlli a campione sui prodotti venduti per verificarne la corrispondenza con i nuovi obblighi.

Un’utile guida sull’efficienza energetica dei prodotti è stata redatta da ENEA ed è disponibile sul loro sito

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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