Articoli

Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

893 Visite

Amministratori infedeli: concluso il processo a Natalini

Dopo sei anni si è finalmente concluso il processo penale che vedeva imputato l’ex amministratore condominiale Rodolfo Natalini, accusato di aver truffato i propri clienti e di essersi appropriato del denaro destinato alle spese condominiali. L’imputato è stato condannato il 23 giugno 2016 dal Tribunale di Bologna alla pena di 2 anni e tre mesi di reclusione per il reato di appropriazione indebita, aggravata dall’abuso di prestazione d’opera, e per aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità.
Il giudice ha inoltre condannato Natalini al risarcimento dei danni subiti dai condomini costituitisi parti civili , riconoscendo delle provvisionali da € 1.000,00 a € 8.000,00.
Federconsumatori ha rappresentato nel processo 6 condomini, che si sono costituiti parti civili assistite dal nostro collaboratore avv. Alessandro Murru
Il risultato, che va ad affiancarsi agli altri ottenuti  nei confronti degli amministratori Tozzi, De Candia, Mucedero e Pani, è da ritenersi assolutamente positivo, anche se si sono resi necessari diversi anni anni perchè il processo di primo grado si concludesse.

Il fenomeno delle truffe condominiali è scoppiato nel 2009 ed ha visto coinvolti decine di condomini a Bologna e provincia. La nostra associazione, oltre ad assistere i truffati, ha anche redatto una guida, che è scaricabile a questo link.
Altri articoli sull’argomento: il parere del nostro consulente avv. Falzone e la rassegna stampa.

 

953 Visite

Ottenuta la condanna di un altro amministratore condominiale "infedele"

Il 29 luglio 2015 la prima sezione penale del Tribunale Monocratico di Bologna, giudice Dott. Alberto Gamberini ha condannato la sig.ra Paola Pani alla pena di due anni e quattro mesi di reclusione, oltre al riconoscimento alle parti civili costituite di provvisionali immediatamente esecutive per importi che vanno dai 2000,00 agli 8000,00 euro oltre alla condanna al pagamento delle spese legali e processuali, rimandando al Giudice civile la quantificazione dei danni subiti dai condomini a seguito delle condotte di appropriazione indebita e di truffa perpetrate dalla ex amministratrice

I condomini coinvolti nella vicenda sono stati 25, ma la sig.ra Paola Pani ha gestito circa un centinaio di condomini nelle zone di Vergato, Marzabotto e Grizzana Morandi fino al 2010

Le condotte truffaldine della ex amministratrice vennero denunciate da alcuni condomini che si erano rivolti alla Federconsumatori a seguito del distacco da parte di Hera delle forniture di gas per il mancato pagamento di bollette, per le quali invece i condomini avevano versato regolarmente le loro quote condominiali.

Alcuni condomini, difesi dall’avv. Alessandro Murru, hanno poi accertato che attraverso la falsificazione dei bilanci consuntivi venivano indicate come pagate fatture di fornitori che in realtà non erano stati pagati, e hanno accertato che dal conto corrente dei condomini fuoriuscivano delle somme di denaro a favore della stessa Pani senza alcuna giustificazione contabile

In alcuni casi è emerso che in più occasioni l’ex amministratrice falsificava i verbali di assemblea dei condomini amministrati per ottenere dei fidi dalle banche senza avere avuto alcuna mandato specifico da parte degli amministrati e senza che i condomini ne fossero stati mai informati; naturalmente le somme ricevute consentivano alla sig.ra Pani di coprire almeno temporaneamente gli ammanchi che si creavano nei condomini amministrati

A brevissima distanza dalla condanna definitiva dell’ex amministratore Sergio De Candia alla pena di uno e mesi sei di reclusione e dalle condanne di altri 4 amministratori per fatti identici (un’altro sta per chiudersi in primo grado contro Natalini Rodolfo), un altro amministratore di condominio è stato dunque riconosciuto penalmente responsabile per i reati di truffa e appropriazione indebita.

L’avv. Murru e Federconsumatori tengono a precisare però che i risultati di questi anni non sarebbero mai arrivati senza la collaborazione di tanti altri ottimi amministratori di condominio subentrati a quelli truffaldini, che hanno reso possibile la ricostruzione contabile delle operazione illecite dei loro predecessori che e hanno contribuito in maniera decisiva alle condanne dei loro ex colleghi.

Il Presidente Federconsumatori di Bologna, Maurizio Gentilini esprime grande soddisfazione per una sentenza che, insieme alle altre ottenute, fa giustizia dei raggiri, delle conseguenti ripercussioni economiche e delle tensioni create alle famiglie interessate.

Soddisfazione che è amplificata dal fatto che queste azioni di allarme sociale sono fortemente diminuite negli ultimi anni anche grazie all’azione continua dell’Associazione, ma questo non deve fare diminuire l’attenzione da parte dei cittadini.

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

1.538 Visite

Condomini: la conclusione del procedimento penale contro l'ex amministratore Sergio De Candia

Il 18 Giugno 2015 la seconda sezione penale della Suprema Corte di cassazione ha definitivamente messo la parola fine alla vicende collegate ai numerosi reati di appropriazione indebita commessi dal sig. Sergio De Candia fino all’anno 2008, durante la gestione dell’amministrazione di numerosissimi condomini a Bologna.

Già nell’anno 2012 il Tribunale Monocratico di Bologna aveva accolto un’istanza di patteggiamento promossa dal De Candia per essersi indebitamente appropriato del denaro a lui affidato per la gestione di circa 15 condomini a Bologna, condannandolo alla pena di anni 1 e mesi 6 di reclusione, senza concessione della sospensione condizionale della pena, oltre al pagamento delle spese processuali e alle spese di costituzione di parte civile

Giovedì scorso invece la cassazione è stata chiamata a pronunciarsi su una vicenda che richiamò l’attenzione dell’opinione pubblica su fatti di appropriazione indebita del De Candia a danno di due maxi-condomini di via della Barca a Bologna, a danno dei quali il De Candia si appropriò di circa 175.00 euro, e che causò anche l’interruzione per qualche giorno della fornitura di gas da parte di Hera

Nelle vicende i condomini si erano rivolti a Federconsumatori e  difesi dall’avv. Murru e purtroppo hanno dovuto aspettare fino ad oggi per la fine di questa vicenda.

La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto personalmente dal De Candia è pertanto diventerà definitiva la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Bologna il 16 maggio 2014, con la quale il De Candia veniva condannato alla pena di anni 1 e mesi 4 di reclusione, oltre al pagamento di una provvisionale a favore di uno dei due condomini costituitisi parte civile (l’altro ha preferito l’azione civile), pari a euro 65.000,00, con la concessione della sospensione condizionale della pena solo se entro il termine di 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza il De Candia  avesse provveduto al saldo delle somme dovute. Dunque se il De Candia non pagherà dovrà scontare la sua pena

Dopo la vicenda collegata alla cattiva amministrazione, altri  4 amministratori sono stati rinviati a giudizio e condannati per fatti identici e altri due procedimenti penali stanno per chiudersi in primo grado (contro Paola Pani e Natalini Rodolfo).

Sebbene fino ad oggi le 200 famiglie dei condomini di via della Barca non abbiano riavuto indietro il mal tolto, almeno hanno ottenuto giustizia, dopo 8 anni.

La Federconsumatori di Bologna tramite il presidente Maurizio Gentilini esprime una giudizio di parziale soddisfazione: “anche se si è di fronte a risultati importanti e concreti, il risultato ottenuto  non fa integrale giustizia delle tensioni e delle preoccupazioni di tante famiglie che in quel lontano periodo si trovarono in una situazione di raggiro con rilevanti ricadute economiche sui redditi famigliari. Anche per questo l’associazione continuerà in tutte le sedi previste a sostenere la ragioni dei cittadini consumatori coinvolti nei tristi avvenimenti”.

 

Ester Anderlini

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

774 Visite

Finalmente risultati positivi per i condomini truffati dagli amministratori infedeli

Finalmente si vedono dei risultati nelle vicenda degli amministratori infedeli accusati di aver sottratto somme dai conti condominiali. Ne abbiamo parlato qui e qui.

A suo tempo l’associazione  aveva rappresentato complessivamente 30 condomini con più di 1000 famiglie coinvolte nella nostra Provincia con un ammanco  di oltre 1,3 milioni di euro.

Dopo le prime buone notizie, che risalgono a tre anni fa, finalmente possiamo annunciare diverse sentenze civili e penali di condanna nei confronti degli amministratori condominiali Maurizio Tozzi, De Candia e Massimo Mucedero, che hanno subìto anche il sequestro giudiziale dei beni. A questo proposito, è convocata una

Conferenza stampa
martedì 18 febbraio 2014  alle ore 12,30
presso: sede Federconsumatori Bologna via del Porto 16.

Nell’occasione si illustrerà anche la situazione sui procedimenti in atto, riguardanti tutti gli altri Amministratori coinvolti nell’appropriazione indebita ai danni dei condomini.

Alla conferenza stampa saranno presenti:
Avv. Alessandro Murru: penalista collaboratore Federconsumatori
Avv. Giampiero Falzone: civilista collaboratore Federconsumatori
Maurizio Gentilini: Presidente Federconsumatori Bologna

 

 

 

E.A.

586 Visite

Fallimento COPALC: al via la tutela di Federconsumatori

Mercoledì 30 gennaio al cinema Italia, a Castenaso, si é svolta una assemblea degli assegnatari degli alloggi Copalc.
La folta schiera dei presenti, circa duecento persone, ha potuto confrontarsi con le amministrazioni locali (erano presenti, oltre al Sindaco di Castenaso, che ha anche fornito la disponibilità dei locali, anche i Sindaci degli altri comuni coinvolti nella vicenda e l’assessore alla casa del Comune di Bologna, Malagoli). É stata l’occasione, per i partecipanti, per fare il punto con il Presidente di Federconsumatori Bologna, Maurizio Gentilini, e con l’avvocato Paolo Garagnani, legale dell’associazione, che si sta occupando degli sviluppi della questione.
Le istituzioni hanno garantito il loro appoggio a chi sta vivendo in prima persona queste ore drammatiche, successive alla dichiarazione di fallimento di Copalc.

Il Presidente di Federconsumatori Bologna e l’Avv Paolo Garagnani hanno partecipato inoltre, giovedi 31 gennaio all’udienza conoscitiva della commissione attività produttive del Comune di Bologna.

Erano presenti, tra gli altri, anche il curatore fallimentare, prof. Renato Santini, il dott. Landuzzi in rappresentanza degli assegnatari ed il dott. Manzoni esponente di Confcooperative.
Al cospetto di numerosi assegnatari intervenuti, é stata ribadita la sensibilità delle istituzioni al drammatico problema e la volontà della curatela di ricercare la migliore soluzione possibile negli interessi degli acquirenti immobiliari.

In entrambe le occasioni Federconsumatori ha confermato che fare fronte comune potrà essere la migliore strategia per fare sentire la propria voce e per garantirsi la più efficace rappresentatività in tutte le sedi che si dovranno adire, tenuto conto della complessità della vicenda e della necessità di una assistenza qualificata, anche dal punto di vista legale.

La prossima settimana cominceranno gli incontri individuali con gli assegnatari che hanno deciso di rivolgersi alla nostra associazione per essere tutelati.
Ribadiamo la nostra completa disponibilità per fornire assistenza legale agli assegnatari: per informazioni potete contrarci al n.051/6087120 o 051/6087129, oppure via email su info@federconsumatoribologna.it

 

 

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo svilupppo economico

682 Visite

Amministratori di Condominio infedeli….a volte ritornano

A volte ritornano, si…è proprio il caso di dire. Sono oramai numerosi gli episodi di amministratori condominiali c.d. infedeli, che si appropriano indebitamente delle somme versate dai condomini, non pagando così fornitori, bollette gas, etc. La modalità, purtroppo, da noi accertata è sempre la stessa: bilanci condominiali falsi, dove si danno per pagate spese in realtà mai saldate, prelievi in contanti dal conto corrente condominiale ad opera dell’Amministratore per scopi personali, bonifici dal conto corrente condominiale verso conti correnti estranei al Condominio, etc, etc. L’ultimo caso noto alle cronache quello dell’Amministratore Luca Zanarini. La Federconsumatori di Bologna, che negli ultimi anni, tramite i propri legali, ha purtroppo seguito oltre 1000 famiglie rimaste vittime dei c.d. Amministratori  di Condominio infedeli (De Candia, Tozzi, Mucedero, Natalini, ecc) dinanzi al

presunto ennesimo caso su cui la stampa ha dato ampio risalto ritiene opportuno e doveroso nei confronti dei condomini truffati comunicare la disponibilità dell’associazione a partecipare a riunioni o assemblee informative al fine di condividere con la collettività  l’esperienza acquisita dalla ns Associazione e per illustrare le ns modalità di  supporto, come intervenire, cosa fare, i tempi. È importante sapere, infatti, che in questi casi la prontezza dell’intervento è una cosa che può sicuramente aiutare i condomini truffati a riportare alla “normalità” la gestione all’interno del condominio. La Federconsumatori ha avuto modo, grazie ad un team di avvocati specializzati in materia, di ottenere in passato importanti risultati (prima condanna penale, sequestri conservativi in sede civile) per cui improntare subito una mirata azione significa affrontare il problema in maniera organizzata e soprattutto con costi contenuti, secondo la ns politica associativa. Aspetto, questo, di non poco rilievo atteso che queste truffe si stanno consumando in un momento di forte crisi economica, per cui il danno risulta ampiamente più forte, dovendo i condomini pagare nei fatti per due volte spese che gli stessi ritenevano di aver già pagato. In questo momento, quindi, dove la cassa integrazione è sempre di più in aumento e le pensioni non sono adeguate per il caro vita e per il calo del potere di acquisto, è evidente che queste truffe, se non affrontate in maniera organizzata, rischiano di rappresentare dei veri e problemi sociali. La Federconsumatori c’è sia per l’assistenza che per la consulenza e soprattutto per la prevenzione. Siamo convinti, infatti, che prevenire è meglio che curare… Non bisogna naturalmente fare di tutta l’erba un fascio, ci mancherebbe, ma, alla luce dei troppi oramai precedenti, si può sicuramente consigliare di effettuare ciclicamente dei controlli sulla gestione condominiale. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, forse!

Ogni amministratore condominiale, infatti, opera sulla base di un rapporto fiduciario rappresentato dalla nomina (mandato) e come ogni mandatario deve operare sulla base di regole di correttezza e trasparenza, oltre che con diligenza nello svolgimento della mansione affidata. Diligenza che, di recente, molte persone ci riferiscono spesso di non trovare o di trovare con superficialità nei propri amministratori… Ad ogni modo, per qualsiasi informazione o assistenza, la Federconsumatori di Bologna è reperibile al nr. 051/6087120.

Avv. Giampiero Falzone

Consulta Legale Federconsumatori Bologna

(Articolo pubblicato sul mensile SPI – CGIL “La Spinta”)

COSA FARE

I consigli di Federconsumatori Bologna

  • Leggere attentamente i bilanci predisposti dall’amministratore prima di approvarli in assemblea.
  • Se dalla lettura dei bilanci emergono dei dubbi, chiedere all’amministratore l’esibizione delle bollette, delle spese pagate, delle relative quietanze nonché copia dell’estratto conto condominiale..
  • In caso di irregolarità riscontrate, convocare un’assemblea straordinaria ai sensi del codice civile per revocare il mandato all’amministratore e nominare uno nuovo (la richiesta di assemblea straordinaria può essere fatta almeno da due condomini che rappresentino 1/6 del valore dell’edificio. L’amministratore ha l’obbligo di convocarla entro 10 giorni dalla richiesta. In caso di silenzio, i condomini possono autoconvocarsi in assemblea).

(Foto di thinkpanama su Flickr.com)

700 Visite

Amministratori infedeli anche a Funo

Mercoledì 27 luglio 2011 alle ore 20,30 presso il centro civico di Funo in piazza della resistenza 1, si è tenuta una assemblea pubblica sul caso dell’amministratore di condominio  LUCA ZANARINI

Assemblea_Zanarini

Tutti coloro che, coinvolti o interessati al caso, volessero saperne di più e conoscere le nostre iniziative al riguardo possono chiamarci al n.051/6087120.

780 Visite

Amministratori infedeli: prima condanna penale

Arriva la prima condanna per un amministratore ‘infedele’ di Bologna, finito nel mirino di Federconsumatori per aver truffato interi condomini di Bologna. E’ stato condannato a un anno e quattro mesi e dovra’ risarcire un intero condominio della Barca e 33 famiglie. Si tratta di Sergio De Candia, geometra bolognese di 55 anni, molto noto in citta’ nel mondo dell’amministrazione condominiale prima di finire sotto inchiesta. E’ anche il primo caso di amministratore truffaldino il cui nome divenne noto alle cronache nel marzo del 2009 dopo essere stato citato a processo: proprio oggi quel processo e’ arrivato al termine e il giudice monocratico Aldo Resta lo ha condannato a un anno e quattro mesi per appropriazione indebita continuata aggravata dall’abuso di prestazione d’opera (il suo lavoro di amministratore).

La pena stabilita dal giudice e’ stata quasi il doppio di quella chiesta dall’accusa (in aula c’era un v.p.o.), ovvero otto mesi. Ma quello che piu’ rende soddisfatto l’avvocato di Federconsumatori Bologna Alessandro Murru che ha condotto questa ‘battaglia’ insieme alle famiglie della Barca fin dal 2007, e’ il risarcimento stabilito dal giudice: una provvisionale di 67.000 euro per l’intero condominio (un gruppo di tre civici in via della Barca), che verranno affidati al nuovo amministratore, e 500 euro di danno morale per ciascuna delle 33 famiglie costituitesi parte civili nel processo.

Secondo l’imputazione del pm Massimiliano Serpi (che ha citato De Candia a processo), il 55enne si intasco’ quasi 150.000 euro tra il 2005 e il 2006, facendosi pagare le rette dai condomini ma guardandosi bene dal pagare le bollette e le altre spese a cui il condominio avrebbe dovuto fare fronte. Nell’indagine che ha portato De Candia a processo, inizialmente le querele erano molte di piu’, oltre la settantina: erano partite infatti da due maxi condomini di via della Barca. Solo uno dei due, pero’, e’ rimasto nel processo (con le 33 famiglie costituite parte civili), perche’ il secondo invece ha scelto di percorrere subito la via civile, spiega Murru. La consulenza tecnica effettuata nel corso del processo ha stabilito che per il condominio rimasto a processo, il danno materiale e’ stato di 75.811 euro, mentre per l’altro 61.276 euro. “La quantificazione ci sara’ utile nel processo civile che deve ancora iniziare” dice il legale, che non nasconde l’entusiasmo per il successo di oggi. “Sono molto soddisfatto, e’ la prima sentenza contro un amministratore infedele che arriva fino in fondo e anche in tempi accettabili” afferma l’avvocato. Il processo e’ partito il 2 dicembre 2009. La decisione del giudice Resta “mette nelle condizioni parte delle parti civili di recuperare il loro denaro”, ma soprattutto l’esito del processo conferma che Murru e la Federconsumatori ci avevano visto giusto: “la nostra impostazione ha trovato conferma nella sentenza e questo significa che quanto emerso in questi anni si e’ rivelato tutto vero e che ci sono stati amministratori che hanno fatto sparire dei soldi”. Certo, ragiona Murru, “non saremmo arrivati a questo risultato senza l’aiuto di altri amministratori onesti”.

Vittoria su tutta la linea, dunque, per l’avvocato Murru e per Federconsumatori, l’associazione che ha dato il via alla ‘guerra’ agli amministratori truffaldini sotto le Due torri. I 67.000 euro al condominio aiuteranno a saldare i ‘buchi’ lasciati da De Candia e i 500 euro a famiglia risarciranno almeno inizialmente il danno morale (Murru aveva puntato piu’ alto e ne aveva chiesti 3.000 per famiglia). C’e’ un pero’: il giudice ha stabilito che la sospensione condizionale della pena sia subordinata al pagamento della provvisionale. “De Candia ha un anno di tempo per pagare le provvisionali stabilite dal giudice, altrimenti non godra’ del beneficio”. Insomma, se non paghera’ il condominio potrebbe finire pure in cella.

La vicenda di De Candia (la prima, perlomeno, perche’ sul suo conto pendono altre inchieste in Procura che si avviano alla conclusione) venne a galla nell’ottobre del 2006, quando nell’atrio dei due palazzi di via della Barca, abitati nella maggior parte da pensionati anziani e giovani coppie, comparve un perentorio avviso di Hera in cui la societa’ intimava ai condomini di versare il denaro arretrato per le bollette, pena l’immediata sospensione del servizio. I residenti, che avevano sempre pagato regolarmente le spese condominiali a De Candia (in carica dal 2004), caddero dalle nuvole. Il 55enne, di fronte alle domande e sollecitazioni, si e’ sempre dichiarato innocente, fino a che non venne sfiduciato e sostituito nel marzo 2007. Prima ha detto che si trattava di un errore di Hera, poi che avrebbe verificato, poi che aveva ‘ereditato’ pasticci dall’amministratore precedente. Lo ha ripetuto anche davanti al giudice Resta con dichiarazioni spontanee, spiega Murru. Nel processo lo ha assistito l’avvocato Maria Cristina Errede.

Altri articoli sull’argomento: rassegna stampa 1,   rassegna stampa 2,  e  la nostra brochure

(Agenzia DIRE)
(Foto di NiteLynx su Flickr.com)

730 Visite

IVA al 10% anche per il metano degli impianti centralizzati

L’Agenzia delle Entrate ha emanato di recente due risoluzioni, la 108/E del 15 ottobre 2010 e la n.112/E del 22 ottobre 2010 che chiariscono l’applicazione dell’IVA per i consumi di gas delle utenze condominiali. Infatti, la norma che disciplina l’IVA, il D.P.R. 633/72, è stata modificata  a partire dal 2008  ed attualmente dispone che, per i primi 480 mc di consumo di gas metano per usi civili, si applichi l’IVA al 10% .
Nelle fatture di gas, infatti, si può già vedere che  una certa percentuale di consumo è tassata al 10%, fino alla soglia del 480 mc annui, oltre alla quale si torna al regime normale dell’IVA al 20%.

Questa norma non era però applicata ai condomini e alle cooperative di abitanti che utilizzano impianti di riscaldamento centralizzato, in attesa dei dovuti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Finalmente, con le risoluzioni sopra citate, ottenute anche grazie all’intervento del SUNIA, è stata sanata una situazione di grave ingiustizia che si protraeva ormai da due anni; dal 15 ottobre, quindi, i condomini possono richiedere alla società che eroga il gas metano il rimborso dell’IVA pagata in più per i due anni precedenti la richiesta. Il limite dei 480 mc riguarda non il consumo del condominio nel suo complesso, ma ogni singola utenza utilizzatrice. La Federconsumatori nazionale ha calcolato che, per una famiglia che consuma mediamente 1400 mc annui di metano, il rimborso si aggirerebbe intorno ai 70 euro per i due anni.

Sembrerebbero escluse dal rimborso quelle utenze che, oltre all’impianto centralizzato, fruiscono contemporaneamente di un altro impianto autonomo, ad es. per la cottura dei cibi, per i quali è già in vigore il beneficio dell’IVA al 10% sin dal 2008. La nostra posizione è che questi utenti abbiano comunque diritto all’applicazione dell’IVA al 10% per 480 mc a cui andranno detratti i mc già consumati per la cottura. Se ad esempio una famiglia consuma in un anno 100 mc di gas per cottura cibi, già tassati al 10%, rimangono comunque  380 mc di gas (da riscaldamento) per i quali andrebbe applicata analoga agevolazione. In caso contrario, si determinerebbe una difformità di trattamento tra chi possiede un impianto metano autonomo, che gode dell’agevolazione dell’IVA su tutti i 480 mc, indipendentemente dall’uso del gas (cottura o riscaldamento) e chi invece ha un impianto centralizzato con contatore a parte per i cibi. Sul punto permane però un’incertezza interpretativa e l’Agenzia delle Entrate non si è espressa al riguardo.

Federconsumatori Bologna HA PREPARATO UN FAC-SIMILE DA COMPILARE PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO. Se desiderate assistenza potete chiamarci per appuntamento al n.051/6087120

fac simile iva gas

(Foto “Gas” di M Skaffari su Flickr.com)

553 Visite