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Vittoria! Ottenuta la restituzione della penale per l’annullamento di una crociera a causa della pandemia

I giudici iniziano ad emettere le prime sentenze relative a viaggi annullati lo scorso anno a causa della pandemia da coronavirus. Dopo la sentenza di marzo nei confronti di Air France e KLM, è la volta di Costa Crociere.

Due associati Federconsumatori, assistiti dagli Avvocati Paola Pizzi e Antonio Mumolo, hanno ottenuto dal Giudice di Pace di Bologna la condanna di Costa Crociere all’integrale restituzione della somma versata alla compagnia crocieristica a seguito dell’annullamento di una crociera a causa della pandemia di Covid-19.

Gli attori avevano prenotato a settembre 2019 una crociera nel continente asiatico (Thailandia, Cambogia, Malesia), con data di partenza 25 febbraio 2020. All’inizio del mese di febbraio 2020, tuttavia, raggiunti dalle preoccupanti notizie relative alla diffusione di un nuovo virus, che abbiamo imparato a conoscere nelle settimane successive come Covid-19, avevano richiesto l’annullamento del viaggio. I mancati passeggeri avevano contestualmente versato una somma, dovuta a titolo di caparra, confidando nel prospettato rimborso da parte di Europ Assistance, avendo precedentemente assicurato il viaggio sottoscrivendo una polizza con tale compagnia. Quest’ultima aveva però negato il rimborso, facendo valere una clausola di esclusione di ogni indennizzo derivante in modo diretto o indiretto da epidemie aventi caratteristiche di pandemia. Gli attori quindi instauravano il giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Bologna.

La questione giuridica centrale alla decisione è la corretta individuazione della motivazione su cui si fonda la richiesta di annullamento. Costa Crociere, parte convenuta, ha eccepito come l’impossibilità sopravvenuta della prestazione non fosse configurabile al momento del recesso degli attori, a inizio febbraio 2020. Il Giudice ha accolto, invece, una diversa configurazione della giustificazione dell’annullamento, per impossibilità di utilizzare la prestazione essendo venuto meno l’interesse creditorio di parte attrice. La scelta è fondata su consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, che in più pronunce ha individuato la causa concreta di contratti analoghi nella finalità turistica, ossia lo scopo di piacere e di relax (Cass. Civ. nn. 12235/07, 26958/07, 180407/18, ex multis). L’interesse allo svago ed al riposo del fruitore del servizio integra e connota la causa del regolamento contrattuale, pertanto «il venir meno del predetto interesse si risolve in una sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto stesso» (Cass. Civ. 26958/07).

Nella sentenza sono richiamati i numerosi elementi che, prefigurando un rischio per la salute degli attori, hanno determinato il venir meno dell’interesse degli stessi alla crociera: la dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del rischio per la salute pubblica rappresentato dal virus Covid-19, l’individuazione dei primi casi di contagio in Italia, l’imposizione di periodi di quarantena a diverse navi da crociera. «Risulta, pertanto, evidente il venir meno della causa contrattuale e costituita dallo scopo di piacere e relax ed il diritto degli attori ad ottenere la restituzione della somma versata» (p. 3).

Costa Crociere non ha impugnato la sentenza (resa dal Giudice di Pace di Bologna il 23 aprile 2021 e pubblicata il 28 aprile 2021), e gli attori hanno già ottenuto la liquidazione della somma dovuta, comprensiva dell’importo da restituire, degli interessi legali, e delle spese sostenute.

I diritti dei due cittadini sono stati riconosciuti e tutelati, anche grazie all’attività di Federconsumatori Bologna e dei suoi consulenti sul territorio! Per dirimere analoghe questioni ci si può rivolgere a Federconsumatori Bologna all’indirizzo email info@federconsumatoribologna.it oppure al numero 051/255810.

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Multa di due milioni a Costa Crociere

Nei giorni scorsi l’Autorità Antitrust ha sanzionato Costa Crociere per 2 milioni di euro per non aver informato i passeggeri delle crociere “NeoRiviera” e “Paradisi sul mare” né della situazione di emergenza sanitaria in Madagascar né della modifica degli itinerari previsti al momento dell’acquisto del viaggio. La compagnia avrebbe dovuto invece informare con congruo anticipo i viaggiatori, per dare modo a questi ultimi di recedere o meno dal contratto in ragione della variazione del programma di viaggio.

L’AGCM ha quindi accertato la pratica commerciale scorretta attuata dalla società, che si è giustificata sostenendo di aver agito per “preservare l’esperienza di viaggio” dei clienti. Abbiamo tuttavia la spiacevole impressione che la compagnia si stia arrampicando sugli specchi per giustificare in qualche modo un comportamento non solo illusorio e poco trasparente, ma che dimostra anche scarsissima considerazione delle esigenze degli utenti. La tutela e la cura del cliente dovrebbero costituire obiettivi prioritari per qualsiasi soggetto che commercializzi beni e servizi al pubblico e ancora di più per una società che, come Costa, fornisce servizi relativi al tempo libero, ma è evidente che in questo caso purtroppo non è stato così.

Come Federconsumatori riteniamo utile ribadire che in situazioni di questo tipo gli utenti devono poter ottenere un risarcimento del danno subìto a causa dell’inadempimento contrattuale. Purtroppo si tratta, al momento, di un provvedimento amministrativo che non dà automaticamente diritto al rimborso. Tale provvedimento, inoltre, è soggetto ad una possibile impugnazione davanti al TAR ed eventualmente anche al Consiglio di Stato, pratica spesso adottata dalle aziende per allungare i tempi, nella speranza di scampare ai rimborsi.

La Federconsumatori, a seconda dell’evoluzione che intraprenderà la vicenda sul piano giudiziario, è pronta ad intervenire per tutelare i cittadini coinvolti e far ottenere loro il dovuto risarcimento.

Nel frattempo suggeriamo ai viaggiatori coinvolti di trasmettere a mezzo raccomandata o pec una richiesta di risarcimento danni, al fine di interrompere la prescrizione.

Per informazioni, consulenze e assistenza i cittadini interessati possono rivolgersi alle sedi Federconsumatori, per la provincia di Bologna si può chiamare lo 051/6087120 o scrivere su info@federconsumatoribologna.it.

Qui il testo del provvedimento

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