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Vaccinazioni Covid-19 in Emilia-Romagna per i più giovani, studenti fuori sede inclusi

Nell’arco delle prime tre settimane di giugno i cittadini di ogni età sopra i 12 anni avranno la possibilità di prenotare la vaccinazione contro il Covid-19, come disposto dalla struttura commissariale nazionale. In particolare, si aprono le prenotazioni per i nati tra il 1982 ed il 2009, non appartenenti alle categorie a cui è stata data precedenza nei mesi scorsi.

L’apertura delle prenotazioni non è unica: 7 e 8 giugno per la fascia d’età 12-19 anni; 9 e 10 giugno per la fascia d’età 35-39 anni; 11, 12, 13 giugno per la fascia d’età 30-34 anni; 14 e 15 giugno per la fascia d’età 25-29 anni; dal 16 al 18 giugno per la fascia d’età 20-24 anni. Lo strappo iniziale al criterio anagrafico è finalizzato ad assicurare un numero quanto più elevato di alunni vaccinati all’inizio del prossimo anno scolastico.

Le modalità di prenotazione per i cittadini residenti in Emilia-Romagna non cambiano. Ci si può recare agli sportelli CUP, alle farmacie con servizio CUP. Senza muoversi da casa, si può prenotare telefonando ai numeri predisposti dalla USL di appartenenza oppure online: sul sito internet CupWeb (www.cupweb.it) oppure dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure ancora tramite l’applicazione ER Salute. Sono richiesti solo dati anagrafici, non è necessaria alcuna prescrizione medica. La prenotazione si conclude con la comunicazione di data, ora, luogo della vaccinazione ed eventuali ulteriori informazioni essenziali.

I cittadini non residenti, numerosi in queste fasce di età, hanno ugualmente la possibilità di accedere alla prenotazione, ed alla successiva vaccinazione. L’ordinanza 3/2021 del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, infatti, prevede che «ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma». Se domiciliati in Emilia-Romagna, rientrano in tale categoria gli studenti universitari fuori sede. Diversamente da altre, la Regione non ha dato indicazioni specifiche per questa categoria, che potrà pertanto procedere come gli altri cittadini non residenti.

La modalità è veloce e digitale: per candidarsi alla vaccinazione si accede con Spid (o in alternativa inserendo i propri dati anagrafici) ad una piattaforma virtuale dedicata (https://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione). Compilati i campi necessari e conclusa la procedura sulla piattaforma, si riceve una email di conferma della candidatura. Sarà poi l’ASL a notificare data e luogo della vaccinazione; si applicano i criteri di priorità validi per tutte le altre modalità di prenotazione. Nessuna modifica o rinuncia rispetto al proprio medico di base nel Comune di residenza è richiesta.

Dal 10 giugno, inoltre, anche chi non ha assistenza sanitaria in Emilia-Romagna, cittadino italiano o meno, potrà effettuare il tampone rapido ad un prezzo calmierato (15€) presso le farmacie aderenti al progetto di screening regionale, con esito tracciato. Sospeso invece lo screening volontario gratuito per i mesi di luglio e agosto per alcune categorie, tra cui gli studenti universitari fuori sede.

Fonte: https://www.regione.emilia-romagna.it/

Ricordiamo che gli studenti universitari fuori sede hanno la possibilità di tesserarsi presso Federconsumatori Bologna, ed accedere quindi agli appuntamenti con i nostri consulenti legali, ad un prezzo convenzionato di 10€. Per maggiori informazioni, scrivi a info@federconsumatoribologna.it oppure chiama lo 051/255810.

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Vittoria! Ottenuta la restituzione della penale per l’annullamento di una crociera a causa della pandemia

I giudici iniziano ad emettere le prime sentenze relative a viaggi annullati lo scorso anno a causa della pandemia da coronavirus. Dopo la sentenza di marzo nei confronti di Air France e KLM, è la volta di Costa Crociere.

Due associati Federconsumatori, assistiti dagli Avvocati Paola Pizzi e Antonio Mumolo, hanno ottenuto dal Giudice di Pace di Bologna la condanna di Costa Crociere all’integrale restituzione della somma versata alla compagnia crocieristica a seguito dell’annullamento di una crociera a causa della pandemia di Covid-19.

Gli attori avevano prenotato a settembre 2019 una crociera nel continente asiatico (Thailandia, Cambogia, Malesia), con data di partenza 25 febbraio 2020. All’inizio del mese di febbraio 2020, tuttavia, raggiunti dalle preoccupanti notizie relative alla diffusione di un nuovo virus, che abbiamo imparato a conoscere nelle settimane successive come Covid-19, avevano richiesto l’annullamento del viaggio. I mancati passeggeri avevano contestualmente versato una somma, dovuta a titolo di caparra, confidando nel prospettato rimborso da parte di Europ Assistance, avendo precedentemente assicurato il viaggio sottoscrivendo una polizza con tale compagnia. Quest’ultima aveva però negato il rimborso, facendo valere una clausola di esclusione di ogni indennizzo derivante in modo diretto o indiretto da epidemie aventi caratteristiche di pandemia. Gli attori quindi instauravano il giudizio dinanzi al Giudice di Pace di Bologna.

La questione giuridica centrale alla decisione è la corretta individuazione della motivazione su cui si fonda la richiesta di annullamento. Costa Crociere, parte convenuta, ha eccepito come l’impossibilità sopravvenuta della prestazione non fosse configurabile al momento del recesso degli attori, a inizio febbraio 2020. Il Giudice ha accolto, invece, una diversa configurazione della giustificazione dell’annullamento, per impossibilità di utilizzare la prestazione essendo venuto meno l’interesse creditorio di parte attrice. La scelta è fondata su consolidata giurisprudenza della Corte di Cassazione, che in più pronunce ha individuato la causa concreta di contratti analoghi nella finalità turistica, ossia lo scopo di piacere e di relax (Cass. Civ. nn. 12235/07, 26958/07, 180407/18, ex multis). L’interesse allo svago ed al riposo del fruitore del servizio integra e connota la causa del regolamento contrattuale, pertanto «il venir meno del predetto interesse si risolve in una sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto stesso» (Cass. Civ. 26958/07).

Nella sentenza sono richiamati i numerosi elementi che, prefigurando un rischio per la salute degli attori, hanno determinato il venir meno dell’interesse degli stessi alla crociera: la dichiarazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del rischio per la salute pubblica rappresentato dal virus Covid-19, l’individuazione dei primi casi di contagio in Italia, l’imposizione di periodi di quarantena a diverse navi da crociera. «Risulta, pertanto, evidente il venir meno della causa contrattuale e costituita dallo scopo di piacere e relax ed il diritto degli attori ad ottenere la restituzione della somma versata» (p. 3).

Costa Crociere non ha impugnato la sentenza (resa dal Giudice di Pace di Bologna il 23 aprile 2021 e pubblicata il 28 aprile 2021), e gli attori hanno già ottenuto la liquidazione della somma dovuta, comprensiva dell’importo da restituire, degli interessi legali, e delle spese sostenute.

I diritti dei due cittadini sono stati riconosciuti e tutelati, anche grazie all’attività di Federconsumatori Bologna e dei suoi consulenti sul territorio! Per dirimere analoghe questioni ci si può rivolgere a Federconsumatori Bologna all’indirizzo email info@federconsumatoribologna.it oppure al numero 051/255810.

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“Green pass” o passaporto vaccinale: facciamo il punto!

AGGIORNAMENTO (21/06/2021)
Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate saranno rese disponibili entro il 28 giugno. Chi ha ricevuto via sms o email il codice per avvenuta vaccinazione, test negativo o la guarigione da COVID-19 può già scaricare la Certificazione verde dal sito www.dgc.gov.it con Tessera sanitaria o identità digitale (SPID o CIE), oppure dall’app IO o dall’app Immuni. In ogni caso la procedura è semplice e guidata.
Prossimamente sarà possibile trovare la propria certificazione nel rispettivo Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.

In Italia

Le “certificazioni verdi Covid-19” sono state introdotte dal Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, per consentire lo spostamento tra territori in zona arancione o rossa in assenza di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione (art. 2, comma 1). Si parla di certificazioni al plurale, poiché le condizioni attestate sono tre (art. 9, comma 2): avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2. Le certificazioni verdi hanno, pertanto, diversi termini di validità, recentemente modificati dal Decreto Legge 18 maggio 2021, n. 65: nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale oppure dal quindicesimo giorno dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale; sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione; quarantotto ore dall’esecuzione del test. Anche la modalità di rilascio, in ogni caso possibile sia in formato digitale che in formato cartaceo, dipende dal tipo di certificazione. L’interessata o l’interessato può richiedere il rilascio al struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione; alla struttura presso di ricovero del paziente affetto dal virus, oppure dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (in tal caso sarà resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato); alle strutture sanitarie pubbliche oppure a quelle private autorizzate o accreditate oppure alle farmacie che svolgono i test.

Le certificazioni verdi permettono anche di accedere alle RSA, residenze socio-assistenziali, per far visita ai propri cari, a seguito dell’ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, dello scorso 8 maggio. Saranno necessarie, inoltre, a partire dal 15 giugno, anche per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso.

Queste disposizioni, tuttavia, avranno vita breve: è lo stesso d.l. 52/2021 a precisare che saranno applicabili fino alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione della disciplina europea relativa al EU Digital Covid Certificate (art. 9 comma 9).

In Europa

Il percorso di creazione ed attuazione del passaporto vaccinale europeo, finalizzato ad allentare le restrizioni alla circolazione tra i Paesi membri dell’Unione europea e tra i Paesi dello Spazio Schengen dovute alla recente pandemia, è iniziato il 17 marzo 2021, con una proposta della Commissione europea.

Le trattative tra i negoziatori delle istituzioni europee si sono concluse con un accordo nel corso dell’incontro trilaterale – Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea – tenutosi lo scorso 20 maggio. Se già numerosi tra gli Stati membri si sono organizzati per l’emissione di certificazioni aventi validità nazionale (Croazia, Grecia, Danimarca, Polonia, Germania, Lituania, Estonia, Spagna, Austria, ed Italia), l’intesa a livello europeo, ulteriormente vagliata dal Parlamento Ue, consentirà a queste certificazioni di essere riconosciute negli altri Paesi, permettendo quindi di ritrovare la caratteristica libertà di circolazione nella zona Ue. Chi si spostasse senza certificazione, infatti, sarebbe tenuto al rispetto delle differenti misure nazionali di sottoposizione a test, isolamento o quarantena di diversa durata. L’esenzione del genitore vale anche per figlie e figli minorenni.

Sono due le differenze rispetto alla disciplina italiana relativa alle certificazioni verdi, sopra illustrata. Non è ammesso il rilascio dopo la prima dose del vaccino, ma solo a 14 giorni dalla chiusura del ciclo vaccinale. Inoltre, il green pass per chi risulti negativo è differenziato nella durata rispetto al tipo di tampone effettuato: 72 ore per chi abbia effettuato un tampone molecolare, 48 ore per chi invece abbia effettuato un tampone “rapido”.

Il regolamento dell’Unione europea relativo al EU Digital Covid Certificate entrerà in vigore il 1 luglio 2021, ma l’infrastruttura digitale è già pronta: dal 1 giugno è operativo il c.d. Gateway, la piattaforma informatica per la condivisione delle certificazioni oltre i confini degli Stati membri. Sul fronte interno, il green pass dovrebbe essere rilasciato tramite l’applicazione Io, per i servizi della PA, tra cui il Cashback di Stato, scaricata già da 11 milioni di cittadini, aggiornata a tale scopo. Potrebbe essere utilizzata anche l’applicazione per il tracciamento dei contatti Immuni. Allo stato dell’arte, manca ancora l’applicazione di verifica, che sarà utilizzata dalle autorità per verificare la validità delle certificazioni presentate da cittadini Ue in ingresso, e un accordo di coordinamento tra le Regioni italiane su forma e modalità omogenee di rilascio.

Non mancano le perplessità rispetto al livello di sicurezza garantito dal sistema dei pass:i soggetti vaccinati possono comunque trasmettere l’infezione; i soggetti che hanno già contratto la malattia potrebbero essere nuovamente infettati; la vaccinazione in età pediatrica non è ancora operativa su larga scala; non tutti i farmaci impiegati per la vaccinazione nei diversi Paesi membri sono stati preventivamente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA); la percentuale di falsi negativi rilevati da alcuni tipi di test è relativamente elevata.

Ancora una volta la situazione di protratta emergenza sanitaria ed il conseguente affaticamento di alcuni settori economici, in particolare quello turistico, ha forzato gli Stati dell’Unione europea ad una corsa condivisa alla soluzione più valida, sia sul piano giuridico che sul piano scientifico. Gli esiti di questo sforzo comune potranno essere valutati solo tra alcuni mesi, ma sin d’ora si può riflettere sull’importanza della libertà di circolazione delle persone, una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, che si dava ormai per scontato.

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Arrivano le sospensioni rate per chi è in difficoltà.

Accogliamo positivamente la moratoria Covid-19 per il credito ai consumatori, pubblicata da Assofin, che darà ossigeno a molte famiglie, permettendo loro la sospensione per massimo sei mesi di prestiti e finanziamenti superiori a 1.000 Euro.

Le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà derivanti dai disagi causati dall’attuale pandemia, potranno usufruire, facendone espressa richiesta, della sospensione del pagamento delle rate di prestiti e finanziamenti.

Di seguito le istruzioni e i requisiti.

Chi sono i beneficiari

1. chi ha perso o perderà il lavoro subordinato dal 21 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);

2. chi ha perso un lavoro “atipico” di cui all’articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione);

3. chi si è visto ridurre o sospendere l’orario di lavoro per almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali);

4. I lavoratori autonomi e i liberi professionisti che, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, hanno registrato una perdita del fatturato superiore al 33% rispetto all’ultimo trimestre del 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Tale riduzione dovrà essere autocertificata con le modalità previste dalla legge.

5. gli eredi delle persone che rientrano nelle quattro categorie, nel frattempo decedute, che non avevano stipulato alcuna polizza da protezione del credito che preveda il pagamento di un indennizzo pari al capitale residuo.

Richiesta e durata della sospensione

La sospensione deve essere espressamente richiesta dai possibili beneficiari e concessa dagli intermediari una volta verificata la presenza di una delle condizioni appena illustrate. La sospensione può avere durata fino a sei mesi; in accordo col cliente possono essere previste durate inferiori.

Requisiti

Si può chiedere la sospensione del pagamento della rate dei finanziamenti di importo superiore a 1.000 euro (importo finanziato) e durata originaria superiore a sei mesi, concessi da banche e intermediari finanziari a favore di consumatori e stipulati fino al momento in cui verrà lanciata la moratoria.

La sospensione può essere richiesta per finanziamenti per i quali alla data del 21 febbraio 2020 non risultassero ritardi di pagamento tali da comportare la necessità di qualificare le relative posizioni in default o forborne, ovvero per i quali non fosse intervenuta la decadenza dal beneficio del termine o la risoluzione del contratto stesso.

In cosa consiste la sospensione

La sospensione può riguardare, alternativamente:

1. il pagamento dell’intera rata mensile del finanziamento per una durata fino a 6 mesi (o equivalente in caso di rate non mensili).

2. il pagamento della sola quota capitale fino a 6 mesi (o equivalente in caso di rate non mensili).

La determinazione della modalità di sospensione compete al creditore in funzione delle sue peculiarità operative.

La sospensione comporterà un prolungamento del periodo di ammortamento corrispondente alla sospensione concordata (c.d. slittamento). Al cliente non verranno addebitati oneri o costi relativi all’espletamento delle procedure necessarie per l’attivazione della sospensione.

1. Nell’ipotesi di sospensione dell’intera rata nel periodo di sospensione

sono applicati interessi, calcolati sul debito residuo al tasso (TAN) previsto dal contratto di finanziamento originario, garantendo, comunque, la costanza del Net Present Value del finanziamento. Gli interessi maturati dovranno essere rimborsati dopo il periodo di sospensione, secondo una delle seguenti modalità:

 a. a partire dal pagamento della prima rata in scadenza. Gli interessi maturati saranno suddivisi in quote di pari importo e in numero uguale alle rate residue del finanziamento. Ogni quota interessi sarà quindi aggiunta all’importo della rata prevista dal contratto originario;

b. in un’unica soluzione, in occasione del pagamento della prima rata in scadenza dopo il periodo di sospensione;

c. con l’aggiunta di alcune rate a fine piano, corrispondenti all’importo degli interessi maturati nel periodo di sospensione dei pagamenti (c.d. accodamento).

2. Nell’ipotesi di sospensione della sola quota capitale

nel periodo di sospensione verranno corrisposti solo gli interessi calcolati sul debito residuo al tasso (TAN) previsto dal contratto di finanziamento originario e, terminato il periodo di sospensione, si riprenderà il pagamento degli importi delle rate previste dal contratto. In presenza di polizze assicurative che assistono il credito (rischio vita ed impiego), sarà discrezione delle compagnie prolungare la validità di dette polizze anche oltre la durata contrattuale del piano di ammortamento per il tempo necessario al pagamento delle rate sospese.

Ricapitolando

chi decide di sospendere l’intera rata alla fine dei sei mesi dovrà versare all’istituto di credito gli interessi sugli interessi non pagati pertanto risulta più agevole sospendere solo la quota capitale.

Federconsumatori Bologna sempre a disposizione dei cittadini per assistenza alle richieste.

 info@federconsumatoribologna.it – tel. 051255810

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Vademecum sui viaggi annullati per Covid-19

La diffusione del coronavirus in Italia e in molti altri Paesi, oltre a costituire una grave emergenza di salute pubblica, si ripercuote in molti altri settori, in primis su quello turistico.
Le misure straordinarie appena approvate dal Governo prevedono interventi di sostegno al comparto turistico nonché tutele specifiche per chi abbia acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti turistici. I provvedimenti introdotti prevedono in particolare che coloro i quali:

• siano sottoposti a “quarantena”;
• siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
• abbiano programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’approdo o l’arrivo

possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alternativa. L’intermediario (o la compagnia aerea) è tenuto ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra:

• un pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore;
• il rimborso;
• un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione.

Gli utenti, quindi, possono avvalersi del diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico comunicando al vettore e/o al tour operator e/o all’agenzia di viaggi che rientrano in una delle casistiche sopra esposte, allegando il titolo di viaggio e la documentazione che attesta la programmata partecipazione agli eventi cancellati, chiedendone il rimborso.
La richiesta deve essere inoltrata:
• entro 30gg dalla cessazione delle situazioni di isolamento
o
• dall’annullamento degli eventi
o
• dalla data della prevista partenza.

I viaggiatori possono mettersi in contatto con agenzie di viaggio e tour operator per concordare una delle soluzioni previste dalla normativa, in modo da usufruire appieno del diritto al riconoscimento di un giusto e fruibile indennizzo.
Sollecitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione ad eventuali richieste di sottoscrizione di impegni, atti o liberatorie che il tour operator o l’agenzia sottoponesse loro in sede di rimborso.
Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati: gli utenti possono esercitare il diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. Anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher di importo equivalente e da utilizzarsi entro un anno dalla data di emissione.
La normativa è praticamente in vigore dl 23 febbraio 2020 e fino al 2 maggio 2020, salvo reiterazioni o trasformazioni da vedersi successivamente.

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La tutela dei viaggiatori al tempo del COVID-2019: come orientarsi.

La diffusione del virus CODIV-19 ha spinto i governi di vari paesi ad adottare misure restrittive volte alla riduzione del rischio di contagio.

In situazione del tutto eccezionale sono molti i consumatori che chiedono come orientarsi rispetto alla prenotazione di viaggi con voli aerei o treni, o navi ovvero con pacchetti turistici.

Per dare compiuta risposta a come orientarsi in tale mare magnum è bene partire dall’inquadramento fornito dalla stessa giurisprudenza della Suprema Corte che ha fornito chiare e precise indicazioni in materia.

I pacchetti Turistici

Occorre innanzitutto chiarire che per pacchetto turistico si intende, così come testualmente si legge nella sentenza della Cassazione n. 16315/2007, la “prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall’alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa del “pacchetto turistico”, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte (D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 2 e segg., ora trasfuso nell’art. 84 del Codice del Consumo).

La pluralità di attività e servizi che compendiano la prestazione valgono in particolare a connotare la finalità che la stessa è volta a realizzare.

Il trasporto o il soggiorno o il servizio alberghiero assumono infatti al riguardo rilievo non già singolarmente e separatamente considerati bensì nella loro unitarietà funzionale, non potendo al riguardo prescindersi dalla considerazione dei medesimi alla stregua della “finalità turistica” che la prestazione complessa di cui si sostanziano appunto quali elementi costitutivi è funzionalmente volta a soddisfare.

il pacchetto turistico infatti è volto a soddisfare “dei profili – da apprezzarsi in condizioni di normalità avuto riguardo alle circostanze concrete del caso – di relax, svago, ricreativi, ludici, culturali, escursionistici, ecc. in cui si sostanzia la “finalità turistica”, o lo “scopo di piacere” assicurato dalla vacanza, che il turista- consumatore in particolare persegue nell’indursi alla stipulazione del contratto di viaggio vacanza “tutto compreso”.

Secondo quanto giustamente evidenziato dalla Cassazione, dunque, la finalità turistica (o scopo di piacere) costituisce un motivo determinante nei pacchetti turistici, tanto da costituirne la causa concreta del contratto (cfr. Cass., 25/5/2007, n. 12235; Cass., 8/5/2006, n. 10490).

Ora in una situazione di emergenza sanitaria, quand’anche il trasporto ed il soggiorno siano prestazioni obiettivamente eseguibili, ciò che risulta inutilizzabile per il consumatore è la finalità turistica del contratto stesso, che risulta privato dello scopo di piacere, di relax che costituisce la sua intrinseca causa.

Sulla base di tali motivazioni la cassazione nella nota sentenza, n. 16315 (Cass. civ. Sez. III, (ud. 22-03-2007) 24-07-2007) ha dichiarato la sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto de quo dal medesimo stipulato, “rimanendo essenzialmente compromessa la “necessità di assicurare che quella vacanza sarebbe stata poi fruita in condizioni di ordinaria tranquillità, secondo i canoni di valutazione propri di un turista medio“.

In altre parole, i consumatori che hanno acquistato pacchetti turistici, possono senza alcun problema comunicare la loro disdetta ed ottenere la restituzione di tutti gli importi versati per l’acquisto del pacchetto senza dover corrispondere alcuna penale.

Trasporto ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestri

Le misure emergenziali volte ad evitare la diffusione del virus configurano, così come stabilito dal decreto legge n. 9 /2020, una ipotesi di sopravvenuta impossibilità della prestazione secondo quanto previsto dall’art. 1463 del codice civile (cfr.

https://www.enac.gov.it/sites/default/files/2020-03/Decreto-Legge_2_marzo_2020_n_9-art_28.pdf)

Pertanto si configura una ipotesi di impossibilità della prestazione dai:

– soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo;

– soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;

– soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti

– dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Secondo quanto previsto dal decreto legge in questione, pertanto, tutti questi soggetti hanno diritto al rimborso integrale di quanto corrisposto per l’acquisto del loro titolo di viaggio.

Il decreto specifica in dettaglio forme e termini per richiedere il rimborso.

– Avv. Paola Pizzi consulente legale Federconsumatori Bologna

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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