Articoli

Ecco i saldi: ma dateci un occhio!

Riprendiamo alcune indicazioni dell’utilissimo Vademecum della Guardia di Finanza per quanto riguarda i più comuni problemi relativi ai saldi.

Per ulteriori informazioni ecco il documento completo dal sito della GdF.

 

 

Prezzi

Lo sconto deve essere espresso in percentuale e sul cartellino deve essere indicato anche il prezzo normale di vendita (art. 15 D.lgs 114/98). I prodotti in saldo dovrebbero comunque essere ben separati da quelli non scontati al fine di evitare la possibile confusione tra prodotti in sconto e prodotti a prezzo pieno.

Il venditore è tenuto ad applicare lo sconto dichiarato; se alla cassa viene praticato un prezzo o uno sconto diverso da quello indicato, sarà bene comunicarlo al negoziante e non esitare, in caso di difficoltà, a contattare l’ufficio di Polizia Annonaria del Comune.

I negozianti convenzionati con una carta di credito sono tenuti ad accertarla anche nel periodo dei saldi. Se si rifiutano di permettere il pagamento con la carta o richiedono per l’utilizzo un prezzo più elevato, sarà bene rappresentarlo alla società che ha emesso la carta.

Prove e Cambi

Consentire la prova dei capi non è un obbligo, ma è rimesso alla discrezionalità del negoziante. Quando è possibile, sempre meglio provare l’articolo scelto, ricordando che, in assenza di difetti, la possibilità di cambiare il capo o il prodotto non è imposta dalla legge, né durante i saldi né durante le vendite normali, ma è anch’essa rimessa alla discrezionalità del commerciante. Se si è incerti sull’acquisto sarà utile chiedere al negoziante se è possibile effettuare un cambio e il limite di tempo per farlo.

Garanzie

Conservate sempre lo scontrino, perché se un difetto si palesa dopo l’acquisto, anche nel periodo dei saldi la legge garantisce all’acquirente il diritto di cambiare la merce difettosa. Il d.lgs 24/2002 (rientrato nel Codice del Consumo) ha infatti introdotto nel Libro IV del Codice Civile (delle obbligazioni) dei nuovi articoli (da 1519-bis a 1519-nonies), in base ai quali ogni bene acquistato da un consumatore per uso proprio e della propria famiglia, gode di una garanzia piena ed assoluta di due anni, e di almeno un anno quando si tratta di un bene usato.

Obbligato per legge a fornire questa garanzia è il venditore. Il negoziante è quindi obbligato a sostituire l’articolo difettoso anche se dichiara che i capi in saldo non si possono cambiare. Se non è possibile la sostituzione, il cliente avrà diritto di scegliere se richiedere la riparazione del bene senza alcuna spesa accessoria, una riduzione proporzionale del prezzo o addirittura la risoluzione del contratto. Ovviamente il rimedio scelto non deve essere oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore (art. 1519-quater).

590 Visite

il nuovo opuscolo della Federconsumatori sulla sicurezza in rete!

Ecco il nuovo opuscolo di Federconsumatori Bologna sulla sicurezza online!

Si scarica gratuitamente e contiene utili suggerimenti per navigare online senza alcun tipo di problema sia per adulti che per bambini!

 

Ecco internet, opuscolo federconsumatori!

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

 

 

 

 

1.003 Visite

Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

893 Visite

Kobe Steel: necessarie verifiche immediate e rigorose sulla sicurezza dei veicoli delle case che si riforniscono da tale azienda.

Dopo aver ammesso di aver alterato, tra settembre 2016 e agosto 2017 le certificazioni di circa 20 mila tonnellate di prodotti in rame e in alluminio, Kobe Steel deve oggi fare i conti con un nuovo problema. Lo scandalo si allarga e coinvolge anche la componentistica in acciaio. Infatti l’azienda fornitrice di 200 aziende mondiali e, nel settore automobilistico, di General Motors, Ford, Honda, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru e Toyota, ha rivelato che per almeno un anno ha spedito prodotti che non soddisfano effettivamente le specifiche previste.

Un duro colpo al Made in Japan, ma anche per la stessa società che sta rovinosamente perdendo terreno sui mercati.

Anche i dati sulle polveri di ferro che finiscono nella componentistica in acciaio sono stati falsificati e non corrispondono agli standard richiesti dai clienti.

Una truffa vera e propria che sarebbe andata avanti per anni con almeno quattro stabilimenti produttivi del gruppo coinvolti nel raggiro.

Lo scandalo che sta travolgendo Kobe Steel, oltre a porre problemi di immagine per il gruppo siderurgico e per la manifattura giapponese, pone un serio problema sulla sicurezza dei trasporti.

Quelle componenti in acciaio, rame e alluminio finite sotto accusa perché non rispondenti alle specifiche richieste dai clienti, si trovano ora nei più comuni mezzi di trasporto: dalle auto prodotte da Toyota, Mazda, Subaru e Nissan ai treni venduti in Gran Bretagna da Hitachi.

Note multinazionali del settore automobilistico hanno, avviato indagini interne. Se dalle prime verifiche si dovessero riscontrare criticità tali da mettere a rischio la sicurezza del prodotto finale, le aziende vittime della truffa dovrebbero avviarne il richiamo per effettuare le sostituzioni. Un’operazione complessa e costosa.

Il comportamento scorretto di Kobe Steel getta ombre sull’industria Giappone, ricordiamo i frequenti richiami di autoveicoli a cui è stata costretta nel corso degli ultimi anni Toyota, in passato azienda simbolo della qualità nipponica. Nel 2010 il costruttore automobilistico venne costretto a richiamare ben 8 milioni di veicoli per problemi all’acceleratore. Altri maxi richiami ci sono poi stati nel 2013, nel 2015 e nel 2017 in connessione con il problema degli airbag difettosi. Questi ripetuti problemi sono costati a Toyota il sorpasso di Volkswagen e la perdita dello lo scettro di principale produttore mondiale di auto.

Un tempo nel paese dell’onore e del rigore la falsificazione delle certificazioni di qualità sarebbe stata del tutto inconcepibile. Senza ricorrere a pratiche estreme, come forse un tempo sarebbe avvenuto, chiediamo oggi che i responsabili siano perseguiti e sanzionati, a maggior ragione se emergerà che vi sono possibili rischi per la sicurezza dei cittadini che utilizzano i prodotti finali.

 

Federconsumatori

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

610 Visite

L'intervento del presidente di Federconsumatori Bologna al convegno sull'e-commerce

Negli ultimi anni il commercio elettronico ha registrato una crescita costante nel nostro Paese fino a affermarsi come uno settori principali di innovazione per le imprese ed a modificare le abitudini di consumo dei cittadini. Allo stesso tempo assistiamo ad un aumento dei reclami causati dalla violazione delle Leggi a tutela del consumatore. E’ anche cresciuto il numero delle aziende e dei posti di lavoro che riguardano attività legate al commercio online e sono state introdotte nuove dinamiche nella gestione del lavoro, specie nei settori del commercio e della distribuzione.

I dati ci indicano che il fenomeno è in forte ascesa e modifica in modo consistente il concetto tradizionale di acquisto, sia per quanto riguarda la tutela del cittadino in quanto consumatore, sia per quanto riguarda i modi e i tempi del lavoro che aziende sempre più grandi impongono nel campo della distribuzione, con importanti ricadute sulle prestazioni dei lavoratori.

Il fenomeno dell’ e-commerce crea nuove insidie per i consumatori, come testimoniato dalle associazioni di categoria. Federcosumatori registra infatti, un crescente numero di pratiche relative a truffe, mancate consegne e altri problemi legati agli acquisti sulla rete.

Dall’altro lato, sono sempre più frequenti le notizie relative alle condizioni di lavoro precarie e inaccettabili in cui si trovano i lavoratori della distribuzione, che spesso vedono ricadere sulle loro spalle i costi della concorrenza sulla “rapidità” di consegna e sull’efficienza del servizio.

Sono queste le linee direttrici che vedremo analizzate nei seguenti interventi, cercando di cogliere in pieno la complessità del fenomeno.

Intervento di Maurizio Gentilini, presidente Federconsumatori Bologna.

Fin dalla prime parole emerge l’idea di non poter considerare il fenomeno dell’ e-commerce come problema esclusivo dei consumatori.

L’acquisto in rete, non modifica solo gli strumenti e le modalità con cui è necessario intervenire per difendere i diritti dei consumatori, ma modifica in modo consistente anche le modalità di organizzazione del lavoro, sia nell’ambito della produzione, sia in quella della distribuzione.

La crescente importanza che la distribuzione assume in questo tipo di contrattazione pone diverse questioni sulle condizioni che i lavoratori vivono. Spesso, infatti, la ricerca di massima flessibilità oraria e contrattuale da parte di queste aziende, porta a stipulare contratti precari, a giovani, spesso deboli dal punto di vista sindacale e privi di tutele.

L’obiettivo dell’incontro è dunque, quello di impegnarsi a capire complessivamente un fenomeno che lega consumatore e lavoratore, e di iniziare un percorso capace di articolare in modo complessivo le risposte che associazioni e sindacati possono dare, sostiene Gentilini.

Il fenomeno dell’acquisto sul web non può essere considerato solo causato dal risparmio che i consumatori ottengono rispetto ai negozi tradizionali. Quella che emerge è anche una questione di comodità. Si è modificata non solo la catena di vendita, ma anche la catena del valore, ci dice il presidente di Federconsumatori Bologna.

Per raffigurare graficamente come sono cambiati i modi ed i luoghi di acquisto si può immaginare di partire da quello che era il negozio di quartiere, subito superato dal supermercato in prossimità del quartiere, per poi giungere agli ipermercati e agli outlet, luoghi sempre più isolati, ideali per l’acquisto di massa delle famiglie. Oggi l’e-commerce toglie quote consistenti di mercato ai tradizionali canali di vendita e modifica le stesse abitudini di acquisto dei cittadini.

Si registrano, ci dice Gentilini, dati che vedono il mercato dell’e-commerce in crescita in maniera esponenziale fino al 17% tra il 2015 e il 2016, per un giro di introiti pari a 20 miliardi, una cifra consistente se si pensa che sono nel 2012 il mercato degli acquisti online riguardava circa 3 miliardi di euro. Tra i settori che maggiormente sono toccati dagli acquisti in rete troviamo il turismo, l’informatica, l’elettronica, l’abbigliamento e in tempi recentissimi, si registra una forte crescita del settore dell’arredamento.

L’esperienza di Federconsumatori Bologna riportata dal Presidente, insegna che giornalmente le pratiche che riguardano la tutela di diritti legati a questo tipo di acquisti cresce e il problema principale riguarda la formazione e l’informazione dei cittadini. Le principali problematiche sono: la consegna di prodotti non conformi alla richiesta, la mancata consegna dei prodotti, la consegna di prodotti difettosi, la difficoltà a far valere diritto di garanzia e altri ancora.

Ma, come accennato, sono cresciute anche le aziende che operano nel settore, il cui peso in termini di occupazione diventa consistente, aggiunge Gentilini, ammonendo circa i problemi di flessibilità contrattuale, oraria, e delle condizioni generali in cui si trovano i lavoratori di questi settori, a causa delle modalità di organizzazione del lavoro su cui spesso queste aziende scaricano il costo della concorrenza sul “tempo di consegna”, che è determinante in questo tipo di mercato.

Sono questi i temi che i vari relatori sono chiamati ad approfondire, cercando di analizzare ognuno con la propria sensibilità gli spunti proposti.

Prima della chiusura, un merito va riconosciuto a Rosario Trefiletti e alla Federconsumatori Nazionale, secondo Gentilini, quello di aver concentrato l’attenzione su una parte importante della tutela dei diritti, appunto quelli dei consumatori, che spesso è stata tralasciata dai soggetti tradizionali di tutela, ma che invece rappresenta un importante campo di conflitto politico, sopratutto contro le aziende che vedono il consumatore come il soggetto ultimo su cui scaricare i costi del processo produttivo.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

778 Visite

AGOS Ducato multata per pratiche scorrette ed aggressive

La società finanziaria Agos Ducato è stata pesantemente multata lo scorso 9 agosto dall’Antitrust, per tre pratiche commerciali che le associazioni di concumatori, compresa la nostra avevano denunciato.

La prima pratica sanzionata riguarda la prassi di contattare i clienti, con comunicazioni personalizzate, per proporre condizioni migliorative dei finanziamenti in corso. In realtà i clienti, che erano spinti a concludere il contratto verbalmente attraverso il call center,  si trovavano ad accettare proposte poco trasparenti che nel 75%  dei casi peggioravano le condizioni del prestito, a causa di spese o commissioni accessorie, polizze assicurative, penali per il recesso anticipato, emissione di carte revolving collegate.

La seconda pratica giudicata scorretta consiste nell’ostacolare l’estinzione anticipata dei finanziamenti, con ritardi non giustificati nell’emissione dei conguagli e richieste di documentazione di difficile reperibilità.

Infine, la terza pratica sanzionata è una nostra vecchia conoscenza, in quanto più volte l’abbiamo riscontrata a danno dei consumatori, non solo da parte di Agos. Stiamo parlando della odiosa prassi di sollecitare il pagamento di rate scadute attraverso telefonate e sms e telegrammi a familiari e al posto di lavoro, anche ogni due giorni.

L’Antitrust ha ritenuto che questi comportamenti siano gravemente lesivi dei diritti dei consumatori e della libertà di scelta ed ha conseguentemente sanzionato la società di un milione e 640.000 euro, imponendo la cessazione delle condotte scorrette.

Invitiamo chiunque ritenga di essere vittima di comportamenti scorretti da parte di società finanziarie a segnalarlo alle associazioni dei consumatori e all’Antitrust, attraverso il sito dell’Autorità.

Di seguito, pubblichiamo il testo del provvedimento:
PS3330_chiusura

1.246 Visite

Guida del Consumatore ai servizi a tutela del credito

Realizzare uno strumento di conoscenza, garanzia e divulgazione delle più corrette ed appropriate modalità con cui una Società di Tutela del Credito può procedere al sollecito del pagamento: queste le finalità che hanno guidato il FORUM UNIREC-CONSUMATORI nella redazione del documento illustrato oggi ai rappresentanti di Banca d’Italia, AGCM, Garante Privacy, ABI e delle aziende committenti dai componenti del Forum.

Il perdurare della crisi ha accentuato la fragilità dell’economia italiana e ha visto crescere nel 2013 a quasi 39 milioni le pratiche gestite dalle imprese associate ad UNIREC, per un valore di oltre 49 miliardi di euro di crediti affidati. Si stima che circa 5 milioni di famiglie italiane abbiano visto peggiorare la loro capacità di rimborsare i prestiti contratti, entrando così in contatto con un operatore specializzato che richiedeva di onorare il debito.

Considerato il contesto socio-economico del Paese, con ben una famiglia su cinque coinvolta, e per garantire trasparenza, correttezza e valore all’attività di tutela del credito, ponendo particolare attenzione alla tutela del Consumatore, UNIREC – che rappresenta il 90% del mercato italiano del recupero crediti con circa 200 imprese associate e 18.000 addetti – insieme ad ADICONSUM, CITTADINANZATTIVA, FEDERCONSUMATORI, MOVIMENTO CONSUMATORI, MOVIMENTO DIFESA DEL CITTADINO, ha costituito la Fondazione FORUM UNIREC–CONSUMATORI che ha realizzato la “Guida del Consumatore ai Servizi di Tutela del Credito”.

 

La Guida – ha dichiarato Gianni Amprino (UNIREC), presidente del FORUM UNIREC-CONSUMATORI – rappresenta uno strumento di dialogo con il Consumatore-Debitore in difficoltà nel pagare i propri debiti, il quale, leggendone i contenuti, può comprendere, in un’ottica di assoluta trasparenza, le logiche con le quali il servizio di recupero e gestione dei crediti viene svolto e le più corrette ed appropriate modalità con cui una Società di tutela del credito può procedere al sollecito del pagamento.”

 

“Con i Forum tematici è iniziata per le Associazioni Consumatori una nuova fase di confronto con le rappresentanze delle Imprese, per creare mercato sempre più trasparente – ha dichiarato Francesco Avallone (FEDERCONSUMATORI), vicepresidente FORUM UNIREC-CONSUMATORI.  Questo dialogo ha raggiunto uno sviluppo virtuoso che si è concretizzato prima con l’accordo per la risoluzione delle controversie attraverso la conciliazione paritetica, strumento originale che ha registrato uno straordinario successo, e oggi con la Guida del Consumatore, che rappresenta una novità positiva in un settore particolarmente impegnato in questo momento di grande crisi.”

 

Nella Guida, oltre a informazioni utili per il consumatore e istruzioni precise per gli agenti di tutela del credito, si trovano le modalità di condotta generali degli operatori del settore. In particolare, nelle fasi di contatto, l’Agente e l’operatore telefonico per la tutela del credito:

 

–          si impegnano ad accertare l’identità del proprio interlocutore;

–          si presentano in maniera precisa e puntuale, specificando chiaramente: chi sono, chi rappresentano, chi li ha incaricati a gestire la posizione, i dettagli relativi agli insoluti sollecitati e ciò in ossequio alla massima trasparenza nei confronti del Consumatore;

–          non comunicano mai ingiustificatamente a soggetti terzi estranei al debito le ragioni del tentativo di rintraccio;

–          non possono effettuare visite al domicilio/contatti telefonici durante le festività nazionali ed in orari diversi dai seguenti: 8.30-21.00 dal lunedì al venerdì; 8.30-15.00 il sabato salvo diversi accordi con il Debitore, anche in relazione a particolari esigenze manifestate esplicitamente da quest’ultimo;

–          nel caso in cui l’interlocutore, anche nell’accezione più ampia di Consumatore, sia una persona giuridica, discutono solo con soggetti che, all’interno dell’azienda, si qualifichino come legittimati alla trattativa ed al pagamento;

–          dalla persistenza dell’inadempimento, mantenendo sempre un approccio professionale;

–          possono fornire, solo se gratuitamente, indicazioni utili per il rientro della situazione debitoria del Consumatore con soluzioni trasparenti e sostenibili;

 

“Siamo certi – ha concluso Amprino – che l’impegno sostenuto dalle imprese di tutela del Credito associate a UNIREC insieme alle Associazioni dei Consumatori con la realizzazione della Guida per garantire un servizio di qualità e limitare ulteriormente i reclami e le incomprensioni con il Consumatore/Debitore, sarà riconosciuto dalle aziende che utilizzano questi servizi, che comprenderanno l’importanza strategica della professionalità e della correttezza, e ne chiederanno l’applicazione ai service di recupero.

Guida del consumatore
CS presentazione Guida

728 Visite

Mutui nelle zone terremotate: importante decisione dell'Arbitro Bancario

 

Nel tavolo di confronto periodico ottenuto dalle Associazioni dei Consumatori per discutere degli interventi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto in Emilia Romagna, a Mantova, Ferrara e Rovigo, avevamo chiesto, oltre alla proroga dei mutui, che le rate sospese non fossero gravate di interessi per il periodo di sospensione.

Purtroppo invece, alcune banche, non solo hanno applicato gli interessi, ma li hanno calcolati sull’intero capitale residuo!

Le rate sospese, infatti, sono state collocate in coda al piano di ammortamento del mutuo che viene così prolungato per una durata corrispondente.

Federconsumatori ha denunciato questa anomalia presso le Banche che operano sul territorio, nonché alla Associazione delle Banche Italiane e in alcuni casi ha aiutato i cittadini a fare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario.

In data 14 Giugno 2013 con la “decisione N. 3257” l’ABF ha accolto il ricorso presentato da un cittadino colpito dal terremoto dell’Aquila a proposito della sospensione delle rate del mutuo, precisando che gli interessi devono essere calcolati sulla sola quota capitale delle rate interessate.

Federconsumatori invita quindi i cittadini che hanno usufruito della sospensione dei mutui a verificare che gli interessi che sono stati loro addebitati siano stati calcolati secondo le indicazione dell’Arbitro Bancario Finanziario.

 

Nel caso si dovessero riscontrare metodi di calcolo differenti le nostre sedi sono a disposizione per aiutare i cittadini ad indirizzare un reclamo alla Banca e, nel caso di risposta insoddisfacente, a presentare ricorso all’ABF di competenza.

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

685 Visite

Incontro con il pubblico: credito e risparmio

Federconsumatori Bologna incontra i cittadini giovedì 11 ottobre dalle 14 alle 17 presso la sede di Via del Porto, 16 a Bologna per parlare di accesso al credito, risparmio, mutui e prodotti assicurativi.
Sarà presente il consulente Gustavo Tortoreto.

Si invitano tutti gli interessati a partecipare!

INCONTRO credito 11-10-2012

508 Visite

Accordo Federconsumatori – Gruppo BPER per la risoluzione stragiudiziale delle controversie

Il Gruppo Banca Popolare dell’Emilia-Romagna e l’associazione Federconsumatori hanno sottoscritto un accordo che agevola la risoluzione stragiudiziale delle controversie che potrebbero insorgere fra un cliente ed una Banca del Gruppo.

Il Cliente che non si reputi soddisfatto della risposta fornita dalla Banca a reclamo presentato potrà richiedere, senza costo alcuno, l’attivazione di una speciale procedura, che prevede la devoluzione della controversia ad una Commissione paritetica, composta da un rappresentante della Banca e da un rappresentante di Federconsumatori, all’uopo  delegato. La Commissione formulerà una proposta conciliativa, vincolante per la Banca, da sottoporre al cliente per l’approvazione.

L’intesa prevede inoltre che le singole Banche del Gruppo BPER e Federconsumatori pongano in essere un confronto in merito alle caratteristiche dei prodotti e dei servizi forniti dalla Banca e all’andamento e alla trattazione dei reclami presentati dalla clientela.

L’Accordo perfezionato dal Gruppo BPER si colloca nell’ambito di un piano di azioni tese al rafforzamento della relazione con la clientela, attraverso l’ascolto e la valorizzazione delle istanze che da essa provengono: in tale contesto il Gruppo ha individuato in Federconsumatori un’Associazione fortemente rappresentativa degli interessi consumeristici, con cui ha sviluppato negli anni rapporti di proficua collaborazione,  nel reciproco rispetto delle posizioni assunte.

comunicato stampa BPER-Fedcons

536 Visite