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Sovrapprezzo in bolletta: l’AGCM multa cinque venditori

L’Antitrust ha multato cinque venditori di energia elettrica e gas (Green Network, A2A, E.On, Edison e Sorgenia) per pratica commerciale scorretta per l’applicazione di sovrapprezzi, da 1 a 4 euro, per l’utilizzo di determinate forme di pagamento diversi dal RID (ad esempio il bollettino postale o la carta di credito). Questa prassi è contraria all’art.62 del Codice del Consumo, che appunto stabilisce che “i professionisti non possono imporre ai consumatori, in relazione all’uso di determinati strumenti di pagamento, spese per l’uso di detti strumenti“.

Le società sono state condannate a pagare multe da 20.000 a 350.000 euro.

Sul sito dell’Autorità è possibile scaricare il testo dei provvedimenti.

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Federconsumatori On AiR A Radio Città Fujiko Venerdi' 29 Settembre!

Saremo in onda Venerdì 29 settembre dalle ore 13:35  su Radio Città Fujiko fm 103.1 per parlare di efficienza energetica , risparmio e tutto quello che può interessare le utenze domestiche di luce, acqua e gas.

 

La nostra esperta, Ester Anderlini, tratterà il tema con un occhio di riguardo per i consumatori e i tanti studenti che in questo periodo entrano in nuove case!

 

feder bologna

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Danni dopo il blackout, risarciti

Dal Resto del Carlino del 20/05/2017:

Arrivano i primi risultati positivi per gli avvocati di Federconsumatori: risarcite di 7000 euro due famiglie, che nel 2015, avevano subito danni a causa di sbalzi di sovratensione. Due anni fa, infatti, le zone di Pianoro, Valsamoggia, e Sasso Marconi vennero colpite da una forte nevicata che ha causato l’assenza dell’energia elettrica e della linea telefonica per diversi giorni. Per questo disagio, legato ad un blackout, l’associazione è riuscita da tempo ad ottenere  gli indennizzi per i propri associati.

Per un secondo problema invece, riguardante gli sbalzi di sovratensione, Enel non ha fornito ristori alle famiglie colpite, invocando il caso fortuito della nevicata. Infatti, nel momento in cui il distributore aveva ridato l’energia dopo il blackout, l’aveva riattivata a 380 volt anziché alla normale potenza per uso domestico di 220 volt, danneggiando beni di proprietà, come caldaie, elettrodomestici e computer.

<< Abbiamo cercato di trovare con Enel una soluzione comune per i risarcimenti, ma non ci hanno dato alcuna disponibilità>> spiega Maurizio Gentilini, presidente di Federconsumatori Bologna. l’associazione ha avviato cosi due cause pilota per due associati, provando, anche grazie a un simile caso precedente di Cassazione, l’oggettiva responsabilità del distributore.

Ma, a seguito della notifica di queste due cause, è stata Enel Distribuzione a contattare l’associazione per trovare un’accordo e risarcire i consumatori interessati, senza neppure fare la prima udienza.<< Quelle risarcite sono solo due delle 30 famiglie che hanno subito i danni- sottolinea l’avvocato Giampiero Falzone-. Continueremo a lavorare perché tutti possano trovare una soluzione, con l’auspicio di non dovere avviare ulteriori pratiche.>>

 

 

Fonte: Caterina Stamin, su Il Resto del Carlino, ed. cartacea del 20/05/2017.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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L'intervento del presidente di Federconsumatori Bologna al convegno sull'e-commerce

Negli ultimi anni il commercio elettronico ha registrato una crescita costante nel nostro Paese fino a affermarsi come uno settori principali di innovazione per le imprese ed a modificare le abitudini di consumo dei cittadini. Allo stesso tempo assistiamo ad un aumento dei reclami causati dalla violazione delle Leggi a tutela del consumatore. E’ anche cresciuto il numero delle aziende e dei posti di lavoro che riguardano attività legate al commercio online e sono state introdotte nuove dinamiche nella gestione del lavoro, specie nei settori del commercio e della distribuzione.

I dati ci indicano che il fenomeno è in forte ascesa e modifica in modo consistente il concetto tradizionale di acquisto, sia per quanto riguarda la tutela del cittadino in quanto consumatore, sia per quanto riguarda i modi e i tempi del lavoro che aziende sempre più grandi impongono nel campo della distribuzione, con importanti ricadute sulle prestazioni dei lavoratori.

Il fenomeno dell’ e-commerce crea nuove insidie per i consumatori, come testimoniato dalle associazioni di categoria. Federcosumatori registra infatti, un crescente numero di pratiche relative a truffe, mancate consegne e altri problemi legati agli acquisti sulla rete.

Dall’altro lato, sono sempre più frequenti le notizie relative alle condizioni di lavoro precarie e inaccettabili in cui si trovano i lavoratori della distribuzione, che spesso vedono ricadere sulle loro spalle i costi della concorrenza sulla “rapidità” di consegna e sull’efficienza del servizio.

Sono queste le linee direttrici che vedremo analizzate nei seguenti interventi, cercando di cogliere in pieno la complessità del fenomeno.

Intervento di Maurizio Gentilini, presidente Federconsumatori Bologna.

Fin dalla prime parole emerge l’idea di non poter considerare il fenomeno dell’ e-commerce come problema esclusivo dei consumatori.

L’acquisto in rete, non modifica solo gli strumenti e le modalità con cui è necessario intervenire per difendere i diritti dei consumatori, ma modifica in modo consistente anche le modalità di organizzazione del lavoro, sia nell’ambito della produzione, sia in quella della distribuzione.

La crescente importanza che la distribuzione assume in questo tipo di contrattazione pone diverse questioni sulle condizioni che i lavoratori vivono. Spesso, infatti, la ricerca di massima flessibilità oraria e contrattuale da parte di queste aziende, porta a stipulare contratti precari, a giovani, spesso deboli dal punto di vista sindacale e privi di tutele.

L’obiettivo dell’incontro è dunque, quello di impegnarsi a capire complessivamente un fenomeno che lega consumatore e lavoratore, e di iniziare un percorso capace di articolare in modo complessivo le risposte che associazioni e sindacati possono dare, sostiene Gentilini.

Il fenomeno dell’acquisto sul web non può essere considerato solo causato dal risparmio che i consumatori ottengono rispetto ai negozi tradizionali. Quella che emerge è anche una questione di comodità. Si è modificata non solo la catena di vendita, ma anche la catena del valore, ci dice il presidente di Federconsumatori Bologna.

Per raffigurare graficamente come sono cambiati i modi ed i luoghi di acquisto si può immaginare di partire da quello che era il negozio di quartiere, subito superato dal supermercato in prossimità del quartiere, per poi giungere agli ipermercati e agli outlet, luoghi sempre più isolati, ideali per l’acquisto di massa delle famiglie. Oggi l’e-commerce toglie quote consistenti di mercato ai tradizionali canali di vendita e modifica le stesse abitudini di acquisto dei cittadini.

Si registrano, ci dice Gentilini, dati che vedono il mercato dell’e-commerce in crescita in maniera esponenziale fino al 17% tra il 2015 e il 2016, per un giro di introiti pari a 20 miliardi, una cifra consistente se si pensa che sono nel 2012 il mercato degli acquisti online riguardava circa 3 miliardi di euro. Tra i settori che maggiormente sono toccati dagli acquisti in rete troviamo il turismo, l’informatica, l’elettronica, l’abbigliamento e in tempi recentissimi, si registra una forte crescita del settore dell’arredamento.

L’esperienza di Federconsumatori Bologna riportata dal Presidente, insegna che giornalmente le pratiche che riguardano la tutela di diritti legati a questo tipo di acquisti cresce e il problema principale riguarda la formazione e l’informazione dei cittadini. Le principali problematiche sono: la consegna di prodotti non conformi alla richiesta, la mancata consegna dei prodotti, la consegna di prodotti difettosi, la difficoltà a far valere diritto di garanzia e altri ancora.

Ma, come accennato, sono cresciute anche le aziende che operano nel settore, il cui peso in termini di occupazione diventa consistente, aggiunge Gentilini, ammonendo circa i problemi di flessibilità contrattuale, oraria, e delle condizioni generali in cui si trovano i lavoratori di questi settori, a causa delle modalità di organizzazione del lavoro su cui spesso queste aziende scaricano il costo della concorrenza sul “tempo di consegna”, che è determinante in questo tipo di mercato.

Sono questi i temi che i vari relatori sono chiamati ad approfondire, cercando di analizzare ognuno con la propria sensibilità gli spunti proposti.

Prima della chiusura, un merito va riconosciuto a Rosario Trefiletti e alla Federconsumatori Nazionale, secondo Gentilini, quello di aver concentrato l’attenzione su una parte importante della tutela dei diritti, appunto quelli dei consumatori, che spesso è stata tralasciata dai soggetti tradizionali di tutela, ma che invece rappresenta un importante campo di conflitto politico, sopratutto contro le aziende che vedono il consumatore come il soggetto ultimo su cui scaricare i costi del processo produttivo.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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L'acqua è un bene comune e non si vende!

Ecco il certificato che attesta la nostra partecipazione a “Salva la Goccia” perché l’acqua è un bene comune e non si vende!

 

 

Nuovo Documento di Microsoft Word

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Nuove regole e indennizzi per le interruzioni di energia elettrica

L’Autorità per l’Energia ha fissato nuove regole per tutelare i clienti finali in caso di interruzioni di energia elettrica, in sostituzione di quelle precedenti che avevano mostrato tutti i loro limiti nei black-out del 2010 in Toscana, del 2015 in Emilia-Romagna e più recentemente in Abruzzo.

Le nuove regole, che si applicano  anche alle interruzioni dovute a cause di forza maggiore come abbondanti nevicate o altri fenomeni naturali, incentivano le aziende distributrici a farsi carico del problema in tempi brevi, utilizzando se necessario anche soluzioni temporanee come gruppi elettrogeni.

Il limite entro cui le società sono tenute a ripristinare il servizio è fissato in 72 ore. Entro questo termine, gli indennizzi ai clienti finali per i disagi sono erogato dal Fondo Eventi Eccezionali (un fondo creato con il contributo di tutti gli utenti che pagano una quota in bolletta), ma  oltre le 72 ore la responsabilità sarà totalmente a carico di Terna e delle società distributrici. Solo in caso di documentato rischio per la sicurezza degli addetti alle riparazioni, i distributori potranno ottenere una deroga, mentre non rilevano altri problemi come l’inagibilità delle strade o di caduta di alberi.

Per quanto riguarda l’importo degli indennizzi, è eliminato il tetto dei 300 euro e le famiglie potranno ricevere indennizzi fino a 1000 euro per un disagio di 240 ore (10 giorni). Importi più elevati sono previsti per le piccole e medie imprese.

La nuova delibera sugli indennizzi, che avrà efficacia a partire dal 1 ottobre 2017, segue di pochi giorni l’emendazione delle Linee Guida per la presentazione di Piani di lavoro per l’incremento della resilienza del sistema elettrico, con le quali si impone a Terna e ai distributori con un bacino di oltre 50.000 utenze di presentare entro marzo un programma di lavori per aumentare la resilienza, ovvero la capacità degli impianti di resistere ad eventi eccezionali e di ripristinarsi con rapidità.

 

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.

 

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Cosa abbiamo fatto lo scorso anno?

Ecco il consueto resoconto della nostra attività per l’anno appena trascorso.

È stato un 2016 molto intenso e impegnativo ma che ci ha dato anche grandi soddisfazioni. I settori della telefonia e dell’energia continuano a farla da padroni con il 63% dei casi, seguiti dal contenzioso bancario.

Nel settore del turismo, invece, è stata ottenuta un’importante sentenza di principio in tema di annullamento del viaggio per cause non imputabili al consumatore.

Il pdf con il resoconto della nostra attività è disponibile per il download qui sotto:

Attività 2016 federconsumatori web

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Energia: sanzionate ENI ed Enel Servizio Elettrico

Milano, 09 dicembre 2016

L’Autorità per l’energia ha avviato un procedimento sanzionatorio nei confronti di Eni SpA per violazione degli obblighi informativi in caso di interruzione della fornitura dei clienti gas disalimentabili, con una possibile sanzione fino a circa 920 mila euro (deliberazione 699/2016/S/gas) e irrogato una sanzione di circa 800 mila euro nei confronti di Enel Servizio Elettrico SpA per violazioni in materia di qualità commerciale del servizio di vendita di energia elettrica (deliberazione 700/2016/S/eel).

Il procedimento nei confronti di Eni nasce da un reclamo pervenuto allo Sportello per il consumatore di energia dal quale, durante la fase istruttoria, è poi emerso come la Società nel corso del 2015 non avesse informato correttamente circa 7.300 clienti morosi dell’imminente intervento di interruzione della fornitura gas, come previsto dalla regolazione, non consentendo loro di scegliere se evitare l’intervento con il pagamento di quanto dovuto o subire l’interruzione con i conseguenti costi di ripristino. Inoltre, a partire da marzo 2016 Eni ha introdotto una lettera standard di preavviso di interruzione non conforme a quanto previsto dalla regolazione, cioè priva dell’informativa sulle modalità di ripristino della fornitura. Considerando le aggravanti per aver commesso precedentemente altre violazioni di natura diversa e le attenuanti per aver eliminato alcune delle conseguenze dell’attuale violazione, è stato avviato un procedimento sanzionatorio con una sanzione finale prevista di 919.500 euro. L’esercente ha la possibilità di aderire (entro trenta giorni dalla notifica della deliberazione 699/2016/S/gas) alla chiusura dello stesso procedimento con procedura semplificata, mediante il pagamento di un terzo della sanzione, previa dimostrazione della cessazione della condotta contestata.

Per quanto riguarda Enel Servizio Elettrico, a seguito di diverse ispezioni[1] sono state accertate (con la delibera sanzionatoria 700/2016/S/eel) numerose infrazioni riguardanti la qualità commerciale del servizio di vendita. Tra queste: l’errata classificazione dei reclami scritti e delle richieste di rettifica di fatturazione dei clienti finali come semplici richieste di informazioni; l’omessa o ritardata erogazione di indennizzi automatici a favore dei clienti finali nei casi di mancato rispetto degli standard previsti dalla regolazione; l’assenza di motivazioni adeguate nelle risposte ai reclami e alle richieste di rettifica di fatturazione. La sanzione finale irrogata è di 802 mila euro. Le deliberazioni sono disponibili sul sito www.autorita.energia.it

[1] Verifiche ispettive relative al periodo II semestre 2009 – I semestre 2010 effettuate nel gennaio 2011 ai sensi della deliberazione VIS 143/10, con successive fasi di riesame delle risultanze istruttorie a causa della complessità del procedimento e del contenzioso in atto presso la Giustizia amministrativa.

 

(Comunicato stampa AEEGSI del 9-12/2016)

 

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Trivelle: Federconsumatori invita i cittadini a votare SI

La Federconsumatori, da sempre in prima linea della tutela dei cittadini e dei loro diritti, reputa inammissibile l’alone di vaghezza ed il silenzio creato attorno al referendum abrogativo “anti trivelle in mare”, del prossimo 17 aprile.

In questa data tutti i cittadini saranno chiamati ad esprimersi sulle trivellazioni, ovvero l’attività di ricerca ed estrazione degli idrocarburi nelle acque italiane entro 12 miglia marine (circa 22,2 km) dalla costa.

Il quesito sul quale i cittadini sono chiamati ad esprimersi riguarda la possibilità che tali attività proseguano per tutta la vita del giacimento.

Il referendum riguarda solo i giacimenti già esistenti, perché la richiesta di nuove concessioni per l’estrazione a ridosso della costa è già vietata.

La Legge di Stabilità 2016 (n.208 del 2015) ha infatti stabilito (al comma 239 dell’art.1) che gli impianti già collocati entro quella fascia costiera possono continuare la loro attività “per la durata di vita utile”, vale a dire fino all’esaurimento del giacimento e non fino alla fine del periodo di concessione, 15 anni.

Il quesito referendario recita:

“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art.1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” (legge di stabilità 2016), limitatamente alle seguenti parole: “Per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

Se vincerà il Sì, come auspichiamo,  sarà impedito alle società petrolifere di sfruttare i giacimenti di idrocarburi a ridosso della costa italiana oltre il termine della concessione. Nel giro di qualche decennio verrebbe così fermata l’estrazione in tutti gli impianti di vecchia concessione.

Un fatto estremamente rilevante, dai risvolti importanti per la salute delle nostre acque e dei cittadini. Recenti dati scientifici hanno infatti rivelato che i nostri mari sono interessati da contaminazioni da idrocarburi policiclici aromatici e metalli pesanti, sostanze che sono in grado di risalire la catena alimentare fino a raggiungere gli esseri umani. Nei pressi delle piattaforme si trovano abitualmente sostanze associate a numerose patologie gravi, che possono giungere ai cittadini attraverso il pescato.

È evidente, quindi, che si tratta di una tematica di primaria importanza per la salute dei cittadini.

Ma votare Sì non significa solo tutelare il diritto alla salute, ma anche battersi per politiche energetiche sostenibili, per la tutela dell’ambiente e delle coste, patrimonio inestimabile del nostro Paese.

È da sottolineare un elemento unico: è la prima volta nella storia della Repubblica che un quesito referendario è stato ammesso senza la raccolta di 150mila firme, bensì su richiesta dei Consigli Regionali di Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna e Veneto.

È importante che i cittadini siano adeguatamente informati su questa tematica, che interessa direttamente la loro salute e il loro territorio. Affinché vinca tale referendum abrogativo è indispensabile andare a votare: se l’affluenza alle urne sarà inferiore al 50% la legge resterà immutata, indipendentemente dall’esito del voto.

 

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Energia: più difficili i distacchi in caso di reclamo

Con una delibera che entrerà in vigore il prossimo 1 luglio, l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) ha fatto un passo avanti verso i consumatori allargando i casi in cui ai gestori è vietato sospendere la fornitura per morosità. Se il cliente finale invia reclamo nei confronti di una fattura entro 10 giorni dalla scadenza, a condizione che l’importo della fattura stessa sia superiore a 50 euro, le società di vendita devono fornire una risposta chiara e dettagliata e, in caso di mancata o incompleta risposta, non potranno procedere alla sospensione della fornitura.

Viene anche specificato dalla delibera cosa si intende per “fatturazione di importi anomali”: si ha nel caso in cui gli importi in bolletta sono superiori al 150% dell’addebito medio delle bollette degli ultimi 12 mesi per il mercato elettrico e al doppio dell’addebito più elevato degli ultimi 12 mesi per il gas. Oltre alla casistica già prevista fino a oggi ( conguagli che seguono bollette stimate o malfunzionamento dei contatori), saranno comprese anche anche: le bollette basate su dati di misura rilevati o stimati che seguono altre bollette basate su dati rilevati o stimati, le bollette che contengono i ricalcoli di rettifica  per lettura precedentemente errata o ricostruzione dei consumi o  per modifica delle componenti di prezzo applicate), le bollette emesse successivamente ad un blocco di fatturazione e le bollette emesse successivamente all’attivazione della fornitura con valori anomali rispetto all’autolettura comunicata dal cliente.

Il reclamo potrà essere inviato in forma libera ai recapiti scritti in bolletta, inoltre sul sito internet dei venditori deve essere presente un modulo da scaricare.

Le risposte ai reclami dovranno essere, come detto, chiare e dettagliate e dovranno contenere, oltre ai dati già obbligatori, anche le seguenti informazioni: le modalità di fatturazione applicabili in base al contratto, specificando se queste siano state concretamente applicate;  l’origine dei dati (da distributore, da autolettura ecc) e la natura di quelli riportati (rilevati o stimati); nel caso in cui si sia inviata un’autolettura  non coerente con le letture contestate,  è obbligatorio indicare la motivazione del suo eventuale mancato utilizzo. Inoltre,  dovranno essere indicate le ultime letture rilevate con le rispettive date. Se il cliente contesta un consumo anomalo rispetto alle sue abitudini, il venditore dovrà inviare  il dettaglio dei consumi degli ultimi 12 mesi e le modalità e costi per richiedere la verifica del contatore.

Si tratta di novità che accogliamo positivamente nel complesso, visto il perdurare di disservizi nel settore dell’energia e i sempre più numerosi casi di sospensione per morosità. Ricordiamo che in caso di risposta negativa al reclamo, o se il venditore non risponde affatto, è possibile avviare le procedure di conciliazione o di reclamo allo Sportello Energia dell’Autorità, anche con la nostra assistenza.

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