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Tim ti addebita il costo degli elenchi? Ecco come disdire

Nella bolletta di TIM di gennaio, tutti gli anni, è presente l’addebito di 3.90 euro per “consegna elenchi telefonici” .

La consegna degli elenchi (le Pagine Bianche e le Pagine Gialle, ora comprese in un volume unico), viene effettuata massivamente lasciando la “pila” di volumi davanti alle porte dei condomini o nell’atrio, con la conseguenza che molte persone non ricevono il loro elenco. Senza contare tutti i clienti che l’elenco non lo hanno mai chiesto, né lo useranno mai. Quindi come evitare questo piccolo ma fastidioso balzello?

TIM specifica sul suo sito che “è possibile rinunciare gratuitamente in qualsiasi momento al servizio di consegna degli elenchi telefonici, contattando telefonicamente il Servizio Clienti linea fissa 187 o inviando una comunicazione scritta all’indirizzo Telecom Italia indicato sulla Fattura o al numero verde fax 800000187 del Servizio Clienti; in tal caso TIM provvederà a non addebitare più il relativo importo“.

Noi consigliamo di inviare comunque un fax, in modo che resti una prova scritta.

Poi, se si è in vena di fare i pignoli, si potrebbe anche chiedere a TIM di dimostrare di aver richiesto il servizio di consegna, che dovrebbe essere oggetto di specifica accettazione contrattuale, in quanto servizio a pagamento. Se non risulta che il servizio sia mai stato chiesto, il cliente può chiedere il rimborso di quanto pagato negli anni precedenti, con reclamo al fax del servizio clienti e successiva eventuale procedura di conciliazione.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Processo SEAT Pagine Gialle. Possibile la costituzione di parte civile per gli azionisti

La  Federconsumatori si è costituita parte civile nel processo penale contro gli ex amministratori di SEAT Pagine Gialle SpA, accusati di bancarotta fraudolenta.

In vista della prima udienza del processo contro gli ex vertici, che si terrà il 19 gennaio 2017, Federconsumatori si prepara ad assistere tutti coloro che vogliano costituirsi parte civile.

 

*** AGGIORNAMENTO DEL 13/01/2017: 

In merito al processo penale in corso contro Seat Pagine Gialle, siamo a comunicarVi l’impossibilità di procedere tramite la Federconsumatori alla costituzione di parte civile dei risparmiatori danneggiati.

Difatti, dato l’esiguo numero di richieste pervenute ad oggi alla nostra Associazione dalle diverse Regioni, i legali incaricati da noi delegati ci hanno appena comunicato che non è possibile esperire a costi contenuti un’azione legale collettiva.

È sempre possibile ovviamente la costituzione di parte civile in autonomia del singolo risparmiatore

 

 

 

Entro la data della prima udienza i detentori di azioni Seat Pagine Gialle SpA ed anche coloro i quali le abbiano detenute in passato, possono costituirsi parte civile, al fine di chiedere alle persone indagate il risarcimento dei danni subiti dai risparmiatori.

Gli interessati che desiderano la nostra assistenza possono contattare le nostre sedi entro e non oltre il 12 gennaio 2017. I risparmiatori, ai fini della costituzione di parte civile, sono tenuti a presentare la seguente documentazione (in fotocopia):

– ordine di acquisto delle azioni Seat Pagine Gialle, e/o ordine di vendita;
– estratti conto completi del dossier/conto titoli, con riferimento alle azioni Seat Pagine Gialle (in caso di difficoltà nel reperimento di tali estratti conto, per il momento saranno sufficienti anche solo gli ordini di acquisto e/o di vendita).

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La tutela agli azionisti di Seat Pagine Gialle

Come è noto, la Seat Pagine Gialle è stata un’ azienda leader nel settore della pubblicità multimediale.

All’inizio degli anni 2000, la suddetta azienda aveva una capitalizzazione di borsa superiore a 20 miliardi, addirittura superiore a quella della Fiat.  Oltre 300 mila risparmiatori hanno investito in azioni Seat per somme minime ma anche rilevanti.
Molti di questi risparmiatori, spinti dal battage pubblicitario, hanno investito in azioni Seat anche tutti i loro risparmi o il Tfr.

Nel 2003 alcuni fondi di investimento acquistarono il 62,5 di Seat Pagine Gialle da Telecom. Per sostenere l’operazione, fu impiegato circa un terzo di capitale proprio ( quasi un miliardo di euro) la restante parte ottenuta a mezzo di finanziamento da parte della Royal Bank of Scotland.

Questo debito fu presto scaricato sulle spalle di Seat Pagine Gialle e sugli azionisti.

L’anno seguente la società decise di distribuire un dividendo in assenza di utili, finanziato dall’emissione di Bond attraverso una società veicolo ( Lighthouse) per 1,3 miliardi di euro.  Con la raccolta furono finanziati prestiti in corso e fu emessa una cedola da 3,46 miliardi di euro. Con tale operazione Seat Pagine Gialle è stata spolpata e saccheggiata dai fondi che hanno portato avanti l’azione finanziaria sopra descritta; il tutto a danno dei piccoli azionisti. A titolo esemplificativo, se prima un’azione di Seat Pagine Gialle  era quotata a 7 euro, oggi non vale niente.

La Federconsumatori ha deciso di intervenire a difesa di oltre 300.000 piccoli azionisti ed ha incaricato il consulente legale nazionale, Avv. Massimo Cerniglia, e l’avv. Ugo Scuro, che per primo ha sollevato anche in sede giudiziale il problema della tutela dei risparmiatori di Seat Pagine Gialle, di intraprendere delle azioni legali collettive per la difesa dei piccoli azionisti. E’ stato, a tal fine, predisposto un indirizzo di posta elettronica, che è il seguente: piccoliazionistiseatpg@gmail.com al quale i piccoli azionisti potranno indirizzare le proprie richieste di intervento.

Per aderire all’azione legale sarà necessario consegnare la procura notarile il cui testo, già predisposto, verrà inviato direttamente a seguito del ricevimento della richiesta di adesione che dovrà pervenire direttamente alle sedi territoriali che provvederanno all’iscrizione dell’assistito e alla richiesta di un contributo associativo di 100 euro per ogni aderente all’iniziativa giudiziaria.  Gli ulteriori documenti necessari per la causa e le condizioni economiche per aderire, saranno indicati direttamente con le mail di risposta. La documentazione potrà essere inviata direttamente all’indirizzo di posta elettronica sopra indicato o consegnata alle sedi territoriali.

 

 

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