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Ecco gli Opuscoli di Federconsumatori!

Come associazione di consumatori siamo convinti che l’informazione sia la prima forma di tutela per i consumatori.Famiglie, anziani o bambini, è necessario essere consapevoli della “scelta di acquisto” che si compie preferendo un bene ad un altro, in termini di qualità, di sicurezza e di garanzie.

Ci siamo soffermati in questi comodi e leggeri opuscoli su due argomenti attualmente di particolare rilevanza. L’acquisto in rete, l’e-commerce, uno dei fenomeni che negli anni è cresciuto di più e tocca ormai tantissimi italiani. Insieme alla convenienza e alla facilità di trovare affari, crescono anche le truffe e i raggiri che in rete è possibile incappare. Una piccola informazione sugli strumenti per rendere l’acquisto in rete più sicuro è utile per evitare problemi e comprare in sicurezza!

Ecco  guida sull’ E-commerce realizzata insieme al contributo di FederconsumatoriER.

 

La seconda guida riguarda la sicurezza dell’abbigliamento e dei giocattoli per i bambini. Una recente ricerca europea, infatti,  ha mostrato come proprio per i più piccoli i capi di abbigliamento in molti casi non rispettano basilari regole di sicurezza. I giocattoli, gli strumenti più utilizzati dai più piccoli, devono superare determinate prove tecno-fisiche. Ecco un vademecum realizzato con l’ausilio di FederconsumatoriER breve e pratico per riconoscere i capi sicuri e gli eventuali marchi di garanzia:

 

Vademecum giocattoli e vestiti per i più piccoli

 

 

feder bologna

 

 

 

 

 

 

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

 

 

 

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OPA Lactalis su Parmalat: attenzione alle conseguenze!

Gli azionisti Parmalat hanno ricevuto negli ultimi giorni, da parte del socio di maggioranza Sofil (Lactalis), una proposta di acquisto per le azioni da loro detenute. L’offerta pubblica di acquisto (OPA) è finalizzata all’acquisizione totalitaria delle azioni: Lactalis, che già ne detiene oltre l’87% , punta all’acquisizione della parte residua di capitale e al successivo ritiro della società dal mercato quotato italiano.

Il prezzo, fissato in € 2.80 ad azione, è leggermente inferiore al valore delle azioni al momento in cui si scrive (28 febbraio); alcuni investitori, come ad esempio il fondo di investimento Amber, l’ha definito non adeguato. In ogni caso non è nostro scopo dare consigli ai risparmiatori sull’adesione all’OPA;

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vogliamo piuttosto avvisare i risparmiatori sulle conseguenze dell’eventuale successo dell’operazione. Lactalis ha dichiarato la sua intenzione di ritirare la società dal mercato quotato. Per il cosiddetto “delisting” è sufficiente che Lactalis acquisisca poco più del 2% delle azioni, ovvero che raggiunga la soglia del 90.5%.

A questo punto, chi non avesse aderito all’OPA si troverà con una quantità di azioni non più negoziabili in borsa, in quanto Parmalat diventerebbe una società “chiusa”. Sarà quindi molto più difficile per il socio liquidare le proprie azioni: non potrà più semplicemente dare mandato alla banca, ma dovrà cercare un compratore e, in mancanza, non resterebbe altra via che che esercitare il recesso dalla società, nei modi e nei tempi previsti dal Codice Civile (artt.2437 e seguenti).

Riteniamo che questo aspetto sia molto importante e che debba essere valutato attentamente dal piccolo risparmiatore, per evitare decisioni affrettate basate unicamente sul prezzo dell’offerta.

E.A.

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″

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Trasporto Marittimo: accertato e multato un cartello di quattro compagnie nelle rotte per la Sardegna

Un comunicato stampa dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato  annuncia sanzioni di oltre 8 milioni di euro per quattro compagnie di navigazione, Moby, SNAV, Grandi Navi Veloci e Marinvest, colpevoli di aver realizzato un’intesa per l’aumento dei prezzi per i servizi di trasporto passeggeri nell’estate 2011 sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres.

Nel provvedimento si evidenzia come, negli anni 2006 – 2009, i prezzi dei biglietti di trasposto passeggeri nelle rotte indicate fossero in costante siminuzione e solo nel 2010 si assisteva ad un cambio di rotta con aumenti, a detta dell’AGCM, particolarmente significativi: ad esempio, la tariffa Best Offer praticata da Moby nel 2011 aveva subìto un rincaro oscillante tra il  125%  e il 177% rispetto al 2010, a fronte di una riduzione dei passeggeri trasportati.

In generale, considerando la media delle offerte,  gli incrementi di prezzo praticati dalle società Moby, GNV, SNAV e Forship risultano generalmente aumentati del  65% da un anno all’altro.

A nulla sono valse, davanti all’Autorità, le difese delle compagnie che hanno giustificato l’aumento delle tariffe  con la “corsa” del prezzo del carburante: questo, infatti, incide sul prezzo in una percentuale sicuramente inferiore rispetto ai rincari.

Allo stesso modo, secondo l’Autorità la sussistenza di perdite nell’esercizio precedente non è di per sé idonea a giustificare il rialzo parallelo dei prezzi.

In conclusione, L’AGCM ha accertato un parallelismo di condotte, nella stagione estiva 2011, che è il frutto di un’intesa anticoncorrenziale, non potendosi spiegare tali comportamenti in chiave di autonoma e consapevole scelta imprenditoriale.

La sanzione è stata pesante per Moby (5.462.310 euro) e Grandi Navi Veloci (2.370.795 euro), un po’ più ridotta per SNAV (231.765 euro) e Marinvest (42.575 euro), in considerazione della presenza minore di queste due società sul mercato e dei loro più bassi fatturati.

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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"La stangata d'autunno costa 773 euro". Intervista al Corriere della Sera Bologna 4/9/12

Sarà un autunno molto difficile per le famiglie bolognesi. Già alcune settimane fa la Cisl aveva parlato di un autunno caldo alle porte perché oltre ai dati scioccanti sulla crisi economica e sulla chiusura delle imprese le famiglie bolognesi dovevano fare i conti con aumenti consistenti del gas (+11%), dell’elettricità (+21%), dell’acqua e dei rifiuti (+5%), dei prodotti alimentari (+7%), del trasporto (+28%) e dei libri scolastici (+4%). Ma rispetto alla metà di agosto se possibile la situazione preoccupa ancora di più. Ieri la Federconsumatori, che ha annunciato insieme alle altre associazioni dei consumatori una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio, ha diffuso stime sulla crescita dei prezzi ancora più preoccupanti. Ai circa 2.333 euro di spese in più per le famiglie italiane già calcolati ha aggiunto altri 392 euro per gli alimentari e 471 euro in più per i costi della casa.

(continua sul Corriere della Sera edizione Bologna del 4 settembre 2012)

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Liberalizzazioni: si può fare di più e meglio

Sarà che sono trascorsi 5 anni dai provvedimenti sulle liberalizzazioni  (che il Governo Berlusconi aveva reso inefficaci), sarà che la situazione economica del Paese e il reddito medio delle famiglie hanno assunto dimensioni di vera crisi, sara’ che in questa situazione  non è più tollerabile la posizione di previlegio di diverse categorie,  sarà che le lobby rappresentate in Parlamento hanno esercitato tutti i sistemi di pressione possibile, sarà che la campagna mediatica nei giorni precedenti il varo del Decreto è stata pressante, sta di fatto che  analizzando i provvedimenti assunti ci sono diversi punti sui quali – pensiamo – si poteva fare di più e meglio e anche questa volta molti cittadini-consumatori sono rimasti delusi.

Le nuove norme avrebbero dovuto garantire un’apertura forte di molti settori alla concorrenza, per favorire lo sviluppo e la modernizzazione del nostro Paese e per dare risposte concrete alle famiglie che hanno subito una  diminuzione  del potere d’acquisto  dell’1,9%, secondo gli ultimi dati Istat.

La riforma dell’azione giudiziaria collettiva, la cosiddetta class action, non compare piu’ nel pacchetto delle misure adottate,  i consumatori si attendevano la definizione di una pratica migliore rispetto all’attuale impossibilità’ di metterla in atto. Si spera che la decisione sia solo rimandata, intanto rimane il privilegio concesso a tante grandi aziende che troppo spesso attuano  pratiche scorrette.

La misura più attesa dai consumatori era senz’altro quella sulla benzina, visto i continui rincari: prevedere la possibilità per i benzinai (sia proprietari che non) di acquistare i carburanti in modo libero da grossisti e rivenditori diversi dal marchio dell’impianto. Le misure adottate invece sono marginali e non rispondono alla situazione .

E’ scomparsa anche la possibilità di poter acquistare farmaci di fascia C (quelli con obbligo di ricetta medica, ma a totale carico del cittadino)  negli ipermercati e nelle parafarmacie: questa opportunità avrebbe  potuto creare circa 5mila nuovi posti di lavoro, determinando, grazie alla concorrenza che si sarebbe aperta, un abbattimento dei prezzi dei singoli prodotti con  un risparmio calcolato tra i 250 e i 500 milioni di euro l’anno.

Le banche anche stavolta escono sostanzialmente indenni dal decreto: nessuna riduzione dei costi sulle commissioni a carico del cittadino.

Sulle polizze assicurative, necessarie per accendere un mutuo, ci si aspettava che venisse eliminato l’obbligo di sottoscrizione, mentre la nuova norma prevede solo la scelta fra due preventivi.

Da registrare, tra le positività del Decreto, il fatto che per i “servizi pubblici locali”, per i quali sono favoriti gli accorpamenti e le aggregazioni di aziende, è annullato il divieto alla gestione del servizio idrico: una vittoria per  i comitati referendari.

Positiva anche la decisione della separazione proprietaria della rete del gas di Snam da Eni, iniziativa che potrebbe favorire  un effettivo mercato concorrenziale del gas naturale, garantendo un migliore sviluppo della rete infrastrutturale e l’accesso «libero» degli operatori, consentendo fra l’altro di abbassare i prezzi finali al consumatore.

Siamo comunque all’inizio di un processo, come ci testimoniano i cittadini che ogni giorno vengono ai nostri sportelli per chiedere assistenza, in cui è forte la domanda di giustizia sociale: troppe le famiglie che vivono a reddito fisso con sacrifici sempre più duri rispetto a tante altre che invece continuano a godere di alte rendite, vantaggi e abusi fiscali.

Maurizio Gentilini, Presidente Federconsumatori Bologna

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Manifestazione "TASCHE VUOTE" il 15 settembre a Montecitorio

COMUNICATO STAMPA  ADICONSUM – ADUSBEF – FEDERCONSUMATORI – MOVIMENTO CONSUMATORI

Ci uniamo con convinzione all’appello di imprese, banche e organizzazioni sindacali ad una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed ad un segnale di discontinuità per una politica economica che assicuri la sostenibilità del debito pubblico e rilanci una stagione di nuova occupazione.

Ininterrottamente in questi mesi abbiamo denunciato la situazione drammatica del Paese. Una crisi che continua ad abbattersi in maniera pesante soprattutto sui più deboli, sulle famiglie a reddito fisso e sui pensionati. Più di otto milioni di poveri, i risparmi erosi, il calo dei consumi, anche quelli alimentari, sono indicatori chiari di una situazione economica e sociale allarmante e fortemente esposta agli attacchi speculativi dei mercati internazionali.
A fronte di questa grave situazione il Governo si è limitato ad avviare una manovra economica iniqua e sbagliata, che finisce per colpire ancora di più i cittadini.
Per rilanciare lo sviluppo del Paese e per protestare contro l’aumento spropositato di prezzi e tariffe stiamo organizzando la manifestazione “Tasche vuote” il 15 settembre a Roma a Piazza Montecitorio, con il coinvolgimento più ampio possibile di tutte le Associazioni dei Consumatori e delle forze sociali del Paese.
Nell’ambito di questa prima iniziativa, a cui ne seguiranno altre anche su questioni specifiche, inviteremo i cittadini a portare in piazza i simboli della crisi e rilanceremo le nostre proposte per una manovra alternativa, che non pesi unicamente sulle famiglie, riducendone ulteriormente il potere di acquisto con conseguenze gravissime per l’intera economia.
Per risanare e rilanciare nel contempo l’economia del nostro Paese è infatti necessario avviare:
–       Tassa sulle transazioni finanziarie,
–       Equiparazione tassa su rendite finanziarie (eccetto titoli di stato) a media europea del 20%,
–       Più determinata lotta all’evasione fiscale,
–       Tassa sui patrimoni sopra 2 milioni di Euro,
–       Taglio delle accise sulla benzina,
–       Sblocco delle infrastrutture, per rilanciare imprese e occupazione,
–       Tagli ai costi della politica, principalmente su:
o   abolizione Province con salvaguardia occupazionale,
o   accorpamento piccoli comuni,
o   tagli dei fringe benefit di Parlamentari, manager pubblici e amministratori locali.
o   politica di liberalizzazioni, a partire dal settore dei carburanti.
Siamo convinti che solo una grande stagione di impegno per una nuova cultura della responsabilità che accomuni le forze della società e riformi la politica, strumento indispensabile della democrazia, potrà rilanciare il Paese.

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Bonus acqua 2011

Le famiglie in difficoltà possono chiedere, ai sensi del nuovo regolamento dell’Agenzia d’Ambito ATO5, di usufruire di un’agevolazione una tantum per il pagamento della bolletta dell’acqua.

I requisiti sono i seguenti:

– ISEE inferiore a 2500 euro: bonus di € 40
– ISEE inferiore a 12500 euro: bonus di €30

Ha diritto all’agevolazione anche chi ha un’utenza contralizzata condominiale; le domande vanno presentate all’URP del proprio Comune di residenza entro e non oltre il 30 settembre..

Regolamento Bonus Acqua 2011 ATO 5

(Foto di Carnoodles su Flickr.com)

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La posizione di Federconsumatori sull'aumento del costo dell'energia

BOLLETTE ENERGIA ANCORA IN RIALZO.
DAL 1 LUGLIO  +44 EURO SU BASE ANNUA.
DA GENNAIO 2010 GLI AUMENTI AMMONTANO A BEN 170 EURO!

La bolletta annua del 2011, se continua questo trend di aumenti ininterrotti, raggiungerà il record raggiunto già nel 2009, quando una famiglia tipo con un consumo di 1.400 metri cubi ha pagato 1.114 euro. La spesa più alta registrata dal dopoguerra a oggi. Aumenti spaventosi i cui effetti si scaricheranno nell’inverno che ci attende.

Anche per l’energia elettrica, con l’aumento deciso dall’Authority, pari a 8 Euro annui la bolletta del 2011 raggiungerà il record storico registrato nel 2008.
La forte spesa annua è legata all’andamento del prezzo del petrolio al quale le tariffe del gas sono legate e indicizzate in modo improprio.
Le quotazioni del greggio sono passate dai 10 dollari del 1999 ai147 dollari del luglio 2008.
L’altalena dell’oro nero è continuata fino a raggiungere, oggi, la quotazione di circa 96 dollari al barile.
Con l’euro che si è recentemente deprezzato sul biglietto verde, le oscillazioni al rialzo del petrolio rappresentano un pericolo per i bilanci di milioni di famiglie già notevolmente falcidiati dalla grave recessione in atto.

Purtroppo non c’è solo il gioco della domanda e dell’offerta a tenere alto il prezzo del petrolio e le tensioni nei grandi paesi produttori. Ricordiamo da cinque anni a questa parte la speculazione finanziaria ha fatto la sua parte.

In questo contesto, chiediamo al governo misure urgenti e congiunturali, per il superamento dei ritardi “infrastrutturali”, favorendo l’aumento della capacità di importazione dei gasdotti, la costruzione di rigassificatori e di impianti di stoccaggio con le massime garanzie di sicurezza, per far fronte alla “modulazione stagionale”. Sono misure che, tra l’altro, possono limitare la nostra esposizione al ricatto da parte di paesi fornitori di materie prime, come purtroppo avviene puntualmente ogni anno. E’ fondamentale inoltre costruire un processo di concorrenza nel settore del gas ancora dominato dal monopolio dell’Eni nell’importazione della materia prima. Una condizione utile perché si sviluppi anche “a valle” una concorrenza vera sulle bollette del gas.

Chiediamo al Governo l’adozione di alcune misure urgenti per bloccare l’ulteriore aumento delle bollette.”

Innanzitutto è necessario ridurre l’eccessiva imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato per il 39% portandolo progressivamente verso la media europea che è del 20%. Si potrebbe per esempio prevedere un meccanismo di sterilizzazione automatica dell’Iva legata al crescere del costo della materia prima.

In ultimo il governo dovrebbe abolire la cosiddetta tassa sulla tassa, ovvero l’assoggettamento all’Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali, ponendo magari la questione in sede comunitaria.

(Foto di christian.senger su Flickr.com)

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Aumento benzina: comunicato Federconsumatori Bologna

BENZINA:
IL GOVERNO SI MUOVE, ANCORA AUMENTI ANCORA TASSE

Dal 1 di luglio, a causa delle ultime norme decise dal Governo, l’accisa della benzina è arrivata a 61.3 centesimi al litro, con un aumento complessivo tra accise ed IVA di ben 6 centesimi al litro.
Identica cosa per il gasolio che passerà a 47.2 cent. al litro con un altrettanto aumento di 6 cent. al litro.

Rispetto all’anno scorso i pieni di benzina tra costi diretti e costi indiretti aumenteranno di  ben 488 euro (per la precisione +240 Euro annui per i soli costi diretti e +170 Euro annui per i costi indiretti, dovuti al fatto che buona parte dei beni è trasportata su gomma, a cui, si aggiungono, alla luce di questo ultimo “aggiustamento” ulteriori aumenti pari a 48 Euro annui per i costi diretti e 30 Euro per i costi indiretti!).

Ricordiamo, inoltre le maggiori entrate per tasse che l’Erario incamererà.
Per la benzina si tratta di maggiori entrate per 864 MLN di euro annui, per il gasolio di ben 1.800 MLN pari ad un totale di due miliardi e 664 milioni di maggiori entrate.
Tutto ciò equivale a un quarto della manovra economica, poiché, fino al 2014 lo Stato incamererà in più 10 miliardi di Euro.

Ribadiamo, quindi, tutta la nostra opposizione a tale decisione, che esprimeremo attraverso iniziative politiche, sociali e anche legali.
La Federconsumatori sta organizzando, per i prossimi giorni, una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio contro quello che abbiamo definito “uno scippo con destrezza”.

(Foto di jcarlosn su Flickr.com)

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Comunicati di Federconsumatori E-R e CRUFER sugli aumenti tariffari del trasporto ferroviario

Pubblichiamo di seguito il testo integrale del comunicato CRUFER (Comitato Regionale degli Utenti Ferroviari dell’Emilia-Romagna), di cui fa parte anche Federconsumatori, in relazione agli annunciati aumenti del prezzo del biglietto ferroviario nel territorio regionale. A seguire, il comunicato di Federconsumatori Emilia-Romagna (in pdf):

COMUNICATO DEL 24 GIUGNO 2011

INGIUSTIFICATI AUMENTI PER IL TRASPORTO FERROVIARIO REGIONALE DELIBERATI DALLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Dal 1° luglio aumenteranno le tariffe per il trasporto ferroviario in Emilia–Romagna. La Regione ha anticipato al CRUFER i contenuti di una propria delibera che stabilisce un incremento medio del costo dei biglietti semplici del 10% che per alcune percorrenze raggiunge anche il 12% e toccherà quei circa 85.000 utenti giornalieri che utilizzano il treno senza l’utilizzo di un abbonamento.

Un aumento gravoso, dopo quelli di agosto 2010, che rende i biglietti ferroviari in regione tra i più costosi d’Italia e che inevitabilmente indirizzeranno gran parte degli utenti ad utilizzare ancora la macchina, a dispetto di tante, troppe, dichiarazioni sul trasporto sostenibile.

Per un percorso di andata e ritorno in 2°classe della fascia 21-30 km due persone pagheranno complessivamente 11,20€ (oltre 21.650 delle vecchie lire) e per un viaggio nella fascia 81-90 km ben 27,20€ (oltre 52.650 delle vecchie lire). Una situazione simile da febbraio 2011 ha coinvolto i servizi ferroviari Bologna- Portomaggiore e Bologna-Vignola gestiti da FER con aumenti medi del 20%: a titolo di esempio un abbonamento mensile da 3 zone è passato da 38€ a 46€ mentre un titolo mensile a 5 zone è passato dai precedenti 43€ agli attuali 56€.

Il CRUFER stigmatizza questa politica in quanto stabilita senza previsioni di miglioramento dell’inadeguato trasporto ferroviario metropolitano e adducendo come motivazione l’introduzione del Sistema di Tariffazione Integrata a biglietto unico per il trasporto pubblico locale e regionale, basato sulla suddivisione in zone tariffarie. Insomma, l’introduzione della tecnologia nella bigliettazione anziché diminuire i costi del servizio li aumenta scaricandoli su gran parte degli utenti alla stessa stregua di tutte quelle aziende, tanto criticate, che addossano i propri investimenti o inefficienze sul cliente finale.

Il CRUFER ritiene non più sostenibile la prassi di procedere con aumenti ripetuti e decisamente superiori al tasso d’inflazione, comunicati all’ultimo momento, e chiede, oltre alla trasparenza nelle decisioni, la costituzione di una Autority regionale indipendente per il trasporto pubblico e ferroviario che sia in grado di controllare, verificare e intervenire sulle decisioni che vengono prese in questo settore.

COMUNICATO FEDERCONSUMATORI: comFederER tariffeFS 24lugl11

(Foto di followtheseinstructions su Flickr.com)

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