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Buoni fruttiferi: al via la CLASS ACTION di Federconsumatori

Federconsumatori, per la prima volta in Italia, sta avviando una class action per i possessori di buoni fruttiferi postali serie Q, emessi dopo il 1 luglio 1986 e riscossi entro il 19 maggio 2021, che non abbiano ottenuto da Poste le intere somme loro spettanti.

Una vera e propria ingiustizia, che ha sottratto a migliaia di cittadini somme a volte anche ingenti: basti pensare che, per un buono fruttifero serie Q (emesso dal 1988 al 1995) per un valore iniziale di 5.000.000 di Lire, gli interessi non riconosciuti da parte di Poste Italiane SpA e Cassa Depositi e Prestiti SpA ammontano a ben 3.773,49 Euro.

Una Class action , lo ricordiamo, permette di far valere in una sola azione e con costi estremamente contenuti i diritti di molti cittadini vittime della stessa ingiustizia. Siamo convinti che, uniti, riusciremo ad ottenere il riconoscimento dei diritti di piccoli risparmiatori ai quali sono state ingiustamente sottratte ingenti quote dei propri risparmi.

Aderire è semplice. Basterà compilare la pre-adesione sul sito www.serieq.it inviandoci tutti i dati necessari per predisporre l’azione collettiva. Altrimenti, rivolgiti agli sportelli dell’associazione fissando appuntamento al n.051/255810 e portando con te i buoni e le ricevute d’incasso: i nostri consulenti ti diranno se hai i requisiti per aderire all’azione

Se non puoi rientrare nella class action ma ti è stato negato il pagamento di quanto ti spetta, non temere! Esistono comunque modi ulteriori per ottenere giustizia quindi chiamaci per appuntamento 051/255810. Se hai difficoltà a prendere la linea scrivici su info@federconsumatoribologna.it

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Ottenuto rimborso per un viaggio annullato causa covid

La vicenda risolta di recente dalla Federconsumatori ha visto protagonista una consumatrice che, nell’ottobre 2019, aveva acquistato dei biglietti aerei dalle compagnie Air France e KLM per effettuare una vacanza in Ecuador nel marzo 2020.

Il costo per tale acquisto era pari a 2.457,33, interamente versato tramite carta di credito della nostra associata.

Come noto, la gravità della emergenza sanitaria legata alla diffusione su scala mondiale del COVID-19 ha spinto l’OMS, nel marzo 2020, a dichiarare lo stato di pandemia: per tale ragione le compagnie comunicavano la cancellazione dei voli, senza ovviamente indicare alcuna data alternativa.

La consumatrice, pertanto, procedeva con la richiesta di rimborso.

Dopo diversi mesi di attesa, stanca di aspettare il rimborso dell’intero importo corrisposto, la consumatrice si è rivolta alla nostra associazione.

Con l’intervento della nostra consulente Avv. Paola Pizzi, che da anni si occupa di problemi in materia di viaggi, veniva ribadita la richiesta – a suo tempo avanzata – di immediata restituzione dell’intero importo versato per l’acquisto dei biglietti pari ad € 2.457,33 con la precisazione che la consumatrice non intendeva accettare alcun voucher ma esclusivamente il rimborso monetario.

Dopo pochi giorni la nostra consumatrice ha ottenuto la restituzione dell’intera somma versata.

Un grande risultato che ricorda a tutti che non basta rivendicare i propri diritti: i diritti si esercitano perché, in questo modo, se ne impone il rispetto.

La Federconsumatori è al fianco di chi vuole esercitare i propri diritti e lo dimostra ogni giorno anche grazie alla attività sul territorio dei propri consulenti.

Avv. Paola Pizzi

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Rimborso bici pieghevole per i pendolari dell’Emilia-Romagna

Se sei un pendolare residente in Emilia-Romagna puoi chiedere il rimborso per l’acquisto di una bicicletta pieghevole, fino al 50 % del prezzo di acquisto, per un massimo di 300 euro.

Questi i requisiti:

  • aver acquistato una bici nuova di dimensioni massime (da chiusa) pari a 80x110x40 cm;
  • aver effettuato l’acquisto in data non antecedente il 15/05/2020;
  • essere possessori di un abbonamento annuale al servizio ferroviario o un abbonamento integrato ferro-gomma con validità residua di almeno tre mesi oltre la data di acquisto della bicicletta.

Il rimborso non è cumulabile con altri contributi (quindi nemmeno con il Bonus Mobilità del Ministero dell’Ambiente)

Per aderire, la modulistica e le informazioni sono disponibili su questa pagina del sito della Regione Emilia-Romagna

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Vademecum sui viaggi annullati per Covid-19

La diffusione del coronavirus in Italia e in molti altri Paesi, oltre a costituire una grave emergenza di salute pubblica, si ripercuote in molti altri settori, in primis su quello turistico.
Le misure straordinarie appena approvate dal Governo prevedono interventi di sostegno al comparto turistico nonché tutele specifiche per chi abbia acquistato biglietti per il trasporto aereo, ferroviario e marittimo nonché pacchetti turistici. I provvedimenti introdotti prevedono in particolare che coloro i quali:

• siano sottoposti a “quarantena”;
• siano residenti o domiciliati nelle aree interessate dal contagio da Covid-19;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio;
• abbiano programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura che sono stati annullati;
• abbiano programmato soggiorni o viaggi in uno Stato estero che impedisce o vieta lo sbarco, l’approdo o l’arrivo

possano recedere dal contratto e concordare con il tour operator, con l’agenzia di viaggi o con il vettore una soluzione alternativa. L’intermediario (o la compagnia aerea) è tenuto ad offrire al cliente una proposta a propria scelta tra:

• un pacchetto turistico di qualità equivalente o superiore;
• il rimborso;
• un voucher di importo pari al rimborso spettante da utilizzare entro 1 anno dalla sua emissione.

Gli utenti, quindi, possono avvalersi del diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico comunicando al vettore e/o al tour operator e/o all’agenzia di viaggi che rientrano in una delle casistiche sopra esposte, allegando il titolo di viaggio e la documentazione che attesta la programmata partecipazione agli eventi cancellati, chiedendone il rimborso.
La richiesta deve essere inoltrata:
• entro 30gg dalla cessazione delle situazioni di isolamento
o
• dall’annullamento degli eventi
o
• dalla data della prevista partenza.

I viaggiatori possono mettersi in contatto con agenzie di viaggio e tour operator per concordare una delle soluzioni previste dalla normativa, in modo da usufruire appieno del diritto al riconoscimento di un giusto e fruibile indennizzo.
Sollecitiamo i viaggiatori a prestare particolare attenzione ad eventuali richieste di sottoscrizione di impegni, atti o liberatorie che il tour operator o l’agenzia sottoponesse loro in sede di rimborso.
Le medesime condizioni vigono per viaggi ed iniziative d’istruzione, ad oggi bloccati: gli utenti possono esercitare il diritto di recesso prima dell’inizio del pacchetto di viaggio. Anche in questo caso il rimborso può essere effettuato anche tramite l’emissione di un voucher di importo equivalente e da utilizzarsi entro un anno dalla data di emissione.
La normativa è praticamente in vigore dl 23 febbraio 2020 e fino al 2 maggio 2020, salvo reiterazioni o trasformazioni da vedersi successivamente.

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La tutela dei viaggiatori al tempo del COVID-2019: come orientarsi.

La diffusione del virus CODIV-19 ha spinto i governi di vari paesi ad adottare misure restrittive volte alla riduzione del rischio di contagio.

In situazione del tutto eccezionale sono molti i consumatori che chiedono come orientarsi rispetto alla prenotazione di viaggi con voli aerei o treni, o navi ovvero con pacchetti turistici.

Per dare compiuta risposta a come orientarsi in tale mare magnum è bene partire dall’inquadramento fornito dalla stessa giurisprudenza della Suprema Corte che ha fornito chiare e precise indicazioni in materia.

I pacchetti Turistici

Occorre innanzitutto chiarire che per pacchetto turistico si intende, così come testualmente si legge nella sentenza della Cassazione n. 16315/2007, la “prefissata combinazione di almeno due degli elementi costituiti dal trasporto, dall’alloggio e da servizi turistici agli stessi non accessori (itinerario, visite, escursioni con accompagnatori e guide turistiche, ecc.) costituenti parte significativa del “pacchetto turistico”, con durata superiore alle 24 ore ovvero estendentesi per un periodo di tempo comportante almeno una notte (D.Lgs. n. 111 del 1995, art. 2 e segg., ora trasfuso nell’art. 84 del Codice del Consumo).

La pluralità di attività e servizi che compendiano la prestazione valgono in particolare a connotare la finalità che la stessa è volta a realizzare.

Il trasporto o il soggiorno o il servizio alberghiero assumono infatti al riguardo rilievo non già singolarmente e separatamente considerati bensì nella loro unitarietà funzionale, non potendo al riguardo prescindersi dalla considerazione dei medesimi alla stregua della “finalità turistica” che la prestazione complessa di cui si sostanziano appunto quali elementi costitutivi è funzionalmente volta a soddisfare.

il pacchetto turistico infatti è volto a soddisfare “dei profili – da apprezzarsi in condizioni di normalità avuto riguardo alle circostanze concrete del caso – di relax, svago, ricreativi, ludici, culturali, escursionistici, ecc. in cui si sostanzia la “finalità turistica”, o lo “scopo di piacere” assicurato dalla vacanza, che il turista- consumatore in particolare persegue nell’indursi alla stipulazione del contratto di viaggio vacanza “tutto compreso”.

Secondo quanto giustamente evidenziato dalla Cassazione, dunque, la finalità turistica (o scopo di piacere) costituisce un motivo determinante nei pacchetti turistici, tanto da costituirne la causa concreta del contratto (cfr. Cass., 25/5/2007, n. 12235; Cass., 8/5/2006, n. 10490).

Ora in una situazione di emergenza sanitaria, quand’anche il trasporto ed il soggiorno siano prestazioni obiettivamente eseguibili, ciò che risulta inutilizzabile per il consumatore è la finalità turistica del contratto stesso, che risulta privato dello scopo di piacere, di relax che costituisce la sua intrinseca causa.

Sulla base di tali motivazioni la cassazione nella nota sentenza, n. 16315 (Cass. civ. Sez. III, (ud. 22-03-2007) 24-07-2007) ha dichiarato la sopravvenuta irrealizzabilità della causa concreta del contratto de quo dal medesimo stipulato, “rimanendo essenzialmente compromessa la “necessità di assicurare che quella vacanza sarebbe stata poi fruita in condizioni di ordinaria tranquillità, secondo i canoni di valutazione propri di un turista medio“.

In altre parole, i consumatori che hanno acquistato pacchetti turistici, possono senza alcun problema comunicare la loro disdetta ed ottenere la restituzione di tutti gli importi versati per l’acquisto del pacchetto senza dover corrispondere alcuna penale.

Trasporto ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestri

Le misure emergenziali volte ad evitare la diffusione del virus configurano, così come stabilito dal decreto legge n. 9 /2020, una ipotesi di sopravvenuta impossibilità della prestazione secondo quanto previsto dall’art. 1463 del codice civile (cfr.

https://www.enac.gov.it/sites/default/files/2020-03/Decreto-Legge_2_marzo_2020_n_9-art_28.pdf)

Pertanto si configura una ipotesi di impossibilità della prestazione dai:

– soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo;

– soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell’autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;

– soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;

– soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti

– dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

Secondo quanto previsto dal decreto legge in questione, pertanto, tutti questi soggetti hanno diritto al rimborso integrale di quanto corrisposto per l’acquisto del loro titolo di viaggio.

Il decreto specifica in dettaglio forme e termini per richiedere il rimborso.

– Avv. Paola Pizzi consulente legale Federconsumatori Bologna

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018.”

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Grandine e alluvioni 2019, fino al 2 marzo per i rimborsi (ma sono escluse le auto private).

Sono stati finalmente pubblicati i requisiti e la modulistica per chiedere il risarcimento dei danni causati dagli eventi atmosferici estremi di maggio e novembre e dalla grandine del 22 giugno 2019.

CHI PUÒ CHIEDERE IL RIMBORSO?
In questo articolo ci occuperemo dei danni subiti da soggetti privati, a cui sono equiparati le associazioni senza scopo di lucro costituite prima dell’evento (Allegato 1 del Decreto del Presidente della Regione n.5 del 15/01/2020). Per le attività produttive si deve fare riferimento all’Allegato 2 consultabile qui.

QUALI SPESE SONO RIMBORSABILI?
Si può chiedere il rimborso per le spese di:
– ricostruzione delle abitazioni distrutte;
– acquisto o costruzione di nuova abitazione se la ricostruzione non è possibile;
– ripristino funzionale e strutturale di parti dell’abitazione danneggiate;
– riparazione o sostituzione di beni mobili (arredi, elettrodomestici) danneggiati. I beni sono quelli presenti nelle abitazioni.

COME SI CALCOLANO I DANNI?
Per le richieste inferiori a 10.000 euro non è necessaria perizia e il risarcimento di calcola sull’importo indicato dal richiedente, sulla base di preventivi di spesa o, se inferiori, delle spese effettivamente sostenute.
Per i danni superiori a 10.000 euro, invece, è necessaria una perizia redatta da un professionista abilitato, iscritto ad un ordine o collegio, in posizione di terzietà rispetto al richiedente.
Sono previsti percentuali di rimborso e massimali:
– per il ripristino dell’abitazione principale verrà rimborsato l’80% della spesa, fino a un massimo di 150.000 euro;
– per l’abitazione non principale o per la sede di associazione, verrà rimborsato il 50% della spesa fino a un massimo di 150.000 euro (per le riparazioni) o 185.000 euro (per l’integrale ricostruzione), più in questo ultimo caso altri 10.000 euro per la demolizione;
– per i beni mobili danneggiati si prevede un rimborso forfettario di € 300,00 a vano e comunque nel limite massimo di 1.500 euro.

In caso di copertura assicurativa, si può sommare il contributo con quanto ottenuto dall’assicurazione, fino al limite del danno ammissibile.

QUALI DANNI SONO ESCLUSI?
Non sono rimborsabili:
– i danni alle pertinenze e alle aree esterne;
– le spese per la pulizia e la rimozione dei detriti;
– i danni ad immobili non in regola con il catasto;
– i danni agli immobili in costruzione o fatiscenti al momento dell’evento;
– i danni ai beni mobili registrati.

Questo ultimo punto esclude i danni alle auto, che sono stati i beni più danneggiati soprattutto dalla grandine di giugno. Sono rimborsabili solo i danni alle auto aziendali, come previsto dall’All.2.
In un commento al proprio post su Facebook, il Comune di Bologna ha confermato l’esclusione affermando che “la Regione Emilia-Romagna ha comunicato che i fondi stanziati dal governo prevedono il rimborso dei soli danni ai beni immobili”.

QUANDO E COME SI PUÒ PRESENTARE DOMANDA?
La domanda va presentata entro e non oltre il 4 maggio 2020 tramite l’apposito modulo nelle seguenti modalità:
– consegnata a mano e sottoscritta dal richiedente il contributo davanti ad un pubblico ufficiale del Comune autorizzato a riceverla che ne rilascia ricevuta di consegna con numero di protocollo;
– spedita con raccomandata a/r; in tal caso fa fede la data risultante dal timbro dell’ufficio postale accettante;
– inviata tramite PEC al Comune.

E.A.

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico. Ripartizione 2018

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Diamanti: ora BancoBpm dimostri l’attenzione verso i clienti!

Si è tenuto a Milano, nel tardo pomeriggio di lunedì 8 aprile, l’annunciato incontro sulla vicenda “diamanti”,
tra le delegazioni delle associazioni dei consumatori Adiconsum e Federconsumatori con il BancoBpm,
rappresentato dall’amministratore delegato Giuseppe Castagna, dal vice direttore generale Salvatore
Poloni e responsabile della task force Annibale Ottolina.
Nel corso dell’incontro, le AA.CC. hanno espresso il pesante disagio dei risparmiatori che hanno investito in
diamanti, le giuste aspettative di ristoro di quanto investito, la buona pratica di altre banche che hanno
proposto l’acquisto delle pietre e che hanno integralmente rifuso l’importo investito.
L’amministratore delegato, condividendo le affermazioni delle AA.CC. sullo stato d’animo dei clienti, ha
ribadito la volontà del BancoBpm di trovare soluzioni eque, ancorché differenziate nella diversa tipologia
delle posizioni coinvolte.
Adiconsum e Federconsumatori hanno proposto all’amministratore delegato la necessità di rifondere i
risparmiatori a partire dagli investimenti più bassi ed arrivare al ristoro del valore complessivo
dell’investimento, tenendo conto anche della difficoltà di realizzo del bene acquistato.
Inoltre, stante le difficoltà oggettive del curatore, nel consegnare nel breve le pietre in deposito presso la
società IDB, è stato richiesto al BancoBpm di considerare la lettera di possesso delle pietre che il curatore
invierà agli investitori, quale elemento probante per effettuare il ristoro.
A fronte delle proposte delle AA.CC., l’amministratore delegato ed il vice direttore generale, hanno
dichiarato di rispondere in tempi brevi alle richieste effettuate.

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Contributi salvasfratti: ecco 275mila euro dalla regione

E’ con positività che apprendiamo la notizia che la giunta dell’ Emilia Romagna ha recentemente stanziato altri 1,2 milioni di euro per fronteggiare il problema degli sfratti per “morosità incolpevole”. Fondi che si sommano ai 14 erogati dal 2014 a oggi, e che oltrepassano quindi complessivamente i 15 milioni di euro.

 

Come si apprende dai dati e dalle statistiche la spesa per l’affitto della casa grava fino al 40% sul bilancio familiare. La misura è dunque un supporto a coloro che sono definiti come  “morosi inconsapevoli”, i quali appunto sono in condizione di sfratto a causa di problemi legati alla perdita di lavoro o contingenze che hanno mandato sull’astrico il nuclo familiare.

 

Le risorse provengono dall’apposito fondo nazionale, che consente di assegnare i contributi a 13 Comuni e Unioni di Comuni dell’Emilia-Romagna, individuati in base al numero di sfratti in rapporto a quello degli abitanti (i cosiddetti Comuni ad “Alta tensione abitativa”) o in base al numero di situazioni di disagio abitativo causato dagli affitti elevatisovraffollamento degli appartamenti fatiscenza delle case (Comuni ad “Alto disagio abitativo”). Saranno poi i Servizi sociali dei Comuni a provvedere all’assegnazione dei contributi, sulla base dell’istruttoria che accerta lo stato di indigenza e i requisiti di accesso.

 

Le condizioni per ottenere il contributo

L’importo massimo del contributo è di 12 mila euro per nucleo familiare, anche composto da una sola persona. Possono usufruire del ‘Fondo salvasfratti’ le famiglie con cittadinanza italiana o di area Ue, se extraeuropee in possesso di regolare permesso di soggiorno, che abbiano un reddito Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) fino a 26 mila euro. Devono aver ricevuto un avviso di sfratto per morosità, essere titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e residenti nell’alloggio oggetto della procedura da almeno un anno, e non possedere altre abitazioni in ambito provinciale. Tra i criteri preferenziali, la presenza di un ultrasettantenne o di un figlio minore, oppure di una persona con invalidità accertata per almeno il 74%, o ancora di un familiare in carico ai servizi sociali o alle Ausl.

 

Ecco la pagina del sito dell’ Emilia Romagna che spiega ulteriormente la misura.

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

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Banche venete: si può chiedere il rimborso fino al 30 SETTEMBRE

I possessori di obbligazioni subordinate emesse dalle banche venete in difficoltà (Banca Popolare di Vicenza S.p.A. e  Veneto Banca S.p.A) possono recuperare l’80% del loro investimento accedendo al Fondo di solidarietà interbancario di tutela dei depositi. Si è quindi aperta anche per loro la strada già intrapresa dai possessori di subordinate delle cosiddette “quattro banche” (Carife, Banca Etruria, CaRiChieti e Banca Marche).

Il Gruppo bancario Intesa Sanpaolo ha dato la disponibilità a indennizzare per il rimanente 20% gli investitori in strumenti finanziari subordinati emessi dalle due banche. Come concordato con il citato Gruppo, il Fondo Interbancario provvederà direttamente al rimborso – in nome e per conto di Intesa Sanpaolo – della quota del 20% di sua pertinenza. In tal senso, gli investitori dovranno effettuare un’unica istanza al FITD per l’intero ammontare dell’indennizzo.

Potranno presentare le domande di accesso al Fondo  solo coloro che hanno acquistato le obbligazioni subordinate entro la data del 12.06.14 e che hanno un reddito complessivo ai fini IRPEF calcolato al 31.12.14 inferiore a € 35.000  ovvero un patrimonio posseduto al 31.12.2015 inferiore a € 100.000.

La richiesta di rimborso deve essere inoltrata, utilizzando la modulistica presente sul sito del Fondo, corredata di tutta la documentazione, entro e non oltre il 30 settembre 2017

Per avere il nostro supporto nell’inoltro della domanda ci potete chiamare al n.051/6087120 e fissare appuntamento.
Gli orari del nostro centralino sono i seguenti; lunedì, martedì, mercoledì e venerdì 9-12 e 14-17, giovedì 14-17 (a partire dal 28 agosto)

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Proroga per la richiesta di rimborso per le obbligazioni di 4 Banche

Sono stati riaperti i termini per la presentazione dell’istanza di rimborso delle obbligazioni subordinate emesse dalla Banca Popolare dell’Etruria e Lazio, dalla Cassa di risparmio di Ferrara, dalla Banca Marche e dalla Cassa di risparmio della Provincia di Chieti.

Il termine utile è stato posticipato al 31 maggio 2017,ed è stato chiarito che per il computo del patrimonio mobiliare (uno dei requisiti per accedere al Fondo è di non avere un patrimonio mobiliare superiore ai 100.000 euro), vanno escluse le obbligazioni subordinate per le quali viene presentata l’istanza di rimborso.

Alla luce di queste novità, invitiamo tutti coloro che hanno acquistato obbligazioni dalle quattro banche salvate e non hanno ancora chiesto il rimborso a contattarci tramite il numero al n.051/6087120 per fissare un appuntamento,  tramite indirizzo di posta elettronica a info@federconsumatoribologna.it o sui social dalla nostra pagina Facebook .

feder bologna

E.A.
“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”.
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