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Aereo in ritardo? Per il giudice, la compagnia deve pagare la compensazione pecuniaria

Tra i vari disguidi che possono contribuire a “rovinare” la vacanza c’è quello del ritardo, rispetto all’orario di arrivo previsto, del vettore utilizzato (treno, aereo, nave etc.), soprattutto nei casi in cui è necessario proseguire il viaggio con altri mezzi.

Il riferimento normativo della fattispecie in esame è rappresentato dal Regolamento UE 261/2004 che disciplina il caso del ritardo aereo in conseguenza del quale il passeggero ha – automaticamente- diritto alla compensazione pecuniaria di cui all’art. 7 del regolamento 261/2014.

Capita però che le compagnie aeree omettano di versare automaticamente l’importo della compensazione pecuniaria che spetta ai consumatori, adducendo giustificazioni, spesso infondate.

Il caso portato all’attenzione del Giudice di Pace da una coppia di bolognesi riguarda proprio la richiesta di compensazione pecuniaria per i danni a loro provocati dal ritardo di un volo.

Nel mese di aprile del 2019, nostri assistiti, in vista delle vacanze estive, acquistavano dal sito della compagnia Ryanair, dei biglietti aerei di andata e ritorno per recarsi a Palermo nel mese di giugno.

Il volo di rientro era previsto per il giorno 1 luglio 2019 alle ore 22.00 con arrivo a Bologna alle ore 23.30.

Sta di fatto che il giorno 1.07.2019, i viaggiatori in attesa dell’imbarco per Bologna apprendevano che il loro volo aveva un ritardo, che di ora in ora, si faceva sempre più consistente.

I nostri sfortunati passeggeri riuscivano ad imbarcarsi alle ore 00.00 ed il comandante annunciava che, invece di atterrare all’aeroporto di Bologna, l’aereo si sarebbe diretto verso l’aeroporto di Bergamo.

Dopo tali ritardi, gli stessi riuscivano a fare rientro a Bologna alle ore 8,15 del 2.07.2019, dopo una notte di attesa, mentre sarebbero dovuti arrivare il giorno prima alle 23.30.

I consumatori richiedevano tramite la piattaforma Ryanair la compensazione pecuniaria, ma tale richiesta veniva respinta, in quanto la compagnia affermava che la deviazione ed il conseguente ritardo erano stati determinati da motivi inattesi e fuori dal controllo Ryanair.

Si rivolgevano pertanto alla Federconsumatori di Bologna che, a seguito della formulata richiesta di accesso agli atti presso ENAC che presso l’Aeroporto di Bologna S.p.a., riusciva a provare che la chiusura dell’aeroporto di Bologna era stata da tempo programmata per il giorno 2.07.2019. Pertanto, se il volo Ryanair fosse partito in orario (e non con tanto ritardo dipeso esclusivamente da responsabilità della compagnia aerea) i nostri consumatori sarebbero giunti a Bologna alle ore 23,30 e dunque molto tempo prima della chiusura dell’aeroporto.

Con il patrocinio dell’Avv. Paola Pizzi, i consumatori si rivolgevano al Giudice di Pace per la tutela dei propri diritti.

Accertato che il ritardo è stato determinato dalla esclusiva responsabilità di Ryanair, il GDP di Bologna, con la sentenza n. 165/2021 pubblicata in data 25.01.2021, ha condannato la compagnia alla corresponsione della compensazione pecuniaria.

Sentenze come questa contribuiscono a ricordare, alle grandi compagnie aeree, che ci sono degli obblighi da rispettare nei confronti dei clienti.

Per i consumatori invece la sentenza citata rappresenta la semplice conferma della possibilità di tutelare, anche in tempi brevi, i propri diritti.

Avv. Antonio Mumolo

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RyanAir: per l’Antitrust la nuova policy sul bagaglio a mano è ingannevole

È di poche ore fa l’annuncio dell’avvio del procedimento Antitrust contro RyanAir in seguito alla nostra segnalazione delle scorse settimane sul nuovo regolamento tariffario per il trasporto dei bagagli a mano che sarà in vigore dal 1 novembre.
Nel momento in cui è stata annunciata la possibilità di portare a bordo gratuitamente solo una piccola borsa personale e l’obbligo di pagare una cifra compresa tra 8 e 10 euro per il trasporto del classico trolley da cabina, abbiamo richiamato l’attenzione dell’Authority su un comportamento che costituisce a tutti gli effetti una pratica commerciale scorretta e ingannevole. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiesto chiarimenti a RyanAir, prospettando sanzioni pecuniarie e confermando la pressoché inesistente trasparenza tariffaria che caratterizza i prezzi imposti dalla compagnia irlandese: l’AGCM, dandoci pienamente ragione, ha sottolineato che il trasporto del bagaglio a mano è da considerare come un “elemento indispensabile del servizio di trasporto passeggeri”, quindi l’imposizione di un sovrapprezzo provoca una “falsa rappresentazione del reale costo del biglietto” che incide sulla comparazione con i prezzi applicati dalle altre compagnie. Anche l’Autorità ha rilevato, così come da noi segnalato, che le continue modifiche apportate al regolamento creano confusione negli utenti e aumentano “il rischio di incorrere in sovraccosti”.

Naturalmente Federconsumatori accoglie con favore l’intervento dell’Antitrust e, considerando che RyanAir non è nuova a comportamenti non esattamente corretti e trasparenti, esortiamo gli utenti a scegliere con cura il vettore al momento dell’acquisto del biglietto, comparando con la massima attenzione il prezzo finale, e a segnalarci qualsiasi tipo di problematica con la compagnia. Per informazioni e assistenza è possibile rivolgersi alle sedi della Federconsumatori, presenti su tutto il territorio nazionale; per la provincia di Bologna si può chiamare il numero 051/6087120.

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RyanAir anticipa da 4 a 2 giorni il tempo per il check-in gratuito

A partire dal 13 giugno RyanAir ridurrà da quattro a due giorni la finestra di tempo per il check-in online gratuito e i passeggeri che si presenteranno al banco senza aver effettuato l’operazione saranno soggetti al pagamento di una penale di 55 euro. Nel caso in cui si intenda anticipare questo limite di tempo, registrando quindi il check-in prima delle 48 ore, è necessario acquistare il posto a sedere ad un costo che, a seconda della richiesta, può variare dai 4 ai 15 euro. In questo modo anche i clienti il cui volo di ritorno sia previsto a più di due giorni da quello di andata – è sufficiente un semplice “week end lungo” per sforare i termini previsti – e che non abbiano la possibilità di effettuare l’operazione durante il soggiorno sono, di fatto, costretti all’acquisto preventivo del posto per evitare il pagamento della penale, dovendo comunque sostenere un costo ulteriore rispetto quello del biglietto.

Si tratta di una decisione che dal punto di vista prettamente tecnico e legale è legittima, poiché ogni compagnia ha la facoltà di stabilire tempi e modalità di check-in per i propri voli, ma che non può certo essere definita positiva per i viaggiatori. RyanAir, in quanto vettore low cost, punta ad incrementare il più possibile i guadagni sui servizi che esulino dal costo del biglietto vero e proprio, ma come Associazione dei consumatori non possiamo che esprimere un giudizio fortemente negativo in proposito e ci riserviamo di effettuare un’approfondita verifica rispetto ad un eventuale percorso giuridico.

Già lo scorso anno il limite di tempo per il check-in online gratuito era stato ridotto da 7 a 4 giorni e comunque la compagnia non è nuova a decisioni e comportamenti orientati a realizzare il massimo profitto e finalizzate a “spremere” il più possibile i passeggeri. Non ci aspettiamo certo che una società per azioni che opera nel trasporto aereo non abbia il guadagno come obiettivo prioritario, ma vorremmo che almeno si operasse nei limiti del buon senso. Di questo passo cos’altro dobbiamo aspettarci? Che i clienti di RyanAir in un futuro non troppo lontano potranno effettuare il check-in solo in un giorno della settimana, prima del sorgere del sole e in assenza di cielo nuvoloso?

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Voli cancellati con Ryanair: cosa fare

La compagnia aerea low-cost Ryanair ha annunciato la cancellazione di circa 2000 voli fino alla fine di ottobre. L’elenco dei voli cancellati, che è in aggiornamento, è pubblicato sul sito della compagnia a questo link. Spesso a causa dei disagi dovuti alla cancellazione del volo, il viaggiatore si trova a dover affrontare spese aggiuntive e impreviste. Quando queste sono direttamente imputabili alla cancellazione del volo devono essere risarcite dalla compagnia aerea, come garantisce la normativa comunitaria. Dunque, ci siamo attivati per creare uno sportello che si occupi del tema presso la sede di Federconsumatori Bologna, in via del porto 16, per gestire le le richieste di risarcimento da far pervenire a Ryanair, analizzando caso per caso. 

Consigliamo di  conservare le ricevute di tutte le spese sostenute per eventuali pernottamenti supplementari, per l’acquisto di titoli di viaggio alternativi e per l’acquisto di beni di prima necessità.

Non solo il rimborso del prezzo del biglietto,ma anche assistenza e indennizzo fino a 600 euro. Sono alcune delle tutele previste per i passeggeri nei principali casi di disservizio (ovvero la cancellazione del volo), che interessano in questi giorni numerosissimi viaggiatori che dovevano o dovranno partire con Ryanair.

Il passeggero ha diritto ad un rimborso del prezzo del biglietto per la parte del viaggio non effettuata, oppure ad un altro volo il prima possibile o in una data successiva più conveniente per lui, in condizioni di viaggio comparabili.

La compagnia inoltre si dovrà far carico:
  •          dell’assistenza con pasti e bevande in relazione alla durata dell’attesa;
  •           di una adeguata sistemazione in albergo, nel caso in cui siano necessari uno o più pernottamenti;
  •           del trasferimento dall’aeroporto al luogo di sistemazione e viceversa;
  •           di due chiamate telefoniche o messaggi via telex, fax o e-mail.

Vi invitiamo, dunque, a contattarci al numero 051/6087120, tramite i social network, o per mail a info@federconsumatoribologna.it per ottenere assistenza nella richiesta di rimborso che preveda oltre al pagamento del biglietto, un rimborso per le spese ed i disagi che la cancellazione del volo ha provocato. Ogni caso verrà analizzato dai nostri consulenti. 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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