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Vaccinazioni Covid-19 in Emilia-Romagna per i più giovani, studenti fuori sede inclusi

Nell’arco delle prime tre settimane di giugno i cittadini di ogni età sopra i 12 anni avranno la possibilità di prenotare la vaccinazione contro il Covid-19, come disposto dalla struttura commissariale nazionale. In particolare, si aprono le prenotazioni per i nati tra il 1982 ed il 2009, non appartenenti alle categorie a cui è stata data precedenza nei mesi scorsi.

L’apertura delle prenotazioni non è unica: 7 e 8 giugno per la fascia d’età 12-19 anni; 9 e 10 giugno per la fascia d’età 35-39 anni; 11, 12, 13 giugno per la fascia d’età 30-34 anni; 14 e 15 giugno per la fascia d’età 25-29 anni; dal 16 al 18 giugno per la fascia d’età 20-24 anni. Lo strappo iniziale al criterio anagrafico è finalizzato ad assicurare un numero quanto più elevato di alunni vaccinati all’inizio del prossimo anno scolastico.

Le modalità di prenotazione per i cittadini residenti in Emilia-Romagna non cambiano. Ci si può recare agli sportelli CUP, alle farmacie con servizio CUP. Senza muoversi da casa, si può prenotare telefonando ai numeri predisposti dalla USL di appartenenza oppure online: sul sito internet CupWeb (www.cupweb.it) oppure dal proprio Fascicolo Sanitario Elettronico, oppure ancora tramite l’applicazione ER Salute. Sono richiesti solo dati anagrafici, non è necessaria alcuna prescrizione medica. La prenotazione si conclude con la comunicazione di data, ora, luogo della vaccinazione ed eventuali ulteriori informazioni essenziali.

I cittadini non residenti, numerosi in queste fasce di età, hanno ugualmente la possibilità di accedere alla prenotazione, ed alla successiva vaccinazione. L’ordinanza 3/2021 del Commissario Straordinario per l’emergenza Covid-19, infatti, prevede che «ciascuna Regione o Provincia Autonoma proceda alla vaccinazione non solo della popolazione ivi residente ma anche di quella domiciliata nel territorio regionale per motivi di lavoro, di assistenza familiare o per qualunque altro giustificato e comprovato motivo che imponga una presenza continuativa nella Regione o Provincia Autonoma». Se domiciliati in Emilia-Romagna, rientrano in tale categoria gli studenti universitari fuori sede. Diversamente da altre, la Regione non ha dato indicazioni specifiche per questa categoria, che potrà pertanto procedere come gli altri cittadini non residenti.

La modalità è veloce e digitale: per candidarsi alla vaccinazione si accede con Spid (o in alternativa inserendo i propri dati anagrafici) ad una piattaforma virtuale dedicata (https://salute.regione.emilia-romagna.it/candidature-vaccinazione). Compilati i campi necessari e conclusa la procedura sulla piattaforma, si riceve una email di conferma della candidatura. Sarà poi l’ASL a notificare data e luogo della vaccinazione; si applicano i criteri di priorità validi per tutte le altre modalità di prenotazione. Nessuna modifica o rinuncia rispetto al proprio medico di base nel Comune di residenza è richiesta.

Dal 10 giugno, inoltre, anche chi non ha assistenza sanitaria in Emilia-Romagna, cittadino italiano o meno, potrà effettuare il tampone rapido ad un prezzo calmierato (15€) presso le farmacie aderenti al progetto di screening regionale, con esito tracciato. Sospeso invece lo screening volontario gratuito per i mesi di luglio e agosto per alcune categorie, tra cui gli studenti universitari fuori sede.

Fonte: https://www.regione.emilia-romagna.it/

Ricordiamo che gli studenti universitari fuori sede hanno la possibilità di tesserarsi presso Federconsumatori Bologna, ed accedere quindi agli appuntamenti con i nostri consulenti legali, ad un prezzo convenzionato di 10€. Per maggiori informazioni, scrivi a info@federconsumatoribologna.it oppure chiama lo 051/255810.

Foto di StockSnap da Pixabay

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Aiuti agli affitti: a che punto siamo

Che l’emergenza Coronavirus abbia inciso gravemente sul reddito delle famiglie è un dato di fatto, e le famiglie in affitto hanno avuto i problemi maggiori, in assenza di una disposizione, nei vari decreti emergenziali emanati dal Governo, sulla sospensione dei canoni residenziali o su una loro riduzione.

Il Decreto Rilancio ha previsto un credito di imposta per gli affitti commerciali, mentre per gli affitti residenziali, all’art.29, ha aumentto di 140 milioni di euro la capienza del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, uno strumento già esistente la cui gestione è affidata ai singoli Comuni che predispongono appositi bandi annuali.

La Regione Emilia Romagna, dal canto suo, ha stanziato 12 milioni di euro per il sostegno al pagamento dell’affitto. La relativa delibera non è stata ancora, ad oggi, emanata (su questa pagina si possono vedere tutti gli stanziamenti regionali per l’emergenza, con i relativi atti mano a mano che vengono emessi).

Invece il Comune di Bologna, in considerazione della presenza non solo di nuclei familiari ma anche di numerosi studenti universitari fuorisede, ha previsto un impegno di un milione di euro stipulando un protocollo di intesa con l’Università e le associazioni di inquilini e proprietari. Il protocollo prevede:

  • agevolazioni, anche tributarie, per i proprietari che trasformano il contratto da canone libero a canone concordato;
  • agevolazioni per i proprietari che si accordano per una riduzione dell’affitto, se già a canone concordato;
  • incentivi per gli operatori extra-alberghieri (i tanti b&b nati a Bologna ngli ultimi anni) che ospitino, in via transitoria, studenti universitari fuori sede, lavoratori in mobilità e operatori della sanità, a prezzi convenzionati;
  • garanzie che assicurino il proprietario il regolare pagamento del canone.

Sul fronte affitti, quindi, qualcosa si sta muovendo, purtroppo al momento solo sulla carta.

E.A.

Foto di Mediamodifier da Pixabay

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