Articoli

Canone Rai: chi paga? come si paga?

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto una nuova modalità di riscossione mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica. La norma stabilisce la presunzione di detenzione di un apparecchio televisivo da parte di ciascun titolare di un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui l’utente stesso ha la sua residenza anagrafica. Coloro che sono titolari di utenza elettrica di tipo “residenziale” pagano il canone in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa che fornisce il servizio.

Nel caso in cui ad uno stesso codice fiscale (e quindi ad un medesimo soggetto) risultino contemporaneamente associate più forniture, il canone viene comunque addebitato su una sola utenza, poiché vige un principio generale in base al quale il canone stesso è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi televisivi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.

Naturalmente ai fini della determinazione degli importi del canone da addebitare nelle fatture, bisogna tener conto delle dichiarazioni sostitutive presentate dai contribuenti (anche, eventualmente, in qualità di erede in relazione alle utenze elettriche intestate a una persona deceduta) che, pur essendo intestatari di una o più utenze elettriche, non sono tenuti al pagamento poiché il canone è dovuto in relazione alla fornitura intestata ad altro componente della stessa famiglia anagrafica. Nei casi in cui l’utente presenti tale dichiarazione, non si procede all’addebito del canone. Il modello può essere inoltrato in qualsiasi momento dell’anno, ha effetto dal 1° gennaio dell’anno di presentazione e non deve essere ripresentata annualmente, salvo il caso in cui vengano  meno i presupposti precedentemente dichiarati.

Coloro che, pur essendo titolari di un’utenza elettrica residente, non possiedono apparecchi televisivi, per superare la presunzione di detenzione e, quindi, non pagare il canone, devono presentare la dichiarazione di non detenzione, compilando il quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione ha validità annualePer essere esonerati dal pagamento del canone tv per tutto il 2017, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio 2017. La dichiarazione presentata dal 1° febbraio 2018 al 30 giugno 2018 esonera dal pagamento del canone solo per il secondo semestre del 2018 (luglio-dicembre).

Canone tv: il 30 aprile scade il termine per presentare la richiesta di esenzione per età e reddito

Ecco una parte delle indicazioni disponibili sul sito della Federconsumatori nazionale

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate ecco il modulo per la dichiarazione e tutte le informazioni specifiche.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

790 Visite

Dona il 5×1000 a Federconsumatori!!

 

COME DONARE IL 5X1000?

Nel modulo della Dichiarazione dei redditi (730, REDDITI ex UNICO) trovi il riquadro per la“SCELTA PER LA DESTINAZIONE DEL CINQUE PER MILLE DELL’IRPEF”.

 

Firma e inserisci il CODICE FISCALE

della FEDERCONSUMATORI 97060650583

 

Nello spazio dedicato al “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…”.

 

Donare il 5×1000 non ti costa nulla!

 

 

 

PUOI DONARE IL 5X1000 ANCHE SE NON DEVI PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

 

Come? Basterà inserire la firma nella pagina del CUD dedicata alla scelta per la destinazione del 5×1000 dell’IRPEF ed inserire il codice fiscale di Federconsumatori (97060650583) nel riquadro dedicato al sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all’art.10, c.1, lett. A), del D.Lgs. n. 460 del 1997.

Inserire poi il foglio in una busta chiusa, avendo cura di indicare sulla busta nome cognome e codice fiscale e scrivere: DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF. Consegnarla, poi, presso un ufficio postale, presso un CAAF, dal proprio commercialista o presso un intermediario abilitato.

 

 

ENTRO QUANDO PUOI DONARE IL 5X1000

Il termine per la consegna del modello 730 è il 7 luglio per il modello trasmesso da CAF e commercialisti e il 24 luglio per quello inviato direttamente dai contribuenti.

Il modello REDDITI si può presentare dal 2 maggio al 30 giugno presso gli uffici postali e fino al 2 ottobre per via telematica.

 

Che cos’è il 5×1000?

Il 5×1000 è una misura fiscale introdotta dallo Stato Italiano per aiutare gli enti che svolgono attività di utilità sociale. È la possibilità di destinare il 5×1000 dell’Irpef già pagata, (cioè lo 0,5% delle imposte sul reddito delle persone fisiche) quale contributo di solidarietà ad una organizzazione no profit.

 

Sottoscrivere il 5×1000 significa pagare più tasse?

Assolutamente no! Assegnare il 5×1000 alla Federconsumatori non costa nulla. Ciò che si destina alla Federconsumatori è una piccola parte dell’imposta Irpef dovuta, già trattenuta e niente più; è il Governo che poi distribuisce una parte dell’imposta già pagata dal contribuente per scopi di solidarietà.

 

Cosa succede se non si destina il 5×1000?

Se non si sceglie a chi donare il proprio 5X1000, l’importo verrà comunque distribuito dallo Stato, in misura proporzionale, a tutte le altre associazioni ed enti presenti nella lista che sono già state scelte da altri cittadini-contribuenti. Il 5×1000 non è una donazione ma è semplicemente la destinazione di una parte dell’imposta sul reddito.

Più informazioni sul nostro sito nazionale

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

 

822 Visite

Federconsumatori Bologna in TV!

VOLANTINO per tv 7 gold. servizi pubblici 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunedì 10 aprile la trasmissione Aria Pulita ci ospita per parlare di Equitalia, cartelle esattoriali, servizi pubblici e tariffe. Vi aspettiamo tutti sintonizzati su 7 Gold Emilia Romagna, canale 13, a partire dalle ore 8. In replica su Rete8, canale 86, a partire dalle ore 12.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015”

 

626 Visite

Nuovo sportello "Fisco e consumatori"

Annunciamo l’apertura di un nuovo sportello monotematico presso la nostra sede di Via del Porto 16 a Bologna, a partire dal 2 dicembre il mercoledì mattina dalla 9 alle 12, previo appuntamento da fissare al n.051/6087120.
Lo sportello è rivolto ai cittadini che hanno problemi di natura tributaria (avvisi bonari, accertamenti, cartelle esattoriali, etc.).
Si tratta di una novità importante a livello locale che va a colmare un vuoto in un settore particolarmente delicato dove registriamo un sensibile aumento di domanda, spesso privo di supporti idonei a dare risposte ai cittadini.

Presso tale Sportello i cittadini–consumatori troveranno un Avvocato, consulente Federconsumatori, con esperienza e competenze specifiche altamente qualificate nel settore tributario che si avvarrà del supporto tecnico di un Dottore Commercialista, parte del nuovo progetto di consulenza ed assistenza dell’Associazione.

Per presentare al meglio il nuovo sportello, è indetta una conferenza stampa giovedì 26 novembre 2015 alle ore 12 presso la nostra sede in Via del Porto 16 a Bologna. Saranno presenti:
– Maurizio Gentilini, Presidente di Federconsumatori Bologna;
– Avv . Giampiero Falzone,  Avv. Aurora De Dominicis, Avv. Concetta D’amore e Avv, Fabio Iannaccone;
– Nicola Del Viscio, Dottore Commercialista.

686 Visite

Equitalia: nuove regole per la rateazione

Il decreto legislativo del 24/09/2015 n° 159 ha aggiornato le regole per la riscossione dei tributi tramite concessionario (Equitalia), che entreranno in vigore il 22 ottobre 2015.
Lo “spirito” della legge è di favorire il più possibile il rientro spontaneo dei tributi, anche con forme più elastiche di rateazione.

In sintesi:
– se si paga in ritardo una rata, questo non comporta la perdita del beneficio e quindi l’obbligo di pagare l’intera somma in unica soluzione, a meno che il ritardo non superi i 7 giorni (prima erano 5);
– in caso di accordo sul totale da pagare, le rate possono essere almeno 8, con un massimo di 16, suddivise in quattro anni;
– al di fuori dei casi di accordo, resta immutata la norma secondo cui  le somme iscritte a ruolo, fino a 50.000 euro, possono essere rateizzate fino a 72 rate, dichiarando di essere in una situazione temporanea di difficoltà economica. Per somme superiori a 50.000 occorre fornire adeguata documentazione;
– non è più possibile chiedere gli interessi sugli interessi scaduti (anatocismo) ed è stato abbassato il tetto massimo di percentuale che i concessionari possono applicare (il cosiddetto aggio): dall’8% al 6%;
– chi ha avuto in passato un piano di rateazione che non ha rispettato ed è quindi decaduto dal beneficio  nei 24 mesi precedenti l’entrata in vigore del  decreto (ovvero dopo il 22/10/2013), potrà presentare una nuova richiesta di rateazione per le somme residue,  entro 30 giorni (ovvero entro il 21 novembre 2015).

 

 

 

 

Ester Anderlini
Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

657 Visite

Indagine nazionale sulla tassa rifiuti: aumento medio del 21% in quattro anni

Il C.R.E.E.F. – Centro Ricerche Economiche Educazione e Formazione Federconsumatori ha aggiornato e implementato la VIII indagine nazionale sui “Servizi e Tariffe Rifiuti”, in cui sono stati presi in esame gli importi della TARI 2014 nelle 110 città capoluogo. L’impatto della nuova tassa sui bilanci delle famiglie risulta rilevante, non solo perché le cifre previste sono considerevoli ma soprattutto perché nelle ultime settimane dell’anno si concentrano anche i termini di pagamento di altri tributi. Proprio in questi giorni, infatti, oltre alle scadenze di Tasi, Imu e addizionale Irpef, i cittadini stanno ricevendo anche bollette di acconto o di saldo della nuova Tari 2014. Secondo le nostre previsioni l’incasso complessivo dei comuni ammonterà, per la Tari, a 8 miliardi, con un aumento medio per le famiglie italiane del +2,84% rispetto al 2013, senza considerare la componente servizi indivisibili.  Anche la nuova Tari 2014, che ha sostituito la Tares, riflette una “giungla tributaria” in cui, a parità di condizioni, emergono forti differenze da città a città non solo in merito all’importo della tassa ma anche relativamente alla qualità del servizio e alla sostenibilità ambientale. Forti differenze si registrano inoltre sulle “riduzioni, agevolazioni ed esenzioni”.  Alla luce di questi dati emerge la necessità di “riformare la Tari per il 2015”, disponendo tariffe e piani tributari sostenibili per i bilanci delle famiglie e regolamenti, da definire attraverso il confronto con le Associazioni dei Consumatori e le parti sociali.
Mauro Zanini, Vicepresidente nazionale Federconsumatori e responsabile C.R.E.E.F. sottolinea come “l’aumento della tassa sui rifiuti sia triplicato negli ultimi quattro anni rispetto al tasso di inflazione registrato nel medesimo periodo (+7%)” e chiede che “i regolamenti Tari 2015 perseguano una omogeneità nei criteri per le riduzioni, agevolazioni o esenzioni tariffarie e  rivedano con più attenzione il versante delle famiglie con grave disagio economico e sociale, che risultano in fortissimo aumento così come la morosità nel settore”. Inoltre “è necessario che la definizione dei nuovi Piani Economici Finanziari della Tari punti sulla sostenibilità ambientale, sulla qualità del servizio, sulla partecipazione dei cittadini e sulla maggiore efficienza del servizio di gestione dei rifiuti per ottenere il massimo contenimento dei costi”.

TARI 2014
Considerando il campione delle 110 città in cui è stata varata la Tari 2014, per un appartamento di 100 metri quadri con un nucleo familiare di 3 persone, l’aumento medio nel quadriennio 2010-14 è stato del 20,65%, pari a +50 euro (senza considerare nella Tares la componente servizi indivisibili), a fronte di un’inflazione nazionale nello stesso lasso di tempo del 7% (dato Istat). Ciò significa che l’aumento medio ha raggiunto il triplo dell’inflazione. In particolare, l’incremento rilevato è stato del 165% a Reggio Calabria, del 105% a Sanluri, del 73% a Cagliari, del 63% a L’Aquila, del 61% a Palermo, Messina, Matera e Avellino, del +58% a Pisa, del +56% a Pescara e a Trapani e del +54% a Carbonia. Risultano invece in calo gli importi a Cremona (-14%), a Verbania (-13%), a Caserta (-11%), a Cuneo (-9%) ed a Napoli e Udine (-8%). Confrontando i dati relativi alla Tari 2014 e alla Tares 2013 (senza considerare la componente servizi indivisibili) emerge un aumento medio del +2,84% pari a +8 Euro annui, per una spesa complessiva media per la famiglia tipo di 290 Euro per la Tari 2014 e di 282 Euro per la Tares 2013.
Osservando i risultati nel dettaglio, si nota che l’aumento più rilevante è quello di Sanluri, dove la spesa lievita in un solo anno di 1 euro al metro quadro, raddoppiando quindi l’importo annuo (+105%). A seguire troviamo Avellino (+31%), Pescara (+28%), Isernia (+25%), Lodi (+24%), Enna (+23%), Matera e Pisa (+19%), Frosinone e Brescia (+17%), Carbonia e Ravenna (+16%) e Viterbo (+14%).
Per contro, si registra una diminuzione del -21% a Reggio Emilia e Chieti, del -20% a Cremona, del -18% a Trapani, del -17% a Macerata, del -13% a Sondrio, del -11% a Caserta e del -10% Mantova.

Nella classifica delle 10 città più care vediamo in testa Cagliari con una spesa di 532 Euro. Seguono Siracusa con 502 Euro, Reggio Calabria con 496 Euro, Salerno con 473 euro, Napoli con 463 euro, Catania con 434 euro, Grosseto con 414 euro, Carbonia con 412 euro, Benevento con 409 euro e Carrara con 406 euro.

Le 10 città meno care, invece, sono Cremona (con una spesa di 136 Euro), Isernia (155 euro), Udine (161 euro), Brescia e Belluno (175 euro), Vibo Valentia e Ascoli (185 euro), Mantova (186 euro), Verona (190 euro) e Trento (192 euro).

La spesa media nazionale è di 290 Euro.

Per quanto riguarda le grandi città, Roma si colloca al 17° posto con una spesa annua di 372 euro, Perugia al 21° posto con 358 euro, Palermo al 24° posto con 351 euro, Genova al 27° posto con 344 euro, Torino al 28° posto con 342 euro e Venezia al 29° posto con 341 euro. Alla 36° posizione troviamo Milano, (spesa annua di 320 euro) mentre Bari occupa il 40° posto, con una spesa di 317 euro. Bologna (56° posto) e Firenze (85° posto) si collocano invece al di sotto della media nazionale, rispettivamente con 277 euro e 222 euro di spesa annua.

TARES 2013
Per quanto riguarda la Tares, per un appartamento di 100mq e un nucleo famigliare di 3 persone (comprensivo della quota servizi indivisibili 0,30 euro al mq), la spesa massima complessiva è quella di Siracusa, pari a 560 euro annui, seguita da Cagliari (531 euro), Napoli (509,5 euro) e Catania (506 euro). Gli importi minori, invece, sono stati rilevati a Sanluri (125 euro), Isernia (154 euro), Brescia (179 euro), Udine (197 euro) e Matera (198 euro) a fronte di un dato medio nazionale di 312,7 euro annui. Il divario tra chi ha pagato di più e chi paga meno risulta pari ad un rapporto di 4:1.

AGEVOLAZIONI
Dei 110 regolamenti Tari esaminati, il 95% prevede riduzioni, agevolazioni o esenzioni tariffarie per famiglie o fasce sociali deboli per utenze domestiche, operando una distinzione: mentre le “riduzioni” devono essere inscritte tra i costi del Piano Economico Finanziario (p.e. Riduzioni in caso di mancato servizio), le “agevolazioni” devono trovare copertura nel bilancio comunale, quindi non possono essere inserite tra i costi del tributo e la relativa copertura deve essere assicurata da risorse “diverse” dai proventi del tributo stesso. Le agevolazioni per utenze domestiche più applicate risultano essere quelle per le famiglie a basso reddito (il 66% delle città le applica, in aumento rispetto al 60% delle città che le applicava lo scorso anno), seguono le agevolazioni per le famiglie mononucleari (il 29% delle città le applica, nel 2013 solo il 27%), le agevolazioni per le famiglie con disabili o invalidi civili (il 17% delle città le applica, mentre nel 2013 erano il 20%), le agevolazioni per i cittadini in cassa integrazione, mobilità o disoccupazione (le applica il 7% delle città, prima era il 9%).
Un elemento di novità sono le agevolazioni che incentivano la raccolta differenziata, come ad esempio per il compostaggio domestico (con un range di riduzione dal 5% al 30% per quest’ultima tipologia) che vengono applicate nel 58% dei comuni, mentre nel 2013 erano il 55%.
Le delibere dei comuni prevedono agevolazioni basate sugli indicatori Isee o al minimo Inps per i soggetti in condizione di grave disagio sociale ed economico. Tali agevolazioni, nei limiti degli stanziamenti di bilancio degli interventi socio assistenziali, includono riduzioni che dal 10% raggiungono il 50% o il 70% dell’ammontare del tributo fino alla completa esenzione (100%) per i nuclei familiari individuati per numero di componenti, numero dei figli, per gli over 65 e, in alcuni casi, anche in base alla categoria catastale del fabbricato (A3, A4, A5, A6 con superficie inferiore agli 80 m2).
Nell’ambito del campione, le città che prevedono più tipologie di agevolazioni sono, nell’ordine, Novara e Vicenza. In particolare la città di Vicenza prevede riduzioni fino al 70% con bimbi di età inferiore ai 2 anni che utilizzano i pannolini lavabili.

Indagine Tari_dic014_106+4citta

634 Visite

Sisma Emilia: Canone RAI sospeso per chi ha avuto danni

Nota stampa Federconsumatori nazionale.

In seguito alle denunce ed alle sollecitazioni della Federconsumatori, finalmente l’Agenzia delle Entrate ha disposto l’esenzione dal pagamento del Canone Rai per le zone colpite dal sisma del 2012.

Un provvedimento che riguarda esclusivamente coloro che hanno avuto un’ordinanza di sgombero dalla propria abitazione o il cui televisore è andato distrutto a seguito dell’evento sismico.

Finalmente torna a regnare il buon senso.” – dichiara Mauro Zanini, Vice Presidente di Federconsumatori – “Far pagare il canone a chi non ha nemmeno più un tetto sopra alla testa sarebbe stato davvero il colmo dell’ingiustizia.”

Tale disposizione, in ogni caso, è stata adottata con grave ritardo.

Avrebbe dovuto essere presa, infatti, prima del termine del 31 gennaio (ovvero la scadenza fissata per il pagamento del Canone). Molti cittadini, spaventati dalle conseguenze, hanno infatti deciso di pagare in ogni caso, pur non disponendo più di un televisore. Invitiamo tali utenti a fare domanda di rimborso di quanto indebitamente pagato tramite le nostre strutture.

Per coloro che, invece, non hanno ancora pagato, la sospensione non avverrà automaticamente, è necessario inviare all’Agenzia delle Entrate (l’indirizzo specifico è indicato in alto a destra sul modulo) la dichiarazione che attesti l’inagibilità dell’abitazione o la distruzione del televisore, dichiarando altresì di non detenerne altri presso una diversa dimora.

In allegato è disponibile il modulo predisposto dall’Agenzia delle Entrate per tale dichiarazione.

Le sedi della Federconsumatori, inoltre, rimangono a disposizione degli utenti per ulteriori informazioni e per l’assistenza necessaria alla presentazione della richiesta.

richiesta_sosp_tv_sisma

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

711 Visite

Terremoto in Emilia: nuove disposizioni per le bollette sospese

l’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ha approvato la delibera riguardante le agevolazioni per le famiglie  coinvolte nel disastroso sisma dell’Emilia Romagna.
La popolazione colpita dal terremoto potrà usufruire di rateizzazioni automatiche e senza interessi, per un periodo minimo di due anni, per le forniture del mercato tutelato e del mercato libero di energia e gas.

I titolari di utenze diverse da quelle originarie dovranno richiedere esplicitamente le agevolazioni al proprio venditore. Lo stesso vale per le utenze delle città di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Rovigo che hanno ottenuto il differimento dei termini di pagamento degli obblighi tributari.

A questo si aggiunge l’azzeramento dei costi per nuove connessioni, subentri o volture richiesti da cittadini con abitazioni inagibili, anche successivi all’evento sismico. Inoltre  unitamente alla riduzione del 50% delle tariffe di rete valida per due anni è prevista uno sconto del  50% per il primo anno e del 40% per il secondo anno sugli oneri generali di sistema. Per quanto riguarda le bollette elettriche, per le utenze domestiche con un consumo di 2.700 kw/h all’anno il risparmio sarà del 16%. Invece per le bollette del gas, considerando un consumo annuo di 1.400 m3, lo sconto ammonterà al 4% circa.

Per il servizio idrico verrà applicata la rateizzazione automatica delle bollette e la riduzione del 50 % della componente servizio idrico, canone depurazione e canone fognature per un periodo pari a 12 mesi, con un risparmio del 40% circa per una famiglia con un consumo annuo di 200 m3.

Tali agevolazioni sono cumulabili con i bonus energia e gas o la tariffa sociale per il servizio idrico.
Le Società sono tenute a riportare le condizioni delle agevolazioni sia nelle fatture che sui loro siti internet, dando la massima visibilità a tali informazioni.

La Federconsumatori invita chiunque abbia necessità di assistenza o chiarimenti a rivolgersi ad una delle sedi sul territorio.

 

 

E.A.

 

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo svilupppo economico

629 Visite

Sisma Emilia: aggiornato il Vademecum per i cittadini

Pubblichiamo qui l’ultimo vademecum aggiornato ad ottobre 2012, per i cittadini colpiti dal sisma del maggio 2012 in Emilia.
Il Vademecum, a cura delle Associazioni dei Consumatori,  tratta di bollette acqua, luce, gas e telefono, cartelle esattoriali e tasse, mutui, Rc auto.

VADEMECUM SISMA

681 Visite

Rimborso IVA sulla TIA: tutte le assemblee informative per i ricorsi – AGGIORNATO-

Con il passaggio da “TARSU” a “TIA”, nei comuni dove è avvenuto, è stata applicata su quest’ultima l’IVA al 10%.
Nonostante la sentenza della Corte Costituzionale del luglio 2009 abbia dichiarato l’illegittimità dell’IVA sulla TIA, quasi tutti i Comuni coinvolti hanno continuato e continuano tuttora in questa condotta.
La Cassazione con la sentenza dell’8 marzo 2012  ha confermato definitivamente l’illegittimità dell’IVA sulla TIA, attesa la sua natura di “tassa” e non di “tariffa”, pertanto, sulla stessa non è applicabile l’IVA.
Nel 2011 Federconsumatori ha ottenuto  3 sentenze favorevoli dal Giudice di Pace di Genova, Prato ed Alessandria,  per alcuni cittadini che hanno, quindi, ottenuto il rimborso dell’IVA indebitamente pagata.
Della vicenda ci siamo largamente occupati qui e qui ; ora, atteso che l’intervento Governativo non è scontato né previsto, Federconsumatori, con la collaborazione di Spi – CGIL,  intende promuovere l’ azione legale attraverso ricorsi collettivi per ottenere i rimborsi di quanto illegittimamente pagato negli ultimi 10 anni.

Per informare i cittadini sulle modalità, sui costi, i modi ed i tempi dell’azione legale, si terranno assemblee pubbliche in vari comuni della provincia di Bologna, secondo il calendario pubblicato di seguito che sarà costantemente aggiornato:

– ANZOLA DELL’EMILIA – Mercoledì 23 gennaio 2013 alle ore 14.00 c/o il salone della Casa del Popolo

– SAN GIOVANNI IN PERSICETO – Giovedì 24 gennaio 2013 alle ore 14.30 c/o Sala del Consiglio Comunale

– SALA BOLOGNESE – Lunedì 28 gennaio 2013 alle ore 14.30 c/o il Salone della Casa del Popolo

– SAN MATTEO DELLA DECIMA – Martedì 29 gennaio 2013 alle ore 14.30 c/o Sala ARCI

– S. AGATA BOLOGNESE – Mercoledì 30 gennaio 2013 c/o Sala Polivalenteex lavatoio

FUNO DI ARGELATO Giovedì 7 febbraio 2013 alle ore 14.30 c/o Centro Sociale Funo

________________________________________

–  CASTELMAGGIORE  –  Giovedì 11 ottobre 2012 alle ore 14,30 presso la Sala della Resistenza Piazza Pace 9

 

– SAN GIORGIO DI PIANO – Lunedì 1 ottobre 2012 alle ore 15.00 c/o Centro Sociale “Falcone – Borsellino” in via Fosse Ardeatine

– GRANAROLO DELL’EMILIA – Martedì 23 ottobre 2012 alle ore 14,30 c/o Sala ARCI in via San Donato, 203

– MONTERENZIO – Giovedì 25 ottobre 2012 alle ore 20.30 c/o Sala Consiliare del Comune

– MONTE SAN PIETRO – (per i residenti delle frazioni di Monte S.Giovanni e Monte Pastore) Lunedì 22 ottobre 2012 alle ore 20.30 c/o la saletta della Consulta di Monte San Giovanni – Scuola Materna

– SAN PIETRO IN CASALE – Mercoledì 14 novembre 2012 alle ore 20.30 c/o Sala Associazioni Centro Sportivo, Via Costituzione, 18

– BUDRIO – Venerdì 9 novembre 2012 ore 14.30 c/o Centro Sociale La Magnolia , Via Bianchi, 31

 

638 Visite