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Equitalia : articolo su L'Unità del 19 maggio 2012

Pubblichiamo l’articolo de L’Unità del 19 maggio 2012 con intervista al presidente di Federconsumatori Bologna Maurizio Gentilini sulle cartelle esattoriali e la difficoltà dei cittadini.

Equitalia articolo Unità 19-5-12

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Sulla TARSU a Bologna

In questi giorni è molto dibattuta la decisione del Comune di Bologna di chiedere il pagamento della Tassa Rifiuti Solidi Urbani in sole due rate anziché le solite quattro, scelta che ha causato difficoltà nelle famiglie e nei cittadini a più basso reddito. Pubblichiamo un’intervista al presidente di Federconsumatori Bologna Maurizio Gentilini, apparsa sul Resto del Carlino di sabato 5 maggio, che riassume la posizione della nostra associazione al riguardo.

TARSU carlino 5-5-12

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Richiesta di rimborso dell'IVA sulla TIA

* Aggiornato il 28-2-2012*

Di seguito sono disponibili chiarimenti sulla questione IVA sulla TIA e la richiesta di rimborso, da inviare sia al proprio Comune sia alla Società di gestione del servizio.
Si ricorda che è possibile chiedere il rimborso solo per i Comuni che hanno adottato la TIA al posto della TARSU. Nel volantino è presente l’elenco del Comuni della provincia di Bologna che hanno adottato la TIA.

volantino IVA TIA

Richiesta rimborso TIA generico

IVA sulla TIA – riepilogo

Consigliamo anche la lettura di questo illuminante articolo del sito di Federconsumatori Emilia-Romagna.

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Manifestazione "TASCHE VUOTE" il 15 settembre a Montecitorio

COMUNICATO STAMPA  ADICONSUM – ADUSBEF – FEDERCONSUMATORI – MOVIMENTO CONSUMATORI

Ci uniamo con convinzione all’appello di imprese, banche e organizzazioni sindacali ad una grande assunzione di responsabilità da parte di tutti ed ad un segnale di discontinuità per una politica economica che assicuri la sostenibilità del debito pubblico e rilanci una stagione di nuova occupazione.

Ininterrottamente in questi mesi abbiamo denunciato la situazione drammatica del Paese. Una crisi che continua ad abbattersi in maniera pesante soprattutto sui più deboli, sulle famiglie a reddito fisso e sui pensionati. Più di otto milioni di poveri, i risparmi erosi, il calo dei consumi, anche quelli alimentari, sono indicatori chiari di una situazione economica e sociale allarmante e fortemente esposta agli attacchi speculativi dei mercati internazionali.
A fronte di questa grave situazione il Governo si è limitato ad avviare una manovra economica iniqua e sbagliata, che finisce per colpire ancora di più i cittadini.
Per rilanciare lo sviluppo del Paese e per protestare contro l’aumento spropositato di prezzi e tariffe stiamo organizzando la manifestazione “Tasche vuote” il 15 settembre a Roma a Piazza Montecitorio, con il coinvolgimento più ampio possibile di tutte le Associazioni dei Consumatori e delle forze sociali del Paese.
Nell’ambito di questa prima iniziativa, a cui ne seguiranno altre anche su questioni specifiche, inviteremo i cittadini a portare in piazza i simboli della crisi e rilanceremo le nostre proposte per una manovra alternativa, che non pesi unicamente sulle famiglie, riducendone ulteriormente il potere di acquisto con conseguenze gravissime per l’intera economia.
Per risanare e rilanciare nel contempo l’economia del nostro Paese è infatti necessario avviare:
–       Tassa sulle transazioni finanziarie,
–       Equiparazione tassa su rendite finanziarie (eccetto titoli di stato) a media europea del 20%,
–       Più determinata lotta all’evasione fiscale,
–       Tassa sui patrimoni sopra 2 milioni di Euro,
–       Taglio delle accise sulla benzina,
–       Sblocco delle infrastrutture, per rilanciare imprese e occupazione,
–       Tagli ai costi della politica, principalmente su:
o   abolizione Province con salvaguardia occupazionale,
o   accorpamento piccoli comuni,
o   tagli dei fringe benefit di Parlamentari, manager pubblici e amministratori locali.
o   politica di liberalizzazioni, a partire dal settore dei carburanti.
Siamo convinti che solo una grande stagione di impegno per una nuova cultura della responsabilità che accomuni le forze della società e riformi la politica, strumento indispensabile della democrazia, potrà rilanciare il Paese.

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La posizione di Federconsumatori sull'aumento del costo dell'energia

BOLLETTE ENERGIA ANCORA IN RIALZO.
DAL 1 LUGLIO  +44 EURO SU BASE ANNUA.
DA GENNAIO 2010 GLI AUMENTI AMMONTANO A BEN 170 EURO!

La bolletta annua del 2011, se continua questo trend di aumenti ininterrotti, raggiungerà il record raggiunto già nel 2009, quando una famiglia tipo con un consumo di 1.400 metri cubi ha pagato 1.114 euro. La spesa più alta registrata dal dopoguerra a oggi. Aumenti spaventosi i cui effetti si scaricheranno nell’inverno che ci attende.

Anche per l’energia elettrica, con l’aumento deciso dall’Authority, pari a 8 Euro annui la bolletta del 2011 raggiungerà il record storico registrato nel 2008.
La forte spesa annua è legata all’andamento del prezzo del petrolio al quale le tariffe del gas sono legate e indicizzate in modo improprio.
Le quotazioni del greggio sono passate dai 10 dollari del 1999 ai147 dollari del luglio 2008.
L’altalena dell’oro nero è continuata fino a raggiungere, oggi, la quotazione di circa 96 dollari al barile.
Con l’euro che si è recentemente deprezzato sul biglietto verde, le oscillazioni al rialzo del petrolio rappresentano un pericolo per i bilanci di milioni di famiglie già notevolmente falcidiati dalla grave recessione in atto.

Purtroppo non c’è solo il gioco della domanda e dell’offerta a tenere alto il prezzo del petrolio e le tensioni nei grandi paesi produttori. Ricordiamo da cinque anni a questa parte la speculazione finanziaria ha fatto la sua parte.

In questo contesto, chiediamo al governo misure urgenti e congiunturali, per il superamento dei ritardi “infrastrutturali”, favorendo l’aumento della capacità di importazione dei gasdotti, la costruzione di rigassificatori e di impianti di stoccaggio con le massime garanzie di sicurezza, per far fronte alla “modulazione stagionale”. Sono misure che, tra l’altro, possono limitare la nostra esposizione al ricatto da parte di paesi fornitori di materie prime, come purtroppo avviene puntualmente ogni anno. E’ fondamentale inoltre costruire un processo di concorrenza nel settore del gas ancora dominato dal monopolio dell’Eni nell’importazione della materia prima. Una condizione utile perché si sviluppi anche “a valle” una concorrenza vera sulle bollette del gas.

Chiediamo al Governo l’adozione di alcune misure urgenti per bloccare l’ulteriore aumento delle bollette.”

Innanzitutto è necessario ridurre l’eccessiva imposizione fiscale che incide su ogni metro cubo consumato per il 39% portandolo progressivamente verso la media europea che è del 20%. Si potrebbe per esempio prevedere un meccanismo di sterilizzazione automatica dell’Iva legata al crescere del costo della materia prima.

In ultimo il governo dovrebbe abolire la cosiddetta tassa sulla tassa, ovvero l’assoggettamento all’Iva delle imposte erariali e delle addizionali regionali, ponendo magari la questione in sede comunitaria.

(Foto di christian.senger su Flickr.com)

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Aumento benzina: comunicato Federconsumatori Bologna

BENZINA:
IL GOVERNO SI MUOVE, ANCORA AUMENTI ANCORA TASSE

Dal 1 di luglio, a causa delle ultime norme decise dal Governo, l’accisa della benzina è arrivata a 61.3 centesimi al litro, con un aumento complessivo tra accise ed IVA di ben 6 centesimi al litro.
Identica cosa per il gasolio che passerà a 47.2 cent. al litro con un altrettanto aumento di 6 cent. al litro.

Rispetto all’anno scorso i pieni di benzina tra costi diretti e costi indiretti aumenteranno di  ben 488 euro (per la precisione +240 Euro annui per i soli costi diretti e +170 Euro annui per i costi indiretti, dovuti al fatto che buona parte dei beni è trasportata su gomma, a cui, si aggiungono, alla luce di questo ultimo “aggiustamento” ulteriori aumenti pari a 48 Euro annui per i costi diretti e 30 Euro per i costi indiretti!).

Ricordiamo, inoltre le maggiori entrate per tasse che l’Erario incamererà.
Per la benzina si tratta di maggiori entrate per 864 MLN di euro annui, per il gasolio di ben 1.800 MLN pari ad un totale di due miliardi e 664 milioni di maggiori entrate.
Tutto ciò equivale a un quarto della manovra economica, poiché, fino al 2014 lo Stato incamererà in più 10 miliardi di Euro.

Ribadiamo, quindi, tutta la nostra opposizione a tale decisione, che esprimeremo attraverso iniziative politiche, sociali e anche legali.
La Federconsumatori sta organizzando, per i prossimi giorni, una manifestazione di protesta davanti a Montecitorio contro quello che abbiamo definito “uno scippo con destrezza”.

(Foto di jcarlosn su Flickr.com)

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Equitalia: possibile prorogare le rateizzazioni

In base al dispositivo del decreto “Milleproroghe” (decreto legge n. 225/2010 convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10), è possibile, per chi ha già in corso una rateazione con Equitalia ma non ha potuto pagare la prima rata o, successivamente, due rate, ottenere un allungamento dei tempi di rimborso.

Le modalità e i requisiti, come definiti dal decreto e dalla circolare attuativa di Equitalia, sono i seguenti:

1) l’originale rateazione deve essere stata concessa prima del 27 febbraio 2011, data di entrata in vigore del Millepropoghe;

2) le dilazioni di cui non è stata pagata la prima rata o, successivamente, due rate (e che quindi, secondo la previgente normativa, sarebbero decadute) possono essere prorogate per un tempo massimo di 72 mesi;

3) la condizione per chiedere la dilazione è un temporaneo peggioramento della situazione di difficoltà che aveva dato origina alla prima dilazione. Il peggioramento deve essere comprovato, con modalità diverse a seconda dell’importo da rateizzare:
– per importi inferiori a 5000 euro, è sufficiente una dichiarazione motivata del debitore;
– per importi superiori a 5000 euro, occorre presentare una certificazione ISEE che sia inferiore a quella precedentemente consegnata (nel caso in cui l’ISEE precedente non sia ancora scaduta, occorre dimostrare che si siano verificati eventi posteriori che hanno determinato il peggioramento delle proprie condizioni).

La proroga va chiesta mediante gli appositi moduli disponibili sul sito di Equitalia. Gli sportelli Federconsumatori sono a disposizione per aiutare nalle compilazione delle istanze.

Direttiva di attuazione Equitalia

Modulo proroga persone fisiche fino a 5000 euro

Modulo proroga persone fisiche oltre 5000 euro

Comunicato Stampa Equitalia

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Statuto del Contribuente

Pubblichiamo di seguito il testo della Legge 27 luglio 2000 n. 212 “Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente” (c.d. Statuto del Contribuente)

statuto del contribuente

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IVA al 10% anche per il metano degli impianti centralizzati

L’Agenzia delle Entrate ha emanato di recente due risoluzioni, la 108/E del 15 ottobre 2010 e la n.112/E del 22 ottobre 2010 che chiariscono l’applicazione dell’IVA per i consumi di gas delle utenze condominiali. Infatti, la norma che disciplina l’IVA, il D.P.R. 633/72, è stata modificata  a partire dal 2008  ed attualmente dispone che, per i primi 480 mc di consumo di gas metano per usi civili, si applichi l’IVA al 10% .
Nelle fatture di gas, infatti, si può già vedere che  una certa percentuale di consumo è tassata al 10%, fino alla soglia del 480 mc annui, oltre alla quale si torna al regime normale dell’IVA al 20%.

Questa norma non era però applicata ai condomini e alle cooperative di abitanti che utilizzano impianti di riscaldamento centralizzato, in attesa dei dovuti chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate. Finalmente, con le risoluzioni sopra citate, ottenute anche grazie all’intervento del SUNIA, è stata sanata una situazione di grave ingiustizia che si protraeva ormai da due anni; dal 15 ottobre, quindi, i condomini possono richiedere alla società che eroga il gas metano il rimborso dell’IVA pagata in più per i due anni precedenti la richiesta. Il limite dei 480 mc riguarda non il consumo del condominio nel suo complesso, ma ogni singola utenza utilizzatrice. La Federconsumatori nazionale ha calcolato che, per una famiglia che consuma mediamente 1400 mc annui di metano, il rimborso si aggirerebbe intorno ai 70 euro per i due anni.

Sembrerebbero escluse dal rimborso quelle utenze che, oltre all’impianto centralizzato, fruiscono contemporaneamente di un altro impianto autonomo, ad es. per la cottura dei cibi, per i quali è già in vigore il beneficio dell’IVA al 10% sin dal 2008. La nostra posizione è che questi utenti abbiano comunque diritto all’applicazione dell’IVA al 10% per 480 mc a cui andranno detratti i mc già consumati per la cottura. Se ad esempio una famiglia consuma in un anno 100 mc di gas per cottura cibi, già tassati al 10%, rimangono comunque  380 mc di gas (da riscaldamento) per i quali andrebbe applicata analoga agevolazione. In caso contrario, si determinerebbe una difformità di trattamento tra chi possiede un impianto metano autonomo, che gode dell’agevolazione dell’IVA su tutti i 480 mc, indipendentemente dall’uso del gas (cottura o riscaldamento) e chi invece ha un impianto centralizzato con contatore a parte per i cibi. Sul punto permane però un’incertezza interpretativa e l’Agenzia delle Entrate non si è espressa al riguardo.

Federconsumatori Bologna HA PREPARATO UN FAC-SIMILE DA COMPILARE PER LA RICHIESTA DI RIMBORSO. Se desiderate assistenza potete chiamarci per appuntamento al n.051/6087120

fac simile iva gas

(Foto “Gas” di M Skaffari su Flickr.com)

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Cartelle esattoriali e "rottamazione dei ruoli": sentenza Commissione Tributaria Prov. Bo n.115/9/10

In data 8/7/2010 la Commissione Tributaria Provinciale di Bologna si è pronunciata a favore di un contribuente, assistito dal legale di Federconsumatori Avv.Francesca Romeo, per l’annullamento di una cartella esattoriale con la quale si chiedeva il pagamento del bollo auto per il 1993.

Questi i fatti: nel 2003 il contribuente aderiva al condono fiscale ex art.12 l.289/02, la c.d. “rottamazione dei ruoli”, che consentiva di sanare la propria posizione pagando il 25% delle somme iscritte a ruolo. Dopo sei anni, nel 2009, l’Agenzia delle Entrate ha però comunicato al contribuente di non aver accettato la domanda di condono, in quanto il tributo in oggetto, il bollo auto, non rientrava tra quelli condonabili il quanto regionale e non erariale.

Nella comunicazione inviata dal concessionario della riscossione nel 2003, con la quale si informavano i contribuenti della possibilità di aderire alla rottamazione dei ruoli, tale distinzione non era in alcun modo accennata; come esplicato nel testo della sentenza, “l’amministrazione finanziaria si è “accorta” di aver erroneamente interpretato (…) l’art.12 della l.289/02; (…) i concessionari, nei formali inviti a condonare, non hanno mai distinto i ruoli “erariali” da quelli “non erariali”, prodigandosi al contrario in informazioni per agevolare la chiusura delle pendenze.”

La Commisione Tributaria Provinciale di Bologna ha ritenuto di accettare il ricorso presentato dall’Avv.Romeo poiché il bollo auto, come già stabilito dalla Corte Costituzionale, non può definirsi un tributo locale: le Regioni beneficiano del relativo gettito fiscale, ma non ne hanno la titolarità.

Questa sentenza riveste una particolare importanza per la tutela dei contribuenti poiché interviene in una materia relativamente nuova sulla quale si riscontrano poche pronunce e nessun consolidato orientamento giurisprudenziale. Di seguito il testo integrale:

Comm.Trib.prov.Bo n.115-9-10

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