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TRENITALIA: DAL 1 OTTOBRE IN VIGORE IL NUOVO ALGORITMO PER LE TARIFFE ABBONAMENTI SOVRA-REGIONALI, LE MODALITA' DI RIMBORSO PER GLI ABBONATI

A seguito di un lungo confronto, il Coordinamento delle Regioni ha accolto la richiesta
delle associazioni dei consumatori e dei comitati pendolari di modificare dal 1 ottobre 2017
l’algoritmo di calcolo delle tariffe sovra-regionali e ora previste su base proporzionale
rispetto ai km percorsi in ogni regione attraversata. Un nuovo sistema di calcolo che
comporterà un’importante riduzione dei prezzi degli abbonamenti per oltre il 90% dei
passeggeri.
Le nuove tariffe che decorrono dal 1 ottobre 2017 entreranno indicativamente in vigore
dall’aprile 2018, in attesa dei tempi tecnici necessari per l’adeguamento del sistema
informatico di Trenitalia. I titolari di abbonamento mensile o annuale che matureranno il
diritto a un RIMBORSO a seguito del conguaglio tariffario, potranno richiederlo esibendo
gli abbonamenti relativi ai mesi interessati. Il RIMBORSO verrà erogato con le modalità
che verranno comunicate a breve e comprenderanno anche una quota per il periodo 1
luglio 2017 – 30 settembre 2017.
Ancora da definire gli eventuali rimborsi per gli effetti distorti dell’applicazione
dell’algoritmo per il periodo 1 gennaio 2012 – 20 giugno 2017. Ancora una volta le
associazioni dei consumatori hanno ribadito la richiesta alle imprese ferroviarie di
prevedere, entro il mese di novembre, idonee modalità di rimborso degli abbonati anche
per il periodo 1 gennaio 2012 – 20 giugno 2017.
In attesa di maggiori dettagli, confermata la raccomandazione agli abbonati di conservare
i vecchi abbonamenti mensili ed annuali del periodo interessato.
p. Federconsumatori Emilia Romagna
Giuseppe Poli

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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TRENITALIA: DAL 1 OTTOBRE IN VIGORE IL NUOVO ALGORITMO PER LE TARIFFE ABBONAMENTI SOVRA-REGIONALI, LE MODALITA’ DI RIMBORSO PER GLI ABBONATI

A seguito di un lungo confronto, il Coordinamento delle Regioni ha accolto la richiesta
delle associazioni dei consumatori e dei comitati pendolari di modificare dal 1 ottobre 2017
l’algoritmo di calcolo delle tariffe sovra-regionali e ora previste su base proporzionale
rispetto ai km percorsi in ogni regione attraversata. Un nuovo sistema di calcolo che
comporterà un’importante riduzione dei prezzi degli abbonamenti per oltre il 90% dei
passeggeri.
Le nuove tariffe che decorrono dal 1 ottobre 2017 entreranno indicativamente in vigore
dall’aprile 2018, in attesa dei tempi tecnici necessari per l’adeguamento del sistema
informatico di Trenitalia. I titolari di abbonamento mensile o annuale che matureranno il
diritto a un RIMBORSO a seguito del conguaglio tariffario, potranno richiederlo esibendo
gli abbonamenti relativi ai mesi interessati. Il RIMBORSO verrà erogato con le modalità
che verranno comunicate a breve e comprenderanno anche una quota per il periodo 1
luglio 2017 – 30 settembre 2017.
Ancora da definire gli eventuali rimborsi per gli effetti distorti dell’applicazione
dell’algoritmo per il periodo 1 gennaio 2012 – 20 giugno 2017. Ancora una volta le
associazioni dei consumatori hanno ribadito la richiesta alle imprese ferroviarie di
prevedere, entro il mese di novembre, idonee modalità di rimborso degli abbonati anche
per il periodo 1 gennaio 2012 – 20 giugno 2017.
In attesa di maggiori dettagli, confermata la raccomandazione agli abbonati di conservare
i vecchi abbonamenti mensili ed annuali del periodo interessato.
p. Federconsumatori Emilia Romagna
Giuseppe Poli

 

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Ferrovie: RFI conferma la precedenza ai treni ad Alta Velocità anche nelle fasce pendolari

Secondo fonti ben informate RFI, Rete Ferroviaria Italiana, avrebbe diramato una circolare
interna nella quale prevede che, in caso che un treno dell’Alta Velocità rischi di arrivare con un
ritardo superiore a 5 minuti, i treni regionali e gli IC dovranno “cedere il passo” anche nelle fasce
pendolari garantite!
Se questo provvedimento verrà confermato, sarà l’ultima riprova della scelta del gruppo FS di
privilegiare l’Alta Velocità a discapito dei treni delle tratte regionali e interregionali, dove i ritardi
non sono certo garantiti entro i 5 minuti.
E’ bene ricordare a RFI che il trasporto ferroviario è considerato “universale” in tutti i suoi
aspetti e che i passeggeri di tutto il trasporto ferroviario dovrebbero veder tutelati i propri diritti,
indipendentemente dalla tipologia di treno utilizzato. La scelta di quotarsi in borsa non può vedere
asserviti i treni regionali all’unica priorità del business dell’Alta Velocità.
Una direttiva di RFI in tal senso sarebbe in contrasto con quanto pattuito con la Regione
Emilia Romagna in quanto committente del servizio ferroviario regionale e in contrasto con quanto
dichiarato da RFI nel Prospetto Informativo della Rete (PIR) approvato all’Autorità di Regolazione
dei Trasporti che a questo punto non può che intervenire per censurare tali comportamenti.

 

Giuseppe Poli
Federconsumatori ER

 

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

 

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Multa a Trenitalia di 5 milioni

A seguito di un esposto di Federconsumatori, l’AGCM (Antitrust) ha sanzionato Trenitalia S.p.a. per una pratica commerciale scorretta inerente il sistema telematico di ricerca e acquisto dei titoli di viaggio accessibile alla clientela: sul sito aziendale, tramite le emettitrici self-service di stazione e la App Trenitalia per smartphone e tablet.
A seguito di un complesso procedimento, l’Autorità ha, infatti, accertato che l’insieme di soluzioni di viaggio proposte a seguito di una ricerca su tali strumenti informatici omette numerose soluzioni con treni regionali (generalmente più economiche), pur trattandosi di alternative sostituibili a quelle invece mostrate, alterando in questo modo la scelta del consumatore.
In particolare, la soluzione di viaggio che prevede un cambio e l’utilizzo di treni regionali non è mai inclusa nei risultati di ricerca e non è altrimenti rintracciabile (se non attraverso la specifica ricerca con l’opzione “Regionali” sul sito internet), laddove la partenza sia in prossimità di una soluzione che utilizza Frecce e Intercity (l’unica invece sempre mostrata) anche se di poco più veloce.
Trenitalia non ha in alcun modo informato i consumatori in merito a tale importante limitazione, ma ha anzi utilizzato, sul sito aziendale, la denominazione ingannevole “tutti i treni”.
L’Autorità ha ritenuto tale pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del Consumo e ha
irrogato a Trenitalia S.p.a. una sanzione di 5 milioni di euro, pari al massimo consentito. In
considerazione dei rilevanti effetti della pratica sui consumatori l’Autorità ha, altresì, imposto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 8, del Codice del Consumo, l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di rettifica informativa sul proprio sito internet, sull’App e sulle emettitrici self service presenti in stazione.

 

E.A.

“Realizzato nell’ ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2015″.

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Le considerazioni di Federconsumatori sul CETA

Oggetto: Osservazioni di Federconsumatori Nazionale in merito alla ratifica del Trattato CETA – Comprehensive Economic Trade Agreement

 

 

Lasciamo una breve memoria in cui si sintetizza la posizione di Federconsumatori sulla proposta di Trattato CETA, chiedendo al Parlamento di non ratificarlo e al Governo italiano di farsi promotore di una sostanziale riscrittura dello stesso che, ove mantenuto nei suoi contenuti attuali, provocherebbe danni alle produzioni italiane e ai livelli di tutela sociale e della salute dei cittadini.

 

Innanzi tutto ci preme sottolineare la scarsa informazione e lo scarso coinvolgimento dei cittadini italiani, che pure subiranno ripercussioni sulla propria qualità di vita in seguito all’attuazione del Trattato.

 

E’ inoltre particolarmente delicata la questione relativa agli ISDS, cioè le clausole di risoluzione delle controversie tra investitori e Stato, la cui adozione consente a gruppi privati di ricorrere ad un arbitrato internazionale qualora vedano i propri investimenti messi a rischio da provvedimenti varati dai governi. In questo modo viene istituito una sorta di tribunale sovranazionale nel quadro di un meccanismo che intacca la possibilità dello Stato di adottare leggi di interesse pubblico che tocchino gli interessi e i guadagni delle aziende.

 

Altro punto problematico è rappresentato dal principio di precauzione, non previsto né tantomeno tutelato dal CETA: mentre in Canada, così come negli Stati Uniti, le sostanze possono essere utilizzate e commercializzate finché non ne viene dimostrata la dannosità, nei Paesi UE è esattamente il contrario. Se un’azienda, quindi, deve commercializzare una sostanza, è prima tenuta a dimostrare scientificamente che questa non provochi alcun danno. In questo senso l’accordo sancisce un cambiamento nettamente peggiorativo in termini di tutela della salute del consumatore. E’ antistorico passare da politiche di prevenzione a politiche risarcitorie.

 

Non si possono non valutare i potenziali rischi per il mondo del lavoro. L’accordo infatti non prevede disposizioni vincolanti in merito all’incremento dell’occupazione, alla tutela della salute e alla sostenibilità sociale e ambientale.

 

Infine, c’è la questione delle denominazioni italiane DOP e IGP. In base ad un criterio che non è stato reso noto, sono stati selezionati 41 prodotti italiani tutelati dal CETA. Ciò significa che le restanti 248 denominazioni Made in Italy restano escluse: basti pensare che per l’olio d’oliva nessuna delle principali DOP e IGP è inclusa nella lista. Inoltre a questa tutela sono previste alcune, rilevanti eccezioni. Un primo, rilevante esempio è rappresentato dalla possibilità, per gli operatori canadesi che hanno utilizzato i marchi Asiago, Fontina e Gorgonzola fino al 18 ottobre 2013, di continuare ad utilizzare tali diciture. Inoltre sarà ancora consentita la registrazione di marchi contenenti il termine Parmesan (con divieto di utilizzo di elementi che possano ingannare il consumatore in merito all’origine del prodotto), ammettendo in sostanza una coesistenza del Parmesan e del Parmigiano Reggiano. Altra convivenza discutibile riguarda i salumi: il prosciutto di Parma, il prosciutto Toscano, il prosciutto di Modena e il prosciutto San Daniele verranno immessi nel mercato canadese ciascuno con la propria denominazione ma dovranno convivere con gli omonimi marchi canadesi registrati. Ciò significa che per questi prodotti viene consentita e ratificata la possibilità di vendita e distribuzione sia degli originali italiani sia della loro versione canadese. Tutti elementi, questi, che di fatto allentano la difesa del patrimonio agroalimentare italiano e delle nostre produzioni, poiché mantengono una situazione di ambiguità che rende difficile il riconoscimento del prodotto originale.

 

“Progetto realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo Economico. Ripartizione 2015.”

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Novità sul trasporto pubblico locale

LA REGIONE CONFERMA GLI ABBONAMENTI MI-MUOVO:
DA LUGLIO CAMBIANO I RIMBORSI PER GLI ABBONATI AV della BOLOGNA-FIRENZE

La Regione Emilia Romagna lascia immutate e conferma le agevolazioni per gli abbonati MiMuovo previste per l’acquisto della Carta MiMuovo Tuttotreno e per gli abbonamenti MiMuovoFB/IC e con la possibilità di acquistare la “estensione regionale”.

Per quanto riguarda gli abbonati AV della Bologna-Firenze prevede importanti novità per la modalità di rimborso. A partire dagli abbonamenti di Luglio 2016 il rimborso previsto per i pendolari residenti in Emilia-Romagna non sarà più applicato automaticamente in fase di acquisto, ma sarà erogato successivamente dalla Regione per una quota fissa di 45 Euro per ogni mese. Una quota che potrà essere aggiornata annualmente in relazione al prezzo dell’abbonamento. Una soluzione che dovrebbe semplificare anche il rilascio della cosiddetta “estensione regionale” che permette all’abbonato AV di utilizzare sulla stessa relazione anche treni regionali.

Il rimborso riguarderà gli abbonamenti mensili AV messi in vendita da qualsiasi impresa ferroviaria per la tratta interessata e verrà effettuato dalla Regione tramite la società FER. La nuova modalità introdurrà vantaggi per gli abbonati, che potranno acquistare attraverso tutti i canali di vendita, non dovranno rinnovare ogni mese la attestazione di residenza e potranno avvalersi di ogni operatore AV che istituisca il titolo dell’abbonamento mensile. 

Il rimborso avverrà a cadenza trimestrale (v.comunicato in basso) con una prima attivazione il prossimo 1° ottobre 2016, inviando a FER una mail contenente un modulo con i dati personali, il codice IBAN, la copia della carta di identità e degli abbonamenti acquistati. Maggiori informazioni verranno fornite sul sito web della Regione Emilia Romagna: http://mobilita.regione.emilia-romagna.it/  

Dopo la delibera dell’Autorità dei Trasporti i gestori dell’Alta Velocità hanno messo in discussione il rilascio degli abbonamenti AV. Sulla vicenda è intervenuta la Regione  presso il ministro Delrio per sollecitare un intervento di indirizzo per le imprese del settore (Trenitalia/Italo) suggerendo un rapporto diretto tra costi delle tracce orarie e servizi erogati dalle imprese, con particolare riferimento agli abbonamenti. Sulla vicenda è attivo un coordinamento nazionale degli abbonati AV a cui aderisce anche il Crufer che sta verificando la possibilità di un ricorso seguito dalla Federconsumatori nazionale.

Giuseppe Poli – Federconsumatori Emilia Romagna

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Maggio gratuito per i pendolari in Emilia Romagna

A partire dal 22 aprile è possibile richiedere il bonus di un mese previsto per gli abbonati dei servizi ferroviari dell’Emilia Romagna, a parziale compensazione dei disagi subiti lo scorso anno, in particolare la mancata climatizzazione nei mesi estivi.

Il bonus, che permette di viaggiare gratis nel mese di maggio o di prolungare la durata dell’abbonamento annuale, spetta a chi:

  1. – sia titolare di un abbonamento per viaggiare su una tratta ferroviaria che abbia almeno origine o destinazione in Emilia-Romagna;
  2. – possieda un abbonamento annuale, o due mensili tra gennaio e aprile 2016, per viaggiare sulla stessa tratta.

 

Le modalità di riscossione del bonus sono le seguenti:
– ABBONAMENTI MENSILI: presentando presso le biglietterie Tper o Trenitalia due abbonamenti con le caratteristiche di cui sopra, si riceverà gratuitamente un abbonamento per il mese di maggio. Se l’abbonamento è del tipo integrato “Ferrobus”, il bonus vale solo per la parte relativa al servizio ferroviario, per cui l’integrazione bus per maggio va acquistata a parte.

– ABBONAMENTI ANNUALI: se l’abbonamento scade tra il il 30 aprile 2016 e il 29 aprile 2017, la validità viene prorogata  di un mese; se sono scaduti nel periodo tra il 31 gennaio e il 29 aprile 2016 e non rinnovati, sarà rilasciato un abbonamento mensile gratuito valido per il mese di maggio 2016.

Scadenze: per chi è titolare di un abbonamento mensile con Tper, per ritirare il bonus c’è tempo fino al 25 maggio, per gli abbonati annuali fino al 24 giugno. Gli abbonati mensili di Trenitalia possono richiedere il bonus fino al 24 maggio, gli annuali fino al 30 giugno.

Per agevolare l’utenza, sono stati aperti sportelli straordinari da Trenitalia: un punto vendita dedicato all’emissione esclusiva dei bonus sarà  collocato in stazione a Bologna C.le presso l’ufficio Assistenza Clienti Trenitalia (Piazzale Ovest – stazione di superficie). Per le altre province, si può consultere il sito di Federconsumatori Emilia-Romagna.

 

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Trasporto ferroviario: l'Autorità potrà multare le aziende inadempienti

A distanza di quattro anni dall’entrata in vigore, anche l’Italia si adegua alle norme europee sul trasporto ferroviario, contenute nel regolamento CE n.1371/2007: dal prossimo 21 maggio entrerà in vigore l’atteso provvedimento (D.lgs. 70/14) che attribuisce alla nuova Autorità di regolazione dei trasporti il potere di vigilanza sull’applicazione delle norme UE e fissa apposite sanzioni per chi trasgredisce agli obblighi previsti.
Un lungo ritardo, rimarcato più volte da Federconsumatori nelle sedi istituzionali, che è costato caro alla credibilità dell’Italia, deferita alla Corte di giustizia UE. Un’infrazione aggravata dalla circostanza che, a differenza di altri paesi dell’Unione, l’Italia non ha chiesto deroghe all’attuazione del regolamento.

Nei prossimi due mesi l’Autorità emanerà disposizioni di dettaglio per inoltrare i reclami con procedure semplificate e online, cosi come dovrà stabilire i dettagli delle sanzioni i cui importi sono già determinati nel decreto attuativo. Già oggi è possibile riassumere gli aspetti più importanti che saranno regolati dall’Autorità dei trasporti:

• accoglimento delle istanze dei viaggiatori che non ricevono riscontro entro 30 giorni ad un reclamo presentato alle imprese ferroviarie

• per ritardo in partenza o durante il viaggio: l’impresa ferroviaria è tenuta a informare al più presto i passeggeri sui ritardi e la soppressione di treni

• le imprese ferroviarie devono informare adeguatamente i passeggeri sulle modalità d’indennizzo

• le imprese di trasporto, i gestori delle stazioni e i tour operator sono tenuti a informare i passeggeri in merito ai loro diritti e ai loro obblighi

• per ritardo superiore a un’ora, si può richiedere il parziale rimborso del biglietto. Il risarcimento vale anche in caso di coincidenze perse e soppressioni

• qualora non sia disponibile nella stazione di partenza o nelle vicinanze alcun rivenditore, i biglietti si potranno acquistare a bordo del treno senza alcun sovrapprezzo

• sarà ora possibile trasportare la bicicletta sul treno purché sia maneggevole e “non pregiudichi il servizio ferroviario e il materiale rotabile lo consenta”

• nessuna discriminazione per garantire il trasporto di disabili e persone a mobilità ridotta.

Federconsumatori auspica che i provvedimenti attuativi che l’Autorità adotterà nei prossimi giorni siano chiari ed univoci. I consumatori devono vedere riconosciuta la certezza dei loro diritti riguardo alle modalità di reclamo e rimborsi per ritardi e soppressioni. Non sarebbe la prima volta che norme poco chiare o contraddittorie finiscano per andare a vantaggio delle imprese ferroviarie.
Un obiettivo che Federconsumatori intende perseguire seguendo con attenzione la fase attuativa, in particolare sui prossimi atti che dovranno adottare l’Autorità dei trasporti e il Ministero delle Infrastrutture. Tale fase attuativa deve essere preceduta, come richiediamo da tempo, da un necessario confronto con le associazioni dei consumatori.

Dal sito Federconsumatori Emilia-Romagna

 

 

E.A.

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Trasporto Marittimo: accertato e multato un cartello di quattro compagnie nelle rotte per la Sardegna

Un comunicato stampa dell’Autorità Garante Concorrenza e Mercato  annuncia sanzioni di oltre 8 milioni di euro per quattro compagnie di navigazione, Moby, SNAV, Grandi Navi Veloci e Marinvest, colpevoli di aver realizzato un’intesa per l’aumento dei prezzi per i servizi di trasporto passeggeri nell’estate 2011 sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres.

Nel provvedimento si evidenzia come, negli anni 2006 – 2009, i prezzi dei biglietti di trasposto passeggeri nelle rotte indicate fossero in costante siminuzione e solo nel 2010 si assisteva ad un cambio di rotta con aumenti, a detta dell’AGCM, particolarmente significativi: ad esempio, la tariffa Best Offer praticata da Moby nel 2011 aveva subìto un rincaro oscillante tra il  125%  e il 177% rispetto al 2010, a fronte di una riduzione dei passeggeri trasportati.

In generale, considerando la media delle offerte,  gli incrementi di prezzo praticati dalle società Moby, GNV, SNAV e Forship risultano generalmente aumentati del  65% da un anno all’altro.

A nulla sono valse, davanti all’Autorità, le difese delle compagnie che hanno giustificato l’aumento delle tariffe  con la “corsa” del prezzo del carburante: questo, infatti, incide sul prezzo in una percentuale sicuramente inferiore rispetto ai rincari.

Allo stesso modo, secondo l’Autorità la sussistenza di perdite nell’esercizio precedente non è di per sé idonea a giustificare il rialzo parallelo dei prezzi.

In conclusione, L’AGCM ha accertato un parallelismo di condotte, nella stagione estiva 2011, che è il frutto di un’intesa anticoncorrenziale, non potendosi spiegare tali comportamenti in chiave di autonoma e consapevole scelta imprenditoriale.

La sanzione è stata pesante per Moby (5.462.310 euro) e Grandi Navi Veloci (2.370.795 euro), un po’ più ridotta per SNAV (231.765 euro) e Marinvest (42.575 euro), in considerazione della presenza minore di queste due società sul mercato e dei loro più bassi fatturati.

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

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Nuova stazione AV di Bologna: come sempre il trasporto regionale è l'ultima ruota del carro

Comunicato stampa Federconsumatori ER:

 

Dopo anni di ritardi e rinvii con il prossimo orario estivo verrà aperta al “servizio viaggiatori” la nuova stazione AV di Bologna. Un ulteriore e importante tassello del sistema AV, che interessa un numero sempre maggiori di utenti e garantisce ai gestori, Trenitalia e NTV, ricavi impensabili nel passato. Nel clima festoso di inaugurazioni e tagli di nastri si dimenticherà di ricordare che gli utenti della stazione di Bologna e dell’intera Regione hanno pagato personalmente con disagi e disservizi i lavori di ammodernamento e altri ne seguiranno per il completamento.
Secondo gli annunci di RFI l’apertura della nuova stazione AV di Bologna dovrebbe liberare i binari oggi contesi dai treni AV “a vantaggio dei treni del trasporto regionale e metropolitano”. Una affermazione che si scontra con gli orari dei treni regionali del prossimo 9 giugno, che vedono confermati gli stessi tempi di percorrenza attuali. Oltre al danno la beffa: i tempi di percorrenza dilatati negli anni precedenti proprio a causa dei lavori, vengono confermati in via permanente.
Sempre maggiore evidenza allo squilibrio tra un’Alta Velocità sempre più competitiva e ciò che resta della Lunga Percorrenza non-AV. Con l’orario del prossimo 9 giugno verranno soppressi due importanti collegamenti Intercity tra Milano e Napoli (IC 583 – IC 594), finora al servizio delle località intermedie non servite da linee e servizi AV. Due treni apprezzati e molto frequentati dagli utenti ma che, come sempre, Trenitalia ha soppresso senza motivazioni.
Il Trasporto Regionale si conferma il settore con le maggiori sofferenze. Per ammissione della stessa Regione Emilia Romagna il nuovo contratto di servizio, ancora da bandire, entrerà a regime nel 2017. Uno stillicidio di cinque anni per gli utenti, ostaggio ancora per anni di gestori sempre meno motivati. Un lungo arco di tempo in cui i diritti degli utenti saranno di fatto sterilizzati, anche di fronte alle iniziative più gravi dei gestori, come le soppressioni programmate dei treni per mancanza di personale o degli stessi treni. Ancora da motivare la soppressione col nuovo orario (al sabato) sulla Modena-Carpi-Mn di 28 treni, che stravolge il cadenzamento introdotto pochi mesi prima come panacea dei problemi del servizio ferroviario regionale.
Fatta eccezione per l’Alta Velocità e servizi connessi, per l’intero servizio ferroviario si evince una situazione fortemente deteriorata tra ritardi, disagi e disservizi che il committente del Servizio Ferroviario Regionale, la Regione Emilia Romagna, ha scelto di subire pesantemente. Le “parate d’onore” tra i vertici di FS e della Regione di questi giorni marcano un forte contrasto con i lunghi silenzi verso cittadini e le rappresentanze dell’utenza. I nuovi orari entrano in vigore senza che siano stati minimamente confrontati con le esigenze degli utenti, assommandosi a tante questioni che non trovano risposte o sedi di confronto, come la mancata revisione dei tempi di percorrenza o i parametri di qualità del trasporto regionale.

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