Articoli

“Green pass” o passaporto vaccinale: facciamo il punto!

AGGIORNAMENTO (21/06/2021)
Tutte le certificazioni associate alle vaccinazioni effettuate saranno rese disponibili entro il 28 giugno. Chi ha ricevuto via sms o email il codice per avvenuta vaccinazione, test negativo o la guarigione da COVID-19 può già scaricare la Certificazione verde dal sito www.dgc.gov.it con Tessera sanitaria o identità digitale (SPID o CIE), oppure dall’app IO o dall’app Immuni. In ogni caso la procedura è semplice e guidata.
Prossimamente sarà possibile trovare la propria certificazione nel rispettivo Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale.

In Italia

Le “certificazioni verdi Covid-19” sono state introdotte dal Decreto Legge 22 aprile 2021, n. 52, per consentire lo spostamento tra territori in zona arancione o rossa in assenza di comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità, motivi di salute, rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione (art. 2, comma 1). Si parla di certificazioni al plurale, poiché le condizioni attestate sono tre (art. 9, comma 2): avvenuta vaccinazione anti-SARS-CoV-2; avvenuta guarigione da COVID-19, con contestuale cessazione dell’isolamento prescritto; effettuazione di test antigenico rapido o molecolare con esito negativo al virus SARS-CoV-2. Le certificazioni verdi hanno, pertanto, diversi termini di validità, recentemente modificati dal Decreto Legge 18 maggio 2021, n. 65: nove mesi dalla data del completamento del ciclo vaccinale oppure dal quindicesimo giorno dal quindicesimo giorno successivo alla somministrazione fino alla data prevista per il completamento del ciclo vaccinale; sei mesi a far data dall’avvenuta guarigione; quarantotto ore dall’esecuzione del test. Anche la modalità di rilascio, in ogni caso possibile sia in formato digitale che in formato cartaceo, dipende dal tipo di certificazione. L’interessata o l’interessato può richiedere il rilascio al struttura sanitaria ovvero dall’esercente la professione sanitaria che effettua la vaccinazione; alla struttura presso di ricovero del paziente affetto dal virus, oppure dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta (in tal caso sarà resa disponibile anche nel fascicolo sanitario elettronico dell’interessato); alle strutture sanitarie pubbliche oppure a quelle private autorizzate o accreditate oppure alle farmacie che svolgono i test.

Le certificazioni verdi permettono anche di accedere alle RSA, residenze socio-assistenziali, per far visita ai propri cari, a seguito dell’ordinanza del Ministro della Salute, Roberto Speranza, dello scorso 8 maggio. Saranno necessarie, inoltre, a partire dal 15 giugno, anche per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, anche al chiuso.

Queste disposizioni, tuttavia, avranno vita breve: è lo stesso d.l. 52/2021 a precisare che saranno applicabili fino alla data di entrata in vigore delle norme di attuazione della disciplina europea relativa al EU Digital Covid Certificate (art. 9 comma 9).

In Europa

Il percorso di creazione ed attuazione del passaporto vaccinale europeo, finalizzato ad allentare le restrizioni alla circolazione tra i Paesi membri dell’Unione europea e tra i Paesi dello Spazio Schengen dovute alla recente pandemia, è iniziato il 17 marzo 2021, con una proposta della Commissione europea.

Le trattative tra i negoziatori delle istituzioni europee si sono concluse con un accordo nel corso dell’incontro trilaterale – Commissione europea, Parlamento europeo, Consiglio dell’Unione europea – tenutosi lo scorso 20 maggio. Se già numerosi tra gli Stati membri si sono organizzati per l’emissione di certificazioni aventi validità nazionale (Croazia, Grecia, Danimarca, Polonia, Germania, Lituania, Estonia, Spagna, Austria, ed Italia), l’intesa a livello europeo, ulteriormente vagliata dal Parlamento Ue, consentirà a queste certificazioni di essere riconosciute negli altri Paesi, permettendo quindi di ritrovare la caratteristica libertà di circolazione nella zona Ue. Chi si spostasse senza certificazione, infatti, sarebbe tenuto al rispetto delle differenti misure nazionali di sottoposizione a test, isolamento o quarantena di diversa durata. L’esenzione del genitore vale anche per figlie e figli minorenni.

Sono due le differenze rispetto alla disciplina italiana relativa alle certificazioni verdi, sopra illustrata. Non è ammesso il rilascio dopo la prima dose del vaccino, ma solo a 14 giorni dalla chiusura del ciclo vaccinale. Inoltre, il green pass per chi risulti negativo è differenziato nella durata rispetto al tipo di tampone effettuato: 72 ore per chi abbia effettuato un tampone molecolare, 48 ore per chi invece abbia effettuato un tampone “rapido”.

Il regolamento dell’Unione europea relativo al EU Digital Covid Certificate entrerà in vigore il 1 luglio 2021, ma l’infrastruttura digitale è già pronta: dal 1 giugno è operativo il c.d. Gateway, la piattaforma informatica per la condivisione delle certificazioni oltre i confini degli Stati membri. Sul fronte interno, il green pass dovrebbe essere rilasciato tramite l’applicazione Io, per i servizi della PA, tra cui il Cashback di Stato, scaricata già da 11 milioni di cittadini, aggiornata a tale scopo. Potrebbe essere utilizzata anche l’applicazione per il tracciamento dei contatti Immuni. Allo stato dell’arte, manca ancora l’applicazione di verifica, che sarà utilizzata dalle autorità per verificare la validità delle certificazioni presentate da cittadini Ue in ingresso, e un accordo di coordinamento tra le Regioni italiane su forma e modalità omogenee di rilascio.

Non mancano le perplessità rispetto al livello di sicurezza garantito dal sistema dei pass:i soggetti vaccinati possono comunque trasmettere l’infezione; i soggetti che hanno già contratto la malattia potrebbero essere nuovamente infettati; la vaccinazione in età pediatrica non è ancora operativa su larga scala; non tutti i farmaci impiegati per la vaccinazione nei diversi Paesi membri sono stati preventivamente approvati dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA); la percentuale di falsi negativi rilevati da alcuni tipi di test è relativamente elevata.

Ancora una volta la situazione di protratta emergenza sanitaria ed il conseguente affaticamento di alcuni settori economici, in particolare quello turistico, ha forzato gli Stati dell’Unione europea ad una corsa condivisa alla soluzione più valida, sia sul piano giuridico che sul piano scientifico. Gli esiti di questo sforzo comune potranno essere valutati solo tra alcuni mesi, ma sin d’ora si può riflettere sull’importanza della libertà di circolazione delle persone, una delle quattro libertà fondamentali dell’Unione europea, che si dava ormai per scontato.

Foto di TheAndrasBarta da Pixabay

258 Visite

Rafforzati i diritti dei passeggeri nel trasporto su strada

È entrato in vigore il  Regolamento Europeo n. 181/2011 che introduce, per la prima volta, nel nostro ordinamento la tutela dei diritti dei passeggeri in autobus, modellata sulla falsariga del trasporto aereo.
Il regolamento si applica ai passeggeri che viaggiano con servizi regolari per categorie di passeggeri non determinate (quindi non ai trasporti occasionali “charter” o a noleggio) il cui punto d’imbarco o sbarco è situato nel territorio di uno Stato membro.

I diritti previsti dal Regolamento sono:

– la non discriminazione basata sulla cittadinanza riguardo alle tariffe e ad altre condizioni contrattuali;
– il trattamento non discriminatorio per le persone disabili o a mobilità ridotta: assistenza gratuita nelle stazioni di autobus designate e a bordo degli autobus, compensazione pecuniaria per la perdita o il danneggiamento delle loro attrezzature per la mobilità;
– informazioni adeguate e accessibili per tutti i passeggeri prima e durante il viaggio nonché informazioni a carattere generale sui loro diritti nelle stazioni e su internet;
– un sistema per la gestione dei reclami istituito dalle società di trasporti e a disposizione di tutti i passeggeri;
– l’istituzione in ogni Stato membro di un garante indipendente incaricato di garantire l’applicazione del regolamento e di imporre sanzioni.
– il risarcimento per il decesso, le lesioni, la perdita o il danneggiamento del bagaglio in seguito a incidenti stradali;

Più incisive novità sono previste per i viaggi superiori a 250 km:

– il rimborso del prezzo del biglietto o un viaggio alternativo in caso di overbooking (accettazione di un numero di prenotazioni superiore ai posti disponibili), di cancellazione o di ritardo superiore a 2 ore rispetto all’ora di partenza prevista;
– una penale pari al 50% del prezzo del biglietto, oltre al rimborso del prezzo pieno del biglietto, in caso di overbooking, cancellazione o ritardo superiore a 2 ore rispetto all’ora di partenza prevista, qualora la società di trasporti non consenta al passeggero di scegliere tra rimborso e il nuovo viaggio;
– un’adeguata assistenza (pasti, bevande e, se necessario, alloggio) in caso di cancellazione o ritardo superiore a 90 minuti per i viaggi di durata superiore alle 3 ore.

Di seguito pubblichiamo il Testo del Regolamento

 

 

E.A.

Realizzato nell’ambito del programma generale di intervento 2010 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero per lo sviluppo economico

886 Visite